US Open: incredibile Millman, Federer è fuori!

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US Open: incredibile Millman, Federer è fuori!

NEW YORK – Partita perfetta di Millman. Per Roger 77 errori. Tanta sofferenza per il caldo. Salta la super sfida con Djokovic ai quarti. Cilic stende Goffin

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J. Millman b. [2] R. Federer 3-6 7-5 7-6(7) 7-6(3) (da New York, Ferruccio Roberti)

CLAMOROSO A FLUSHING MEADOWS: LA CADUTA DEL RE – Sembrava impossibile e invece è successo: John Millman, 55 ATP, sulla carta non poteva rappresentare per Federer un banco di prova davvero impegnativo. Il 29enne australiano, mai vincente contro un top 10, aveva tolto un set allo svizzero a gennaio 2015, nel secondo turno di Brisbane, ma la differenza di valori in campo e le statistiche – che vedevano Roger agli US Open sempre vincente contro tennisti fuori dalla top 50 nelle quaranta volte che li aveva affrontati – sembravano scongiurare possibilità di sorpresa. Invece, il Federer brillante visto contro Kyrgios ha lasciato il passo a uno estremamente falloso (77  gratuiti, 65 vincenti, per Millman 47 vincenti e soli 28 errori, un partitone dell’australiano), lento negli spostamenti, goffo nei momenti importanti col rovescio e con percentuali mediocri al servizio (49% di prime, 48% di punti vinti con la seconda, ben 10 doppi falli). “Era veramente molto caldo stasera. Non riuscivo a respirare. È la prima volta che mi accade. Più il match andava avanti, più sudavo, sudavo, sudavo sempre di più. Alla fine ho perso energia, ammette Federer a fine match. Non vanno nemmeno nascosti i meriti di Millman, capace di correre dopo tre ore e mezza su ogni palla come se il match fosse iniziato da pochi minuti, sempre bravo tatticamente e con una predisposizione agonistica eccellente, che gli ha fatto superare anche il timore reverenziale verso un mito come Federer, cosi come verso i 23000 dell’Ashe, tutti uniti a sostenere sonoramente lo svizzero.

 

Serata nuovamente molto calda e umida, ma da sold- out sull’Arthur Ashe, tra le cui tribune vengono come al solito inquadrati i vip la cui presenza emoziona il pubblico. Tra di essi, l’ex presidente USA Bill Clinton, l’attrice Sophie Turner (Game of Thrones), l’ex campione di basket (5 titoli) e ora allenatore dei Golden state Warriors (altri tre campionati NBA vinti in tale veste), Steve Kerr. Il primo set viene deciso nei game iniziali: Roger annulla con un ace una palla break per Millman nel gioco iniziale, poi però allunga sul 2-0 giocando una gran accelerazione di dritto sulla palla break. L’allungo si rivela decisivo, sebbene Federer abbia occasioni per andare sul 4-0 prima e sul 5-1 poi. Tuttavia lo svizzero non gioca bene come sa: ha una percentuale di prime inferiore al cinquanta per cento e chiude il parziale, dopo 32 minuti di partita, con quindici vincenti, ma anche altrettanti errori gratuiti.

Millman, autore dell’eliminazione del nostro numero 1 Fognini, gioca come contro Fabio: si muove benissimo nel campo, non cerca vincenti, ma lotta su ogni palla, provando a rimandare colpi sempre profondi e angolati. Non è certamente dotato di un talento cristallino, ma gioca un tennis percentuale capace di mettere in risalto le giornate negative del proprio avversario. In carriera non ha mai sconfitto un top 10, quest’anno non ha fatto meglio di una finale (a Budapest) e un quarto (a Eastbourne) e in entrambi i casi è stato fermato dal nostro Cecchinato. Tuttavia, in partite come quelle in cui non ha nulla da perdere, un agonista come lui si esalta ed è quello che accade sull’Arthur Ashe. Le avvisaglie che qualcosa per lo svizzero non stia andando per il verso giusto si hanno già ad inizio del secondo parziale: nel corso del secondo gioco, durato 24 punti, Roger deve annullare ben sette palle break. Tuttavia, nei minuti successivi quelli appena vissuti appaiono solo falsi allarmi: nel terzo game Millman è bravo a sua volta a non far convertire a Roger due palle break in suo favore, ma quando nel quinto gioco Federer strappa servizio all’australiano, la partita sembra ormai ipotecata. Dopo i rischi corsi nel secondo game, il cinque volte campione del torneo non fa mai arrivare ai vantaggi il suo avversario: così, quando si arriva sul 5-4 40-15 a suo favore, il set sembra arrivato a concludere la sua durata. Accade invece l’imponderabile, con Roger che subisce statico due belle risposte di Millman, sbaglia volée e conclude la frittata con un esiziale doppio fallo. Roger è sotto choc per il set riapertosi e paga il conto due game dopo: sul 30 pari si fa sorprendere da un gran passante di un Millman oramai in fiducia. Sul set point a sfavore, Federer non riesce ad evitare di mandare lungo il rovescio, portando dopo nemmeno 100 minuti di partita in equilibrio il conteggio dei set.

Roger Federer – US Open 2018 (foto via Twitter, @usopen)

Il terzo parziale inizia con una palla break, non convertita, per Federer nel gioco iniziale: è l’unico momento da riportare di un set nel quale si arriva al tie-break dopo 2 ore e mezzo di partita senza sussulti ulteriori, con appena un gioco per parte, dopo quello iniziale, arrivato ai vantaggi. Roger va avanti 3-1, si fa rimontare, ma si ritrova comunque sul 6-5. In questo frangente, su una seconda debole di Millman, centrale e tirata a 160 kmh, lo svizzero affossa in rete goffamente la risposta. Con un bel dritto lungolinea, Federer annulla il primo set point sul 7-6 a sfavore, ma, quando Millman ha una seconda chance, pensa male di mandare dritto in corridoio e consegnare così il set all’australiano di Brisbane.

È mezzanotte passata quando inizia il quarto parziale: lo stadio si è parzialmente svuotato, la cappa di umidità, invece, sembra aumentata. Si arriva al sesto gioco, quando l’Arthur Ashe esulta con tutte le forze rimaste per il break operato da Federer, con Millman che affossa in rete il dritto sulla palla break. L’australiano però è giustamente deciso a non avere rimpianti in quella che è l’occasione per svoltare una carriera sin qui da onesto comprimario, e rimonta grazie a colpi che non gli si conoscevano, ma anche alla complicità di Federer, che nel settimo gioco restituisce il break, con una serie di ingenuità che inevitabilmente riequilibrano il set. Si arriva nuovamente al tie-break, giocato pessimamente dallo svizzero che non ne ha più e fa due doppi falli consecutivi nel momento decisivo, lanciando Millman sul 4-1 e servizio. Il successo arriva pochi punti dopo, dopo 3 ore e 35 minuti di una partita in molte fasi non bella, ma comunque appassionante.

Quando termina il match, si assiste a una scena surreale: John ottiene una vittoria che lo lancia nella storia di questo sport, ma non esulta, quasi mortificato di aver deluso il mondo del tennis. Complimenti a Millman, tornato nel circuito l’anno scorso dopo un difficile intervento all’inguine: probabilmente nemmeno lui avrebbe in quel momento immaginato di vivere una serata come questa. Affronterà Djokovic ai quarti, un precedente in favore del serbo, al Queens sull’erba quest’anno (6-2 6-1). “Dovrò migliorare molto rispetto all’ultima volta che ci siamo affrontati. Lui è un giocatore incredibile e penso che sia in ottima forma. Se posso batterlo? Perché no? Sarebbe una mancanza di rispetto verso me stesso se andassi là fuori senza credere di potercela fare”. Proverà quindi a mettere a segno un’altra impresa l’australiano, che su Federer ammette: È uno dei miei miti, lo ammiro molto. Mi sento un po’ in colpa perché oggi non era sicuramente nella sua giornata migliore. Ma per batterlo avevo bisogno proprio di questo: una brutta giornata da parte sua, e una grande giornata da parte mia. Ho tanto rispetto per lui e per quello che ha fatto per il nostro sport. Ricorderò questo giorno per tanto, tanto tempo”.

[7] M. Cilic b. [10] D. Goffin 7-6(6) 6-2 6-4 (da New York, Bruno Apicella)

CILIC SI SENTE A CASA  Marin Cilic inizia male il match. Soffre un set ma riesce a superare, in tre set, David Goffin (n. 10 ATP) e accede così ai quarti di finale degli US Open 2018. Nel prossimo match il croato affronterà Kei Nishikori (n. 19 ATP): proprio il giapponese era stato l’avversario battuto dall’attuale numero 7 del mondo nel suo primo e unico trionfo Slam (i precedenti tra Cilic e Nishikori sono di 8 a 6 in favore del giapponese).

Un Cilic molto falloso ha concesso in apertura di match il primo break dell’incontro. Il pubblico rumoreggia sul Louis Armostrong e fatica a trovare posto prima dell’inizio della partita. Mentre per Cilic forse la stanchezza delle quattro ore di partita dopo la bellissima vittoria in rimonta control’australiano Alex de Minaur hanno iniziato a pesare. E se il croato sin da subito commesso diversi errori, Goffin, ha provato ad essere il più solido possibile imponendo il suo tennis lineare ed efficace. Il belga, infatti, ha disegnato il campo sfruttando i lungolinea e cercando di muovere l’avversario. Cilic, non appena lo scambio tendeva ad allungarsi, commetteva subito un gratuito. In risposta il vincitore degli US Open 2014 non è riuscito ad incidere continuando a sbagliare in lunghezza, e Goffin è sembrato dominare per lunga parte del parziale. Proprio nel momento in cui il belga si è trovato a servire per chiudere il primo set, il croato ha alzato il livello del suo tennis, forzando i colpi e prendendosi i suoi rischi. Goffin non è riuscito a dare continuità al suo gioco lineare e il primo parziale è stato deciso dal tie break. È stato a questo punto che Cilic ha ritrovato l’incisività del dritto che era mancata all’inizio del match. Nonostante qualche errore di troppo il croato, approfittando anche delle incertezze di Goffin, ha portato a casa il tie break chiudendolo per 8 punti a 6.

Marin Cilic – US Open 2018 (credit USTA/Andrew Ong)

Break e contro break hanno aperto il secondo set; è stato il croato, però, il primo a tentare l’allungo. Cilic, rispetto al primo set, è stato più continuo e ha migliorato anche la quantità di punti ottenuti con la prima di servizio. Grazie ad una posizione più aggressiva in campo è stato capace di comandare lo scambio con il dritto e avere meno difficoltà rispetto ai game precedenti riuscendo a diminuire il numero dei gratuiti. La solidità del numero 10 del mondo è venuta meno e Cilic si è portato sul 5 a 2 avendo l’occasione di servire per chiudere anche il secondo parziale. Goffin ha avuto due occasioni per riaprire il set ma non è stato in grado di sfruttarle anche perché, grazie al servizio, il croato è uscito fuori dal momento di difficoltà e ha chiuso per 6 game a 2. Avanti due set Cilic ha potuto giocare in fiducia e, grazie alla pesantezza del suo dritto, ha potuto incidere da fondo campo e ottenere il break decisivo. Grazie al vantaggio conquistato Cilic si è trovato a servire per i quarti di finale: solo dopo aver annullato l’ultima palla break del match ha potuto chiudere l’incontro e accedere al turno successivo.

Risultati:

[7] M. Cilic b. [10] D. Goffin 7-6(6) 6-2 6-4
[21] K. Nishikori b. P. Kohlschreiber 6-3 6-2 7-5

[6] N. Djokovic b. J. Sousa 6-3 6-4 6-3
J. Millman b. [2] R. Federer 3-6 7-5 76(7) 7-6(3)

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Frances Tiafoe fa parlare di tennis a Freetown, in Sierra Leone

Tiafoe, i cui genitori sono emigrati dal paese dilaniato dalla guerra prima della sua nascita, è il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale allo US Open negli ultimi 16 anni, e ha abbastanza talento per due nazioni

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Frances Tiafoe - US Open 2022 (foto Twitter @usta)

Traduzione dell’articolo di David Waldstein, New York Times, 7 settembre 2022

Negli stadi e nei club sportivi di Freetown, in Sierra Leone, il calcio è l’argomento preferito. Ma martedì (6 Settembre) diverse ore dopo che Frances Tiafoe, figlio di due emigrati della Sierra Leone, ha battuto Rafael Nadal per raggiungere i quarti di finale dello US Open, anche il tennis si è intrufolato nella conversazione.

“Oh, sì, si parla molto di Tiafoe in questo momento”, ha detto Abdulai Kamara, un blogger sportivo e proprietario della Hereford Sierra Leone Football Academy, in un’intervista telefonica da Freetown. “Non seguiamo da vicino il tennis qui, ma ora c’è un certo interesse. Alcune persone sono curiose di Frances e vogliono saperne di più”.

 

Mentre la comunità del tennis negli Stati Uniti è entusiasta del fatto che Tiafoe, nato a Hyattsville, Maryland, sia diventato il più giovane americano a raggiungere i quarti di finale dello US Open in 16 anni, alcuni in Sierra Leone rivendicano con orgoglio il giovane tennista come loro connazionale. L’estroverso e talentuoso Tiafoe, 24 anni, ha abbastanza magnetismo e talento per due nazioni. La piattaforma mediatica Sierraloaded ha fatto riferimento a “Sierra Leone’s Tiafoe”, in un aggiornamento lampo sulla vittoria storica, e Kei Kamara, una stella del calcio della Sierra Leone che gioca per il Montreal nella Major League Soccer canadese, ha scritto su Twitter, “Uno di noi”, dopo la vittoria di Tiafoe, definendolo un “risultato enorme”.

La storia edificante di Tiafoe è iniziata quando i suoi genitori – che non si erano ancora incontrati – lasciarono la Sierra Leone per gli Stati Uniti negli anni ’90 per sfuggire a una guerra civile. Si trasferirono ciascuno negli Stati Uniti e, dopo essersi conosciuti, si stabilirono nel Maryland e ebbero due gemelli, Franklin e Frances.

Il padre dei ragazzi, Constant Tiafoe, trovò lavoro nel cantiere del Junior Tennis Champions Center di College Park, Md. Constant Tiafoe era così industrioso che gli venne offerto il lavoro di direttore della manutenzione della struttura. Gli fu assegnato un ufficio, dove a volte i gemelli dormivano per approfittare, man mano che crescevano abbastanza da poter tenere la racchetta in mano, della possibilità di passare più tempo sui campi.

Entrambi giocavano, ma Frances ha mostrato una passione unica, guardando le lezioni impartite ai ragazzi più grandi del centro e imitando ogni loro mossa, poi lanciando palle contro i muri e servendo contro i fantasmi sui campi esterni fino all’imbrunire. 

“Tutte le storie sono vere”, ha affermato Mark Ein, imprenditore e presidente del Citi Open di Washington, DC, uno degli eventi più importanti del calendario del tennis. Frances era ossessionato dal tennis“. Ein conosce i Tiafoe da quando i ragazzi avevano cinque anni ed è diventato amico, consigliere e mentore. Il suo proprio mentore era Ken Brody, un banchiere appassionato di tennis che ha voluto costruire il Junior Tennis Champions Center per mettere in atto una visione che un giorno Frances Tiafoe avrebbe potuto realizzare. “Ken diceva: ‘Se la Repubblica Ceca può produrre campioni in un paese di quelle dimensioni, allora possiamo farlo anche qui a Washington'”, ha detto Ein.

Non passò molto tempo prima che Frances iniziasse a mostrare un’agilità atletica unica – velocità, potenza e abilità in campo – combinata con una sete quasi inestinguibile per il gioco. Fu affiancato a Misha Kouznetsov, un giovane allenatore russo che ha spinto e trascinato Frances attraverso le prime fasi del suo straordinario sviluppo tennistico.

All’inizio, i genitori dei due gemelli vedevano il tennis come un veicolo per assicurare ai ragazzi un’istruzione universitaria, che sembrava raggiungibile solo con una borsa di studio. Constant lasciò il lavoro al centro di allenamento per avviare un’attività in proprio, ma fini a lavorare in un autolavaggio mentre la madre dei ragazzi, Alphina, faceva l’infermiera. I soldi scarseggiavano.

“Non si pensava che potesse essere niente del genere”, ha detto Tiafoe lunedì [5 settembre] dopo aver sconfitto Nadal. “Una volta che siamo entrati nel mondo del tennis, mio padre disse, ‘Sarebbe fantastico se voi ragazzi poteste usarlo per ottenere una borsa di studio e completare gli studi’. Voglio dire, non possiamo permetterci un’università. Quindi, usate il tennis“.

Ma Tiafoe ha brillato così fortemente in tenera età, che il college è stato rimandato a un secondo tempo quando è esplosa una redditizia carriera professionale. All’età di 14 anni, nel 2012, Frances ha vinto il prestigioso torneo Petits As in Francia, più o meno nello stesso periodo in cui le pubblicazioni sportive hanno saputo della sua umile e fortuita educazione al J.T.C.C. L’anno successivo, Tiafoe vinse l’Orange Bowl, uno dei migliori tornei che si svolge vicino a Miami per i migliori junior del mondo. La meta era vicina, almeno così sembrava.

Gli allenatori di tennis americani, gli amministratori, gli agenti e i fan più informati hanno cominciato a vedere in Tiafoe il prossimo grande giocatore americano, che per così tanto tempo era mancato nel tennis statunitense. Ma la crescita dei giocatori professionisti nel gioco di oggi spesso avviene lentamente e Tiafoe, a volte, ha avuto delle difficoltà. È diventato professionista nel 2015 e nei successivi quattro anni ha raggiunto il terzo turno di un torneo dello Slam solo una volta, a Wimbledon 2018.

Ha concluso lo scorso anno al numero 38 ed è attualmente al numero 26. La sua posizione migliorerà dopo la sua prestazione allo US Open, qualunque cosa dovesse accadere mercoledì [7 Settembre] contro la testa di serie numero 9, Andrey Rublev. [Attualmente è salito fino al n. 19, ndt] Ora la popolarità di Tiafoe sta crescendo rapidamente, non solo tra le stelle del calcio della Sierra Leone, ma anche tra le megastar del basket, tra cui LeBron James, che si è congratulato con Tiafoe su Twitter.

“Quello è il mio idolo”, ha detto Tiafoe di James, uno dei suoi atleti favoriti. “Vedendolo postare, ho pensato, ‘Lo ritwitto non appena lo ha inviato? Ero tipo, ‘Sai una cosa? Sarò cool e mi comporterò come se non l’avessi visto e poi lo ritwitterò tra tre ore.'” La carriera di Tiafoe è stata definita da grandi aspettative, momenti di stallo, autoanalisi e miglioramenti.

“C’erano grandi aspettative per lui in così tenera età”, ha detto Ein. “Ha ottenuto tanti primati ed era considerato il futuro, la speranza del tennis americano. È molto per un adolescente, e l’ha gestita molto bene. Sa che il successo non è sempre una linea retta, ma sa anche che se procedi sempre nella direzione giusta, puoi raggiungere i tuoi obiettivi“. Ein e Tiafoe si ripetono regolarmente un detto: che tutti vogliono essere una star come Beyoncé, ma nessuno vuole impegnarsi per arrivarci.

Durante uno dei suoi momenti di stallo, dopo la stagione 2018, Tiafoe ha iniziato a sentire dalle persone intorno a lui che gli dicevano che aveva bisogno di allenarsi di più, mangiare meglio, studiare i suoi avversari guardando i video delle loro partite e migliorare la sua preparazione, tutto ciò lo avrebbe potuto spingere nei top 5 del mondo.

Durante l’inverno di quello stesso anno, durante un pranzo a Georgetown, Tiafoe spiegò a Ein ciò che aveva in mente di fare in merito alle pressioni esterne. “Disse loro: ‘Non preoccupatevi‘”, ricorda Ein, “Ho capito”. Pochi giorni dopo, era in viaggio per l’Australia, dove raggiunse per la prima volta i quarti di finale di uno Slam. Questa è la storia di Frances Tiafoe. Molte persone nel mondo del tennis conoscono anche la storia dei primi anni di vita di Tiafoe nel Maryland. Ma gran parte della sua storia di tennis è ancora diretta verso mete più alte. Parte è stata scritta allo US Open, e parte è stata scritta in Sierra Leone, dove la leggenda di Frances Tiafoe sta prendendo forma.

Traduzione di Massimo Volpati

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Gli outfit dello US Open 2022

Slam newyorkese a tinte scure per i grandi campioni, poche scelte estrose per gli altri giocatori

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Serena Williams, sfilata Vogue 2022 (Instagram @serenawilliams)

Ultima fermata New York. La grande mela, la città che non dorme mai. Quella con le luci accese anche di notte. Quella del melting pot e di Wall Street. Ma anche quella delle nuove tendenze in fatto di moda. Lo sanno anche le grandi marche di abbigliamento da tennis che hanno fatto spesso indossare ai loro atleti i completi più stravaganti e controversi proprio durante gli US Open. Come dimenticarsi ad esempio degli short di jeans di Agassi o degli stivali da pantera di Serena. E anche quest’anno i brand non si sono smentiti, a colpi di scelte cromatiche vistose e tagli particolari.

Serena Williams – Nike

Serena Williams – US Open 2022 (foto: twitter @usopen)

Questo US Open era per Serena la “last dance”, l’ultimo torneo prima del ritiro, davanti al proprio pubblico, quello dell’Arthur Ashe Stadium. E forse non è un caso che per l’occasione, la più giovane e più vincente delle sorelle Williams ha indossato un abito ispirato alla disciplina sportiva che più si avvicina la danza, ovvero il pattinaggio artistico: gonna a tutu, parte superiore stretta e maniche coperte. Il colore è il nero, quello più volte indossato dalla campionessa statunitense durante le sue vittorie serali a Flushing Meadows. Ad arricchire (nel vero senso della parola) questo look ci sono le paillette nel vestito, 400 (!!!) diamanti nelle scarpe e qualcuno anche nei capelli, lacci delle scarpe placcati in oro. Con questo outfit Serena non ha voluto però solo mettere in mostra la quantità di zeri nel suo conto in banca ma anche celebrare la sua straordinaria carriera ed esperienza di vita. I sei veli nella gonna sono un riferimento ai 6 US Open vinti, i diamanti nelle scarpe servono a formare le parole “Queen” e “Mama”. Insomma, più che davanti ad un semplice completo di tennis siamo di fronte ad uno statement a tutto tondo, che ribadisce come Serena sia un icona che trascende il mondo del tennis e, forse, persino quello dello sport in generale. (Valerio Vignoli)

 

Rafa Nadal – Nike

Rafael Nadal – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Luci e ombre su Rafa quest’anno a New York e non solamente perché è uscito per mano di Tiafoe agli ottavi di finale, ma anche per gli outfit indossati. Promosso infatti a pieni voti il completo diurno con pantaloncino rosso magenta e maglia bianca, scarpe intonate al pantaloncino. Una scelta estiva, elegante che si sposa perfettamente con l’esplosività di Nadal. Bocciato invece l’outfit serale. Se infatti possiamo apprezzare la scelta del rosa per fascia e polsini, il color “vino” di maglietta e pantaloni è spento, triste, inadatto a un campo da tennis. Un colore simile, seppur in tonalità più chiara, era già stato portato a Flushing Meadows da Roger Federer nel 2018, quando proprio durante una sessione serale venne sconfitto inaspettatamente da John Millman. Apprezziamo, però, sempre ad ogni Slam il tocco di classe sulle scarpe dove Nike, oltre a scrivere il nome di Rafa, incide gli anni delle sue vittorie a New York: 10, 13, 17 e 19. Come dire, per non dimenticare… (Chiara Gheza)

Collezione Nike

Carlos Alcaraz – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)
Aryna Sabalenka – US Open 2022 (foto via Twitter @WTA)

Una collezione grintosa ma poco entusiasmante al tempo stesso. Appropriato il rosso acceso della t-shirt di ‘Carlitos’ Alcaraz che, del resto, simboleggia il “fuego” in campo dello spagnolo, nuovo campione di New York, nonché n. 1 del mondo più giovane della storia. Tuttavia, le fasce laterali color vinaccia non si sposano al meglio con il rosso, così come le maniche bianche rendono il tutto un po’ banale.

Forse sarebbe da rivedere la scelta degli abbinamenti cromatici, anche per quanto riguarda l’outfit indossato da Aryna Sabalenka, semifinalista allo US Open. La fascia rossa laterale del top altera decisamente l’estetica della canotta – bianca e classica – e del gonnellino – di un bel color rosa ciclamino e dalle pieghe leggere. (Laura Guidobaldi)

Iga Swiatek – Asics

Iga Swiatek – US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Iga Swiatek vince gli US Open a soli 21 anni, compiuti lo scorso 31 Maggio, e diventa il nuovo volto del tennis femminile dopo una stagione trionfale. Asics nella sua collezione autunnale scegli per lei un leggero color Tiffany, niente di più in linea con New York ammettiamolo, che si sposa perfettamente con il tessuto impalpabile del gonnellino. La canotta fin troppo classica sul davanti, recupera con un gioco di tessuto sulla schiena. L’outfit di Iga insomma ci piace molto e si adatta perfettamente a lei: sobrio, ma incisivo. Forse le scarpe azzurro chiaro non si sposano granché ma è solo un dettaglio. Infine il cappellino è ormai parte integrante di Iga, tanto che senza diventa quasi difficile riconoscerla. Asics dovrebbe quindi pensare a questo e sbizzarirsi nel disegnarne di speciali per la sua campionessa. (Chiara Gheza)

Casper Ruud – Yonex

Casper Ruud – US Open 2022 (foto Twitter @daviscup)

Casper Ruud, neofinalista dello US Open, dall’atteggiamento sempre classy, avrebbe forse meritato un completo più raffinato. Certo, la maglietta evoca l’energia del suo tennis ma il color vinaccia dominante, che sfuma verso il beige e il rosa nelle strisce oblique, non è tra i più adatti per l’atmosfera frizzante di Flushing Meadows. Il bianco, comunque, viene ad “addolcire” questo outfit geometrico e chiassoso al tempo stesso, conferendogli quel tocco di eleganza che tanto dona al 23enne norvegese. (Laura Guidobaldi)

Matteo Berrettini – Hugo Boss

Matteo Berrettini – US Open 2022 (foto Twitter @atptour)

Hugo Boss e Berrettini: che dire? Sono ormai una garanzia su ogni campo da tennis. Anche a New York Matteo è perfetto in bianco e nero con un dettaglio beige. Elegante, classico, esclusivo. Su di lui anche il cappellino portato con la visiera all’indietro, che potrebbe fare Jovanotti anni 80, è invece perfetto. Hugo Boss ha compreso le potenzialità di Berrettini e le sta usando magistralmente. Il suo outfit di questo US Open entra di diritto negli outfit più raffinati che si possano indossare per praticare un qualsiasi sport. Complimenti. (Chiara Gheza)

Daniil Medvedev – Lacoste

Lacoste è sinonimo di polo. Per non dire che la polo è sinonimo di Lacoste. E allora c’è di che stupirsi a vedere Daniil Medvedev, tennista di punta del marchio francese, indossare una t-shirt in campo. E che t-shirt, verrebbe da dire. Probabilmente quello visto a New York è il miglior outfit indossato dal russo in questa per lui non semplice stagioni 2022. La maglietta è blu avio con diversi panelli e un motivo geometrico tono su tono, che dà un tocco di originalità e modernità. Impeccabile l’accostamento con pantaloncino navy. Per la sessione notturna il moscovita ha sfoggiato lo stesso completo a colori invertiti, con maglietta navy e pantaloncino avio. Ma il risultato non era altrettanto buono (Valerio Vignoli).

Collezione adidas

Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Per questo US Open, Adidas ha creato una collezione con l’emergente fashion designer sudafricano Thebe Magugu. I completi rimandano all’africa per via dei loro colori sgargianti (fucsia, bianco panna e arancione) e per il profilo di una donna di colore, con una folta chioma di capelli e il rossetto. L’intenzione, più che lodevole, è quella di mandare un messaggio di inclusività e di amore, in un periodo in cui se ne sente molto il bisogno. Gli outfit però nel loro complesso non convincono del tutto tra tagli piuttosto basilari e accostamenti di colori azzardati. In definitiva, meglio nella teoria che nella pratica questa collezione del brand delle tre strisce per l’ultimo slam dell’anno.

Venus Williams – Eleven by Venus Williams

Venus Williams non si smentisce nemmeno quest’anno e a New York regala una lezione di classe ed eleganza con un outfit verde, complicato da indossare per chiunque tranne che per Venere, come la ribattezzò Gianni Clerici. Top cortissimo e gonnellino hanno un sapore quasi vintage per via delle righe bianche che attraversano il total green. Il colpo di classe però è nello scaldacuore candido, con le maniche lunghe, con il quale Venus inizia il match di doppio. Ancora una volta inarrivabile. (Chiara Gheza)

Coco Gauff – New Balance

Cori Gauff - Us Open 2022 (Twitter @usopen)
Cori Gauff – Us Open 2022 (Twitter @usopen)

Coco Gauff e i suoi outfit, un binomio vincente. La New Balance, infatti, con i suoi outfit esprime sempre al meglio il carisma e la bella personalità della 18enne americana. Inoltre, non manca mai l’eleganza unita all’originalità. Per questo US Open, il tocco d’eleganza è dato dal gonnellino a scacchi neri, leggero ed etereo nel tessuto, ma grintoso nella tinta e nella fantasia. Peccato, però, che, in questa occasione, la maglietta non sia all’altezza delle aspettative. Tanti elementi eterogenei messi insieme creano un mélange un po’ troppo chiassoso: le maniche bianche bucherellate, le fasce laterali rosse, disegni obliqui color lilla, verde chiaro e azzurrino che ricordano petali di fiori sullo sfondo a scacchi neri, i polsini gialli e la fascia per i capelli a scacchi neri e bianchi… Insomma, sono decisamente too much. Peccato. (Laura Guidobaldi)

Ajla Tomljanovic – Original Penguin

Per la prima volta in carriera, la dolce e graziosa Ajla ha raggiunto i quarti di finale allo US Open. E ha brillato non solo grazie al suo tennis ma anche per l’eleganza che ha sfoggiato in campo. Tomljanovic ha sempre e comunque un portamento aggraziato e il brand americano Original Penguin, con i dettagli dello stile per golfisti, realizza sempre completi di gran classe. E a lei stanno a pennello, proprio come il vestitino indossato a Flashing Meadows, raffinato e sbarazzino al tempo stesso, grazie all’eleganza del blu elettrico, vivacizzata quanto basta dalla fantasia bianca e rosa del corpetto e della gonna. Leggero, etereo e fresco, proprio come Ajla. (Laura Guidobaldi)

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Flash

US Open, l’edizione 2022 è da record anche sugli spalti

Le due settimane di main draw hanno fatto registrare 776.120 spettatori, mentre sono stati 888.044 includendo anche la Fan Week. Per lo US Open è record assoluto

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US Open 2022 - foto: twitter @usopen

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Il video-commento di Ubaldo che compare qui continua sul sito di Intesa Sanpaolo nella sezione “Sottorete” curata in collaborazione con Ubitennis, che potrete trovare al seguente link.

Clicca qui per guardare il video-commento completo di Ubaldo Scanagatta sulla finale maschile dello US Open 2022 sul sito di Intesa Sanpaolo

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Iga Swiatek e Carlos Alcaraz – 40 anni in due! – si sono aggiudicati l’ultima, recentissima edizione dello US Open 2022. Un torneo che certamente resterà indimenticabile per le tante storie proposte: Serena Williams ha definitivamente salutato il tennis e lo stesso Alcaraz ha vinto il suo primo Major in assoluto, diventando il più giovane n°1 del mondo nella storia del tennis.

Lo spagnolo, nella conferenza stampa dopo la finale, ha sostenuto più volte come l’aiuto del pubblico sia stato fondamentale per lui, che si è sentito amato e supportato fin dal primo giorno. Proprio sugli spalti lo US Open 2022 ha fatto registrare un altro record, diventando l’edizione con il numero di fan più elevato nella storia di questo torneo.

I precedenti primati, stabiliti nel 2019, erano di 737.872 spettatori per quel che riguarda le due settimane di main draw e di 853.227 tifosi allargando il conteggio alle tre settimane di US Open, includendo la Fan Week. Quest’anno entrambi sono stati sbriciolati: nell’arco delle due settimane è stato stabilito un nuovo record con 776.120 spettatori, mentre allargando il discorso alle tre settimane e alla Fan Week il conteggio sale a 888.044 tifosi. Va detto che il primato assoluto – tenendo conto esclusivamente delle due settimane in cui si disputano i tabelloni principali – appartiene all’Australian Open 2019, quando furono addirittura 796.435 i fan ad essere presenti sugli spalti.

Come se non bastasse, per la prima volta nei suoi 25 anni di storia l’Arthur Ashe Stadium è sempre andato sold out in tutte le sue sessioni, tanto pomeridiane quanto serali. Insomma, abbiamo assistito ad uno US Open storico sotto tutti i punti di vista.

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