Australian Open, KIA presenta: Osaka è la nuova numero 1 al mondo

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Australian Open, KIA presenta: Osaka è la nuova numero 1 al mondo

Presented by KIA – Battendo Kvitova in finale all’Australian Open 2019, Naomi Osaka è diventata la nuova numero 1 WTA. Ma per Ubaldo Scanagatta non è la favorita al Roland Garros

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Un’ora con Rafa Nadal: “Non mi spaventa il ritiro”

In una lunga intervista alla CBS, Rafa ha toccato molti temi caldi: dal perché sia ancora sul tour, al ritiro. “Ho tante cose nella mia vita che mi renderanno felice. Il bello del tennis? Le cose possono cambiare molto rapidamente”

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Jon Wertheim, giornalista della CBS, ha intervistato Rafael Nadal nell’ambito del format “60 minutes” che raccoglie conversazioni con svariati personaggi di spicco. Wertheim ha realizzato l’intervista nell’isola natia di Rafa, Maiorca, e ha toccato svariati temi della carriera e della vita del tennista. Il primo ovviamente riguarda la sua longevità sportiva, insperata e inattesa per molti appassionati, addetti ai lavori e per lui stesso.

Sono molto contento che dopo tutti i problemi fisici che ho dovuto affrontare durante la mia carriera, che sono molti, sono felice di essere dove sono, a 33 anni. Questo è qualcosa che apprezzo e che mi dà grande soddisfazione personale“. La fine di questa importante porzione della sua vita non sembra spaventare particolarmente Nadal, che è convinto di non aver difficoltà ad essere felice anche fuori dal tennis. “Non sono preoccupato di andare in pensione alla fine della mia carriera. Voglio solo essere felice e divertirmi a giocare il più possibile. E quando mi ritirerò, penso che fortunatamente ci sono molte cose nella mia vita che mi renderanno felice“.

Il punto di forza di Rafa in tutti questi anni è stato l’umiltà, il mettersi sempre in discussione, nonostante un palmares che continuava a lievitare e una considerazione a livello mondiale con pochi eguali nella storia dello sport, non solo del tennis. “Se non hai dubbi, probabilmente significa che sei arrogante. Penso che sia buono per me (avere dei dubbi, ndr), perché poi mi sento vigile. Perché il tennis è uno sport in cui le cose possono cambiare molto rapidamente. Questa è la grande bellezza del nostro sport“.

Un altro tratto universalmente noto di Rafa è il suo rifiuto a oltranza della sconfitta, che più di una volta e più di chiunque altro probabilmente gli ha permesso di rimettere in piedi partite quasi perse, aggrappandosi a quel poco che l’avversario concedeva. Ma è più forte la gioia per una vittoria o il dolore per una sconfitta? Una domanda difficile, cui forse in molti (non solo i grandi campioni, ma anche noi nel nostro piccolo) faticherebbero a rispondere. “Dipende dal momento. Sfortunatamente, nella vita più spesso ricordiamo le cose negative perché hanno un impatto maggiore su di noi. Nel tennis, è un po’ diverso, no? Nella mia carriera penso di essere stato più felice delle mie vittorie di quanto non sia stato arrabbiato con le mie sconfitte. Penso“.

 

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‘Ex on the court’: il simpatico siparietto tra Sharapova e Dimitrov

Durante il Kooyong Classic, Maria prende in giro Grigor per il colore dei pantaloncini. “Un tempo ti piaceva il giallo su di me! Le persone cambiano, immagino”, protesta divertito il bulgaro

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Un simpatico siparietto è andato in scena durante il Kooyong Classic, storica esibizione che precede gli Australian Open. Protagonisti: Maria Sharapova e Grigor Dimitrov. La tennista siberiana, ospite in cabina di commento mentre Grigor era in campo, ha iniziato a scherzare chiedendo ai “colleghi” commentatori di dire all’ex fidanzato di smettere di guardare dalla sua parte. Chiamato in causa Dimitrov si è avvicinato alla postazione solo per venire colpito da un altro simpatico commento di scherno circa i suoi (effettivamente discutibili) pantaloncini giallo fluo. “Ti piaceva il giallo su di me! Evidentemente le persone cambiano“, è questa la risposta divertita di Grigor che poi si allontana per tornare in campo. Quando vi siete lasciati?“, chiedono curiosi i due commentatori. “Oh da un bel po’!“, sentenzia una sorridente Sharapova.

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Il Cuevas furioso: litiga con l’arbitro, chiama il supervisor e minaccia di andarsene

L’uruguagio, fuori di sé per alcune decisioni del giudice di sedia, minaccia di uscire dal campo. A fermarlo è stato il suo avversario, Basilashvili

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Un quarto d’ora di ordinaria follia ha scosso un tie che sarebbe stato altrimenti piuttosto scialbo, dal momento che i team di Uruguay e Georgia scendevano in campo già certi dell’eliminazione. Protagonista assoluto Pablo Cuevas, che ha cominciato a dare i numeri al momento di rispondere per rimanere nel primo set, con Basilashvili avanti 5-4 e servizio. Precedentemente avvertito dall’arbitro perché non stava profondendo uno sforzo adeguato, Cuevas ha scelto la via del sarcasmo ed è rientrato in campo simulando un eccessivo attaccamento al match tra split step esagerati in attesa del servizio avversario, incitamenti al pubblico e un ironico “cavolo, fuori di poco!” mimato dopo un colpo affossato a rete.

Per recuperare un minimo di autorità, dopo tre punti gettati al vento da Cuevas, il giudice di sedia ha deciso di infliggergli un warning per scarso impegno. Qui Pablo ha perso la testa, invocando l’intervento – non è un’iperbole, ma l’esatta traduzione delle sue invettive – del supervisor, della polizia e dei ‘Baywatch d’Australia. Il supervisor è sceso in campo e ha conferito col giocatore uruguaio, che gli ha chiesto se anche secondo lui non si stesse impegnando abbastanza; il supervisor ha glissato sulla risposta, spiegandogli che in ogni caso non aveva il potere di cambiare il provvedimento preso dall’arbitro. A quel punto Cuevas ha impacchettato le sue cose e ha fatto per uscire dal campo, quando il tabellone riportava un 5-4 40-0 in favore di Basilashvili.

Proprio il georgiano è intervenuto per fermare l’avversario, già pronto ad abbandonare il terreno di gioco, e lo ha convinto a continuare l’incontro per rispetto agli spettatori. Cuevas è dunque tornato in campo, vincendo il secondo set per 6-1, prima di cedere il terzo ancora per 6-4.

 

Cuevas non è nuovo a questo tipo di comportamenti. Nel 2016, addirittura a Wimbledon, era quasi riuscito a urinare in un tubo di palline perché l’arbitro gli aveva negato il toilet break.

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