Mondo Challenger: Travaglia grazia Krajinovic, che poi vince il torneo

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Mondo Challenger: Travaglia grazia Krajinovic, che poi vince il torneo

Krajinovic vince il challenger più importante della settimana in Germania rimontando in semifinale Travaglia. Jung domina a Gwanju, Carballes trionfa a Lisbona e Menezes vince il primo Challenger in carriera a Samarcanda

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Filip Krajinovic - Challenger Heilbronn 2019

Heibronn (terra battuta, montepremi 92.040 euro)

KRAJINOVIC, RITORNO AL SUCCESSO – Dopo le due finali raggiunte nei due precedenti tornei, al Challenger di Sophia Antipolis e a Budapest (ATP 250, sconfitto da Berrettini), Filip Krajinovic torna a conquistare un trofeo che mancava dal 2017, la sua annata d’oro conclusa con la splendida finale nel Masters 1000 di Bercy. Il serbo in questo 2019 sembra essersi finalmente ritrovato e dopo un 2018 costellato da infortuni e da prestazioni al di sotto del suo standard è finalmente tornato a vincere partite con discreta continuità. Dopo il bye al primo turno, essendo accreditato della prima testa di serie, ha avuto qualche problema in più del previsto all’esordio con Koepfer sconfitto solamente per 7-5 al terzo set. Il terzo turno con Polansky è andato un po’ più liscio, mentre il match di maggior livello è stato quello nei quarti di finale contro Troicki, un derby serbo che vale molto di più di un quarto challenger nel quale Filip si è imposto per 7-5 7-6.

In semifinale Krajinovic ha dovuto affrontare Travaglia, bravo a giungere al penultimo atto con tre vittorie di spessore su avversari come Brown, Dellien e Kovalik. L’italiano conduceva per 6-1 4-1 con doppio break di vantaggio anche nel secondo set ma Krajinovic ha usato tutta la sua esperienza per far innervosire Steto, lamentandosi con l’arbitro e iniziando a perdere tempo; Travaglia ha iniziato a sbagliare qualche colpo di troppo fino a perdere entrambi i break di vantaggio, il tie-break e quindi il contatto con la partita. Nel terzo set non c’è mai stata storia, col punteggio finale che recita 1-6 7-6 6-1.

 

Giunto così in finale più per demeriti di Travaglia che per meriti propri, Krajinovic ha affrontato all’ultimo atto De Greef, tennista belga che aveva eliminato nel suo percorso nomi di tutto rispetto come Bachinger, Novak, Monteiro e Maden. Così come in semifinale, anche nell’atto conclusivo la partenza di Krajinovic non è stata delle migliori, ma la reazione è stata all’altezza: sotto 3-1 il serbo ha inanellato una striscia di cinque giochi consecutivi vincendo 6-3 il primo set e dominando poi l’intera partita. Per il serbo questa non è l’unica buona notizia delle ultime ore, poiché il forfait di Rublev l’ha promosso nel tabellone principale del Roland Garros. Onestamente meritato: ci arriverà da numero 60 in classifica, pienamente riabilitato.

Finale: F. Krajinovic b. A. De Greef 6-3 6-1

Lisbona (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

CARBALLES, GARANZIA DEL CIRCUITO MINORE – Dopo la vittoria a Murcia e le buone prove dell’ATP 500 di Barcellona, dove si è spinto sino ai quarti di finale ed è stato eliminato solo da Nishikori, e del Masters 1000 di Madrid dove ha battuto Humbert prima di arrendersi a Hurkacz, Carballes torna nel circuito Challenger e conquista il settimo titolo in carriera nella categoria cadetta.

L’esordio nel torneo, avvenuto al secondo turno, era stato tutt’altro che banale: il tennista iberico infatti si era trovato sotto 6-3 5-3 al primo turno contro Karlovskyi prima di innalzare il livello e vincere per 3-6 7-5 6-4. Tutto facile poi fino all’atto conclusivo: 6 games lasciati a Zapata Miralles, 3 a Benchetrit e 4 a Pedro Martinez, prima di sfidare Facundo Bagnis in finale. Anche nell’ultimo match del torneo Carballes ha dovuto dare il meglio di sé per recuperare lo svantaggio iniziale, infatti dopo poco meno di un’ora di gioco lo spagnolo era sotto 6-2 4-1. Grande rimonta, tie-break vinto e nel terzo set Carballes ha sfruttato tutta l’inerzia a suo favore chiudendo poi con un rapido 6-1 e conquistando così il secondo titolo in stagione.

Erano quattro gli italiani al via a Lisbona ma tre di loro non son riusciti a passare il primo turno: Gaio è stato fermato dall’ostico padrone di casa Gastao Elias mentre Moroni, dopo la splendida finale di Roma, ha risentito di qualche problema alla schiena e s’è ritirato dopo aver perso il primo contro Mario Vilella Martinez. È apparso lontano dalla forma migliore anche Riccardo Bonadio, che ha raccolto appena 3 giochi contro Karlovskyi. Si è spinto invece fino alla semifinale Lorenzo Giustino, ma al penultimo atto ha pagato i due match consecutivi al terzo set (ottavi e quarti) e si è dovuto ritirare contro Facundo Bagnis, nonostante l’inerzia del match sembrava potesse spostarsi dalla sua parte.

Finale: R. Carballes Baena b. F. Bagnis 2-6 7-6(5) 6-1

Gwanju (outdoor hard, montepremi 54.160 dollari)

JUNG, IL ROBOTTINO DI TAIPEI – Maturato tennisticamente solo dopo i 25 anni, Jason Jung è costantemente in top 200 da qualche stagione ma non è ancora mai riuscito ad abbattere il muro dei primi 100 giocatori al mondo. Di sicuro non è un giocatore spettacolare ma le sue geometrie da fondo e la sua grande solidità lo rendono, se in giornata positiva, uno dei migliori giocatori del circuito challenger sul veloce. Dopo un 2019 leggermente al di sotto delle aspettative ha trovato una settimana davvero buona e ha conquistato il titolo mettendo in riga il coreano Song al secondo turno, il forte belga Bemelmans agli ottavi e il cinese Li in rimonta ai quarti di finale, dove ha perso l’unico set di tutto il torneo.

Negli ultimi due tornei disputati di questa tourneè asiatica in entrambe le occasioni aveva perso al secondo turno contro Akira Santillan, sempre in tre set, ma questa volta Jung ha saputo trovare le contromisure al tennis del naturalizzato australiano e lo ha battuto col punteggio di 6-4 6-3 in semifinale. All’atto conclusivo il tennista di Taipei ha affrontato Dudi Sela, esperto israeliano con un tennis molto divertente ma leggero e Jung ha fatto valere la sua maggior potenza da fondocampo per disinnescare le trame di gioco di Sela e sconfiggerlo con lo score di 6-4 6-2 in un match nel corso del quale non ha mai perso il servizio.

Finale: J. Jung b. Dudi Sela 6-4 6-2

Samarcanda (terra battuta, montepremi 54.160 dollari)

LA PRIMA VOLTA DI MENEZES – Joao Menezes, classe ’96 brasiliano, da un anno a questa parte nonostante la classifica non fosse dalla sua ha deciso di mollare il circuito ITF (un solo torneo di categoria negli ultimi 12 mesi) e si è dedicato interamente ai Challenger dove questa settimana ha colto il primo successo in carriera. Vincere sei match in sette giorni non è mai facile e per questo è stato importantissimo risparmiare energie per il brasiliano; sino alle semifinali, Menezes ha perso un totale di 16 games in 4 incontri battendo in fila Nabiev, Nedovyesov, Yevseyev e Ignatik.

Semifinale e finale, però, sono state due sfide molto più dure per il ventitreenne brasiliano. Nel penultimo atto ha dovuto rimontare un set a Sumit Nagal, tennista indiano che su terra si sta disimpegnando molto bene nell’ultimo periodo, mentre in finale è stato più concreto del talentuoso francese Corentin Moutet, battuto in due tie break.

Finale: J. Menezes b. C. Moutet 7-6(2) 7-6(7)

QUESTA SETTIMANA – Quasi tutti i tennisti tra la centesima e la duecentocinquantesima posizione sono occupati nelle qualificazioni del Roland Garros, nel cui tabellone maschile sono presenti ben 15 italiani, dunque si disputa un solo torneo Challenger, a Gerusalemme, con al via Andrea Vavassori, Julian Ocleppo e Enrico Dalla Valle (questi ultimi due provenienti dalle qualificazioni).

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Giustino, la terza è quella buona. Trionfo ad Almaty e best ranking

Primo successo in carriera a livello Challenger per l’azzurro. Dopo le due finali perse nel 2019, trionfa in Kazakistan battendo Coria in finale. L’immortale Tommy Robredo trionfa a Poznan, Sela torna a vincere un torneo dopo due anni

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Lorenzo Giustino - ATP Challenger Almaty 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Challenger Almaty (Kazakistan, terra rossa, $54.160)

GIUSTINO, CHE SETTIMANA – Dopo una prima metà di stagione in cui aveva ottenuto ottimi risultati mostrando gran continuità, Lorenzo Giustino vince finalmente il primo Challenger in carriera vedendo ripagata la scelta di spingersi sino in Kazakistan per giocare su una terra battuta piuttosto rapida. L’inizio non è stato facile in quanto ha dovuto rimontare un set a Serdarusic, giustiziere in precedenza di Bonadio, unico altro italiano presente in tabellone. Un incontro sulla carta ostico lo opponeva a Santiago Giraldo agli ottavi, ma il campano ha lasciato appena quatto giochi al colombiano giocando la miglior partita del torneo e approfittando dei tanti errori dell’avversario.

Ai quarti di finale, a sorpresa, ha dovuto affrontare il cileno Tabilo, uscito vincitore da uno spot complicatissimo con Kuhn e Jaziri, il match è stato deciso nel bene o nel male sempre dall’italiano che nel secondo set ha commesso tantissimi errori in particolare col dritto e in un battibaleno si è ritrovato al terzo parziale dopo un netto 6-1. Sempre in spinta anche nel set finale ha limitato molto gli errori, si è conquistato diversi punti a rete e ha servito molto bene, chiudendo col punteggio finale di 6-3 1-6 6-3. Estremamente equilibrata anche la semifinale con lo spagnolo Vilella Martinez, dal gioco molto fastidioso, che per fortuna di Giustino ha avuto un netto calo nel terzo set, dopo una durissima battaglia nei primi due parziali.

LA FINALE – Nel match conclusivo del torneo dall’altra parte della rete Lorenzo ha trovato l’argentino Federico Coria, fratello minore di Guillermo, che meno di un mese fa aveva battuto Lorenzi in finale a Savannah. Sin dai primi scambi s’è vista la tanta tensione di entrambi, ma soprattutto quando si è entrati nelle fasi conclusive di entrambi i set il servizio è diventato quasi un handicap e anche gli attacchi a rete di ambo i giocatori erano piuttosto titubanti. Aggiudicatosi il primo parziale con lo score di 6-4 dopo quattro break consecutivi, Giustino si issava fino al 4-0 nel secondo parziale e il match sembrava totalmente nelle mani dell’italiano, che però ha iniziato a commettere errori banali dettati dall’emozione e si è ritrovato sul 5-4 con il servizio a disposizione di Coria dopo aver sciupato anche due match point.

L’argentino, al servizio per riagguantare Lorenzo, ha tremato a sua volta e ha concesso altri due match point al napoletano che sul primo non ha chiuso uno smash elementare e una voleè successiva molto fattibile, venendo poi infilato; sembrava un incubo, ma alla fine al quarto match point ha tirato fuori tutto il coraggio spingendo a tutta su un dritto inside in che si è rivelato vincente, consentendo a Giustino di alzare le braccia al cielo e di rivolgersi al suo angolo con lo sguardo incredulo e gli occhi pieni di emozione.

 

Finale: L. Giustino b. F. Coria 6-4 6-4

Challenger Surbiton (Inghilterra, erba, €137.500)

Nel primo torneo Challenger su erba del 2019 trionfa uno specialista come Daniel Evans, che sui prati esprime senza dubbio il suo miglior tennis. La partita più complicata della settimana è stata la semifinale contro Marius Copil, gigante rumeno apparso in ottima condizione dopo un periodo di forma altalenante. Un altro giocatore ritrovato è Viktor Troicki, che in finale non ha potuto nulla contro Evans ma che in precedenza aveva ottenuto vittorie di spessore contro Humbert, Kudla e Karlovic. La finale, a senso unico, si è conclusa col punteggio di 6-2 6-3 in favore di Evans, che ha perso il servizio solo nelle battute iniziali del secondo set, ma non c’è mai stata l’impressione che Troicki, apparso affaticato dalle battaglie precedenti, potesse impensierire il britannico dal gioco sempre offensivo.

Finale: D. Evans b. V. Troicki 6-2 6-3

Challenger Poznan (Polonia, terra rossa, € 69.280)

Torna al successo Tommy Robredo, un titolo totalmente insperato dopo una stagione che lo aveva visto ottenere solamente quattro vittorie a fronte di dieci sconfitte, quasi tutte a livello Challenger. Il cammino dell’iberico è stato tortuoso ma ha dimostrato di essere ancora in ottime condizioni fisiche, vincendo quattro match su sei al terzo set. Sono stati ben tre i match vinti contro italiani: al primo turno Robredo ha estromesso Jacopo Berrettini, successivamente ai quarti ha rimontato un set di svantaggio a Mager, che non ha concretizzato molte occasioni e in semifinale ha battuto la lietissima sorpresa del torneo Andrea Vavassori, prima di vincere anche la finale col Next Gen Molleker, apparso molto discontinuo e troppo fragile di fronte al tennis consistente di Robredo.

Due parole van spese senza dubbio per la settimana di Vavassori: giunto lì prevalentemente per il doppio, specialità nel quale è vicino alla top 100 e dove ha ottenuto una splendida vittoria questa settimana al fianco di Vega Hernandez, “Wave” si è anche qualificato per il tabellone principale di singolare, come gli era capitato spesso in questa stagione, ma mai si era spinto oltre gli ottavi. Col suo tennis sempre d’attacco, il frequentissimo serve&volley e l’uso dello slice è riuscito a ottenere ottime vittorie, come ad esempio quelle su Otte e Giannessi, dimostrando un grande aumento di fiducia anche in questa disciplina.

Finale: T. Robredo b. R. Molleker 5-7 6-4 6-1

Challenger Prostejov (Repubblica Ceca, terra rossa, €92.040)

Pablo Andujar vince il torneo senza alcun problema, lasciando le briciole a tutti i suoi avversari e dimostrando che su questa superficie vale ancora molto di più dei Challenger. Il cammino dell’iberico è stato totalmente liscio, dieci games persi in tre match per giungere in semifinale, dove ha dovuto affrontare la prima testa di serie del torneo, Casper Ruud, che arrivava qui in ottimo stato di forma ma che ha perso col netto score di 6-2 6-4 dall’esperto spagnolo. Anche la finale è stata a senso unico tranne un piccolo sussulto di Attila Balasz, rientrante ungherese che aveva vinto delle belle battaglie per giungere all’ultimo atto ma che è sembrato in grado di impensierire il solido Andujar solamente nelle fasi centrali del secondo parziale, perso poi con il punteggio di 7-5. Buon torneo di Federico Gaio, giunto ai quarti di finale dopo una bella vittoria su Kovalik con il punteggio di 6-0 6-4, poi si è arreso ma solamente col punteggio di 6-3 1-6 6-4 contro Casper Ruud, dimostrando comunque di avere il livello per potersela giocare anche contro questi giocatori.

Finale: [3] P. Andujar b. [11] A. Balazs 6-2 7-5

Challenger Little Rock (USA, cemento outdoor, $81.240)

Torna al trionfo che mancava da due anni l’israeliano Dudi Sela, specialista dei Challenger che ha conquistato in America il titolo numero 23 della sua lunga carriera. L’israeliano ha dimostrato di trovarsi molto bene sulla superficie rapida statunitense, giocando il suo solito tennis fatto di appoggi, di timing e di linee di gioco molto alternative che hanno mandato in crisi i quattro bombardieri USA trovati nel percorso sino alla finale. Proprio l’ultimo atto è stato probabilmente il match più facile per l’israeliano in quanto Duckhee Lee, il giocatore coreano noto in quanto sordo da entrambi i lati, era non al meglio della condizione fisica e si è ritirato sotto di set e break impedendo a Sela di festeggiare in modo adeguato.

Finale: D. Sela b. D.H. Lee 6-1 4-3 rit.

QUESTA SETTIMANA – Tanti tornei anche questa settimana: si prosegue sull’erba col ricco Challenger di Nottingham mentre su terra si gioca a Lione e a Shymkent. Infine continua la trafila di Challenger statunitensi: tanti americani giocheranno il torneo di Columbus.

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: Giannessi vince a Vicenza in un tripudio tricolore

In una settimana resa difficile dal meteo avverso che ha costretto a diversi doppi turni, trionfa Alessandro Giannessi che conquista il terzo titolo Challenger in carriera dopo una bella finale contro Filippo Baldi

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Alessandro Giannessi - ATP Challenger Vicenza 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

GIANNESSI, CHE SETTIMANA! – Per la prima volta in carriera Giannessi trionfa senza perdere neanche un set nell’arco del torneo, dimostrando un ottimo stato di forma per tutta la settimana. Per un lottatore come Alessandro, dal gioco molto dispendioso fisicamente, vincere in maniera agevole i primi match contro Gaio e Menendez Maceiras, concedendo appena 6 giochi al primo e 2 giochi al secondo è stato decisivo in quanto le giornate finali, piene di doppi turni, sarebbero state molto insidiose qualora avesse speso energie preziose nei primi turni. Giunto fresco ai quarti ha regolato l’australiano Polmans con un 6-4 7-5 e ha potuto giocare la semifinale con Mager partendo molto più fresco del suo avversario e connazionale, che nei turni precedenti aveva sconfitto 7-6 al terzo Ocleppo e 7-5 al terzo Coria. La semifinale con Mager è stata abbastanza a senso unico, tanti scambi lunghi vinti dal nativo di La Spezia han fatto la differenza in un match terminato con un duplice 6-3 in favore di Giannessi.

L’ATTO CONCLUSIVO – Giunto in finale, Giannessi ha dovuto vedersela con Filippo Baldi, tornato ad ottenere un risultato di prestigio dopo mesi sicuramente non facili, a causa della morte del padre. Baldi per arrivare all’atto conclusivo aveva dovuto sconfiggere il qualificato Hassan, sorpresa del torneo, sul quale si è imposto solamente 7-5 al terzo mentre nel suo cammino aveva battuto anche gli italiani Vavassori e Pellegrino autori di un ottimo torneo. Filippo in finale era partito meglio ma la svolta è stata nel nono gioco, con Baldi che non ha capitalizzato due set point, uno dei quali a causa di una strenua difesa di Giannessi, ha subito il controbreak e da lì in avanti ha mostrato di avere molte meno energie nel serbatoio incassando un duro parziale di 10 games a 2.

GLI ALTRI AZZURRI – Cinque giocatori nei quarti di finale, tre semifinalisti, due finalisti: senza dubbio è stato un ottimo torneo per i nostri portacolori, con alcune liete sorprese come Francesco Forti, giunto per la prima volta ai quarti di finale di un Challenger dopo due vittorie assolutamente contropronostico con Gianluigi Quinzi e Paolo Lorenzi. Un altro giocatore che appare finalmente ritrovato è Andrea Pellegrino, arrivato ai quarti di finale con una bellissima vittoria sul forte polacco Majchrzak. Bene anche Bortolotti e Giacomini ai primi risultati in stagione a livello Challenger, con un terzo turno raggiunto da entrambi: Luca Giacomini, wild card locale, ha esaltato il pubblico nel match di secondo turno rimontato contro il talentuosissimo portoghese Pedro Sousa.

 

Risultato finale: A. Giannessi b. F. Baldi 7-5 6-2

QUESTA SETTIMANA – Mentre il Challenger di Vicenza è stato l’unico disputato in questi sette giorni appena trascorsi, la prossima settimana ci saranno ben cinque tornei Challenger, il più prestigioso è sicuramente quello di Surbiton che decreta l’inizio della stagione sull’erba e vede al via otto top 100. Tanti azzurri impegnati su terra europea nei tornei di Prostejov e Poznan, Giustino invece si è spinto fino ad Almaty mentre nessun azzurro sarà al via a Little Rock.

Andrea Pellegrini Perrone

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Mondo Challenger: a Ostrava continua la favola di Sinner

L’altoatesino va ko solo in finale, lanciando messaggi importanti verso le prequali del Foro Italico. Negli USA bene Lorenzi, mentre Pouille la spunta a Bordeaux

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Jannik Sinner - ATP Challenger Ostrava 2019 (foto Felice Calabrò)

OSTRAVA (terra battuta, montepremi 46.500 euro)

SINNER, CHE SETTIMANA! – Continua l’ascesa di Jannik Sinner che raggiunge un altro risultato veramente importante su una superficie a lui non congeniale come la terra battuta: il classe 2001 ottiene la seconda finale Challenger in carriera, la prima sul rosso, al termine di una settimana dove ha mostrato dei grandi miglioramenti su questa superficie. Al primo turno Jannik ha superato un ostacolo particolarmente duro, l’ungherese Balasz che nella settimana precedente aveva raggiunto i quarti di finale nell’ATP 250 di Budapest, con il punteggio di 6-4 7-6(6) in un match parecchio difficile per Jannik chiuso solo al quinto match point, dopo che aveva sprecato l’occasione di servire per il match sul 6-5 e che nel tie break non aveva chiuso da un vantaggio di 6-2. La sfida di secondo turno contro Koepfer si è rivelata più agevole del previsto: nonostante due turni di battuta concessi e qualche problemino fisico che l’ha indotto a chiedere un trattamento medico per il ginocchio, Jannik ha comandato dall’inizio alla fine chiudendo col punteggio di 6-2 6-3. Negli ottavi di finale Sinner ha trovato un suo coetaneo, il giovane ceco Lehecka: lungo tutto il match si è notata una larga superiorità da parte dell’azzurro, molto più solido rispetto al suo avversario nei momenti decisivi e abile a chiudere col punteggio di 6-4 6-2. 

LA PRIMA CONTRO UN TOP 100 – Il match della svolta è stato quello contro Jiri Vesely, seconda testa di serie del torneo e 93 delle classifiche mondiali: Jannik prima di questo torneo non aveva mai sconfitto un giocatore appartenente ai primi 100, anche se va detto che aveva affrontato solamente Djere appartenente a questa categoria, ma lungo tutto il match ha dato la sensazione di essere in campo per giocare la sua partita, senza pensare troppo allo spessore del suo avversario. In un primo set molto lottato a far la differenza è stato il break conquistato da Sinner nel terzo gioco e mantenuto senza patemi sino alla fine del parziale conquistato per 6-4. Nel secondo set sono cambiate le carte in tavola, Vesely ha provato ad essere molto più aggressivo ed è proprio in questo parziale che Jannik ha espresso il miglior tennis della settimana mostrando grande sagacia tattica e ottime variazioni di ritmo con palle alte lente e cariche, back di rovescio insidiosi e anche qualche bel dropshot che ha colto di sorpresa Vesely in più di un’occasione.

 

 Il nativo di Sesto in Val Pusteria è stato bravo a rimanere concentrato sul secondo set nonostante per due volte si fosse trovato sotto di un break, ha portato il parziale al tie break ed ha approfittato di qualche errore di dritto da parte del tennista ceco per chiudere il match in due parziali. Giunto in semifinale in modo totalmente inaspettato, Sinner ha disputato un altro match assai concreto contro il canadese Steven Diez, distribuendo bene le poche energie rimaste nel serbatoio del giovane altoatesino, condizionato da qualche problemino fisico al ginocchio sinistro e al piede destro. Partito subito forte, 3-0 con doppio break, Sinner ha perso strada facendo uno dei due break di vantaggio ma ha chiuso ugualmente il parziale col punteggio di 6-4. Nel secondo set, dopo aver cancellato due palle break in apertura, Diez ha servito molto meglio e ha sfruttato il calo di Sinner nel decimo gioco per chiudere 6-4 il secondo set. Nel terzo parziale si è alzato il vento ed è diventato difficile per entrambi servire, tant’é che tra il terzo ed il quinto gioco ci son stati 3 break a 0 consecutivi, due in favore del giovane italiano che poi ha strappato nuovamente il servizio a Diez e ha chiuso agilmente il terzo e decisivo parziale con un netto 6-2.

STANCO AL TRAGUARDO – I tre set della semifinale e i problemi fisici mostrati nell’arco della settimana hanno impedito a Jannik di esprimere il suo miglior tennis in finale: contro il giovane Majchrzak, polacco classe 1996 in ascesa, Sinner è sembrato impotente dal primo all’ultimo scambio ed è stato travolto col punteggio di 6-1 6-0, non dando mai l’impressione di poter competere contro un avversario al quale entrava ogni accelerazione. Una settimana da incorniciare comunque per Sinner, che nelle prime uscite su terra battuta a livello challenger era sembrato molto più indietro rispetto al valore mostrato in questa settimana che ha impressionato parecchio, specialmente sotto il punto di vista delle variazioni di gioco, mostrate in particolare contro Vesely. Erano presenti ad Ostrava anche altri italiani: Travaglia dopo la splendida vittoria della settimana precedente a Francavilla ha vinto altri due match prima di arrendersi ad Harris, testa di serie numero uno, mentre buoni segnali sono arrivati anche dal ligure Andrea Basso che ha vinto due match prima di arrendersi in lotta a Dennis Novak.

Finale: K. Majchrzak b. J. Sinner 6-1 6-0

SAVANNAH (terra verde, montepremi 54.160 dollari)

RIPARTE LORENZI – Dopo un inizio di 2019 parecchio deludente, Lorenzi ottiene il primo ottimo risultato della stagione dimostrando ancora una volta di non avere nessuna intenzione di mollare; la trasferta americana su terra nei tre tornei precedenti aveva fatto raccogliere a Paolino poco, in quanto aveva vinto al massimo due incontri mentre a Savannah Lorenzi si è spinto fino all’atto conclusivo del torneo, riavvicinando cosí la top100 del ranking mondiale. Accreditato della seconda testa di serie, il toscano classe 1981 ha avuto un esordio agevole contro Nam Hoang Ly, sconfitto nettamente per 6-3 6-2, prima di avere la meglio al terzo turno sul dominicano Subervi in una dura lotta vinta solamente col punteggio di 6-4 2-6 7-5. Nei quarti di finale ha affrontato lo statunitense Eubanks che sulla terra ha mostrato tutte le sue difficoltà non riuscendo a combinare nulla in risposta mentre Lorenzi è stato abile a strappare tre turni di servizio al suo rivale e a chiudere col punteggio di 6-3 6-3.

In semifinale Lorenzi ha disputato probabilmente il suo miglior match del torneo giocando tre parziali di alto livello contro Sumit Nagal, tennista indiano che sulla terra veloce esprime il suo miglior tennis e che ha commesso nei primi due set un numero davvero ridotto di errori non forzati, costringendo Paolo ad innalzare il livello di gioco nel terzo parziale. Dopo aver tenuto un insidioso primo gioco ai vantaggi Lorenzi ha strappato immediatamente il servizio all’indiano nel game successivo indirizzando il match nei giusti binari: ha servito splendidamente per tutto il terzo set e ha breakkato un’altra volta l’indiano nell’ultimo game chiudendo col punteggio di 6-4 4-6 6-2.

KO SOLO IN FINALE – In finale l’italiano ha affrontato l’argentino Coria, che nel 2018 era stato condizionato dalla squalifica per omessa denuncia di match truccati e non aveva ottenuto risultati di spessore ma che in questa parte centrale del 2019 sta dimostrando una buona continuitá a livello challenger. Lorenzi è partito nervoso, andando subito sotto 4-0 e non è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo neanche nell’arco del match, durante il quale ha spesso contestato le decisioni arbitrali e ha anche chiesto l’intervento del medico a game in corso a metá del secondo parziale, dopo aver perso il primo con lo score di 6-2. Coria, innervosito dal medical time out, è calato di rendimento e dopo aver servito bene per tutto il parziale si è fatto breakkare nel decimo game del secondo set, portando la sfida al terzo set. L’inerzia, a questo punto, sembrava dalla parte dell’esperto tennista toscano che ha iniziato il terzo set servendo bene ma che successivamente si è spento pian piano lasciando l’iniziativa sempre di più all’argentino che ha strappato la battuta nel quinto game del terzo set e poi ha chiuso agevolmente col punteggio di 6-2, conquistando così il primo titolo Challenger della sua lunga carriera.

Finale: F. Coria b. P. Lorenzi 6-2 4-6 6-2

BORDEAUX (terra battuta, montepremi 114.800 euro)

POUILLE LA SPUNTA TRA I BIG FRANCESI – Nel torneo challenger più prestigioso della settimana, che vedeva al via nomi altisonanti come Pouille, Tsonga e Mannarino, a trionfare è stato proprio Lucas Pouille, numero 32 del ranking mondiale che ha deciso di giocare qui a Bordeaux per mettere tante partite nelle gambe in attesa dei Master1000 di Roma e Madrid e dello Slam parigino. Il cammino del transalpino non è stato agevole, all’esordio ha sconfitto Cachin solamente al tie break del terzo set e successivamente ha perso un parziale anche con Robredo e Halys, prima di approdare in semifinale. Le due sfide più semplici per Pouille son state proprio semifinale e finale: la prima, contro Barrere, vinta col punteggio di 6-1 6-3 mentre la finale col giovane svedese Ymer, autore di una gran cavalcata nella quale ha sconfitto anche Mannarino, non a suo agio su terra, è stata vinta da Pouille con lo score di 6-3 6-3. Gianluca Mager si é spinto sino ai quarti di finale, dove ha sprecato cinque set point nel secondo parziale contro Barrere finendo per perdere col punteggio di 6-1 7-6, mentre Bega ha raggiunto gli ottavi perdendo proprio da Mager. Deludente la prova di Tsonga sconfitto a sorpresa nei quarti di finale in due set da Horansky.

Finale: L. Pouille b. E. Ymer 6-3 6-3

PUERTO VALLARTA (cemento outdoor, montepremi 135.400 dollari)

LA SECONDA DI OFNER – Sebastian Ofner si aggiudica in Messico il suo secondo titolo Challenger della carriera al termine di una settimana nella quale ha concesso solamente due set in cinque partite. Uno dei due parziali persi dall’austriaco, che sembra tornato su ottimi livelli, è stato nel match di esordio nel quale ha dovuto rimontare un set all’atipico mancino francese Millot, vincendo col punteggio di 6-7 6-1 6-3. Dopo questo match d’esordio ci son state tre vittorie facili su avversari sulla carta ostici come Quiroz, Miedler e Basic, ai quali Ofner ha concesso un totale di 15 games in tre partite. Giunto facilmente alla finale, questa è stata la partita più lottata e rocambolesca del torneo contro l’australiano John Patrick Smith, mancino che ama giocare il serve and volley e variare molto con back e chop. Il primo parziale è stato molto lottato e dopo un break per parte si è giunti al tie break. Ofner, sempre avanti, ha sprecato due set point sul 6-4 e ne ha dovuti poi fronteggiare due, prima di chiudere col punteggio di 10-8.

La reazione di Smith però c’è stata nel secondo parziale dove, dopo un avvio complicato nel quale ha dovuto fronteggiare delle palle break, ha strappato il servizio ad Ofner nel quarto game e ha mantenuto i restanti turni di battuta chiudendo col punteggio di 6-3 il secondo parziale. Il problema dell’australiano nel terzo parziale è stato il clamoroso crollo di rendimento del servizio: nel secondo gioco s’é salvato, annullando ben sette palle break, peró questa volta è stato lui a cedere il servizio nel quarto game del set la battuta e Ofner da quel momento in poi ha servito egregiamente non concedendo alcuna chance di rientrare all’australiano, chiudendo col punteggio di 7-6 3-6 6-3.

Finale: S. Ofner b. J.P. Smith 7-6(8) 3-6 6-3

SEOUL (cemento outdoor, montepremi 108.320 dollari)

FATTORE CAMPO PER SOON – In un torneo condizionato dal forfait a tabellone compilato della prima testa di serie Jordan Thompson, a trionfare è stato il coreano Soon Woo Kwon che si è aggiudicato il secondo challenger in carriera, entrambi conquistati negli ultimi due mesi. Dopo un esordio agevole contro Shintaro Imai, la vittoria di maggior prestigio è arrivata agli ottavi contro Donskoy, regolato in due parziali lottati. Successivamente Kwon ha sconfitto il giapponese Uchiyama e il classe ‘98 di Taipei Tung Lin Wu, arrivando così all’atto conclusivo dove ad attenderlo c’era l’australiano Purcell, che è in Asia da inizio febbraio ma che prima di questo torneo non si era mai spinto oltre i quarti di finale. La partita è stata molto lottata, Purcell in entrambi i parziali si è trovato avanti di un break ma ha mostrato un atteggiamento troppo remissivo e attendista nel momento di chiuderli, perdendoli entrambi col punteggio di 7-5.

Finale: S. W. Kwon b. M. Purcell 7-5 7-5

QUESTA SETTIMANA – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Roma nella settimana che precede gli Internazionali BNL d’Italia. Gli altri quattro tornei in giro per il mondo sono a Busan, Braga, Aix En Provence e Shymkent.

a cura di Andrea Pellegrini Perrone

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