Una vignetta su Serena Williams e l’accusa di razzismo: il web prende fuoco

Il disegnatore australiano Mark Knight, dell'Herald Post, è finito nel mirino per aver raffigurato quello che lui definisce soltanto "il capriccio" di Serena contro l'arbitro Ramos nella finale degli US Open

Una vignetta su Serena Williams e l’accusa di razzismo: il web prende fuoco
Serena Williams - US Open 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Ha suscitato reazioni indignate la vignetta pubblicata sull’Herald Post, quotidiano di Melbourne, che rilegge in chiave satirica il caso Williams. Il disegnatore Mark Knight ha raffigurato infatti una Serena in versione oversize che se la prende con la racchetta, con un biberon nelle vicinanze, mentre l’arbitro Ramos si rivolge a Osaka (onestamente non troppo riconoscibile) dicendole: “Ma non puoi lasciarla vincere?”. Sul web sono scattate con rapidi tempi di reazione le accuse di razzismo e sessismo.

La comica Kathy Griffin, volto noto della TV statunitense, ha addirittura chiamato in causa il Ku-Klux Klan, giocando con il cognome di Knight poi pesantemente apostrofato. Da segnalare come il profilo del designatore, @Knightcartoons, risulti al momento non raggiungibile.

Meno aggressiva nei toni ma altrettanto incisiva la scrittrice J.K Rowling. Per la creatrice della saga di Harry Potter, si è trattato di una rivisitazione in chiave “razzista e sessista” di una delle più grandi atlete contemporanee, con Osaka ridotta invece a “un oggetto di scena senza volto”.

Il dibattito, vecchio quanto il mondo, è chiaramente sui confini entro i quali debba rimanere la satira per non degenerare. La forzatura sulle caratteristiche del personaggio è alla base del genere, ma quando si sfiora la questione razziale le corde vibrano con particolare facilità. Knight, sorpreso dall’eco mediatica, ha spiegato come “la vignetta voglia solo rappresentare un’atleta che fa una scenata in campo, una Serena capricciosa. E adesso, mio malgrado, mi trovo coinvolto nella polemiche sul tema razziale negli Stati Uniti. Posso dire di non essere certamente razzista, lo racconta anche il mio passato, mi sono occupato anche della questione sudafricana. Per i vignettisti possono esistere degli ambiti delicati in cui non intervenire, ma onestamente non ho pensato di dovermi porre problemi nel rappresentare una scenata di Serena Williams, sul campo da tennis“.

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