Federer di nuovo in tre a Shanghai, l'Italia ringrazia. Delpo KO

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Federer di nuovo in tre a Shanghai, l’Italia ringrazia. Delpo KO

Prestazione opaca dello svizzero, servirà alzare il livello per andare in fondo. Cecchinato matematicamente in top 20. L’argentino si ritira dopo una caduta che ha fatto scricchiolare il ginocchio destro

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“Un brutto Roger Federer la sfanga”. Volendo, si sarebbe potuto titolare così. Proprio come contro Daniil Medvedev ventiquattro ore prima, lo svizzero ha bisogno ancora di tre set per portare la sua testa di serie numero uno avanti fino ai quarti di finale dello Shanghai Rolex Masters, dove difende i mille preziosi punti del titolo. Ed esattamente come contro il russo, a permettergli di averla vinta è l’unico break di un combattuto parziale decisivo, in cui sia lui sia un ottimo Roberto Bautista Agut avrebbero potuto prendere il comando.

Anzi, forse è addirittura il trentenne di Castellon de la Plana il giocatore dei due che avrebbe meritato maggiormente il successo. Di nuovo in grande spolvero nel maxi-torneo cinese, nel quale trovò due anni fa la sua finora unica finale a livello Masters, Bautista non ha mollato la presa dopo il classico primo set che fa malissimo perdere, soprattutto contro uno dei big: una sola palla break a testa, Federer annulla quella contro il proprio servizio e converte l’altra per cavare dall’equilibrio generale un 6-3 in proprio favore.

 

I famosi punti importanti, insomma. La storia sembrava quella, anche perché a inizio secondo parziale Federer ha subito tolto la battuta allo spagnolo. Per Marco Cecchinato, che attendeva l’eliminazione di uno tra lui e Matthew Ebden (ancora vincente) per festeggiare ufficialmente l’ingresso in top 20, sembrava già fatta. E invece è subentrata la fretta dello svizzero, che, nel tentativo di risparmiare le energie, si è fatto d’improvviso impaziente ed è entrato in una spirale di steccate anche clamorose e body language negativo.

Nel frattempo Bautista metteva in campo ogni palla, con quei colpi piatti “laser” tipici del suo tennis preciso. Più cresceva lui, più crescevano gli errori di Federer, messo a poco a poco in un angolo. Fino alla palla che valeva l’uno pari, una risposta profonda che lo sorprendeva sul rovescio e gli faceva perdere il primo set in otto confronti diretti. Poi il parziale decisivo, deciso come detto soltanto nel finale, con Bautista in terra su un contropiede (senza mollare la racchetta) e leggermente penalizzato da una cattiva chiamata arbitrale.

La mancata esultanza sul match point da parte di Federer può essere attribuita tanto al rispetto per l’avversario quanto alla scarsa soddisfazione per il tennis mostrato nelle due ore di gioco. Contro Kei Nishikori servirà molta più precisione, anche perché il giapponese sta campando anche di un cinismo che al momento a Roger sembra venire soltanto a corrente alternata: contro Sam Querrey ha vinto l’undicesimo tie-break su undici da Parigi in poi, il sedicesimo su diciannove in stagione, prima di allungare nel secondo set.

Con questo successo Nishikori supera John Isner nella corsa alle ATP Finals, piazzandosi in una nona posizione resa ancor più solida dalle eliminazioni di Cecchinato e Stefanos Tsitsipas (battuto in due set da Kevin Anderson). Ormai sia l’azzurro sia il greco sono matematicamente fuori dal. Deciso già in mattinata il quarto di finale tra Alexander Zverev e Kyle Edmund, vincenti rispettivamente contro Alex De Minaur e Nicolas Jarry. Il loro ruolino di marcia è finora perfetto: soltanto set vinti.

L’ultimo match di giornata si conclude prima del tempo, con una notizia che preoccupa. Sul 5-4 del primo set Juan Martin del Potro viene preso in contropiede da una smorzata vincente di Borna Coric, e il suo ginocchio destro ne esce malconcio. Nonostante l’intervento del fisioterapista, il numero tre del seeding ha dovuto abbandonare dopo aver ceduto il parziale per 7-5. Coric affronterà Ebden nell’unico quarto di finale senza teste di serie, una chance bella grossa per entrambi di migliorare la classifica (e il conto in banca).

“Ho sentito un forte dolore” ha spiegato Del Potro successivamente, “all’inizio pensavo non fosse nulla e ho proseguito, ma mi sentivo instabile col ginocchio e non potevo spingere sulla gamba”. Fermarsi e sottoporsi ad accertamenti è stata la scelta immediata per lui, soprattutto perché conosce bene il calvario degli infortuni. Già certo di un posto alla O2 Arena di Londra, dalla quale manca da cinque anni, l’argentino annuncerà nei prossimi giorni la sua programmazione per le ultime settimane della stagione.

Risultati:

[1] R. Federer b. R. Bautista Agut 6-3 2-6 6-4
[8] K. Nishikori b. S. Querrey 7-6(7) 6-4
[13] B. Coric b. [3] J. M. del Potro 7-5 rit.
M. Ebden b. P. Gojowczyk 6-2 6-3

[11] K. Edmund b. N. Jarry 7-6(5) 6-3
[4] A. Zverev b. A. De Minaur 6-1 6-4
[7] K. Anderson b. [10] S. Tsitsipas 6-4 7-6(1)
[2] N. Djokovic b. [16] M. Cecchinato 6-4 6-0

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Montecarlo: Tsitsipas sul filo dei nervi, Herbert fa saltare il banco

Il francese elimina Nishikori, finalista uscente, che verrà scavalcato da Anderson al numero sei del mondo. Il greco non convince fino in fondo contro Kukushin: agli ottavi trova Medvedev che l’ha sempre battuto

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Stefanos Tsitsipas - Montecarlo 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Senza strafare e sbagliando spesso, Stefanos Tsitsipas supera il non impossibile ostacolo Kukushin nel suo match d’esordio a Montecarlo. I margini di miglioramento per il greco sembrano enormi, non essendoci stati lampi di gran gioco e nemmeno di dimostrazioni continuità. Il primo set gira quando il kazako, tendenzialmente solido in risposta, concede il break all’ottavo game. Rapsodico il secondo parziale, in cui sono ben cinque i turni di servizio non rispettati: è chiaro chi comanda le operazioni, ma il numero otto del mondo paga una complessiva mancanza di tranquillità e la scarsa incisività al servizio (solo due gli ace totali).

Sotto di un break in due occasioni, Kukushin se li riprende trascinandola fino al cinque pari. Tsitsipas vive sul filo dei nervi, accumula steccate ma si aggrappa al rovescio per strappare il turno di battuta decisivo che lo porta sul 6-5. L’esultanza è un urlo che lascia trasparire tutta la tensione. Alla fine la porta a casa capitalizzando i 22 vincenti contro 14, ma servirà ben altro approccio contro Daniil Medvedev che lo attende agli ottavi dopo aver lasciato appena tre game a Radu Albot. Il russo ha avuto la meglio, sul veloce, in tutti e tre i precedenti disputati nel 2018.

 

La sorpresa di giornata arriva dal centrale, dove Pierre-Hugues Herbert fa saltare il banco battendo in due set il finalista uscente Kei Nishikori. Per il doppista francese (49 ATP) arriva così il terzo successo in carriera contro un top 10, il primo su terra dove non aveva mai avuto la meglio nei tre precedenti. La perdita di 510 punti costerà sicuramente al giapponese lo scivolamento dal numero sei al numero sette del mondo, a beneficio di Kevin Anderson. Il rischio diventerebbe un doppio sorpasso nel caso Tsitsipas dovesse spingersi molto avanti nel torneo.

In un match in cui nessuno dei due raggiunge il 60% di prime in campo, Herbert firma il 7-5 sull’unica palla break a suo favore dopo averne annullate ben sei nei game precedenti. L’andamento non cambia nel secondo parziale, che gira sempre all’ultimo gioco che vede il giapponese sciogliersi al servizio. Agli ottavi sarà Herbert-Coric: il croato ha perso entrambi i precedenti ma tra il 2013 e il 2014. Quando la carta d’identità e i rapporti di forza erano ben diversi.

Risultati:

[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O

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Norrie fa fuori Fucsovics: sarà lui a sfidare Sonego per un posto ai quarti

Il mancino britannico vince al tie break il primo set dopo una gran rimonta e domina l’ungherese nel secondo. Contro Lorenzo, giovedì, una sfida inedita e apertissima: “Ma Sonego è favorito”

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Cameron Norrie - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Sarà Cameron Norrie a contendere a Lorenzo Sonego un posto nei quarti di finale a Montecarlo: in palio l’ennesimo debutto per entrambi a un livello che si sta facendo sempre più alto. Norrie non partiva necessariamente favorito contro Marton Fucsovics nel suo incontro di terzo turno e il match si era in effetti messo male, con l’ungherese avanti un break e in controllo nella prima fase dell’incontro. Il mancino britannico è però salito di tono con il procedere dei minuti e ha acciuffato la parità sul cinque pari con Fucsovics impegnato a servire per chiudere il primo, annullando anche un set point: ne sono seguiti un tie break dominato e un secondo set in controllo assoluto.

Niente male, per un ragazzo che fino a questa settimana non aveva mai vinto una partita nel tabellone principale di un Masters 1000. “Lui è partito davvero forte, io forse un po’ troppo sulla difensiva“, ha commentato Cameron davanti ai giornalisti. “Quando è andato a servire per il set ho deciso di prendermi tutti i rischi e mi è andata bene, poi ho giocato un ottimo tie break e un secondo set molto solido, sono davvero contento“. Felicità ben giustificabile, occorre dire: con gli ottavi in tasca, il portafoglio si gonfierà di dollari sessantaquattromila, e il ranking si assesterà a un nuovo best, attorno alla 43 ATP. Proprio ciò che è accaduto a Lorenzo Sonego, il quale, grazie alla trasvolata monegasca, al momento abita i dintorni della settantaquattresima posizione.

 

Una sfida inedita e una grande occasione per entrambi, in una fascia del tabellone rimasta orfana dei due principali sospettati di poter far strada nel Principato, ossia Karen Khachanov e Nikoloz Basilashvili. Ma se il georgiano è stato estromesso da terzi, il russo è stato cacciato da Lorenzo in persona, fatto che in queste ore sta conferendo al tennista torinese l’unanime rispetto dei colleghi, come dimostrano le parole pronunciate da Norrie in conferenza: “Sta disputando un’ottima stagione sulla terra. L’ho visto vincere un paio di partite dal vivo a Buenos Aires e mi ha fatto una buona impressione, il match di ieri con Khachanov è stato straordinario“.

Avventurarsi in un pronostico quando i protagonisti di una contesa ad altissimi livelli sono due debuttanti è sempre pericoloso, ma il mancino nato a Johannesburg da padre scozzese e madre gallese (e fisicamente cresciuto in Nuova Zelanda, per completezza di Commonwealth) non sembra aver molti dubbi a riguardo: “In classifica sono davanti, ma analizzando le ultime partite sul rosso direi che il favorito è decisamente lui“. Scaricare il peso della pressione sull’avversario è la prima arma tattica usata da Cameron in vista dell’inedito duello, ma siamo certi che Lorenzo, a specifica domanda, ci risponderebbe l’esatto opposto.

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4
G. Dimitrov b. J.L. Struff 7-6(2) 6-4
[2] R. Nadal b. R. Bautista Agut 6-1 6-1 

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Montecarlo: a Zverev la prima contro Auger-Aliassime. Sfiderà Fognini

Delude la tanto attesa sfida del futuro tra il 21enne tedesco e il 18enne canadese. Sascha lascia 5 giochi a Felix e agli ottavi troverà l’azzurro (sconfitto in entrambi i precedenti)

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Alexander Zverev - Montecarlo 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

da Montecarlo, la nostra inviata

Alexander Zverev, numero 3 del mondo, affronta sul campo centrale, per la prima volta in carriera, il giovane fenomeno canadese, classe 2000 e numero 33 della classifica, Felix Auger-Aliassime. Nel palmares di Zverev, nato nel 1997, ci sono già ben 3 tornei Masters 1000: Roma, Madrid e Montreal. Nel cielo di Montecarlo, dopo un martedì grigio, splende il sole, accompagnato da una piacevole brezza.

 

Zverev mette subito pressione ad Aliassime e gli strappa il servizio di apertura. La partita tra i due giovani talenti, entrambi residenti tra l’altro proprio nel Principato di Monaco, entra subito nel vivo. Aliassime cerca le righe e varia molto i colpi incorrendo però in troppi errori, mentre Alex controlla gli scambi: in mezz’ora di gioco il tedesco vola a condurre 5 a 1 e, sul servizio dell’avversario, si guadagna le prime tre palle del set. Felix con l’ennesimo errore gli consegna il parziale alla prima occasione utile. Saranno 14 gli errori non forzati del canadese nel corso di questo primo set.

Aliassime non perde però la calma e nel secondo parziale sembra aver finalmente preso le misure del campo Ranieri III. Felix mette così a segno il primo break dell’incontro per la gioia del numeroso pubblico che ha ormai adottato il giovanissimo atleta, dal francese perfetto. Felix fatica a tenere il servizio nel quarto gioco, ma risolve con una bella discesa a rete. Zverev lancia maledizioni al cielo e con aria infastidita mette in scena un turno pressoché perfetto in battuta. Aliassime torna a essere falloso e con un paio di errori non forzati e un doppio fallo regala il contro break ad Alex. Felix continua però a forzare il gioco e costringe Zverev all’errore quando lo porta nei pressi della rete, zona del campo non particolarmente amata dal tedesco.

Sul 4 pari i servizi sono ormai saltati. È Zverev il primo a riuscire a tenere nuovamente un turno in battuta, e a issarsi poi fino alla palla del match. Felix sbaglia la prima di servizio, mette in campo la seconda e inizia il gioco. Zverev da fondo campo tiene lo scambio ed è ancora una volta un errore di Aliassime a chiudere i giochi e a consegnare la partita ad Alexander. Ad aspettare Zverev ora il nostro Fabio Fognini, volato direttamente agli ottavi grazie al ritiro di Gilles Simon.

E sul nostro giocatore Zverev ci va cauto. A chi gli ricorda che ha un record positivo di due vittorie a zero contro Fognini, Zverev risponde: “è un giocatore pericoloso, specialmente sulla terra… … è uno dei migliori nel tour, quando gioca con molta fiducia è duro da battere: vedremo l’incontro“.

in aggiornamento

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4

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