Federer dalla parte dei Ball Boys: “L’esperienza in campo sia memorabile”

Già "raccattapalle" in gioventù, il numero due del mondo prende posizione in favore dei ragazzini dopo le scenate cinesi di Verdasco e Sabalenka, ma precisa: "I nervi possono davvero arrivare a sfiorare la pelle"

Federer dalla parte dei Ball Boys: “L’esperienza in campo sia memorabile”
Ball Boys al Roland Garros (foto Art Seitz)

Non toccate i ball boys a Roger Federer, perché potrebbe indispettirsi alquanto. Noto raccattapalle ai tempi della prima adolescenza nel torneo di casa a Basilea, il numero due ATP ha sempre conservato un rapporto speciale con i giovani aiutanti della schiera arbitrale: è ormai tradizionale la pizzata che il numero due del mondo offre ai ragazzi al termine di ogni vittoriosa scorribanda nella città svizzera. Le recenti polemiche sorte dopo gli incidenti diplomatici causati da Verdasco (a Shenzen) e Sabalenka (a Pechino), rei di aver preso a male parole i giovanotti durante momenti particolarmente complessi dei rispettivi match, hanno indotto il Campionissimo, già in Asia da una settimana per assolvere alcuni impegni commerciali prima del felice esordio a Shanghai, a elaborare alcune riflessioni sul rapporto giocatore-staff.

In campo capita di perdere la pazienza, perché la pressione è enorme, quindi non me la sento di condannare in tutto e per tutto Fernando (Verdasco, NdR). Mi sento però di dire che il discorso dovrebbe avere un respiro più ampio e in maggior modo attinente all’esperienza formativa che questi ragazzi vivono partecipando da volontari a tornei così importanti“. E Federer parla per esperienza diretta. “Quando facevo il ball boy a a Basilea me ne andavo carico di sensazioni positive, e se è vero che noi giocatori possiamo a volte perdere il lume della ragione a causa della tensione, è altresì certo che uno dei nostri compiti principali sta nel creare un ambiente positivo soprattutto per i giovani“.

 

I Federer, i Nadal, i Djokovic; i campioni di oggi, insomma, sono riveriti e soprattutto accontentati in ogni loro esigenza: basta un cenno, uno schioccare delle dita, ed ecco piovere acqua, bevande energetiche, ombrelloni e asciugamani. Asciugamani, a dire il vero, ancora per poco. Stimolata (anche) dai bruschi atteggiamenti di Verdasco e compagnia, l’ATP ha deciso di sgravare i ball boys dall’odiato (e odioso) obbligo di correre, towel alla mano, a ogni cenno del protagonista di turno: a partire dalle prossime Next Gen Finals, infatti, i tennisti dovranno arrangiarsi, e alla fine di ogni punto, miseri loro, recarsi in prima persona a raccogliere il panno da un apposito porta asciugamani sistemato in fondo al campo.

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