Caso Kyrgios, Lahyani sospeso per due tornei

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Caso Kyrgios, Lahyani sospeso per due tornei

Il giudice di sedia svedese salterà i tornei di Pechino e Shanghai. “Anche se mosso da buone intenzioni, le sue azioni non potevano restare impunite” dice l’ATP

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Alla fine l’ATP ha deciso di sospendere per due tornei (e senza paga) Mohamed Lahyani in seguito alle vicende che lo avevano visto protagonista di un atipico caso di “coaching” agli US Open. Durante il match di secondo turno tra Nick Kyrgios e Pierre-Hugues Herbert, il giudice di sedia è sceso a incoraggiare il giocatore australiano che in quel momento era sotto di un set e di un break. “Sei meglio di così, Nick. Ti voglio aiutare. Non è un bello spettacolo quello che stai offrendo”. Questo il discorso rivolto a Kyrgios, che ha poi finito col ribaltare la partita. Che siano state le parole di Lahyani o meno a far scattare qualcosa nella mente di Nick non è dato saperlo, fatto sta che con questo gesto l’arbitro svedese ha palesemente trasceso i limiti del suo ruolo.

La sanzione dell’ATP non segue quindi la linea di condotta adottata dalla USTA (United States Tennis Association). Sulle prime infatti, la federtennis statunitense aveva diramato un comunicato molto controverso che puntava a scagionare in toto Lahyani, mentre successivamente aveva fatto retromarcia, limitandosi però ad un’ammonizione senza ulteriori provvedimenti. Il giudice di sedia svedese ha di fatto continuato ad arbitrare durante il torneo, ma è stato relegato a match di secondo piano, per lo più di doppio.

L’ATP ha però ritenuto necessaria una punizione, vista anche la posizione di primo piano che Lahyani ricopre all’interno dell’associazione e della truppa degli arbitri. Lo svedese è infatti uno dei sette giudici di sedia che lavora a tempo pieno per l’ATP (gli altri sono Carlos Bernardes, Damien Dumusois, Cedric Mourier, Fergus Murphy, Ali Nili e Damian Steiner). “Nonostante si sia verificato agli US Open, sotto la giurisdizione della USTA, l’incidente è anche soggetto all’azione disciplinare dell’ATP essendo Lahyani un impiegato a tempo pieno dell’ATP e considerati gli alti standard che si richiedono ai giudici di sedia, a prescindere dagli eventi a cui sono stati assegnati, per mantenere l’integrità del Tour“. Così dichiara una nota dell’associazione rilasciata al New York Times.

Lahyani salterà dunque il torneo di Pechino e il Masters 1000 di Shanghai, per poi tornare probabilmente ad arbitrare in quel di Stoccolma. “Mohamed è un ufficiale di classe mondiale e molto rispettato, tuttavia le sue azioni durante il match hanno oltrepassato una linea che ha compromesso la sua imparzialità di arbitro“, ha affermato Gayle David Bradshaw, vicepresidente esecutivo dell’ATP. “Anche se mosse da buone intenzioni, le sue azioni non potevano rimanere senza conseguenze. Sappiamo che imparerà da questa esperienza e non vediamo l’ora di riaccoglierlo ad ottobre“.

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Tsitsipas 2020, l’anno per diventare davvero grande

Il greco ha chiuso il 2019 con il titolo delle Finals e il numero sei del mondo. A partire dall’Australia, si butterà nella stagione in cui punta a crescere negli Slam e nei Masters 1000

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Stefanos Tsitsipas a terra - ATP Finals 2019 (via Twitter, @atptour)

Ha finito in gloria, inizierà con il piede sull’acceleratore. Il Maestro delle Finals 2019, Stefanos Tsitsipas, avrà tanti occhi addosso nell’avvio della nuova stagione. La sua quarta nel circuito maggiore, da vivere ormai senza l’etichetta della giovane promessa. Dopo il successo londinese, l’obiettivo diventa centrare il primo Masters 1000 in carriera oltre che andare più lontano possibile negli Slam. A partire dall’Australia, dove però l’agenda è piena sin dai primissimi giorni del nuovo anno. L’ateniese sarà infatti di scena nella ATP Cup, con la Grecia impegnata nel girone F di Brisbane insieme a Germania, Canada e ai padroni di casa.

Sarà un appuntamento difficile e stimolante – le sue parole in un’intervista al sito ATP – scenderemo in campo individualmente ma sarà bello sentirsi squadra“. In realtà, buona parte delle speranze greche si appoggeranno sulle spalle del numero sei del mondo. Il suo compagno d’avventura sarà infatti il buon Michail Pervolarakis, che naviga alle spalle dei primi 400 del ranking.

IL SOSTEGNO DEI TIFOSI – L’allievo di Apostolos ha utilizzato l’off season per ricaricare le batterie e cementare il già solido rapporto con la sua community di tifosi, con la quale ama interagire via social. Un investimento in tempo e dedizione che, evidentemente, porta dividendi. “Il sostegno dei fan mi aiuta molto, mi fa essere un tennista e una persona migliore. Ritengo importante per la mia carriera mantenere la connessione con loro – ha raccontato – e dargli l’idea che hanno a che fare con una persona amica. Nella stagione ho avuto anche dei momenti difficili, nei quali il sostegno dei tifosi e della mia famiglia mi ha dato forza“.

LA RICERCA DELLA CONTINUITÀ – Il riferimento è alla numerose eliminazioni al primo turno: da Wimbledon allo US Open, senza dimenticare i Masters 1000 di Indian Wells, Cincinnati e Montreal (mentre rimane ottimo il ricordo di Madrid e Roma, tornei persi rispettivamente in finale e in semi). Sbalzi di rendimento anche comprensibili a 21 anni, comunque da inquadrare in un anno iniziato con in testa la corona Next Gen di Milano 2018 e terminato con il best ranking. “Non vedo l’ora di ricominciare, questa è una parte dell’anno in cui posso aggiungere cose al mio gioco e sistemare ciò che non ha funzionato“. All’Australian Open difenderà la semifinale di un anno fa.

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ATP 2020, le entry list dei tornei che precedono l’Australian Open

Oltre alla ATP Cup, nelle prime due settimane della stagione 2020 si giocheranno tre tornei: Doha nella week #1, Auckland e Adelaide nella week #2. In campo Djokovic, Fognini, Wawrinka, Medvedev e Shapovalov

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Fabio Fognini e Novak Djokovic - Indian Wells 2019 (foto Luigi Serra)

2019 VS 2020 – Se la stagione 2019 aveva preso il via il 31/12/2018 con tre tornei (Brisbane, Doha e Pune), la stagione 2020 scatterà con qualche giorno di ritardo. ATP Cup a parte (la manifestazione a squadre si svolgerà dal 3 al 12 gennaio), la week #1 del calendario 2020 sarà infatti quella che scatterà il 6 gennaio. E i tornei non saranno più tre, ma uno soltanto, quello di Doha: Brisbane sarà infatti una delle città che ospiterà l’ATP Cup (insieme a Perth e Sydney), mentre il torneo di Pune si giocherà nella quinta settimana, al termine dell’Australian Open. Saranno invece ancora due i tornei della week #2: il confermato Auckland e il nuovo torneo di Adelaide, che prenderà il posto di Sydney.

CHI GIOCA NELLA WEEK #1A guidare il seeding del torneo di Doha sarà Stan Wawrinka, seguito da Andrey Rublev, Jo-Wilfried Tsonga e Milos Raonic. C’è attesa per il ritorno alle competizioni di Alex Dolgopolov, mentre un solo italiano sarà ammesso direttamente in tabellone: si tratta di Lorenzo Sonego. Tra gli alternates figurano invece Marco Cecchinato e Andreas Seppi, mentre è di ieri la notizia della cancellazione di Jannik Sinner, che ha deciso di volare direttamente in Australia e iniziare il suo 2020 con il Challenger di Canberra.

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CHI GIOCA NELLA WEEK #2 – La seconda settimana della stagione (13-19 gennaio) vedrà scendere in campo a sorpresa il numero 2 del mondo Novak Djokovic. Il serbo, in scena nel nuovo torneo di Adelaide, per la quarta volta in carriera disputerà un torneo nella settimana che precede un torneo dello Slam. Insieme a Nole ci saranno i giovani De Minaur, Auger-Aliassime e Rublev, mentre bisogna scendere tra gli alternates per trovare il primo italiano in entry list: Marco Cecchinato.

(clicca per ingrandire)

Un italiano sarà invece protagonista ad Auckland: si tratta di Fabio Fognini, secondo giocatore del seeding alle spalle di Daniil Medvedev. Al via del torneo neozelandese ci saranno anche Denis Shapovalov, Karen Khachanov e Lorenzo Sonego. Mentre tra gli alternates troviamo ancora una volta Marco Cecchinato e Andreas Seppi.

 
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LE ENTRY LIST AGGIORNATE: WEEK 1WEEK 2

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Ubitennis cerca una nuova figura commerciale per business development

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