Una vignetta su Serena Williams e l'accusa di razzismo: il web prende fuoco

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Una vignetta su Serena Williams e l’accusa di razzismo: il web prende fuoco

Il disegnatore australiano Mark Knight, dell’Herald Post, è finito nel mirino per aver raffigurato quello che lui definisce soltanto “il capriccio” di Serena contro l’arbitro Ramos nella finale degli US Open

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Ha suscitato reazioni indignate la vignetta pubblicata sull’Herald Post, quotidiano di Melbourne, che rilegge in chiave satirica il caso Williams. Il disegnatore Mark Knight ha raffigurato infatti una Serena in versione oversize che se la prende con la racchetta, con un biberon nelle vicinanze, mentre l’arbitro Ramos si rivolge a Osaka (onestamente non troppo riconoscibile) dicendole: “Ma non puoi lasciarla vincere?”. Sul web sono scattate con rapidi tempi di reazione le accuse di razzismo e sessismo.

La comica Kathy Griffin, volto noto della TV statunitense, ha addirittura chiamato in causa il Ku-Klux Klan, giocando con il cognome di Knight poi pesantemente apostrofato. Da segnalare come il profilo del designatore, @Knightcartoons, risulti al momento non raggiungibile.

Meno aggressiva nei toni ma altrettanto incisiva la scrittrice J.K Rowling. Per la creatrice della saga di Harry Potter, si è trattato di una rivisitazione in chiave “razzista e sessista” di una delle più grandi atlete contemporanee, con Osaka ridotta invece a “un oggetto di scena senza volto”.

Il dibattito, vecchio quanto il mondo, è chiaramente sui confini entro i quali debba rimanere la satira per non degenerare. La forzatura sulle caratteristiche del personaggio è alla base del genere, ma quando si sfiora la questione razziale le corde vibrano con particolare facilità. Knight, sorpreso dall’eco mediatica, ha spiegato come “la vignetta voglia solo rappresentare un’atleta che fa una scenata in campo, una Serena capricciosa. E adesso, mio malgrado, mi trovo coinvolto nella polemiche sul tema razziale negli Stati Uniti. Posso dire di non essere certamente razzista, lo racconta anche il mio passato, mi sono occupato anche della questione sudafricana. Per i vignettisti possono esistere degli ambiti delicati in cui non intervenire, ma onestamente non ho pensato di dovermi porre problemi nel rappresentare una scenata di Serena Williams, sul campo da tennis“.

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WTA Seoul: primo titolo e best ranking per Karolina Muchova

La pioggia rimanda l’inizio della finale, ma poi la ceca lascia appena due giochi a Linette

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A Seoul, Karolina Muchova si sblocca e porta a casa il primo titolo della sua carriera al termine di una finale dominata contro Magda Linette. La partita è stata rimandata di qualche ora (era programmata per le 8:30 italiane, è cominciata solo alle 13) per la pioggia che continuava a cadere insistente sulla città coreana, ma quando finalmente si è potuto giocare gli spettatori hanno assistito ad un vero e proprio no contest. Muchova, scioltissima, è scappata subito avanti 4-0 e ha chiuso il primo set in appena 32 minuti con il punteggio di 6-1. Nel secondo parziale, le cose non sono migliorate per Linette, che si era congedata dal primo con un doppio fallo: la polacca è riuscita a vincere un solo game senza mai arrivare a palla break in tutta la partita.

Solida prestazione di Muchova che corona una splendida settimana, durante la quale ha espresso un bel tennis e ha regalato colpi da antologia. Questo risultato la proietta al numero 37 del ranking WTA (best ranking) con un salto in avanti di otto posizioni, miglior piazzamento della carriera anche per Linette che scala sei posizioni e si attesta al 42esimo posto.

[3] K. Muchova vs [4] M. Linette 6-1 6-1

 

Il tabellone completo

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Laver Cup, Day 3: Federer, orfano di Nadal, cerca i punti decisivi

Sessione unica di gioco per la giornata decisiva: Tsitsipas prende il posto di Rafa in doppio, Thiem in singolare

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Giornata conclusiva per la terza edizione della Laver Cup a Ginevra. Come da regolamento gli incontri della domenica valgono 3 punti a vittoria e dunque è ancora tutto aperto con Team Europe avanti 7-5 dopo le prime due giornate. Servono 13 punti per alzare il trofeo e dunque mancano due vittorie ai padroni di casa per chiudere la contesa.

Sessione unica di gioco e si parte stavolta con il match di doppio alle ore 12 che vedrà in campo insieme Roger Federer e Rafael Nadal opposti alla coppia americana Isner/Sock. Poi i due campionissimi giocheranno anche in singolare. Nadal opposto a Kyrgios e Federer, se necessario, contro Isner. L’ultimo incontro, sempre se necessario, vedrà opposti Milos Raonic e Alexander Zverev.

Aggiornamento ore 10:50

Il forfait di Nadal per un problema al polso, cambia completamente i piani di Borg: Tsitsipas giocherà con Federer il match di doppio, Thiem quello di singolare contro Kyrgios

 

Il programma completo

dalle ore 12 (Diretta TV su Eurosport 1 e Supertennis)

R. Federer/S. Tsitsipas vs J. Isner/J. Sock
D. Thiem vs N. Kyrgios
R. Federer vs J. Isner
A. Zverev vs M. Raonic

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Quando Federer e Nadal sono i tuoi coach: il momento di massima pressione per Fognini

Difficilmente vi sarà sfuggito, ma ecco il momento in cui Federer e Nadal (trentanove Slam in due) hanno provato spingere Fognini verso la rimonta Senza riuscirci

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Il frammento più iconico della prima giornata della Laver Cup 2019 – quantomeno per noi italiani – non è stato un punto né una dichiarazione in conferenza stampa. Ha invece per protagonista Fabio Fognini, che nel bel mezzo della deludente prestazione offerta contro Jack Sock si è trovato a usufruire di un coaching più unico che raro: quello che gli è stato offerto da Roger Federer e Rafael Nadal, trentanove (39!) Slam in due.

Sopra 5-4 nel secondo set, che avrebbe poi perso al tie-break, Fognini si siede al cambio campo e si ritrova immediatamente alle spalle Federer, che gli ha tenuto una lezioncina (invano, a giudicare dal risultato finale) di attitudine e motivazione: “Non voglio più vedere negatività. Se lui colpisce un bel dritto, ok, va bene, magari è stato fortunato e non fa nulla. Costringilo a giocare un grande colpo“.

Accanto a entrambi c’è Nadal, che si accoda parlando in spagnolo – Fognini risponde in spagnolo, e i tre sembrano capirsi a meraviglia – e interpreta la parte del coach comprensivo, di contrasto all’atteggiamento leggermente più diretto di Federer. “Non puoi sentirti frustrato, è stata una risposta perfetta” dice Rafa.

Purtroppo, nonostante il coaching da 186 titoli complessivi, Fognini non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita. Quei due ce l’hanno messa tutta. “Se Rafa, Roger e Björn mi danno dei consigli, devo solo stare ad ascoltare” ha dichiarato poi Fabio in conferenza.

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