Berrettini, titolo a Phoenix: "Ero partito stanco, ora mi sento benissimo" [AUDIO ESCLUSIVO]

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Berrettini, titolo a Phoenix: “Ero partito stanco, ora mi sento benissimo” [AUDIO ESCLUSIVO]

Terza vittoria Challenger per Matteo in Arizona. Battuto Mikhail Kukushkin nella rivincita della finale 2018 a Irving

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[6]M.Berrettini b. [4]M.Kukushkin 3-6 7-6(6) 7-6(2)

Bella prestazione di Matteo Berrettini, che vince il super-challenger di Phoenix in Arizona (testa di serie numero uno era David Goffin), battendo in finale Mikhail Kukushkin e annullandogli un match-point nel tie-break del secondo set.

Partita difficilissima dal punto di vista tattico e tecnico, lui si muove bene e ha tutti i colpi per mettermi in crisi, sono stato bravo a superare i momenti di difficoltà. Una lotta di nervi, sentivo che andavo in affanno anche mentale, ma ho lottato come una iena. Sul match point contro ho servito una seconda esterna in kick molto buona e lui ha sbagliato la risposta. Rispetto all’anno scorso ho saputo rispondere molto meglio anche di rovescio, pure in lungolinea. Eh, basta guardare le teste di serie, 16 dei primi 100, mai avrai pensato di rifare finale, ovvio che dire che è come un 250 è facile guardando la entry list, ma purtroppo non è così. Non mi sentivo carico e ispirato, ero stanco a inizio torneo, ma grazie al lavoro fatto con il mio fisioterapista, e con Vincenzo, sono cresciuto, devo dire grazie a loro. Mi fa molto bene questo risultato, poi quest’anno sono in tabellone principale a Miami, avrò tempo per recuperare. Il tennis italiano sta andando bene, sia noi giovani che Fabio Fognini, Cecchinato e gli altri, poi Lorenzo Sonego sta giocando benissimo, ha delle qualità agonistiche, una carica fuori dal normale. Anche Salvo Caruso ha fatto delle grandi partite, ha battuto Goffin, Donskoy, abbiamo giocato il primo turno nei campi accanto, c’era un vento terribile… domattina ho l’aereo, ci vediamo là, grazie ragazzi!

 

Come dice Matteo, una bella iniezione di fiducia in vista di Miami, dove sarà impegnato tra mercoledì e giovedì, l’avversario lo si conoscerà alla compilazione del tabellone, il sorteggio sarà lunedì alle 17:30 ora italiana (12:30 locali).

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Australian Open: Nadal rullo compressore, sarà rivincita con Kyrgios

Rafa lascia le briciole a Carreno Busta e attende Nick Kyrgios o Karen Khachanov agli ottavi. “Dovevo migliorare e l’ho fatto. Ho giocato molto bene anche il dritto in lungolinea”

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Rafa Nadal - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[1] R. Nadal b. [27] P. Carreno Busta 6-1 6-2 6-4

Una straordinaria dimostrazione di forza. Non si può definire in altro modo la distruzione operata da Rafael Nadal ai danni del suo connazionale Pablo Carreno Busta che ha raccolto solamente sette games in tre set. “La mia migliore partita del torneo – ha dichiarato il maiorchino – senza ombra di dubbio. Una notevole differenza con il mio primo turno, fin dall’inizio di ogni scambio sono riuscito a far danni”.

Un primo set rapidissimo, meno di mezz’ora, un secondo set ancora più rapido, 27 minuti, con Nadal che ha conquistato più del doppio dei punti del suo avversario (rispettivamente 27-12 e 24-11). Rafa ha messo in mostra le sue famose accelerazioni di diritto, sia in avanzamento sia in difesa, ed ha tolto fin dall’inizio degli scambi l’iniziativa a Carreno Busta che ben presto è diventato uno spettatore non pagante della partita. “Dovevo migliorare e sono migliorato – ha confermato Nadal ai giornalisti spagnoli –. Ho giocato molto bene il drive di diritto anche in lungolinea, cosa che mi dà molte opzioni per aprire il campo. Molto bene anche lo slice di rovescio, sia in difesa sia nelle situazioni di attacco, che mi danno un’opzione in più per aprirmi il campo”.

Più equilibrato il terzo set, deciso da un solo break al quinto game, nel quale quattro punti consecutivi di Nadal da fondocampo ed un errore forzato hanno ribaltato il gioco dal 30-15 e lanciato Rafa verso il traguardo finale.

Rafael Nadal – Australian Open (via Twitter, @AustralianOpen)

Impressionanti le statistiche del numero uno del mondo: 42 vincenti contro 18 errori gratuiti (21-21 il computo finale per Carreno Busta), solamente 10 punti persi sulla propria battuta (su 62) e una velocità media della seconda di servizio superiore alle 100 miglia orarie. Al quarto turno potrebbe esserci la sfida contro Nick Kyrgios se l’australiano saprà superare l’ostacolo Kachanov. “Sono due giocatori diversi – ha detto Nadal dei suoi due potenziali avversari – ma la chiave è la stessa: devo giocare al mio miglior livello”.

 

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Australian Open, inarrestabile Rublev: “Non penso alle vittorie di fila”. E ora Zverev

Il russo supera Goffin, accede agli ottavi e resta imbattuto negli ultimi due mesi. Sono 15 le vittorie consecutive. Agli ottavi di finale sfiderà Sascha Zverev

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Andrey Rublev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[17] A. Rublev b. [11] D. Goffin 2-6 7-6(3) 6-4 7-6(4)

Inarrestabile Andrey Rublev. Il russo continua ad impressionare per la resa in campo in questo inizio di stagione. Il 22enne di Mosca, attulmente n. 16 ATP, ha conquistato già due titoli – a Doha e ad Adelaide – e allunga a 15 la sua striscia di vittorie consecutive (11 nel 2020). A Melbourne avanza imperterrito, nonostante abbia faticato con la wild card australiana O’Connell al primo turno e con David Goffin al terzo. Il belga gli ha dato filo da torcere, ma alla fine ha prevalso la solidità e la concretezza che stanno distinguendo il russo nelle ultime settimane. Rublev ora se la vedrà con l’amico Sascha Zverev. Che effetto fa aver vinto così tante partite di fila?

Sinceramente non sto pensando a quanti match abbia vinto o perso” ha dichiarato il russo nella conferenza post match. “Queste sono cose di cui parla la stampa. Ovviamente è fantastico per me aver conquistato tante partite una dopo l’altra. Nel tennis, potenzialmente ogni settimana c’è un vincitore e quindi ogni settimana si può anche perdere“. Contro David Goffin, Andrey ha concesso il primo set per 6-2: “All’inizio stavo rispondendo davvero male, questa è stata la differenza tra me e lui in avvio di match perché mi metteva pressione, prendeva il controllo degli scambi ed era aggressivo. Non dovevo mostrare le mie emozioni e ho cercato di essere positivo. Nel secondo set ho colto l’occasione e ho avuto un po’ di fortuna. Stava servendo per il set e ha sbagliato. Poi le cose sono cambiate, io ero sempre più fiducioso e lui forse era deluso. Da lì la partita è cambiata“.

Parlando di Zverev (che al momento delle dichiarazioni di Rublev stava ancora disputando il match contro Verdasco, poi vinto) come eventuale prossimo avversario, il moscovita ne riconosce le grandi qualità: “Lo conosco molto bene, siamo cresciuti insieme, abbiamo disputato tante partite da junior e un paio di match a livello ATP. Vedremo. Sascha ha vinto tanti tornei, è stato numero 3 del mondo”. In questo Australian Open, il tedesco è sembrato fino ad ora abbastanza centrato. Ne è la prova il match dominato, senza sprechi di energie, contro una versione decisamente grigia di Verdasco. 6-2 6-2 6-4 il punteggio che gli ha consegnato il passaggio agli ottavi. Sascha dovrà però certamente alzare il livello per tenere il ritmo indiavolato di questo Rublev.

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Un’altra notte magica per Federer all’Australian Open: un grande Millman cede dopo quattro ore

Lo svizzero recupera uno svantaggio di 8-4 nel super tie-break decisivo. Millman sontuoso da fondo campo cede sul più bello. Agli ottavi Fucsovics

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[3] R. Federer b. J. Millman 4-6 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8)

Roger Federer sapeva che affrontare John Millman sarebbe stato difficile nella notte australiana quasi come lo era stato in quella di New York e alla fine quasi alla una di notte si è chiuso un altro episodio della saga eterna dello svizzero. Come era successo allo US Open contro Dimitrov dopo 2 set e mezzo la benzina sembrava finita, la solidità di Millman unita alla capacità di anticipo davvero sorprendente ha portato Federer al limite. Ma alla fine quando sembrava spacciato, dopo quattro prodezze del suo avversario nel super tie-break decisivo, Federer ha tirato fuori quello che Rudy Tomjanovic diceva di non sottovalutare mai: il cuore dei campioni. Da 4-8 il sei volte campione di Melbourne infila 6 punti consecutivi e raggiunge gli ottavi di finale dopo 4h03.

CENTO DI QUESTI GIORNI – Non poteva esserci conclusione più elettrizzante per la centesima vittoria di Federer a Melbourne: giocatore di casa, spalti gremiti, rimonta improbabile. Eppure la partita era iniziata con un Federer molto negativo nel primo set, impreciso negli impatti sia di dritto che di rovescio ma capace comunque di recuperare un break di ritardo quando il guerriero australiano è andato a servire per il set sul 5-3. Eppure nel game successivo sul 4-5, Federer gioca un turno di servizio terribile, cedendo la battuta a zero. Tuttavia il set perso dà la prevedibile sveglia al mai domo 38enne di Basilea, che comincia a trovare meglio il suo gioco specialmente dal lato del rovescio.

Roger Federer – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Rimarrà sempre piuttosto drammatico il gioco di Federer quando costretto allo spostamento verso destra. Ci ritroviamo di fatto davanti a una situazione paradossale ma non insolita per il Federer ultima maniera: l’avversario che insiste a giocargli sul dritto, come era riuscito con successo a Tsitsipas nell’ottavo di finale dello scorso anno, sempre nella notte australiana. Roger e John infatti si conoscono benissimo, si allenano spesso insieme e dunque non ci sono segreti. Millman ha ancora in mente il successo a Flushing Meadows, non va mai fuori giri e ha la velocità di un motorino da 50cc. Atleticamente mostruoso tanto da far pensare che se tutti i tornei fossero giocati sulla lunga distanza, la sua classifica sarebbe ancora migliore. Federer che invece atleticamente è ben lontano dai giorni migliori come è logico che sia, si butta a rete il prima possibile raccogliendo a fine match 46 punti su 64 (72%).

Eppure nel momento decisivo del match due incredibili passanti dell’australiano sembravano aver posto fine alle speranze di vittoria del basilese. Questo però avverrà dopo 4 ore di gioco, prima Federer sembra poter chiudere in 4 set quando, dopo aver vinto il secondo al tie-break (vinto nettamente 7-2) e vinto il terzo per 6-4, si arriva al 3 pari nel quarto. E lì arriva il temuto calo atletico che riporta Federer fuori tempo sulla palla.

 
John Millman – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Sembra a quel punto la fotocopia del match di Flushing Meadows contro Dimitrov, con Federer alle corde che subisce il break ad inizio quinto set e sembra pronto a gettare la spugna. E invece no, arriva l’immediato controbreak per il due pari. Millman avrà ancora due palle break sul 3 pari ma Federer si salva ancora. Si arriverà alla fine all’epilogo più giusto: il super tie-break dove Millman si porta subito avanti di un mini-break grazie all’ennesimo errore di dritto di Federer. Millman a questo punto entra in un luogo che non ha mai conosciuto: infila punti incredibili a ripetizione inclusi due passanti di dritto (il suo colpo debole) vincenti lontanissimo dal campo, il primo in corsa lungolinea, il secondo uno strettino incrociato su cui Federer non può arrivare.

Sembra finita e invece no, Federer recupera due mini-break grazie a due errori dell’australiano dopo scambi estenuanti, poi al servizio si porta sul 9-8 grazie a una smorzata delicatissima su cui Millman non riesce a controllare il recupero. E sul match point indovina la direzione dell’attacco avversario mettendo il passante di dritto nell’angolo rimasto sguarnito. A fine match Federer è apparso sollevato e molto generoso nei confronti del suo avversario: “Penso che John meritasse di vincere per gran parte di questo match. E poi aggiunge “Sono rimasto lì anche quando tutto sembrava non funzionare. Ci è voluta esperienza, pazienza ma anche un po’ di fortuna”.

Millman esce tra il boato della folla con la delusione negli occhi di chi pensava di averla vinta, di nuovo, contro la leggenda. Una leggenda che continua ad arricchirsi di capitoli. Ora agli ottavi c’è un Fucsovics apparso in forma smagliante. I due si affrontarono allo stesso turno qui due anni fa nel primo torneo dove l’ungherese si mise in luce. Sarà un altro giorno e un’altra storia di un libro lungo 21 anni e 100 vittorie.

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

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