Mutua Madrid Open, entry list WTA: Kvitova cerca il bis

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Mutua Madrid Open, entry list WTA: Kvitova cerca il bis

Osaka e Kvitova guidano il seeding. La ceca tenterà di confermare il titolo del 2018. Dietro però le avversarie scalpitano: Halep, Kerber, Svitolina, Keys

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Petra Kvitova - Madrid 2018 (foto @Gianni Ciaccia)

Dopo quella dell’ATP Masters 1000, è stata pubblicata anche l’entry list del WTA Premier di Madrid. Tutte le migliori giocatrici del mondo si danno appuntamento all’ombra della Caja Magica per puntare al trofeo vinto nel 2018 da Petra Kvitova. La ceca è virtualmente seconda testa di serie del torneo, preceduta dalla numero uno del mondo Naomi Osaka. Subito dietro Simona Halep, Angelique Kerber e Elina Svitolina, tutte pretendenti più che credibili per la vittoria finale. Occhio anche a Madison Keys, recente vincitrice a Charleston e molto pericolosa sulla terra nelle ultime stagioni.

Non ci sarà Serena Williams, che ha scelto Roma per tornare a giocare un incontro ufficiale. Camila Giorgi è l’unica italiana in tabellone, anche se alla luce dei recenti forfait rimangono ancora da valutare le sue condizioni e dunque anche la sua partecipazione all’evento. Le uniche due wild card annunciate finora sono state riservate a due tenniste di casa, Lara Arruabarena e Sara Sorribes Tormo.

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Navratilova: “Il trionfo a Wimbledon può essere la svolta per Simona Halep”

Nella rubrica che tiene periodicamente sul sito WTA, la leggenda del tennis femminile ha parlato della vittoria di Halep su Serena Williams e della potenziale spinta che tale trionfo può rappresentare per la sua carriera

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Il netto successo con cui Simona Halep si è aggiudicata il torneo di Wimbledon battendo Serena Williams, è ancora sotto gli occhi di tutti. Un doppio 6-2, in meno di un’ora, è bastato infatti ad Halep per regolare l’ex numero 1 del mondo e ventitré volte campionessa Slam, senza lasciarle alcuna possibilità, sovvertendo un pronostico che la vedeva sfavorita. Un punteggio netto, accompagnato da una prestazione eccezionale, che ha permesso alla ventottenne tennista di Costanza di aggiudicarsi il secondo torneo dello Slam della carriera, dopo il Roland Garros 2018 e il titolo numero 19 su 36 finali disputate. Per la tennista rumena si tratta del secondo trionfo in carriera su erba, dopo quello ‘s-Hertogenbosch nel 2013, a dimostrazione della sua buona attitudine e adattabilità sul verde. Della vittoria e della grande prestazione di Simona Halep ha parlato l’ex campionessa Martina Navratilova nella sua rubrica sul sito WTA.

Giocare un tennis quasi perfetto sul Campo Centrale di Wimbledon, in finale contro Serena Williams, è un evento che cambia la vita, molto di più rispetto al primo trionfo in un torneo dello Slam. Il risultato e il modo in cui ha giocato in finale dovrebbe darle una forte spinta di fiducia per i prossimi tornei sul cemento americano, per lo US Open e in generale per il resto della sua carriera tennistica. Il fatto di aver lasciato solo quattro game a Serena deve farle capire che il percorso che sta seguendo è quello giusto, così come il modo di gestire le emozioni e l’atteggiamento in campo. Indubbiamente Simona è una delle favorite per chiudere l’anno da numero 1 del mondo”.

Navratilova si è poi soffermata più nello specifico sull’andamento della partita e sulle chiavi tattiche dell’incontro. “Halep ha servito bene ed è stata brava a mescolare le carte variando molto il gioco. Ha eseguito perfettamente il suo piano. Non si è mai innervosita. Grazie alla sua velocità ha costretto Serena a correre durante tutto il match cosa che la maggior parte delle giocatrici non riesce a fare. Serena si trovava quindi spesso a colpire la palla in posizioni scomode non riuscendo a comandare il gioco come avrebbe desiderato. Quando si gioca con Serena è fondamentale tenere alto il livello di concentrazione. In un certo senso penso che ciò abbia aiutato molto Simona. Ha eseguito perfettamente il suo piano di gioco”.

 

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ATP Newport: prima finale per Alexander Bublik, il suo avversario sarà Isner

Il kazako Bublik arriva all’atto conclusivo all’Hall of Fame Open battendo Marcel Granollers. Isner rimonta un set a Humbert

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Alexander Bublik a Newport 2019 (foto Twitter @TennisHalloFame)

Dopo le piogge di giovedì ed i conseguenti ritardi con il programma, nessun problema atmosferico per gli organizzatori dell’Hall of Fame Open nella giornata di sabato. Contrariamente a quanto succede di solito, le semifinali del singolare maschile sono state programmate a partire dalle ore 13 prima della cerimonia di introduzione dei nuovi ammessi alla Hall of Fame (che quest’anno sono Yevgeni Kafelikov, Li Na e Mary Pierce), relegando i discorsi e le lacrime nella serata anziché sotto il sole di mezzogiorno come tradizione.

Nel primo incontro la testa di serie n. 7 del tabellone, il kazako Alexander Bublik, ha superato in tre set lo spagnolo Marcel Granollers per 7-6(5), 3-6, 6-4 in due ore e nove minuti. Prima finale del circuito ATP per il ventiduenne di origine russa ma naturalizzato dal Kazakistan, che dopo aver già vinto tre tornei Challenger su altrettante finali nella prima metà di questa stagione proverà a mettere in bacheca un titolo del circuito maggiore.

A contendergli la vittoria sarà il n. 1 del seeding John Isner, grande esperto dei campi in erba e già vincitore tre volte a Newport. In semifinale il veterano statunitense ha dovuto faticare quasi due ore e tre quarti per avere la meglio del giovane talentuoso francese Ugo Humbert, n.48 della classifica ATP, che prima del match Mats Wilander, impegnato come commentatore per Tennis Channel, aveva addirittura dato come favorito per la vittoria, nonostante le credenziali erbivore di “Long John”. Vinto il primo set al tie-break per 7 punti a 4, il giovane transalpino ha perso la chance di avanzare alla finale quando ha subito cinque punti consecutivi dal 2-0 nel tie-break del secondo set, facendosi poi infilare da un ottimo passante di rovescio lungolinea di Isner sul 5-6 che ha mandato la partita al terzo set. L’americano ha approfittato della delusione di Humbert ottenendo il break all’inizio del parziale decisivo, andando rapidamente 3-0 e mantenendo il vantaggio fino al 6-7(4), 7-6(5) 6-3 finale che ha fatto ritardare la cerimonia di introduzione di oltre un’ora e un quarto.

 

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Il tabellone di Gstaad: quattro italiani per difendere il titolo di Berrettini

Matteo non ci sarà per una distorsione alla caviglia. Sonego, Fabbiano, Lorenzi e Travaglia proveranno a tenere il titolo in Italia. Ma occhio agli spagnoli

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Lorenzo Sonego e Matteo Berrettini - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nonostante il forfait del campione in carica Matteo Berrettini, vittima di una distorsione alla caviglia destra, l’ATP 250 di Gstaad rimane un torneo discretamente frequentato dai tennisti italiani. Non si arriva alle ‘vette’ di Umago, cominciato quest’anno con ben sei rappresentati del tricolore (l’ultimo, Caruso, è stato eliminato in semifinale), ma l’esigua distanza della località svizzera dal confine italiano ha comunque favorito l’iscrizione di quattro tennisti al tabellone principale: Paolo Lorenzi, Stefano Travaglia, Thomas Fabbiano e Lorenzo Sonego, che grazie alla quarta testa di serie comincerà direttamente dagli ottavi di finale… probabilmente contro Fabbiano, atteso da un primo turno non proibitivo contro la wild card locale Ehrat (n.389 ATP).

Impegno più complicato per Lorenzi, che esordirà contro Carballes Baena, mentre Travaglia affronterà un qualificato. Potrebbe anche trattarsi di un connazionale, poiché al turno decisivo delle qualificazioni sono approdati sia Baldi (affronterà Garcia-Lopez domenica attorno alle 13) che Moroni (il suo avversario sarà Trungelliti, inizio ore 11).

I primi tre favoriti del torneo, in ordine di seeding, sono Bautista Agut, Verdasco e Lajovic. La partecipazione del serbo è però da ritenersi in dubbio, poiché ancora in corsa a Umago dove giocherà – da favorito – la finale contro Balazs. Di seguito il tabellone completo:

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Il tabellone completo


ATP 250 Amburgo: il tabellone
Calendario ATP: entry list, tabelloni e tutti i vincitori dei tornei

 

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