L'US Open perde anche la numero 2: Tsurenko fa fuori Wozniacki

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L’US Open perde anche la numero 2: Tsurenko fa fuori Wozniacki

Dopo due turni, eliminate la prima favorita del seeding Halep e la seconda Wozniacki. Al terzo turno, Kvitova-Sabalenka, Kerber-Cibulkova e Sharapova-Ostapenko. Dasha out

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TONFO CAROLINE – Nell’anomalo caldo torrido di New York vanno in campo nella sessione notturna del tabellone femminile la n. 2 del ranking mondiale Caroline Wozniacki (28 anni, Danimarca) e la n. 36 Lesia Tsurenko (29 anni, Ucraina): in palio un posto nel terzo turno per affrontare la ceca Katerina Siniakova. La marcia di avvicinamento al secondo scontro diretto tra le due giocatrici è stata simile in termini di programmazione (dopo Wimbledon allenamenti e i 2 Premier a Montreal e Cincinnati) ma non come esiti: due rapide eliminazioni (una per ritiro) al primo turno per Wozniacki, mentre Tsurenko ha perso per ritiro in Canada al secondo turno, e in terra statunitense ha eliminato Garbine Muguruza prima di cedere alla n.1 mondiale Halep nei quarti. La vittoria in due set di Lesia Tsurenko conferma sia l’ottima annata della tennista ucraina che il rendimento irregolare di Caroline Wozniacki, che dopo una prima parte di stagione molto buona ha inanellato alcune sconfitte preoccupanti. Il primo set si sviluppa secondo i canoni tipici della maggior parte dei match del circuito femminile, ovvero dando poca importanza ai fini del risultato al rendimento al servizio, visto che fioccano break e contro break nei primi sei giochi con il cruciale settimo game che va a Tsurenko, che poi mantiene anche se a fatica i due turni successivi per chiudere 6-4 dopo un’ora e 4 minuti. Nel secondo parziale ad un iniziale equilibrio segue il crollo della tennista danese, che cede ripetutamente il servizio e consegna il match a Lesia Tsurenko, facendole così proseguire il cammino in quest’ultimo Slam di stagione che dopo due turni ha già perso le prime due teste di serie. Come già detto la tennista ucraina è attesa da Siniakova in un match ad alto rischio visto il piglio della giocatrice ceca, che ha vinto entrambe le partite al terzo set restando in campo oltre 5 ore.

Andrea Franchino

KERBER, CHE FATICA! – Angelique Kerber soffre. Non sfrutta due match point nel secondo set ma continua a lottare e, dopo due ore e mezza di partita, riesce a raggiungere il terzo turno degli US Open, torneo che nel 2016 l’ha vista trionfare e agganciare la posizione di numero 1 al mondo. Non è stata una giornata semplice per la campionessa in carica di Wimbledon che ha dovuto fare gli straordinari per superare l’ostacolo svedese Johanna Larsson (n. 82 WTA) apparsa particolarmente ispirata soprattutto con il dritto. Nei tre precedenti Angie aveva avuto sempre avuto vita facile con la svedese: non aveva mai perso un set e, soprattutto, aveva vinto con parziali abbastanza netti. Proprio il primo set è sembrato ripercorre questo schema: la numero 4 al mondo ha corso, ha messo in mostra la sua forma fisica esaltandosi nei recuperi, riuscendo a leggere bene il servizio in kick della svedese e, in poco più di 39 minuti, ha portato a casa il primo parziale per 6 giochi a 2. E anche nel secondo set la tedesca, ottenuto il break, ha iniziato a prendere il largo trovandosi a servire, sul 5 a 4, per chiudere l’incontro. A questo punto, però, l’ex numero 1 al mondo non è riuscita a concretizzare due match point, ha ceduto la battuta ed è stata costretta a subire la rimonta della svedese che, grazie ad una posizione più aggressiva in campo, è riuscita a fare suo il secondo set.

 

Il dritto di Kerber è stato meno preciso e anche i punti più lottati e gli scambi lunghi, che nelle giornate migliori sono il pane quotidiano per Kerber, sono stati vinti dalla svedese. Larsson alla ripresa ha viaggiato sulla fiducia, lasciando andare il braccio, trovando campo e approfittando di qualche gratuito di troppo da parte della tedesca. Angie, però, ha messo in campo la sua esperienza e nonostante il momento di difficoltà è riuscita a rompere l’equilibrio grazie ad un bellissimo rovescio lungolinea giocato quasi con le ginocchia sul campo nel quinto game ha ritrovato la fiducia persa. Nonostante le difficoltà al servizio Kerber è riuscita a chiudere sul 6 a 4 e, ora, al terzo turno affronterà la slovacca Dominika Cibulkova. Alla svedese è mancato un po’ di coraggio e forse il rovescio lungolinea, che ha giocato davvero col contagocce. Per Kerber la gloria, piegata sulle gambe, arriva dopo quasi due ore e mezza.

da New York, Bruno Apicella (con la collaborazione di Manuel Dicorato)

KVITOVA SENZA BRILLARE – Vittoria sofferta e che lascia qualche tarlo nella testa di una Kvitova che ha sofferto per avere ragione della numero 90 del mondo, la cinese Wang. Match pieno di alti e bassi per la due volte campionessa di Wimbledon, che ha fatto e disfatto tutto da sola (soprattutto nel primo set, avanti di due break si è ritrovata 5-5) per poi riuscire a cavarsela non senza qualche patema di troppo. La diagonale di destra è stata la chiave per Petra, brava a pungolare nei momenti chiave il colpo più debole della meno quotata cinese. Da registrare ancora il servizio (qualche problema col lancio di palla, forse a causa del sole) ed il dritto che se attaccato costantemente porta troppo spesso all’errore gratuito. La marcia dell’ex numero due del mondo prosegue, il prossimo ostacolo è rappresentato dalla testa di serie numero 26, quella Sabalenka che ha eliminato Vera Zvonareva.

Manuel Dicorato

SABALENKA NERVI SALDI – Partita di secondo turno di altissimo spessore tecnico quella che vede fronteggiarsi l’astro nascente Sabalenka e la veterana Zvonareva. La ventenne bielorussa è reduce da un’estate esaltante, che l’ha vista semifinalista a Cincinnati e vincitrice di New Heaven, risultati le hanno permesso di arrivare al suo best ranking, numero 20, e di raggiungere il secondo turno in questi US Open. La sua avversaria, ex finalista su questi campi, torna nel torneo dopo la sua ultima apparizione del 2011, decisa a migliorare il suo record di 27-7 nei secondi turni degli Slam. Come prevedibile, è Sabalenka a comandare il gioco, con le sue incredibili bordate da fondo campo. In particolare è il dritto a brillare oggi. Le prime avvisaglie di cedimento per la russa si avvertono nel quarto gioco del primo set: Zvonareva riesce ad annullare due palle break e a restare in partita, ma nulla può durante il suo successivo turno di servizio, che cede a zero. Troppa la differenza in campo nel primo parziale, con Vera troppo fallosa per impensierire un’avversaria decisamente in palla. Nel secondo set il canovaccio tattico non si modifica, è solo l’efficacia dei colpi di Sabalenka a calare leggermente rispetto al primo parziale. Questo anche grazie ad una Zvonareva di nuovo combattiva: riesce infatti a recuperare il break subito ad inizio secondo set con tenacia e cattiveria, sfruttando probabilmente un rilassamento dell’avversaria convinta di avere la partita in pugno. Dal terzo game è una vera battaglia, con la bielorussa capace di realizzare ben 24 vincenti in un solo set e la russa abile a restare agganciata all’avversaria. La contesa si chiude al tie-break: Vera non converte due set point e perde la partita, lanciando Sabalenka ad un emozionante terzo turno contro Petra Kvitova.

Lorenzo Fattorini

DASHA DELUDE – Esce di scena con grande rammarico Daria Kasatkina, eliminata in due set dalla bielorussa Aliaksandra Sasnovich (n. 33 del mondo). La testa di serie numero 11 non è riuscita a difendere gli ottavi di finale conquistati lo scorso anno e non ha confermato i due quarti di finale disputati negli ultimi due Slam. Per la prima volta nella storia del tennis bielorusso, quattro tenniste sono arrivate al secondo turno di un Major (Azarenka, Lapko, Sabalenka e la stessa Sasnovich) e sembra che non abbiano finito di sorprendere in questa 50esima edizione dello US Open. La 24enne di Minsk ha comandato il primo set contro una versione eccessivamente passiva di Kasatkina, incassando un’agile 6-2 in 28 minuti. I numeri insufficienti al servizio non hanno consentito alla russa di prendere in mano il gioco. I primi problemi per Sasnovich sono arrivati all’inizio del secondo set: un problema al ginocchio sinistro ha scompaginato le dinamiche dell’incontro e Dasha ha messo per la prima volta la testa avanti. Per ben due volte ha tentato di chiudere il primo set, ma i problemi al servizio (11 doppi falli totali) hanno permesso a Sasnovich di tornare a comandare gli scambi, annullare un set point e portare il match al tie-break. Complice la delusione per le occasioni sprecate, Kasatkina non è riuscita a imporsi nel parziale decisivo: dopo un’ora e 34 Sasnovich si è guadagnata il terzo turno a Flushing Meadows per la prima volta in carriera.

Antonio Ortu

MARIA AMA LA NOTTEMaria Sharapova, testa di serie numero 22, chiude la sessione serale sull’Arthur Ashe con una vittoria su Sorana Cirstea. Le luci del centrale sembrano piacere a Maria, che in carriera mai ha perso una partita nella notte di Flushing Meadows su questo campo, arrivando a conquistarne 21, contando la vittoria messa a segno oggi. Le due giocatrici si erano incontrate solamente una volta in carriera, nel 2012, ed era stata sempre Sharapova ad avere la meglio. Il primo set vola veloce, malgrado Sharapova abbia qualche difficoltà al servizio (ben 8 i doppi falli nel parziale), Cirstea non riesce ad approfittarne e, al contrario, smarrisce la battuta già nel secondo gioco. Maria gioca in controllo e con un ulteriore break nell’ottavo gioco fa suo il set in 50 minuti. Cristea in avvio di secondo parziale pare aver trovato ritmo e misure del campo, mentre Sharapova commette qualche errore di troppo, cedendo il servizio in apertura. Sorana innalza il livello e il numero di vincenti, ma Masha prova a recuperare lo svantaggio. Conquista otto palle break sui diversi turni di servizio di Cirstea ma non riesce a trasformarne nemmeno una. In alcuni casi per errori commessi da lei stessa, ma in ben due occasioni, nell’ottavo gioco, per due chiamate sbagliate del giudice di linea. Il falco smentisce la chiamata, ma il punto viene rigiocato in entrambe le occasioni poiché Sorana aveva ribattuto in campo. Maria non perde però la grinta e proprio nel corso di questo sfortunato game riesce finalmente a strappare la battuta all’avversaria. Cirstea prova a portare la partita al terzo set piazzando subito un contro break, ma Sharapova si carica e gioca due game assolutamente perfetti che le permettono di conquistare il set e la partita. Ora per Maria la sfida in terzo turno contro Jelena Ostapenko.

da New York, Chiara Gheza

Risultati:

A. Sasnovich b. [11] D. Kasatkina 6-2 7-6(3)
[29] D. Cibulkova b. S.W. Hsieh 7-6(3) 4-6 6-4
[20] N. Osaka b. [Q] J. Glushko 6-2 6-0
[5] P. Kvitova b. Y. Wang 7-5 6-3
[26] A. Sabalenka b. [Q] V. Zvonareva 6-3 7-6(7)
[4] A. Kerber b. J. Larsson 6-2 5-7 6-4
[6] C. Garcia b. M. Puig 6-2 1-6 6-4
[13] K. Bertens b. [Q] F. Di Lorenzo 6-2 6-1
[14] M. Keys b. B. Pera 6-4 6-1
[10] J. Ostapenko b. T. Townsend 4-6 6-3 6-4
A. Krunic b. K. Flipkens 6-1 6-3
M. Vondrousova b. [Q] E. Bouchard 6-4 6-3
[30] C. Suarez Navarro b. K. Mladenovic 6-1 4-6 6-4
K. Siniakova b. A. Tomljanovic 6-3 6-7(3) 7-6(4)
L. Tsurenko b. [2] C. Wozniacki 6-4 6-2
[22] M. Sharapova b. S. Cirstea 6-2 7-5

Il tabellone femminile

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Le sette meraviglie di Novak Djokovic: tutte le sue rimonte da uno svantaggio di due set a zero

Quella di oggi contro Jannik Sinner è stata soltanto l’ultima grande rimonta di Djokovic con le spalle al muro. E in tre casi ha poi vinto il torneo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Jannik Sinner, nonostante una grande partita nei primi due set, non è riuscito a prevalere su un mai domo Novak Djokovic. Quella odierna è soltanto l’ultima rimonta da 0-2 che lo ha visto protagonista, che va ad aggiungersi alle altre sei realizzate in passato.

Sono sette in totale dunque, tre delle quali arrivate contro un italiano. Inoltre, è curioso il fatto che per tre volte, dopo essere riuscito a sopravvivere a match che quasi tutti avrebbero perso, Nole abbia poi vinto il torneo.

1. Wimbledon 2005 – Guillermo García López

Tutto ebbe inizio proprio a Wimbledon, quando l’allora 18enne Novak Djokovic perse i primi due set contro Guillermo García López, allora numero 81 del ranking (con un futuro da n°23 nel febbraio 2011). Il serbo riuscì ad approdare al tabellone principale dopo essere passato attraverso le qualificazioni. Furono particolarmente dure, perché nell’ultimo turno l’allora numero 128 del mondo la spuntò 6-3 al quinto contro Wesley Moodie.

 

Al primo turno nel tabellone principale Djokovic superò in tre set Juan Monaco, ma la sua prima impresa avvenne due giorni dopo. Al secondo turno, il futuro vincitore di 20 Slam recuperò un doppio 6-3 contro García López, vincendo il terzo e il quarto grazie a due tiebreak e imponendosi 3-6 3-6 7-6 (5) 7-6 (3) 6-4. La sua corsa si interruppe la partita seguente contro la testa di serie numero nove Sebastien Grosjean, a sua volta fermato da Andy Roddick ai quarti. L’americano perse poi in finale contro Roger Federer.

2. US Open 2011 – Roger Federer

Nell’arco di sei anni le prospettive di Novak Djokovic sono radicalmente cambiate. Da poco, infatti, il serbo si era issato per la prima volta in carriera al numero uno del mondo, traguardo ottenuto grazie alla vittoria su Rafael Nadal in finale a Wimbledon (in quello che rappresentò anche il suo primo trionfo sull’erba tennistica più prestigiosa). Poco meno di due mesi dopo Djokovic arrivò allo US Open da primo favorito del seeding, ma in semifinale venne seriamente impensierito da Roger Federer, numero tre del mondo.

Il campione elvetico vinse un primo set tiratissimo al tiebreak, conquistando anche il secondo. Da quel momento, però, Djokovic cambiò marcia, prendendosi i successivi tre parziali e raggiungendo l’ultimo atto grazie al definitivo 6-7 (7) 4-6 6-3 6-2 7-5. Due giorni più tardi arrivò anche il primo titolo negli Stati Uniti, grazie alla vittoria in quattro set ancora su Nadal.

3. Roland Garros 2012 – Andreas Seppi

Il primo italiano a dover subire un comeback di Djokovic fu Andreas Seppi. L’altoatesino veniva da due vittorie al quinto nei turni precedenti, ottenute contro Mikhail Kukushkin al secondo turno e Fernando Verdasco al terzo. L’attuale numero 162 del ranking (allora era n°25) tentò l’impresa, mettendo a dura prova la resistenza del suo avversario.

Seppi strappò i primi due set, ma nel terzo perse ben quattro volte il servizio, contribuendo al rientro in partita di Djokovic, che alla fine si impose 4-6 6-7 (5) 6-3 7-5 6-3. Il serbo spese molte energie anche ai quarti contro Tsonga – sconfiggendolo 6-1 al quinto – e forse pagò il grande sforzo in finale contro Rafael Nadal, che non aveva ancora perso un set e lo sconfisse 6-4 6-3 2-6 7-5.

4. Wimbledon 2015 – Kevin Anderson

Novak Djokovic e Kevin Anderson sono stati protagonisti di alcune partita particolarmente importanti a Wimbledon, su tutte la finale del 2018, quando il serbo si impose 6-2 6-2 7-6 (3), certificando il suo definitivo ritorno ai massimi livelli. Tre ani prima, tuttavia, il gigante sudafricano ha rischiato di eliminare il nativo di Belgrado al quarto turno. Anderson vinse infatti i primi due set sul filo del rasoio, annullando anche un set point nel secondo.

Due tiebreak pressoché identici che avrebbero steso praticamente chiunque. Chiunque, sì, ma non Djokovic, che rispose subito con un 6-1 senza appello e chiuse poi 6-7 (6) 6-7 (6) 6-1 6-4 7-5. Nei successivi tre turni il serbo perse soltanto un set, nel trionfo in finale contro Roger Federer, che gli permise di bissare la vittoria dell’anno prima.

5. e 6. Roland Garros 2021 – Lorenzo Musetti e Stefanos Tsitsipas

Il vero capolavoro della carriera di Novak Djokovic è probabilmente il Roland Garros 2021. I sui successi sono tantissimi e svariati, certo, ma quello Slam parigino rientra senza dubbio tra le sue migliori opere d’arte. Se non è la più prestigiosa in assoluto, poco ci manca. La spedizione francese di Djokovic era cominciata in maniera piuttosto soft, con tre comode vittorie su Sandgren, Cuevas e Berankis, tutte in tre set.

Agli ottavi di finale si presenta la prima, grande – e un po’ inaspettata – minaccia: Lorenzo Musetti. Il classe 2002 di Carrara esprime un tennis divino per i primi due set, vinti entrambi al tiebreak (il primo molto lottato, il secondo dominato), ma poi crolla fisicamente. Djokovic se ne rende conto e aumenta i giri del motore, non lasciando scampo al povero italiano che deve lottare anche contro un fisico spremuto al massimo. La lotta diventa impari e Musetti, a due game dalla sconfitta, non ha più energie e decide saggiamente di ritirarsi, crollando 6-7 (7) 6-7 (2) 6-1 6-0 4-0 rit.

Ai quarti di finale Nole prevarrà anche su Matteo Berrettini, ma è in semifinale che il serbo dà il meglio di sé. La vittoria in quattro set su Nadal è una delle partite più clamorose, epiche e devastanti (positivamente) degli ultimi anni. Steve Flink ha definito il terzo set “il più bello della loro rivalità“, mentre per Djokovic è stata la sua “miglior partita di sempre al Roland Garros“.

La ciliegina sulla torta arriverà due giorni più tardi nell’ultimo atto contro Stefanos Tsitsipas. In che modo? Ovvio, ancora rimontando da 0-2. Il greco ha disputato un torneo fantastico, eliminando Medvedev e Zverev sulla strada verso la sua prima (e finora unica) finale Slam in carriera. Una partita disputata ad altissimi livelli dall’ateniese, in cui ha strappato il primo set al tiebreak e si è portato a casa il secondo con un netto 6-2. Djokovic però – abbiamo imparato a capirlo non solo da questo articolo – non va dato per vinto nemmeno quando sembra finito. E così, anche in questo caso, la lenta e inesorabile rimonta del serbo lo ha condotto al 6-7 (6) 2-6 6-3 6-2 6-4 grazie al quale ha sollevato il 19esimo Slam, diventando il primo giocatore nell’Era Open a vincere tutti i Major almeno due volte.

7. Wimbledon 2022 – Jannik Sinner

L’ultima vittima speciale di Djokovic è Jannik Sinner, in una memoria ancora tristemente vivida. Il 20enne di San Candido è diventato il terzo italiano a portarsi in vantaggio di due set contro il serbo senza riuscire a vincere la partita (dopo i già menzionati Seppi e Musetti).

L’andamento del match è noto ai più, con Sinner stellare per i primi due set che, però, poco ha potuto dinnanzi al dirompente rientro in carreggiata del fenomeno di Belgrado. L’amaro risultato dei quarti di finale di questa edizione di Wimbledon recita 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 in favore della testa di serie numero uno, che ha saputo far sfogare il suo rivale per poi ingranare e non dargli più alcuna possibilità di reazione. In tre occasioni su sei, nello stesso torneo in cui è riemerso da 0-2 Djokovic ha poi vinto il titolo (US Open 2011, Wimbledon 2015 e Roland Garros 2021). Sarà la volta buona per il quarto?

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Zverev spera di poter rientrare allo Us Open, ma specifica: “Ci sarò solo se potrò vincerlo”

Il n. 2 del mondo si confida con una rivista settimanale tedesca. Annunciata una new entry nel suo staff per questo periodo di recupero dall’infortunio

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Zverev

Alexander Zverev non ha ancora abbandonato definitamente la possibilità, in cuor suo, di prendere parte al prossimo Us Open. E’ questa la notizia della mattinata, il n. 2 del mondo dopo l’intervento chirurgico a cui si è sottoposto per la ricostruzione di ben tre legamenti laterali della caviglia destra a seguito della terribile caduta e conseguentemente del tragico infortunio patiti nella semifinale del Roland Garros contro Rafa Nadal – che lo costrinsero al ritiro e dunque alla resa anticipata – parrebbe intenzionato a provare tutto il possibile per abbreviare i tempi di recupero e ripresentarsi in campo già per l’ultimo Slam della stagione. Infatti inizialmente sembrava che la pausa forzata dai campi da tennis e dalla competizione agonistica, dovesse essere abbastanza prolungata a tal punto da tenere fermo ai box il 25enne di Amburgo per tutto il resto della stagione. Dunque Sascha, questa era l’ipotesi più accreditata finora, l’avremmo rivisto nel 2023.

SE SARA’ AI NASTRI DI PARTENZA DELLO SLAM AMERICANO, PARTECIPERA’ AD ALCUNI TORNEI DI PREPARAZIONE – Invece, ecco che direttamente dalle parole rilasciate dall’oro olimpico di Tokyo alla rivista settimanale tedesca Bild am Sonntag – una tra le riviste periodiche più vendute in Germania – si apre un piccolo spiraglio sul futuro del due volte Maestro delle Finals. Alexander ci ha tenuto però a precisare che sarà ai nastri di partenza di Flushing Meadows il 29 agosto, solo ed esclusivamente se potrà essere in grado di competere per il successo finale: “Non sarò mai quel tipo di giocatore che gioca dopo essere stato infortunato solo per un secondo turno. Se gioco lo US Open, allora sarà per vincerlo e non per passare solamente uno o due turni”. Ovviamente un eventuale presenza allo Slam newyorkese del recente semifinalista dell’Open di Francia, presuppone un precedente rodaggio negli appuntamenti di preparazione al Major americano, per ritrovare condizione e smalto: “Non so se sarò agli US Open, perché se ci dovessi essere, dovrei necessariamente giocare uno o due tornei prima. Ma l’unica cosa certa la momento è che non ho cancellato New York”.

IL PERCORSO RIABILITATIVO PRENDERA IL VIA AD UN MESE DALL’OPERAZIONE – Al momento, comunque, appare più una suggestione che una concreta opzione quella del rientro nel Major dove Zverev ha ottenuto il miglior risultato in carriera con la finale persa nel 2020 da Dominic Thiem nonostante un vantaggio di due set a zero; poiché il tedesco ha tutt’ora, a quasi due settimane dall’operazione chirurgica, l’intera gamba destra completamente ingessata. L’allievo di Sergi Bruguera hai poi concluso proprio in ottica recupero, che la fase riabilitativa inizierà in un arco di tempo che va dalle due alle tre settimane. Perciò il percorso di ritorno alle gare, verrà avviato a circa un mese da quando è andato sotto i ferri.

 

L’EX FISIOTERAPISTA DELLA NAZIONALE DI CALCIO TEDESCA LO SEGUIRA NELLA FASE DI RECUPERO –Ci sono specialisti che si assicureranno che io possa giocare di nuovo il prima possibile. Questa la chiusura del giocatore teutonico, che nel tentativo di fugare qualsiasi dubbio sulla sua tenuta fisica e per far sì che il proprio processo di guarigione non incontri ostacoli che possano successivamente causare delle ricadute, affiancherà al suo team una figura esterna di grande esperienza e rilievo nel panorama sportivo: l’ex fisioterapista della Nazionale di calcio tedesca Klaus Eder.

Il sogno del recupero a sorpresa, che batterebbe qualsiasi record di brevità dei tempi di recupero da un infortunio, non è per nulla sbiadito. Anzi Zverev è pronto a fare l’impossibile, la strada è certamente in salita; ma con questo spirito combattivo abbinato a questa forza di volontà nulla gli è precluso. Vedremo se anche il suo fisico sarà altrettanto forte e volenteroso nel ritornare a sudare e soprattutto se darà i responsi sperati.

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evidenza

Wimbledon rimane isolato: russi e bielorussi potranno giocare lo US Open

La USTA ha comunicato che seguirà le indicazioni di ITF, ATP e WTA: Medvedev e compagni in campo senza bandiera

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Se all’All England Club speravano in una spalla che rafforzasse la decisione presa sui giocatori russi e bielorussi, anche l’ultima possibilità è venuta meno: la federazione di tennis americana – la USTA – ha infatti annunciato che i tennisti dei Paesi in questione avranno il permesso di giocare lo US Open. I tornei britannici resteranno quindi con tutta probabilità gli unici a non aver accettato la partecipazione di Medvedev e compagni. Nella nota ufficiale della USTA non si fa riferimento agli altri eventi dell’estate che si disputeranno sul suolo americano, ma si può presumere che anche questi accoglieranno i giocatori interessati. Proprio Medvedev potrà quindi provare a difendere il titolo dello scorso anno e non ci saranno altre ripercussioni sulle classifiche ATP e WTA: dopo Wimbledon tutto tornerà – finalmente – nei ranghi della normalità.

I tennisti russi e bielorussi potranno quindi giocare a New York ma sempre come atleti neutrali senza bandiera. La USTA ha affermato di essere consapevole che “ogni organizzazione ha dovuto fare i conti con circostanze uniche che hanno influenzato le sue decisioni”. In base alle sue valutazioni però, “la USTA consentirà a tutti i giocatori che ne hanno diritto, indipendentemente dalla nazionalità, di competere agli US Open 2022”. Nel comunicato si legge anche che la federazione americana “lavorerà con i giocatori e con entrambi i Tour per usare lo US Open come piattaforma per promuovere gli sforzi umanitari del programma ‘Tennis plays for peace’ e che attuerà “una serie di iniziative per estendere gli aiuti umanitari per l’Ucraina, compreso l’impegno per un consistente supporto a livello economico”. Lo ha confermato anche Mike McNulty, il Presidente della USTA.

Questa notizia è sicuramente positiva per il mondo del tennis che potrà assistere a uno Slam con tutti i maggiori protagonisti presenti (anche se rimane in forte dubbio la partecipazione di Djokovic per via delle norme americane sull’ingresso nel Paese: il vaccino è ancora requisito fondamentale), ma potrebbe essere un segnale importante anche per quanto riguarda l’evoluzione del contesto geopolitico: è significativo, infatti, che gli Stati Uniti non abbiano spinto per l’esclusione dei tennisti che provengono dalla nazione che in questo momento rappresenta il primo nemico. Che sia un primo, piccolo ma potenzialmente rilevante passo verso una distensione dei rapporti USA-Russia? Con meno ottimismo, si potrebbe invece pensare che siano state le parole del Presidente del CIO a fare la differenza: pochi giorni fa Bach ha infatti criticato duramente la decisione di Wimbledon considerandola fortemente influenzata dal governo britannico. Con ancora più realismo si può attribuire la decisione della USTA alla paura per le reazioni di ATP e WTA che sarebbero state pronte a togliere i punti anche allo Slam americano.

 

Poche ore prima dell’annuncio ufficiale della federazione statunitense, il Ministro ucraino della Gioventù e dello Sport, Vadym Gutzayt, aveva affermato, rivolgendosi ai rappresentanti delle federazioni sportive nazionali, che è inaccettabile che atleti russi e bielorussi siano ammessi alle competizioni internazionali. Ha poi aggiunto che “in caso di ammissione di russi e bielorussi, gli atleti ucraini sono pronti a bloccare la loro attività e boicottare le competizioni“. Vedremo quindi quale sarà la reazione delle tre tenniste ucraine che avrebbero diritto a partecipare allo US Open: Kostyuk, Kalinina e Yastremska.

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