WTA Ranking: Maestra Svitolina chiude la stagione al n.4

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WTA Ranking: Maestra Svitolina chiude la stagione al n.4

Il successo a Singapore la fa salire di tre posti. Chiuderà per la prima volta la stagione in top 5. All’Elite Trophy si gioca il n.10. Sette delle 12 partecipanti possono virtualmente riuscirci

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Può piacere o meno come gioca, ma non si può dire che Svitolina non abbia vinto le Finals con merito. Aveva rischiato fino all’ultimo di fallire la qualificazione  e non arrivava certo con i favori dei pronostici a Singapore. Ha infilato 5 vittorie di fila (l’ultima a riuscirci fu Serena Williams nel 2013), ha guadagnato un bottino di 1500 punti che la porta al n.4 del ranking. Quarto titolo stagionale per lei, l’unico dopo Roma. Questa la  progressione ranking dell’ucraina, che ha sempre  chiuso ogni stagione in miglioramento rispetto alla precedente:

2010: 503
2011: 232
2012: 112
2013: 45
2014: 28
2015: 19
2016: 14
2017: 6
2018: 4

Personalmente non sono un grande fan di questa formula, pur riconoscendone i vantaggi. Le ultime edizioni (compresa quella di quest’anno) sono state vinte da atlete per le quali il titolo di maestra ha rappresentato il punto più alto della carriera o addirittura una consolazione per altri titoli ben più pesanti  assenti dal palmarès. È stato così per Wozniacki, prima dell’affermazione in Australia, e per Radwanska e Cibulkova, maestre per il rotto della cuffia, con due sconfitte nel girone iniziale. Datemi pure del vecchio nostalgico, ma il fascino del Masters a eliminazione diretta, con un tabellone di 16 giocatrici e la finale 3 su 5 per me resta ineguagliabile.

 

TOP10 E TOP20 – Gli unici movimenti riguardano Svitolina, che guadagna 3 posizioni, Naomi Osaka, che ne perde una e scende al n.5, Petra Kvitova, che chiude con un -2 e il 7° posto il suo 2018. Comunque vada il torneo di Zhuhai, le prime 9 giocatrici del mondo saranno quelle che ritroveremo a fine stagione. Il decimo posto  è in palio con ben 7 giocatrici in corsa. La cinese Qiang Wang, invece, potrebbe entrare tra le prime 20. Considerati i risultati ottenuti nei tornei di Guangzhou (vittoria), Hong Kong (finale), Hiroshima, Wuhan e Pechino (semifinali), non è escluso ci riesca e forse sarebbe un meritato premio per quanto di buono ha fatto negli ultimi mesi. L’Elite Trophy andrà quindi a disegnare la top 20 di fine anno. Vediamo i gironi:

AZALEA

[1] D. Kasatkina (RUS) vs. [6] M. Keys (USA)
[1] D. Kasatkina (RUS) vs. [11] Q. Wang (CHN)
[6] M. Keys (USA) vs. [11] Q. Wang (CHN)

CAMELLIA

[2] A. Sevastova (LAT) vs. [7] G. Muguruza (ESP)
[2] A. Sevastova (LAT) vs. [12] [WC] S. Zhang (CHN)
[7] G. Muguruza (ESP) vs. [12] [WC] S. Zhang (CHN)

ORCHID

[3] A. Sabalenka (BLR) vs. [8] C. Garcia (FRA)
[3] A. Sabalenka (BLR) vs. [9] A. Barty (AUS)
[8] C. Garcia (FRA) vs. [9] A. Barty (AUS)

ROSE

[4] E. Mertens (BEL) vs. [5] J. Goerges (GER)
[4] E. Mertens (BEL) vs. [10] A. Kontaveit (EST)
[5] J. Goerges (GER) vs. [10] A. Kontaveit (EST)

Considerato che passerà la prima di ogni girone, potranno arrivare al n.10 Kasatkina o Keys,  Sevastova o Muguruza, Sabalenka, Mertens o Goerges.

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. dal 22/10/18
1 Simona Halep 6921 17 0
2 Angelique Kerber 5875 19 0
3 Caroline Wozniacki 5586 19 0
4 Elina Svitolina 5350 19 3
5 Naomi Osaka 5115 20 -1
6 Sloane Stephens 5023 20 0
7 Petra Kvitova 4630 21 -2
8 Karolina Pliskova 4465 23 0
9 Kiki Bertens 4335 25 0
10 Daria Kasatkina 3315 24 0
11 Anastasija Sevastova 3185 22 0
12 Aryna Sabalenka 3145 26 0
13 Elise Mertens 3065 22 0
14 Julia Goerges 2995 23 0
15 Serena Williams 2976 9 0
16 Madison Keys 2817 16 0
17 Garbiñe Muguruza 2725 22 0
18 Caroline Garcia 2600 22 0
19 Ashleigh Barty 2420 20 0
20 Anett Kontaveit 2375 23 0

UP AND DOWN – Pochi movimenti in top100 e non particolarmente significativi. Alison Van Uytvanck (-3, n.51) esce dalle cinquanta, sale Viktorija Golubic (+16, n.91) dopo la vittoria all’ITF di Poitiers. Cinque posti in più per Monica Niculescu (n.77), 9 in meno per Anna Karolina Schmiedlova (n.76). Retrocede anche Yafan Wang (-8, n.83)

CASA ITALIA

In classifica generale, a parte Camila Giorgi che è stabile,  perdono tutte le altre: Sara Errani (-4, n.107), Martina Di Giuseppe (-1, n.183), Jasmine Paolini (-2, n.189), Martina Trevisan (-2, n.193), Giulia Gatto-Monticone (-7, n.213). Complessivamente, il ranking medio della top5 italiana è 139,6. Nella top20 nazionale,  rientra la n.19 Bianca Turati, reduce da un buon torneo a Florence.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 22/10/18
1 Camila Giorgi 26 0
2 Sara Errani 107 0
3 Martina Di Giuseppe 183 0
4 Jasmine Paolini 189 0
5 Martina Trevisan 193 0
6 Giulia Gatto-Monticone 213 0
7 Anastasia Grymalska 228 1
8 Deborah Chiesa 231 -1
9 Jessica Pieri 268 0
10 Stefania Rubini 301 0
11 Georgia Brescia 345 0
12 Gaia Sanesi 349 0
13 Federica Di Sarra 389 0
14 Angelica Moratelli 406 1
15 Camilla Rosatello 415 -1
16 Lucrezia Stefanini 418 0
17 Martina Caregaro 433 0
18 Martina Colmegna 454 0
19 Bianca Turati 468
20 Dalila Spiteri 474 -1

NEXT GEN RANKING

Tutte stabili le posizioni del ranking rispetto a una settimana fa. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1998).

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 22/10/18
1 Aryna Sabalenka 1998 12 0
2 Sofia Kenin 1998 48 0
3 Viktoria Kuzmova 1998 56 0
4 Dayana Yastremska 2000 60 0
5 Vera Lapko 1998 65 0
6 Marketa Vondrousova 1999 67 0
7 Amanda Anisimova 2001 93 0
8 Anastasia Potapova 2001 94 0
9 Anna Blinkova 1998 98 0
10 Olga Danilovic 2001 101 0

NATION RANKING

L’Ucraina aggancia la Romania al n.5. Stazionarie le altra compagini nazionali. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 22/10/18
1 Stati Uniti 37 0
2 Repubblica Ceca 46 0
3 Germania 80 0
4 Russia 81 1
5 Romania 91 0
Ucraina 91 1
7 Bielorussia 94 0
8 Australia 99 0
9 Cina 105 0
10 Francia 108 0

LE TOP 50

1 0 [ROU] Simona Halep 27 6921 17
2 0 [GER] Angelique Kerber 30 5875 19
3 0 [DEN] Caroline Wozniacki 28 5586 19
4 3 [UKR] Elina Svitolina 24 5350 19
5 -1 [JPN] Naomi Osaka 21 5115 20
6 0 [USA] Sloane Stephens 25 5023 20
7 -2 [CZE] Petra Kvitova 28 4630 21
8 0 [CZE] Karolina Pliskova 26 4465 23
9 0 [NED] Kiki Bertens 26 4335 25
10 0 [RUS] Daria Kasatkina 21 3315 24
11 0 [LAT] Anastasija Sevastova 28 3185 22
12 0 [BLR] Aryna Sabalenka 20 3145 26
13 0 [BEL] Elise Mertens 22 3065 22
14 0 [GER] Julia Goerges 29 2995 23
15 0 [USA] Serena Williams 37 2976 9
16 0 [USA] Madison Keys 23 2817 16
17 0 [ESP] Garbiñe Muguruza 25 2725 22
18 0 [FRA] Caroline Garcia 25 2600 22
19 0 [AUS] Ashleigh Barty 22 2420 20
20 0 [EST] Anett Kontaveit 22 2375 23
21 0 [LAT] Jelena Ostapenko 21 2363 21
22 0 [CHN] Qiang Wang 26 2155 23
23 0 [ESP] Carla Suárez Navarro 30 2153 21
24 0 [ROU] Mihaela Buzarnescu 30 1860 28
25 0 [SVK] Dominika Cibulkova 29 1805 20
26 0 [ITA] Camila Giorgi 26 1800 21
27 0 [UKR] Lesia Tsurenko 29 1755 20
28 0 [TPE] Su-Wei Hsieh 32 1720 27
29 0 [RUS] Maria Sharapova 31 1602 13
30 0 [BLR] Aliaksandra Sasnovich 24 1570 21
31 0 [CZE] Katerina Siniakova 22 1492 24
32 0 [CRO] Petra Martic 27 1465 20
33 0 [CZE] Barbora Strycova 32 1460 23
34 0 [CRO] Donna Vekic 22 1455 25
35 0 [USA] Danielle Collins 24 1395 25
36 0 [CHN] Shuai Zhang 29 1370 27
37 1 [AUS] Daria Gavrilova 24 1335 23
38 1 [GBR] Johanna Konta 27 1300 24
39 -2 [SUI] Belinda Bencic 21 1295 20
40 0 [USA] Venus Williams 38 1206 12
41 0 [GRE] Maria Sakkari 23 1164 26
42 0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 27 1160 22
43 0 [AUS] Ajla Tomljanovic 25 1157 27
44 0 [FRA] Kristina Mladenovic 25 1155 27
45 0 [KAZ] Yulia Putintseva 23 1145 24
46 0 [FRA] Alizé Cornet 28 1130 27
47 0 [CHN] Saisai Zheng 24 1128 23
48 1 [USA] Sofia Kenin 19 1073 28
49 1 [BEL] Kirsten Flipkens 32 1058 25
50 1 [SVK] Magdalena Rybarikova 30 1056 22

Legenda – Nella top 50 trovate, in ogni riga: classifica – variazione rispetto alla settimana precedente – nazionalità – giocatrice- anni – punti – tornei.

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Djokovic: “Mentalmente è stato il match più duro della mia carriera”

LONDRA – “Magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala”, dice il serbo finalmente con il sorriso dopo il successo a Wimbledon contro Federer. “Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato”

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Djokovic si presenta in sala stampa circa quaranta minuti dopo Roger Federer, ed è accolto dall’applauso scrosciante dei presenti. Il tempo trascorso dalla fine del match ha aiutato a cancellare dal volto di Novak i segni della fatica. Il primo commento è su come ha accolto il successo: “Grazie a tutti. Non ho celebrato molto in campo alla fine della partita, perché è stato soprattutto un enorme sollievo. Ma questi successi sono quelli che danno un senso a ogni minuto speso in campo ad allenarsi e prepararsi”.

La conferenza entra poi nel vivo. Come si è adattato, Nole, a una situazione in cui il pubblico era tutto dalla parte del suo avversario? “Sapevo che dovevo cercare di stare calmo e controllare le mie emozioni, sapevo come sarebbe stato l’ambiente visto che giocavo contro Roger, me l’ero immaginato prima nella mia testa, l’avevo visualizzato in anticipo. Sapevo anche come avrebbe reagito il pubblico. Avere gli spettatori dalla tua parte aiuta, ma se non è così devi trovare il modo di superare la difficoltà. Quando la folla gridava ‘Roger’ io sentivo ‘Novak’. È allenamento mentale… e poi Roger e Novak sono simili!”, sorride il serbo.

 

Il numero 1 del mondo è ben consapevole di quanto sia stato vicino alla sconfitta; nelle due precedenti finali contro Federer aveva più o meno sempre mantenuto il controllo della situazioni, oggi l’andamento è stato diverso. “Sono stato a un solo colpo dalla sconfitta e Roger serviva benissimo. Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato. Ci sono energie che non vengono solo dal tuo corpo, ma anche dalla tua mente e dalla tua essenza. Per me è sempre una lotta interiore, oggi ho cercato di chiudere fuori di me tutto ciò che mi succedeva intorno. In alcune fasi ho cercato di lottare. Il coraggio deriva dal potere della visualizzazione che si può fare prima. Ho provato a costruirmi lo scenario in cui io potevo essere il vincente”.

Novak Djokovic – Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

“La stabilità mentale mi ha salvato nei match-point”, continua Nole, “e mi ha permesso di rimontare e vincere. Mentalmente è stato il match più duro che ho giocato nella mia carriera. Più duro di quello contro Nadal in Australia. Quello più fisico, questo più mentale”.

Poi le questioni tecniche, e le difficoltà proposte da una avversario speciale come Federer: “Contro Federer su erba è difficilissimo perché lui sta attaccato alla linea di fondo e anticipa tutto, qualsiasi palla a qualsiasi velocità. E’ così talentuoso in questo tipo di tennis. Giocare contro Roger significa essere costantemente sotto pressione. Non è facile affrontarlo, a tratti ho sentito di non colpire al meglio la palla. La maggior parte della partita ho dovuto difendere, ma ho saputo salire di livello quando contava di più, nei tre tie-break“.

Infine uno sguardo sul futuro e sulla sua eterna rivalità con Nadal e Federer. “Quei due tipi, Roger e Rafa, sono il motivo per cui gioco ancora, mi motivano a provare a fare quello che hanno fatto loro. Non so se ci riuscirò, ma è il mio scopo. Intendevo esattamente quello che ho detto in campo, che Roger mi ispira vedendo quello che fa a quella età. Sì, chissà, potrei immaginarmi qui a 37 anni, se mi divertirò e amerò ancora farlo. Non ho più obblighi verso il tennis, lo faccio per me, e magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala!”.

“Come è il gusto di questa vittoria? Il miglior gusto di sempre”, assicura il campione di Belgrado. Cinque a Wimbledon, come Borg. Nelle ultime nove edizioni dello Slam londinese, Djokovic ne ha dunque vinti più della metà. E adesso si è tolto anche la soddisfazione, primo in Era Open, di vincerne uno dopo aver annullato match point. Not too bad, come direbbe lui stesso.

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Federer: “Similitudini con il 2008? La delusione. Niente Montreal, torno a Cincinnati”

Wimbledon, lo svizzero dopo la sconfitta più amara della carriera: “Un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due”. E salta l’Open del Canada

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Roger Federer- Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Roger Federer è ancora incredulo quando si presenta in sala stampa dopo l’incredibile finale di Wimbledon persa al tie-break del quinto set sul 12-12 contro Novak Djokovic, probabilmente la più dolorosa sconfitta della carriera: “Certo mi sento triste, forse anche arrabbiato. Non riesco a credere di aver mancato una possibilità così grande”.

Nonostante la delusione tremenda si sforza di trovare dei lati positivi. “Ero sotto un break e l’ho rimontata nel quinto poi un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due match-point, è stata dura avere quelle possibilità e sprecarle. Certo, lui ha sempre gestito bene il mio slice, si abbassa molto bene e sbaglia poco. Devi sempre essere aggressivo con lui. E non importa se ho fatto molti punti in più, io so quanto ci sono arrivato vicino, e devo essere contento della mia prestazione. Sappiamo tutti quanto forte sia Novak, quanto lo sia stato per tanti anni, ogni vittoria in più aumenta la sua grandezza. Trovo motivazione in tante differenti situazioni, non sono diventato un giocatore di tennis solo per conquistare record“.

Si sforza poi di guardare già avanti, forse cercando di distogliere il pensiero dalla delusione: “Per riprendermi da una sconfitta così, beh, è come quando sei un break avanti, servi per il match, non va, ma prosegui lo stesso. Non si può rimanere depressi dopo un match così, bisogna avere la mentalità di andare avanti ed essere contenti del proprio livello.
Io lo sono. Penso che giocare sulla terra mi abbia fatto bene, ho avuto un buon ritmo partita, anche a Halle prima di qui”.

Non è dato sapere se la scelta dipende anche dal fatto di aver allungato la stagione disputando anche i tornei di Madrid, Roma e Parigi, ma Roger annuncia che tornerà in campo soltanto per il secondo dei ‘1000’ sul cemento nordamericano. “Guardando avanti, salterò Montreal, per darmi tempo di prepararmi bene per Cincinnati e gli US Open“.

 

Qualche collega gli chiede infine un paragone con la finale persa contro Nadal 11 anni fa e lui trova il modo di sorridere: “Ci sono stati grandi punti oggi, grandi emozioni. Rispetto al 2008? Mah, questa è stata una partita più regolare forse, senza interruzioni, senza il buio alla fine. La similitudine con quella partita, direi che è la delusione che sento“.

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ATP

Djokovic alieno: annulla 2 match point a uno splendido Federer e vince il suo quinto Wimbledon

LONDRA – La finale più emozionante del decennio sui campi di Wimbledon finisce al tie-break decisivo. Federer commovente, Djokovic eguaglia Borg e vola a 16 Slam

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

[1] N. Djokovic b. [2] R. Federer 7-6(5) 1-6 7-6(4) 4-6 13-12(3) (da Londra, il nostro inviato)

Un tie-break al quinto set. Al primo tentativo. Questa finale di Wimbledon non poteva regalare più emozioni. Match point annullati, come non se n’erano visti da Parigi 2004 all’atto decisivo di uno Slam, Roger Federer che ancora una volta perde da Novak Djokovic con due match point a favore, come era accaduto già due volte nelle semifinali dello US Open.

Un match che Federer, il quale alla fine ha vinto 14 punti in più dell’avversario, sembrava avere in mano sul’8-7 del quinto set, quando ha servito per il set, ma invano. Ma anche prima di quell’episodio cruciale della partita c’erano stati momenti in cui avrebbe potuto ottenere il suo nono Wimbledon, come nel tie-break del primo set e nel set point avuto nel terzo. E invece è stata la giornata di Novak Djokovic, capace di vincere una partita incredibile, servendo in maniera altrettanto incredibile e dimostrandosi il più freddo nei momenti decisivi.

 

La contemporaneità quasi perfetta dell’inizio della finale del singolare maschile di Wimbledon e della partenza del Gran Premio di Formula 1 a Silverstone sembra sottolineare il “tafazzismo” imperante della Gran Bretagna contemporanea. Il tema tattico iniziale è quello largamente atteso: Federer cerca di muovere il gioco, Djokovic presidia il fondo e contrattacca. La prima chance break è per lo svizzero sul 2-1, e se ne va con un diritto sparacchiato fuori alla ricerca di un contropiede eccessivo. Subito dopo Federer recupera da 0-30 affidandosi alla prima di servizio.

Lo svizzero gioca sui cambi di ritmo e rotazione negli scambi, ma Djokovic non si fa ingannare e risponde colpo su colpo. Federer arriva a due punti dal set sul 5-4 con due eccellenti diritti in chop, arriva a 20 centimetri dal set-point, ma il n.1 del mondo esce dal passaggio pericoloso con grande autorità. Nel tie-break è Federer che ha l’iniziativa sulla racchetta, perde due punti sul servizio di Djokovic che avrebbe dovuto vincere con due errori di diritto (dopo 21 e 13 colpi), riesce comunque ad andare avanti per 5-3 con due splendidi vincenti da fondo, ma poi cede quattro punti consecutivi (tre gratuiti) per consegnare il primo set a Djokovic dopo 58 minuti (curiosamente due in più della finale femminile di sabato).

Ma il rush finale del tie-break costa caro al serbo, che inizia a commettere quegli errori da fondo che non erano affiorati fino a quel momento e concede due break consecutivi, lasciando scappare Federer sul 4-0. Con un terzo break sul 5-1, chiuso da due punti quasi buttati via da Djokovic, Federer pareggia i conti in 25 minuti con un set da 26 punti a 12. Novak è passato da 14 vincenti e 6 gratuiti nel primo set a 2 vincenti e 10 gratuiti nel secondo.

Federer aumenta il ritmo delle discese a rete a inizio terzo set, poi si ferma di più a palleggiare da fondo. L’inerzia del match sembra a suo favore dopo il “set horribilis” di Djokovic nel secondo, ma non riesce a concretizzare questa superiorità in punteggio. Lo svizzero si desta dall’apparente torpore e con una demi-volée di rovescio che fa esplodere il centrale conquista il set point, ma con la battuta lo svizzero rispedisce tutto al mittente. Il clima è quasi da Coppa Davis svizzera (almeno quella di una volta, chissà come sarà quella nuova), ma Djokovic non trema, e con il sapiente utilizzo del servizio al corpo arriva al tie-break che domina fino al 5-1, viene quasi ripreso sul 5-4, ma un errore di Federer sul punto successivo, dopo che il serbo aveva servito una seconda lentissima (80 miglia orarie) e in mezzo al rettangolo del servizio, decide la sorte del set.

In una situazione che ricorda un po’ a grandi linee la finale dello US Open 2015, dopo due ore e 16 minuti di gioco Federer si trova indietro per due set a uno senza aver fronteggiato l’ombra di una palla break e avendo avuto concrete chance di vincere entrambi i set perduti. A quinto game c’è un leggero calo al servizio di Djokovic, ma tanto basta: un doppio fallo, tre prime sbagliate e su una “steccata” di rovescio Federer ottiene il quarto break della giornata. Sul 4-2 Roger mette a segno una volée di rovescio smorzata che trasferisce la Davis svizzera in Sud America, tanta è la bolgia sul Centrale: serve per il set sul 5-2 ma perde il servizio per la prima volta nell’incontro. Due game più tardi è la volta buona e la finale va al quinto come era accaduto nel 2014.

Con Federer avanti di 15 nel computo totale dei punti si inizia il set decisivo. Sono un po’ saltati gli schemi, si diceva una volta nel calcio, Federer gioca più a briglia sciolta e anche Djokovic lo segue. È il serbo il primo ad avere palle break, sul 2-1: sono tre, che Federer annulla bene con il servizio. Le gambe dello svizzero però non sono più sotto i colpi come all’inizio del match, due rovesci scappano lunghi sul 2-3 e con un passante incrociato Djokovic guadagna l’importantissimo break di vantaggio. La posta in palio è altissima, nessuno è immune dalla tensione. Nole commette un doppio fallo sul 30-30 concedendo una palla del controbreak a Federer, che però sfuma con un diritto lungo. Ma il controbreak alla fine arriva, e alla soglia delle quattro ore di gioco la finale va ad oltranza.

Sul 5-5 Djokovic commette un doppio fallo, il nono, poi si salva con una volée in tuffo e tiene la battuta. Il gioco successivo Federer sbaglia uno schiaffo al volo sulla palla del 6-6, ma con un po’ più di fatica raggiunge comunque la parità. Sul 7-7 Djokovic va 30-0, subisce un diritto di Federer poi commette due errori gratuiti pesantissimi e sulla palla break non riesce a chiudere il diritto sotto rete e subisce il passante dello svizzero che va a servire per il match. Ma non deve finire così: Federer ha due match point, il primo lo sbaglia di diritto, sul secondo viene fulminato da un passante e poi arriva il controbreak. Sette punti consecutivi e si ritorna a giocare con le parità. 8-8, 9-9, 10-10, 11-11. Sul 40-0 Djokovic viene trascinato a palla break, con un “falco” molto controverso. Il passante di rovescio di Federer è fuori di un soffio. Su un secondo “falco” controverso sembra che abbia segnato l’Inghilterra quando sancisce la seconda palla break per Federer, ma con due colpi al volo tanto brutti quanto efficaci Nole annulla anche quella. Si arriva al tie-break, quello del 12-12, quello che mai si sarebbe pensato sarebbe servito in una finale.

Il minibreak decisivo arriva su un serve and volley di Federer al terzo punto, con la demi-volée che va in corridoio. Djokovic tiene i suoi servizi con grande freddezza, e una steccata di diritto chiude il match dopo 4 ore e 57 minuti consegnando il quinto Wimbledon a Novak Djokovic.

Novak Djokovic – Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

IL TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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