Entry list WTA: le top players a Brisbane, Masha ricomincia da Shenzhen

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Entry list WTA: le top players a Brisbane, Masha ricomincia da Shenzhen

La stagione WTA parte col botto in Australia con ben 7 Top 10 e la nostra Camila Giorgi. Masha (forse) gioca in Cina. Wozniacki punta di diamante ad Auckland

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Giusto in tempo per fare i bilanci della stagione appena passata nel tennis femminile ed è già tempo di pensare a quella che deve cominciare. Sono state infatti rese note le entry list dei tre tornei che aprono il calendario WTA, ovvero Brisbane, Auckland e Shenzhen, in programma nella settimana a cavallo di capodanno.

WTA Premier Brisbane

Tanti punti e soldi in ballo a Brisbane per il primo WTA Premier della stagione. E, conseguentemente, tante top players pronte a scendere in campo. Le Top 10 in totale sono ben sette: la campionessa in carica e vincitrice del master Elina Svitolina, la trionfatrice degli US Open Naomi Osaka, la sua predecessore Sloane Stephens, la due volte vincitrice di Wimbledon Petra Kvitova, la ceca Karolina Pliskova, l’olandese Kiki Bertens e la russa Daria Kasatkina. C’è anche la nostra Camila Giorgi che cercherà di confermare o addirittura incrementare i progressi del 2018. 

 

1 Svitolina, Elina
2 Osaka, Naomi
3 Stephens, Sloane
4 Kvitova, Petra
5 Pliskova, Karolina
6 Bertens, Kiki
7 Kasatkina, Daria
8 Sevastova, Anastasija
9 Mertens, Elise
10 Kontaveit, Anett
11 Suarez Navarro, Carla
12 Buzarnescu, Mihaela
13 Giorgi, Camila
14 Tsurenko, Lesia
15 Sasnovich, Aliaksandra
16 Siniakova, Katerina
17 Vekic, Donna
18 Collins, Danielle
19 Gavrilova, Daria
20 Konta, Johanna
21 Mladenovic, Kristina
22 Putintseva, Yulia

WTA International Auckland

Decisamente meno attraente il field del vicino ASB Classic di Auckland, Nuova Zelanda. L’unica top 10 qui è la danese Caroline Wozniacki, trionfatrice agli Australian Open nel 2018. Le principali insidie per lei nella corsa al titolo potrebbero essere la campionessa in caria Julia Goerges, testa di serie n.2, e la sempreverde Venus Williams, alla sua 25esima stagione tra le professioniste. Da segnalare anche la presenza della ex n.1 al mondo Victoria Azarenka, la quale ancora non è riuscita ad esprimersi ai suoi livelli dopo la gravidanza.

1 Wozniacki, Caroline
2 Goerges, Julia
3 Hsieh, Su-Wei
4 Martic, Petra
5 Strycova, Barbora
6 Williams, Venus
7 Flipkens, Kirsten
8 Van Uytvank, Alison
9 Azarenka, Victoria
10 Kenin, Sofia
11 Puig, Monica
12 Kuzmova, Viktoria
13 Peterson, Rebecca
14 Babos, Timea
15 Vondrousova, Marketa
16 Larsson, Johanna
17 Barthel, Mona
18 Arrabuarena, Lara
19 Voegele, Stefanie
20 Hercog, Polona
21 Zidansek, Tamara
22 Sorribes Tormo, Sara
23 Bouchard, Eugenie
24 Brengle, Madison

WTA International Shenzhen

L’unico torneo fuori dall’Oceania si gioca a Shenzhen, in Cina. La testa di serie n.1 è la giovane martellatrice bielorussa Aryna Sabalenka. La francese Caroline Garcia, la padrona di casa Qiang Wang e Jelena Ostapenko sono altre tre credibili pretendenti al titolo. A riempire però le spesso deserte tribune dell’impianto cinese, ci penserà forse la 5 volte campionessa Slam Maria Sharapova, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) tornare in campo per la prima volta dopo gli US Open. 

1 Sabalenka, Aryna
2 Garcia, Caroline
3 Wang, Qiang
4 Ostapenko, Jelena
5 Bacsinszky, Timea
6 Sharapova, Maria
7 Zhang, Shuai
8 Zheng, Saisai
9 Pavlyuchenkova, Anastasia
10 Parmentier, Pauline
11 Jabeur, Ons
12 Riske, Alison
13 Kumkhum, Luksika
14 Begu, Irina-Camelia
15 Jakupovic, Dalila
16 Wang, Yafan
17 Alexandrova, Ekaterina
18 Maria, Tatjana
19 Rodina, Evegeniya
20 Bogdan, Ana
21 Schmiedlova, Anna Karolina
22 Linette, Magda
23 Cirstea, Sorana
24 Diyas, Zarina

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Gilles Simon: “Sono impressionato dal modo di colpire e dalla mobilità di Sinner”

Gilles Simon affronterà ai quarti Medvedev, che ha sconfitto Sinner, ma ci ha detto la sua sul giovane italiano: “Jannik colpisce in modo impressionante”

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da Marsiglia, la nostra inviata

Gilles Simon, attualmente n. 58 del mondo, ha superato Aljaz Bedene (7-6 6-4) a Marsiglia e sarà il prossimo avversario di Daniil Medvedev, che ha sconfitto Jannik Sinner dopo essersela vista brutta nel primo set. Abbiamo chiesto a Simon cosa ne pensa del 18enne altoatesino; la sua opinione va a incolonnarsi in cima ai diversi endorsement già ricevuti da Sinner. “Gioca benissimo. Il primo a farmelo notare un giorno fu Auger-Aliassime che mi disse: “lo vedi quello, gioca stra-benissimo! Ci sono altri tennisti junior che giocano molto bene ma lui è fortissimo”. Sono sempre interessanti i commenti dei giocatori quando si conoscono bene tra di loro e quindi l’ho osservato un po’: in effetti, è impressionante il modo in cui colpisce la palla. Mi ricorda un po’ Berdych quando era all’inizio, anche se non è così robusto ma si muove meglio rispetto al Tomas dei primi tempi”. 

Gilles, hai mai subito un’artroscopia del ginocchio?” gli chiede inaspettatamente un giornalista transalpino, “no, per ora non è prevista (ride)“, scherza simpaticamente il nizzardo. E allora, come commenta ciò che è successo a Roger Federer? “Ah, guardate, è vero che ha 38 anni e che è una cosa delicata a quest’età, ma l’ultima volta che si è operato al ginocchio, dopo nove mesi è rientrato e ha vinto l’Australian Open! Quindi, aspettiamo. Non dico nulla (ride)“.

 

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Bianca Andreescu rinuncia anche al torneo di Doha

L’infortunio al ginocchio sinistro rimediato durante le WTA Finals dello scorso anno continua a tenere ferma ai box la canadese, che non ha ancora giocato un match in stagione. Il rientro a Indian Wells?

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Bianca Andreescu - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

“Non sono ancora al 100% e, seguendo le raccomandazioni del team e del medico, non voglio correre alcun rischio di infortunarmi nuovamente al ginocchio. Ogni giorno mi avvicino al ritorno in campo, ma Dubai è troppo presto“, aveva dichiarato Bianca Andreescu pochi giorni fa spiegando le ragioni del forfait negli Emirati. È troppo presto anche per Doha, evidentemente, visto che come riportato dai media canadesi la campionessa dello US Open 2019 ha comunicato l’ennesima rinuncia della sua stagione. È la quarta consecutiva, dopo Auckland, Australian Open e Dubai. Nel mezzo anche la convocazione per la sfida di Fed Cup (persa contro la Svizzera), che Bianca ha però osservato dalla panchina, senza mai scendere in campo.

L’ultimo match giocato da Andreescu resta quindi quello delle WTA Finals del 30 ottobre contro Karolina Pliskova: fu un recupero verso destra nel corso del terzo gioco del primo set a dare origine a tutto. “Mi fa un male cane, sento dei rumori sinistri a ogni passo“, confessò Andreescu al coach Sylvain Bruneau riferendosi al ginocchio sinistro. La canadese alzò bandiera bianca alla fine del primo parziale, per poi ritirarsi dal torneo. Stando alla programmazione attuale, Bianca dovrebbe fare ritorno alle competizioni da campionessa in carica nel Premier Mandatory di Indian Wells (qui l’entry list completa), non essendo iscritta ai due tornei International che precedono il Sunshine Double (Lione e Monterrey).

L’entry list aggiornata del Premier 5 di Doha

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Challenger Bergamo: sei azzurri agli ottavi. Filippo Baldi e le promesse a papà

Buon esordio per Baldi: doppio 6-3 a Pavel Nejedly, sfiderà il taiwanese Tseng. In questi giorni cade l’anniversario della morte del padre: “Se gioco ancora a tennis è grazie a lui. Sarà sempre il mio eroe”. Parte bene Marcora

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Filippo Baldi - ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

Nei momenti difficili, quando ho anche pensato di smettere, è sempre stato il mio punto di riferimento. Se gioco ancora a tennis è grazie a lui”. La voce di Filippo Baldi è tremolante. Un anno fa, di questi tempi, scompariva papà Leonardo. Un lutto tremendo, che ovviamente portò al forfait. Dodici mesi dopo, il vigevanese è di nuovo al Challenger di Bergamo. Un dolore così grande non si può metabolizzare, ma il mix tra forza e rabbia (“Tanta rabbia”) è la base con cui Filippo si tuffa nell’anno nuovo, in cui spera di tornare ai livelli del 2018, magari ancora meglio. Dista un centinaio di gradini dal best ranking colto lo scorso maggio, ma le sensazioni mostrate contro Pavel Nejedly sono positive. Si è imposto con un doppio 6-3 ed è un successo importante, perché era nettamente favorito, contro un avversario poco conosciuto. Insomma, la classica partita “scivolosa”: “Mi serviva giocare un match così, solido – racconta Baldi – ho messo in campo quanto provato in allenamento negli ultimi due mesi. Avevo tutto da perdere, mentre lui poteva giocare libero. Sono contento di averla vinta abbastanza facilmente, a parte un piccolo passaggio a vuoto nel secondo set. Sono piccoli difetti che devo limare”.

Non potrà permettersi cali negli ottavi, in uno dei big match di giornata (in campo non prima delle 17), contro il giovane taiwanese Chun-Hsin “Jason” Tseng, classe 2001 ed ex n.1 junior. “Vero. È un giovane fortissimo e lo ha dimostrato. Non lo conosco benissimo, ci siamo allenati solo una volta, sull’erba, ma lì è diverso. È piccolino, molto rapido, come tutti gli asiatici va a 6.000 con i piedi e ti toglie il tempo. Io dovrò spingere, tenerlo il più lontano possibile e portarlo fuori dalla zona di comfort”. Il 2020 è un anno di nuovi inizi per Baldi, anche sul piano tecnico. Lo scorso autunno ha messo fine alla partnership con Francesco Aldi, restando a Palermo e affidandosi a Francesco Cinà“Tre anni fa mi sono trasferito a Palermo proprio grazie ad “Aldino”, e tengo a precisare che ancora oggi abbiamo un ottimo rapporto. Per una scelta familiare lui si è spostato a Roma, mentre io ho deciso di restare a Palermo. Non dimenticherò mai i tre anni trascorsi insieme, adesso c’è un nuovo percorso e mi fido molto di Cinà”.

GLI INSEGNAMENTI DI PAPÀ – Sul piano tecnico, che Baldi vedremo? “Sicuramente devo rinforzare le mie qualità, ma anche mettere cose nuove nel mio tennis – continua – lo fa gente di 32-33 anni, molto più forte di me, quindi posso farlo anch’io. Ho molte cose su cui lavorare e più tempo per farlo. Anche questo mi aiuterà a crescere”. I risultati non sono ancora arrivati: nel 2020 ha colto un paio di secondi turni, ma è ancora a secco di exploit. “Ho svolto una buona preparazione, poi prima e durante l’Australian Open c’è stato un periodo di 12-13 giorni in cui non sono stato bene. Più in generale mi sto allenando tanto, e bene, prima e dopo i tornei: i risultati non sono ancora arrivati, però sono sulla strada giusta per esprimermi al meglio”

Per Filippo, poi, c’è il ricordo di papà Leonardo, un miscuglio di sensazioni fortissime, tra rabbia, dolore e tanta forza. Quando si parla del padre, lo sguardo e il tono di voce cambiano. Probabilmente sarà sempre così. “Sarà per sempre il mio eroe. Anche se non c’è più penso ogni giorno ai suoi insegnamenti, è uno stimolo in più. Pochi giorni prima che morisse gli ho fatto delle promesse e ci penso continuamente. Le ho anche scritte su un foglietto. Una è persino tatuata sul mio corpo. Da qui trovo la forza per andare avanti, nonostante l’anno scorso abbia fatto fatica ad accettare quello che è successo. Grazie a lui, oltre – naturalmente – a mia madre e mia sorella, riesco a superare tutto. Non credo che metabolizzerò mai quello che è successo, ma impari a conviverci perché sei obbligato. La vita mi ha messo davanti questo scoglio da superare, ma se non cercassi di andare avanti sarebbe ancora peggio.

Come detto, Baldi troverà Tseng: dopo Borg, il giovane taiwanese ha superato 7-6 6-3 Marco Trungelliti (n.4 del draw) in un match spettacolare, ben giocato, in cui ha mostrato tutte le sue qualità: grande intensità e due gambe-motorino. L’argentino ha sciupato un break di vantaggio nel primo set, poi qualche occasione qua e là nel resto dell’incontro. A fine partita, ha spaccato due racchette in preda alla rabbia. Da parte sua, Tseng ha intrapreso una collaborazione con Dominik Hrbaty, ex n.12 ATP che era molto sveglio tatticamente. Un connubio interessante, ma il match avrà un doppio valore per Baldi: in caso di vittoria, continuerebbe a giocare in giorni dall’infinita simbologia. Una motivazione enorme. Infinita.

Chun-Hsin Tseng – ATP Challenger Bergamo 2020 (foto Antonio Milesi)

MARCORA (RI)PARTE BENE, SEI AZZURRI NEGLI OTTAVI – In chiusura di giornata, Bergamo ha accolto l’esordio positivo di Roberto Marcora. Numero 2 del tabellone, il 31enne di Busto Arsizio si propone come candidato “forte” alla vittoria finale. D’altra parte, i risultati delle ultime due settimane parlano chiaro: i quarti al torneo ATP di Pune e la finale a Cherbourg descrivono uno stato di forma straordinario. Non era facile, il match contro Giulio Zeppieri. Nel primo set, in particolare, il 18enne di Latina ha opposto un’accanita resistenza. Sul 2-1 ha persino avuto un paio di palle break che – se trasformate – avrebbero potuto raccontare un match diverso. Marcora, tuttavia, ha confermato maggiore abitudine a questi campi e, una volta strappato il servizio a Zeppieri, ha un po’ “stappato” il match.

In virtù del grande momento di fiducia, si concede giocate difficili che spesso gli rimangono in campo. La speranza è che continui così, a partire dal match di ottavi in cui si presenta da favorito contro il serbo Pedja Krstin. Il resto della giornata ha visto la caduta di altre teste di serie. In ordine di “gerarchia”, è caduto il numero 3 Frederico Ferreira Silva, eliminato dal francese Baptiste Crepatte. Eliminato anche il giapponese Hiroki Moriya (n.8), sconfitto dal redivivo Illya Marchenko. L’ucraino ha giocato un match perfetto, ordinato. Potrebbe essere lui la sorpresa del torneo, anche se negli ottavi avrà un match complicato contro Roman Safiullin, giocatore in gran forma e reduce dalla vittoria a Cherbourg. Con sei azzurri in campo, sarà davvero un giovedì da non perdere.

Ufficio stampa ATP Challenger Bergamo

 

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