Gli Internazionali di Brescia fanno dodici

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Gli Internazionali di Brescia fanno dodici

Presentata la 12esima edizione del torneo ITF da 60000 dollari, in programma dal 3 al 9 giugno presso il Tennis Club Forza e Costanza 1911

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Brescia 2018: la vincitrice Kaia Kanepi con la finalista Martina Trevisan, la presidente del Tennis Forza e Costanza Annamaria Capuzzi Beltrami e il direttore del torneo Alberto Paris (foto GAME)

In un periodo storico nel quale i tornei faticano a costruirsi una tradizione longeva, il Tennis Forza e Costanza 1911 va controcorrente e rilancia con l’edizione numero 12 degli Internazionali femminili di Brescia, in programma dal 3 al 9 giugno. L’evento – presentato martedì nella Sala dei Giudici di Palazzo della Loggia – è nato nel 2008 come ITF da 10 mila dollari di montepremi, ed è cresciuto passo dopo passo, fino a mettere sul piatto la bellezza di 60 mila dollari di montepremi e guadagnarsi un posto di lusso nel calendario internazionale.

I meriti del successo sono di una data ambita, di una location invidiabile offerta dai campi del Castello, ma anche e soprattutto dell’impegno instancabile degli organizzatori, che hanno regalato a Brescia un gioiello capace di portare in città tante giocatrici di spessore. La conferma è in una entry list che migliora stagione dopo stagione, e al momento ha il cut-off al numero 193 WTA dell’ungherese Anna Bondar. Significa che tutte le altre giocatrici già certe di un posto nel tabellone principale degli Internazionali possono vantare una classifica migliore, a partire dal numero 101 della serba Ivana Jorovic, attuale leader fra le giocatrici che hanno inserito l’appuntamento bresciano nel proprio calendario. L’elenco definitivo delle iscritte comprende anche l’olandese Arantxa Rus (ex n. 61 WTA) e l’italo-svizzera Romina Oprandi, ex n. 32 e reduce dall’ennesima operazione della sua sfortunata carriera.

Le premesse vanno dunque nella direzione di un’altra edizione da ricordare, come quella conquistata nel 2018 dall’ex top 15 Kaia Kanepi. A Brescia ci sarà inoltre una fitta schiera di giocatrici azzurre, guidate dalla n. 2 d’Italia (e 156 WTA) Martina Trevisan, finalista in Castello dodici mesi fa. In un momento in cui – dopo un decennio di traino al femminile – nel tennis italiano stanno brillando gli uomini, gli appuntamenti come quello di Brescia possono diventare importantissimi per le azzurre, e aiutarle a raccogliere punti preziosi. Già sicure di un posto nel main draw anche Giulia Gatto-Monticone e Martina Di Giuseppe, alle quali si aggiungeranno sicuramente altre italiane tramite wild card. Senza dimenticare le qualificazioni (dove ci sarà Jasmine Paolini), che da quest’anno (da regolamento Itf) si giocano fra lunedì e martedì: in gara 24 giocatrici, a caccia di sei posti.

 

Da martedì a domenica, invece, il tabellone principale, concentrato in sei giorni. Vuol dire una giornata in meno rispetto al passato, il che si traduce – ed è una buona notizia – in un programma quotidiano ancora più ricco. Così come ricco sarà, da tradizione, il calendario degli eventi collaterali, un’altra delle “chicche” del torneo, pronto ad accogliere il pubblico in un villaggio ospitalità diventato un must. Fra le tante novità anche uno stand di Fondazione Poliambulanza, col personale medico a disposizione per varie prestazioni sanitarie gratuite e per alcune consulenze. “La prevenzione è un aspetto sempre più importante dell’assistenza sanitaria – sottolinea Alessandro Triboldi, Direttore Generale di Fondazione Poliambulanza -, e oltre che da adeguati stili di vita passa da semplici controlli, che possono intercettare molte malattie in stato precoce. Il contesto sportivo, in particolare una piacevole tradizione bresciana come gli Internazionali femminili, ci sembra il migliore per sensibilizzare la cittadinanza sul tema, e ribadire l’importanza della salvaguardia della propria salute.

L’ingresso ai campi del Forza e Costanza sarà gratuito per l’intera durata del torneo, finali comprese. Informazioni sulla pagina Facebook “ITF – Internazionali di Tennis Femminili”.

Ufficio Stampa Internazionali femminili di Brescia

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Djokovic: “Vorrei dirvi quando rientrerò, ma non lo so ancora”

Nole è rientrato in patria per proseguire la riabilitazione dopo l’infortunio alla spalla sinistra. La speranza è quella di tornare in campo a Tokyo, ma non c’è nessuna certezza: “L’infortunio era serio”

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Novak Djokovic - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Novak Djokovic è rientrato in Serbia, dove sta proseguendo il percorso di recupero dall’infortunio alla spalla sinistra che lo ha costretto al ritiro a New York. Intervistato dalla televisione serba, Djokovic non ha aggiunto molto di più a quanto già si sapeva sulle sue condizioni, ribadendo che spera di poter scendere in campo al Rakuten Japan Open di Tokyo che inizierà a fine mese, ma non potendo garantirlo.

“Vorrei dirvi quando tornerò in campo ma non lo so esattamente. Ogni giorno monitoro l’andamento della riabilitazione, come reagisce la spalla. Purtroppo l’infortunio era serio, tanto che non mi ha permesso – e mi è dispiaciuto tantissimo – di proseguire il torneo a New York. Spero di essere in campo tra un paio di settimane, ma tra 6-7 giorni capirò meglio come reagirà il fisico. Lo scenario ideale prevede il rientro a Tokyo”.

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Martina Hingis ambasciatrice delle WTA Finals di Shenzhen

L’ex numero 1 del mondo sarà la ‘madrina’ della prima edizione del Masters di Shenzhen: “Non vedo l’ora di incontrare i tifosi cinesi e vedere all’opera l’élite del nostro sport”

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Martina Hingis - US Open 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tra poco più di un mese (il 27 ottobre per la precisione) le migliori otto giocatrici del mondo si daranno battaglia sul campo centrale del Bay Sports Center nella prima edizione delle WTA Shiseido Finals di Shenzhen. Dopo cinque edizioni giocate a Singapore, il Masters femminile si disputerà per la prima volta in Cina, e lo farà per i prossimi dieci anni. Con un montepremi record: in occasione dell’annuncio di Shiseido come name sponsor infatti, la WTA ha anche ufficializzato il raddoppio del prize money, che toccherà quota 14 milioni di dollari. L’eventuale vincitrice imbattuta arriverà ad intascare un assegno pari a 4,725 milioni, il premio più alto di tutto il circuito tennistico (maschile e femminile).

In attesa di conoscere i nomi delle otto stelle (al momento le uniche giocatrici certe delle qualificazione sono Ashleigh Barty e Karolina Pliskova), la WTA ha annunciato che l’ambasciatrice dell’evento sarà Martina Hingis. L’ex numero 1 del mondo (209 le settimane passate dalla svizzera in vetta al ranking), vincitrice in carriera di 43 titoli (dei quali cinque tornei dello Slam), si è laureata due volte ‘Maestra’ (nel 1998 e nel 2000) e ha dato l’addio al tennis giocato nel 2017, proprio durante il Masters di doppio di Singapore.

Hingis, diventata mamma quest’anno, parteciperà agli incontri con il pubblico e terrà delle ‘clinic’, con l’obiettivo di promuovere l’evento e coinvolgere i tifosi presenti a Shenzhen. “Sono elettrizzata all’idea di essere parte delle WTA Finals di Shenzhen. Mi è sempre piaciuto giocare in Cina e ho grandi ricordi del pubblico cinese. Non vedo l’ora di incontrare nuovi tifosi e di vedere all’opera l’élite del nostro sport. Parole al miele da parte di Fabrice Chouquet, co-direttore delle Finals: Martina è una delle più grandi di sempre e siamo davvero felici di averla al nostro fianco in questa avventura decennale.

 

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GOAT e dintorni, tra ‘discorsi da bar’ e preferenze chiare: Laver vota Federer

In vista della Laver Cup torna d’attualità il dibattito sul più grande di tutti i tempi. La leggenda australiana non ha dubbi, Todd Martin si tira indietro

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Rod Laver - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Non ne fa una questione di numeri, Rod Laver. Se anche Roger Federer dovesse perdere il primato di Slam vinti, “la sua grandezza non sarebbe in discussione“. Nonostante, anche solo per una questione d’età, il sorpasso (anche doppio) diventi sempre più probabile a breve o medio termine. Nadal con lo US Open ha toccato quota 19, ad appena una lunghezza di distanza. Djokovic insegue a 16. In ogni caso, per la leggenda australiana, Federer continuerà a essere ricordato come il più grande.

Rod Laver e Rafa Nadal – US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Roger rimane l’atleta più conosciuto al mondo, non solo nel tennis. Sta lasciando il segno come nessuno era riuscito a fare in precedenza. Un testimonial straordinario per questo sport. Poi sembra che stia bene anche a 38 anni ed è ciò che conta, credo abbia buone possibilità di provare a vincere l’Australian Open a gennaio“, ha dichiarato a Ginevra la leggenda australiana nell’attesa del weekend a lui intitolato.

DISCORSI DA BAR – Il dibattito sul GOAT (il più grande di tutti i tempi) ha coinvolto anche Todd Martin, nella veste di CEO dell’International Tennis Hall of Fame. “Non so e davvero non mi interessa chi dei tre sia il più grande“, è il pensiero dell’ex tennista statunitense raccolto da Sport Express. “Per quanto importanti siano gli Slam, credo la valutazione debba essere più complessiva tenendo in considerazione anche per quanto tempo siano stati al numero uno del mondo, la durata della carriera o anche la percentuale di vittorie. Ci sono così tanti elementi su cui discutere che la discussione sul più grande mi appassiona davvero poco.

Martin dimostra di tenere molto anche alla contestualizzazione. “Federer, Nadal e Djokovic sono i migliori di oggi. Ma Sampras, Borg, Laver e Budge lo sono stati nei rispettivi periodi di riferimento. Il confronto sul più grande di tutti i tempi è assolutamente inutile perché ha poco senso immaginare i big di oggi con una racchetta di legno in mano, come ha poco senso pensare a un confronto tra Laver e gli atleti moderni che hanno una straordinaria forza fisica e mentale. Non lo vedo come un confronto utile, se ne può parlare al massimo al bar“.

 

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