Sarà Boston la sede della Laver Cup 2020

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Sarà Boston la sede della Laver Cup 2020

Ancora mancano comunicati ufficiali, ma i primi manifesti pubblicitari sono apparsi sugli schermi del TD Garden, storica sede dei Celtics e dei Bruins

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In attesa che si disputi a Ginevra la sua terza edizione (20-22 settembre), la Laver Cup guarda già avanti e pare aver trovato una nuova casa per il 2020. Mancano ancora comunicazioni ufficiali, ma, in occasione dell’incontro di hockey tra i Boston Bruins e i Toronto Maple Leafs, il maxischermi del TD Garden di Boston hanno proiettato un laconico, quanto significativo, “Welcome Laver Cup. Boston 2020”.

Dopo la fortunata edizione di Chicago dell’anno scorso, la competizione ideata da Roger Federer e dal suo manager Tony Godsick tornerà dunque per la seconda volta negli Stati Uniti, che per ora stanno monopolizzando le sedi riservate al Team World. Indubbiamente godono di un credito piuttosto forte per tutto ciò che riguarda l’organizzazione di eventi, sportivi in primis, ma in futuro sarebbe probabilmente auspicabile una maggiore diversificazione.

 

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Yevgeny Kafelnikov, Li Na e Mary Pierce entrano nella Hall of Fame

La tradizionale cerimonia di introdizione alla International Tennis Hall of Fame si è tenuta sabato sera a Newport

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I nuovi membri della Classe 2019 della International Tennis Hall of Fame a Newport (foto Twitter @TennisHalloFame

Questo giorno è finalmente arrivato”. Con queste parole Mary Pierce, campionessa dell’Australian Open 1995 e del Roland Garros 2000 ha iniziato il suo discorso di introduzione alla International Tennis Hall of Fame durante la cerimonia che come tradizione si è disputata a Newport, Rhode Island, durante il sabato conclusivo del torneo ATP 250 Hall of Fame Open. E così come per lei, il giorno è arrivato anche per Li Na, campionessa a Parigi nel 2011 (sconfiggendo la nostra Francesca Schiavone) e a Melbourne nel 2014,  e per Yevgeny Kafelnikov, anche lui campione al Roland Garros e in Australia, rispettivamente nel 1996 e 1999.

La cerimonia, che tradizionalmente inizia a mezzogiorno in punto, era stata programmata invece per le 18 locali, a seguire delle due semifinali del torneo, ma il prolungarsi del secondo match, quello tra John Isner e Ugo Humbert, ha costretto ad un ritardo di oltre un’ora che ha fatto si che le foto finali di rito e il consueto giro del campo da parte dei nuovi membri della Hall of Fame si siano svolte nel buio, illuminati solo da qualche riflettore di fortuna.

Piuttosto lungo il discorso di accettazione di Mary Pierce, forse un po’ troppo, che dopo essere stata presentata da Nick Bollettieri, uno dei suoi primi coach, ha parlato per oltre mezz’ora del suo percorso nel tennis e nella vita: “Il tennis mi ha insegnato così tanto. Mi ha insegnato che i traguardi che si vogliono raggiungere non arrivano facilmente. È necessario duro lavoro, dedizione, sacrifici. Mi ha insegnato che devi credere in te stessa, nonostante quello che dicono gli altri”. La campionessa francese ha raccontato come il suo sogno d’infanzia di diventare una pediatra cambiò di colpo a 10 anni quando accompagno una sua amica a una lezione di tennis e venne notata dal coach del circolo: “Se non fosse stato per quell’amica, per quel coach, che mi chiese di tornare il giorno dopo, non sarei mai più tornata su un campo da tennis, e non sarei qui oggi”.

 

Kafelnikov ha aperto il suo discorso ringraziando i suoi genitori, Aleksandre e Valentina, che non hanno potuto assistere alla cerimonia: “Papà, mamma, so che state guardando, vi amo tanto. Siete sempre stati al mio fianco. Celebreremo insieme al mio ritorno”.
Ringraziando il board della Hall of Fame per l’onore concessogli, ha concluso dicendo che porterà la responsabilità del suo ruolo con onore per il resto della sua vita, “e spero di non deludervi”.

E quando ormai le tenebre erano già scese sull’ex-casinò di Newport, è stata la volta di Li Na, presentata dal suo agente Max Eisenbud (lo stesso di Maria Sharapova), che ha promesso di fare un discorso in linea con il suo nome: “corto”. Dopo aver scherzato sulla sua vita dopo la carriera professionistica (“Ora ho due figli. Sfortunatamente, lo stesso marito”), ha ricordato come abbia odiato il tennis in principio: “dopo la scuola dovevo andare a giocare a tennis, non avevo tempo per giocare con i miei amici. Ma più il tempo passava, più imparavo ad ammirare questo meraviglioso sport”.

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A Bucarest Rybakina domina e conquista il primo titolo

La kasaka lascia appena due giochi a Tig e centra il primo alloro in carriera. Da lunedì sarà numero 65 del ranking

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Il tabellone completo

E. Rybakina b. [Q] P. Tig 6-2 6-0

Una finale a senso unico regala il primo titolo della carriera a Elena Rybakina. La kazaka solleva il trofeo del WTA International di Bucarest senza cedere nemmeno un set e lasciando appena due giochi in finale alla sorpresa del torneo, Patricia Maria Tig. La romena, uscita dalle qualificazioni, non è stata in grado di opporre resistenza alle accelerazioni filanti di Rybakina o meglio, ci ha provato ad inizio partita, ma si è poi lasciata andare allo sconforto e probabilmente alla stanchezza.

 

SIl primo set infatti è stato più lottato di quanto il 6-2 sul taccuino non faccia pensare. Rybakina è riuscita a strappare il servizio all’avversaria già nel terzo gioco, ma ha avuto bisogno di un game da dodici punti per confermarlo. Un altro game fiume vede Tig annullare due palle del doppio break. A questo punto è stata la giocatrice di casa ad avere due palle break consecutive per riportare il punteggio on serve. Mancate entrambe le chance, Tig si spegne e perde ancora una volta il servizio e il set. Il secondo parziale non si gioca neanche. Rybakina colpisce a braccio sciolto e vince sei giochi di fila in 26 minuti. Dalla prossima settimana farà il proprio primo e prepotente ingresso in top 100, al numero 65. A fine match, grandissima emozione per Tig, che riserva un pensiero di stima a Rybakina e una dedica affettuosa alla figlia. La romena, al termine di una settimana comunque ottima, passa da non avere ranking ad essere numero 234 del mondo.

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Qualificazioni ATP: Baldi e Moroni dentro a Gstaad, rimpianti per Mager ad Amburgo

Altri due azzurri giocheranno in Svizzera portando il totale a 6. Incredibile sconfitta per Mager in Germania da 5-2 nel terzo set

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Filippo Baldi - Roma 2019 (foto da twitter @IntelBNLdItalia)

Erano tre gli italiani impegnati nel turno decisivo delle qualificazioni dei tornei ATP di Gstaad e Amburgo: Filippo Baldi, Gian Marco Moroni e Gianluca Mager. I primi due, iscritti a Gstaad, sono riusciti a passare il turno, mentre Mager ha dovuto salutare Amburgo ad un passo dal tabellone principale.

Baldi ha vinto una partita piuttosto complicata contro Guillermo Garcia Lopez. Perso il primo set 6-3, l’azzurro si è trovato sotto 4-2 nel secondo, ma è riuscito a rientrare e addirittura a procurarsi un set point nel dodicesimo gioco, senza però sfruttarlo. Il tiebreak gli permette comunque di pareggiare il conto dei set. Nel parziale decisivo, Baldi ha poi preso subito il largo, chiudendo 6-2. Al primo turno se la vedrà con Taro Daniel. Più agevole il successo di Moroni che ha liquidato 6-3 6-2 Marco Trungelliti. Bravo l’italiano a cancellare tutte e sei le palle break offerte nel primo set e a concretizzare invece la prima disponibile. Il suo avversario nel tabellone principale sarà Tommy Robredo, omaggiato di una wild card.

Ad Amburgo invece molti rimpianti per Gianluca Mager, eliminato in tre set da Julian Lenz (numero 375 ATP). L’azzurro, dopo aver ceduto di schianto il primo set 6-2, è andato avanti di un break nel secondo. Al momento di servire per il match ha però mancato due set point, finendo col perdere il servizio. Mager è comunque riuscito a far suo il set al tiebreak e nel terzo è scappato avanti 5-2. A questo punto, ad un passo dal tabellone principale, qualcosa si è inceppato. L’italiano ha infatti perso cinque giochi consecutivi, cedendo il parziale 7-5 e con esso il match.

 

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