Il resto della Davis: i ragazzini terribili portano il Canada a Madrid

Coppa Davis

Il resto della Davis: i ragazzini terribili portano il Canada a Madrid

Auger-Aliassime a 18 anni vince il punto decisivo sul 2 pari a Bratislava. La coppia con Shapovalov è a prova di futuro. Facili successi per Germania e Australia, L’uzbekistan sfiora l’impresa

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da Bratislava, il nostro inviato

CANADA b. SLOVACCHIA 3-2

Ci sono voluti tutti e cinque gli incontri per decidere la sfida di Bratislava tra Slovacchia e Canada, ma alla fine i ragazzini terribili della compagine biancorossa sono riusciti a conquistare il lasciapassare per le finali di Madrid del prossimo novembre, non facendo rimpiangere per nulla l’assenza del loro leader Milos Raonic, messo fuori causa dal solito ginocchio malandato.

 

La giornata non era cominciata nel migliore dei modi perché dopo un set e mezzo giocato in maniera esemplare, Shapovalov e Auger Aliassime si sono disuniti alla fine del secondo set quel tanto che è bastato per perdere il filo del gioco e ritrovarsi sotto per 1-2. Sono state necessarie due grandi prestazioni nei due singolari finali per ribaltare il punteggio e poter celebrare una sofferta vittoria. Shapovalov ha giocato probabilmente una delle sue migliori partite in carriera sulla terra battuta regolando in due set un Top 40 come Martin Klizan che oltretutto giocava di fronte al pubblico amico. E in conclusione di giornata Felix Auger Aliassime, mantenendo i nervi saldissimi nel suo esordio Davis e nel suo primo match decisivo, ha battuto senza appello un cagnaccio come Norbert Gombos, che il capitano slovacco Hrbaty aveva preferito a Horansky.

Con un’età combinata di 37 anni in due è molto probabile che rivedremo questa coppia d’assi per parecchi anni a venire, cominciando appunto dal prossimo autunno alle Finali di Madrid.

M. Klizan/F. Polasek [SVK] b. F. Auger Aliassime/D. Shapovalov [CAN] 3-6 7-5 6-3

Le due coppie interpretano la specialità del doppio in maniera fondamentalmente diversa: tradizionalmente aggressivi i due slovacchi, con Polasek molto mobile vicino a rete pronto ad entrare alla prima occasione utile e Klizan mancino a rispondere a sinistra; più difensivi i canadesi, entrambi a fondocampo in fase di risposta e più a loro agio negli scambi sulle diagonali da fondo.

Partenza bruciante per i teenager biancorossi, subito in vantaggio per 3-0 grazie ad un break nel secondo gioco. È Felix Auger Aliassime quello preso di mira in maniera sistematica dagli slovacchi, ma il diciottenne di Quebec City regge benissimo la pressione e gli scambi da fondo, aiutato a dovere da Shapovalov a rete. Grossi problemi per il duo di casa alla risposta: Polasek soffre abbastanza le curve mancine di Shapovalov da destra mentre Klizan fa molta fatica a trovare la distanza per sbracciare da fondo nonostante sia molto indietro rispetto alla riga di fondo. Si arriva 5-2 per i canadesi con un warning inflitto proprio al n.1 slovacco che dopo l’ennesima risposta abagliata fracassa la racchetta a terra. Il primo set si chiude 6-3 in 29 minuti in favore della coppia che, messa insieme, ha l’età di Federer.

Nel secondo set, dopo il secondo game ai vantaggi, i servizi prendono il controllo del gioco: sette punti contro la battuta in otto game. Sono i canadesi i primi a scricchiolare, facendosi rimontare due punti sul 40-0 per due volte consecutive, e sul 5-6 due ottimi punti in risposta di Polasek propiziano il set point, che viene chiuso da una gran risposta di Klizan che fa esplodere al NTC Arena. L’inerzia della partita è cambiata e solo gli slovacchi ad avere il vento in poppa: le loro volée corte e le risposte sparate a tutta potenza mettono in grave difficoltà i canadesi che con Auger Aliassime cedono il break al quarto game. È il passaggio decisivo del match, perché anche se la coppia biancorossa ritrova parte del suo smalto perduto, soprattutto al servizio, in risposta sono completamente assenti e in 1 ora e 47 minuti la Slovacchia si aggiudica il punto del doppio e passa a condurre per 2-1.

D. Shapovalov [CAN] b. M. Klizan [SVK] 7-6(4) 6-4

Dopo i 30 minuti regolamentari di pausa, solita partenza bruciante per Shapovalov, leggerissimo sulle gambe e lestissimo a sparare le sue accelerazioni. Klizan subisce il break al quarto game dal 40-0 e sembra che il canadese possa involarsi verso la conquista del primo set, ma d’un tratto il meccanismo s’inceppa: 3 set point sul 5-3 e 2 set point sul 5-4 se ne vanno uno dopo l’altro e Klizan riesce nell’aggancio. Arrivati al tie-break è sempre Shapovalov che prende il comando, va al cambio di campo sul 4-2, si procura altri tre set point con una volée d’istinto un po’ fortunata su un passante deviato dal nastro e dopo 59 minuti e sette set point porta a casa il primo parziale.

Il match si mantiene a livello elevatissimo, gli scambi da fondo sono di grande intensità, spesso conclusi da soluzioni di grande pregio. Il primo a vacillare è Klizan, che sul 4-4 commette un paio di errori gratuiti da fondo che gli costano il break, permettendo così a Shapovalov di chiudere il match dopo 1 ora e 47 minuti e rimandare tutto al quinto match.

F. Auger Aliassime [CAN] b. N. Gombos [SVK] 6-3 6-4

Il capitano slovacco Hrbaty decide di sostituire Horansky con Gombos, che poco meno di 12 mesi fa a Indian Wells ha giocato e perso una partita tiratissima contro Auger Aliassime. La tensione è palpabile all’interno della NTC Arena, anche Shapovalov affretta i suoi impegni post match (anti-doping, press conference e giusto qualche centinaio di selfie) per essere a bordo campo per incitare il suo amico. Il gioco per tutti e due è quello tipico da terra battuta, scambi lunghi e violenti, tipicamente al centro del campo per poi aprire non appena si presenti un’apertura. Il primo ad allungare è Auger Aliassime, che fa il break all’ottavo gioco e chiude subito dopo il primo parziale (rimontando uno 0-30 iniziale) per 6-3 in 45 minuti. Secondo set che prosegue come il primo, lunghi scambi e servizi padroni del punteggio. Gombos annulla con grande coraggio due palle break sul 3-3, si procura un’occasione del 5-3 nel game seguente, ma il servizio di Auger Aliassime sembra inscalfibile e porta lo slovacco a crollare nel gioco seguente, quando con tre gratuiti e un doppio fallo consegna all’avversario il break decisivo. Con il sesto ace, dopo 1 ora e 29 minuti di gioco, il diciottenne Felix Auger Aliassime può celebrare insieme con i suoi compagni la qualificazione per le finali di Madrid il prossimo novembre.

GLI ALTRI INCONTRI 

CINA vs GIAPPONE – Seconda e ultima giornata con tutti i match, doppio e singolari, per decidere la qualificazione tra Cina e Giappone, si riparte dall’1-1 di ieri.  Doppio inedito, ma tutto sommato divertente e ben giocato. Primo set che segue i servizi senza eccessivi scossoni, è l’unico break sul 5 pari conquistato da McLachlan, giapponese d’oltemanica, a far conquistare la prima partita ai nipponici. I padroni di casa non accusano particolarmente il colpo e ripartono da dove avevano lasciato, mettendo più pressione sul servizio giapponese e conquistando la parità generale sempre sul 5 pari. Set finale che si risolve ai vantaggi nel settimo game grazie ad un passante di Gong. Cina che conquista il secondo punto e che si può giocare la grande chance di volare a Madrid.
La sfida prosegue con i singolari finali. Nishioka ha la chance di riscattare la brutta prova di ieri contro Wu, classe ’99 ed ex numero 1 al mondo Junior. Partita senza storia,troppo leggero il giovane cinese per impensierire il nipponico che liquida la pratica in un’ora scarsa in due set. Si decide tutto all’ultimo atto che vede in campo l’eroe della prima giornata Li contro Daniel, artefice del pareggio.Partita tesa, dove l’esperienza e la continuità giocano un ruolo fondamentale, e come spesso accade è il più abituato a questi livelli a spuntarla. Daniel breakka Li nel settimo gioco chiudendo poi 6-3. Li non si scompone, torna in campo più aggressivo e nel settimo game può allungare,ma il giapponese annulla col servizio 2 palle break. Il cinese continua a spingere, strappa il servizio a Daniel, che fa lo stesso il game successivo. Epilogo al tie break, dove Li strappa subito il punto decisivo per conquistare il secondo set.
Tutto da rifare per il giapponese, che però parte benissimo nel terzo, scippa subito il servizio al giocatore casalingo, resistendo al ritorno del rappresentante cinese. Chiude con il secondo break, regalando il punto che fa volare il Giappone in terra spagnola nel prossimo autunno. Onore alla squadra cinese, in gioco fino all’ultimo set.

AUSTRALIA vs BOSNIA  – Si conclude come da pronostico con il doppio la sfida tra Australia e Bosnia a Brisbane. John Peers e Jordan Thompson regolano in due set la coppia bosniaca Basic/Brkic e portano gli “aussie” alle Finals di Madrid.

C’è equilibrio solo nel primo set, dove la coppia bosniaca regge fino al 5-6 anche se deve annullare due palle break nel quarto game e tre nell’ottavo. Basic e Brkic si procurano anche due palle per arrivare al tie break nel dodicesimo gioco ma le sprecano ed al terzo set point la coppia di casa conquista break e set. Non c’è storia nel secondo parziale, gli australiani lo vincono nettamente 6-1 e strappano il pass per Madrid

KAZAKISTAN vs PORTOGALLO – I portoghesi provano a riaprire la sfida ad Astana con il doppio. Gastao Elias e Joao Sousa riescono nell’impresa superando in tre set la coppia locale Khabibulin/Nedovyesov, ma ci pensa il solito Kukushkin versione Davis a portare il punto decisivo ai kazaki battendo lo stesso Sousa in modo netto.
Nel doppio i kazaki partono bene e a metà primo set centrano il break che risulterà poi decisivo per il parziale, nonostante quando servano sul 5-3 debbano fronteggiare una palla controbreak importantissima che viene prontamente annullata. I portoghesi però non ci stanno e pareggiano i conti giocando un secondo set perfdetto e di grande sostanza finalizzato da un break chirurgico nel quarto gioco, portato avanti fino al 6-3 finale nonostante una palla break kazaka nel quinto gioco che i lusitani annullano. Si va al terzo, portoghesi sempre più in palla, i kazaki perdono colpi alla distanza. La coppia padrona di casa salva due palle break pericolosissime ad inizio terzo set ma poi capitolano nel settimo gioco. Elias e Sousa chiudono 6-4 e portano la propria squadra sull’1-2.
Come detto però ci pensa Mikhail Kukushkin a chiudere la contesa definitivamente. Da veterano della Davis il nr.1 kazako vince un duro primo set contro Joao Sousa per 6-4 e poi dilaga nel secondo chiuso con un perentorio 6-1. Il Kazakistan sarà cosi una delle 18 squadre impegnata nelle Finals di Madrid.

GERMANIA vs UNGHERIA – A Francoforte la Germania chiude con il doppio la sfida di Davis contro l’Ungheria accedendo così all’atto conclusivo della competizione di metà novembre a Madrid.
La oramai affiatata coppia Puetz e Struff dispone senza problemi degli ungheresi Borsos e Nagy, battuti 6-2 6-3 in appena 70 minuti di gioco, in un match che ha riservato ben poche emozioni e dominato dalla coppia di casa dall’inizio alla fine.

UZBEKISTAN vs SERBIA – Va vicino al miracolo l’Uzbekistan, la Serbia deve ringraziare Filip Kajinovic che porta il punto decisivo del 3-2 dopo che i padroni di casa vincendo il doppio ed il primo singolare della seconda giornata erano risaliti dallo 0-2 di ieri.
La rimonta uzbeka era iniziata con Fayziev e Istomin che avevano in rimonta superato Milojevic e Troicki. Cedimento strano quello dei serbi, che dopo aver vinto abbastanza agevolmente il primo set si disuniscono e favoriscono la rimonta della coppia locale.
L’impresa degli uzbeki sembrava comunque disperata ed invece Denis Istomin batteva contro pronostico Denis Lajovic, parso fisicamente menomato dall’inizio del secondo set in poi. Istomin con un comodo 6-3 6-4 portava le squadre sul 2-2 e rimandava tutto al singolare decisivo tra il suo compagno Fayziev e Filip Karjinovic.
L’inizio arrideva contro pronostico al tennista di casa che breakkava subito l’avversario ad inizio match e mantenendo il break di vantaggio con qualche patema (un paio di palle break annullate nel decino gioco) portava il set a casa. Spalle al muro arrivava per i serbi la sospirata reazione di Krajinovic. Dopo un inizio di secondo set equilibrato il serbo allungava in maniera decisa e chiudeva il secondo set 6-3 mentre Fayziev forse anche provato dallo sforzo nel doppio ricorreva ad un trattamento medico. Il match praticamente finiva lì, il tennista di casa non ne aveva più e Krajinovic chiude con un rotondo 6-0 match e sfida, permettendo al suo team di accedere alle Finals di Madrid

REP. CECA vs OLANDA – A Ostrava passa l’Olanda, vincitrice nella seconda giornata del doppio e del primo singolare. Eroe di giornata Robin Haase, che dopo aver vinto ieri il suo singolare, oggi trascina alla vittoria il doppio dei tulipani e poi batte in tre set il diciassettenne Jiri Lehecka, che ha sostituito all’ultimo minuto Vesely. Haase ha giocato bene nel doppio, ricucendo i passaggi a vuoto del compagno Jean-Julien Royer. Sono stati bravi gli olandesi a rispondere colpo su colpo, portarsi a casa il primo set al tiebreak e poi a non disunirsi quando c’è stata la prepotente rimonta della coppia ceca, Vesely e Rosol, che hanno giocato un secondo set perfetto. In quel momento è al massimo l’adrenalina della coppia ceca, e altrettanto il tifo degli spalti di Ostrava, e ci vuole tutta la classe di Haase per tenere in piedi il doppio olandese. Operazione riuscita, scambio di break e due match point buttati via dagli olandesi, per la troppa precipitazione di Royer. Si va di nuovo al tiebreak, ed evidentemente tutta la stanchezza o pressione è sui cechi, che sbagliano troppo regalando ad Haase la palla per chiudere, dopo aver fallito a loro volta tre match point. Haase non si fa pregare e porta a casa il punto per il doppio. Si arrende Vesely e lo sostituisce il giovane Jiri Lehecka, classe 2001, che onora la Davis battendosi bene, strappando all’avversario il secondo set. È stanco Haase, sbaglia più nel secondo set che in tutti i match precedenti, si fa brekkare due volte ed è costretto al terzo. Tiene bene il giovane ceco, ribatte colpo su colpo fino al settimo game del terzo set, quando dopo una lunga maratona cede ai vantaggi il servizio. Partita finita, altro break e passaggio del turno per l’Olanda.

AUSTRIA vs CILE – E’ il Cile a staccare il biglietto per  le Finals di Madrid, dopo due giorni di tennis durante la quale è stato difficile identificare un possibile favorito tra I sudamericani e l’Austria. La giornata si apre con il doppio, Oliver Marach e Jurgen Melzer, 75 anni in due , contro la coppia inedita Barrios- Podlipnik. Sono gli austriaci a conquistare il primo punto del giorno, giocando un match al cardiopalmo vincendo il primo set per poi arrendersi nel secondo  al dilagante avanzare dei cileni. I due veterani, entrambi detentori di un titolo slam nella specialità, riescono però ad annullare nel terzo set un vantaggio di tre game e vincere 7-5, nel delirio della Salzburg Arena.
L’Austria prova quindi a chiudere la disputa con il singolare atteso tra Dennis Novak e Nicols Jarry; Novak subisce il break nel 3 game, a Jarry basta tenere il servizio e chiudere il primo parziale 6-4. L’austriaco si scuote e restituisce la pariglia nel secondo set breakkado sul 3-2, prendendo il volo e infiammando la tifoseria asburgica. Il terzo set vede i due tenere il servizio con altissime percentuali di punti sulla seconda palla per entrambi, la spunta il cileno al tie break, peccato per Novak che esprime tra i due un tennis più godibile e rischioso, colpendo le righe meglio del cileno. La parola FINE la devono mettere le due matricole di questa fase eliminatoria, Christian Garin e Jurij Radionov, che ieri hanno dimostrato di valere sul campo pur perdendo entrambi. Sarà il giovane cileno, agguerrito come non mai, a sfruttare il comprensibile nervosismo dell’ austriaco e ad annullare il fattore trasferta.
La domanda che aleggia e’ se il Cile, forte di Nicolas Jarry, potra’  impensierire qualche big a Novembre, quando saranno da fronteggiare dei reali giocatori da top ten.

hanno collaborato Stefano Tarantino Corrado Boscolo, Diego Serra e Michele Blasina

Le 18 squadre in campo alle Finals di Madrid (18-24 novembre)

Croazia (vincitrice 2018)
Francia (finalista 2018)
Spagna (semifinalista 2018)
USA (semifinalista 2018)
Argentina (wild-card)
Gran Bretagna (wild-card)
Australia
Belgio
Canada
Cile
Colombia
Germania
Giappone
Italia
Kazakistan
Olanda
Russia
Serbia

I risultati delle 12 sfide eliminatorie (il resoconto della prima giornata)

Cina vs [12] Giappone 2-3
Z. Li (CHN) b. Y. Nishioka (JPN) 6-3 6-2
T. Daniel (JPN) b. Z. Zhang (CHN) 7-6(3) 6-4
M.X. Gong/Z. Zhang (CHN) b. B. Mclachlan/Y. Uchiyama (JPN) 5-7 7-5 6-4
Y. Nishioka (JPN) b. Y. Wu (CHN) 6-2 6-0
T. Daniel (JPN) b. Z. Li (CHN) 6-3 6-7(4) 6-3

India vs [4] Italia 1-3
A. Seppi (ITA) b. R. Ramanathan (IND) 6-4 6-2
M. Berrettini (ITA) b. P. Gunneswaran (IND) 6-4 6-3
R. Bopanna/D. Sharan (IND) vs M. Berrettini/S. Bolelli (ITA) 4-6 6-3 6-4
A. Seppi (ITA) b. P. Gunneswaran (IND) 6-1 6-4

[3] Australia vs Bosnia ed Erzegovina 3-0 
J. Millman (AUS) b. D. Dzumhur (BIH) 6-3 6-2
A. de Minaur (AUS) b. M. Basic (BIH) 6-3 7-6(0)
J. Peers/J. Thompson (AUS) b. M. Basic/T. Brkic (BIH) 7-5 6-1

[7] Kazakistan vs Portogallo 3-1 
A. Bublik (KAZ) b. J. Sousa (POR) 6-7(1) 6-4 6-4
M. Kukushkin (KAZ) b. P. Sousa (POR) 6-2 6-0
G. Elias/J. Sousa (POR) b. A. Nedovyesov/T. Khabibulin (KAZ) 3-6 6-3 6-4
M. Kukushkin (KAZ) b. J. Sousa (POR) 6-4 6-1

[5] Germania vs Ungheria 3-0
P. Kohlschreiber (GER) b. Z. Piros (HUN) 6-7(6) 7-5 6-4
A. Zverev (GER) b. P. Nagy (HUN) 6-2 6-2
T. Puetz/J.L. Struff (GER) b. G. Borsos/P. Nagy (HUN) 6-2 6-3

Uzbekistan vs [2] Serbia 2-3
D. Lajovic (SRB) b. S. Fayziev (UZB) 7-6(4) 6-3
F. Krajinovic (SRB) b. D. Istomin (UZB) 6-2 6-4
S. Fayziev/D. Istomin (UZB) b. N. Milojevic/V. Troicki (SRB) 2-6 6-1 6-3
D. Istomin (UZB) b. D. Lajovic (SRB) 6-3 6-4
F. Krajinovic (SRB) b. S. Fayziev (UZB) 4-6 6-3 6-0

Slovacchia vs [11] Canada 2-3
D. Shapovalov (CAN) b. F. Horansky (SVK) 6-4 7-5
M. Klizan (SVK) b. F. Auger Aliassime (CAN) 7-5 6-3
F. Polasek/M. Klizan (SVK) b. F. Auger-Aliassime/D. Shapovalov (CAN) 3-6 7-5 6-3
D. Shapovalov (CAN) b. M. Klizan (SVK) 7-6(4) 6-4
F. Auger-Aliassime (CAN) b. N. Gombos (SVK) 6-3 6-4

[10] Austria vs Cile 2-3
N. Jarry (CHI) b. J. Rodionov (AUT) 7-5 7-5
D. Novak (AUT) b. C. Garin (AUT) 6-4 6-4
O. Marach/J. Melzer (AUT) b. H. Castillo/M.T. Barrios Vera (CHI) 6-4 2-6 7-5
N. Jarry (CHI) b. D. Novak (AUT) 6-4 3-6 7-6(2)
C. Garin (CHI) b. J. Rodionov (AUT) 6-2 6-1

[8] Repubblica Ceca vs Olanda 1-3
J. Vesely (CZE) b. T. Griekspoor (NED) 5-7 6-4 6-4
R. Haase (NED) b. L. Rosol (CZE) 6-2 6-4
R. Haase/J.J. Rojer (NED) b. L. Rosol/J. Vesely (CZE) 7-6(3) 3-6 7-6(7)
R. Haase (NED) b. J. Lehecka (CZE) 6-4 2-6 6-3

[6] Svizzera vs Russia 1-3
D. Medvedev (RUS) b. H. Laaksonen (SUI) 7-6(8) 6-7(6) 6-2
K. Khachanov (RUS) b. M.A. Huesler (SUI) 6-3 7-5
J. Kym/H. Laaksonen (SUI) b. E. Donskoy/A. Rublev (RUS) 4-6 6-3 7-6(1)
K. Khachanov (RUS) b. H. Laaksonen (SUI) 6-7(2) 7-6(6) 6-4

Brasile vs [1] Belgio 1-3
T. Monteiro (BRA) b. A. De Greef (BEL) 6-3 6-2
K. Coppejans (BEL) b. R. Dutra Silva (BRA) 6-4 6-4
S. Gille/J. Vliegen (BEL) b. M. Melo/B. Soares (BRA) 6-4 7-6(4)
K. Coppejans (BEL) b. T. Monteiro (BRA) 6-3 6-4

Colombia vs [9] Svezia 3-0
S. Giraldo (COL) b. E. Ymer (SWE) 6-2 6-4
D. Galan (COL) b. M. Ymer (SWE) 6-1 6-2
J-S. Cabal/R. Farah (COL) b. M. Eriksson/R. Lindstedt (SWE) 6-3 6-4

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Coppa Davis

Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Coppa Davis

Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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Coppa Davis

Coppa Davis 2021: RTF troppo forte, la sorpresa Gojo, Italia mezza delusione

Medvedev e Rublev non sbagliano un colpo. La Croazia in finale grazie al numero due, N.279 del ranking ATP. L’Italia fallisce l’appuntamento con le semifinali. Delusione Spagna. Organizzazione migliore rispetto al 2019, ma nel 2022 il format cambierà ancora

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

La stagione tennistica 2021 si è chiusa come da tradizione con la finale di Coppa Davis. La vittoria è andata alla RTF, a certificare un anno davvero d’oro del movimento tennistico russo. Oltre alla Davis alla federazione russa sono finite l’ATP Cup, la Billie Jean King Cup e la Coppa Davis juniores. Insomma, nel 2021 non ce ne è stato per nessuno.

Nulla si può dire sul successo dei russi in quel di Madrid. Ampiamente pronosticato prima dell’inizio della manifestazione, Medvedev e Rublev non hanno sbagliato una partita (se si esclude la rimonta subìta da Andrey contro Feliciano Lopez, di 16 anni più anziano…), partendo semmai con il freno a mano tirato nelle prime sfide e poi carburando alla grande quando il torneo andava avanti. Se al vecchio format della Davis si imputava la colpa di non premiare per molteplici fattori la squadra in assoluto più forte, la nuova formula mai come quest’anno ha premiato davvero i migliori e il verdetto appare incontrovertibile.

Nessuno invece si sarebbe aspettato la Croazia finalista. Ma le incredibili performance di Borna Gojo unite all’affidabilità dei numeri uno in doppio, Mektic e Pavic, ha fatto sì che i tentennamenti di Marin Cilic venissero ampiamente compensati. Del resto con l’attuale formula il doppio pesa per il 33%: quando almeno un singolare lo porti a casa e puoi schierare i migliori al mondo nella specialità (oltretutto anche campioni olimpici), la vittoria finale è praticamente cosa fatta. Complimenti ai croati, oltretutto finalisti nel 2016 e campioni nel 2018, gran bella testimonianza di continuità.

 

Diciamo la verità, ci attendevamo molto dalla nostra nazionale. Le aspettative erano alte nonostante l’assenza di Berrettini (che ha pesato e non poco). Ma la mancanza di un doppio collaudato (visto anche l’indisponibilità di Bolelli convocato proprio al posto di Berrettini) e l’eccessiva tensione (probabilmente) accusata da Lorenzo Sonego hanno fatto sì che la nostra nazionale si fermasse ai quarti. Certo, così come nel 2019 ci ha fermato la poi finalista, allora il Canada, quest’anno la Croazia. Ma la super-performance di Gojo non può essere una attenuante per i nostri ragazzi. Se si vuole andare avanti nella manifestazione bisogna essere più forti di tutto e tutti e nonostante un anno più che positivo per il nostro movimento l’appuntamento con la Davis è stato fallito. In ogni caso i margini per i prossimi anni sono più che ampi, il futuro sembra dalla nostra parte. Non resta che pazientare.

Per il resto vanno sicuramente fatti i complimenti alla Germania, che nonostante l’assenza di Alexander Zverev si è guadagnata le semifinali, facendo fuori nel girone la Serbia di Nole Djokovic (poi ripescata come migliore seconda). Anche qui decisivo un doppio formato da specialisti, Tim Puez e Kevin Krawietz. Molto bene anche la Svezia dei fratelli Ymer. Vero che sono passati come migliori secondi nel girone forse meno valido del lotto da un punto di vista qualitativo, però fa piacere rivedere nel tennis che conta una nazionale che per anni ha dominato nella manifestazione. Vedremo se nelle prossime edizioni gli svedesi sapranno confermarsi.

Djokovic si è dimostrato troppo solo per portare la Serbia in finale, uno degli obiettivi che il numero 1 del mondo si era riproposto di raggiungere e che invece ha puntualmente fallito. Ma in una formula che prevede le sfide su tre incontri, se non hai una valida spalla e un buon doppio fai fatica anche se sei il migliore del mondo. Maluccio la Spagna detentrice del titolo. Certo hanno pesato non poco l’assenza di Nadal e la positività dell’ultimo momento al COVID di Alcaraz. Ma che sia stato Feliciano Lopez a 40 anni il trascinatore della squadra la dice lunga, e l’eliminazione nel Round Robin è stata più che meritata.

Complimenti al solito Kazakistan, che oramai da matricola è diventato una costante mina vagante della manifestazione. Ai quarti si è arreso alla Serbia di Djokovic, ma se l’è giocata fino all’ultima palla e per il movimento kazako non è cosa da poco. Con Bublik in campo per i prossimi anni, il Kazakistan potrebbe regalare altre piacevoli sorprese.

Se Ecuador e Colombia hanno fatto quello che potevano, grosse delusioni sono venute da Francia e Stati Uniti che rispetto alla loro storia passata hanno tradito le attese. La Gran Bretagna ha mancato le semifinali perdendo nei quarti con la Germania in una rivincita dei quarti del 2019 che allora aveva vinto. Potenzialmente i britannici erano più forti, piccola delusione.

Deludente anche l’Australia, sconfitta nettamente dalla Croazia e nella sostanza subito fuori dalla competizione. L’Ungheria ha fatto quello che poteva, vaso di coccio tra Australia e Croazia. Gli ungheresi hanno impegnato sia gli “aussie” che i croati poi futuri finalisti. Zombor Piros si è preso anche il lusso di battere Marin Cilic, di più era difficile aspettarsi.

Non giudicabile il Canada, troppo pesanti le assenze di Shapovalov e Auger-Aliassime, certo passare da finalisti a ultimi del lotto è davvero pesante. Non giudicabili nemmeno Cechia e Austria, arrivate alle Finals con minime aspettative e che hanno comunque onorato l’impegno.

Facciamo anche un rapido bilancio della nuova formula della Davis, che quest’anno rispetto all’edizione 2019 si è giocata su più giorni ma soprattutto ha diviso i Round Robin su tre sedi. Da questo punto di vista la mossa è stata sicuramente indovinata. È vero che non sono mancate le partite finite a tarda notte, ma si sono evitati gli scempi visti a Madrid e sicuramente tutta l’organizzazione ne ha giovato.

Va anche rimarcato che se l’obiettivo dell’ITF, al di là di quello economico, era far sì che la manifestazione fosse una specie di Coppa del mondo dove vince la squadra più forte, come detto all’inizio l’obiettivo è stato indovinato. Certo, il fattore campo è sempre stato un qualcosa di unico nel mondo tennistico per la Davis, ma probabilmente sia la vittoria della Spagna nel 2019 (anche se giocando in casa un piccolo vantaggio sicuramente c’era stato) sia quella della RTF quest’anno hanno premiato i team migliori, e i loro successi danno ancora più lustro alla manifestazione.

Come detto però la formula cambierà ancora. Si passerà a 4 gironi da 4 squadre, quindi le nazionali alle Finals passeranno da 18 a 16. Le prime due di ogni girone ai quarti che si giocheranno in un’altra sede (Abu Dhabi?), niente più calcoli cervellotici per scegliere le migliori seconde come nelle ultime due edizioni. Andrà meglio? Solo il tempo ce lo potrà dire. Per il resto ci sentiamo solo di rimarcare che nonostante tutto anche questa edizione della Davis ha riservato tante emozioni, tante piccole imprese da raccontare, tanti match combattuti, un’atmosfera sempre molto particolare e suggestiva. Si ricomincerà a marzo con i Qualifiers per le Finals 2022, l’Italia cercherà la qualificazione in Slovacchia (sulla carta impegno più che abbordabile). Nonostante tutto, lunga vita alla Davis!

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