ATP Montecarlo, day 2: Fognini sul Centrale, gli altri italiani sul Campo dei Principi

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ATP Montecarlo, day 2: Fognini sul Centrale, gli altri italiani sul Campo dei Principi

Tutti gli italiani in campo nella prima giornata completa nel Principato. Fognini sfida Rublev, Cecchinato trova Dzumhur, derby Sonego-Seppi

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Il lunedì di Montecarlo diventa una festa italiana con tutti i nostri giocatori in campo. Terzo match sul Campo Centrale per Fabio Fognini contro il qualificato Andrey Rublev.

Sul Campo dei principi secondo match per Marco Cecchinato contro Damir Dzumhur e quarto ultimo incontro sarà il derby tra Andreas Seppi e Lorenzo Sonego. Sul Centrale in campo anche Medvedev, Shapovalov e Edmund. Djokovic in campo in doppio col fratello Marko.

CAMPO RANIERI III  – Dalle 11h00

[10] D. Medvedev (RUS) vs J. Sousa (POR)

 

[15] D. Shapovalov (CAN) vs J. Struff (GER)

[13] F. Fognini (ITA) vs [Q] A. Rublev (RUS)

D. Schwartzman (ARG) vs [17] K. Edmund (GBR)

CAMPO DEI PRINCIPI Dalle 11h00

R. Bautista Agut (ESP) vs J. Millman (AUS)

Non prima delle 12h00
 
D. Dzumhur (BIH) vs [11] M. Cecchinato (ITA)

[Q] G. Andreozzi (ARG) vs [16] D. Goffin (BEL)

A. Seppi (ITA) vs [Q] L. Sonego (ITA)

CAMPO N°2 –Dalle 11h00

[12] N. Basilashvili (GEO) vs M. Fucsovics (HUN)

[WC] M. Djokovic (SRB) / N. Djokovic (SRB) vs [4] J. Cabal (COL) / R. Farah (COL)

[WC] L. Catarina (MON) vs [WC] J. Munar (ESP)

A. Zverev (GER) / M. Zverev (GER) vs [WC] R. Arneodo (MON) / H. Nys (MON)

CAMPO N°9 – Dalle 11h00

[Alt] M. Jaziri (TUN) vs D. Lajovic (SRB) [LL]

T. Daniel (JPN) vs P. Kohlschreiber (GER)

G. Dimitrov (BUL) / S. Wawrinka (SUI) vs [6] H. Kontinen (FIN) / J. Peers (AUS)

[Q] A. Bedene (SLO) vs R. Albot (MDA)

CAMPO N°11 –Dalle 11h00

[1] P. Herbert (FRA) / N. Mahut (FRA) vs R. Haase (NED) / W. Koolhof (NED)

J. Chardy (FRA) vs M. Kukushkin (KAZ)

[Q] F. Delbonis (ARG) vs M. Klizan (SVK)

I. Dodig (CRO) / E. Roger-Vasselin (FRA) vs L. Djere (SRB) / D. Sharan (IND)

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ATP Adelaide 2, prima gioia in carriera per Kokkinakis: battuto Rinderknech

Il tennista di casa conquista il primo titolo della carriera in singolare sconfiggendo in rimonta il francese dopo oltre due ore e mezza di partita

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Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)
Thanasi Kokkinakis - ATP Adelaide 2 2022 (Twitter - @AdelaideTennis)

Thanasi Kokkinakis si consacra re nel 250 di Adelaide 2. Lo fa nella sua città natale, conquistando il tanto desiderato primo titolo nel circuito maggiore, nella finale delle sorprese. Dall’altra parte della rete Arthur Rinderknech (N.58 ATP), battuto dal tennista di casa in rimonta 6-7(6) 7-6(5) 6-3. Una battaglia durata 2h e 38 min e dominata dai servizi: alla fine del match si conteranno 15 ace per il francese contro i 18 di Kokkinakis. E proprio il rendimento alla battuta è stata una delle chiavi della vittoria per il classe 1996, che ha conquistato il 90% dei punti con la prima in campo (contro il comunque alto 81% dell’avversario).

Il primo set è proceduto on-serve senza che nessuno dei due giocatori concedesse neanche una palla break all’altro. Arrivati all’inevitabile tie-break, Kokkinakis ha avuto anche un set point sul 6-5, annullato da Rinderknech (neanche a dirlo) grazie ad un’ottima prima al centro. Alla fine è il francese a spuntarla 8-6 approfittando del dritto finito sotto il nastro dell’australiano. Nuovo set, stessa storia. I due tennisti non concedono nulla e Kokkinakis arriva anche mettere 29/36 prime palle in campo. Ma la storia cambia nel tie-break quando, dopo una serie di mini-break il N. 145 del ranking si aggiudica il parziale al terzo set point. 1-1 e partita nuovamente in parità.

L’equilibrio si spezza nel terzo e decisivo set quando Rinderknech inizia a concedere qualcosa di troppo. Il transalpino offre nel game di apertura una palla break, la prima della partita, che Kokkinakis sfrutta per la gioia del pubblico di casa, che sin dai primi punti ha esultato a ogni suo colpo vincente. Il secondo break ottenuto sul 5-3 è quello decisivo: Thanasi quasi non ci crede ma il suo sorriso è eloquente, è lui il campione. Una grande gioia per il tennista di casa che conquista così il primo titolo in carriera nel circuito maggiore, alla seconda finale dopo quella del 2017 a Los Cabos persa contro Querrey.

 

Non avrei voluto vincere il mio primo titolo altrove” – ha detto Kokkinakis al termine della partita – “Per la mia famiglia, i miei amici e lo staff, che viaggio che è stato. Mi avete visto ai miei minimi termini e ora al punto più alto. Adesso sono così felice. Ho giocato e mi sono allenato su questo campo da quando avevo otto o nove anni, venendo qui prima di scuola ogni giorno. Amo così tanto questo campo“.

Questa vittoria conferma l’ottimo stato di forma di Kokkinakis, che già aveva raggiunto la semifinale nel primo torneo giocato ad Adelaide perdendo dal futuro campione Monfils. Il venticinquenne è adesso atteso dall’appuntamento più importante per proseguire l’eccellente periodo sui campi di casa: l’Australian Open (qui il tabellone maschile). Kokkinakis ha ottenuto una wild card per l’accesso al main draw e se la vedrà al primo turno contro Yannick Hanfmann, N. 126 del ranking che ha battuto nelle qualificazioni l’azzurro Giannessi.

IL TABELLONE COMPLETO DELL’ATP 250 DI ADELAIDE 2

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In corso l’appello di Djokovic contro l’annullamento del visto

Djokovic non sarà espulso fino alla fine del ricorso. Nessuna detenzione fino a domani alle 8 (le 22 italiane). Domenica l’udienza davanti alla Corte Federale. Sarà scortato da due ufficiali

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)

[ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO]

Dopo giorni di dubbi e rinvii, il caso Djokovic ha subìto una brusca accelerata in seguito alla seconda cancellazione del suo visto, questa volta operata attraverso i poteri personali del Ministro dell’Immigrazione Alex Hawke. E di brusca accelerata si tratta, perché la Federal Circuit and Family Court, presieduta dal giudice Anthony Kelly (che lunedì aveva accolto il ricorso del N.1 ATP), ha deciso di ascoltare le due parti alle 20:45 locali (le 10:45 italiane).

Il dibattimento può essere seguito a questo link: Federal Circuit and Family Court of Australia – YouTube (sembrano esserci alcuni problemi con lo streaming, anche perché al momento l’appello sta venendo seguito da oltre 45.000 persone)

 

Kelly ha proposto, come previsto dalla stampa locale, che il caso venga trasferito dalla Federal Circuit and Family Court alla Federal Court, aggiungendo che il giocatore è stato “invitato” ad un interrogatorio in programma domani. Nick Wood, legale di Djokovic, si è però detto contrario a questa decisione perché rallenterebbe il processo di delibera, cosa che in questo momento metterebbe a rischio la possibilità che il N.1 ATP possa giocare lunedì o martedì il suo primo turno contro Miomir Kecmanovic.

Kelly ha inoltre proposto un’ingiunzione che permetta a Djokovic di rimanere presso la sua abitazione fino alle 16 locali di sabato 15 gennaio (le 6 di mattina in Italia). Wood ha infatti affermato che i funzionari governativi con cui è stato in contatto vorrebbero riportare Djokovic in detenzione.

Wood ha inoltre affermato che le tempistiche del Ministro dell’Immigrazione Alex Hawke sono il motivo per il quale il team legale del tennista serbo si è dovuto muovere tanto in fretta, e si è detto contrariato per le voci trapelate sulla stampa secondo le quali sarebbero stati gli avvocati di Djokovic a rallentare il processo inviando una grande mole di documentazione. Ha infine detto che le ragioni di questa seconda cancellazione del visto sono totalmente diverse da quelle della prima, e ha criticato le parole di Hawke secondo le quali permettere a Djokovic di rimanere in Australia stimolerebbe sentimenti anti-vaccino.

Stephen Lloyd, legale che rappresenta Hawke, ha detto che il ministro non cercherà di espellere Djokovic dal Paese prima della finale dell’iter legale. Ha poi aggiunto che Djokovic è atteso preso gli uffici dell’immigrazione per le 8 di domattina (le 22 italiane), e che il giocatore potrà avere accesso al suo team legale anche durante un’eventuale detenzione. Lloyd propone che Djokovic possa vedere i suoi legali domani, il 15 gennaio, alla condizione che dei funzionari dell’Australian Border Force siano presenti al medesimo piano dove si svolgerebbe l’incontro. Al termine dell’incontro Djokovic verrebbe riportato in detenzione.

Kelly ha affermato che è importante definire il significato di “fully vaccinated”, cosa che lunedì non era stata fatta perché la vertenza aveva riguardato esclusivamente gli errori procedurali avvenuti al confine. Kelly ha quindi riconosciuto che l’obbligo vaccinale fosse e sia necessario per l’ingresso in Australia al netto di eventuali esenzioni. “Se è stata concessa un’esenzione, e se [Djokovic] aveva una Australian Travel Declaration che era stata approvata […] questa parte della questione rimane irrisolta“.

Kelly ha infine chiarito la proposta di Lloyd: Djokovic rimarrebbe “in detenzione” presso i suoi avvocati fino a mezzogiorno del 15 gennaio (le 5 di mattina italiane) mentre preparano i documenti. A quel punto verrebbe spostato presso un centro detentivo e tornerebbe allo studio legale per l’eventuale dibattimento di domenica.

Dopo una pausa, Kelly ha ripreso attorno alle 12:40 italiane. Ha richiesto la presentazione degli affidavit degli avvocati di Djokovic il prima possibile; ha inoltre chiesto che non vengano fatti tentativi di espellere il giocatore prima della fine dei dibattimenti. Djokovic verrà interrogato alle 8:00 della mattinata di Melbourne, per poi essere spostato presso l’ufficio dei suoi legali fino alle 14:00 (le 4 di mattina italiane); verrà riportato da due funzionari presso i suoi legali alle 9 di mattina australiane di domenica 16 gennaio per il dibattimento. Potrà seguire il processo in video. Il caso verrà spostato dalla Federal Circuit and Family Court alla Federal Court.

Nick Wood, avvocato di Djokovic, ha sollevato dubbi sull’interrogatorio di domani per i rischi che potrebbero crearsi in termini di sicurezza e per l’influenza che la massiccia presenza dei media potrebbe avere. Ha quindi suggerito di organizzare la detenzione di Djokovic presso un luogo che rimarrebbe ignoto al pubblico. La questione ha generato del conflitto fra le parti, perché Kelly ha suggerito che i contendenti dovrebbero trovare un accordo su dove organizzare la detenzione, ma al momento non esiste concordanza su questo punto. Ha quindi nuovamente lasciato l’aula per permettere agli avvocati di mettersi d’accordo. “Non potete chiedermi di fare da mediatore in questa faccenda“, sono state le sue parole.

La corte si è riunita alle 13:11, una volta raggiunto un accordo, aggiornandosi poco dopo. Kelly ha detto che pubblicherà le ragioni dietro agli ordini promulgati stasera nella mattinata australiana di sabato 15 gennaio (nella notte italiana, insomma).

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ATP Challenger: grande inizio degli azzurri nel 2022

Sono quattro gli italiani che accedono ai quarti di finale: Potenza e Nardi a Forlì, Agamenone e Caruso a Bendigo

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Quest’anno la sosta invernale è stata veramente brevissima, un paio di settimane e poi di nuovo tutti in pista per il nuovo carosello, per la quarantacinquesima volta da quando è stato istituito il circuito cadetto, la quattordicesima da quando ha preso il nome di ATP Challenger Tour. Si nota qualche piccolo aggiustamento regolamentare come le qualificazioni a 24 giocatori e non più a 16 e un piccolo adeguamento verso l’alto nell’assegnazione dei punti ATP. Per carità, niente di veramente rilevante, al contrario di quanto accade nel circuito ITF dove invece l’aumento dei punti è, in proporzione, più consistente (più 33% per il vincitore di un 15.000 dollari e più 20% in un 25.000 dollari).

Al Challenger 50 di Forlì (cemento indoor) ben 16 gli italiani, tra tabellone principale e qualificazioni. A brillare sono Luca Potenza e Luca Nardi che iniziano l’anno alla grande centrando i quarti di finale. La sorpresa è il 21enne siciliano che ottiene il miglior risultato della sua giovane carriera, sfruttando al meglio la wild card e battendo nell’ordine 5-7 6-4 7-6(8) Alexander Ritschard (n.276 ATP e quinta testa di serie) e 7-5 6-4 il cinese Zhizhen Zhang (n.321 ATP). Sono stati due incontri molto combattuti, a tratti drammatici, in cui Luca ha anche annullato due match point nel tie-break decisivo contro lo statunitense. Il quarto di finale contro l’esperto tedesco Cedrik-Marcel Stebe (n.227 ATP) è molto duro ma non impossibile per un giocatore che, dopo una lunga gavetta, sembra essersi meritato il suo posto a tavola nel circuito cadetto. Un posto che spetta per diritto di talento all’altro Luca, il 18enne Nardi che qui a Forlì sembra trovarsi a proprio agio, visto che già in dicembre aveva raggiunto la semifinale. E nel primo dei cinque tornei romagnoli riprende proprio da dove aveva lasciato, iniziando l’anno con due belle vittorie contro avversari non banali come il monegasco Lucas Catarina (3-6 6-3 6-2) e il francese Evan Furness (6-7 6-4 6-1). Il prossimo turno contro lo statunitense Christian Harrison (n.256 ATP) non è impossibile.

Fuori al primo turno Stefano Napolitano che sta cercando per l’ennesima volta di rientrare alle competizioni dopo l’infortunio. L’azzurro ha dato buoni segnali, pur denunciando una certa desuetudine agonistica, come ha dimostrato nei passaggi delicati del match perso col cinese Zhang.

 

Fuori subito anche Matteo Viola che perde nettamente 6-4 6-2 contro Michael Vrbensky (n.372 ATP) e la wild card Lorenzo Angelini che fa il possibile contro il forte 21enne britannico Aidan McHugh (n.340 ATP), riuscendo a mantenere a lungo l’equilibrio nel primo set fino a quando sul 4-4 perde il servizio e il set. A questo punto Lorenzo si ricorda di avere solo 15 anni e cede di schianto, forse già soddisfatto di quanto dimostrato nella prima parte di partita. Eliminato al primo turno anche il cesenate Francesco Forti che perde 7-6(3) 6-3 contro il qualificato indiano Makund Sasikumar (n.414 ATP).

Non superano le qualificazioni Marco Miceli (n.763 ATP), il 20enne Mattia Bellucci e il coetaneo Matteo Gigante che contro il franco-marocchino Benchetrit ha mostrato quell’atteggiamento un po’ così delle giornate in cui la luna giusta non lo assiste. Breve il percorso anche per Francesco Vilardo, Marco Bortolotti, Davide Galoppini, Alexander Weis e i giovanissimi Cesare Carpano, Filippo Caporali e Pietro Buscaglione che ringraziano per la wild card ma si dimostrano ancora troppo teneri per questo livello.

Affollatissimi i due Challenger 80 australiani (cemento outdoor) di Bendigo e Traralgon che offrivano un tabellone a 64 giocatori proprio per permettere un buon allenamento agonistico in vista degli imminenti AO. A noi italiani interessava in particolare quello di Bendigo, città di 76.000 abitanti situata nello Stato di Vittoria a 131 km da Melbourne, che vedeva in tabellone ben sette azzurri. Bravi Franco Agamenone e Salvatore Caruso che hanno raggiunto i quarti. L’italo-argentino riprendendo esattamente da dove aveva lasciato e cioè vincendo: per lui tre vittorie nette, senza perdere un set, in attesa di affrontare nel prossimo turno un avversario ostico come il kazako Dmitry Popko (n.180 ATP) che forse parte leggermente favorito, anche se l’azzurro, negli ultimi mesi, ci ha abituati a ben altre sorprese. Nel frattempo ha stabilito il suo ennesimo best ranking al n.197 ATP. Percorso agevolato per Caruso che, dopo il bye al primo turno, è sceso in campo solo contro Alexandre Muller (2-6 6-2 6-1) perché negli ottavi ha usufruito del forfait di Gastao Elias. Nei quarti lo aspetta il francese Hugo Grenier (n.150 ATP) in una sfida che si prospetta molto equilibrata. Fuori agli ottavi Flavio Cobolli battuto 6-3 7-5 da Popko e Thomas Fabbiano che viene fermato 7-5 3-6 6-4 da Enzo Couacaud (n.179 ATP). Eliminati al primo turno Jimbo Moroni, Filippo Baldi e Lorenzo Giustino.

Nessun italiano in tabellone nell’altro Challenger down under in svolgimento a Traralgon, cittadina di 25.000 abitanti sempre nello stato di Vittoria, a 164 km da Melbourne, che vede grandi favoriti Gilles Simon e Jiri Lehecka, le prime due teste di serie.

L’attività è ripresa anche in sudamerica, col Challenger 50 di Buenos Aires (terra battuta) dove per l’Italia era presente il solo Luciano Darderi che purtroppo si è fatto sorprendere nel primo turno 6-4 7-6(3) dal qualificato brasiliano Jose Pereira (n.648 ATP). Un esordio amaro per l’italo-argentino in quella che dovrebbe essere, negli auspici di tutti, la stagione della sua consacrazione.

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