Caso Lahyani-Kyrgios, Herbert furioso: “Ci prendono per stupidi” – Ubitennis

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Caso Lahyani-Kyrgios, Herbert furioso: “Ci prendono per stupidi”

NEW YORK – L’intervento dell’arbitro, sceso a stimolare Kyrgios a un maggior impegno, ha forse cambiato il match. Così la pensa Herbert. E anche Federer: “Non succederà più, l’arbitro non deve far così!” La brutta figura dell’USTA. E Roddick…

Vanni Gibertini

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Quando c’è Kyrgios in giro non ci si annoia mai, anche quando tutto sommato non combina nulla di che. Ovviamente per i suoi standard, che non sono esattamente quelli di tutti gli altri. Kyrgios aveva perso il primo set 64 e era sotto 3-0 con il francese Pierre Hughes Herbert. Non aveva dato alcuna sensazione di impegnarsi, come tante altre volte in passato. A quel punto l’arbitro svedese Mohamed Lahyani ha deciso di scendere dalla sedia per parlargli (dimenticando che i microfoni oggi fanno sentire tutto a tutti): Sei meglio di così, Nick. Ti voglio aiutare. Non è un bello spettacolo quello che stai offrendo”. Dell’episodio c’è un video che ha fatto il giro del mondo in pochi minuti, come ormai accade sempre nell’era dei social media. Quell’intervento era opportuno o no? Era davvero necessario che scendere dalla sedia e parlargli in quel modo? Può essere considerato coaching? Qual era il suo scopo?

Le reazioni non si sono fatte attendere: secondo il giornalista del New York Times Ben Rothenberg era necessario togliere immediatamente Lahyani dalla sedia e sostituirlo con un altro arbitro. Tuttavia, dal punto di vista strettamente regolamentare, è difficile sostenere che Lahyani abbia fatto un errore tecnico così grave da giustificare la sua sostituzione, senza aver potuto sentire esattamente quello che ha detto a Kyrgios. Le frasi infatti diffuse dalla televisione erano per lo più annegate dalla musica che viene trasmessa durante il cambio di campo e di esse è stato possibile cogliere solamente alcuni frammenti. Il comportamento di Lahyani ha comunque sollevato tante polemiche, anche da parte di personaggi noti nel settore dell’officiating come Richard Ings, ex responsabile dei regolamenti per conto dell’ATP. “Mi sto spremendo le meningi – ha scritto quest’ultimo sul proprio account Twitter – per individuare una situazione che richieda che il giudice di sedia parli in quel modo con un giocatore. Ho arbitrato migliaia di incontri, sono stato responsabile degli ufficiali di gara dell’ATP, ma non me ne viene in mente nemmeno una”.

Si erano susseguiti tweets su tweets. Così le conferenze stampa dei due giocatori sono state programmate entrambe nella sala principale. Kyrgios ovviamente ha minimizzato il tutto: “Lahyani non mi aiutato per nulla!”. E poi:  “Non mi ha dato parole di incoraggiamento, mi ha solamente detto che il mio scarso impegno profuso in campo non contribuiva a dare un bello spettacolo. Mi era già capitato altre volte, a Shanghai, dove l’arbitro mi aveva parlato più o meno negli stessi termini usati oggi da Mohamed. Non va bene per l’integrità dello sport, non è un bello spettacolo”. È un fatto comunque che da quel momento in poi Kyrgios ha iniziato a giocare meglio e dallo 0-3, ha iniziato la rimonta, recuperando il break di svantaggio quando Herbert stava servendo per il set ed arrivando a vincere il match in quattro set. “Ma non si può certo dire che Mohamed mi abbia dato dei consigli da allenatore – ha riaffermato Kyrgios -. L’avrebbe fatto dall’alto dei suoi straordinari risultati nel circuito professionistico?”.

Ovviamente di altro tono è stata la replica di Pierre-Hugues Herbert, che il capo degli arbitri aveva avvicinato prima della sua conferenza stampa (e di solito chi perde al secondo turno non finisce nella sala principale delle interviste) suggerendogli moderazione (“Me l’hanno chiesto, ma non devono prendermi per un coglione” ha detto Herbert): “Quello che è certo è che fino al 4-1 o 3-0 nel secondo set Nick stava giocando e non giocando, non era concentrato sul match al 100%, e poi qualcosa è cambiato. Da quel momento in poi è stato il giocatore migliore in campo ed ha vinto meritatamente. Ho visto che Mohamed è sceso dalla sedia, fatto piuttosto insolito, ma ho cercato di rimanere concentrato sul mio gioco. Non ho però sentito quel che diceva lì per lì. Dopo invece sì”.

Come prima cosa sono molto arrabbiato con me stesso per non aver vinto la partita dopo aver vinto il primo set e aver servito per salire due set a zero. Se ci andavo chissà come si sarebbe comportato Kyrgios.  È un fatto che Mohamed ha parlato a Nick e non sappiamo cosa sarebbe successo se lui non gli avesse parlato. L’arbitro non ha il dovere di parlargli scendendo dalla sua sedia. L’unica cosa che ha, semmai, è dirgli di fare attenzione perchè in caso di scarso impegno ci possono essere sanzioni disciplinari. Non deve scendere dalla sedia, non deve dire le parole che gli ho sentito dire nel video. Questo non è il suo lavoro, è andato oltre, è un arbitro e dovrebbe rimanere sulla sedia”. 

Non so perché Mohamed ha fatto quello che ha fatto. È un ottimo arbitro, conosce tutti, credo che volesse impedire a Nick di incorrere in critiche e sanzioni. Ed era forse anche preoccupato della qualità dello spettacolo. La gente aveva cominciato ad andarsene già dopo il primo set, e dopo il 3-0 ancor di più, perché vedevano che Nick non era in giornata. Nick può essere un giocatore straordinario, solo che a volte non è concentrato, come è accaduto oggi nei primi due set. Lahyani è uno dei suoi migliori amici, lo sanno tutti, è molto comprensivo con i problemi di noi tutti. Però se fuori poteva parlarci, sul campo invece no”. Alla fine della conferenza stampa Herbert ha detto che non vedeva nessun motivo per parlare con Nick dell’accaduto (“Lui non ha fatto nulla, era seduto al cambio di campo ed un arbitro è sceso dal seggiolone per andargli a parlare”). E con Layani? “Non penso di dover cercare Lahyani, è lui che deve venire a scusarsi con me”.

Il comunicato ufficiale diramato dall’USTA a commento della vicenda è tra il comico e il grottesco. Ricorda molto da vicino una nota faccenda che ha coinvolto una possibile nipote del presidente egiziano Mubarak: “Sullo 0-3 Mohamed Layani è sceso dalla sedia per controllare le condizioni di Kyrgios. L’ha lasciato per poter comunicare in maniera efficace con Kyrgios dato il livello di rumore nello stadio durante il cambio di campo. Lahyani era preoccupato che Kyrgios avesse bisogno di cure mediche e ha detto che poteva richiedere l’intervento del medico. Lahyani ha anche comunicato a Kyrgios che se avesse continuato con il suo scarso impegno sarebbero stati presi provvedimenti disciplinari”.

Al successivo cambio di campo Kyrgios ha effettivamente ricevuto la visita del medico del torneo: “Ho chiesto dei sali per reintegrare quelli persi a causa della sudorazione”. Pierre-Hugues Herbert, una volta visto il comunicato USTA, su Twitter non ha avuto peli sulla lingua: “La USTA ci sta chiaramente prendendo per stupidi. Abbiamo sentito tutti, nel video, quello che l’arbitro ha detto a Nick“.

Dopo la dichiarazione ufficiale dell’USTA, che in effetti copre le responsabilità dell’arbitro svedese, è altamente improbabile che vengano accolte le istanze di chi ne ha suggerito la sospensione nel corso di questo torneo. Andy Roddick da un lato sottolinea la grande umanità di Lahyani, dall’altro dice che ha sbagliato e poi conclude augurandosi che non si prendano provvedimenti troppo severi nei suoi confronti.

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Due Slam e il numero 1 del mondo

Da Chris Evert a Naomi Osaka venti giocatrici sono riuscite a raggiungere il primato nel ranking e vincere almeno due Major. Ma solo cinque vantano un record ancora più difficile

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Serena Williams, Chris Evert, Naomi Osaka - US Open 2018

Con il successo agli ultimi Australian Open Naomi Osaka ha compiuto una impresa significativa: ad appena 21 anni ha già vinto due tornei dello Slam e conquistato il numero 1 del mondo. Non si tratta di risultati da poco, tanto che da quando esiste il ranking WTA ufficiale (dal 1975), solo 20 tenniste possono vantare di esserci riuscite. Ecco un breve excursus nel passato per ricordarle, e per provare a inquadrare storicamente l’impresa di Osaka.

Chris Evert
Secondo le regole WTA, Chris Evert va considerata la prima numero 1 del mondo dell’era contemporanea. Il 3 novembre 1975 è il giorno che corrisponde all’inizio della definizione delle classifica con criteri automatici e prestabiliti (oggi noi diciamo del “computer”), in modo simile a quanto si fa ancora oggi. Di conseguenza questa data è un discrimine che inaugura un’epoca e chiude con il passato, escludendo le giocatrici che prima di Evert erano state definite numero 1 con criteri differenti.

Evert diventa numero 1 del mondo avendo già vinto alcuni Slam, a partire dal 1974. Nel suo caso subito dopo il primo Major aveva conquistato anche il secondo consecutivamente, nel giro di pochissimi giorni; infatti in un memorabile periodo di giugno-luglio, vince prima il Roland Garros 1974, poi la settimana successiva il torneo di Eastbourne (in finale su Virginia Wade) e infine Wimbledon 1974. Chris si aggiudica i primi due Slam contro la stessa avversaria in finale: la sovietica Olga Morozova. 6-1, 6-2 a Parigi, 6-0, 6-4 a Londra. Curiosamente insieme a Morozova gioca (e vince) il doppio nello stesso Roland Garros.

 

Ricordo però che la diciannovenne Evert (è nata il 21 dicembre 1954) riesce ad aggiudicarsi il primo Major alla quarta finale Slam disputata, dato che aveva perso la partita decisiva tre volte nel 1973: al Roland Garros da Margaret Court, a Wimbledon da Billie Jean King e agli Australian Open da Evonne Goolagong.

Evonne Goolagong
Dicevo sopra che la prima classifica che la WTA considera ufficiale e comparabile con quelle attuali risale al 1975; Goolagong è dunque la seconda giocatrice a conquistare il primato nel ranking. Evonne rimane in cima al ranking per appena due settimane, sufficienti però a farla rientrare nei criteri di questo articolo.
Goolagong, che è nata il 31 luglio del 1951, raggiunge il primato in classica in età relativamente matura, nel 1976, quando ha già compiuto un importante tratto di carriera. Questione differente la vittoria negli Slam: vince infatti i primi Major poco prima di compiere 20 anni, e li conquista consecutivamente proprio come Evert: Roland Garros 1971 e Wimbledon 1971. Due successi arrivati al termine di due derby australiani in finale: 6-3, 7-5 su Helen Gourlay a Parigi e 6-4, 6-1 a Margaret Court a Londra.

Prima di queste vittorie Goolagong aveva già disputato, e perso, una finale Slam, agli Australian open 1971, ancora contro Margaret Court. Quegli Australian Open 1971 si giocarono nel mese di marzo sull’erba di Sydney.

Martina Navratilova
Terza numero 1 del mondo è Martina Navratilova, che dal 1976 si alterna ai vertici WTA con Chris Evert, in una rivalità straordinaria che ha segnato in modo indelebile la storia del tennis: 80 partite complessive, 60 finali. (A chi fosse interessato consiglio un documentario del 2010, “Unmatched”, costruito su una lunga intervista ad entrambe).

Navratilova raggiunge il primato del ranking prima ancora di vincere un Major; come per Chris, anche per Martina il successo arriva dopo aver perso alcune finali Slam, nel 1975: in Australia da Goolagong e in Francia da Evert. La terza occasione è quella buona. Nei primi successi Slam di Navratilova la rivale sconfitta è sempre Chris Evert: a Wimbledon 1978 (2-6, 6-4, 7-5) e Wimbledon 1979 (6-4, 6-4). Ricordo che, essendo nata il 18 ottobre 1956, Navratilova ha 21 anni compiuti quando ottiene il primo Major.

Tracy Austin
Per più di dieci anni, dal 1976 al 1987, Evert e Navratilova dominano il tennis femminile, conquistando la gran parte degli Slam e monopolizzando i vertici del ranking. Dietro di loro chi si ritaglia più spazio è Hana Mandlikova, con 4 successi negli Slam, senza però mai conquistare il primato della classifica. Chi invece riesce a raggiungere il numero 1 del mondo, per 22 settimane del 1980, è Tracy Austin. Una parentesi breve, anche perché breve è la carriera di Austin: nata il 12 dicembre 1962, è una autentica enfant prodige, in grado di affermarsi tra le professioniste già a 14 anni, ma presto costretta al ritiro a causa di gravi problemi alla schiena.

Fra il 1979 e il 1981 Austin vince 24 tornei. Tracy ha disputato due sole finali Slam in carriera, e le ha vinte entrambe. US Open 1979: 6-4, 6-3 contro Evert; e due anni dopo ancora a New York: US Open 1981, 1-6, 7-6(4), 7-6(1) contro Navratilova. Ricordo l’età del primo successo Slam di Austin: nel settembre 1979 aveva appena 16 anni, dato che è nata il 12 dicembre 1962.

Steffi Graf
Chi ha chiuso l’era Evert- Navratilova, per aprirne una nuova quasi altrettanto lunga, è stata Steffi Graf. Numero 1 a partire dall’agosto 1987, ha tenuto il primato per più settimane di tutte, 377 in totale. Il suo primo successo Slam arriva in occasione della prima finale disputata, al Roland Garros 1987: 6-4, 4-6, 8-6 a Martina Navratilova. Partita giocata il 6 di giugno; essendo nata il 14 giugno 1969, significa che in quel momento Steffi non ha ancora 19 anni, per poco meno di 10 giorni.

Per vincere il secondo Slam, Graf deve aspettare l’anno successivo, visto che nel 1987 avrebbe perso in finale sia a Wimbledon che agli US Open, sempre da Martina Navratilova. Dunque il secondo Major in carriera arriva con il successo agli Australian Open 1988. Un successo che inaugura una stagione eccezionale, che le vale addirittura il Grande Slam, a cui va aggiunta anche la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seoul. Nel suo secondo successo Slam, sul cemento di Melbourne 1988, Steffi sconfigge Chris Evert per 6-1, 7-6(3).

a pagina 2: Da Monica Seles a Jennifer Capriati

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WTA Dubai: fuori Mertens, altro ritiro per Wozniacki

Esausta, la campionessa di Doha cede alla qualificata cinese Lin Zhu: con le eliminazioni di Sevastova, Goerges e Kontaveit sono già quattro le teste di serie costrette a lasciare l’emirato. Continua il nebuloso periodo di salute di Caroline Wozniacki

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Primo turno di un lunedì uggioso a Dubai, eppure qualche piccolo sconquasso, perdonerete l’ossimoro, è avvenuto. Assecondando ancora un volta l’implacabile eppure ancora incredibilmente discussa norma di diritto tennistico conosciuta dai più con il nome di “legge Tommasi”, la campionessa del torneo chiuso a Doha sabato scorso, ossia quell’Elise Mertens capace di sconfiggere in finale Simona Halep, è stata cacciata all’esordio dalla qualificata cinese Lin Zhu. Venticinque anni da Wuxi, lungo gli argini del Fiume Azzurro, Zhu è considerata una giocatrice “hit or miss“, stavolta perdonerete l’anglicismo: spara tutto e se entra, entra, altrimenti c’è il torneo di settimana prossima. Approfittando di un’avversaria con le batterie scariche, la numero centosette della classifica mondiale è riuscita a utilizzare il cannone in modo ragionevole, finendo per vincere in rimonta.

Se Mertens non si cruccerà per la precoce eliminazione, essendo alquanto probabile una sua valutazione positiva del bilancio mediorientale, altre teste di serie subito costrette a rincasare avranno qualche domanda da porsi nelle due settimane abbondanti che le separano da Indian Wells: Anett Kontaveit e Julia Goerges, rispettivamente falciate da Shuai Zhang e dalla vendicativa Alison Riske, che dalla tedesca era stata battuta la scorsa settimana in Qatar, si sono aggiunte ad Anastasija Sevastova, già sconfitta ieri e ancora incapace di vincere una partita nel Tour dopo l’Open d’Australia.

Un rumore piuttosto acuto lo ha prodotto l’eliminazione di Donna Vekic per mano di Ons Jabeur; uno più attenuato lo ha causato quella patita da Jelena Ostapenko, la quale ha incassato anche un bagel da Jennifer Brady nel mezzo di una crisi che al momento non sembra facilmente reversibile. Da notare, seguito a quelli già assimilati di Camila Giorgi e Samantha Stosur, il ritiro dal torneo di Caroline Wozniacki, il secondo consecutivo dopo quello annunciato a Doha. La danese ha addebitato la decisione a generici problemi di salute, anche se l’artrite reumatoide che da qualche tempo l’affligge potrebbe essere stato alla base della decisione: un problema fastidioso, cronico e recidivante. Padre Piotr ne ha parlato di recente dipingendo un quadro piuttosto fosco, noi ci limitiamo a stare alla finestra, sperando che gli spifferi di ritiro se ne stiano fuori.

 

Risultati:

O. Jabeur b. D. Vekic 6-4 7-6(9)
[LL] D. Jakupovic b. [Q] Z. Diyas 1-6 6-1 6-2
S. Kenin b. M. Buzarnescu 6-3 6-0
A. Riske b. [13] J. Goerges 6-4 7-5
K. Siniakova b. P. Martic 6-4 6-3
S. Zhang b. [15] A. Kontaveit 7-6(3) 6-3
[Q] J. Brady b. J. Ostapenko 6-4 6-0
C. Suarez Navarro b. B. Strycova 6-1 6-3
[Q] L. Zhu b. [16] E. Mertens 5-7 6-4 7-5
[LL] S. Voegele b. [LL] P. Hercog 6-3 6-2
D. Cibulkova b. [Q] L. Arruabarrena 5-7 6-1 6-2
[14] C. Garcia vs A. Pavlyuchenkova

Il tabellone completo

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WTA Ranking: Mertens torna nelle 20. Serena in top 10, Halep n.2

Il titolo di Doha proietta la belga al n.16. Halep riconquista la seconda pozione ma Osaka è ancora lontana. Wozniacki esce dalle dieci e ne approfitta Serena Williams

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Elise Mertens - Doha 2019 (foto via Twitter, @QatarTennis)

Come abbiamo già sottolineato nelle settimane scorse, le posizioni dalla 2 alla 8 sono racchiuse in poco più di 650 punti. Non stupisce, quindi, che ci siano avvicendamenti nei primissimi posti e che Simona Halep, con al finale a Doha, faccia un balzello in avanti e ritorni al  n.2. Il n.1 sembra al momento saldamente in mano ad Osaka ma non scordiamo che a inizio marzo la giapponese dovrà difendere i 1000 punti di Indian Wells. La distanza con Halep è di 1433 punti: c’è margine per restare leader della classifica anche a dispetto di un risultato modesto in California. Perde invece 2 posti Kvitova (n.4) e ben 4 Wozniacki (n.14), ormai in crollo verticale. Caroline infatti era n.3 a inizio anno, ora è fuori dalle 10. A proposito di top10: a beneficiare dell’uscita di Wozniacki è la sua grande amica Serena Williams. Senza giocare, l’americana torna al n.10 a quasi un anno dal rientro alle competizioni dopo la maternità. Chiudiamo con i movimenti in top ten con Sloane Stephens che guadagna un posto in più ed eguaglia il best ranking (n.3) e con lo scambio di posizioni tra Svitolina (+1, n.6) e Kerber (-1, n.7).

La vittoria a Doha permette a Mertens di rientrare in top20, dopo esserne uscita a fine Australian Open. Il titolo più prestigioso della carriera della ventiquattrenne belga le fa guadagnare 5 posti e un incoraggiante n.16 in vista degli impegni a Miami e Indian Wells, dove l’anno scorso non è andata oltre il 3° turno. Sono invece in crisi protratta due ex top ten: Garbiñe Muguruza (-4, n.19), ormai lontana parente della giocatrice in grado di vincere due Slam, e Caroline Garcia (-1, n.20). Il rischio, per loro, è di uscire dall’élite del tennis mondiale nei prossimi mesi. Concludiamo l’analisi della top 20 segnalando due best ranking per Anastasija Sevastova (+1, n-11), Ashleigh Barty (+1, n-12).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Naomi Osaka 6970 19
2 1 Simona Halep 5537 16
3 1 Sloane Stephens 5307 21
4 -2 Petra Kvitova 5120 21
5 0 Karolina Pliskova 5055 22
6 1 Elina Svitolina 5020 19
7 -1 Angelique Kerber 4960 19
8 0 Kiki Bertens 4885 26
9 0 Aryna Sabalenka 3565 26
10 1 Serena Williams 3406 10
11 1 Anastasija Sevastova 3325 23
12 1 Ashleigh Barty 3285 20
13 1 Daria Kasatkina 3230 24
14 -4 Caroline Wozniacki 3118 17
15 1 Julia Goerges 2820 24
16 5 Elise Mertens 2745 24
17 0 Madison Keys 2726 15
18 0 Qiang Wang 2605 22
19 -4 Garbiñe Muguruza 2510 22
20 -1 Caroline Garcia 2460 23

Non ci sono invece molti movimenti degni di nota in top100, fatta eccezione per i 29 posti in più di Vitalia Diatchenko (n.98), grazie al titolo a  Shrewsbury. Per il resto,  Marketa Vondrousova perde 9 posti (n.81) ed è in buona compagnia: Bernarda Pera (-4, n.81), ma soprattutto Kristina Mladenovic (-3, n.67) e Johanna Konta (-3, n.47) non sembrano più in grado di esprimere quel gioco che ha permesso loro di raggiungere traguardi prestigiosi e di entrare in top 10. Diamo anche uno sguardo alle tenniste posizionate appena fuori dalle 100: Anna Blinkova (-10, n.105) e Sorana Cirstea (-16, n.108) escono dalla top100, i quarti di finale a Doha e la finale a Shrewsbury fanno alzare le quotazioni rispettivamente di Karolina Muchova (+29, n.103) e di Yanina Wickmayer (+13, n.113).

 

CASA ITALIA

La novità che balza subito all’occhio sono i 20 posti in meno di Cristiana Ferrando, che paga l’uscita dei punti della vittoria a  Nanjing di un anno fa. Per il resto, Giorgi, Errani, e Trevisan si riconfermano nelle prime tre posizioni. Sara, purtroppo, è già fuori a Dubai e perderà molte posizioni la prossima settimana (difendeva 80 punti). Tuttavia resterà n.2 d’Italia, almeno fino a marzo quando le usciranno anche i 166 punti del 125K di Indian Wells. In recupero Martina Di Giuseppe (+4, n.190) e Jasmine Paolini (+4, n.204).

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
28 0 Camila Giorgi 1705 21
125 -2 Sara Errani 491 12
166 -1 Martina Trevisan 344 23
190 4 Martina Di Giuseppe 303 24
204 4 Jasmine Paolini 289 30
214 3 Giulia Gatto-Monticone 277 30
230 -1 Anastasia Grymalska 254 29
281 0 Deborah Chiesa 177 26
303 1 Jessica Pieri 151 19
322 0 Stefania Rubini 134 20
374 7 Federica Di Sarra 100 22
380 3 Georgia Brescia 98 22
392 -1 Gaia Sanesi 88 13
399 -1 Martina Caregaro 84 19
408 0 Camilla Rosatello 79 13
428 1 Lucrezia Stefanini 72 17
451 1 Martina Colmegna 60 17
465 3 Dalila Spiteri 55 11
467 -20 Cristiana Ferrando 55 17
499 1 Lucia Bronzetti 46 13

NEXT GEN RANKING

Immutate le posizioni delle prime 10 under20 in classifica WTA. Guida, come sette giorni fa, Dayana Yamstremska su Anisimova e Andreescu. Chiude al n.10 Kaja Juva. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Dayana Yastremska 2000 34
2 0 Amanda Anisimova 2001 59
3 0 Bianca Andreescu 2000 68
4 0 Marketa Vondrousova 1999 81
5 0 Anastasia Potapova 2001 87
6 0 Olga Danilovic 2001 114
7 0 Iga Swiatek 2001 140
8 0 Claire Liu 2000 141
9 0 Sofya Zhuk 1999 151
10 0 Kaja Juvan 2000 168

NATION RANKING

Rientra al n.10 il Belgio: grazie alla vittoria di Mertens, scavalcano le spagnole, ferme a 121 punti. Sono stabili le prime 9 posizioni. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 30
2 0 Repubblica Ceca 53
3 0 Ucraina 63
4 0 Russia 72
5 0 Germania 87
6 0 Bielorussia 91
7 0 Cina 98
8 0 Australia 99
9 0 Romania 103
10 Belgio 119

 

LE TOP 50            
Classifica WTA Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
1 0 [JPN] Naomi Osaka 21 6970 19
2 1 [ROU] Simona Halep 27 5537 16
3 1 [USA] Sloane Stephens 25 5307 21
4 -2 [CZE] Petra Kvitova 28 5120 21
5 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 5055 22
6 1 [UKR] Elina Svitolina 24 5020 19
7 -1 [GER] Angelique Kerber 31 4960 19
8 0 [NED] Kiki Bertens 27 4885 26
9 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3565 26
10 1 [USA] Serena Williams 37 3406 10
11 1 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3325 23
12 1 [AUS] Ashleigh Barty 22 3285 20
13 1 [RUS] Daria Kasatkina 21 3230 24
14 -4 [DEN] Caroline Wozniacki 28 3118 17
15 1 [GER] Julia Goerges 30 2820 24
16 5 [BEL] Elise Mertens 23 2745 24
17 0 [USA] Madison Keys 24 2726 15
18 0 [CHN] Qiang Wang 27 2605 22
19 -4 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2510 22
20 -1 [FRA] Caroline Garcia 25 2460 23
21 -1 [EST] Anett Kontaveit 23 2355 24
22 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2251 22
23 1 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1950 19
24 -1 [USA] Danielle Collins 25 1934 22
25 0 [CRO] Donna Vekic 22 1825 23
26 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 1788 21
27 0 [RUS] Maria Sharapova 31 1716 13
28 0 [ITA] Camila Giorgi 27 1705 21
29 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1650 25
30 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1622 18
31 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1570 26
32 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1565 23
33 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1520 23
34 0 [UKR] Dayana Yastremska 18 1386 21
35 0 [USA] Venus Williams 38 1385 12
36 0 [CRO] Petra Martic 28 1355 20
37 0 [USA] Sofia Kenin 20 1319 24
38 0 [GRE] Maria Sakkari 23 1284 24
39 1 [CHN] Shuai Zhang 30 1250 24
40 1 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1250 26
41 1 [CHN] Saisai Zheng 25 1235 27
42 -3 [GBR] Johanna Konta 27 1205 23
43 0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1181 23
44 0 [CZE] Katerina Siniakova 22 1178 24
45 0 [SUI] Belinda Bencic 21 1178 22
46 0 [SVK] Viktoria Kuzmova 20 1149 28
47 0 [AUS] Daria Gavrilova 24 1145 25
48 1 [CZE] Barbora Strycova 32 1141 23
49 -1 [BLR] Victoria Azarenka 29 1117 15
50 0 [BEL] Alison Van Uytvanck 24 1080 26

 

RACE TO SHENZHEN
Posizione Variazione Nazionalità Giocatrice Punti
1 0 [JPN] Naomi Osaka 2185
2 0 [CZE] Petra Kvitova 1925
3 0 [CZE] Karolina Pliskova 1250
4 1 [NED] Kiki Bertens 880
5 -1 [USA] Danielle Collins 806
6 0 [AUS] Ashleigh Barty 735
7 31 [BEL] Elise Mertens 701
8 5 [UKR] Elina Svitolina 616
9 -2 [BLR] Aryna Sabalenka 596
10 -2 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 561
11 -2 [CRO] Donna Vekic 560
12 23 [ROU] Simona Halep 546
13 -3 [CAN] Bianca Andreescu 527
14 11 [GER] Angelique Kerber 525
15 -4 [UKR] Dayana Yastremska 483
16 7 [GER] Julia Goerges 445
17 -5 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 441
18 -4 [USA] Serena Williams 430
19 -2 [UKR] Lesia Tsurenko 430
20 -5 [SUI] Belinda Bencic 383

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