Lo show dei testimonial di Eurosport, da McEnroe a Becker e Wilander

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Lo show dei testimonial di Eurosport, da McEnroe a Becker e Wilander

PARIGI – Nell’evento Eurosport Wilander: “Fra Federer e Djokovic a parità di Slam è Djokovic il n.1. Roger ha camminato fra i lillà, Novak fra i cactus!”. John McEnroe, e Boris Becker più diplomatici

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Dai nostri inviati a Parigi

Stamattina all’hotel Molitor, vicino all’entrata del Roland Garros,
Eurosport ha organizzato un’evento per i giornalisti sportivi accreditati allo Slam parigino. Evento di particolare interesse perché ad attendere i rappresentati dei media c’erano gli esperti di tennis della rete sportiva internazionale, ovvero campioni come John McEnroe, Mats Wilander, Boris Becker, Kim Clijsters, Marion Bartoli e Alex Corretja (in rigoroso ordine di Slam vinti) e un coach di fama mondiale come Patrick Mouratoglu.

Dopo la presentazione iniziale sulla copertura internazionale degli eventi Slam e ATP della rete sportiva del gruppo Discovery che si possono seguire su 33 Paesi e per tutti gli Slam, con una copertura sempre più massiccia (in Italia Wimbledon lo si vede su Sky, ma non è così nella stragrande maggioranza degli altri Paesi europei) ed un breve giro di commenti che ha coinvolto tutti gli esperti, i giornalisti presenti si sono suddivisi in gruppi, ognuno dei quali ha incontrato di volta in volta i singoli campioni per una decina di minuti ciascuno.

 

Mouratoglu, pressato da una sessione di allenamento con Serena Williams – poi in campo con la giapponese Nara dominata 63 62 in 67 minuti – è stato il primo a dover scappare via, ma ha fatto a tempo a dire che “Serena può benissimo vincere il torneo a dispetto dei problemi che ha avuto anche per solo allenarsi dopo i tanti infortuni e gli stop fra Miami e Roma”.

Mouratoglu, Corretja, Bartoli, Becker, McEnroe, Clijsters e Wilander: gli esperti del tennis di Eurosport

Diversi i temi trattati. Uno dei principali – proposto anche sia dal collega della Gazzetta Crivelli che dal nostro Direttore Ubaldo Scanagatta – è stato quello della lotta Slam tra Federer, Nadal e Djokovic. Chi ne avrà vinto di più a fine carriera fra i tre? McEnroe e soprattutto Becker non si sono sbilanciati troppo: “Federer può vincere Wimbledon. Qua se vincesse Djokovic invece di Nadal potrebbe avere conseguenze sulla corsa… Molto dipenderà anche da questo Roland Garros. Se vince Nadal è un conto se lo vincesse Djokovic è un altro… per Nadal diventerebbe tutto più difficile“. Becker non è andato oltre un “è una corsa molto aperta…”.

Chi si è sbilanciato, come suo solito, è invece Wilander che senza problemi ha dichiarato: “Djokovic ne vincerà più di tutti. Secondo me arriverà a 22 Slam, mentre è difficile che Federer ne vinca più di uno. Se, in ipotesi, arrivassero a pari numero di Slam loro due, Djokovic e Federer – perché Nadal può probabilmente avere più chances solo al Roland Garros… ma anche per più anni se sta bene –  il più forte tennista dell’epoca sarebbe Djokovic perchè lui ha dovuto camminare fra i cactus… e Federer invece fra i lillà! Non vorrete mica paragonare il diverso livello degli avversari dell’uno e dell’altro? Djokovic ha dovuto affrontare Federer e Nadal e negli anni in cui ha vinto tutto (2011 e 2015) ha letteralmente dominato (così anche gli ultimi 3 Slam, n.d.r), quasi come Federer in quegli anni in cui ancora Djokovic non c’era ancora e di fronte al primo Nadal… Questo di Parigi è un torneo… cruciale: se lo vince Nadal potrà pensare di vincere anche Wimbledon e l’US Open, se lo perde da Djokovic che ne avrebbe così vinti 4 di fila… penso che Djokovic possa diventare quasi imbattibile nei prossimi tornei. È anche il più giovane di tutti.“.

Ubaldo Scanagatta e Ilvio Vidovich con John McEnroe

Altro tema affrontato con diversi degli esperti di Eurosport è stato quello di chi tra i giovani campioni della Next Gen sarà il primo ad imporsi a livello Slam. Qui sono stati tutti più loquaci e con opinioni diverse: McEnroe si è sbilanciato nettamente su Auger Aliassime e Tsitsipas, nomi sui quali ha concordato Becker, che però ha aggiunto anche il connazionale Zverev (“Non so perché John non l’abbia citato”) e Shapovalov. Per Wilander il nome su cui puntare è Tsitsipas, mentre ha espresso i suoi dubbi su Shapovalov: “Mi ricorda un po’ Leconte, quando era in forma era ingiocabile, ma poi nei grandi appuntamenti la continuità non era il suo forte…“.

Il Direttore Scanagatta con Boris Becker

Nei prossimi giorni pubblicheremo altri articoli e audio dell’evento
Eurosport, con i commenti e i pareri dei grandi campioni.

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Australian Open

Australian Open: Giorgi a corrente alternata, fuori al terzo con Kerber

Fa e disfa tutto Camila Giorgi. Alla fine la spunta Angelique Kerber con la continuità e la difesa. “Ma credo di aver fatto una bellissima partita”

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Camila Giorgi - Australian Open 2020

[17] A. Kerber b. C. Giorgi 6-2 6-7(4) 6-3(da Melbourne, il nostro inviato)

La Margaret Court Arena, in questo bel sabato mattina, è abbastanza affollata, come il resto dell’impianto di Melbourne Park. Il week-end dell’Australia Day, la festa nazionale che celebra la “scoperta” del continente, invoglia la gente a uscire. Tra gli spettatori che assistono insieme a noi alla prestazione di Camila Giorgi, nella prima parte della partita quella che ha il posto migliore è Angelique Kerber, e l’impressione è che lo svolgimento della vicenda non le dispiaccia affatto. Camila, come sempre, imposta il suo gioco fatto di accelerazioni anticipate entro i primissimi colpi dello scambio. Il problema è che oggi le percentuali tanto positive viste contro Kuznetsova sono scese in modo drammatico, almeno all’inizio.

Il primo set si risolve in 25 minuti
, non ho modo di descriverlo tecnicamente, mi affido quindi ai numeri: per l’azzurra, 8 vincenti e 20 errori (Angie 4/1), un ace e 8 doppi falli, fondamentalmente fa tutto Giorgi. Kerber come detto fa la spettatrice privilegiata limitandosi a respingere le pallate di Camila (quelle che stanno dentro le righe, almeno), e incassa il 6-2 senza che sia necessario spingersi oltre un onesto palleggio difensivo. Da bordocampo, le cosa più evidente è la differenza di “net clearance” tra le due: i colpi di Angie passano un metro sopra il nastro, quelli di Giorgi una spanna. La cosa positiva è che nel momento in cui è l’azzurra a gestire il gioco (nel bene e nel male), basterebbe che le percentuali salissero e potrebbe cambiare tutto. Speriamo.

Il secondo set, infatti, vede un netto miglioramento delle statistiche per l’italiana, il che si traduce immediatamente in un punteggio che procede spalla a spalla, con le ragazze che tengono i servizi senza concedersi nessuna palla break a vicenda fino al 4-4. In questi 8 game, Camila sta a 14 vincenti e 16 errori, 3 ace e altrettanti doppi falli, una bella differenza. Nel gioco, il confronto di stili è chiaro, dal punto di vista tattico Giorgi deve stare attenta alle scelte di traiettoria per le sue accelerazioni. Tende infatti a spingere aprendo il gioco specialmente in lungolinea, e per una semplice ragione geometrica, in quei casi o fai punto o poi ti tocca correre, perchè il campo lo hai lasciato vuoto dal lato della diagonale. Tre vincenti di bella qualità portano Camila in vantaggio 5-4, ora Kerber se vuole salvare il set dovrà fare qualcosa in più che respingere la pressione dell’avversaria attendendo l’errore. Ed è brava a farlo.

Tecnicamente, è da apprezzare la capacità della tedesca di non arretrare davanti al bombardamento di Giorgi, è fenomenale nell’impattare palle che le arrivano nelle caviglie andando letteralmente accovacciata con le ginocchia per terra, spesso in controbalzo, rifiutandosi di cedere metri di campo. Lo faceva alla grandissima la mai abbastanza rimpianta Agnieszka Radwanska, quanto ci manca “Aga la Maga”.

Nel frattempo, finalmente continua nel suo gioco di aggressività totale, Camila sale 6-5, Angie senza tremare pareggia 6-6, e giustamente questo equilibratissimo parziale si risolverà al tie-break. E’ trascorsa esattamente un’ora e un quarto. Un passante da standing ovation manda la tedesca avanti 3-1, tre drittacci imprendibili di Giorgi rimediano e siamo 4-3 con mini-break per l’italiana. Poco dopo, un rovescio lungo di Kerber regala il 6-4 e due set point a Camila, un grandissimo scambio chiuso di dritto decreta il 7-4, ce la giochiamo al terzo set.

“Non ho notato se lei ha rallentato il servizio alla fine, ma credo stesse bene, sennò non corri su ogni palla, non stai giù. Io mi sento bene, il polso è a posto. Il servizio mio lo sentivo bene, andava a 180, 190, non si può dire nulla di quello. Il prossimo impegno sarà la Fed Cup”

 

Due palle break fallite con altrettanti errori per Giorgi nel terzo game del parziale decisivo fanno mettere le mani nei capelli (anzi, nella zazzera) a papà Sergio nel box giocatori. Effettivamente l’occasione era ghiotta, in questa fase la tedesca sembra piuttosto frastornata, e soprattutto ha abbastanza arretrato la sua posizione rispetto al campo. Altra palla break stavolta cancellata da un super-dritto e Angie si salva, 2-1 per lei. Nel game succesivo, una brutta sequenza di gratuiti di Camila le costa una palla break (stava 40-15), il dritto che le vola lungo consegna break e vantaggio di 3-1 all’avversaria, non ci voleva. Rinfrancata dall’omaggio, Kerber tiene il servizio con autorità, 4-1, si fa dura adesso purtroppo. In questi 5 game, i numeri dell’italiana sono ritornati deficitari, con 7 vincenti e 14 errori, a fronte del 4/3 di Angie.

“Ho fatto il mio gioco, sono stata aggressiva per tutta la partita, ho rischiato io, cercando sempre di andare avanti. Se stai a fondo e stai lì ad aspettare l’errore dell’avversaria è diverso, più facile. Io penso a me stessa, credo di aver fatto una bellissima partita”

Rendendosi conto di essere nei guai, Giorgi è bravissima a reagire immediatamente, con una striscia di 8 punti a 1, e contro-break annesso, siamo 4-3. Uno scatto di reni in un momento fondamentale come questo potrebbe essere una chiave decisiva del match, grande Camila. Purtroppo, però, forse pagando lo sforzo di un paio di scambi durissimi, l’azzurra stecca una palla nel game successivo, si trova sotto 15-40, e con un gratuito di rovescio cede ancora la battuta, 5-3 Kerber. Accidenti (e mi limito). Al servizio per chiudere, Angie difende a denti stretti le rabbiose pallate di Camila, va 40-15, e il 65esimo errore dell’italiana (a fronte di 49 vincenti) le dà la vittoria e gli ottavi di finale, dove attende Anastasia Pavlyuchenkova (precedenti 7-6 per Kerber), che ha eliminato Karolina Pliskova. Peccato per Giorgi, quell’ottavo game del set decisivo è stato pagato carissimo.

Soddisfatta Kerber a fine partita: “Ho cercato di muovermi meglio che potevo, e di tenere duro, lei tira fortissimo, è splendido essere agli ottavi qui. Grazie per tutto il sostegno ragazzi, l’Australian Open sarà sempre un torneo speciale per me. Ora devo prepararmi alla prossima battaglia, cercherò di godermi il tempo passato sia in campo che fuori dal campo! Nel primo set lei ha sbagliato tanto, poi però è venuta fuori bene, alla fine del secondo ha preso la partita in mano. Io sono stata un po’ troppo passiva, lei ha rischiato e si è presa il set. Nel terzo, è girato tutto su uno, due punti. All’inizio lei ha avuto le palle break, poi io ho servito bene per salire 4-1, poi lei è rientrata. E alla fine ho solo cercato di lottare e giocare punto a punto. Il suo gioco? Veloce, molto veloce, la avevo già affrontata, non è facile con lei, non sai mai cosa aspettarti. Devi stare attenta fino all’ultimo punto, perché lei continua sempre a giocare pesante e profondo”.

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

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ATP

Super tie-break di nuovo decisivo: Kyrgios piega Khachanov e trova Nadal

Un altro thriller eccezionale stavolta sulla Melbourne Arena. Dopo 4h26 minuti l’australiano batte il russo al termine di un match elettrizzante. Ora l’attesissima sfida col N.1

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Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

[23] N. Kyrgios vs [17] K. Khachanov 6-2 7-6(5) 6-7(8) 6-7(9) 7-6(8)

Melbourne Arena piena in ogni ordine di posti per il beniamino locale, Nick Kyrgios, opposto al picchiatore russo Karen Khachanov. Match potenzialmente interessante, per confronto di personalità più che di stili. Nick in Australia è sempre un bello spettacolo da vedere, tutto il pubblico lo tifa in modo rumoroso e pittoresco, lui – noto per le bizze agonistiche – a casa sua ci mette sempre quel pizzico di concentrazione e convinzione in più, e quando un braccio al fulmicotone del genere si impegna seriamente, il livello diventa altissimo.

Nel primo set le prevedibili pallate da parte di entrambi, al seguito di pesantissimi servizi, portano al 3-2, quando Kyrgios arriva a palla break e concretizza grazie a un recupero largo di Karen su una palla corta nemmeno irresistibile. Ottenuto il break, alla battuta sul 4-2, l’australiano, dopo uno scambio lottato risolto da Khachanov con un gran dritto, si ferma e inizia a toccarsi la parte alta del flessore della coscia sinistra, con una smorfia poco rassicurante. Speriamo che non sia nulla di grave. Un bel tocco sottorete consegna all’australiano il 5-2, ma al cambio di campo Nick esce dal campo con il fisioterapista: medical time-out, vediamo un po’ che succede. Al rientro, Kyrgios non sembra granché sofferente, tanto che brekka ancora l’avversario e chiude 6-2. Sono passati 34 minuti.

Il gioco si mantiene divertente e spettacolare, come sempre quando uno dei protagonisti è Nick in versione “ma sì, giocare a tennis non mi fa poi tanto schifo”. Accelerazioni spaventose, tocchi fintati con rotazione all’indietro, tutto il repertorio. Dall’altra parte, Karen fa il suo, mette in campo tanta solidità e spinta, ma il “gap” di varietà e di soluzioni è troppo evidente. Se vogliamo (ed esagero per amor di paradosso, ma spero di rendere l’idea), Khachanov, col suo gran servizio e il drittone pesante, è come fosse una versione “base” di Kyrgios, stesse armi “standard”, ma senza optional, ovvero senza il talento nei tagli, nel gioco al volo, nei ricami smorzati. Nel confronto diretto, la differenza a tratti è impietosa.

Sul 3-2 del secondo set per Nick, Karen salva una palla break (il russo ne aveva fallita una sull’1-1). C’è equilibrio, l’impressione però è che in qualsiasi momento Kyrgios possa inventarsi qualcosa di decisivo per le sorti del match, nel bene ma anche nel male. Qualche palla corta deliziosa dell’australiano provoca gli “oooh” ammirati del pubblico di casa, ma alla fine, dopo 14 punti, Khachanov tiene e pareggia 3-3. Lodevole per sportività Nick quando rimprovera il pubblico colpevole di aver esultato in anticipo su una palla buona dell’avversario, che pareva destinata a uscire. Sale 4-3 Kyrgios, e si consulta ancora con il fisioterapista, senza però farsi trattare né prendendo medicinali. Sotto lo sguardo attento di Marat Safin in tribuna, Karen pareggia 4-4; in pochi secondi però Nick è di nuovo avanti 5-4.

La velocità media dei turni di servizio dell’australiano è incredibile, non credo esista una statistica apposita, ma scommetterei che più rapido di lui non c’è nessuno. Pur continuando a giocare bene, Kyrgios in qualche momento si tocca ancora il muscolo indolenzito. Nel frattempo, siamo 5-5, fase decisiva sia del secondo set che probabilmente della partita. In meno di un minuto e mezzo, Nick sale 6-5, notevole un tocco di dritto piatto sottorete dietro a una legnata centrale col servizio. Poco dopo, ecco il tie-break. Sul 5-5, un grandissimo scambio a tutto braccio porta un set-point a Kyrgios, che col servizio non perdona e chiude, 2 set a zero per lui.

LA RIMONTA DI KAREN – Nel terzo parziale, con il pubblico intorno alla tribuna stampa che intona cori a ogni pausa del gioco, Nick si fa minaccioso per la battuta avversaria nel terzo game (da parte sua, Kyrgios ha concesso una sola palla break in tutta la partita, sull’1-1 del secondo set), ma Khachanov è bravo a recuperare da 0-30. Due game dopo, però, arrivano tre palle break consecutive: il doppio fallo del russo sulla terza decreta uno strappo forse definitivo. 3-2 e servizio per Nick, se non fa il matto, per come ha giocato finora, la può perdere solo lui. In questo momento siamo a 42 vincenti e 21 errori dell’australiano (28/27 Karen), la qualità del gioco è ben testimoniata da quel “+21”, mica male. In vantaggio 4-2, Kyrgios si concede uno dei suoi tweener frontali, praticamente è il primo momento “ludico” della sua serata. Nel momento decisivo, bravissimo Khachanov a prendersi tutti i rischi, spingendo col rovescio, e nell’ottavo game per la prima volta riesce a brekkare Nick, 4-4.

Ottimo sussulto del russo, quasi inaspettato, poco dopo siamo 5-4 per lui. Si procede senza rischi per chi è alla battuta, il gioco si fa essenziale (leggi, servizio-dritto per entrambi), a parte qualche drop shot di Kyrgios, ma ce l’ha nel DNA, per lui è normale come spingere un top-spin diagonale qualsiasi. Un suo serve&volley sontuoso, da australiano vecchia scuola, realizzato nel dodicesimo game, è il preludio al secondo tie-break. Subito 2-0 per Karen, poi 3-1, ma una “rispostona” di dritto di Nick riequilibra i mini-break, in un attimo è 3-3. Bravo in attacco Khachanov (bellissimo rovescio lungolinea), sale 5-3, ma si fa riprendere. Arriva un match-point per Kyrgios sul 6-5, fallito con la risposta di dritto, due punti dopo è 7-6 e set-point per il russo: un drittaccio largo di Nick gli consegna il terzo set, si è salvato veramente per un pelo Karen, ora può succedere di tutto.

Nick Kyrgios e Karen Khachanov – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Nel quarto set il canovaccio della partita non cambia con l’andamento che segue i servizi abbastanza tranquillamente fino al settimo gioco, quando Kyrgios annulla due delicatissime palle break sul 3-3. Si arriva poi all’ennesimo tie-break (non sarà l’ultimo della serata). E ancora una volta, al contrario di quanto la logica potesse far intendere, dal 2 pari parte una serie infinita di mini-break (6 consecutivi) e ci si ritrova 5 pari. Kyrgios annulla bene il primo set point, ha a disposizione un secondo match point sul 7-6 ma finisce per cedere 9 punti a 7.

 

IL SET DECISIVO – Il quinto set vola via abbastanza rapidamente, zero break e zero palle break concesse e l’epilogo non può essere che il super tie-break decisivo ancora con un australiano in campo come era accaduto ieri sera per John Millman. Anche stavolta i mini-break fioccano ma si arriva in pieno equilibrio fino al 7 pari. La stretta finale è da cardiopalma: Khachanov sfrutta un errore di Kyrgios e si porta avanti 8-7 con due servizi per chiudere. Non riesce a tenerne neanche uno. Sul primo punto Kyrgios si inventa un clamoroso rovescio lungolinea vincente su cui il russo non può fare nulla. Poi Nick si difende con le unghie costringendo Khachanov all’errore. Ribaltato completamente il punteggio sul 9-8, Kyrgios va in piazzola e porta a casa il punto che fa esplodere la Melbourne Arena, gettandosi a terra dopo quattro ore e ventisei minuti.

La super sfida con Nadal, molto probabilmente lunedì sera sulla Rod Laver Arena, è servita. Precedenti 4-3 per lo spagnolo ma 2-1 Kyrgios sul cemento all’aperto, l’ultimo dei quali ad Acapulco vinto al tie-break decisivo. Poi Nadal si prese la rivincita sull’erba di Wimbledon ma stavolta si gioca a casa di Nick. Sarà abbastanza pronto per fare l’impresa? Di sicuro siamo ansiosi di scoprirlo.

ha collaborato Luca De Gaspari

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ATP

Australian Open: Medvedev raggiunge Wawrinka agli ottavi. Sfida Thiem-Monfils

Il russo domina contro un Popyrin a mezzo servizio. Wawrinka approfitta del ritiro di Isner dopo un set e mezzo. Nel quarto di Nadal, super sfida tra Monfils e Thiem

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Daniil Medvedev - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

MEDVEDEV SUL VELLUTO – Nessun problema per Daniil Medvedev contro il beniamino di casa Alexei Popyrin. Il russo è sempre apparso in controllo del match e da metà secondo set in poi il suo lavoro è stato agevolato da alcuni problemi fisici del giovane australiano. Perso il primo set 6-4, Popyrin si è trovato nuovamente sotto di un break e ha chiamato il fisioterapista sotto 3-2 nel punteggio. Il giocatore australiano si è fatto massaggiare la coscia sinistra che sembrava procurargli molto fastidio. La partita di fatto si è chiusa qui con Popyrin molto limitato nei movimenti e in completa balia del palleggio sostenuto di Medvedev. 6-4 6-3 6-2 il punteggio dopo un’ora e tre quarti di gioco. Agli ottavi di finale il russo affronterà Stan Wawrinka, già battuto nei quarti degli ultimi US Open, in quello che sarà un test sicuramente più probante (al netto delle condizioni fisiche dello svizzero).

ISNER ALZA BANDIERA BIANCA – Dura solo un set e mezzo la sfida tra Stan Wawrinka e John Isner. Lo statunitense, sul 6-4 4-1 per Stan, è costretto a dare forfait per un malessere o forse per un dolore al piede, quello stesso piede infortunatosi in finale a Miami l’anno scorso contro Federer. A inizio match, Stan gli infligge il break sul 2-2, trasformando la quinta palla game sul servizio Isner. Si tratta del primo servizio perso da “Big John” nel torneo. Da questo momento, l’atteggiamento e la resa in campo dello statunitense vanno spegnendosi progressivamente. Dopo aver consultato il trainer, Isner interrompe l’incontro sul 6-4 4-1 per Stan. Oro colato per lo svizzero, che doveva smaltire i cinque set giocati contro Seppi durante i quali era stato costretto addirittura a lasciare il campo due volte per problemi gastro-intestinali.

Stan Wawrinka – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

LA MONF VA – Continua la corsa di Gaël Monfils, unico francese rimasto in tabellone. Il parigino interrompe la bella avventura del “redivivo” Ernests Gulbis al terzo turno. Il lettone, scivolato al n. 256 in classifica, dopo aver superato le qualificazioni, aveva sorpreso tutti battendo al primo round la stellina canadese Félix Auger-Aliassime in quattro set, per poi vincere ancora contro Bedene. Ma Gaël non si lascia impressionare e infligge all’ex n. 10 del mondo una sconfitta in tre set. Monfils non nasconde, dopo il match, le sue ambizioni di vittoria e la grande fiducia nelle proprie possibilità: “Quali sono gli obiettivi che mi fanno continuare a giocare? Amo giocare, lo sai, amo il tennis. Mi piace alzarmi ogni mattina con l’obiettivo di vincere per la prima volta uno Slam. Adoro disputare grandi partite. Penso sia questo ad alimentare la passione dentro di me. Inoltre, credo fortemente nelle mie possibilità. Sì, penso di poter vincere uno Slam. Il prossimo avversario di Monfils sarà il n. 5 del mondo Dominic Thiem, vittorioso in quattro set contro Taylor Fritz.

 

DOM AGLI OTTAVI – Non è stata una vittoria del tutto agevole quella di Dominic, che dopo aver battuto Taylor Fritz ha parlato così del suo prossimo avversario. Gaël? È sempre divertente giocare contro di lui. È un grande atleta e un grande sportivo. In passato abbiamo disputato grandi partite, molto divertenti. Mi aspetto la stessa cosa nel prossimo match. Penso ci sarà una bella atmosfera, lui sa fare colpi spettacolari e grandi scambi. L’anno scorso è entrato in Top 10 e sta giocando bene anche ora, a inizio stagione. Ma la seconda settimana di uno Slam è sempre speciale, ogni avversario gioca ad un altissimo livello. Sarà un incontro difficile”. Come sono le condizioni di gioco quest’anno in Australia? “Mi trovo bene e mi sento bene, anche se quest’anno le condizioni variano molto a causa della situazione meteorologica instabile. Il gioco è totalmente diverso quando ci sono 35 gradi e quando la temperatura scende a 20 gradi, è uno dei tornei in cui è fondamentale imparare ad adattarsi ai cambiamenti. Ma la velocità del campo e le palle sono ottime per me.

Dominic Thiem – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

a cura di Laura Guidobaldi e Lorenzo Colle

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