Stavolta domina Djokovic: niente bis per Cecchinato a Shanghai

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Stavolta domina Djokovic: niente bis per Cecchinato a Shanghai

La lotta dei primi game e l’iniziale nervosismo del serbo fanno sperare, ma sul cemento c’è ancora troppa differenza e “Ceck” incassa un passivo pesante. La top 20 però è di nuovo a un passo

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La prima volta al Roland Garros sembrava impossibile e invece era stata realtà. Stavolta, con quel precedente, per Marco Cecchinato era giusto crederci. Alla fine l’impresa non si è ripetuta, e la sua ottima settimana al Rolex Masters di Shanghai si conclude senza prime pagine né quarti di finale: Novak Djokovic si è imposto per 6-4 6-0, prendendo progressivamente il controllo di un incontro che in apertura aveva ravvivato la fiammella della speranza. È il riscatto per la più clamorosa delle sue sconfitte, che aveva risvegliato in lui il vincente sopito: da quel pazzesco giorno di inizio giugno il serbo ha trionfato a Wimbledon, Cincinnati, US Open e perso soltanto due incontri, peraltro entrambi molto tirati. E ora ha chiuso il cerchio.

“Se Parigi avesse il mare” si dice, mentre qui sarebbe servito di più avere la terra a Shanghai. Le condizioni di gioco sulla Qizhong Arena, stadio centrale del Masters 1000 più rapido del circuito, erano troppo differenti da quelle del quarto di finale sul Court Suzanne-Lenglen: Cecchinato si è costruito su terra battuta e, nonostante due mesi di fondamentale crescita anche sul cemento, è ancora difficile che possa giocare a un livello pari sulle altre superfici, tale da mettere in difficoltà un ex numero uno e multi-campione Slam. Da questo punto di vista, a Djokovic è stato utile anche avere un precedente sul quale basare il proprio incontro. In più, in sette apparizioni nella città più popolosa di Cina, Nole non aveva mai perso prima delle semifinali.

 

Si trattava insomma di un match da giocare fuori casa per Cecchinato. Un brutto start con la prima palla – “Mi hai fatto provare tre servizi” si è lamentato con coach Simone Vagnozzi nel box –  si è però rivelato l’inizio dell’unico momento in cui il palermitano è stato davvero in partita: un Djokovic fallosissimo in risposta ha finito per perdere subito i nervi, tanto da gettare in terra la racchetta dopo appena tre game. Dopo la sfuriata per gli errori gratuiti sono arrivate quelle per un problema con le scarpe e per la bottiglietta dell’acqua mancante, forse sintomi del timore di subire una nuova scottatura. Persino nel terribile anno da poco trascorso non era mai capitato di vederlo così nervoso già in partenza.

Al cambio campo però la situazione è però tornata di colpo alla normalità. Ripristinato l’ordine delle sue piccole cose, il serbo si è concentrato sul gioco. In breve tempo la forbice di livello tra lui e Marco si è spalancata: gli ha cancellato le uniche due palle break giocando i migliori punti del suo match, poi ha tenuto la battuta a zero e nel malefico settimo gioco ha rotto l’equilibrio, generando un filotto di dieci a uno che ha portato fino al termine dell’incontro. Il punteggio finale è reso forse eccessivamente severo dal fatto che a un certo punto Cecchinato si è demoralizzato, non ha più spinto quanto necessario a fare quantomeno partita pari e a un certo punto ha semplicemente deciso di divertirsi, arrivando persino a giocare un paio di tweener nello stesso punto.

Giusto così, perché per l’azzurro è stata una grande settimana. Che potrebbe ancora regalargli gioie: basterà una vittoria di Roger Federer su Bautista Agut o una sconfitta di Matthew Ebden e “Ceck” sarà certo, già da oggi, di essere ufficialmente tra i top 20 il prossimo lunedì. Sarebbe il secondo italiano insieme a Fognini, attuale numero 13, per una doppia presenza ai livelli più alti che mancava addirittura da trentanove anni. Djokovic invece proseguirà contro Kevin Anderson, puntando a tornare in Europa con soli 35 punti di ritardo dalla prima posizione di Nadal nella Race to London. Il suo piede è premuto sul gas, mentre il maiorchino, acciaccato, sta progressivamente decelerando. Quanto mancherà al sorpasso?

Risultati:

[11] K. Edmund b. N. Jarry 7-6(5) 6-3
[4] A. Zverev b. A. De Minaur 6-1 6-4
[7] K. Anderson b. [10] S. Tsitsipas 6-4 7-6(1)
[2] N. Djokovic b. [16] M. Cecchinato 6-4 6-0
[1] R. Federer vs R. Bautista Agut
S. Querrey vs [8] K. Nishikori
[3] J. M. del Potro vs [13] B. Coric
P. Gojowczyk vs M. Ebden

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La Race to London aggiornata 

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Montecarlo: Tsitsipas sul filo dei nervi, Herbert fa saltare il banco

Il francese elimina Nishikori, finalista uscente, che verrà scavalcato da Anderson al numero sei del mondo. Il greco non convince fino in fondo contro Kukushin: agli ottavi trova Medvedev che l’ha sempre battuto

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Stefanos Tsitsipas - Montecarlo 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Senza strafare e sbagliando spesso, Stefanos Tsitsipas supera il non impossibile ostacolo Kukushin nel suo match d’esordio a Montecarlo. I margini di miglioramento per il greco sembrano enormi, non essendoci stati lampi di gran gioco e nemmeno di dimostrazioni continuità. Il primo set gira quando il kazako, tendenzialmente solido in risposta, concede il break all’ottavo game. Rapsodico il secondo parziale, in cui sono ben cinque i turni di servizio non rispettati: è chiaro chi comanda le operazioni, ma il numero otto del mondo paga una complessiva mancanza di tranquillità e la scarsa incisività al servizio (solo due gli ace totali).

Sotto di un break in due occasioni, Kukushin se li riprende trascinandola fino al cinque pari. Tsitsipas vive sul filo dei nervi, accumula steccate ma si aggrappa al rovescio per strappare il turno di battuta decisivo che lo porta sul 6-5. L’esultanza è un urlo che lascia trasparire tutta la tensione. Alla fine la porta a casa capitalizzando i 22 vincenti contro 14, ma servirà ben altro approccio contro Daniil Medvedev che lo attende agli ottavi dopo aver lasciato appena tre game a Radu Albot. Il russo ha avuto la meglio, sul veloce, in tutti e tre i precedenti disputati nel 2018.

 

La sorpresa di giornata arriva dal centrale, dove Pierre-Hugues Herbert fa saltare il banco battendo in due set il finalista uscente Kei Nishikori. Per il doppista francese (49 ATP) arriva così il terzo successo in carriera contro un top 10, il primo su terra dove non aveva mai avuto la meglio nei tre precedenti. La perdita di 510 punti costerà sicuramente al giapponese lo scivolamento dal numero sei al numero sette del mondo, a beneficio di Kevin Anderson. Il rischio diventerebbe un doppio sorpasso nel caso Tsitsipas dovesse spingersi molto avanti nel torneo.

In un match in cui nessuno dei due raggiunge il 60% di prime in campo, Herbert firma il 7-5 sull’unica palla break a suo favore dopo averne annullate ben sei nei game precedenti. L’andamento non cambia nel secondo parziale, che gira sempre all’ultimo gioco che vede il giapponese sciogliersi al servizio. Agli ottavi sarà Herbert-Coric: il croato ha perso entrambi i precedenti ma tra il 2013 e il 2014. Quando la carta d’identità e i rapporti di forza erano ben diversi.

Risultati:

[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O

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Norrie fa fuori Fucsovics: sarà lui a sfidare Sonego per un posto ai quarti

Il mancino britannico vince al tie break il primo set dopo una gran rimonta e domina l’ungherese nel secondo. Contro Lorenzo, giovedì, una sfida inedita e apertissima: “Ma Sonego è favorito”

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Cameron Norrie - Montecarlo 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Sarà Cameron Norrie a contendere a Lorenzo Sonego un posto nei quarti di finale a Montecarlo: in palio l’ennesimo debutto per entrambi a un livello che si sta facendo sempre più alto. Norrie non partiva necessariamente favorito contro Marton Fucsovics nel suo incontro di terzo turno e il match si era in effetti messo male, con l’ungherese avanti un break e in controllo nella prima fase dell’incontro. Il mancino britannico è però salito di tono con il procedere dei minuti e ha acciuffato la parità sul cinque pari con Fucsovics impegnato a servire per chiudere il primo, annullando anche un set point: ne sono seguiti un tie break dominato e un secondo set in controllo assoluto.

Niente male, per un ragazzo che fino a questa settimana non aveva mai vinto una partita nel tabellone principale di un Masters 1000. “Lui è partito davvero forte, io forse un po’ troppo sulla difensiva“, ha commentato Cameron davanti ai giornalisti. “Quando è andato a servire per il set ho deciso di prendermi tutti i rischi e mi è andata bene, poi ho giocato un ottimo tie break e un secondo set molto solido, sono davvero contento“. Felicità ben giustificabile, occorre dire: con gli ottavi in tasca, il portafoglio si gonfierà di dollari sessantaquattromila, e il ranking si assesterà a un nuovo best, attorno alla 43 ATP. Proprio ciò che è accaduto a Lorenzo Sonego, il quale, grazie alla trasvolata monegasca, al momento abita i dintorni della settantaquattresima posizione.

 

Una sfida inedita e una grande occasione per entrambi, in una fascia del tabellone rimasta orfana dei due principali sospettati di poter far strada nel Principato, ossia Karen Khachanov e Nikoloz Basilashvili. Ma se il georgiano è stato estromesso da terzi, il russo è stato cacciato da Lorenzo in persona, fatto che in queste ore sta conferendo al tennista torinese l’unanime rispetto dei colleghi, come dimostrano le parole pronunciate da Norrie in conferenza: “Sta disputando un’ottima stagione sulla terra. L’ho visto vincere un paio di partite dal vivo a Buenos Aires e mi ha fatto una buona impressione, il match di ieri con Khachanov è stato straordinario“.

Avventurarsi in un pronostico quando i protagonisti di una contesa ad altissimi livelli sono due debuttanti è sempre pericoloso, ma il mancino nato a Johannesburg da padre scozzese e madre gallese (e fisicamente cresciuto in Nuova Zelanda, per completezza di Commonwealth) non sembra aver molti dubbi a riguardo: “In classifica sono davanti, ma analizzando le ultime partite sul rosso direi che il favorito è decisamente lui“. Scaricare il peso della pressione sull’avversario è la prima arma tattica usata da Cameron in vista dell’inedito duello, ma siamo certi che Lorenzo, a specifica domanda, ci risponderebbe l’esatto opposto.

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4
G. Dimitrov b. J.L. Struff 7-6(2) 6-4
[2] R. Nadal b. R. Bautista Agut 6-1 6-1 

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Montecarlo: a Zverev la prima contro Auger-Aliassime. Sfiderà Fognini

Delude la tanto attesa sfida del futuro tra il 21enne tedesco e il 18enne canadese. Sascha lascia 5 giochi a Felix e agli ottavi troverà l’azzurro (sconfitto in entrambi i precedenti)

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Alexander Zverev - Montecarlo 2018 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

da Montecarlo, la nostra inviata

Alexander Zverev, numero 3 del mondo, affronta sul campo centrale, per la prima volta in carriera, il giovane fenomeno canadese, classe 2000 e numero 33 della classifica, Felix Auger-Aliassime. Nel palmares di Zverev, nato nel 1997, ci sono già ben 3 tornei Masters 1000: Roma, Madrid e Montreal. Nel cielo di Montecarlo, dopo un martedì grigio, splende il sole, accompagnato da una piacevole brezza.

 

Zverev mette subito pressione ad Aliassime e gli strappa il servizio di apertura. La partita tra i due giovani talenti, entrambi residenti tra l’altro proprio nel Principato di Monaco, entra subito nel vivo. Aliassime cerca le righe e varia molto i colpi incorrendo però in troppi errori, mentre Alex controlla gli scambi: in mezz’ora di gioco il tedesco vola a condurre 5 a 1 e, sul servizio dell’avversario, si guadagna le prime tre palle del set. Felix con l’ennesimo errore gli consegna il parziale alla prima occasione utile. Saranno 14 gli errori non forzati del canadese nel corso di questo primo set.

Aliassime non perde però la calma e nel secondo parziale sembra aver finalmente preso le misure del campo Ranieri III. Felix mette così a segno il primo break dell’incontro per la gioia del numeroso pubblico che ha ormai adottato il giovanissimo atleta, dal francese perfetto. Felix fatica a tenere il servizio nel quarto gioco, ma risolve con una bella discesa a rete. Zverev lancia maledizioni al cielo e con aria infastidita mette in scena un turno pressoché perfetto in battuta. Aliassime torna a essere falloso e con un paio di errori non forzati e un doppio fallo regala il contro break ad Alex. Felix continua però a forzare il gioco e costringe Zverev all’errore quando lo porta nei pressi della rete, zona del campo non particolarmente amata dal tedesco.

Sul 4 pari i servizi sono ormai saltati. È Zverev il primo a riuscire a tenere nuovamente un turno in battuta, e a issarsi poi fino alla palla del match. Felix sbaglia la prima di servizio, mette in campo la seconda e inizia il gioco. Zverev da fondo campo tiene lo scambio ed è ancora una volta un errore di Aliassime a chiudere i giochi e a consegnare la partita ad Alexander. Ad aspettare Zverev ora il nostro Fabio Fognini, volato direttamente agli ottavi grazie al ritiro di Gilles Simon.

E sul nostro giocatore Zverev ci va cauto. A chi gli ricorda che ha un record positivo di due vittorie a zero contro Fognini, Zverev risponde: “è un giocatore pericoloso, specialmente sulla terra… … è uno dei migliori nel tour, quando gioca con molta fiducia è duro da battere: vedremo l’incontro“.

in aggiornamento

Risultati:

T. Fritz b. D. Schwartzman 6-4 6-2
[10] D. Medvedev b. R. Albot 6-1 6-2
[6] S. Tsitsipas b. M. Kukushkin 6-3 7-5
C. Norrie b. M. Fucsovics 7-6(3) 6-3
P.H. Herbert b. [5] K. Nishikori 7-5 6-4
[13] F. Fognini b. G. Simon W/O
[3] A. Zverev b. [WC] F. Auger-Aliassime 6-1 6-4

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