Mondo Challenger: la 'young week' manda Sock in Australia

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Mondo Challenger: la ‘young week’ manda Sock in Australia

La prima settimana post-tour incorona Ymer, Bublik e soprattutto Opelka. Il suo titolo, grazie a una serie di incastri, garantisce al connazionale la wild card USTA per il primo Slam dell’anno

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Ancora una volta, per gli incastri strani del tennis, a festeggiare è chi non gioca, in questo caso Jack Sock. La prima settimana di Challenger dopo la fine della regular season consegna all’ex top 10, sprofondato ora alla posizione numero 106, la certezza di ottenere un posto nel tabellone principale degli Australian Open. La mini-race da tre settimane, messa in piedi dalla USTA per assegnare una wild card per il primo Slam dell’anno, è di fatto già conclusa con la seconda, dato che nessuno degli avversari di Sock può più superarlo.

A fare la fortuna del ragazzotto di Lincoln è stato il successo di Reilly Opelka sul cemento di Knoxville, Tennessee: battendo in finale Bjorn Fratangelo, al tie-break del set decisivo, il gigante classe 1997 ha estromesso dalla corsa anche l’ultimo degli inseguitori. Sock deve ringraziare di nuovo il torneo di Bercy, l’unico evento del tour ATP considerato per la raccolta punti. Per superare i 180 punti dei quarti di finale parigini, un suo connazionale avrebbe dovuto vincere due Challenger in meno di un mese, scegliendo peraltro tra quelli “validi”. È per questo che Opelka, pur festeggiando il terzo titolo in carriera, dovrà pensare a strade alternative se vuole raggiungere Melbourne: la prossima settimana sarà in campo a Champaign, in Illinois, che però è il torneo ‘sbagliato’, dato che anche vincere il titolo non basterebbe. In contemporanea si giocherà anche a Houston, di maggior valore, ma nessuno degli iscritti all’evento texano porta con sé un bottino di punti sufficiente.

C’è comunque grande soddisfazione per Opelka, il più alto tra i Next Gen (2.13 metri, più di Isner e Karlovic!), che, con una serie di risultati post-US Open molto buoni, rilancia una stagione minata dalla mononucleosi. La truppa giovane ha portato a casa anche altri due titoli nelle finali di domenica, con Alexander Bublik ed Elias Ymer campioni rispettivamente a Bratislava e a Mouilleron-le-Captif, entrambi eventi ricchi per montepremi e per punti. Specialmente per il kazako (nato russo) si tratta di un titolo importante sia per il ranking che per il morale: aveva iniziato l’anno a ridosso della top 100, per poi rompersi una caviglia a Indian Wells e sprofondare fuori dalle prime 250 posizioni, tanto che per imporsi al Peugeot Slovak Open, ultimo evento della sua stagione, è dovuto partire dalle qualificazioni. Sia Bublik che Opelka portano il proprio record nelle finali Challenger a un perfetto 3-0. Sale addirittura a cinque invece il più maturo dei fratelli Ymer, che sullo sgargiante tappeto arancio-rosso francese difende un titolo per la prima volta in carriera, battendo in finale lo stesso avversario di dodici mesi fa (il tedesco Yannick Maden).

 

Nota finale sul disastroso bilancio degli italiani in campo, nove in quattro tornei: soltanto Lorenzo Giustino ha raggiunto i quarti di finale, sulla terra dell’Uruguay Open di Montevideo, prima di ritirarsi per un problema al polso destro contro il poi campione Guido Pella. Non è andata troppo meglio rispetto alla scorsa settimana

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A Francavilla Matteo Arnaldi alza il suo primo trofeo Challenger

Il 21enne sanremese prevale nel derby maratona contro Francesco Maestrelli e ottiene la sua prima importante vittoria. A Tunisi vince Carballes Baena mentre a Shymkent tocca a Sergey Fomin

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Matteo Arnaldi – ATP Challenger Francavilla 2022 (foto via Facebook @ CT Francavilla Al Mare SP)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è il momento di Matteo Arnaldi che batte 6-3 6-7(7) 6-4 un indomito Francesco Maestrelli al termine di un match durissimo che ha tenuto in campo i giocatori per tre interminabili ore. Una partita più emozionante che bella perché entrambi hanno sentito l’importanza della posta in palio.

Il 19enne pisano è partito, come quasi sempre gli è successo questa settimana, di rincorsa, cedendo il primo set ad Arnaldi. Nel secondo parziale una lunga sequenza di break e contro-break ha tenuto il numeroso pubblico col fiato sospeso, senza lasciar intuire in che direzione si sarebbe orientata la partita. Anche se quando il 21enne sanremese è andato a battere sul 5-3 sembrava tutto chiaro. Non si erano però fatti i conti con la resilienza di Maestrelli che in questi giorni ha più volte dimostrato di saper gestire con maturità i momenti difficili. Così è stato anche oggi perché non solo è riuscito a portare il set al tie-break, ma nemmeno si è spaventato quando si è trovato a dover fronteggiare due match-point, il primo dei quali senza l’aiuto del servizio. Bravo lui, un po’ timido invece Arnaldi che sul primo ha passivamente aspettato l’errore dell’avversario, errore che non è arrivato.

Turni di servizio sempre in bilico anche nel set decisivo (alla fine conteremo ben 13 break) con i due giocatori che arrivano in parità fino al 4-4. Qui l’ennesimo break subito dal pisano (alla quarta palla utile) è quello decisivo, questa volta non ci sarà recupero. Grande gioia ovviamente per Arnaldi, molta delusione per Maestrelli che fa prima volare il cappellino e poi la racchetta, prima di sciogliersi in un bell’abbraccio col vincitore. Siamo assolutamente convinti che Maestrelli, sbollita la delusione, realizzerà di aver compiuto una vera impresa, certificata tra l’altro dal nuovo best ranking alla posizione n.403 ATP.

 

Dovrà lavorare su alcuni aspetti tecnici, il servizio soprattutto, ma il suo livello, quello mentale in primo luogo, è già di prima fascia. Molto contento deve ovviamente essere anche Arnaldi che, dopo i guai fisici del 2020 e inizio 2021, ha giocato un torneo in modalità ‘rullo compressore’ e non solo vince il suo primo Challenger ma si issa al n.239 ATP. Questo significa, tra le altre cose, che tra un mese alle qualificazioni di Wimbledon ci sarà anche lui.

Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) la vittoria va a quella vecchia volpe di Roberto Carballes Baena che in finale non ha praticamente lasciato giocare l’olandese Gijs Brouwer (n.231 ATP) che in meno di un’ora era già a rete stringere la mano all’avversario che, da parte sua, mette in bacheca il nono titolo Challenger in carriera.

Più combattuta la finale del Challenger 80 di Shymkent (Kazakistan, terra battuta) che ha visto l’uzbeko Sergey Fomin prevalere 7-6(4) 6-3 sul vecchio leone Robin Haase che a 35 anni è precipitato al n.265, ma nel lontano 2012 fu n.33 ATP. Per Fomin è il primo successo nel circuito Challenger che lo lancia al n.404 ATP, ovviamente suo nuovo best ranking. Solo il tempo ci dirà se per il 21enne sia l’inizio di una bella carriera o solo un fuoco di paglia.

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Al Challenger di Francavilla, Maestrelli e Arnaldi ci regalano una finale tutta italiana

Incredibile prestazione dei due giovani azzurri che dominano
le semifinali e si apprestano a giocare un inaspettato derby
nella finale di domani

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Francesco Maestrelli - Challenger di Torino (foto Sergio Errigo)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare il primo a scendere in campo è stato un Matteo Arnaldi che, col vento sempre più in poppa, approda quasi senza colpo ferire alla sua prima finale Challenger, superando l’argentino Hernan Casanova (n.307 ATP) che è stato costretto al ritiro quando aveva appena perso 6-3 il primo set. Quella del 21enne sanremese è stata finora una marcia devastante: nessun set lasciato per strada e solo 11 giochi persi in quattro incontri. Il suo stato di forma è impressionante, l’unico problema è che nella finale di domani incontrerà un altro che potremmo come minimo definire in trance agonistica. Francesco Maestrelli oggi è partito a razzo (6-0), contrariamente alle sue recenti abitudini, e poi ha contenuto il rientro di Alexis Galarneau (n.309 ATP) che nel secondo set ha giocato tutti i suoi assi. In realtà il 19enne pisano sembrava aver già messo il risultato in cassaforte quando è andato a servire per il match sul 5-4 del secondo set. Ma qui è subentrato un momento di tensione, giusto a ricordarci che il ragazzo fino a poche settimane fa i Challenger li guardava in streaming. Ora li gioca da protagonista, come ha confermato nel tie-break che ha dominato con una superiore consapevolezza. Domani finale dal pronostico molto incerto che in ogni caso regalerà a un giovane italiano la prima vittoria Challenger e ad entrambi il nuovo best ranking. Già al momento la classifica live ci dice di un Arnaldi 259, già dentro alle prossime qualificazioni Slam, e di un Maestrelli 403. Possiamo solo applaudire.

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ATP Challenger: a Francavilla al Mare è il momento di Francesco Maestrelli

Il tennista pisano onora la wild card e raggiunge i quarti di finale. Gli farà compagnia il sanremese Matteo Arnaldi

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Il Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è partito con la benedizione di un magnifico sole estivo, per la gioia del numeroso pubblico che affolla quotidianamente il CT Sporting Club. Dirige il torneo quel Gianluigi Quinzi che proprio qui nel 2018 vinse il suo primo titolo, che in pratica rappresentò l’apice della sua carriera, da poco prematuramente conclusa, invece che quel trampolino di lancio che tutti auspicavano. Il Challenger di Francavilla torna in calendario dopo due anni di stop causa pandemia e deve purtroppo subire la concorrenza delle qualificazioni parigine che hanno visto impegnati molti degli azzurri che normalmente frequentano il circuito Challenger. Sono comunque 11 gli italiani in tabellone, e per molti di loro è un’occasione imperdibile per fare esperienza e cercare di guadagnare punti preziosi. Un’opportunità che ha sfruttato in pieno un bravissimo Francesco Maestrelli che, onorando al meglio la wild card ricevuta, si fa largo fino ai quarti di finale vincendo due match complessi, sempre in rimonta. Prima contro l’ucraino Oleksii Krutykh (n.299 ATP), battuto 4-6 6-3 6-2 e poi contro il britannico Billy Harris (n.375 ATP) 2-6 6-3 6-2. Contattato telefonicamente Francesco ci ha detto: ‘Sono state due partite complicate, entrambe in rimonta. Ma mentre nel match con l’ucraino avevo un buon feeling e il piano tattico mi era ben chiaro, con Harris è stato più complicato perché lui giocava molto bene e qualsiasi cosa provassi a fare sembrava inefficace. Ho dovuto fare appello a tutte le mie energie mentali per trovare un modo per farlo giocare peggio. E alla fine ci sono riuscito’. Adesso al 19enne pisano toccherà il francese Mathias Bourgue (n.314 ATP e testa di serie n.9). Incontro difficile ma non impossibile e, male che vada, sarà comunque nuovo best ranking, probabilmente alla posizione n.457 ATP.

Raggiunge i quarti di finale anche Matteo Arnaldi che, dopo essere passato a rullo compressore su Francesco Forti con un nettissimo 6-1 6-3, ha riservato lo stesso trattamento al qualificato polacco Pawel Cias (n.483 ATP), liquidato 6-1 6-2 in poco più di un’ora. L’incrocio col francese Dan Added (n.391 ATP) non dovrebbe essere impossibile, considerando lo stato di forma del sanremese.

Proprio Added al secondo turno ha eliminato il nostro Filippo Baldi 6-3 0-6 6-4 in un match che è stato sempre sulle montagne russe e in cui Baldi era stato avanti 4-2 nel parziale decisivo.

 

Così così Matteo Viola che, dopo essersi aggiudicato il derby contro il qualificato Omar Giacalone, deve cedere 6-3 2-6 6-3 all’ungherese Mate Valkusz (n.268 ATP e seconda testa di serie). Peccato perché il mestrino sembrava in palla, reduce dalla bella vittoria all’Open di Sernaglia della Battaglia.

Bene Riccardo Balzerani che, ripescato come lucky loser, supera un turno ai danni dell’altro ‘fortunello’ Tristan Schoolkate per poi arrendersi 6-3 4-0 rit. al canadese Alexis Galarneau (n.309 ATP).

Bravi a superare le qualificazioni il futuro ingegnere Gian Marco Ortenzi e il livornese Davide Galoppini che però non sono riusciti a fare strada nel tabellone principale, eliminati rispettivamente dallo statunitense Alex Rybakov (n.349 ATP)

E dal francese Mathias Bourgue (n.314 ATP).

Eliminato al primo turno anche Matteo Gigante che non sfrutta la wild card con cui era entrato in tabellone e deve cedere, dopo un match molto contrastato, al portoghese Joao Dominguez col punteggio di 5-7 7-6(4) 6-4. Stessa sorte per Giovanni Fonio che perde all’esordio 7-6(1) 6-1 con l’argentino Hernan Casanova.

 Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) presente per l’Italia il solo Raul Brancaccio che purtroppo viene eliminato all’esordio dallo spagnolo Roberto Carballes Baena (n.102 ATP e seconda testa di serie) che vince in rimonta 6-7(5) 6-0 6-1.

Si giocava anche in Kazakistan (Challenger 80 Shymkent, terra battura) e c’erano due azzurri in gara. Matteo Donati che, entrato nelle qualificazioni grazie al ranking protetto, si è fermato al secondo turno contro lo statunitense Evan Zhu (n.463 ATP) ed Edoardo Lavagno che ha offerto poca resistenza (6-4 6-2) al russo Alexander Shevchenko (n.237 ATP e prima testa di serie).

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