Roma chiama, Fognini e Cecchinato rispondono

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Roma chiama, Fognini e Cecchinato rispondono

Vittorie per i due azzurri in testa al ranking, con la solita rimonta per il palermitano. Peccato per Sonego, che mette in difficoltà Khachanov ma esce sconfitto

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da Roma, il nostro inviato

Era la prima volta da tanti, tanti anni che l’Italia maschile non si presentava così folta e competitiva al Foro Italico. Il lunedì ne è stato l’esempio perfetto: un pomeriggio di emozioni con Marco Cecchinato e Lorenzo Sonego, protagonisti di due belle battaglie differenziate purtroppo soprattutto dal risultato finale, e la serata con Fabio Fognini, al primo match italiano dopo il successo a Montecarlo. Nessun problema per il numero uno azzurro.

La stella di Fognini ha brillato quanto necessario a superare in due set un Jo-Wilfried Tsonga dimesso, con un po’ di lotta a set già inclinati più per la gioia del pubblico che per il rischio del punteggio. Un 6-3 6-4 buono per iniziare la campagna romana con fiducia, testando per un’ora e venti il terreno del Centrale sul quale punta a rimanere fino a fine settimana. Il top player azzurro è arrivato al match con grande fiducia, affrontandolo con la consapevolezza di aver ottenuto dall’urna la combinazione perfetta di un avversario che forniva un test serio e credibile, ma allo stesso tempo un rischio vicino allo zero: sul singolo colpo Tsonga si è dimostrato ancora quello del suo palmares ATP, ma allargando il campo di esame allo scambio, al game, e così via è stato facile mettere a fuoco i problemi fisici che ostacolano il ritorno del trentaquattrenne francese. Avanti nel punteggio fin dalle fasi iniziali, Fognini ha avuto guai soltanto quando si è rilassato un minimo, sentendo magari di aver già in tasca il risultato.

 

Soltanto aspetti positivi comunque, evidenziati tutti in conferenza stampa dallo stesso Fabio. “In qualsiasi momento lui poteva tornare in partita, è stato importante portarla a casa. Sto mantenendo un certo livello, di concentrazione che fino a un po’ di tempo fa era mancata” ha detto, tornando poi sul fastidio alla schiena che rimane sempre un pensiero in questi giorni: “non è un infortunio muscolare, onestamente non so cos’ho, è un dolore che scende fin giù e che mi limita un po’ nei movimenti che sono il mio punto di forza. Lo stiamo trattando, sono sotto antinfiammatorio”. Al momento non è sembrato nulla di cui preoccuparsi troppo, neppure nel freddo gelido del Foro dopo il tramonto. In ogni caso, la maglietta Emporio Armani con lo Skyline di Roma è stata bagnata dal sudore di una buona vittoria e adesso ci sarà un giorno di riposo, in attesa di scoprire il prossimo avversario tra Radu Albot e Benoit Paire (passato dalle qualificazioni). Uno dei suoi due tornei dei sogni Fognini l’ha appena vinto, e non c’è modo migliore di iniziare a sognare l’altro.

IL DIESEL – Le cose facili non piacciono invece a Cecchinato, a segno con l’ennesima rimonta – siamo a quindici in poco più di un anno, gran parte delle quali in tornei prestigiosi. Quella del primo turno degli Internazionali è maturata recuperando un set di svantaggio ad Alex De Minaur, aggressivo ma impreciso, fianco perfetto da prestare agli attacchi dell’azzurro appena quest’ultimo ha capito da che verso prenderla. Incontro non bellissimo ma vittoria di “garra” su un campo Centrale che ha risposto alle incitazioni del palermitano, sostenendolo fino alla vittoria finale per 4-6 6-3 6-1 in quasi due ore e un quarto. Qualche prodezza e qualche errore? Alla domanda, lui ha risposto con un sorriso onesto: “di prodezze non ne ho viste”. “Direi che ho lottato, come sempre. All’inizio ero troppo lontano dalla riga, poi ho iniziato a essere più aggressivo e lui è andato in difficoltà”. Effettivamente talvolta De Minaur manca della maturità tennistica solitamente associata a un ranking come il suo numero 26: tante palle break concesse anche da lui, con tanto di grossa occasione per Cecchinato già nel finale del primo set.

Il solito svantaggio è arrivato anche perché “Ceck”, a un paio di punti dalla fine del parziale, nello scivolare ha appoggiato male il peso sul ginocchio sinistro. Un fastidio che ha influito anche sull’inizio di secondo set, quando è stato subito breakkato; ha reagito prima con una racchettata in terra – fatale all’attrezzo – e poi fortunatamente con un più redditizio cambiamento nel gioco. Mi chiamano diesel! A parte gli scherzi, devo ricominciare a entrare in campo subito aggressivo ha dichiarato, non nascondendo comunque una certa fierezza per il suo record di remuntade cresciuto di un’altra unità. Al prossimo turno affronterà Philipp Kohlschreiber, entrando nell’orbita di Djokovic; il numero uno mondiale è una presenza cruciale nella sua carriera, a partire da quell’incredibile match parigino che gli ha cambiato la vita… anche negli spogliatoi. “A Madrid ero vicino di armadietto di Federer, mi ha detto che sono il giocatore preferito di suo figlio. Figurati, nemmeno sognavo di poterci parlare!”

A proposito di Parigi, che ormai si è allontanata abbastanza da riavvicinarsi prepotentemente: se è difficile che Cecchinato riesca a ripetere l’impresa del 2018, e quindi a difendere tutti i 720 punti della semifinale, è altrettanto vero che da quel giorno in poi è riuscito ad accumularne abbastanza da garantirsi un posto nei grandi tornei anche quando una parte del gruzzolo sarà stata restituita. La questione è stata sollevata abbastanza volte da spingere Cecchinato a prendere in mano il calcolatore: “Sembrava una malattia, alla fine mi sono incuriosito e ho fatto i conti pure io: se avessi perso al primo turno qui e al Roland Garros sarei rimasto comunque numero quaranta. Comunque una classifica importante, non moriva nessuno, e mi sono rasserenato”. Passata la paura, passata la settimana a letto con la febbre a 39, passato anche il primo turno, Cecchinato può andare avanti. Magari non uccidendo mai le partite in due set, ma si spera piano, sano e ancora più lontano.

SONEGO RESPINTO – Peccato invece per Lorenzo Sonego, che cede a Karen Khachanov la rivincita del match di qualche settimana fa a Montecarlo. Un break in avvio e un problema al quadricipite nel terzo set hanno aperto la strada al russo, testa di serie numero 11 e uno dei peggiori tra i pescabili al primo turno, ma il torinese ha avuto e dato a lungo l’impressione di essere in grado di strappare il bis nonostante il gap di ranking e di esperienza. “Sono molto dispiaciuto” ha detto in conferenza stampa Sonego, “avevo girato una partita iniziata male, sentivo di poterla vincere. Peccato essere crollato fisicamente”. E in effetti le percentuali statistiche del primo set la avrebbero data vinta a Sonego, con la stessa (bassa) quota di prime palle in campo e un utilizzo addirittura migliore. Purtroppo, con due occasioni di break a testa, l’unico a convertire è stato il russo, bravo ad approfittare della partenza contratta dell’azzurro e a difendere poi il vantaggio quando la pressione si è fatta più intensa, ottenendo il 6-3.

“Con un servizio come il suo devi rimanere attaccato al match” ha commentato Sonego, evidenziando nella resa alla battuta la differenza decisiva. Nel secondo set ci è riuscito, tenendo duro e poi dominando il tie-break per sette punti a uno in un Grandstand finalmente bello dentro, bello fuori, e bello pieno. Ancora un turno di servizio perso in avvio, e poi l’arrivo dei guai muscolari, hanno impedito al ventiquattrenne allenato da Gipo Arbino di combattere al massimo delle capacità fino alla fine, nonostante la spinta del pubblico (giudicata eccessiva da Khachanov, che si è rivolto agli spalti in modo polemico indicandosi l’orecchio). Dalla prima al Foro tre anni fa, quando lo stesso pubblico si infiammò per il set strappato a Joao Sousa, il torinese “bravo ma troppo leggero” ha messo su oltre ai muscoli anche qualche “chilo” di tennis. È appena la seconda volta in stagione che Sonego lascia un torneo senza vittorie, ed è banalmente questa la ragione: il ragazzo gioca bene.

I risultati degli italiani:

[11] K. Khachanov b. [WC] L. Sonego 6-3 6-7(1) 6-3
[16] M. Cecchinato b. A. De Minaur 4-6 6-3 6-1
[10] F. Fognini b. [PR] J.W. Tsonga 6-3 6-4

Il tabellone completo

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Cinque azzurre nelle qualificazioni dell’International di Monterrey

Jasmine Paolini rimane fuori dal main draw per un posto. Nel tabellone cadetto anche Errani, Cocciaretto, Trevisan e Gatto-Monticone

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Sara Errani - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Continua la trasferta messicana del tennis italiano al femminile. Se erano quattro le azzurre nel tabellone di qualificazione di Acapulco, saranno cinque quelle che proveranno ad entrare nel main draw dell’International di Monterrey. A Elisabetta Cocciaretto, Giulia Gatto-Monticone, Martina Trevisan e Sara Errani (l’unica a superare le quali ad Acapulco, dove è stata poi sconfitta agli ottavi di finale), si aggiunge anche Jasmine Paolini. La numero 1 d’Italia, che ad Acapulco è stata costretta al forfait prima dell’esordio per un malessere, è rimasta fuori di un posto dal tabellone principale di Monterrey, e guiderà quindi il seeding delle quali.

Jasmine se la vedrà al primo turno con la slovacca Kristina Kucova (170 del mondo), mentre Sarita affronterà per la quarta volta in carriera la svizzera Stefanie Voegele, seconda favorita del seeding (l’azzurra conduce 2-1 nei precedenti, Voegele ha vinto l’ultima sfida giocata lo scorso anno a Indian Wells). In caso di successo, Errani potrebbe trovare al secondo turno Martina Trevisan, che debutterà contro la slovena Dalila Jakupovic (230 WTA). Un solo precedente, vinto dall’italiana a Roma nel 2017. Cocciaretto è stata invece sorteggiata contro la cilena Daniela Seguel (220 del ranking), mentre Gatto-Monticone sfiderà la 17enne canadese Leylah Fernandez, grande sorpresa della settimana di Acapulco, torneo nel quale è approdata in finale partendo dalle qualificazioni.

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Binaghi: “La Davis a Cagliari si giocherà con il pubblico”

Il Coronavirus non condizionerà la sfida tra Italia e Corea del Sud (due dei Paesi con più contagi al mondo). Il presidente FIT conferma che in Sardegna si giocherà a porte aperte

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L’emergenza Coronavirus in Italia non è ancora rientrata. Con quasi 500 contagi, solo Cina e Corea del Sud hanno fatto registrare più casi in tutto il mondo e lo sport, come tutte le altre attività sul suolo nazionale, ne sta risentendo parecchio. In Sardegna, dove il 6 e 7 marzo andrà in scena il match di qualificazione alle Davis Cup Finals tra (guarda caso) Italia e Corea del Sud, non si registrano contagi. Nella serata di mercoledì è stata sottoposta a tampone una ragazza di Porto Torres, zona settentrionale, ma fortunatamente l’esito è stato negativo. Il tie si può quindi giocare a porte aperte, al contrario di quanto deciso in Giappone, dove non ci sarà il pubblico sugli spalti per la sfida tra i nipponici e l’Ecuador.

Il Coronavirus, al momento, resta lontano dall’isola e di questo e tanto altro ha parlato Angelo Binaghi, presidente della FIT, nella conferenza stampa di mercoledì 26 febbraio presso Villa Devoto, a Cagliari. “Siamo stati contattati poc’anzi dal Governo coreano per avere la certezza che faremo entrare in Sardegna i loro giocatori e lo staff sono le parole di Binaghi (originario proprio del capoluogo sardo), riportate dal sito ufficiale della Federazione. “Ci siamo messi in contatto col nostro Governo, il problema è risolto. Prenderemo tutte le precauzioni possibili ovviamente, in questo senso il mare rappresenta una protezione e non un ostacolo. Se avessimo scelto Torino come io volevo inizialmente, avremmo dovuto giocare a porte chiuse. Invece a Cagliari ce la facciamo, e sarà uno spot per la nostra terra in un momento così delicato e problematico. Anche la circostanza che Italia e Corea del Sud siano entrambi Paesi coinvolti ci dà una mano: i problemi li creano magari i Paesi non coinvolti perché hanno paura poi che gli atleti non possano tornare a casa”.

Al Tennis Club Cagliari si attende un grande pubblico, ma non il tutto esaurito. L’evento metterà in vetrina la città, dove non si gioca un match di Davis dal 2009: “Da sardo sono convinto che sia la strada giusta per far conoscere le bellezze della nostra terra, rilanciare l’economia e dare un futuro migliore ai nostri giovani. Sono contento di tornare in Sardegna, dove abbiamo una lunghissima tradizione positiva sia con la nazionale maschile che femminile. Abbiamo avuto un grande riscontro dalla biglietteria, abbiamo sfiorato il record storico di registrare il tutto esaurito con gli abbonamenti, su questo ha influito la situazione del Coronavirus e lo stato di allerta generale, che confidiamo con questa conferenza stampa di aver ridimensionato”.

Presenti a Villa Devoto anche il presidente della regione Sardegna Christian Solinas e il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. “Siamo onorati di ospitare una tappa importante della Coppa Davis” ha detto Solinas. “Riteniamo che aprire una vetrina cosi importante in Sardegna, nella città di Cagliari, possa rappresentare uno strumento eccezionale di promozione e di crescita per il mondo sportivo isolano, ma non solo, per dare un’immagine di una regione attenta ai grandi eventi in un momento particolare quale quello che stiamo vivendo”. Per Truzzu “la speranza è che sia una grande occasione di festa che ci permetta anche di non parlare di certi argomenti che ormai hanno preso il sopravvento e in alcuni casi generano un effetto psicosi che dovremmo cercare tutti di respingere”.

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WTA Acapulco: si ferma Errani, avanti Potapova

L’azzurra è stata superata in tre set dalla cinese Xiyu Wang. Sulla strada della diciottenne russa l’altra giovanissima Leylah Fernandez, sorpresa canadese. Restano in corsa soltanto due teste di serie: Heather Watson e Lin Zhu

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Heather Watson - Acapulco 2020 (via Twitter, @AbiertoTelcel)

Due ore e mezza di lotta non sono bastate a Sara Errani per proseguire la sua corsa nel torneo di Acapulco. L’azzurra è stata superata dalla cinese Xiyu Wang (127 WTA), crollando nel terzo set dopo essere stata comunque brava a conquistare il secondo al tie break. Nel parziale decisivo l’emiliana è risultata facilmente attaccabile sulle prime di servizio, che si sono tradotte in punto appena quattro volte su 17. Entrata in tabellone dalle qualificazioni, Errani conclude comunque con il sorriso la trasferta messicana nella quale è tornata a vincere un match in un main draw del circuito maggiore dopo sette mesi (Bogotà, luglio 2019).

Xiyu Wang troverà ai quarti la connazionale Lin Zhu (6), una delle due uniche teste di serie rimaste in corsa (e che potrebbero ritrovarsi contro in semifinale). L’altra è Heather Watson (7): la britannica, numero 69 del mondo, si troverà davanti Christina McHale uscita vincitrice in rimonta dal derby statunitense con Caroline Dolehide. Nella parte alta del tabellone – dove il pubblico messicano può continuare a spingere Renata Zarazua (due turni superati da wild card, ai quarti troverà Zidansek) – avanza Anastasia Potapova.

La diciottenne russa, reduce dai quarti a San Pietroburgo, prosegue sulla strada d’uscita dalla crisi rifilando un doppio 6-3 a Tatjana Maria. Tra lei e la semifinale, una sfida tra giovanissime contro la sorprendente Leylah Fernandez. La qualificata canadese, classe 2001, ha lasciato appena tre game all’ottava testa di serie Nao Hibino. Il secondo squillo rilevante in pochi giorni: in Fed Cup aveva superato Belinda Bencic.

Risultati:

[Q] X. Wang b. [Q] S. Errani 7-5 6-7(3) 6-1
A. Potapova b. T. Maria 6-3 6-3
[WC] R. Zarazua b. [WC] K. Volynets 4-6 7-5 6-0
[Q] L. Fernandez b. [8] N. Hibino 6-3 6-0
C. McHale b. [Q] C. Dolehide 5-7 6-4 6-3
T. Zidansek b. [Q] K. Juvan 6-2 6-2
[7] H. Watson b. K. Bondarenko 7-6(2) 6-2
[6] L. Zhu b. K. Boulter 7-6(2) 7-5

Il tabellone aggiornato

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