Rotterdam: sarà Monfils a sfidare Seppi. Tallon Griekspoor ne combina un'altra

ATP

Rotterdam: sarà Monfils a sfidare Seppi. Tallon Griekspoor ne combina un’altra

Il francese batte un Goffin in ripresa (ma non abbastanza). A fine giornata arriva la sorpresa: Tallon Griekspoor, n. 211 del mondo, si prende un altro scalpo illustre dopo aver sconfitto Wawrinka lo scorso anno

Pubblicato

il

Gael Monfils - Rotterdam 2019 (via Twitter, @abnamrowtt)

Quattro vittorie lisce nella mattinata di Rotterdam, alla prima giornata “piena” di gare. L’unico a doversi sudare il suo due a zero è stato Milos Raonic, impegnato da Philipp Kohlschreiber per un’ora e tre quarti di tennis piacevole, segnata da un singolo break nel penultimo game. Il tedesco, come al solito non fortunatissimo con i tabelloni, ha tenuto testa con un tennis di ottima qualità e ha anche raggiunto set point nel lungo tie-break del primo parziale, terminato 10 punti a 8. Raonic lo ha però tempestato di ace, addirittura ventuno in due set, mostrandosi anche preciso e mobile nelle altre fasi di gioco. Agli ottavi di finale sarà dunque lui a sfidare Wawrinka, per la rivincita di uno dei migliori match dell’ultimo Australian Open maschile (terminato in quattro tie-break in favore del canadese). Al tedesco rimane la soddisfazione di aver messo a segno il punto più bello dell’incontro (e della giornata, e chissà anche della settimana.

Per il resto, un programma ante-meridiano tutto largamente secondo pronostico: Fernando Verdasco ha superato con agio Matthew Ebden, mentre Ernests Gulbis ha strapazzato Marius Copil nella sfida dei lucky loser con una delle sue prestazioni più efficaci dei suoi ultimi anni. Anche Denis Shapovalov, pur con qualche sbavatura di troppo, ha avuto la meglio di Franko Skugor nel minor numero di set possibili. Resta però la sensazione che il ragazzo del ’99 sia sempre lontano dal rendimento completo: nell’esordio all’Ahoy ha perso due volte il servizio contro un avversario al di fuori dei primi 350 del ranking, qualificatosi un po’ per merito e un po’ per miracolo. Gli servirà lavorare ancora a lungo per minimizzare gli sforzi e le preoccupazioni in partite che, per uno con le sue ambizioni, dovrebbero essere passeggiate.

‘Shapo’ avrà ora un impegno ben più probante contro Tomas Berdych che, in due set tirati, si è liberato di Gilles Simon, passando per la prima volta in vantaggio nei confronti diretti alla quindicesima sfida. Il ceco ha dovuto annullare un set point nel tie-break, mentre nella seconda partita si è fatto riprendere dal 4-0, salvo poi approfittare di un paio di gratuiti francesi per strappare nuovamente il servizio a Gilou e chiudere senza problemi al turno di battuta successivo.

Con una prestazione maiuscola, Gael Monfils ha superato in due set tiratissimi un David Goffin quasi tornato ai migliori livelli, ma che non è riuscito a sfruttare il 4-1 di vantaggio nel secondo parziale. Il match è stato assolutamente godibile e ha strappato continui applausi: “Ho cercato di essere il più aggressivo possibile” ha poi dichiarato il francese che, tuttavia, mette in mostra il solito atletismo al servizio delle capacità difensive ribaltando gli scambi “quasi vinti” da Goffin. ‘La Monf’, fresco semifinalista a Sofia, non ha fatto davvero mancare nulla al pubblico, compresi un bello spavento e alcuni minuti di rovescio a una mano, conseguenza delle ripercussioni sul polso sinistro di una brutta caduta nel corso del tie-break, con la caviglia che gli si è impuntata mentre girava attorno attorno alla palla per colpire di dritto, per cui è dovuto ricorrere all’intervento medico. Il prossimo turno contro Andreas Seppi promette altrettante emozioni.

In serata scendono in campo le prime due teste di serie. Il primo favorito Nishikori deve soffrire con il recente finalista di Montpellier, Herbert, entrato in tabellone grazie a uno Special Exempt. Il francese gioca il primo set sull’onda dell’entusiasmo, poi energie e lucidità vanno scemando fino a favorire la rimonta del giapponese che avrà il suo bel daffare al secondo turno contro Gulbis. La grande sorpresa di giornata arriva proprio in chiusura di programma per mano del ‘solito’ Tallon Griekspoor, che già lo scorso anno si era permesso di eliminare dal torneo Wawrinka. Il 22enne olandese che sfiora il metro e novanta, e il circuito maggiore lo assapora solo qui a casa grazie alla solita wild card riservata dagli organizzatori, rifila una discreta delusione alla seconda testa di serie Karen Khachanov.

Più che emergere le duecento (!) posizioni di differenza in classifica, a venire fuori è il carattere del semi-sconosciuto Griekspoor. Khachanov gioca una partita pigra ma non cattivissima: difende bene la prima di servizio ma ne mette in campo troppo poche, e si distrae troppo facilmente confidando di aver già archiviato la pratica con il 6-3 del primo set. L’olandese invece, nonostante il curriculum traballante – quella di dodici mesi fa contro Wawrinka era la sua unica vittoria a livello ATP – gira con furia attorno al dritto, specie per tirarlo inside-in, e dimostra che un tennista in buona giornata sa annullare dieci, cento, persino duecento posizioni di svantaggio.

Risultati:

[LL] E. Gulbis b. [LL] M. Copil 6-2 6-4
[4] M. Raonic b. P. Kohlschreiber 7-6(8) 7-5
[10] D. Shapovalov b. [Q] F. Skugor 7-5 6-3
F. Verdasco b. M. Ebden 7-5 6-4
T. Berdych b. [Q] G. Simon 7-6(6) 6-4
G. Monfils b. [8] D. Goffin 7-6(5) 7-5
[1] K. Nishikori b. [SE] P.H. Herbert 4-6 6-1 6-4
[WC] T. Griekspoor b. [2] K. Khachanov 3-6 6-3 6-2

Il tabellone completo

Continua a leggere
Commenti

ATP

Un Johnson in crescita piega Lorenzi a Delray Beach

La maggiore attitudine alla superficie del padrone di casa emerge in entrambi i set, persi di misura dall’italiano. Tornerà in campo a San Paolo

Pubblicato

il

Sotto il sole della Florida si è aperta la quarta giornata dell’ATP 250 di Delray Beach, dedicata ai secondi turni della parte alta del tabellone. Non arrivano, purtroppo, buone notizie per l’Italia. Paolo Lorenzi ha ceduto con un doppio 7-5 a Steve Johnson in due ore di gioco, non riuscendo a guadagnarsi il secondo quarto di finale in sette giorni dopo quello perso contro Brayden Schnur a New York. Per il 29enne statunitense è la fine di una tremenda crisi di risultati che durava da circa cinque mesi. La vittoria al primo turno sul cinese di Taipei Jason Jung aveva interrotto un digiuno di successi che durava dall’ultimo US Open; con quella di oggi Johnson ha vinto due partite di fila per la prima volta quest’anno, risultato che non otteneva dal torneo di Winston-Salem ad agosto dove raggiunse la finale.

L’incontro è stato abbastanza piatto e la qualità di gioco scarsa a causa delle condizioni meteo non favorevoli nel caldo primo pomeriggio di Delray Beach. Il servizio di Johnson non ha lasciato scampo all’azzurro, che ha avuto un’unica occasione di break sul 2-2 senza riuscire, nell’occasione, neanche a iniziare lo scambio. Dopo due palle break mancate dal n.4 del tabellone, è stato un brutto game al servizio di Paolo a mettere fine al primo set nel dodicesimo gioco. Il piano partita dell’italiano -muovere il gioco con colpi carichi di topspin – è apparso comunque corretto e utile a mettere in risalto tutte le insicurezze di Johnson, soprattutto dal lato del rovescio. Se da un lato la tattica ha funzionato quando il servizio gli ha permesso di tenere in mano il pallino del gioco, dall’altro lato per Paolino non c’è mai stata partita in risposta (solo cinque punti persi dall’americano con la prima in campo). Nonostante un po’ di braccino nell’ottavo gioco quando ha sprecato due palle break per salire 5-3, Johnson ha replicato il punteggio del primo parziale col significativo aiuto di Paolino (doppio fallo e gratuito negli ultimi due unti del match). Ai quarti sfiderà il vincente del match tra Kyrgios e Albot. Per Lorenzi invece, prima del cemento nordamericano, è in programma una breve puntata sulla terra di San Paolo.

 

Risultato:

[4] S. Johnson b. P. Lorenzi 7-5 7-5

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Marsiglia: Berrettini si arrende a Rublev, Coric fuori subito contro Humbert

Il russo vince in due set sul nostro miglior giovane. Grande prova del francese contro il croato

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Sofia 2019 (foto Ivan Mrankov)

È la rivincita della sfida di Gstaad della scorsa estate, quando Matteo Berrettini si liberò in un’ora di Andrey Rublev sulla strada del suo primo titolo ATP, e il russo non fallisce l’occasione di pareggiare il conto. Dopo l’ottima prova contro Chardy nonostante l’influenza dei giorni precedenti, Matteo cede subito il turno di servizio che decide il primo set. Con una percentuale di trasformazione della prima inferiore al solito e in svantaggio anche nel secondo parziale, rientra in extremis, ma Rublev si impone nettamente al tie-break. Precipitato fuori dai primi 100 dopo un brutto 2018 condizionato dai problemi alla schiena, il ventunenne moscovita aveva già dato buoni segnali contro Tsonga e ora troverà ai quarti Mikhail Kukushkin, mentre Berrettini è atteso a Dubai. Interessante la scelta degli organizzatori di programmare l’incontro a mezzogiorno, senza copertura televisiva (di cui godeva invece il doppio con il fratellino di Su-wei Hsieh sul campo 1), mentre hanno riservato i riflettori della serata a Sergiy Stakhovsky e Gregoire Barrere, il derby dei lucky loser.

È una giornataccia per Fernando Verdasco e ne approfitta volentieri il qualificato tedesco Matthias Bachinger, che si distingue – per così dire – grazie al dritto identico a quello del concittadino Peter Gojowczyk. È però con il rovescio colpito in anticipo che oggi fa male a Nando, per quanto lo spagnolo ci metta del suo sbagliando tantissimo; le gambe sono scariche e l’impressione è che proprio non senta la palla, mentre si sentono bene le sue imprecazioni rivolte verso il soffitto o il suo angolo. Matthias fa tutto bene e si merita il confronto di venerdì con Ugo Humbert, il mancino francese in rapida crescita che sta sfruttando al meglio la wild card ricevuta. Sceso in campo dopo Bachinger, ha regolato con un inequivocabile doppio 6-3 il secondo favorito del seeding Borna Coric, che perde così all’esordio in quello che è il suo secondo torneo della stagione. Un Coric sicuramente non ai massimi livelli e che si è preso qualche fischio per il lancio della racchetta in preda alla frustrazione, ma va sottolineata l’ottima prestazione di Humbert, quasi inavvicinabile al servizio (due palle break concesse e annullate) e molto solido ed efficace negli scambi; con questo risultato, migliora ulteriormente il best ranking (virtualmente è ora al n. 66).

 

GOFFIN STENDE PAIREContro il n. 59 ATP Benoit Paire, David Goffin ottiene la sua miglior vittoria di questo inizio di stagione nel quale ha già mostrato sprazzi dei suoi livelli migliori salvo poi perdere comunque, come gli è accaduto la settimana scorsa a Rotterdam contro uno scatenato Gael Monfils. Si stanno accumulando i diversi match di cui il belga ha come sempre bisogno per ritrovare le giuste sensazioni dopo una pausa per infortunio (in questo caso, l’edema osseo al gomito che lo ha fermato a fine 2018) e i risultati non possono non arrivare. L’incontro di cartello del giovedì di Marsiglia parte bene per entrambi i contendenti e, di conseguenza, per il pubblico. Al quinto gioco, l’arbitro Moscarella annuncia che Paire non ha più challenge, ma pochi secondi dopo gli viene in aiuto con un overrule sulla prima di servizio di Goffin nel silenzio della giudice di linea. Nulla può però salvare il francese che, sul 40-0 nel game successivo, si distrae e in attimo Goffin incamera un inaspettato quanto incoraggiante 6-2. Il lato destro del barbuto è dove gli avversari si rifugiano nei momenti in cui la palla scotta; il problema è quando, invece dell’errore, il dritto gli procura il vincente, soprattutto se lo porta a giocarsi la prima palla break del match. David lo sfida a riprovarci seguendo a rete il servizio e si ritrova la risposta di dritto ingestibile in mezzo alle scarpe. Le trovate estemporanee e qualche bello scambio disegnato con il rovescio, peraltro troppo falloso, finiscono tuttavia con il soccombere di fronte alla continuità del belga che riagguanta subito l’avversario. Se, poi, David lo supera anche nei “numeri” come accade nel fantastico ottavo gioco, Benoit non può che reagire in modo da prendersi un warning (calci allo scatolone pubblicitario nei pressi della rete) e un penalty point (racchetta sfasciata). Goffin si ritrova così anche un 15 di vantaggio andando a servire per chiudere contro un avversario che è già sotto la doccia. Venerdì, il quinto confronto con Gilles Simon dirimerà l’equilibrio far i due.

Risultati:

A. Rublev b. M. Berrettini 6-3 7-6(2)
[Q] M. Bachinger b. [5] F. Verdasco 6-4 6-3
[WC] U. Humbert b. [2] B. Coric 6-3 6-3
[3] D. Goffin b. B. Paire 6-2 6-3
[LL] S. Stakhovsky b. [LL] G. Barrere 6-3 6-4

Il tabellone completo

Continua a leggere

ATP

ATP Delray Beach: Seppi è già ai quarti, battuto Thompson

Andreas supera un altro australiano in Florida ed è il primo qualificato ai quarti. Sfiderà Daniel Evans

Pubblicato

il

Andreas Seppi - ATP Sydney 2019 (foto via Twitter, @SydneyTennis)

Dopo quella contro Bernard Tomic, Andreas Seppi mette a segno un’altra vittoria “australiana” e, pur con un passaggio a vuoto che gli costa il secondo set, raggiunge per primo i quarti di finale nel torneo di Spiaggia del Re. L’avversario è il ventiquattrenne Jordan Thompson, già regolato in tre set al secondo turno di Melbourne un mese fa, risultato che gli ha comunque permesso di ritoccare il best ranking (n. 60). Perse 12 posizioni dopo il torneo di Rotterdam, Andreas ha la possibilità di recuperarle in fretta: lo scorso anno si è fermato per l’infiltrazione all’anca e non difende punti fino a Monte Carlo.

Il match sembra avere poco da dire ed è anche disturbato dal vento – “moderato”, secondo il lessico dei meteorologi che, evidentemente, non giocano a tennis. L’azzurro si mantiene ordinato e procede come un treno: Jordan, al contrario, è spesso scomposto come il suo dritto. Prova anche a cercare la via della rete, ma neanche in quei paraggi la fortuna arride al ragazzo di Sydney: quando non è infilato o costretto all’errore dalla palla insidiosa della Seppia nazionale, sbaglia la volée facile oppure, come in occasione del doppio break che è anche un set point, lascia il passante valutandolo erroneamente.

 

Nulla cambia nel secondo parziale finché, sul 4-1, Andreas inizia a commettere errori su errori, permettendo a Thompson di trovare fiducia in ogni zona del campo e allungare il match al terzo con cinque giochi consecutivi. Deciso a non regalare più nulla proprio alla vigilia del suo trentacinquesimo compleanno, Seppi rientra presto nei propri panni, mentre il dritto australiano torna a essere una miniera di gratuiti: break al quarto gioco e via libera per Andreas che venerdì ingaggerà una sfida inedita contro Daniel Evans.

Il qualificato britannico ha lasciato appena due giochi alla wild card Lloyd Harris, guadagnandosi così il terzo quarto di finale della carriera a livello di circuito maggiore (il primo dal 2017, quando a Sydney si arrese in finale a Gilles Muller). Negli altri incontri di giornata, dominio alla battuta di John Isner, secondo favorito del seeding, che ha perso appena un punto sulla prima di servizio (31 su 32) contro Lukas Lacko, chiudendo per 6-4 6-3 in 70 minuti di gioco. Nei quarti di finale troverà Adrian Mannarino, che ha conquistato la seconda vittoria stagionale superando in due set Denis Istomin.

Risultati:

A. Seppi b. J. Thompson 6-3 4-6 6-1
[8] A. Mannarino b. D. Istomin 6-2 7-6(3)
[Q] D. Evans b. [WC] L. Harris 6-0 6-2
[2/WC] J. Isner b. L. Lacko 6-4 6-3

Il tabellone completo

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement