Kyrgios e il solito “amore” per il tennis: “Se vincessi a Melbourne non giocherei più nel 2019” – Ubitennis

Flash

Kyrgios e il solito “amore” per il tennis: “Se vincessi a Melbourne non giocherei più nel 2019”

L’ennesima dichiarazione d’ “amore” per il tennis da parte di Kyrgios. Burla o verità? Intanto ribadisce ancora la sua (vera) passione per il tennis a squadre

Laura Guidobaldi

Pubblicato

il

Nick Kyrgios ne ha detta un’altra delle sue. Il bad boy di Camberra – che poi tanto bad non è, se consideriamo tutto il suo impegno nel sociale con la sua “Nick Kyrgios Foundation” e il suo amore per  la famiglia e gli animali -, ci ha tenuto a sottolineare, ancora una volta, il suo grande “attaccamento” al tennis. Egli ha affermato, in modo più o meno ironico – sfidiamo chiunque a riconoscere gli intenti nelle sue dichiarazioni! – che “se vincessi l’Australian Open o cose del genere, non giocherei più per tutto l’anno“. Ora, conoscendo l’indole burlona di Nick, non è difficile intuire che si tratti dell’ennesima provocazione e della volontà (ancora!) di attirare su di sé i riflettori. Tuttavia, l’australiano non è nuovo ad affermazioni del genere. In passato aveva già dichiarato di preferire al tennis il basket e i momenti insieme agli amici. Alla fine del 2017 Kyrgios è stato assente dai campi per infortunio e, in generale, finora, uno degli ostacoli per il 23enne Aussie è il fatto di stare troppo a lungo lontano da casa: “Stare a casa risolve molti dei miei problemi, perché a volte è soprattutto una questione mentale. In passato sono stato lontano da casa anche più di cinque mesi e non lo voglio fare più”.

Se disputare i match di singolare forse non lo entusiasma più di tanto, Nick Kyrgios mette in campo il meglio di sé nei campionati a squadre. Da sempre ispirato da un vero leader come Lleyton Hewitt, l’australiano ha sempre partecipato con ardore alla Coppa Davis, così come al nuovo format a squadre della Laver Cup di Roger Federer. Perché lo spirito di squadra è forse la più grande qualità del Kyrgios tennista (paradossalmente, essendo il tennis lo sport individuale per eccellenza).

Lo ha ribadito implicitamente lo stesso Nick in un post su Instagram di ieri in cui, salutando Grigor Dimitrov a Brisbane (dove difenderà il titolo, nonostante la recente puntura di un ragno che lo ha costretto a trascorrere il Natale in ospedale), si augura di continuare a far parte del “Team World” della Laver Cup.

 

I compagni prima di tutto e, allora, bando alle ciance!

Continua a leggere
Advertisement
Commenti

Flash

Australian Open, il programma del Day 8: in mattinata Halep-Serena e Djokovic-Medvedev

MELBOURNE – In sessione diurna (a partire dalle 02), Osaka-Sevastova e Zverev-Raonic. Muguruza vs Pliskova sulla Margaret Court Arena

Vanni Gibertini

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Melbourne, il nostro inviato

Otto incontri programmati sui tre campi principali nell’ottava giornata dell’Australian Open 2019, che vedrà i giocatori sorteggiati nella parte alta del tabellone maschile e femminile scendere in campo per i rispettivi incontri di ottavi di finale.

Ad aprire il programma della Rod Laver Arena (non prima delle 02 italiane e al termine del doppio delle leggende tra i fratelli McEnroe e Leconte/Woodbridge) sarà il quinto confronto diretto in carriera tra Naomi Osaka e Anastasija Sevastova. Il bilancio dei precedenti è in perfetta parità, ma la giapponese ha vinto in rimonta l’ultimo giocato, ad inizio anno nei quarti di finale di Brisbane. A seguire scenderanno in campo Alexander Zverev e Milos Raonic. Due i precedenti, entrambi giocati nel 2017: successo in straight sets per Sascha sulla terra rossa di Roma, poi la vittoria in cinque set del canadese sull’erba di Wimbledon.

 

Il clou di giornata sarà la sessione diurna sulla RLA, che scatterà alle 09 italiane con l’atteso confronto tra la numero 1 del mondo Simona Halep e la sette volte campionessa dell’Australian Open Serena Williams. Sono nove i precedenti, tutti giocati tra 2011 e 2016: una sola vittoria per Halep, conquistata nel round robin delle WTA Finals di Singapore nel 2014 (le due si ritrovarono poi in finale e a trionfare fu Serena). A seguire occhi puntati su Novak Djokovic, impegnato in un match non semplice contro Daniil Medvedev, che non ha ancora smarrito nemmeno un set nel corso del torneo. Il numero 1 del mondo ha vinto entrambi i precedenti, giocati nel 2017 in Coppa Davis e sull’erba di Eastbourne.

Sulla Margaret Court Arena si inizierà invece a giocare all’una italiana: le prime a scendere in campo saranno Madison Keys ed Elina Svitolina (2-0 i precedenti in favore della statunitense), mentre non prima delle 06 sarà la volta di Garbine Muguruza e Karolina Pliskova, con la ceca che ha vinto sette dei precedenti nove incontri giocati tra le due. Chiuderà il programma la sfida inedita tra Pablo Carreno Busta e Kei Nishikori. L’ultimo ottavo di giornata si disputerà infine sulla Melbourne Arena, dove non prima delle 07 si affronteranno Borna Coric e Lucas Pouille (il croato è avanti 2-0 nei confronti diretti).

Il tabellone maschile  Il tabellone femminile

Il programma completo (orari italiani)

Rod Laver Arenanon prima delle 02
[4] N. Osaka vs [13] A. Sevastova
[4] A. Zverev vs [16] M. Raonic
Non prima delle 09
[1] S. Halep vs [16] S. Williams
[1] N. Djokovic vs [15] D. Medvedev

Margaret Court Arenadall’01
[17] M. Keys vs [6] E. Svitolina
Non prima delle 06
[18] G. Muguruza vs [7] Ka. Pliskova
Non prima delle 08
[23] P. Carreno Busta vs [8] K. Nishikori

Melbourne Arenanon prima delle 07
[11] B. Coric vs [28] L. Pouille

GLI INCONTRI DEGLI AZZURRI IMPEGNATI NEL TORNEO JUNIOR

Court 5secondo match (ore 03 circa)
[11] V. Royer vs G. Zeppieri torneo junior maschile

Court 8dall’01
[15] M. Custic vs [Q] L. Pigato – torneo junior femminile
[Q] F. Rossi vs [12] T. Naklo – torneo junior femminile

Continua a leggere

Flash

La passione genuina e i sogni realizzati di Frances Tiafoe

Grande soddisfazione ed emozione da parte del ventunenne americano (che oggi compie gli anni). Il pensiero ai genitori e ai suoi obiettivi.

Pubblicato

il

La cronaca della vittoria di Tiafoe contro Dimitrov

Il prossimo avversario di Rafa Nadal non sarà Grigor Dimitrov, come ci si sarebbe potuto aspettare, ma Frances Tiafoe, il giustiziere di Andreas Seppi al terzo turno. Tiafoe, che farà con i quarti di finale il suo ingresso tra i primi 30 al mondo – il suo best ranking prima dell’inizio dell’Open di Australia era al numero 38 – festeggia oggi anche il compleanno, il ventunesimo. L’americano è il figlio del custode del Junior Tennis Champions Center in Maryland e di una infermiera. Il padre, a cui era stato concesso un piccolo appartamento per vivere nel circolo, sfruttò l’occasione per far intraprendere, gratis, lezioni di tennis ai due figli, Frances e Franklin. È al padre, e alla madre, che vanno i primi pensieri di Tiafoe: “La mia non è la storia normale di chi si avvicina al tennis. All’inizio giocavo per loro, facevo tutto per la mia famiglia. Ora chiaramente quello che faccio, lo faccio per me. Però sì, nel 2017 sono riuscito a comprare una casa in Maryland a mia madre. Mio padre ora vive in un appartamento ad Orlando. Insomma, sono in una situazione migliore ora. All’inizio, da bambino, questo è sempre stato il mio obiettivo”.

Tiafoe non ha ancora avuto modo di rendersi conto di essere nei quarti dell’Australian Open: “Il mio telefono mi sta abbandonando, tanti sono i messaggi. L’avevo detto al mio coach, Zack Evenden, e al mio manager ad inizio stagione: questo sarà il mio anno, non c’è motivo per cui non lo sia. Ma onestamente non pensavo arrivasse così in fretta. Pazzesco, non ci posso credere”. Tiafoe era possibilmente perfino più felice del post fatto da ESPN, che metteva a confronto l’esultanza di LeBron James e quella di Tiafoe, presa appunto in prestito dalla stella NBA: “Non so se avete visto il post della ESPN in cui chiedevano chi la facesse meglio? LeBron ha risposto! Chiaramente ora sa chi sono e che esisto. Pazzesco, pazzesco!”.

 

Tiafoe poi viene riportato a pensare ai tempi dell’accademia: “La mia accademia era piena di ragazzi ricchi, sul serio, c’era gente che aveva lo chauffeur per gatti. Non sto dicendo che essere ricco renda più difficile arrivare tra i primi, c’è tanta gente che ce l’ha fatta. Ma non esserlo, per me, è stato una specie di incentivo a lavorare duro giorno dopo giorno”.

Per la partita contro Nadal, Tiafoe si aspetta scambi lunghi ma è emozionato alla prospettiva di giocare un quarto di finale sulla Rod Laver Arena: “È un onore giocare su quel campo. Ho anche avuto modo di conoscere Rod alla Laver Cup. Giocare su quel campo, contro uno dei più forti giocatori di sempre: mi divertirò, sicuramente“. 

Continua a leggere

Flash

Contrattacco dei Tomic: “Porteremo Hewitt in tribunale”

L'(ex?) team di Coppa Davis australiano è al centro di una guerra verbale sempre più violenta. Il padre di Bernard Tomic ha risposto alle accuse del capitano sostenendo che sia stato lui a minacciare il figlio nel 2010

Pubblicato

il

Prosegue la soap opera un po’ squallida di Tennis Australia (o meglio della sua metà maschile: ha fatto bene Ashleigh Barty, incalzata da domande pruriginose, a far notare che tra le ragazze va tutto benone). Rischia anzi di farlo in tribunale, dove i Tomic hanno intenzione di trascinare Lleyton Hewitt con delle contro-accuse di aggressione, in una escalation di brutti episodi del passato.

Tutto era partito qualche giorno fa con le forti critiche di Bernard Tomic a Lleyton Hewitt, capitano del team aussie di Coppa Davis e reo di preferire il suo protetto Alex De Minaur a scapito degli altri giocatori, alle quali si era unito Nick Kyrgios con una Instagram story velenosa. Hewitt ha risposto svelando un retroscena davvero vergognoso: le minacce fisiche dirette da Tomic a lui e alla sua famiglia, durate oltre un anno e mezzo. Un episodio pessimo, ma non isolato: i rapporti personali tra Hewitt e i Tomic sono da sempre travagliati, un tira e molla incomprensibile di grandi litigate e brevi riappacificamenti occasionali.

Tomic non giocherà più con noi” ha stabilito in ogni caso Hewitt. La porta della nuova Davis si è definitivamente chiusa per i ribelli, anche se forse un’ultima mano a Kyrgios verrà tesa. Quella della polemica invece è ancora spalancata e ha appena entrare John Tomic, padre di Bernie e suo coach per lungo tempo, nonché personaggio altrettanto fumante (nel 2013 venne condannato a otto mesi di carcere per aver rotto il naso allo sparring partner del figlio). L’uomo, emigrato dalla Yugoslavia negli anni 80, sostiene ora che sia stato Hewitt a minacciare per primo Tomic jr., addirittura quando quest’ultimo era ancora minorenne.

 

I fatti risalirebbero a un tie di Coppa Davis del 2010, disputato a Melbourne contro il Taiwan. All’epoca Hewitt, ancora giocatore ma fermo per infortunio e costretto sulle stampelle, aveva utilizzato parole forti nei confronti di Tennis Australia e, stando alle parole di John Tomic allo Herald Sun, “qualcosa detto in televisione da Bernie non gli era piaciuto“. “Hewitt venne in camera di mio figlio, spinse fuori l’allora capitano John Fitzgerald e poi gli intimò: devi dirmi chi della federazione è contro di me“. Dopodiché lo avrebbe minacciato di fare in modo di non fargli giocare mai più in Davis nel caso in cui non avesse parlato.

Bernard era sotto shock” prosegue il padre, “non riuscì a dormire per tutta la notte“. Se tutto ciò fosse vero, si tratterebbe di un comportamento molto grave, reso ulteriormente stridente dal ruolo che oggi Hewitt ricopre. I Tomic adesso minacciano azioni legali, e proveranno a portare il due volte campione Slam in tribunale già la prossima settimana. “Dimostreremo che Bernard ha subìto un trauma, proveranno a proteggere Hewitt ma la verità verrà fuori davanti a un giudice“. Rimangono parole da prendere con le pinze: poche ore prima lo stesso John Tomic aveva utilizzato toni molto più concilianti…

Ammettendo che allo stato attuale delle cose il figlio non meritava la convocazione in Davis, a causa dello scarso impegno e per il basso ranking (si è presentato agli Australian Open da numero 88 ATP), John Tomic era parso sereno. La sua risposta alla cacciata del figlio dal team australiano era stata semplicemente che Hewitt “è un campione vero, un lavoratore e ha fatto la storia“, ma che “stavolta ha esagerato perché se Bernie migliora non sta a lui escluderlo“. Chissà se tra un paio di giorni si sveglierà di umore migliore e la denuncia verrà dimenticata, o se in mezzo a questo fumo aussie continuerà ad aumentare anche la roba che va arrosto.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement