Halep sbatte su Barty: la n.1 fuori a Sydney. Stephens non fa meglio – Ubitennis

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Halep sbatte su Barty: la n.1 fuori a Sydney. Stephens non fa meglio

Al debutto stagionale, Simona perde in due set dall’australiana. L’ultima partita l’ha vinta ad agosto. Stephens spegne la luce contro Putintseva. Bencic vs Yastremska nei quarti di Hobart

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Ashleigh Barty - WTA Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

I dubbi sulla tenuta c’erano e si sono rivelati fondati. Dal crash test di inizio anno Simona Halep ne esce ammaccata, costretta a salutare già al secondo turno il tabellone di Sydney. La numero uno del mondo – che ha sfruttato la off season per recuperare dai guai alla schiena – sbatte sulla sempre ostica Ashleigh Barty, che davanti al pubblico amico (è stata finalista un anno fa) si regala la vittoria più prestigiosa della sua carriera. Non male il cammino verso gli Australian Open della numero 15 WTA, che ha chiuso l’anno prendendosi il Masters B di Zhuhai. Nei primi due turni la ventiduenne di Ipswich si è tolta lo sfizio di mandare a casa le più recenti campionesse del Roland Garros (Ostapenko e, appunto, Halep da cui aveva perso nei due freschi precedenti).

La partita gira nel nono game del primo set: sul 4-4 Halep ha tre palle break (0-40) che non riesce a capitalizzare, perdendo poi d’inerzia il servizio nel game decisivo. Braccino anche nel secondo parziale, quando ha sprecato la palla del 5-3 (40-30) finendo poi per farsi strappare gli ultimi due turni di servizio. Barty chiaramente non ha rubato nulla (22 vincenti contro nove), affrontando con maggior vigore i punti decisivi: alla voce conversione in punto delle palle break, il 4/7 dell’australiana distanzia un bel po’ l’impietoso 2/11 di Simona. C’è da dire che si è giocato in condizioni ventose che sembrano aver accentuato le difficoltà di Halep, costretta a spostarsi in lungo e in largo dalla consolidata varietà di colpi dell’avversaria che dello slice di rovescio ha fatto un marchio di fabbrica. Consapevolmente senza allenatore dopo il divorzio da Cahill, la rumena arriva così al primo Slam stagionale carica di dubbi avendo vinto l’ultima partita ad agosto (semifinale a Cincinnati contro Sabalenka).

https://twitter.com/WTA/status/1082868896376344576

 

Il programma è andato avanti a rilento, a causa di match particolarmente lunghi e della sovrapposizione del programma col torneo maschile. Barty troverà ai quarti Elise Mertens, reduce da una doppia fatica insieme ad Anett Kontaveit a cui la belga ha lasciato appena quattro game. Entrambe, prima di sfidarsi, hanno dovuto chiudere le pratiche rimaste in sospeso dalla giornata precedente portando a termine i laboriosi successi su Siniakova e Puig. Ci ha messo quasi tre ore Timea Bacsinzky per rimontare Samantha Stosur, guadagnandosi un quarto di finale inatteso in uno spicchio di tabellone dove sono sparite le teste di serie. Sul cammino della svizzera spunta Aliaksandra Sasnovich, che risale d’autorità dal 6-0 rimediato nel primo set da Priscilla Hon.

Dalle qualificazioni, così come Sasnovich, finisce ai quarti anche Yulia Putintseva che condanna allo psicodramma Sloane Stephens. L’ex campionessa degli US Open, dopo un primo set convincente, stava servendo per il match (5-4, 15-0) quando un blackout l’ha mandata completamente fuori partita. La kazaka nata a Mosca decide a quel punto di ripescarla dalla spazzatura: inizia a sfruttare al meglio un rovescio lungolinea senza contromisure e – allo stesso tempo – prende di mira i nervi della sua avversaria con le continue plateali esultanze. L’inerzia cambia definitivamente nel tie break del secondo set, perché nel parziale decisivo Stephens non è praticamente scesa in campo. Con l’asciugamano in testa per la disperazione e ai limiti delle lacrime, rientra negli spogliatoi dopo aver subito un parziale di dieci game a uno.

Nell’ultimo match di giornata, Petra Kvitova centra la terza vittoria su tre incontri disputati contro Su-Wei Hsieh. 7-6 6-2 in 96 minuti di gioco per la tennista ceca, che nei quarti di finale sfiderà Angelique Kerber. Sarà la sfida numero tredici in carriera tra Petra e Angie, con i precedenti fermi in perfetta parità. Due le partite giocate lo scorso anno, una vittoria a testa: 6-2 6-2 per Kvitova in Fed Cup, 6-3 6-2 per Kerber a Stoccarda.

HOBART – In Tasmania è l’angolo basso del tabellone a catturare l’interesse dopo la strage di teste di serie. Prosegue il buon momento di Belinda Bencic, che supera in due set la wild card di casa Zoe Hives. La compagna di doppio di Roger Federer vince sotto gli occhi di Dayana Yamstreska, attenta a studiarla in vista della sfida dei quarti. La stellina ucraina non ha lasciato scampo a Vera Lapko e arriva ai quarti senza aver perso un set. Avanti la linea verde: Sofia Kenin supera Ons Jabeur, così come prosegue la striscia vincente della qualificata belga Greet Minnen che contro Magda Linette ha centrato il secondo successo in carriera nel circuito maggiore.

RISULTATI

Sydney, primo turno:

A. Kontaveit b. [LL] M. Puig 2-6 7-5 6-1
[10] E. Mertens b. [Q] K. Siniakova 7-6(4) 2-6 6-2

Sydney, secondo turno:

T. Bacsinszky b. [WC] S. Stosur 5-7 6-4 6-3
[7] K. Bertens b. G. Muguruza W/O
[Q] A. Sasnovich b. P. Hon 0-6 6-3 6-3
A. Barty b. [1] S. Halep 6-4 6-4
[10] E. Mertens vs A. Kontaveit 6-3 6-1
[Q] Y. Putintseva b. [4] S. Stephens 3-6 7-6(4) 6-0
[5/WC] P. Kvitova b. S.W. Hsieh 7-6(2) 6-2

Il tabellone completo

Hobart, secondo turno:

S. Kenin b. O. Jabeur 7-6(6) 6-3
[7] K. Flipkens b. V. Kuzmova 6-7(3) 6-4 6-1
[Q] G. Minnen b. [Q] M. Linette 6-1 4-6 7-6(3)
A.K. Schmiedlova b. [8] A. Van Uytvanck 6-3 6-2
I.C. Begu b. [Q] A. Blinkova 4-6 7-6(2) 6-2
D. Yastremska b. V. Lapko 6-1 6-4
B. Bencic b. [WC] Z. Hives 6-2 6-4
[6] A. Cornet b. P. Parmentier 6-3 6-0

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Australian Open

Tsitsipas svela: “Ho guardato una sconfitta di Federer allo US Open pochi anni fa”

Il greco dice di essersi ‘ispirato’ alla partita di un giocatore con un tennis simile al suo che ha battuto lo svizzero a New York. Si riferisce a Tommy Robredo? Intanto si gode il momento e predica umiltà: “Questo è solo il primo passo”

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Dopo la partita hai detto che “analizzi” Roger da quando avevi sei anni. Puoi spiegarti meglio, che tipo di studio hai fatto sul tuo avversario?
Non pensare a qualcosa di straordinario, come guardare le statistiche, fare quel tipo di cose. No, non l’ho fatto. Guardavo solo le partite, cercando di capire gli schemi e il modo, ma anche il lato mentale, il modo in cui pensano in campo. Questi giocatori sono il miglior esempio se vuoi avere successo nel gioco. In quel senso, intendevo “analizzare”. Non troppo. Non da esperto. Solo guardando le partite, gli highlights. Voglio dire, sono grandi giocatori da guardare: lui, Rafa, Novak. Sono ottimi esempi di come migliorare il tuo gioco. Sono abbastanza sicuro che mi sia stato di aiuto.

Mi ricordo che a Wimbledon hai detto che avevi guardato la partita di Federer-Sampras tipo due o tre volte prima dei sedicesimi. È una partita che guardi ad ogni slam o dipende dalla superficie? Hai guardato quella partita anche qui?
Non ho ancora visto quella partita qui a Melbourne. Stranamente, era un quarto round anche quello. È pazzesco. Che coincidenza. Sì, ho visto quella partita mentre giocavo a Wimbledon, sull’erba. Ho guardato un paio delle sue partite che ha giocato in passato sul cemento. Ho visto alcuni highlights sulla migliore piattaforma possibile: YouTube. È la piattaforma – non sono pagato per dirlo – che ho usato per fare la mia “analisi”, come hai detto tu. Sì, guardo alcuni highlights di giocatori che lo hanno battuto negli Slam. In realtà non erano Rafa o Djokovic, ma alcuni altri giocatori che lo hanno battuto in passato negli US Open. Stile di gioco molto simile al mio. Non dirò quale giocatore. L’ha battuto agli US Open pochi anni fa (difficile immaginare non si tratti di Robredo, ndr) È stato un buon esempio per vedere il modo in cui ha giocato, il modo in cui ha lottato durante partita per arrivare alla vittoria. Sono sicuro che sia stato d’aiuto oggi.

Ho capito che hai passato un po’ di tempo con Andy Murray in allenamento. Potresti dirci cosa ne hai ricavato, l’effetto che potrebbe avere sul tuo sviluppo come tennista.
Mi sono allenato con lui tre o quattro volte in passato. Questo è stato molti anni fa. È stato due anni fa. Non so se è considerato “molti”. Mi sono allenato con lui. Fu invitato alla Mouratoglou Tennis Academy, che è la mia base per gli allenamenti. Abbiamo scambiato un paio di colpi durante quella settimana. Ho imparato molto. Ho imparato che devi essere un gran lavoratore per avere successo, perché è rimasto più di tre ore in campo durante tutte le nostre sessioni di allenamento. Lavorava su molte cose. È stato stimolante da vedere.
Il modo in cui ha lavorato, il modo in cui si è evoluto come giocatore, all’epoca era il quinto in classifica, se non sbaglio. Questo mi ha sicuramente aiutato un po’ a capire, ad assaporare e comprendere meglio quello che succede a quel livello di tennis. Penso che di sicuro abbia avuto un impatto su di me.

 

Hai salvato ogni singolo break point, 12, e anche alla Hopman Cup non hai mai perso il servizio contro di lui. Come lo spieghi e quale è il tuo atteggiamento mentale su quei punti importanti?
Stavo solo servendo bene. A volte non entrava la prima di servizio, a volte cominciavo il punto con una seconda di servizio. Penso solo di essere stato molto aggressivo fin dall’inizio, dalle sue risposte. Sono riuscito a non commettere errori, a rimanere nel punto, a farlo giocare. La maggior parte delle volte ha sbagliato lui. Altre volte quei breakpoint li ho salvati io.
Direi che è stato davvero molto “mentale”. Avrei potuto cedere in qualsiasi momento, ma non l’ho fatto perché volevo vincere davvero a tutti i costi. L’ho mostrato in campo. Ovvio ed evidente che quella forza mentale ha aiutato molto. Avrebbe potuto essere una partita diversa se non avessi sopportato quella pressione.

Nel momento in cui ha vinto finalmente il match point, cosa ti è passato per la testa, che significa questo trionfo per te?
Un flashback di, non so, solo felicità, pura felicità. È stato un momento molto emozionante. Era qualcosa – l’inizio di qualcosa di veramente grande. Ho provato gioia. Mi sentivo felice. Ho sentito un enorme sollievo scendere dalle mie spalle. Quel momento è sicuramente qualcosa che non dimenticherò mai e poi mai. Questo match point rimarrà impresso, ne sono sicurissimo, per sempre, per il resto della mia vita.

Quale flashback?
Il flashback di guardare Federer. Sono appena riuscito a chiudere quella partita e rimanere forte, a battere il mio idolo. Il mio idolo oggi è diventato praticamente il mio rivale.

John McEnroe ha detto in campo questa partita rappresenta un cambio della guardia. Sono sicuro che speri che sia vero, ma credi sia vero?
Mi dispiace, non ti ho sentito.

John McEnroe ha detto in campo …
Ho sentito quella parte.

Sono sicuro che vorresti fosse vero, ma credi che questa partita sia il cambio della guardia?
Allora, cerco di prendere ogni partita in modo diverso. Di certo è una buona vittoria contro Roger. Voglio dire, sappiamo tutti chi è Roger Federer, cosa ha fatto nel tennis. Ma devo ancora mantenere il focus, mantenere la concentrazione sui prossimi obiettivi che voglio raggiungere. Questo è un ottimo inizio. Ho bisogno di rimanere umile. Questa vittoria è una pietra miliare, diciamo un buon primo passo, come ho detto, per qualcosa di più grande. Sento che il mio gioco va abbastanza bene al momento. Sono fiducioso. Questo è molto importante. Sono davvero entusiasta di poter gareggiare nei quarti di finale tra due giorni. Non vedo l’ora che arrivi quel momento.

Affronterai un altro giocatore che non è mai stato in un quarto di finale Slam. Probabilmente non è quello che ti aspettavi. Mentalmente, cosa cambia in te questa sfida?
Lo stesso che con Federer. Questi giocatori ovviamente sono diversi da qualsiasi altro giocatore. Hai bisogno di qualcosa in più per battere quei giocatori e oggi ho dimostrato di averlo. Ma se riesco a mantenere gli stessi livelli di concentrazione come ho fatto oggi, la stessa pazienza, la stessa fermezza mentale, la voglia di combattere, sono abbastanza sicuro che andrà bene. Ma devo, ancora una volta, come ho detto, restare umile e concentrato sugli obiettivi che mi sono prefissato quest’anno. Questa partita è molto importante per me. Proverò, sì, a combattere ancora e dare il massimo in campo.

Come pensi di ripartire dopo una vittoria così importante? Hai già avuto grossi risultati in passato, non è mai facile… Qual è la tua prospettiva sul resto del torneo? Puoi andare fino in fondo?
Certo. È per questo che sono qui. È per questo che sto giocando: per il trofeo, per il titolo. Sì, di nuovo, mi sento bene. Lo voglio davvero tantissimo. Voglio davvero andare avanti nel torneo, sì, per rendere felice me stesso e tutte le persone che tifano per me. Mi piace molto questa atmosfera che è in campo, l’intera dinamica, direi. È bello giocare su questi campi. È spettacolare. Voglio davvero restare qui il più a lungo possibile. Questo è il mio obiettivo.

Sono curioso di sapere, ovviamente era fantastico quello che succedeva dentro lo stadio, ma hai visto cosa stava succedendo fuori?
Qualcuno mi ha detto, sì, che hanno tifato tutto il tempo. Erano tifosi greci?

Sì. La maggior parte dei tifosi greci erano fuori dallo stadio, guardavano dagli schermi e facevano un sacco di rumore!
Non li ho sentiti. Apprezzo il supporto.

Hai menzionato YouTube in precedenza. Cosa è successo al tuo video su Sydney?
Come faccio a saperlo? Ho dovuto cancellarlo per qualche motivo. Mi sono reso conto che questo filmato a Sydney non è permesso, non è permesso far volare droni sulla città. Voglio dire, per non mettermi nei guai, preferisco non avere quel video online. Ma era un bel video. Mi ci sono volute ore per farlo. Era davvero spettacolare. Era bello da guardare. Ma non voglio mettermi nei guai a causa di un video.

Il tuo gioco sembra molto istintivo. Prepari un piano prima di giocare o c’è un altro modo di affrontare i punti, e prendere le decisioni?
In realtà entrambi. Ho certamente un piano prima di andare in campo. A volte, sì, prendo decisioni durante la partita, in base a cosa sento giusto, a cosa vedo in campo. Se prendo una decisione, non ho esitazioni. Questo è praticamente ciò che ho cambiato nel mio sviluppo come giocatore. Ho smesso di avere esitazioni su quello che sto per fare quando ho la palla di fronte a me. So fin dall’inizio dove andrò, cosa farò, qual è il mio piano con quel colpo. Questa è una cosa che ho migliorato molto. Sì, giocando contro questi ragazzi, devi sempre avere un piano chiaro, sapere cosa stai facendo in campo, altrimenti sei praticamente fregato, sì.

Qual era il piano contro Roger?
Voglio dire, se lo dico, non sarà più segreto. Preferisco non dirlo. Preferisco tenerlo per me. Grazie.

Un anno e mezzo fa eri ancora nel circuito challenger. Potresti sottolineare la differenza tra lo Stefanos di un anno e mezzo e quello seduto qui?
È quello che ho detto. Una delle cose di cui parlavo proprio adesso, questo processo decisionale. Il servizio è migliorato molto. Fa anch’esso parte del processo decisionale. Ho smesso di esitare su dove andrò a servire, su cosa farò. Mi sento a mio agio ad andare ovunque. Ovviamente, il gioco da fondo. Sono cresciuto dal punto di vista fisico. Posso giocare più a lungo, essere più aggressivo di prima. In realtà mi sento come se ora, rispetto allo Stefanos di un anno e mezzo fa, avessi più fiducia. Sono davvero cosciente di quello che sto facendo mentre sono in campo. Penso che sia una grande differenza rispetto a due anni fa.

Traduzione di Beatrice Di Loreto

IL VIDEO COMPLETO DELLA CONFERENZA

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Australian Open

Australian Open: Nadal fa sul serio, Tiafoe si regala i primi quarti Slam

MELBOURNE – Rafa concede qualcosa a Berdych solo nel terzo set (un set point annullato), Frances festeggia il compleanno battendo Dimitrov. 11esimo quarto di finale a Melbourne per Nadal

Luca Baldissera

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Rafa Nadal - Australian Open 2019 (foto @Sport Vision, Chryslène Caillaud)

Spazio sponsorizzato da Barilla

VANNI GIBERTINI E BEN ROTHENBERG COMMENTANO LA GIORNATA (IN INGLESE)

 

da Melbourne, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

BERDYCH NON C’È, RAFA C’È ECCOME – La versione “asciugata” di Tomas Berdych (il ceco ha perso almeno 4-5 chili di massa, adesso non è più una statua di muscoli ma è tutto un nervo, e ha fatto bene a mio avviso) potrebbe essere, nell’assolato pomeriggio della Rod Laver Arena, il primo test di una certa rilevanza per Rafa Nadal nel torneo, fermo restando che il fuoriclasse spagnolo rimane strafavorito. Ma non sarà così, purtroppo per Berdych, anzi l’esatto contrario. Tomas è rientrato bene nel circuito dopo la lunga pausa per l’infortunio alla schiena, come detto è bello magro e scattante, e la palla come sempre gli viaggia alla grandissima. Dall’altra parte della rete, però, il buon vecchio Rafa entra da subito in partita di grinta e cattiveria agonistica, e come ben sappiamo tutti da quasi 15 anni, la versione “guerriero” di Nadal può facilmente diventare uno schiacciasassi.

Alle splendide e filanti pallate di Berdych (dalla tribuna, fanno lo stesso suono pieno e schioccante di quelle che ieri sera Karolina Pliskova sparava contro Camila Giorgi, scuola ceca tecnicamente numero uno, poco da fare), Nadal oppone attacchi e accelerazioni altrettanto potenti, anche con traiettorie più lavorate ovviamente. Il risultato, complici alcune ingenuità di Tomas, sono due break a freddo, poi un terzo, e in 27 minuti siamo 6-0 per lo spagnolo. 9 vincenti (di cui 5 gran dritti), 3 errori Nadal, 3-10 Berdych, 26 punti a 10 in totale. In altre parole, non c’è partita. L’unica possibilità che ha Tomas, ora, è cancellare tutto e ricominciare come fossimo 0-0, ma di là ha un diavolo che non accenna a rallentare la sua asfissiante pressione. Il servizio reso più fluido dal lavoro con Francisco Roig sta funzionando a dovere, dritto e rovescio sono le solite armi implacabili, è veramente una versione di lusso di Rafa. Ancora break a inizio secondo set, in un amen Nadal sale 3-0, la cosa si sta facendo imbarazzante per quello che in ogni caso è un campione, Berdych deve almeno reagire di orgoglio.

Tiene un game di battuta il ceco, finalmente, con annesso applausone che il simpaticissimo Tomas prende con ironia, alzando il pugno al cielo come per una vittoria. Ma chiaramente la vicenda non impietosisce lo spagnolo, che continua a macinare tennis, incassare gli errori avversari, e prosegue per la sua strada. Tra le tante cose belle che ci sta facendo vedere Rafa oggi, al netto dell’inconsistenza di Berdych (37% di prime in campo, 27% di punti con la seconda, così non vinci mai), diversi drittoni chiusi in corsa, sia lungolinea che diagonali stretti, ci danno una buona indicazione sul suo effettivo livello. Che dovrebbe iniziare a preoccupare i principali contendenti per il titolo finale, a mio avviso, tra cui Nadal ovviamente è inserito di “default”, ma come sappiamo l’Australian Open non è mai stato il suo terreno di caccia preferito. Mentre scrivo queste considerazioni in diretta, davanti a me Rafa piazza il quarto ace della sua partita, e chiude 6-1 il secondo set. Credo che se non cambierà nulla, farò comodamente in tempo per l’aperitivo stampa delle 17, per chi se lo stesse domandando sono queste le fondamentali valutazioni che portano i giornalisti a tifare per l’uno o per l’altro (scherzo, naturalmente, ma di questo match è davvero difficile scrivere qualcosa di non banale, e sinceramente dispiace per Tomas, che è tennista fortissimo e ragazzo adorabile).

Scocca giusta l’ora di gioco. Il povero Berdych è talmente frastornato da non chiamare la verifica di Hawk-Eye su un servizio di Nadal che in tribuna stampa – siamo ben allineati come visuale – avremmo giurato in 20 fosse fuori, o al massimo sfiorasse la riga di un millimetro, anche Rafa ha un attimo di esitazione. Il ceco invece dà un’occhiata, scuote la testa, e cambia campo, l’impressione è che voglia solo andarsene in doccia. Un minimo di equilibrio a inizio terzo set, si arriva al 2-2 con quattro game tenuti a zero da chi batte, poi ancora Tomas in pericolo, con due palle break annullate però bene in attacco, il ceco sale 3-2. L’unico, infinitesimale, piccolissimo rischio che potrebbe correre adesso Rafa (e con lui il mio aperitivo) potrebbe essere un calo di tensione dovuto all’estrema semplicità della partita finora. Ma non è cosa da Nadal. Infatti, il massimo sforzo prodotto da Berdych si concretizza solo nel tenere la battuta senza soffrire troppo, fino al 5-5.

Ma che il match ora sia assolutamente in equilibrio lo si capisce proprio a partire dall’undicesimo game: prima due palle break Rafa, ben annullate da Tomas, poi sul 6-5 addirittura il 30-40 su battuta Nadal che è anche un set-point Berdych. Grande Nadal con il drittone a salvarlo, e poco dopo siamo al tie-break. Il mio aperitivo ormai è perduto, ma va bene così, il ceco non meritava di uscire dal torneo senza almeno mettere un po’ di ansia a Rafa. E dal punto di vista dello spagnolo, almeno un set lottato e risolto sul filo di lana è finalmente il test che speravamo tutti di vedere a inizio partita. Tomas è anche il primo a salire in vantaggio di un mini-break, portandosi avanti 4-3 e due servizi, ma è l’ultimo punto della sua partita. Due errori, un drittaccio di Rafa, e alla fine uno scambio in pressione lo condannano, 7-4 e fine della contesa. Sinceramente, ci si poteva aspettare di più da Berdych, ma alla fine, almeno un set in cui ha costretto Nadal a impegnarsi seriamente ce lo ha dato.

ORA TIAFOE – Nel suo undicesimo quarto di finale a Melbourne Park (il 37esimo in un Major), Rafa sfiderà per la prima volta in carriera lo statunitense Frances Tiafoe. Nel giorno del suo 21esimo compleanno, Frances si fa il regalo più bello conquistando per la prima volta in carriera i quarti di finale in uno Slam al 12esimo tentativo. Grigor Dimitrov, che manca l’occasione di entrare per il terzo anno consecutivo negli ultimi otto dell’Australian Open, si arrende in quattro set dopo tre ore e 39 minuti di partita. “Cosa significa questa vittoria? Significa tutto, ho lavorato sodo. Dieci anni fa dissi ai miei genitori che ce l’avrei fatta, che avrei cambiato la loro vita e la mia. Ora sono nei quarti di finale di uno Slam a 21 anni… Non riesco a crederci. Rafa? Sarà meglio che si faccia trovare pronto”, ha scherzato a fine partita Tiafoe, che grazie a questo successo diventa il secondo giocatore americano capace di raggiungere i quarti a Melbourne dai tempi di Andy Roddick nel 2010 (l’unico altro tennista a riuscirci è stato Tennys Sandgren, fermato lo scorso anno da Hyeon Chung a un passo dal sogno semifinale).

Frances Tiafoe – Australian Open 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Risultati:

[6] M. Cilic vs [22] R. Bautista Agut
[3] R. Federer vs [14] S. Tsitsipas

F. Tiafoe b. [20] G. Dimitrov 7-5 7-6(6) 6-7(1) 7-5
[2] R. Nadal b. T. Berdych 6-0 6-1 7-6(4)

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Australian Open

Kvitova, rivincita su Anisimova. L’Australian Open perde Kerber: sorpresa Collins

MELBOURNE – Vittoria nettissima di Petra, ma che belle prospettive per Amanda. Primi quarti Slam per la 25enne americana: la numero 2 del mondo (lenta e poco reattiva) raccoglie la miseria di due giochi

Luca Baldissera

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Petra Kvitova - Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

da Melbourne, il nostro inviato

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1

 

GRANDE PETRA, FUTURO AMANDA – Una splendida mattinata di sole accoglie sulla Rod Laver Arena il primo ottavo di finale della parte bassa del tabellone femminile, Petra Kvitova opposta alla rivelazione del torneo Amanda Anisimova. Petra la conosciamo (e apprezziamo, io personalmente almeno) tutti, la novità è la diciassettenne Amanda, che diventerà maggiorenne il 31 agosto di quest’anno, è già meritatamente tra le top 100 WTA (n° 87), e qui è arrivata tra le prime 16 dopo aver battuto avversarie di gran livello (Niculescu, Tsurenko e soprattutto la fortissima Aryna Sabalenka). Gioca davvero bene Anisimova, statunitense di genitori russi, potete leggere qui il profilo a lei dedicato da Alessandro Stella.

Ieri avevo seguito la partita tra Serena Williams e Dayana Yastremska, giovanissima come Amanda, e il risultato purtroppo per l’emergente ucraina era stato un 6-2 6-1 senza appelli, ma soprattutto, l’aspetto emotivo aveva giocato un gran brutto scherzo alla brava Dayana, che era bloccata dalla tensione, e alla fine era tanto affranta da suscitare l’istinto materno di Serena, che l’ha consolata a lungo con dolcezza. Più o meno nella stessa situazione (magari Kvitova non avrà il carisma di Williams, però quando è in forma come in questo Australian Open a livello di tennis non è assolutamente da meno), oggi Amanda ha incassato a sua volta, in 59 minuti, con lo stesso identico punteggio, la “stesa” che spesso per le ragazzine terribili è quasi un rito di passaggio per arrivare tra le grandi.

Avevano già giocato contro, l’anno scorso a Indian Wells, ed era stata la prima grande affermazione per Amanda, complice una ceca non al meglio, stanca e fallosa. Certamente, un minimo di “dente avvelenato” la peraltro dolcissima Petra lo aveva, oggi, e per Anisimova non c’è stato scampo. Ma il modo in cui ha perso è stato molto, molto diverso. Da subito Petra ha giocato al suo massimo, concentratissima (e Kvitova concentratissima che dà il suo meglio è una che le spazza via dal campo tutte), dall’altra parte della rete però le venivano restutuiti spasso e volentieri dei missili e degli angoli vincenti pari ai suoi. Con qualche imprecisione in più, ovvio, ma sempre e comunque con l’atteggiamento di una che ci crede senza timori reverenziali, almeno fino al secondo parziale, quando comprensibilmente la statunitense è calata di testa. Primo set, 6-2 Kvitova, con saldo vincenti-errori di 8-6, quindi come detto livello molto alto della fuoriclasse ceca, ma Anisimova ha messo a referto un 7-11, notevolissimo comunque.

La differenza, che abbiamo visto anche nel secondo set (6-1 Kvitova), è stata la gestione dei punti che pesano, ovvia e scontata capacità della campionessa che Petra è. Ma ci arriverà anche Amanda, e presto. Perché oltre a un ottimo servizio, e ad accelerazioni fenomenali, Anisimova ha fatto vedere anche angoli, aperture di gioco, geometrie non banali. Il fucile ce l’ha, ed è già carico, la ragazzina, ma non si limita alla sparatoria senza pensiero, il che per una tennista così giovane, in un circuito WTA preda delle sparapalle, è una bella cosa davvero. Ci si rivede presto ad altissimi livelli, cara Amanda. Petra vola ai quarti di finale come un treno (17 game persi in 4 match!), e se non succede qualcosa di inaspettato in negativo, a mio avviso è strafavorita con Ashleigh Barty.

D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

INCREDIBILE COLLINS – È la sorpresa del giorno, ma non solo. Fin qui, dell’intero torneo. Una Kerber stranamente passiva e spenta, cede nettamente alla 25enne americana Danielle Collins. 6-0 6-2 in appena 56 minuti di gioco per la ragazza proveniente dalla Università della Virginia (due titoli NCAA per lei in tre stagioni, laurea in comunicazione nel 2016). Esattamente un anno fa, da numero 160 del mondo, perdeva nel terzo turno delle qualificazioni dell’Australian Open contro Denisa Allertova, raccogliendo la miseria di un game. Dodici mesi dopo, al debutto nel main draw dello Slam down under (quinta presenza in assoluto in un Major), conquista la vittoria più prestigiosa della sua carriera e i quarti di finale in uno Slam per la prima volta.

Fin dai primi scambi si intuisce che non sarà la giornata di Kerber, che nell’unico precedente giocato tra le due (lo scorso anno sull’erba di Eastbourne), aveva trionfato con un perentorio 6-1 6-1. La tedesca, una delle grandi favorite della vigilia e campionessa a Melbourne nel 2016, cede il servizio a zero nel primo gioco dell’incontro. Sarà solo il primo, ne seguiranno infatti altri cinque consecutivi: il primo parziale finisce 6-0 in 20 minuti di gioco, con Collins che mette a referto 13 vincenti e 5 gratuiti. Kerber prova la reazione nel primo gioco del secondo set: strappa la battuta alla statunitense ma non conferma il vantaggio, cedendo immediatamente il break appena conquistato.

La tedesca è spenta, lenta, poco reattiva, la sua palla non viaggia e non mette l’avversaria in difficoltà. Collins (salita alla ribalta lo scorso anno a Miami, quando raggiunse la semifinale) gioca un match praticamente perfetto ed è bravissima ad approfittarne della giornata no della sua avversaria. L’unico altro game del suo incontro Kerber lo conquista sul 2-1 in favore di Collins, tenendo la battuta per la prima ed ultima volta nel match. Priva di reazioni e di grinta agonistica, Angie saluta amaramente Melbourne Park subendo una striscia di quattro giochi consecutivi. Danielle chiude con 29 vincenti e 17 errori gratuiti, Kerber con 6 vincenti, 17 gratuiti e 5 doppi falli.

Danielle Collins – Australian Open 2019 (foto via Twitter, @AustralianOpen)

Per Collins si tratta della sesta vittoria in carriera contro una top 20, a fronte di nove sconfitte: i precedenti successi erano arrivati contro Keys (n.14, Indian Wells 2018), Vandeweghe (n.16, Miami 2018), Venus Williams (n.8, Miami 2018), Goerges (n.14, Australian Open 2019) e Garcia (n.19, Australian Open 2019). Diventa inoltre la prima giocatrice proveniente dal college a conquistare un quarto di finale a livello Slam dai tempi di Lisa Raymond, che raggiunse le ultime otto proprio a Melbourne nel 2004. Al prossimo turno attende la vincente di Stephens-Pavlyuchenkova.

Risultati:

[8] P. Kvitova b. A. Anisimova 6-2 6-1
[15] A. Barty b. [30] M. Sharapova 4-6 6-1 6-4

[5] S. Stephens vs A. Pavlyuchenkova
D. Collins b. [2] A. Kerber 6-0 6-2

La prima volta di Barty: battuta Maria Sharapova
Il tabellone femminile

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