Il resto della Davis: i ragazzini terribili portano il Canada a Madrid

Coppa Davis

Il resto della Davis: i ragazzini terribili portano il Canada a Madrid

Auger-Aliassime a 18 anni vince il punto decisivo sul 2 pari a Bratislava. La coppia con Shapovalov è a prova di futuro. Facili successi per Germania e Australia, L’uzbekistan sfiora l’impresa

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da Bratislava, il nostro inviato

CANADA b. SLOVACCHIA 3-2

Ci sono voluti tutti e cinque gli incontri per decidere la sfida di Bratislava tra Slovacchia e Canada, ma alla fine i ragazzini terribili della compagine biancorossa sono riusciti a conquistare il lasciapassare per le finali di Madrid del prossimo novembre, non facendo rimpiangere per nulla l’assenza del loro leader Milos Raonic, messo fuori causa dal solito ginocchio malandato.

 

La giornata non era cominciata nel migliore dei modi perché dopo un set e mezzo giocato in maniera esemplare, Shapovalov e Auger Aliassime si sono disuniti alla fine del secondo set quel tanto che è bastato per perdere il filo del gioco e ritrovarsi sotto per 1-2. Sono state necessarie due grandi prestazioni nei due singolari finali per ribaltare il punteggio e poter celebrare una sofferta vittoria. Shapovalov ha giocato probabilmente una delle sue migliori partite in carriera sulla terra battuta regolando in due set un Top 40 come Martin Klizan che oltretutto giocava di fronte al pubblico amico. E in conclusione di giornata Felix Auger Aliassime, mantenendo i nervi saldissimi nel suo esordio Davis e nel suo primo match decisivo, ha battuto senza appello un cagnaccio come Norbert Gombos, che il capitano slovacco Hrbaty aveva preferito a Horansky.

Con un’età combinata di 37 anni in due è molto probabile che rivedremo questa coppia d’assi per parecchi anni a venire, cominciando appunto dal prossimo autunno alle Finali di Madrid.

M. Klizan/F. Polasek [SVK] b. F. Auger Aliassime/D. Shapovalov [CAN] 3-6 7-5 6-3

Le due coppie interpretano la specialità del doppio in maniera fondamentalmente diversa: tradizionalmente aggressivi i due slovacchi, con Polasek molto mobile vicino a rete pronto ad entrare alla prima occasione utile e Klizan mancino a rispondere a sinistra; più difensivi i canadesi, entrambi a fondocampo in fase di risposta e più a loro agio negli scambi sulle diagonali da fondo.

Partenza bruciante per i teenager biancorossi, subito in vantaggio per 3-0 grazie ad un break nel secondo gioco. È Felix Auger Aliassime quello preso di mira in maniera sistematica dagli slovacchi, ma il diciottenne di Quebec City regge benissimo la pressione e gli scambi da fondo, aiutato a dovere da Shapovalov a rete. Grossi problemi per il duo di casa alla risposta: Polasek soffre abbastanza le curve mancine di Shapovalov da destra mentre Klizan fa molta fatica a trovare la distanza per sbracciare da fondo nonostante sia molto indietro rispetto alla riga di fondo. Si arriva 5-2 per i canadesi con un warning inflitto proprio al n.1 slovacco che dopo l’ennesima risposta abagliata fracassa la racchetta a terra. Il primo set si chiude 6-3 in 29 minuti in favore della coppia che, messa insieme, ha l’età di Federer.

Nel secondo set, dopo il secondo game ai vantaggi, i servizi prendono il controllo del gioco: sette punti contro la battuta in otto game. Sono i canadesi i primi a scricchiolare, facendosi rimontare due punti sul 40-0 per due volte consecutive, e sul 5-6 due ottimi punti in risposta di Polasek propiziano il set point, che viene chiuso da una gran risposta di Klizan che fa esplodere al NTC Arena. L’inerzia della partita è cambiata e solo gli slovacchi ad avere il vento in poppa: le loro volée corte e le risposte sparate a tutta potenza mettono in grave difficoltà i canadesi che con Auger Aliassime cedono il break al quarto game. È il passaggio decisivo del match, perché anche se la coppia biancorossa ritrova parte del suo smalto perduto, soprattutto al servizio, in risposta sono completamente assenti e in 1 ora e 47 minuti la Slovacchia si aggiudica il punto del doppio e passa a condurre per 2-1.

D. Shapovalov [CAN] b. M. Klizan [SVK] 7-6(4) 6-4

Dopo i 30 minuti regolamentari di pausa, solita partenza bruciante per Shapovalov, leggerissimo sulle gambe e lestissimo a sparare le sue accelerazioni. Klizan subisce il break al quarto game dal 40-0 e sembra che il canadese possa involarsi verso la conquista del primo set, ma d’un tratto il meccanismo s’inceppa: 3 set point sul 5-3 e 2 set point sul 5-4 se ne vanno uno dopo l’altro e Klizan riesce nell’aggancio. Arrivati al tie-break è sempre Shapovalov che prende il comando, va al cambio di campo sul 4-2, si procura altri tre set point con una volée d’istinto un po’ fortunata su un passante deviato dal nastro e dopo 59 minuti e sette set point porta a casa il primo parziale.

Il match si mantiene a livello elevatissimo, gli scambi da fondo sono di grande intensità, spesso conclusi da soluzioni di grande pregio. Il primo a vacillare è Klizan, che sul 4-4 commette un paio di errori gratuiti da fondo che gli costano il break, permettendo così a Shapovalov di chiudere il match dopo 1 ora e 47 minuti e rimandare tutto al quinto match.

F. Auger Aliassime [CAN] b. N. Gombos [SVK] 6-3 6-4

Il capitano slovacco Hrbaty decide di sostituire Horansky con Gombos, che poco meno di 12 mesi fa a Indian Wells ha giocato e perso una partita tiratissima contro Auger Aliassime. La tensione è palpabile all’interno della NTC Arena, anche Shapovalov affretta i suoi impegni post match (anti-doping, press conference e giusto qualche centinaio di selfie) per essere a bordo campo per incitare il suo amico. Il gioco per tutti e due è quello tipico da terra battuta, scambi lunghi e violenti, tipicamente al centro del campo per poi aprire non appena si presenti un’apertura. Il primo ad allungare è Auger Aliassime, che fa il break all’ottavo gioco e chiude subito dopo il primo parziale (rimontando uno 0-30 iniziale) per 6-3 in 45 minuti. Secondo set che prosegue come il primo, lunghi scambi e servizi padroni del punteggio. Gombos annulla con grande coraggio due palle break sul 3-3, si procura un’occasione del 5-3 nel game seguente, ma il servizio di Auger Aliassime sembra inscalfibile e porta lo slovacco a crollare nel gioco seguente, quando con tre gratuiti e un doppio fallo consegna all’avversario il break decisivo. Con il sesto ace, dopo 1 ora e 29 minuti di gioco, il diciottenne Felix Auger Aliassime può celebrare insieme con i suoi compagni la qualificazione per le finali di Madrid il prossimo novembre.

GLI ALTRI INCONTRI 

CINA vs GIAPPONE – Seconda e ultima giornata con tutti i match, doppio e singolari, per decidere la qualificazione tra Cina e Giappone, si riparte dall’1-1 di ieri.  Doppio inedito, ma tutto sommato divertente e ben giocato. Primo set che segue i servizi senza eccessivi scossoni, è l’unico break sul 5 pari conquistato da McLachlan, giapponese d’oltemanica, a far conquistare la prima partita ai nipponici. I padroni di casa non accusano particolarmente il colpo e ripartono da dove avevano lasciato, mettendo più pressione sul servizio giapponese e conquistando la parità generale sempre sul 5 pari. Set finale che si risolve ai vantaggi nel settimo game grazie ad un passante di Gong. Cina che conquista il secondo punto e che si può giocare la grande chance di volare a Madrid.
La sfida prosegue con i singolari finali. Nishioka ha la chance di riscattare la brutta prova di ieri contro Wu, classe ’99 ed ex numero 1 al mondo Junior. Partita senza storia,troppo leggero il giovane cinese per impensierire il nipponico che liquida la pratica in un’ora scarsa in due set. Si decide tutto all’ultimo atto che vede in campo l’eroe della prima giornata Li contro Daniel, artefice del pareggio.Partita tesa, dove l’esperienza e la continuità giocano un ruolo fondamentale, e come spesso accade è il più abituato a questi livelli a spuntarla. Daniel breakka Li nel settimo gioco chiudendo poi 6-3. Li non si scompone, torna in campo più aggressivo e nel settimo game può allungare,ma il giapponese annulla col servizio 2 palle break. Il cinese continua a spingere, strappa il servizio a Daniel, che fa lo stesso il game successivo. Epilogo al tie break, dove Li strappa subito il punto decisivo per conquistare il secondo set.
Tutto da rifare per il giapponese, che però parte benissimo nel terzo, scippa subito il servizio al giocatore casalingo, resistendo al ritorno del rappresentante cinese. Chiude con il secondo break, regalando il punto che fa volare il Giappone in terra spagnola nel prossimo autunno. Onore alla squadra cinese, in gioco fino all’ultimo set.

AUSTRALIA vs BOSNIA  – Si conclude come da pronostico con il doppio la sfida tra Australia e Bosnia a Brisbane. John Peers e Jordan Thompson regolano in due set la coppia bosniaca Basic/Brkic e portano gli “aussie” alle Finals di Madrid.

C’è equilibrio solo nel primo set, dove la coppia bosniaca regge fino al 5-6 anche se deve annullare due palle break nel quarto game e tre nell’ottavo. Basic e Brkic si procurano anche due palle per arrivare al tie break nel dodicesimo gioco ma le sprecano ed al terzo set point la coppia di casa conquista break e set. Non c’è storia nel secondo parziale, gli australiani lo vincono nettamente 6-1 e strappano il pass per Madrid

KAZAKISTAN vs PORTOGALLO – I portoghesi provano a riaprire la sfida ad Astana con il doppio. Gastao Elias e Joao Sousa riescono nell’impresa superando in tre set la coppia locale Khabibulin/Nedovyesov, ma ci pensa il solito Kukushkin versione Davis a portare il punto decisivo ai kazaki battendo lo stesso Sousa in modo netto.
Nel doppio i kazaki partono bene e a metà primo set centrano il break che risulterà poi decisivo per il parziale, nonostante quando servano sul 5-3 debbano fronteggiare una palla controbreak importantissima che viene prontamente annullata. I portoghesi però non ci stanno e pareggiano i conti giocando un secondo set perfdetto e di grande sostanza finalizzato da un break chirurgico nel quarto gioco, portato avanti fino al 6-3 finale nonostante una palla break kazaka nel quinto gioco che i lusitani annullano. Si va al terzo, portoghesi sempre più in palla, i kazaki perdono colpi alla distanza. La coppia padrona di casa salva due palle break pericolosissime ad inizio terzo set ma poi capitolano nel settimo gioco. Elias e Sousa chiudono 6-4 e portano la propria squadra sull’1-2.
Come detto però ci pensa Mikhail Kukushkin a chiudere la contesa definitivamente. Da veterano della Davis il nr.1 kazako vince un duro primo set contro Joao Sousa per 6-4 e poi dilaga nel secondo chiuso con un perentorio 6-1. Il Kazakistan sarà cosi una delle 18 squadre impegnata nelle Finals di Madrid.

GERMANIA vs UNGHERIA – A Francoforte la Germania chiude con il doppio la sfida di Davis contro l’Ungheria accedendo così all’atto conclusivo della competizione di metà novembre a Madrid.
La oramai affiatata coppia Puetz e Struff dispone senza problemi degli ungheresi Borsos e Nagy, battuti 6-2 6-3 in appena 70 minuti di gioco, in un match che ha riservato ben poche emozioni e dominato dalla coppia di casa dall’inizio alla fine.

UZBEKISTAN vs SERBIA – Va vicino al miracolo l’Uzbekistan, la Serbia deve ringraziare Filip Kajinovic che porta il punto decisivo del 3-2 dopo che i padroni di casa vincendo il doppio ed il primo singolare della seconda giornata erano risaliti dallo 0-2 di ieri.
La rimonta uzbeka era iniziata con Fayziev e Istomin che avevano in rimonta superato Milojevic e Troicki. Cedimento strano quello dei serbi, che dopo aver vinto abbastanza agevolmente il primo set si disuniscono e favoriscono la rimonta della coppia locale.
L’impresa degli uzbeki sembrava comunque disperata ed invece Denis Istomin batteva contro pronostico Denis Lajovic, parso fisicamente menomato dall’inizio del secondo set in poi. Istomin con un comodo 6-3 6-4 portava le squadre sul 2-2 e rimandava tutto al singolare decisivo tra il suo compagno Fayziev e Filip Karjinovic.
L’inizio arrideva contro pronostico al tennista di casa che breakkava subito l’avversario ad inizio match e mantenendo il break di vantaggio con qualche patema (un paio di palle break annullate nel decino gioco) portava il set a casa. Spalle al muro arrivava per i serbi la sospirata reazione di Krajinovic. Dopo un inizio di secondo set equilibrato il serbo allungava in maniera decisa e chiudeva il secondo set 6-3 mentre Fayziev forse anche provato dallo sforzo nel doppio ricorreva ad un trattamento medico. Il match praticamente finiva lì, il tennista di casa non ne aveva più e Krajinovic chiude con un rotondo 6-0 match e sfida, permettendo al suo team di accedere alle Finals di Madrid

REP. CECA vs OLANDA – A Ostrava passa l’Olanda, vincitrice nella seconda giornata del doppio e del primo singolare. Eroe di giornata Robin Haase, che dopo aver vinto ieri il suo singolare, oggi trascina alla vittoria il doppio dei tulipani e poi batte in tre set il diciassettenne Jiri Lehecka, che ha sostituito all’ultimo minuto Vesely. Haase ha giocato bene nel doppio, ricucendo i passaggi a vuoto del compagno Jean-Julien Royer. Sono stati bravi gli olandesi a rispondere colpo su colpo, portarsi a casa il primo set al tiebreak e poi a non disunirsi quando c’è stata la prepotente rimonta della coppia ceca, Vesely e Rosol, che hanno giocato un secondo set perfetto. In quel momento è al massimo l’adrenalina della coppia ceca, e altrettanto il tifo degli spalti di Ostrava, e ci vuole tutta la classe di Haase per tenere in piedi il doppio olandese. Operazione riuscita, scambio di break e due match point buttati via dagli olandesi, per la troppa precipitazione di Royer. Si va di nuovo al tiebreak, ed evidentemente tutta la stanchezza o pressione è sui cechi, che sbagliano troppo regalando ad Haase la palla per chiudere, dopo aver fallito a loro volta tre match point. Haase non si fa pregare e porta a casa il punto per il doppio. Si arrende Vesely e lo sostituisce il giovane Jiri Lehecka, classe 2001, che onora la Davis battendosi bene, strappando all’avversario il secondo set. È stanco Haase, sbaglia più nel secondo set che in tutti i match precedenti, si fa brekkare due volte ed è costretto al terzo. Tiene bene il giovane ceco, ribatte colpo su colpo fino al settimo game del terzo set, quando dopo una lunga maratona cede ai vantaggi il servizio. Partita finita, altro break e passaggio del turno per l’Olanda.

AUSTRIA vs CILE – E’ il Cile a staccare il biglietto per  le Finals di Madrid, dopo due giorni di tennis durante la quale è stato difficile identificare un possibile favorito tra I sudamericani e l’Austria. La giornata si apre con il doppio, Oliver Marach e Jurgen Melzer, 75 anni in due , contro la coppia inedita Barrios- Podlipnik. Sono gli austriaci a conquistare il primo punto del giorno, giocando un match al cardiopalmo vincendo il primo set per poi arrendersi nel secondo  al dilagante avanzare dei cileni. I due veterani, entrambi detentori di un titolo slam nella specialità, riescono però ad annullare nel terzo set un vantaggio di tre game e vincere 7-5, nel delirio della Salzburg Arena.
L’Austria prova quindi a chiudere la disputa con il singolare atteso tra Dennis Novak e Nicols Jarry; Novak subisce il break nel 3 game, a Jarry basta tenere il servizio e chiudere il primo parziale 6-4. L’austriaco si scuote e restituisce la pariglia nel secondo set breakkado sul 3-2, prendendo il volo e infiammando la tifoseria asburgica. Il terzo set vede i due tenere il servizio con altissime percentuali di punti sulla seconda palla per entrambi, la spunta il cileno al tie break, peccato per Novak che esprime tra i due un tennis più godibile e rischioso, colpendo le righe meglio del cileno. La parola FINE la devono mettere le due matricole di questa fase eliminatoria, Christian Garin e Jurij Radionov, che ieri hanno dimostrato di valere sul campo pur perdendo entrambi. Sarà il giovane cileno, agguerrito come non mai, a sfruttare il comprensibile nervosismo dell’ austriaco e ad annullare il fattore trasferta.
La domanda che aleggia e’ se il Cile, forte di Nicolas Jarry, potra’  impensierire qualche big a Novembre, quando saranno da fronteggiare dei reali giocatori da top ten.

hanno collaborato Stefano Tarantino Corrado Boscolo, Diego Serra e Michele Blasina

Le 18 squadre in campo alle Finals di Madrid (18-24 novembre)

Croazia (vincitrice 2018)
Francia (finalista 2018)
Spagna (semifinalista 2018)
USA (semifinalista 2018)
Argentina (wild-card)
Gran Bretagna (wild-card)
Australia
Belgio
Canada
Cile
Colombia
Germania
Giappone
Italia
Kazakistan
Olanda
Russia
Serbia

I risultati delle 12 sfide eliminatorie (il resoconto della prima giornata)

Cina vs [12] Giappone 2-3
Z. Li (CHN) b. Y. Nishioka (JPN) 6-3 6-2
T. Daniel (JPN) b. Z. Zhang (CHN) 7-6(3) 6-4
M.X. Gong/Z. Zhang (CHN) b. B. Mclachlan/Y. Uchiyama (JPN) 5-7 7-5 6-4
Y. Nishioka (JPN) b. Y. Wu (CHN) 6-2 6-0
T. Daniel (JPN) b. Z. Li (CHN) 6-3 6-7(4) 6-3

India vs [4] Italia 1-3
A. Seppi (ITA) b. R. Ramanathan (IND) 6-4 6-2
M. Berrettini (ITA) b. P. Gunneswaran (IND) 6-4 6-3
R. Bopanna/D. Sharan (IND) vs M. Berrettini/S. Bolelli (ITA) 4-6 6-3 6-4
A. Seppi (ITA) b. P. Gunneswaran (IND) 6-1 6-4

[3] Australia vs Bosnia ed Erzegovina 3-0 
J. Millman (AUS) b. D. Dzumhur (BIH) 6-3 6-2
A. de Minaur (AUS) b. M. Basic (BIH) 6-3 7-6(0)
J. Peers/J. Thompson (AUS) b. M. Basic/T. Brkic (BIH) 7-5 6-1

[7] Kazakistan vs Portogallo 3-1 
A. Bublik (KAZ) b. J. Sousa (POR) 6-7(1) 6-4 6-4
M. Kukushkin (KAZ) b. P. Sousa (POR) 6-2 6-0
G. Elias/J. Sousa (POR) b. A. Nedovyesov/T. Khabibulin (KAZ) 3-6 6-3 6-4
M. Kukushkin (KAZ) b. J. Sousa (POR) 6-4 6-1

[5] Germania vs Ungheria 3-0
P. Kohlschreiber (GER) b. Z. Piros (HUN) 6-7(6) 7-5 6-4
A. Zverev (GER) b. P. Nagy (HUN) 6-2 6-2
T. Puetz/J.L. Struff (GER) b. G. Borsos/P. Nagy (HUN) 6-2 6-3

Uzbekistan vs [2] Serbia 2-3
D. Lajovic (SRB) b. S. Fayziev (UZB) 7-6(4) 6-3
F. Krajinovic (SRB) b. D. Istomin (UZB) 6-2 6-4
S. Fayziev/D. Istomin (UZB) b. N. Milojevic/V. Troicki (SRB) 2-6 6-1 6-3
D. Istomin (UZB) b. D. Lajovic (SRB) 6-3 6-4
F. Krajinovic (SRB) b. S. Fayziev (UZB) 4-6 6-3 6-0

Slovacchia vs [11] Canada 2-3
D. Shapovalov (CAN) b. F. Horansky (SVK) 6-4 7-5
M. Klizan (SVK) b. F. Auger Aliassime (CAN) 7-5 6-3
F. Polasek/M. Klizan (SVK) b. F. Auger-Aliassime/D. Shapovalov (CAN) 3-6 7-5 6-3
D. Shapovalov (CAN) b. M. Klizan (SVK) 7-6(4) 6-4
F. Auger-Aliassime (CAN) b. N. Gombos (SVK) 6-3 6-4

[10] Austria vs Cile 2-3
N. Jarry (CHI) b. J. Rodionov (AUT) 7-5 7-5
D. Novak (AUT) b. C. Garin (AUT) 6-4 6-4
O. Marach/J. Melzer (AUT) b. H. Castillo/M.T. Barrios Vera (CHI) 6-4 2-6 7-5
N. Jarry (CHI) b. D. Novak (AUT) 6-4 3-6 7-6(2)
C. Garin (CHI) b. J. Rodionov (AUT) 6-2 6-1

[8] Repubblica Ceca vs Olanda 1-3
J. Vesely (CZE) b. T. Griekspoor (NED) 5-7 6-4 6-4
R. Haase (NED) b. L. Rosol (CZE) 6-2 6-4
R. Haase/J.J. Rojer (NED) b. L. Rosol/J. Vesely (CZE) 7-6(3) 3-6 7-6(7)
R. Haase (NED) b. J. Lehecka (CZE) 6-4 2-6 6-3

[6] Svizzera vs Russia 1-3
D. Medvedev (RUS) b. H. Laaksonen (SUI) 7-6(8) 6-7(6) 6-2
K. Khachanov (RUS) b. M.A. Huesler (SUI) 6-3 7-5
J. Kym/H. Laaksonen (SUI) b. E. Donskoy/A. Rublev (RUS) 4-6 6-3 7-6(1)
K. Khachanov (RUS) b. H. Laaksonen (SUI) 6-7(2) 7-6(6) 6-4

Brasile vs [1] Belgio 1-3
T. Monteiro (BRA) b. A. De Greef (BEL) 6-3 6-2
K. Coppejans (BEL) b. R. Dutra Silva (BRA) 6-4 6-4
S. Gille/J. Vliegen (BEL) b. M. Melo/B. Soares (BRA) 6-4 7-6(4)
K. Coppejans (BEL) b. T. Monteiro (BRA) 6-3 6-4

Colombia vs [9] Svezia 3-0
S. Giraldo (COL) b. E. Ymer (SWE) 6-2 6-4
D. Galan (COL) b. M. Ymer (SWE) 6-1 6-2
J-S. Cabal/R. Farah (COL) b. M. Eriksson/R. Lindstedt (SWE) 6-3 6-4

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Coppa Davis

No, non è vero che le finali di Coppa Davis sono state cancellate a causa del coronavirus

Secondo l’Equipe (e in realtà un po’ secondo tutti) è stata una questione di soldi: nel 2019 l’evento aveva perso tra 35 e 50 milioni. E la scusa del virus ha consentito di… risparmiare. L’accusa di Mahut e Piqué

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Il bacio di Rafael Nadal a Feliciano Lopez - Davis Cup Finals 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

Questa cancellazione è una via d’uscita più economica“, si legge in un pezzo pubblicato da L’Equipe sull’annullamento (o rinvio al 2021 che dir si voglia) delle finali di Coppa Davis 2020 previste per questo novembre a Madrid. La frase riportata dall’articolo del quotidiano francese è stata pronunciata da una fonte interna a una grande federazione, la cui identità non è specificata, e non nasconde una verità già intuita da qualcuno: la pandemia da coronavirus potrebbe essere stata solo la scusa ideale per cancellare un evento che prometteva di perdere altri soldi.

Diciamo ‘altri’, perché secondo l’Equipe il bilancio dell’edizione 2019, la prima disputata con il nuovo formato introdotto dalla rivoluzione del gruppo Kosmos, è stato in rosso di almeno 35 milioni e più probabilmente di oltre 50. Con queste premesse, e considerando che lo scorso anno l’organizzazione ha scucito oltre 15 milioni in premi per i giocatori e circa 8 a beneficio delle federazioni, sembra abbastanza verosimile che Kosmos abbia deciso di cogliere la palla al balzo per non riproporre un format in perdita. Si aggiunga che quest’anno le finali si sarebbero disputate molto probabilmente senza pubblico, o comunque con ingressi assai contingentati, a ridurre ulteriormente gli incassi alla voce ticketing (non che lo scorso anno gli spalti fossero pieni, partite della Spagna a parte).

Insomma, Kosmos ha pensato bene di risparmiare almeno i 15 milioni di montepremi mentre non è chiaro se il contributo alle federazioni dovrà essere ugualmente corrisposto (l’Equipe parla addirittura di una cifra vicina ai 20 milioni).

 

Sembra invece piuttosto chiaro ed evidente l’alone di grottesco che attornia il confronto tra il Mutua Madrid Open, in programma a partire dal 13 settembre, e le finali di Davis che si sarebbero dovuti disputare nello stesso impianto, la Caja Magica, due mesi più tardi. Per reintegrare in calendario il combined di Madrid – lo ricordiamo, inizialmente gli organizzatori avevano dato appuntamento al 2021 salvo poi cambiare idea – il CEO Gérard Tsobanian e il proprietario del torneo Ion Tiriac hanno fatto i salti mortali, reclamando assieme agli Internazionali d’Italia la creazione di un mini-swing autunnale sulla terra battuta, mentre la Coppa Davis non è mai stata all’ordine del giorno delle riunioni che si sono svolte per via telematica in questi mesi.

Gerard Piqué, fondatore e presidente del gruppo Kosmos, aveva già espresso incertezze sulla disputa delle finali nel pieno della pandemia. Il vice-presidente di Tennis Canada, Louis Borfiga – che peraltro è di origini francesi; verosimilmente è lui la fonte de l’Equipe su tutta la linea – ha detto in un’intervista al quotidiano francese che lo sforzo del gruppo Kosmos (che in questo progetto ha promesso di immettere circa 2,5 miliardi nell’arco di 25 anni, lo ricordiamo) è andato in direzione perfettamente contraria. Ho l’impressione che Piqué abbia fatto il possibile per evitare che la Coppa Davis si disputasse quest’anno. I leader di Kosmos hanno addotto motivazioni sanitarie e spero che sia davvero così, perché non potremmo dire nulla in proposito. Ma quando ho letto il comunicato ufficiale sono rimasto molto sorpreso da una cosa: Piqué ha parlato per primo, seguito poi dal presidente dell’ITF David Haggerty“. Il quale ha detto che è stata una decisione difficile da prendere, ma sarebbe stato troppo difficile garantire la sicurezza e la salute in un evento internazionale di questa portata. Come se lo US Open e il Roland Garros, ufficialmente in calendario, fossero rispettivamente un torneo di rubamazzo tra ragazzini del Queens e una partita a dadi tra pensionati di Auteuil.

Con il solito intuito per queste faccende, anche Nicolas Mahut ha annusato il trend e ha dichiarato di avere l’impressione che nessuno, in seno all’organizzazione dell’evento, fosse particolarmente impegnato a cercare delle soluzioni. “Il messaggio che stanno trasmettendo mi sembra questo: ‘se sarà troppo complicato giocare a Madrid, cancelleremo l’evento per risparmiare un po’ di soldi’. Vorrei che mettessero più energie nel tentativo di salvare la Coppa Davis da loro creata, la stessa che hanno utilizzato per distruggere la formula che era in piedi da oltre cento anni“.

Un secolo e un paio di decenni in cui la Coppa Davis è sempre stata assegnata tranne che in dodici occasioni: nel 1901, nel 1910 e poi altre dieci volte a causa delle guerre mondiali. Il 2020 sarà dunque la tredicesima stagione a non vedere una nazionale sollevare l’insalatiera; l’ultima volta era accaduto nel 1945, come nel caso di Wimbledon. L’economia di Madrid perderà circa 50 milioni generati dall’indotto dell’evento, anche se quest’anno la cifra sarebbe stata probabilmente inferiore senza i (o con meno) tifosi, e la Spagna di Nadal rimarrà per due anni la nazionale campione in carica di un evento rivoluzionato perché non morisse… e ora ugualmente in pericolo di vita. Nonostante i quasi 3 miliardi.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2020, il sorteggio: Italia con USA e Colombia

Gli azzurri nel Girone E con gli Stati Uniti e la Colombia. Serbia con Germania e Austria, Spagna con Russia ed Ecuador

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Madrid, Finali Coppa Davis 2019 (foto via Twitter, @DavisCupFinals)

Si è tenuta come da programma presso gli uffici ITF di Londra la cerimonia per il sorteggio dei gironi delle Finals di Madrid della Coppa Davis giunte alla loro seconda edizione dopo il cambio di format della manifestazione. La cerimonia, come ovvio che fosse, si è svolta in tono molto dimesso per la minaccia Coronavirus che oltre a destare preoccupazione per la salute di tutti noi a causato lo stop praticamente di tutto lo sport nel mondo (o quasi). Il presidente Haggerty ha infatti subito preso la parola e parlato del rinvio delle Finals di Fed Cup (che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest la settimana dopo Pasqua) e dei relativi play-off. Mentre ha poi dichiarato (e probabilmente si è augurato) che per le Finals di Madrid non ci dovrebbero essere problemi (e ce lo auguriamo tutti).

La cerimonia ha visto come madrina e moderatrice Anabel Croft, ex tennista e giornalista di Eurosport che proprio in collaborazione con il presidente Haggerty ha poi avviato la cerimonia del sorteggio. Buone notizie per l’Italia, finita nel girone E in compagnia degli Stati Uniti, come l’anno scorso, e la Colombia, che rispetto al Canada dell’edizione 2019 rappresenta un avversario sicuramente più abbordabile seppur con un doppio di primissimo livello (Cabal/Farah, numeri 1 della speciale graduatoria).

Ma andiamo per ordine. La Spagna campione in carica e inserita nel gruppo A avrà come avversarie di nuovo la Russia e la grande sorpresa dell’Ecuador, autore di una qualificazione davvero storica e inaspettata. È chiaro che qui la lotta per il primato nel girone ci sarà tra i padroni di casa e la Russia come l’anno scorso. Nel gruppo B i vice campioni del Canada sono stati accoppiati con Kazakistan e Svezia. Se al completo i canadesi partono con i favori del pronostico, occhio però al solito Kazakistan dei miracoli in Davis con la stellina Bublik. La Svezia dei fratelli Ymer pare la vittima sacrificale.

Nel gruppo C la Francia, testa di serie nr.3 se la vedrà con la Gran Bretagna e la Repubblica Ceca. Sicuramente la Francia parte favorita ma occhio ai britannici che hanno un doppio di primo livello che nelle sfide 2 su 3 ha un peso specifico non indifferente. La Repubblica Ceca non è più lo squadrone di qualche anno fa, Vesely e Rosol sembrano non poter impensierire francesi e Gran Bretagna. Nel gruppo D la Croazia, campione 2018 e vera delusione della passata edizione, affronterà Australia e Ungheria. Testa a testa interessante tra croati e “aussie” con questi ultimi leggermente favoriti. Anche in questo caso la squadra di terza fascia pare avere poche possibilità di dire la sua.

Passiamo quindi al nostro raggruppamento. Gli Stati Uniti ci hanno battuto l’anno scorso 2-1 con il famoso doppio finito alle 4.05 di notte. Fish come capitano sta puntando sulle nuove leve, in primis Opelka, Fritz e Paul. I Bryan hanno giocato contro l’Uzbekistan e dovrebbe essere stato il loro addio alla manifestazione, cambieranno idea a novembre? Occhio anche a Jack Sock che sembra in ripresa e che potrebbe tornare tra i convocati. La Colombia come detto non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile, Galan e Giraldo sul veloce sono ampiamente (ad oggi)) alla portata dei nostri. Il doppio invece è davvero superlativo. Cabal e Farah hanno vinto a Wimbledon nel 2019 e sono davvero ostici. Insomma, dovremmo giocarci il passaggio del turno con gli USA, speriamo stavolta di riuscire a passare ai quarti, da questo punto di vista il sorteggio una piccola mano ce l’ha data.

Interessantissimo il girone F, come si dice in questi casi il veleno è nella coda. La Serbia di Novak Djokovic sfiderà la Germania (senza Zverev?) e l’Austria (con Thiem?). Ipotizzando le tre squadre al completo è tecnicamente il girone più valido, vedremo chi aderirà alla manifestazione. Certo la Serbia pare favorita, ma occhio anche alle altre due squadre.

Sorteggiato già anche il tabellone dai quarti in poi dove passano le vincenti di ogni girone più le due migliori seconde. La vincente del girone A e la vincente del girone B situate all’estremità del tabellone saranno sorteggiate con le due migliori seconde. La vincente del girone C affronterà invece quella del girone F e quella del girone D la vincente del girone E. Quindi ipotizzando di passare il turno l’avversario potrebbe essere o l’Australia o la Croazia (sulla carta). Ecco il dettaglio dei gironi e del tabellone.

Gruppo A
Spagna
Russia
Ecuador

Gruppo B
Canada
Kazakistan
Svezia

Gruppo C
Francia
Gran Bretagna
Repubblica Ceca

Gruppo D
Croazia
Australia
Ungheria

Gruppo E
USA
Italia
Colombia

 

Gruppo F
Serbia
Germania
Austria

Tabellone fase finale
W Gruppo A vs Migliore seconda 1 o 2
W Gruppo C vs W Gruppo F

W Gruppo E vs W Gruppo D
Migliore seconda 1 o 2 vs W Gruppo B

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Coppa Davis

Coppa Davis: l’Italia fa il suo, sorpresa Ecuador. Il ritorno di Austria e Svezia

Fognini & Co. superano la Corea del Sud. Passano secondo pronostico USA, Croazia, Germania e Australia. Si confermano Colombia e Kazakistan. Gran rimonta Ungheria, la Repubblica Ceca vince il derby con la Slovacchia

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Lorenzo Sonego, Fabio Fognini e Simone Bolelli - Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

Il weekend di Coppa Davis che oramai secondo il nuovo format va in scena su due giorni (venerdì e sabato) ci ha lasciato in dote come al solito molte emozioni ma soprattutto le 12 squadre qualificate per le Finals di Londra che si vanno ad aggiungere alle 4 semifinaliste dell’anno scorso (Spagna, Canada, Gran Bretagna e Russia) e alle due nazionali omaggiate di wild card (Francia e Serbia). Eccovi di seguito la lista delle nazionali vincenti in questo week-end: Italia, Ungheria, Croazia, Australia, USA, Repubblica Ceca, Austria, Kazakistan, Germania, Colombia, Ecuador e Svezia. Per Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e Svezia sarà la prima volta alle Finals, solo Germania e Australia tra le 12 qualificate avevano superato l’anno scorso la fase a gironi, venendo poi eliminate entrambe ai quarti.

Il sorteggio per la composizione dei 6 gruppi a 3 squadre che troveremo alle Finals di Madrid (23-29 novembre) avverrà nella sede dell’ITF a Londra giovedì 12 marzo alle ore 17 italiane. La Spagna, campione in carica, verrà automaticamente inserita come testa di serie nel gruppo A, il Canada vicecampione invece sarà inserito nel gruppo B. Le altre squadre verranno dotate di testa di serie seguendo il ranking per squadre nazionali che verrà pubblicato lunedì 9 marzo dall’ITF. Va da sé che le squadre classificate tra le prime quattto oltre Canada e Spagna saranno inserite con sorteggio nei gironi dal C al F, le seguenti sei saranno sorteggiate casualmente ognuna in uno dei singoli gironi e così via per le restanti sei con teste di serie più basse. Le perdenti di questo weekend saranno invece sorteggiate venerdì 13 marzo con le vincenti dei vari raggruppamenti zonali del World Group I per aggiudicarsi la possibilità di giocarsi le Qualificazioni alle Finals 2021.

Quale il bilancio di questo weekend di Coppa Davis? Come al solito tante emozioni, spettacolo e anche una buona partecipazione di pubblico, soprattutto nella seconda giornata ed è ovvio essendo il sabato festivo per la maggior parte del pubblico potenziale.

 

Come detto in precedenza ci stiamo abituando a questo nuovo format su due giorni e con le gare al meglio dei 3 set. Cosa possiamo dire dopo due anni della nuova formula? Da un punto di vista pratico i vantaggi ci sono. In due giorni le sfide finiscono, operativamente per gli addetti ai lavori è tutto più facile e meno estenuante, le emozioni (e lo vedremo di seguito) comunque non mancano. Certo, il 3 su 5 è un altro sport, i risultati epici di una volta un po’ ci mancano, forse si potrebbe lasciare i doppi al meglio dei 5 set, il problema però starebbe poi nel far giocare eventualmente uno dei doppisti subito in uno dei singolari seguenti dell’ultima giornata e ipotizzando una durata lunga la cosa non sarebbe fattibile. Insomma, un minimo di nostalgia della vecchia formula c’è, ma forse a conti fatti i vantaggi del nuovo format superano i difetti.

Cosa ci rimane da un punto di vista agonistico della due giorni appena conclusa? Innanzitutto la prova onesta e autoritaria dei nostri ragazzi, che chiamati ad affrontare la modesta Corea, oltretutto priva di due buoni giocatori (Chung e Kwon), hanno assolto il loro compitino. Un 4-0 rotondo, senza il minimo tentennamento, senza lasciare un set, per confermare che comunque come dice il nostro capitano, “siamo una squadra forte e a Madrid vogliamo giocarci le nostre carte”. Nulla da dire sulla prova corale dei nostri tennisti. Bene Fognini, benissimo Mager chiamato ad un esordio che qualche insidia l’ha nascosta ma dalla quale ha saputo venire fuori con orgoglio e cuore, bene Bolelli in doppio, pedina importantissima anche in ottica Finals, in scioltezza Travaglia nell’ultimo singolare ininfluente. Certo, non è che la vittoria sulla Corea ci metta di conseguenza tra le nazionali favorite per la vittoria finale, ma cosa avremmo detto se avessimo perso un solo set oppure un incontro? E ricordiamoci che mancavano Berrettini e Sinner (non senza qualche velata polemica dei presenti), due elementi che in condizioni normali si giocheranno un posto tra i titolari, quindi nessuna esaltazione ma complimenti ai ragazzi. Esistono i match facili sulla carta che poi bisogna però vincere sul campo.

Negli altri match segnaliamo le vittorie altrettanto agevoli della Croazia sull’India (dove Paes e Bopanna hanno ancora dato lezioni in doppio), degli USA sull’Uzbekistan nella splendida cornice di Honolulu (con l’addio naturalmente vittorioso dei Bryan alla manifestazione), dell’Australia non senza patemi su un ostico Brasile. Da rimarcare la vittoria del doppio brasiliano Demoliner/Meligeni e le buone prove di Seyboth Wild e Thiago Monteiro che solo un Millman concentratissimo e tenace poteva battere. Le assenze di Kyrgios e De Minaur potevano essere un macigno pesantissimo per l’australiano, che però ne è venuto fuori con grandissima maturità aiutato non poco dal suo capitano Hewitt.

Vittorie autoritarie anche per Germania e Repubblica Ceca. I tedeschi hanno superato la Bielorussia di Gerasimov, troppo solo per portare il suo team alla vittoria. I cechi invece hanno vinto un match duro in Slovacchia. Molto bene Jiri Vesely che nel circuito è sparito da un po’ ma che nel weekend di Davis ha messo l’anima in campo in entrambi i singolari poi vinti. Chiaramente fondamentale l’ultimo, quello in cui ha recuperato un set ed un break di svantaggio allo slovacco Martin prima di vincere con tanto di match point annullato. Kazakistan e Colombia sono invece le piacevoli conferme del weekend. Le imprese kazake oramai non fanno più notizia, certo con un Bublik in più nel motore e con un ritrovato Golubev in doppio il Kazakistan qualche grattacapo lo potrà creare alle Finals, occhio a sottovalutarlo. Molto bene anche la Colombia che ha battuto nel derby sudamericano l’Argentina. Ambiente caldissimo a Bogotà sugli spalti, Galan e il doppio Cabal/Farah eroi della “due giorni”, gli argentini sono arrivati alla sfida senza un vero leader.

Ungheria e Austria sulla carta erano favorite contro Belgio e Uruguay, ma le loro vittorie fanno piacere ai vecchi appassionati della Davis. Perché seppur in epoche diverse i due movimenti tennistici hanno brillato in passato e ritrovare queste due nazionali alle Finals fa piacere. Era dai tempi di Muster e Skoff che l’Austria non raccoglieva un risultato di prestigio e l’assenza di Thiem rende la vittoria conseguita a Graz ancor più importante. Bravissimo Denis Novak, vincitore di entrambi i fratelli Cuevas, ma fondamentale il doppio costituito dai veterani Marach e Melzer che dando per scontata le presenza di Thiem a Madrid costituiranno sicuramente un fattore importante e renderanno gli austriaci la mina vagante dei sorteggi.

L’Ungheria invece la ricordiamo ai tempi dell’ottimo Balasz Taroczy, autore contro l’Italia di una delle vittorie più importanti della storia ungherese in Davis nel 1978. L’assenza di Goffin ha sicuramente facilitato il compito agli ungheresi, ma poi ci vuole anche la forza di ribaltare l’1-2 dopo il doppio a favore degli avversari. Bravissimi Balasz e Fucsovics a vincere i due singolari finali per la storica rimonta ungherese. Le sorprese più belle sono però state date probabilmente da Ecuador e Svezia.

Era dai tempi di Andres Gomez e i fratelli Lapentti che l’Ecuador non saliva alla ribalta della cronaca in Coppa Davis. Inoltre la trasferta in Giappone pareva proibitiva, anche dopo il fofait del numero 1 locale Kei Nishikori. E invece Emilio Gomez (figlio di Andres, campione Roland Garros nel 1990) e il cugino Roberto Quiroz (a sua volte nipote di Andres Gomez), frequentatori di challenger e niente più, hanno giocato due singolari stupendi battendo Soeda e Uchiyama, sicuramente più esperti e tecnicamente superiori. L’impresa davvero storica è stata completata dal doppio Escobar/Hidalgo (alzi la mano chi li ha mai sentiti nominare) per il 3-0 definitivo. L’Ecuador sarà una cenerentola a Madrid ma il solo fatto di essere lì sarà per i suoi componenti un risultato eccezionale.

Fa invece tanto piacere ritrovare nel tennis che conta la Svezia, sprofondata nel 2017 nella serie C della manifestazione. Sono ancora lontani i tempi dei vari Wilander, Edberg, Jarryd e così via, ma qualcosina si inizia a intravedere. E guarda caso la qualificazione alle Finals arriva con Robin Soderling in panchina. Uno dei pochi a potersi vantare di aver battuto Rafa Nadal e Roger Federer al Roland Garros. Terminata la carriera per colpa della mononucleosi, Soderling in panchina ha guidato Mikael Ymer al fondamentale successo contro Alejandro Tabilo nel match decisivo della sfida contro il Cile. Sul 2-1 per gli svedesi, grazie al doppio Eriksson/Lindstedt (43 anni), Ymer ha saputo ribaltare con coraggio e un po’ di fortuna un match incredibile. Sotto un set e 4-5 match point contro, lo svedese ha poi vinto al terzo portando la Svezia alle Finals. Sarà tutta esperienza a Madrid per i fratelli Ymer, in attesa che arrivi qualcun altro alle loro spalle per riportare il movimento svedese ai fasti di un tempo.

I match Ymer-Tabilo e quello Martin-Vesely vanno sicuramente rimarcati tra i più emozionati del weekend, ma i due singolari di Millman in Australia-Brasile e il doppio della stessa sfida e quello di Croazia-India sicuramente a livello di spettacolo e agonismo non sono stati da meno. Appuntamento a giovedì per il sorteggio dei gironi, speriamo che l’urna sia benevola con i nostri ragazzi che hanno voglia a Madrid di regalarci e regalarsi un’impresa.

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