ATP Mosca: Seppi regala, Mannarino ringrazia e vola in finale

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ATP Mosca: Seppi regala, Mannarino ringrazia e vola in finale

Il tennista italiano cede in volata il primo set e spreca un break di vantaggio nel secondo. Mannarino vince con un doppio 7-5 e in finale giocherà contro il vincente del derby russo Khachanov-Medvedev

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Brutta sconfitta per Andreas Seppi nella prima semifinale del torneo Atp250 di Mosca. Il tennista azzurro viene sconfitto in due set dal francese Mannarino, battuto una decina di giorni fa a Shanghai, con un doppio 7-5. Ma Seppi ha regalato non poco, sia nel primo set, dove dopo aver tenuto senza problemi al servizio ha ceduto la battuta sul 5-6, e nel secondo, dove si era trovato avanti di un break ed ha servito per andare al terzo sul 5-4. Nei momenti cruciali l’azzurro è venuto meno e a Mannarino, che di suo ha giocato una partita a stento sufficiente, è toccato semplicemente ringraziare e cogliere l’occasione al volo.

A. Mannarino b. A. Seppi 7-5 7-5

 

Prima semifinale del torneo Atp 250 di Mosca tra il nostro Andreas Seppi ed il francese Adrian Mannarino. Sono ben 7 i precedenti tra i due, conduce il tennista italiano per 4-3 con l’ultima vittoria conseguita proprio al Masters Series di Shanghai recentemente disputato. Piccola curiosità, tutte le precedenti sfide si sono sempre concluse in due set (i due non si sono mai affrontati in uno Slam).

Andreas (attualmente nr. 46 del ranking) quest’anno ha raggiunto le semifinali a Budapest (terra, sconfitto da Cecchinato) e a Rotterdam (veloce, sconfitto da Federer). A Mosca ha vinto nel 2012 e raggiunto la semifinale nel 2013. Mannarino (nr. 49) che non passava un turno dal torneo di Cincinnati ha invece raggiunto la finale ad Antalya (battuto da Dzumhur) e la semifinale al torneo di New York. A Mosca aveva giocato solo due volte raggiungendo la semifinale l’anno scorso.

Si parte con Mannarino al servizio, perfetto nei primi due turni di battuta dove non concede nemmeno un punto. Seppi non è da meno e nel quinto game si procura le prime due palle break del match sul 15-40. Sulla prima sbaglia un brutto rovescio affossandolo in rete, sulla seconda è bravo Mannarino che poi tiene il servizio. Il match non è un granché dal punto di vista tecnico. I due contendenti si limitano a palleggiare da fondo campo cercando di aprirsi gli angoli, ma non mostrano grande continuità ed i gratuiti fioccano da una parte e dall’altra. Il set sembra andare verso il tie break anche se Andreas meriterebbe ai punti di portarlo a casa, ma proprio nell’undicesimo gioco il nr. 46 del mondo si complica in modo inopinato la vita. Prima parte male al servizio sullo 0-30, poi, dopo esser salito 40-30, spreca la palla tie break sparando in rete un diritto quasi a campo aperto e poi con due terribili gratuiti consegna il set al suo avversario che senza aver tirato un solo vincente ringrazia e chiude 7-5. Davvero disastroso Seppi nel finale, primo parziale (nel quale il  suo bilancio vincenti-gratuiti è un inguardabile, 7-29) ceduto dal tennista italiano in tutto il torneo.

Si riparte, serve Mannarino, la musica pare non cambiare, Seppi continua a non dare segni di vita ed il francese prova l’allungo decisivo. Nel secondo gioco il francese approfitta di un doppio fallo del tennista italiano e si procura una palla break ma è bravo Andreas a reagire, annulla la palla break e poi con l’aiuto del servizio si porta sull’1-1. Mannarino si sente in controllo del match ed eccede in sufficienza in alcuni colpi, il francese abbassa la guardia e finalmente Seppi ne approfitta. Andreas recupera dal 30-0 sul servizio del suo avversario nel quinto gioco ed alla seconda occasione trasforma la palla break. La partita sembra finalmente svoltare a favore di Seppi che conferma il break e allunga tranquillo salendo fino al 5-4 e andando a servire per il match. Ma come nel primo set il tennista italiano si affloscia nel momento clou e favorisce con alcune scelte sballate il recupero di Mannarino. Il francese trova il controbreak e poi strappa di nuovo il servizio nel dodicesimo gioco a Seppi chiudendo la contesa con un doppio 7-5. Inguardabili le cifre di entrambi i tennisti, Mannarino conclude con 5 vincenti e ben 32 gratuiti, Seppi con 12 vincenti e ben 47 gratuiti, a testimonianza di una partita davvero brutta. Peccato per Seppi, il match era tranquillamente alla sua portata.

Mannarino guadagna la seconda finale della stagione (la prima persa ad Antalya), la sesta della sua carriera dove non ha ancora vinto un titolo. Che sia questa l’occasione buona? In finale il francese affronterà Karen Khachanov, vincente al terzo set nel derby russo dei ’96 contro un Daniil Medvedev forse a corto di energie dopo ottime settimane. Medvedev è riuscito a strappare il secondo set al tie-break, ma una migliore condizione ha premiato Khachanov con il meritato pass per la finale. Il moscovita avrà il ruolo del favorito, considerato anche il 2-0 nei precedenti (a cui va aggiunta una sconfitta a livello Challenger).

Risultati:

A. Mannarino b. A. Seppi 7-5 7-5
[3/WC] K. Khachanov b. [2] D. Medvedev 6-1 6-7(5) 6-3

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ATP Cincinnati, Nadal: “Devo entrare in modalità Slam per essere pronto a New York”

“Adesso farò qualche test per vedere se l’addome è nello stato in cui dovrebbe essere”. Dopo la terza sconfitta patita in carriera contro Borna Coric, il n. 3 ATP si proietta verso l’ultimo Slam dell’anno non dimenticando però di salvaguardare sempre il suo corpo

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Rafael Nadal - Cincinnati 2022 press conference

Rafael Nadal al ritorno alle competizioni dopo più di un mese di assenza forzata, per via dell’infortunio all’addome subito in occasione dei quarti di finale di Wimbledon contro Taylor Fritzvinti eroicamente nonostante l’evidente menomazione – e il recente forfait di Montreal a causa di un leggero riacutizzarsi del problema, è stato immediatamente eliminato all’esordio dal croato Borna Coric dopo quasi tre ore di partita per 6-3 al terzo set. Il n.152 ATP in gara grazie la ranking protetto, non è la prima volta che sorprende il maiorchino e peraltro neanche la prima al Western & Southern Open: il finalista 2016 di Shanghai s’impose infatti a Basilea nel 2014 e a Cincinnati due anni più tardi, mentre Rafa ebbe la meglio allo Us Open 2015 e a Montreal 2017.

Proprio l’imminente Slam newyorchese è stato il principale tema di dibattito con i giornalisti presentatisi in sala stampa nel post match; con il 22 volte campione Major che è conscio di dover alzare il livello in vista di Flushing Meadows. Una tematica ricorrente è stata poi la situazione fisica del campione spagnolo, da monitorare costantemente, il quale si è detto fiducioso ma comunque cauto poiché sente ancora dolore e quindi inevitabilmente ci saranno altri esami di routine a cui sottoporsi. Per ciò che concerne il KO rimediato in Ohio, secondo Nadal pesano i due set point non sfruttati nel tie-break del 1° set e in generale la poca aggressività messa in campo, una sconfitta che lo estromette immediatamente da un torneo con il quale non ha mai trovato un grande feeling: in 16 partecipazioni, soltanto in tre occasioni ha raggiunto la semifinale, trionfando nel 2013 in una delle migliori stagioni della sua carriera. Probabilmente le condizioni umide e rapide, a livello di superficie, come gli è sempre accaduto anche a Miami non hanno mai permesso di ammirare in Ohio la miglior versione del Toro di Manacor.

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D: Cos’hai trovato incoraggiante e cosa scoraggiante nel tuo gioco, dopo la performance di oggi?

Rafael Nadal: “È difficile da dire, sicuramente però prenderò un sacco di cose positive, ma ho bisogno di migliorare. Devo allenarmi perché ho bisogno di tornare al meglio e per farlo ho bisogno solamente di gironi da dedicare alle sedute di allenamento. Per quanto riguarda il match, ovviamente ho avuto le mie possibilità, soprattutto all’inizio. Nel tiebreak ho avuto due importanti opportunità con due set point che ho giocato terribilmente. E poi, sì, ho giocato un brutto terzo set. Questo è il tennis, specialmente in queste circostanze contro un giocatore che ha servito così bene, nonostante ciò ho avuto la mia occasione per andare avanti all’inizio del terzo con quel 30-30 ma ho giocato un paio di punti terribili. Dunque sarebbe stato certamente meglio per me vincere, perché quando torni dopo un periodo di lontananza dalle competizioni, se riesci a vincere già la prima partita, poi le cose vanno meglio. Ma purtroppo non è stato il caso di oggi [ieri, ndr]. Un giorno accadrà.

Ovviamente sono tornato tantissime volte a competere dopo aver affrontato degli infortuni e ho sempre raccolto aspetti positivi. Tuttavia nel caso specifico, nella partita odierna non ero abbastanza pronto per vincere e come ho già detto, credito a Borna [Coric, ndr] che ha giocato con molto coraggio. Lui ha servito davvero bene, io non altrettanto perché se non sei in grado di giocare il più aggressivo possibile e di prendere un vantaggio che poi porta a crearti un’opportunità, è davvero dura portare a casa l’incontro. Ma fa parte di questo sport, ho semplicemente perso un match, si va avanti. Conosco la strada e la cosa principale per me è rimanere in salute. L’ultimo periodo è stato difficile da gestire, onestamente. In particolare l’ultimo mese e mezzo non è stato affatto facile, perché avendo questa lesione all’addome, non sai mai quando sarai al 100% e supererai definitivamente il problema, e certamente ciò influisce sulla tua sicurezza nel servire. Quindi mi ero detto prima del torneo, che avrei dovuto fare un passo avanti ed è successo, il gioco è stato fatto come si doveva, ma ben fatto da parte sua“.

D: Come ti senti fisicamente? Ovviamente hai servito molto oggi. Come ti sei sentito in campo?

Rafael Nadal: “Per certi versi è difficile d’analizzare, perché quando hai la cicatrice, allora la linea è molto sottile. Poiché quando hai quel tipo di cicatrice non hai abbastanza flessibilità, e senti anche di più il dolore. Ma non sai se lo senti per questo motivo, o perché qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare. Quindi devi prenderti cura del tuo corpo, in ogni singolo momento. Così probabilmente farò qualche test dopo questo torneo, per confermare che tutto rimanga come io e il mio team vogliamo. Ma io sono positivo, sono stato in grado fisicamente di avere una settimana di allenamento qui, facendo del mio meglio in ogni singolo giorno e migliorando il mio livello di girono in giorno, e sinceramente mi sono allenato per tutta la settimana ad un livello superiore di quello espresso oggi. Ma sì, non succede nulla. Certo che è meglio vincere, tuttavia allo stesso tempo rimane ovviamente ancora una settimana e mezza prima di New York. Poi dire che sono triste di non aver giocato bene qui, è ovvio visto che questo torneo è abbastanza importante per me ma al momento devo andare avanti mentalmente. Dal punto di vista dell’allenamento, ho bisogno d’iniziare a proiettarmi verso lo Us Open, devo entrare in modalità Slam allenandomi nel modo in cui ho bisogno affinché possa essere competitivo fin dall’inizio lì, e spero di essere in grado di farlo accadere”.

D: Questo è stato un torneo difficile per te in passato in termini di risultati. New York invece ti ha visto avere un grande feeling recentemente con lo US Open. Come pensi che Flushing Meadows tiri fuori da te il meglio? Non vedi l’ora di riprovare quelle sensazioni?

Rafael Nadal: “È difficile parlarne. Ma è vero che questo torneo non è stato mai il più facile per me durante tutta la mia carriera tennistica, anche se sono riuscito a vincere un anno, però era l’anno in cui stavo ottenendo quasi tutto. Poi ho disputato un altro paio di semifinali. È vero comunque, per qualche strana ragione, che in questo torneo non ho mai avuto le migliori sensazioni, ma dall’altra parte mi sono sempre sentivo ben accolto qui in tutti l’edizioni a cui ho preso parte. Non potrò ringraziare mai abbastanza l’organizzazione per avermi sempre reso le cose molto facili. Io cerco di fare del mio meglio, ogni volta che scendo in campo; loro lo sanno e mi dispiace di essere fuori già al primo turno, ma questo è il tennis, questo è il nostro sport. L’altro avversario gioca bene, e se gioca meglio di te vai a casa.

Per quanto riguarda New York, non lo so. È un Grande Slam, è un torneo diverso dagli altri. Ma allo stesso tempo è sempre tennis, se non giocherò bene, probabilmente avrò lo stesso destino di qui. Tuttavia conosco perfettamente il modo in cui mi devo comportarmi per ottenere un risultato diverso. È vero che quando arriverò allo Us Open, avrò già due settimane e mezzo nel Tour allenandomi con gli altri i ragazzi, e questo mi permetterà di essere pronto per battaglie al quinto set. Ero in grado di giocare solo due set, prima di questa partita negli ultimi 40 giorni. Quindi, sì, questa è la chiave. Poi non bisogna dimenticarsi che oggi ho giocato contro un avversario duro, il quale mi aveva già battuto in passato, quindi sapeva come farlo. E’ un tennista estremamente coraggioso in campo, un lottatore. Ha attraversato alcuni momenti difficili, nell’ultimo periodo, con anche degli infortuni, perciò sono felice di rivederlo a questo livello. Per quanto riguarda me, devo andare avanti e iniziare a pensare all’energia, che saprà darmi la folla a New York. So che è un posto molto speciale per me, e mi piace. Ho vissuto alcuni momenti della mia carriera lì indimenticabili e farò del mio meglio ogni singolo giorno per essere pronto per questo evento”.

D: Lo US Open è l’unico dei tornei del Grande Slam che ha le palline diverse per uomini e donne. Alcune tenniste non sono particolarmente felici di questo. Vorrebbero giocare con la stessa pallina degli uomini. Mi chiedevo se mai avessi davvero provato le palle femminili…

Rafael Nadal: “Non lo so. Non ne ho idea onestamente. Vedo che la pallina femminile ha il numero in rosso. Le nostre hanno il numero in nero. Ma ovviamente non ho mai utilizzato quelle femminili, perché mi alleno con la palla con cui giocherò in partita. Ma non credo sia affatto un argomento importante (sorridendo)”.

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Andy Murray: “Non so se annuncerei il ritiro o se mi fermerei e basta”

“Serena William? È il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto”. Intanto Murray perseguitato dai crampi: “Sono preoccupato, non so perché si verifichino”

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Andy Murray in allenamento all'ATP Sydney 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Come Fognini contro Rublev, in contemporanea Andy Murray ieri ha subìto un trattamento simile per mano del suo connazionale Cameron Norrie. Lo scozzese infatti ha perso 3-6 6-3 6-4 dopo un gran match lottato. “Da parte mia ritengo che in certi momenti abbia giocato molto bene, in altri no” ha commentato subito Murray in conferenza stampa. “La mia consistenza forse non è stata come avrei voluto. Ma a tratti c’è stato del tennis positivo. Ho sicuramente avuto diverse opportunità per vincere la partita”. In ogni caso è stato il numero 11 del mondo a spuntarla, lasciando allo scozzese solo la soddisfazione per la bella prestazione e qualche preoccupazione per il problema crampi, sempre più insistente nelle ultime settimane.

“Non so il perché. Penso che praticamente ogni giocatore di tennis nella sua carriera abbia avuto problemi di crampi in questo tipo di condizioni, specie a Newport, Washington e qui. Ma il fatto che si ripresentano per me è una grande preoccupazione. Non è qualcosa che ho veramente sperimentato in passato; non costantemente in numerosi tornei. Non è facile giocare quando ti prende così male com’è stato alla fine. Credo che abbia avuto un impatto sulla fine della partita. Non dico che avrei vinto di sicuro la partita, ma sicuramente ha influito un po’ sul modo in cui ho giocato proprio alla fine, sai, dalla metà di quel set. Lo stesso è successo contro Stan, e sono stato fortunato a superare la cosa. A Newport poi, sono stato davvero fortunato perché è successo nell’ultimo set ed ero in vantaggio. È una grande preoccupazione per me, qualcosa che devo affrontare e trovare una soluzione. Nessuno sa esattamente perché si verificano i crampi, ci sono molte ragioni, se è idratazione, se è il cibo che hai ingerito, se è stanchezza e mancanza di condizionamento, stress. Quindi devo cercare di capire cosa sta succedendo”.

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Ben presto il discorso si sposta su Serena Williams, campionessa che ha da poco annunciato il ritiro. A Cincinnati è stata sconfitta dalla britannica Emma Raducano, ed Andy le ha fatto i complimenti per come ha affrontato la veterana battendola 6-4 6-0. Sulla notizia del ritiro dal tennis da parte di Serena – decisione sulla quale anche lui aveva meditato parecchio in passato – Murray si è espresso così: “È ovviamente triste, ma poi succede a tutti i giocatori a un certo punto. Non ha giocato molto negli ultimi anni, quindi era qualcosa di prevedibile. Ma quando ascolti la notizia, è sempre triste quando succede a dei grandi giocatori – perché anch’io penso che non sembrino normali quei giocatori – ti aspetti che siano in grado di andare per sempre. Quindi quando si fermano è ovviamente un giorno triste. Si spera che nei prossimi 10 giorni, o due, tre settimane insomma, la sua carriera venga davvero ben celebrata e non che sia necessariamente un momento triste; bensì probabilmente è il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto per lo sport, perché è stata immensa. Non so quanti altri giocatori abbiano avuto quel tipo di impatto sul gioco. Forse Billie Jean King probabilmente. Ma sì, è stata fantastica per il tennis e, come ho detto, sarà triste. Ma sì, speriamo che tutti si mettano dietro di lei e celebrino la sua carriera nelle prossime settimane”.

Come detto, all’Australian Open 2019 Andy Murray aveva di fatto annunciato il suo ritiro, salvo poi ricorrere all’operazione all’anca che gli permette di stare in campo anche ora. Dunque in qualche modo lo scozzese ha provato sulla sua pelle la sensazione del ritiro e la domanda esce spontanea: come vorrebbe ritirarsi un giocatore? “È difficile. Ovviamente quando ho avuto problemi di infortunio qualche anno fa e non sapevo se sarei stato in grado di giocare, forse avevo sempre pensato di finire la mia carriera nel Regno Unito o cose simili. Ma quando ho giocato quella partita contro Bautista, come ho detto alla mia squadra, se era davvero così e non avrei potuto giocare di nuovo, sarei stato più che felice che quella fosse stata la mia ultima partita, perché sì, è stata un’atmosfera fantastica, è stata una grande partita, sai, ho pensato a questo fino alla fine, fino a quando alla fine non riuscivo letteralmente a camminare e ho lasciato tutto in campo. Per me sarebbe andato bene se fosse finita così“.

“Penso che quando annunci che ti ritirerai immagino che anche psicologicamente sia abbastanza difficile. C’è molta pressione, anche perché vuoi giocare bene e tutti – visto che sono gli ultimi due tornei – probabilmente aggiungono molto stress sulla prestazione, anche solo l’intera situazione. Quindi non lo so. Non lo so davvero, ad essere onesti. Non so se annuncerei qualcosa o se mi fermerei e basta. Non lo so.”

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ATP Cincinnati, Sinner: “Sono io che mi metto pressione perchè voglio sempre vincere”

Jannik Sinner dopo la vittoria contro Miomir Kecmanovic: “Non è bello vincere per ritiro, ma penso di essermi mosso bene”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

(dal nostro inviato a Cincinnati)

Buona vittoria oggi per te Jannik. Sei riuscito a rispondere con costanza e a metterlo spesso sotto pressione. Quali sono state le tue sensazioni in campo oggi rispetto alla partita contro Kokkinakis?

Sicuramente non è il modo più bello vincere per ritiro del tuo avversario, penso in generale di essermi mosso bene. Solamente un game che ho giocato mi ha fatto arrabbiare quando mi ha fatto il break a zero all’inizio. In generale comunque è stata una partita positiva.

 

È successo tutto abbastanza velocemente. Hai saputo la ragione per cui Kecmanovic si è ritirato? Sei riuscito a parlargli?

Sono riuscito a scambiarci due parole dopo la partita ma preferisco non dire nulla e che rimanga una cosa tra giocatori.

Prima volta per te in ottavi a Cincinnati e domani troverai Auger Aliassime. Avete giocato solo una volta a Madrid qualche mese fa, come vedi questa sfida?

Con lui è sempre una partita difficile. La scorsa volta a Madrid ha giocato sicuramente bene lui, non mi ha lasciato alcuna chance ma domani saranno condizioni diverse in una superficie differente. Oggi ha fatto una gran partita contro De Minaur, mi farò trovare pronto.

In Italia le aspettative sono sempre molto alte. Inoltre si fa molto presto a passare da entusiasmo a delusione e viceversa. Leggi ciò che viene scritto o cerchi di isolarti da tutto e tutti?

La pressione c’è e alla fine non è nemmeno un problema. Io cerco di vedere sempre il lato positivo delle cose, se ricevo molta attenzione vuol dire che sto facendo le cose in maniera giusta. Io conosco il percorso da seguire, oggi ho sbagliato delle cose che già da domani cercherò di migliorare. La pressione me la metto io perché voglio sempre vincere. È chiaro che in Italia c’è tanta pressione ma ora non mi addentro in questa questione.

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