Pagelle: ecco Pistol-Nole, il regno di Osaka e psico-Serena

Pagelle

Pagelle: ecco Pistol-Nole, il regno di Osaka e psico-Serena

Lo Slam del Djokovic restauratore che aggancia Sampras e del delirio di Williams. Osaka da numero uno, Fognini ko da Apollo Creed, il nuovo lavoro di Lahyani. L’auspicio di Federer e i rimpianti di Camila Giorgi

Pubblicato

il

Naomi Osaka 10 e lode
10 per il torneo, la lode è per come ha giocato sul 5-4 del secondo set. Meritava un altro finale, dovrà trovarsi un nuovo idolo. Ha tutto per dominare il circuito, ma lo abbiamo detto anche per altre in passato. Ma Naomi ha un compito: continuare a dare spettacolo e diventare una giocatrice leggendaria, così un giorno ricorderemo la partita di sabato sera per la prima grande impresa di Naomi e non per l’ultima (?) sceneggiata di Serena.

Serena Williams 0
Ha banalizzato secoli di battaglie femministe per un misero e maldestro tentativo di buttare in caciara una partita nella quale è stata presa a pallate. L’accusa di sessismo all’arbitro è la scusa più ridicola mai sentita dai tempi della nipote di Mubarak. Un’indecenza, una delle pagine più brutte della storia del tennis, ad opera proprio di una che quelle pagine ha contribuito a scrivere. Dice che gli uomini fanno e dicono di peggio. Mai visto Nadal, Federer, Djokovic e Murray fare altrettanto, imparasse ad essere una numero 1. Ma forse il problema è proprio quello, che numero 1 non lo è più e non è più in grado come un tempo di trovare il modo di ribellarsi ad avversarie che sanno come metterla in difficoltà. Serena non è più Serena nonostante la maternità strombazzata via social ai quattro venti con speciali, video e post egocentrici, come se fosse l’unica mamma della terra. A proposito, con una figlia di nome Olympia non dovrebbe perseguire ideali decoubertiani? O vincere è l’unica cosa che conta?  Ha mancato di rispetto al tennis, alle donne, all’arbitro e soprattutto alla sua avversaria. Ed è anche recidiva. Speriamo che da oggi Osaka cambi idolo. Meritava 1, ma le abbiamo dato 0: ovviamente perché è nera, donna, mamma, grassa e testimone di Geova.

 

Carlos Ramos 10
Un eroe. Salvate il soldato Carlos. Non lo hanno nemmeno premiato dopo la finale, poi dicono che i francesi sono sciovinisti. Certo che però è proprio sessista e maschilista. Negli ultimi tempi ha dato warning alle signore Djokovic e Nadal per time-violation (Rafa: “Ramos mi mette troppa pressione”), alla signora Murray per un insulto (“arbitro stupido”), alla signorina Kyrgios perché ha alzato la voce con un raccattapalle.

Patrick Mouratoglou 4
Veramente un colpo di genio fare del Coaching a Serena. Se è sopravvissuto alla nottata, in bocca al lupo per il futuro.

WTA 1
“Serena gioca sempre con classe e ci rende orgogliosi. Quello che ha fatto durante la premiazione rappresenta un’occasione di grande classe e sportività”. Avranno acceso la tv dopo la fine del match.

Novak Djokovic 10
Sembrava perso, in due mesi ha raggiunto Sampras. È tornato alle piccole grandi sicurezze, via il Guru, riecco Vajda e il dominatore è tornato tra noi. Tornerà il cannibale di un tempo? Forse non è quello che vuole né quello che gli conviene fare. Forse comincerà a concentrarsi solo sui tornei più importanti, emulando i due vecchi compari. Sarà bello vederlo sfidare le nuove generazioni che tenteranno l’assalto alla diligenza il prossimo anno. E magari per una volta sarà lui quello osannato dalla folle, un cruccio che ancora gli rimane.

Juan Martin del Potro 9
È mancato il lieto fine, nonostante la torcida argentina dell’Arthur Ashe. Nove anni dopo è tornato lì dove lo avevamo lasciato, con quel diritto che spacca ogni cosa. Coraggioso con quei polsi martoriati a ritrovare un rovescio almeno dignitoso ma contro questo Nole non poteva bastare. Chissà, se Djokovic avrà qualche momento di distrazione e i giovani qualche ulteriore tentennamento, potrà ancora ricavarsi uno Slam di gloria.

Mohamed Lahyani 4
Se il suo obiettivo, come pare, è fare il coach, dopo la finale femminile c’è un nuovo posto vacante che potrebbe fare al suo caso…

Fabio Fognini 4,5
È vero Milmann (8) ha poi battuto Federer. Ma da Fabio vestito da Apollo Creed ci saremmo aspettati almeno una resistenza degna di cotanto combattente. Insomma, avesse perso da Rocky o da Ivan Drago lo avremmo perdonato, ma scherzato da Rosco Dunn no.

Spogliarello Cornet S.V.
Alla fine la WTA ha chiarito che non c’è stato nessuna violazione. Ovviamente perché Alizè è bianca e magra: fosse stata Serena, l’avrebbero radiata…

Il futuro 8
Denis a Felix in lacrime per i problemi di aritmia: “Torneremo e giocheremo la finale, ne giocheremo un sacco”.

La carezza di Tommy Robredo 10
Ho battuto tuo papà Nicolas, ma resta il tuo eroe. Pensaci tu a consolarlo ora.

Nick Kyrgios 4
Salvato da Lahyani che pensava di passare per un eroe per aver assicurato al centrale un match epico di terzo turno. Senza sapere che Nick oramai nemmeno l’Artur Ashe e Roger Federer lo scalfiscono.

Rafa Nadal 8
Meraviglioso per come ha strappato il sogno di batterlo a Kachanov (7,5) e Thiem (8) e per lo splendido scambio in campo e via social con quest’ultimo. Ma il tempo passa anche per lui e le mille battaglie purtroppo presentano il conto. Ora cosa farà? Fermarsi o ripartire? Da queste delicatissime scelte dipenderà il finale di carriera di Rafa, occhio a non sbagliarle.

Roger Federer 4
Mezzo voto in più per come ha scherzato Kyrgios, ma era il canto del cigno. Troppo sudato, troppo accaldato, troppo vecchio o troppo occupato dagli sponsor e dalla diatriba tra la Laver Cup e la “Coppa Piquet”. Milmann nuovo Bastl? Chissà. Ma forse Roger potrebbe augurarselo, in fondo Pete dopo quella sconfitta vinse un altro Slam e salutò in gloria…

Kei Nishikori 8
È stato il torneo del Giappone (a parte Federer) e Kei si è rivisto a grandi livelli. Grande match ai quarti ma la partita da vincere con Cilic era un’altra…

Marco Cecchinato 4,5
Deve ancora vincere un match sul cemento. Può e deve farlo perché la terra è lontana e con qualche punto raccattato sul duro può chiudere l’anno con una classifica incredibile. E forse irripetibile.

Camila Giorgi 5
Venus si poteva battere. Sapete contro chi ha perso due partite negli ultimi 2 mesi la semifinalista del torneo Anastasja Sevastova (8,5)? Appunto. E chi era andata a due punti dal match al Roland Garros contro la finalista del torneo Stephens? Rimpianti, rimpianti, rimpianti in una stagione che comunque probabilmente la porterà al best ranking. La speranza è l’ultima a morire…

Marin Cilic 5
Quei due doppi falli nel tiebreak del terzo purtroppo spiegano tutto Marin Cilic. Sognava un altro miracolo americano, chissà quante chance avrà ancora.

Continua a leggere
Commenti

Pagelle

Pagelle Miami: No Roger, No Barty

Si chiude il Sunshine Double con Roger Federer in trionfo. Canadesi alla riscossa, Barty regina nell’anarchia della WTA. Il solito Kyrgios, male gli azzurri, i dubbi di Djokovic. E Torino aspetta notizie

Pubblicato

il

È stato il torneo dei giovani, anzi dei giovanissimi. E c’è stato ancora tanto Canada, stavolta trai maschietti, dopo il trionfo di Andreescu (6,5) ad Indian Wells con tanto di replica contro Kerber (5) – che non ha preso elegantemente la sconfitta e i medical timeout della giovanissima Bianca – a Miami prima di crollare fisicamente. 

Denis Shapovalov (8)Felix Auger-Aliassime (8) hanno dato spettacolo, seguendo la via già tracciata da Tsitsipas (6) verso i piani altissimi del tennis. Solo che poi il titolo se lo sono conteso – si fa per dire – un quasi trentaquattrenne e un quasi trentottenne. Che poi sia stato il quasi trentaquattrenne John Isner (8,5) a cedere fisicamente rientra nei misteri gloriosi di Roger Federer (10) che fatto 100, ha fatto 101 e ha messo Connors nel mirino (adesso è a -8). Povero John, abituato a dieci tie-break di fila vinti, si è trovato un ringalluzzito vecchietto che gli ha tolto il servizio tre volte in un set facendolo correre come un forsennato da una parte all’altra fino a rimanere zoppo a causa di un problema al piede sinistro. “Ho sentito dolore fin dal primo set, ma lui era dappertutto” avrebbe poi ammesso John.

 

I numeri di Roger oramai fanno oramai girare la testa, il dato forse più incredibile è la vetta della Race dopo i primi tre mesi dell’anno. Ora arriva la terra e per la prima volta negli ultimi anni ci sarà anche lo svizzero a divertirsi, con l’inconsueto ghigno di chi non ha nulla da perdere che promette di fare tanti danni. “Non mi ricordo nemmeno come si fa a scivolare”, scommettete che la memoria gli tornerà per tempo?

Marco Cecchinato (5) ha indovinato la settimana fortunata, portando a casa 48.775 dollari per otto game vinti, e qualcuno non ha mancato di farglielo notare: Cecchi-nato con la camicia, aspettando di vincere qualche partita sul cemento. Fabio Fognini (5) ha finalmente interrotto la striscia negativa ma la condizione è quella che è, Camila Giorgi (4) disastrosa contro Maria, che non era mica Sharapova, e adesso salterà anche il torneo di Charleston (dove era iscritta) per tornare in campo a fine mese in quel di Istanbul.

Dominic Thiem (5) ha pagato gli sforzi di Indian Wells ma Hurkacz (7) non è una brutta parola ma un ragazzo che ha un tennis molto aggressivo e farà molta strada. Novak Djokovic (5) ha preso un’altra Bautosta (seconda dell’anno) e ora la vicenda rischia di diventare un po’ preoccupante, mentre Cuore d’oro Sascha Zverev (4,5) ha concesso una serata di gala a David Ferrer (8).

Nick Kyrgios (5,5) ha vinto un paio di partite, ha esultato sui social per il punto del torneo, non ha mancato di dire la sua via twitter sulla querelle Kerber-Andreescu, ha fatto il giullare battendo da sotto, ovviamente contro Lajovic perché il bulletto fa le marachelle contro Lajovic mica contro Federer e Nadal (non sempre però, va detto), ed è tornato a a casa soddisfatto. 

Se Roger Federer è stato il primo a bissare un trionfo da inizio anno, continua la totale anarchia di quel meraviglioso mondo chiamato WTA. Stavolta a trionfare è stata Ashleigh Barty (10)  – avremmo preferito si chiamasse Ashley e invece ha voluto complicarci la vita – che a furia di tagli ha affettato i sogni di titolo di Pliskova (8,5) e i sogni di numero 1 di Kvitova (7) e Halep (7).

Ashleigh Barty – Miami 2019 (foto via Twitter, @WTA)

Intanto si infittisce il mistero sulla città che ospiterà le Atp Finals dal 2021 al 2025. Tra una missione segreta del Presidente Binaghi, sussurri di riunioni del Board, scoop in arrivo e dita incrociate (e laccate) del Sindaco Appendino, Torino è ancora in attesa di scoprire se potrà ospitare le otto stelle del tennis mondiale o dovrà accontentarsi di tre stelle in meno…

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: Crudelia Thiem, Bianca da favola

Indian Wells incorona Bianca Andreescu che sogna di emulare il 2018 di Osaka. Thiem spezza il sogno di Federer e vince il suo primo 1000. La vacanza di Nole, i dolori di Rafa e il disastro italiano

Pubblicato

il

Sembrava tutto scritto. Il ginocchio di Crudelia Nadal (7) che si blocca prima del trentanovesimo duello, Crudelia Nole (5)che si eclissa sin dalle prime battute, e Roger Federer (7,5) pronto alla carica del 101 nel deserto della California.

E invece, quando meno te l’aspetti l’ammazza-Dalmata ha assunto le vesti di Dominator Thiem (10) che dopo anni da Stakhanov e qualche scricchiolio ha finalmente capito che giocare tutti i tornei del circuito non è una grande idea. Sarà il tempo a dire se Massu sia uno stratega o solo un portafortuna ma certo immaginare Thiem vincente in un 1000 sul cemento, appena 2-3 settimane fa sembrava follia. 

 

Bravissimo Dominic ad approfittare del Federer modalità sciupone (e forse anche Milos Raonic, 6,5 avrà qualche rimpianto) che la vecchiaia sta proponendo sempre più spesso e chissà che questo non sia l’anno buono per fare il solletico a Nadal anche al Roland Garros. 
A proposito di Rafa, l’ennesima amarezza fisica sul duro forse dovrebbe indurlo a più miti consigli in termini di programmazione, ma pare che il tour de force sul rosso non sia in discussione. Mah.

Djokovic invece si è preso due settimane di vacanza, dedicandosi a tempo pieno alla politica tanto da non trovare tempo per un caffè con gli amici Rafa e Roger. Onore comunque a Kholschreiber (7) che ha messo in fila il numero 1 vero e quello che lo è quando ha voglia, Kyrgios (4,5) al quale dopo i terribili sforzi di Acapulco non si poteva certo chiedere di più. 

Nole si è divertito in doppio con l’amico Fognini (4) il quale avrà pensato di adottare la strategia di Peter Fleming (“Qual è la coppia più forte del mondo? McEnroe e chiunque”) scegliendosi il compagno giusto. Purtroppo per Fabio però in singolare continua la stagione da RT che non sta per retweet ma per rottura prolungata. Per fortuna ci ha pensato il derby a risollevare l’umore del nostro e adesso arriva Miami con l’amico Bobo Vieri pronto ad accoglierlo e magari rivedremo sprazzi del vecchio Fognini.

Comunque se un serbo fa cilecca, ce n’è subito in serbo un altro Kecmanovic (7,5) che approfitta dell’occasione e si regala un torneo da sogno. Se Zverev (SV) e Tsitsipas (5) arrancano, si rilancia Khachanov (7), irrompe Auger-Aliassime (7 ed esplode Hurkacz (8), mentre Cilic (4) affonda, segno che i tempi piano piano stanno cambiando.

Non è stato un torneo indimenticabile per i nostri colori: quattro partite, quattro sconfitte, un solo set vinto da Berrettini (6,5) che si è rifatto nel ricco Challenger di Phoenix. Cecchinato (4,5) e il cemento continuano a detestarsi, Seppi (5) ha perso troppo male per i suoi standard. Aggiungiamoci che nel torneo vinto da Flavia Pennetta cinque anni fa non compariva proprio il tricolore nel tabellone femminile e il disastro è totale.  

Lo scorso anno Indian Wells scoprì Naomi Osaka (5) – qui spazzata via da una strepitosa e finalmente sana Bencic (8) – quest’anno è sbocciata una rosa Bianca come Andreescu (10), che da wildcard ha coronato un’impresa stratosferica resistendo anche ai brividi della finale contro la ritrovata Kerber (8,5). Naomi partì dalla California per arrivare a New York, chissà che anche Bianca non riesca a mangiarsi la grande mela…senza avvelenarsi, sia chiaro.

Continua a leggere

Pagelle

Pagelle: Roger fa cento, Kyrgios redento?

Roger Federer centra il prestigioso traguardo e non ha intenzione di fermarsi. Lo stimolo segreto di Kyrgios. La rabbia di Nadal e la gioia di Pella. Mentre Bouchard va a Hollywood

Pubblicato

il

Chissà se Roger Federer (10) ha mai ascoltato “Cara” di Lucio Dalla, e se, trovandosi di fronte Stefanos Tsitsipas (8) sabato abbia canticchiato: 


“Cosa ho davanti, non riesco più a parlare,
Dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare…
(vuoi andare a dormire)
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare,
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare. 

Conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento, per i tuoi pochi…tornei e per i miei che sono cento,
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare”

 

Perché in fondo cosa vuoi dire più a Roger Federer? Quando perse la sua prima finale a Marsiglia nel 2000 contro Marc Rosset, il suo anziano connazionale gli buttó lí la classica frase che si dedica ai giovani sconfitti in lacrime  “Ne vincerai tanti altri”. Giusto qualcuno, caro Marc. “Papà tu invece quanti ne hai vinti?” “Ehm, dieci!” ha risposto il povero James Blake (10) alle sue figlie. “Solo???”.

Voi capite quante generazioni di ottimi tennisti ha rovinato Roger? Sembra passato un secolo dal primo titolo ATP vinto da Roger a Milano, e in queste ore si sente ancora ripetere dello “straordinario legame di Federer con l’Italia”: intanto, a meno di una wildcard per le NextGen Finals pare difficile che il carniere di Federer possa rimpinguarsi di altri titoli conquistati sul suolo del Bel Paese, visto che la rinuncia a Roma pare ormai definitiva e che la pagliacciata delle Finals a Torino si è conclusa come al solito tra roboanti dichiarazioni, insulse chiacchiere (e va bene che siamo a Carnevale) e una figuraccia da pezzenti.

Stefanos Tsitsipas (10-2) avrebbe voluto festeggiare l’ingresso in top-10 battendo nuovamente il Re, ma le fatiche dei turni precedenti, soprattutto con il ritrovato innamorato Monfils (7), lo hanno indotto alla resa dinanzi al meraviglioso ottuagenario. Il futuro è indubbiamente suo e dovrà dividerselo con Zverev (7) e forse con l’altro protagonista della settimana.
Perché che Nick Kyrgios (9) sappia giocare molto bene a tennis ci sono pochi dubbi, così come c’è poco da dire quando l’australopigreco si trova davanti i più forti del circuito. Il pubblico di Acapulco (4) ci ha capito poco, compresi i tifosi di Nadal che Nick ha prematuramente spedito sull’aereo per Indian Wells

Svelato comunque il motivo di questa versione vogliosa e determinata di Nick, così come della sua delusione al momento della premiazione: gli avevano detto che in palio c’era una pera e lui era convinto si trattasse di Bernarda… Chissà che versione di Nick troveremo nel prosieguo di stagione, magari con un allenatore raccattato in spiaggia o facendo jet-sky, oppure semplicemente senza voglia di correre.

Certo, a Rafa Nadal (5) non può stare simpatico uno che senza allenarsi sappia tenerlo fermo a tre metri dalla palla, ma per una volta lo spagnolo ha dimostrato di essere un cattivo perdente. Già perdente, una parola che si sarà sentito ripetere tante volte Guido Pella (7), abituato ad arrendersi in finale ma finalmente felice come una Pasqua: le vie del tennis sono infinite.

In ogni caso la notizia della settimana è che dopo Match Point, Borg-McEnroe, La battaglia dei sessi, Hollywood apre nuovamente le porte al tennis, con un film su Genie Bouchard e la sua romantica storia con il tifoso dei Patriots con il quale perse una scommessa via Twitter pagando pegno con un appuntamento al “buio”. Gli sceneggiatori hanno meditato a lungo alla ricerca di un finale fantasioso, impossibile, al limite dell’inverosimile, che sfociasse nella fantascienza: scartato il matrimonio trai due, il lieto fine vede Genie in trionfo a Wimbledon.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement