Federer di nuovo in tre a Shanghai, l’Italia ringrazia. Delpo KO

Prestazione opaca dello svizzero, servirà alzare il livello per andare in fondo. Cecchinato matematicamente in top 20. L'argentino si ritira dopo una caduta che ha fatto scricchiolare il ginocchio destro

Federer di nuovo in tre a Shanghai, l’Italia ringrazia. Delpo KO
Roger Federer - Shanghai 2018 (via Twitter, @rogerfederer)

“Un brutto Roger Federer la sfanga”. Volendo, si sarebbe potuto titolare così. Proprio come contro Daniil Medvedev ventiquattro ore prima, lo svizzero ha bisogno ancora di tre set per portare la sua testa di serie numero uno avanti fino ai quarti di finale dello Shanghai Rolex Masters, dove difende i mille preziosi punti del titolo. Ed esattamente come contro il russo, a permettergli di averla vinta è l’unico break di un combattuto parziale decisivo, in cui sia lui sia un ottimo Roberto Bautista Agut avrebbero potuto prendere il comando.

Anzi, forse è addirittura il trentenne di Castellon de la Plana il giocatore dei due che avrebbe meritato maggiormente il successo. Di nuovo in grande spolvero nel maxi-torneo cinese, nel quale trovò due anni fa la sua finora unica finale a livello Masters, Bautista non ha mollato la presa dopo il classico primo set che fa malissimo perdere, soprattutto contro uno dei big: una sola palla break a testa, Federer annulla quella contro il proprio servizio e converte l’altra per cavare dall’equilibrio generale un 6-3 in proprio favore.

 

I famosi punti importanti, insomma. La storia sembrava quella, anche perché a inizio secondo parziale Federer ha subito tolto la battuta allo spagnolo. Per Marco Cecchinato, che attendeva l’eliminazione di uno tra lui e Matthew Ebden (ancora vincente) per festeggiare ufficialmente l’ingresso in top 20, sembrava già fatta. E invece è subentrata la fretta dello svizzero, che, nel tentativo di risparmiare le energie, si è fatto d’improvviso impaziente ed è entrato in una spirale di steccate anche clamorose e body language negativo.

Nel frattempo Bautista metteva in campo ogni palla, con quei colpi piatti “laser” tipici del suo tennis preciso. Più cresceva lui, più crescevano gli errori di Federer, messo a poco a poco in un angolo. Fino alla palla che valeva l’uno pari, una risposta profonda che lo sorprendeva sul rovescio e gli faceva perdere il primo set in otto confronti diretti. Poi il parziale decisivo, deciso come detto soltanto nel finale, con Bautista in terra su un contropiede (senza mollare la racchetta) e leggermente penalizzato da una cattiva chiamata arbitrale.

La mancata esultanza sul match point da parte di Federer può essere attribuita tanto al rispetto per l’avversario quanto alla scarsa soddisfazione per il tennis mostrato nelle due ore di gioco. Contro Kei Nishikori servirà molta più precisione, anche perché il giapponese sta campando anche di un cinismo che al momento a Roger sembra venire soltanto a corrente alternata: contro Sam Querrey ha vinto l’undicesimo tie-break su undici da Parigi in poi, il sedicesimo su diciannove in stagione, prima di allungare nel secondo set.

Con questo successo Nishikori supera John Isner nella corsa alle ATP Finals, piazzandosi in una nona posizione resa ancor più solida dalle eliminazioni di Cecchinato e Stefanos Tsitsipas (battuto in due set da Kevin Anderson). Ormai sia l’azzurro sia il greco sono matematicamente fuori dal. Deciso già in mattinata il quarto di finale tra Alexander Zverev e Kyle Edmund, vincenti rispettivamente contro Alex De Minaur e Nicolas Jarry. Il loro ruolino di marcia è finora perfetto: soltanto set vinti.

L’ultimo match di giornata si conclude prima del tempo, con una notizia che preoccupa. Sul 5-4 del primo set Juan Martin del Potro viene preso in contropiede da una smorzata vincente di Borna Coric, e il suo ginocchio destro ne esce malconcio. Nonostante l’intervento del fisioterapista, il numero tre del seeding ha dovuto abbandonare dopo aver ceduto il parziale per 7-5. Coric affronterà Ebden nell’unico quarto di finale senza teste di serie, una chance bella grossa per entrambi di migliorare la classifica (e il conto in banca).

“Ho sentito un forte dolore” ha spiegato Del Potro successivamente, “all’inizio pensavo non fosse nulla e ho proseguito, ma mi sentivo instabile col ginocchio e non potevo spingere sulla gamba”. Fermarsi e sottoporsi ad accertamenti è stata la scelta immediata per lui, soprattutto perché conosce bene il calvario degli infortuni. Già certo di un posto alla O2 Arena di Londra, dalla quale manca da cinque anni, l’argentino annuncerà nei prossimi giorni la sua programmazione per le ultime settimane della stagione.

Risultati:

[1] R. Federer b. R. Bautista Agut 6-3 2-6 6-4
[8] K. Nishikori b. S. Querrey 7-6(7) 6-4
[13] B. Coric b. [3] J. M. del Potro 7-5 rit.
M. Ebden b. P. Gojowczyk 6-2 6-3

[11] K. Edmund b. N. Jarry 7-6(5) 6-3
[4] A. Zverev b. A. De Minaur 6-1 6-4
[7] K. Anderson b. [10] S. Tsitsipas 6-4 7-6(1)
[2] N. Djokovic b. [16] M. Cecchinato 6-4 6-0

Il tabellone completo

La Race to London aggiornata 

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