Coppa Davis, c'è l'ordine di gioco delle finali di Madrid: il 18 novembre subito Canada-Italia

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Coppa Davis, c’è l’ordine di gioco delle finali di Madrid: il 18 novembre subito Canada-Italia

Quando mancano otto mesi alle Finals che assegneranno la Coppa Davis 2019, è stato già diramato ordine di gioco. Italia in campo subito

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I canali ufficiali della Coppa Davis, che da qualche giorno è rimasta orfana del suo title sponsor BNP Paribas, hanno diramato l’ordine di gioco completo delle finali che si disputeranno alla Caja Magica di Madrid dal 18 al 24 novembre. Per i primi quattro giorni si gioca su tre campi, per completare il programma dei gironi; dai quarti di finale del venerdì si gioca su due soli campi, il Manolo Santana e l’Arantxa Sanchez, mentre semifinali e finale – in programma sabato e domenica – si disputeranno sul campo centrale.

L’Italia, inserita nel girone F assieme a Canada e Stati Uniti, scenderà in campo subito lunedì 18. La selezione di Barazzutti inaugurerà il programma dell’Arantxa Sanchez sfidando il Canada di Frank Dancevic, che potrebbe presentarsi all’appuntamento con tre giocatori in top 50 (proprio come l’Italia, attualmente) a seguito del ‘crack’ di Auger-Aliassime che da lunedì andrà a fare compagnia a Raonic e Shapovalov. L’ultima sfida tra Italia e Canada si è disputata a Vancouver nel 2013 con vittoria dei padroni di casa per 3-1.

L’ITF non ha ancora comunicato l’orario di inizio delle partite, ma l’ordine di gioco è stato già diviso tra sessione diurna e serale: la prima giornata di incontri avrà soltanto una sessione serale, dunque Italia-Canada si disputerà in notturna. Dal martedì al sabato ci saranno invece due sessioni distinte e l’Italia giocherà il suo secondo e ultimo incontro del girone contro gli Stati Uniti ancora in notturna, di mercoledì, sempre sul secondo campo. L’orario della finale di domenica non è stato ancora comunicato.

Ecco il programma completo di tutta la settimana.

I GIRONI – Riepiloghiamo la composizione dei 6 gironi da tre squadre. Si qualificano per i quarti di finale le prime classificate e le due migliori seconde.

  • Gruppo A: Francia, Serbia, Giappone
  • Gruppo B: Croazia, Spagna, Russia
  • Gruppo C: Argentina, Germania, Cile
  • Gruppo D: Belgio, Australia, Colombia
  • Gruppo E: Gran Bretagna, Kazakhstan, Olanda
  • Gruppo F: Stati Uniti, ITALIA, Canada

IL TABELLONE – Gli accoppiamenti della mini-fase a eliminazione diretta sono stati già decisi. Qualora l’Italia dovesse qualificarsi come prima del girone, affronterebbe la vincitrice del gruppo D (una tra Belgio, Australia e Colombia) mentre una qualificazione come migliore seconda la metterebbe di fronte alla vincitrice del gruppo A o B. Di seguito il tabellone completo:

 
  • vincitrice Gruppo A vs una delle due migliori seconde della fase a gironi
  • vincitrice Gruppo D vs vincitrice Gruppo F
  • vincitrice Gruppo E vs vincitrice Gruppo C
  • una delle due migliori seconde della fase a gironi vs vincitrice Gruppo B

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Caujolle, direttore di Marsiglia: “L’edizione migliore per qualità. Sinner è impressionante”

MARSIGLIA – Nella consueta conferenza stampa post-torneo, Jean-François Caujolle si è detto soddisfatto della qualità del tennis di quest’anno: “Con Tsitsipas e Aliassime, la finale migliore. Impressionato da Sinner, farà parte della rosa dei giovani più forti”

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da Marsiglia, la nostra inviata

Il direttore dell’Open13, Jean-François Caujolle, ha tenuto la consueta conferenza stampa di fine torneo per tessere il bilancio dell’evento. Inizialmente accompagnato dal Presidente della Federazione francese Bernard Giudicelli affinché questi approfondisse la situazione dell’evoluzione delle competizioni del tennis amatoriale in Francia, l’ex tennista francese – classe 1953 ed ex n. 71 del mondo – ha sottolineato, tra le altre cose, la grande qualità del tabellone di quest’anno e del livello di gioco. Inoltre ha evocato la necessità, in futuro, di considerare un rinnovo delle strutture che accolgono l’evento.

Ci sono due tematiche inerenti all’edizione 2020 sulle quali vorrei soffermarmi e che mi stanno particolarmente a cuore” precisa Caujolle, “la forza del torneo e l’evoluzione del tabellone. Quella di quest’anno è certamente la migliore edizione in termini di qualità dei match, soprattutto grazie a questa nuova generazione presente in tabellone e che è andata avanti nel torneo. Si tratta di giocatori che si elevano ad un livello che speravamo e poi sono ragazzi che non giocano soltanto molto bene ma danno un riscontro sotto il profilo umano, anche a noi organizzatori. Guardando indietro le edizioni del torneo, 20 anni fa, 10 anni, o 5 anni fa, oggi il livello è aumentato in maniera impressionante. Oggi la qualità del gioco è elevatissima“.

 

Un commento sui due finalisti? “Sono due giocatori che speravamo avere in finale, è una finale ideale. Tsitsipas è sempre al 100% nel senso che dà sempre tutto, tutte le volte. Félix è uguale, arriva e gioca al 100%, e, per la giovane età, è un giocatore di una maturità incredibile. Tsitsipas è forse più incisivo nel gioco, Félix lo è ancora un po’ meno ma ha una forza impressionante, è solido, è un bulldozer; e anche se i suoi colpi non sono potentissimi, ha una forza mentale e una determinazione incredibili, è programmato per diventare, teoricamente, n. 1 del mondo. In generale, non guardo moto le partite durante il torneo, resto spesso nel mio ufficio, perché non sempre assistiamo ad una qualità eccelsa degli incontri; ma quest’anno è stato diverso, abbiamo avuto davvero incontri di gran bel tennis. Abbiamo registrato inoltre un aumento di pubblico“.

Saranno necessari dei cambiamenti in futuro? “Le infrastrutture ormai sono un po’ superate, ci vorrebbero strutture più adatte alla metropoli di Marsiglia. Non sto parlando assolutamente di cambiamento di città  ma di strutture. Siamo tra i primi 2-3 ATP ‘250’ per quanto riguarda il tabellone ma siamo un po’ stretti, ci vorrebbero delle impianti più funzionali e più adatti alla nostra epoca. Per ritornare alla competizione, quest’anno abbiamo investito innanzitutto sui giocatori. Per me è importante il piacere che la qualità del tennis può dare al pubblico, con un gioco e giocatori di qualità e il torneo ha un’economia sufficientemente stabile per avere giocatori come Tsitsipas, Medvedev, ecc.“.

E poi un commento su Sinner: “Sinner è uno di quei giocatori che ha contribuito a elevare la qualità e il livello del gioco di quest’anno. Sono davvero impressionato da questo giovane tennista, secondo me farà sempre più parte di questa bella generazione, insieme a Tsitsipas, Medvedev, Thiem, Zverev.“.

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Challenger di Bergamo, cancellata la finale a causa del Coronavirus. Il torneo non avrà un vincitore

L’emergenza coronavirus ha portato all’annullamento di tutti gli eventi sportivi della giornata in Lombardia e Veneto, su indicazione del governo

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Pala Agnelli - ATP Challenger Bergamo 2019 (foto Antonio Milesi)

La finale del Challenger di Bergamo non si giocherà oggi, né nei prossimi giorni. La partita, che vedeva coinvolti il francese Enzo Couacaud (tds N.7) e l’ucraino Illya Marchenko, sarebbe dovuta iniziare alle 17:00 (peraltro con diretta YouTube annessa), ma non avrà luogo a causa dell’ondata di casi di Coronavirus che ha colpito in particolare la Lombardia e il Veneto negli ultimi giorni – i soli casi lombardi ammontano a 89, dato destinato a crescere.

Era dunque naturale che arrivasse un’ordinanza relativa agli eventi pubblici (e quindi anche quelli sportivi) da parte del Governo, come confermato dalla lettera del Ministro Vincenzo Spadafora (Ministro per le politiche giovanili e lo sport) al CONI: “Il Governo si appresta ad emanare misure urgenti per fronteggiare e contenere in modo particolarmente incisivo i casi di contagio da Coronavirus. Tali misure comprendono anche il mondo sportivo per l’esigenza di prevenire rischi e tutelare al meglio la salute di tutti coloro che, a vario titolo, partecipano alle manifestazioni e alle competizioni. In attesa del perfezionamento dei provvedimenti e della piena ed efficace attuazione degli stessi, su conforme avviso del Consiglio dei Ministri, per ragioni di cautela e massima precauzione, Le chiedo di farsi interprete presso tutti i competenti organismi sportivi dell’invito del Governo di sospendere tutte le manifestazioni sportive di ogni grado e disciplina previste nelle Regioni Lombardia e Veneto per la giornata di domenica 23 febbraio 2020“.

Non resta che affidarsi alle indicazioni delle autorità di competenza e assumere tutti i comportamenti del caso, viste le proporzioni dell’emergenza. Il breve comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo specifica che il torneo rimarrà senza un vincitore. Punti e soldi destinati al finalista andranno sia a Marchenko che a Couacaud.

 

La finale del Trofeo Perrel-Faip di Bergamo (46.600€, Greenset) non si giocherà. La decisione di cancellare tutti gli eventi sportivi nelle Regioni di Lombardia e Veneto ha coinvolto anche l’evento bergamasco. Gli organizzatori le hanno provate tutte, ventilando anche la possibilità di giocare la finale a porte chiuse, ma la richiesta di deroga prefettizia non è stata accolta. A quel punto, i due finalisti Illya Marchenko ed Enzo Couacaud si sono dovuti rassegnare. Ad entrambi saranno assegnati i punti ATP (48) e il prize money (3.650€) destinato ai finalisti.  

Riportiamo anche un altro passaggio del comunicato rilasciato dall’ufficio stampa del torneo, nel quale vengono citati diversi altri esempi di tornei non conclusi.

QUEI TORNEI MAI TERMINATI – A modo suo, questa edizione rimarrà nella storia. Non era mai successo che un torneo non si concludesse per un’emergenza sanitaria, mentre esistono diversi casi di eventi non conclusi per ragioni di forza maggiore, in particolare relative al maltempo. Il più famoso riguarda, probabilmente, il torneo ATP di Rotterdam. Nel 1984, la finale tra Ivan Lendl e Jimmy Connors fu interrotta sul punteggio di 6-0 1-0 per il cecoslovacco. Con una telefonata anonima, il rappresentante di un presunto movimento “anti-capitalista” disse che era stato piazzato un ordigno nei pressi del campo centrale. Le ricerche non ebbero effetto, ma Lendl rifiutò di tornare in campo e il torneo rimase senza vincitore.

Più frequenti i casi di mancate conclusioni per pioggia: il più importante rimane Monte Carlo 1981: anche in quel caso, era in campo Jimmy Connors. Sul punteggio di 5-5 nel primo set, la finale contro Guillermo Vilas fu sospesa e mai più ripresa. Agli albori dell’Era Open, la pioggia impedì la disputa della finale al torneo del Queen’s 1968 tra Clark Graebner e Tom Okker, ma si ricordano anche tornei nemmeno andati vicino alla conclusione. L’ATP di Rancho Mirage del 1980 fu bloccato prima dello svolgimento delle semifinali, mentre il torneo femminile di Lugano, nel 1983, si interruppe addirittura prima dei quarti. Per quanto riguarda i Challenger, stessa categoria del Trofeo Perrel-Faip, si ricorda un caso del 2011 alle Reunion Islands, quando la pioggia costrinse a interrompere l’evento ancora prima dei quarti di finale.

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Auger-Aliassime: “Spero che quella con Stefanos sia la prima di tante finali insieme”

Molto soddisfatto Aliassime di disputare un’altra finale dopo quella di Rotterdam: “Darò tutto. Molto orgoglioso del mio percorso”

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Quinta finale per Félix Auger-Aliassime, la secondo dopo quella disputata a Rotterdam la settimana scorsa contro Monfils. In conferenza stampa, il 19enne canadese, estremamente lucido e maturo per la giovanissima età, si è detto orgoglioso del percorso che sta compiendo.

È magnifico. Quando ero a Rotterdam non avrei mai pensato di ritrovarmi anche in finale a Marsiglia. Sono molto fiero di quello che ho fatto nelle ultime due settimane. Ma non è ancora finita perché mi resta ancora un match, in cui darò tutto. Ogni match è particolare, perché ogni avversario è diverso. Con Stefanos sarà una grande sfida, è un avversario molto forte, solido. Per quanto riguarda la partita di oggi, sapevo che Gilles non avrebbe fatto tanti ace nei game e quindi, se fossi riuscito a rispondere bene, avrei avuto la chanche di cominciare uno scambio e andare a cercare il punto. Questo mi ha aiutato mentalmente. Infatti gradatamente ho cominciato a costruirmi meglio i punti, a scedere a rete; ho trovato il giusto ritmo, con tranquillità, il giusto equilibrio tra la difesa e l’attacco. Ci ho creduto, ho insistito e ha funzionato. Mentalmente, è importante trovare il giusto stato d’animo per vincere“.

Félix con Stefanos ha sempre vinto da junior. Ora è ancora avanti negli head-to-head: “A Shanghai (quando Tsitsipas ha vinto per la prima volta contro Aliassime) ha disputato un mach molto completo, molto solido fisicamente e mentalmente. Ma è bello ritrovarsi in finale, vuol dire che abbiamo realizzato entrambi un  bel percorso nella settimana. Questo spiega molte cose anche per quanto riguarda il nostro livello di gioco, il nostro carattere. Spero che sia la prima di tante altre finali insieme“.  

 

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