Partita-record a New York: Opelka annulla sei match point ed elimina ancora Isner

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Partita-record a New York: Opelka annulla sei match point ed elimina ancora Isner

Partita record tra i due giganti statunitensi: 81 ace complessivi, mai così tanti in un match al meglio dei tre. Vince il più giovane, freddissimo nel tie-break del secondo set. In finale sfiderà Schnur

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Reilly Opelka - New York 2019 (via Twitter, @NewYorkOpen)
 

Reilly Opelka avvalora la sua candidatura a successore di John Isner. Dopo averlo sorpreso al primo turno di Melbourne, incontro nel quale il 21enne nato in Michigan aveva vinto tre tie-break su quattro giocati, Opelka ha tirato un altro brutto scherzo al più esperto connazionale estromettendolo dal New York Open dopo due ore e trentacinque minuti di ovvia battaglia di servizi vincenti e tie-break, tre su tre set giocati.

Non solo tiro al piccione, come era piuttosto prevedibile. La battaglia si è disputata anche sul territorio dei nervi, se consideriamo che Opelka ha avuto l’ardire di annullare ben sei match point nel tie-break del secondo set. In occasione del primo match point che Isner ha avuto a disposizione, l’unico con il conforto del servizio, Opelka è riuscito a rispondere profondo di rovescio e poi ha addirittura lasciato fermo l’avversario con un rovescio lungolinea vincente. Nel punto successivo Isner ha avuto ancora la possibilità di chiudere: Opelka si è visto tornare una risposta parecchio fortunosa sulla riga, ma con tempra d’acciaio ha vinto ugualmente il punto baciando la riga con il dritto. Annullati gli altri cinque match point con l’aiuto del servizio, Opelka ha sfruttato la prima e unica occasione in risposta frustrando un tentativo di serve&volley avversario con un sorprendente passante di dritto in corsa.

Nel terzo set si sono viste le uniche occasioni di break, una annullata da Opelka sullo 0-1 e due cancellate da Isner nel game successivo. Poi appena cinque punti complessivi in risposta fino al tie-break, nel quale Opelka ha saputo ottenere l’unico e decisivo mini-break sfruttando ancora una buona risposta di rovescio e conquistando con prontezza la rete. Passante di Isner largo e Opelka in finale, la prima della sua carriera dopo le quattro giocate nel circuito challenger lo scorso anno. Il 21enne si toglie anche la soddisfazione di aver tirato più ace del suo avversario – 43 contro 38 – e di aver preso parte a una partita-record relativamente a questa statistica: dal 1991 nessuna partita al meglio dei tre set si era conclusa con tanti ace, 81.

 

In finale sarà una prima volta anche per Brayden Schnur, il 23enne canadese che dopo aver battuto Lorenzi si è ripetuto contro Sam Querrey. Settimana parecchio dorata anche per Schnur, che ha superato le qualificazioni ed è passato in pochi giorni dal vincere il primo incontro nel circuito maggiore a centrare la prima finale. Dovesse battere Opelka in finale entrerebbe anche in top 100, confezionando così la settimana perfetta.

Risultati:

R. Opelka b. [1] J. Isner 6-7(8) 7-6(14) 7-6(4)
[Q] B. Schnur b. [6] S. Querrey 7-6(7) 4-6 6-3

Il tabellone completo

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Nadal batte Ruud a Bogotà e ammicca al pubblico: “Un giorno tornerò con Federer”

Prosegue il tour sudamericano di Rafa Nadal: grande successo in Colombia. E l’accenno a una sfida con Roger Federer che sembra una promessa

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Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)
Rafael Nadal - Torino 2022 (Twitter @atptour)

Dopo la sconfitta di Quito, Rafa Nadal torna a battere Casper Ruud. A Bogotà, lo spagnolo vince 7-5 6-4 contro il norvegese, uscito sconfitto anche a Buenos Aires e Belo Horizonte, ma avrà la possibilità di rifarsi nell’ultima tappa di questa serie di esibizioni a Città del Messico. I due hanno offerto al pubblico un ottimo spettacolo, con grandi colpi e un gioco offensivo.
Prima del grande clou tra Nadal e Ruud, sono scesi in campo per un doppio misto gli idoli di casa Cabal e Osorio contro Lizarazo e Farah. Una sorta di intrattenimento prima dei due protagonisti attesi che è stato molto apprezzato dagli spettatori della capitale colombiana.

Una partita che non ha disatteso le aspettative: molto equilibrata specie nel primo set, mentre nel secondo ha preso il sopravvento il 22 volte campione Slam. Ruud dopo la partita ha detto di essere rimasto stregato per l’atmosfera e l’accoglienza ricevuta a Bogotà: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Grazie a tutti per essere venuti”.

Anche Nadal ha dispensato parole al miele per il pubblico colombiano, aprendo anche ad un clamoroso scenario: “So che alcuni anni fa il mio collega Roger Federer non ha potuto giocare la sua partita qui a causa di un problema. Mi ha sempre detto quanto fosse entusiasta di giocare qui, e spero di tornare con lui un giorno”.

 

Rivedremo ancora una volta un Fedal in un campo da tennis, seppure come esibizione?

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Sospensione di due mesi per Verdasco, positivo all’antidoping per una dimenticanza

Fernando Verdasco non aveva rinnovato l’esenzione medica che gli permetteva di usare il farmaco vietato. Potrà tornare a giocare dal 9 gennaio

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Fernando Verdasco - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

‘Tutto bene quel che finisce bene’ verrebbe da dire leggendo fino in fondo l’ultimo comunicato ufficiale dell’ITIA, l’Agenzia internazionale per l’integrità nel mondo del tennis. Il protagonista della vicenda è Fernando Verdasco, 39 anni lo scorso 15 novembre e numero 125 del mondo. Lo spagnolo sta scontando in queste settimane una sospensione di due mesi figlia di un accordo volontario con la stessa ITIA, in seguito a un test antidoping positivo effettuato nel febbraio di quest’anno durante il torneo di Rio de Janeiro. La sostanza vietata che è stata rintracciata in quell’occasione è il metilfenidato, contenuto in un farmaco che Verdasco usa per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). I problemi sono però sorti in quanto l’ex numero 7 del mondo aveva dimenticato di rinnovare l’esenzione per uso terapeutico (TUE) che dunque non lo poteva tutelare al momento del test.

Nel comunicato dell’ITIA si legge però che l’Agenzia “accetta che il giocatore non aveva intenzione di imbrogliare, che la sua violazione è stata involontaria e non intenzionale, e che non ha alcuna colpa o negligenza significativa. Nelle circostanze specifiche di questo caso, in base al grado di colpa del giocatore, il TADP (il “Tennis Anti-Doping Programme”, ndr) consente di ridurre il periodo di ineleggibilità applicabile da due anni a due mesi”. Verdasco ha infatti immediatamente ammesso la violazione e ha dato prova della diagnosi e della prescrizione medica del farmaco in questione.

Lo scorso 9 novembre, giorno della sua ultima partita ufficiale, il giocatore nato a Madrid ha accettato volontariamente una sospensione provvisoria dopo la notifica dell’accusa e potrà quindi tornare a giocare già dal prossimo 9 gennaio, senza dover saltare la trasferta australiana. Dopo l’antipasto della United Cup (dal 29 dicembre al 5 gennaio), proprio nelle settimana del 9 prenderanno il via le qualificazioni al primo Slam stagionale.

 

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Il 2023 di Novak Djokovic partirà da Adelaide

Come confermato dal suo sito ufficiale, il serbo inizierà la stagione nella città natale di Darren Cahill, in preparazione per l’Australian Open

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Novak Djokovic - Bercy 2022 (foto Twitter @atptour)

Un anno fa, di questi periodi, si iniziava a vociferare sulla possibile esclusione di Novak Djokovic dall’Australian Open 2022, a causa della sua volontà di non vaccinarsi. Sappiamo la storia com’è andata, con il serbo che non ha potuto disputare il suo Slam preferito (vinto 9 volte) e ha dovuto scontare anche un periodo di detenzione. Problemi legati alla mancata vaccinazione, purtroppo per lui, Nole ne ha vissuti in abbondanza durante la stagione appena trascorsa, venendo costretto a saltare molti tornei, tra cui anche lo US Open. Ma, un paio di settimane fa, finalmente le cose sono tornate alla normalità per il n.5 del mondo: è infatti notizia recente che potrà giocare all’Australian Open 2023, tornando a Melbourne Park poco meno di due anni dopo la vittoria in finale su Daniil Medvedev.

E dovendo competere in uno Slam, Djokovic ha ben pensato di iniziare la sua stagione il prima possibile, proprio in Australia, così da riprendere confidenza con le condizioni di gioco e i campi. Per la prima volta in carriera, infatti, Nole giocherà all’Adelaide International 1, torneo di categoria 250 dal 2 all’8 gennaio (seguito da un altro torneo sugli stessi campi nella settimana successiva). Dunque inizio fulmineo di 2023 per il serbo, che troverà, nella città che ha dato i natali a Darren Cahill, l’eterno rivale di tante battaglie Andy Murray, e soprattutto il nostro Jannik Sinner, che salterà la United Cup per darci subito dentro sul circuito. In più, nella città del suo coach, con la prospettiva di affrontare anche il cannibale serbo, per iniziare col passo giusto un anno fondamentale per la sua carriera.

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