Roland Garros: Nadal lascia un set ma vola agli ottavi. Strada in discesa?

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Roland Garros: Nadal lascia un set ma vola agli ottavi. Strada in discesa?

PARIGI – Lo spagnolo lascia un set a Goffin, poi domina il quarto. 89esima vittoria a Parigi, adesso Londero agli ottavi

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Rafael Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo) (1)

da Parigi, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. D. Goffin 6-1 6-3 4-6 6-3

Continua la marcia di Rafa Nadal verso la conquista del dodicesimo Roland Garros, ma non così spedita come nei primi due turni. Dopo due incontri vinti lasciando in tutto 13 game ai suoi avversari c’era un po’ di curiosità nel vederlo affrontare il primo ostacolo un po’ più impegnativo, il belga David Goffin. Sebbene il 28enne di Rocourt non sia certamente quello del 2017, capace di lottarci sulla terra a Madrid e di batterlo – sebbene Rafa non fosse al meglio – alle ATP Finals di fine anno e finire la stagione da n. 7 al mondo, si pensava potesse comunque creare qualche grattacapo al campione in carica. E lo ha fatto, anche se in un modo inatteso.

 

Dopo che il fuoriclasse maiorchino lo aveva letteralmente “asfaltato” nei primi due parziali, nessuno credeva che il n. 29 del mondo riuscisse a cambiare l’inerzia del match. Ed invece nel terzo set, complice anche un calo di Rafa (“Ma non c’è stato un calo di concentrazione, lui è un grande giocatore, non dimenticatelo“), Goffin riusciva finalmente ad essere efficace con il suo tennis geometrico, in precedenza sovrastato dalla potenza e dalla profondità dei colpi di Nadal, e portava a casa il parziale. Il n. 2 del mondo soffriva ancora un po’ all’inizio del quarto set, ma poi rimetteva le cose a posto. Lasciando però qualche perplessità sul suo stato di forma, soprattutto per il calo di intensità avuto dopo un’ora e mezza di gioco. Rafa approda al quarto turno, ma con qualche dubbio in più rispetto al suo grande avversario Novak Djokovic.

Pronti, attenti, via e in venti minuti Rafa era già 5-0. Goffin si trova in apnea sin da subito: se scambiava da fondo andava a finire che prima o dopo finiva ad un paio di metri dal vincente del maiorchino, se provava qualche variante o finiva per sbagliare oppure veniva impallinato a rete. Rafa arrivava a due punti dal set poi, non si sa per sua deconcentrazione o un moto d’orgoglio del belga, quest’ultimo rimontava e riusciva ad evitare il bagel. Ma il set finiva subito dopo: 6-1 Nadal dopo 28 minuti, con un totale di 28 punti a 10 (di cui 5 nel sesto gioco, sennò il divario sarebbe stato ancora più netto) per il n. 2 del mondo (Ho giocato un primo set praticamente perfetto” dirà Rafa dopo il match).

Il secondo set iniziava con Goffin che tentava timidamente di mettere in atto il suo tennis fatto di angolazioni e variazioni e sale 40-15 nel primo gioco. Ma era solo un momento di distrazione di Nadal, che si rimetteva a martellare, infilava quattro punti di fila ed otteneva un altro break. Goffin era talmente in confusione che anche nei rari casi in cui Nadal gli concedeva una palla facile non riusciva ad approfittarne (come quando a campo aperto sparava un dritto in bocca a Rafa, che lo passava). Per far capire ai lettori quanto il pubblico dello Chatrier stesse sperando di vedere un po’ di partita “vera”, citeremo l’applauso a Goffin dopo che questi aveva vinto il primo game del secondo set e il boato dopo il punto che nel game successivo lo aveva portato 0-30 sul servizio Rafa.

Neanche a dirlo, il maiorchino infilava quattro punti di fila e pareggiava i conti. Il fatto è che il Goffin attuale – che ricordiamo sulla terra quest’anno ha fatto semifinale ad Estoril ma per il resto non ha mai superato il primo turno – non ha armi contro Rafa: troppo leggero il suo tennis se non viene supportato da un’adeguata brillantezza fisica e soprattutto da una concentrazione ottimale. Dall’altra parte, oltre al classico dritto uncinato, impressionava il rovescio del fuoriclasse spagnolo: una volta per rifiatare gli avversari potevano appoggiarsi lì durante lo scambio, ora anche dal lato destro Nadal è difficilissimo da contrastare.

L’atmosfera da esibizione continuava poco dopo, con il boato del pubblico dopo una steccata di Nadal che diventava un candelotto che finiva sulla riga da fondo e il successivo smash di Goffin in diagonale che toccava fortunosamente la riga laterale. Il n. 29 ATP alzava le mani in segno di esultanza. L’unico che continuava a prendere le cose sul serio era il n. 2 del mondo, anche se un po’ la presa l’aveva rallentata rispetto al furioso inizio di partita: Goffin più di due punti sul servizio del maiorchino non riusciva a farli. E poco dopo, con il quarto break dell’incontro, Rafa incamerava anche il secondo set, con il punteggio di 6-3, dopo un’ora e un quarto di gioco.

Il terzo set sembrava dovesse essere una formalità, invece orgogliosamente Goffin – dopo aver annullato tre palle break nel primo game del parziale che sarebbero potute essere fatali – rimaneva a galla aggrappandosi ai suoi game di servizio. Rafa continuava a lasciare le briciole sul suo servizio, ma il suo tennis era calato d’intensità. E proprio quando un po’ tutti si aspettavano che Nadal pigiasse di nuovo il piede sull’acceleratore, nel nono gioco arrivano improvvisamente le prime due palle break per Goffin. Il belga sfruttava il calo di Rafa ed ora riusciva ad essere più aggressivo e più efficace con le sue geometrie da fondo. La seconda era quella buona ed il n. 29 del mondo dopo due ore andava a servire per allungare il match. E ci riusciva senza problemi: 6-4 Goffin e si andava al quarto. Il primo set che Nadal perde in uno dei primi tre turni a Parigi dal 2013, il sesto in totale. Insomma, un piccolo evento.

David Goffin – Roma 2018 (foto Felice Calabrò)

Ora c’era partita e Rafa doveva affidarsi alla prima di servizio per togliersi d’impaccio nel primo game, finito ai vantaggi. Il maiorchino non era più così esplosivo come nei primi novanta minuti, soprattutto dal lato del rovescio, dove ora si affidava a traiettorie più arcuate. Ma proprio quando sembrava che fosse Goffin il più brillante in campo, dato che soffriva meno da fondo e riusciva a prendere il comando negli scambi, Nadal si risvegliava dal torpore che lo aveva avvolto nell’ultima mezz’ora: strappava il servizio all’avversario nel quarto gioco e allungava subito dopo sul 4-1. Il match non riservava più altre emozioni in termini di punteggio, Nadal teneva senza problemi gli ultimi due turni di servizio, chiudeva 6-3 dopo quasi tre ore di gioco e approdava al quarto turno.

SULLA STRADA DI RAFA – I dubbi sollevati dalla prestazione del maiorchino difficilmente potranno essere fugati dai prossimi due match. In genere si premette sempre che nel tennis non si può mai dire, ma qui stiamo parlando di un giocatore che (compreso quello di oggi) ha vinto 109 dei suoi 111 match al meglio dei cinque sulla terra rossa: la premessa quindi può venire tranquillamente omessa in questo caso. Nel prossimo match il 33enne fuoriclasse spagnolo incontrerà l’argentino Juan Londero, sfiancato dai cinque set giocati contro Moutet. Appare difficile che gli riesca una sorpresa come quella Soderling proprio dieci anni fa, anche se Rafa è stato molto diplomatico nel rispondere alla domanda in spagnolo su di lui: “Ha giocato dei bei match qui. Sarà un match duro“.

Nei quarti ad aspettarlo ci sarà uno tra Benoit Paire e Kei Nishikori. Paire ha beneficiato del ritiro di Pablo Carreno Busta al termine del terzo set per un problema alla coscia destra (“Ho sentito pizzicare l’adduttore, nel primo punto del tie-break”), dopo che il francese si era appena imposto nel tie-break del terzo parziale e conduceva due set a uno. Kei Nishikori e Laslo Djere hanno dato invece ragione a Dusan Lajovic, che ieri in conferenza stampa aveva previsto che il suo connazionale potesse impensierire il giapponese, considerata la predilezione di Djere per la terra battuta e lo stato di forma non eccezionale del n. 7 del seeding. Alla fine però il 29enne Kei l’ha spuntata 8-6 al quinto dopo una battaglia di quasi quattro ore e mezza. Nuovamente, Rafa appare nettamente favorito contro entrambi: 10-2 i precedenti a suo favore (4-0 sulla terra) contro il giapponese e 4-0 contro il francese.

Gli altri risultati:

[7] K. Nishikori – [32] L- Djere 6-4 6-7(8) 6-3 4-6 8-6
B. Paire b. P. Carreno Busta 6-2 6-4 7-6(1) rit
J.I. Londero b. [WC] C. Moutet 2-6 6-3 6-4 5-7 6-4

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Coppa Davis

Berrettini finisce la benzina: vince Fritz e l’Italia saluta le Finali di Coppa Davis

MADRID – Matteo Berrettini parte bene, perde il tie break del secondo set e poi cede alla distanza. Gli Stati Uniti vincono anche il doppio, azzurri eliminati dalle Finali di Coppa Davis

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Matteo Berrettini alle Davis Cup Finals 2019 a Madrid (foto Kosmos Tennis)

La situazione aggiornata dei gironi con tutti i risultati

ITALIA-USA 1-2 (da Madrid, il nostro inviato)

T. Fritz [USA] b. M. Berrettini [ITA] 5-7 7-6(5) 6-1

Non riesce a Matteo Berrettini di portare all’Italia il 2-0 contro gli USA nella sfida che chiude il girone F e che ci avrebbe consentito di sperare ancora nella qualificazione. Fritz vince in tre set in rimonta e porta gli USA sull’1-1. Non abbiamo ancora la certezza matematica della nostra eliminazione, che sarà probabilmente certificata solo domattina dopo gli ultimi incontri dei gironi eliminatori, ma per come è andato il match è stato davvero un peccato. È mancato il guizzo finale a Matteo, un po’ come nel match con Shapovalov nella prima sfida. Un minimo di freschezza fisica e mentale che dopo una stagione lunga, faticosa ed esaltante può anche mancare. Vanno comunque fatti i complimenti a Berrettini per quanto fatto in questo splendido 2019 e che tanta soddisfazione ha portato agli appassionati italiani.

Così come vanno fatti i complimenti a Taylor Fritz che ha giocato una gran partita, mostrando una gran caparbietà ed una tenuta fisica non da poco. La sfida tra Italia e USA sarà ora decisa dal doppio ma è probabile che entrambe le squadre siano eliminate dalla competizione.

Berrettini vince il sorteggio e decide di ricevere. Fritz va sotto 15-30 ma poi tiene la battuta. Serve Matteo, Fritz è molto intraprendente e risponde a tono alle violente accelerazioni del nostro tennista, palla break per lui sul 30-40. Berrettini la annulla e tiene la battuta. Il match è molto difficile, Fritz gioca quasi alla Berrettini, solido servizio e gran ritmo sia di diritto che di rovescio. Matteo non trova sempre la prima e ha difficoltà a sfondare con il diritto. Fritz però non è un mostro di regolarità e nel quinto gioco concede ben 3 palle break, 2 sul 15-40 ed una subito dopo. Ma l’americano piazza un servizio vincente e poi approfitta di 3 gratuiti di diritto del suo avversario per tenere la battuta.

I servizi si assestano, i giochi vanno via velocemente. Fritz ha circa 70 km orari medi di differenza tra prima e seconda (220/150) e Matteo dovrebbe cercare di capitalizzare questa particolarità del suo avversario quando possibile. Berrettini serve per rimanere nel set sul 4-5 e non concede niente giocando con molta attenzione. Va al servizio Fritz, commette tre gratuiti di diritto ed arriva il primo break del match. Ora la prima dell’Italiano funziona, arrivano due ace ed il primo set finisce 7-5 per Berrettini dopo 49 minuti. Molto bravo il tennista italiano a conquistare un parziale molto complicato.

Si riparte con Fritz al servizio, tutto regolare sino al 3 pari, poi nel settimo gioco un doppio fallo ed un gratuito di diritto americano concedono una palla break a Berrettini. Non basta il “Vai ora” gridato a più riprese da Barazzutti, Fritz trova un servizio vincente e poi tiene la battuta. Nessuna altra emozione fino al 6 pari, si decide il set al tie break dove Matteo ci arriva avendo perso solo cinque punti al servizio. Ma il numero 1 italiano sbaglia una volée non impossibile di diritto e manda avanti di un minibreak Fritz che sale fino al 4-1. Bravissimo Berrettini a risalire sino al 4 pari, ma sul 5 pari sbaglia un diritto e Fritz sfrutta il successivo set point. Si decide il match al terzo ma soprattutto (sempre ipotizzando una nostra vittoria) saremmo comunque una seconda peggiore rispetto alla Russia per il quoziente set, quindi il posto per i quarti rimane uno solo.

Berrettini serve a inizio terzo set e concede subito una palla break complici un paio di gratuiti poi però si salva con il servizio. L’impressione è però che il tennista italiano abbia finito la benzina. Fritz invece saltella di qua e di là e prende tutto come ad inizio partita. Arrivano quattro giochi consecutivi a stelle e strisce con due break, Matteo si gira verso la panchina e dice “Non ce la faccio più “, difficile chiedergli di più in un match che ha superato le due ore oltre la mezzanotte. Fritz prosegue senza problemi e porta il punto dell’1-1 chiudendo la partita con un troppo severo 6-1. Italia virtualmente fuori, deciderà il doppio la sfida con gli USA.

 

FRITZ DOPO LA PARTITA“Il momento decisivo? Il tie break, poteva andare in tutti e due i sensi. E poi nel terzo ho cominciato a sentirmi molto meglio, il dritto cominciava a girare e riuscivo anche a leggere meglio il servizio di Berrettini, mentre all’inizio del primo set ho avuto la possibilità di breakkare subito ma non ci sono riuscito. Abbiamo provato a immaginare un po’ i differenti scenari, ma alla fine l’unica cosa che contava era vincere e ci siamo concentrati su questo“.

DOPPIO DI NOTTE

S. Querrey/J. Sock [USA] b. S. Bolelli/F. Fognini [ITA] 6-7(4) 7-6(2) 6-4

Nonostante la sostanziale ininfluenza sul risultato, i doppisti di Italia e USA si sono dati battaglia fino alle 4.05 del mattino. Sarebbe stato il match finito ad ora più tarda nella storia del tennis se non fosse per il terzo turno dell’Australian Open 2008 tra Lleyton Hewitt e Marcos Baghdatis che terminò alle 4.35 del mattino (anche se quello era un incontro tre set su cinque). Con questo risultato entrambe le squadre sono eliminate dalla Coppa Davis.

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Coppa Davis

Davis: Nadal e Kyrgios portano Spagna e Australia ai quarti

MADRID – Facili successi per i due team, tra i favoriti per la vittoria finale. Kyrgios e de Minaur affronteranno il Canada, la Spagna una delle migliori seconde

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Nick Kyrgios - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Jose Manuel Alvarez / Kosmos Tennis)

da Madrid, il nostro inviato

La situazione aggiornata dei gironi con tutti i risultati

AUSTRALIA-BELGIO 2-1
(AUS) N. Kyrgios b. (BEL) S. Darcis 6-2 7-6
(AUS) A. de Minaur b. (BEL) D. Goffin 6-0 7-6
(BEL) Gille/Vliegen b. (AUS) Peers/Thompson 0-1 ret

L’Australia si qualifica per i quarti di finale, dove incontrerà il Canada giovedì alle 18. Il passaggio del turno avviene per effetto della vittoria dei due singolari, rispettivamente Kyrgios su Darcis e de Minaur su Goffin, prima che l’ininfluente doppio venisse abbandonato da Peers e Thompson dopo appena quattro punti giocati (e vinti).

 

TROPPO KYRGIOS – Poco da fare per Darcis nello scontro fra numeri due. Lo squalo, reduce da mille battaglie in Davis nelle quali spesso ha tirato fuori prestazioni sontuose, nulla ha potuto contro un Kyrgios molto centrato. L’australiano entra in campo con un curioso completo strappato, più precisamente con una maglietta priva di una manica (forse per concedersi una maggiore libertà al servizio?); vedremo se diventerà l’outfit portafortuna di Nick anche nelle prossime gare. Il primo set scivola via in meno di mezz’ora con l’australiano letteralmente intoccabile al servizio, quasi l’80% di prime in campo e 100% di trasformazione su queste. Se poi aggiungiamo il fatto che in questa partita Nick ha anche dimostrato di poter (non troppo, è pur sempre Kyrgios) soffrire in difesa allora è chiaro che la differenza di valori in campo non poteva essere colmata in alcun modo.

Il secondo set comunque è più combattuto, con il belga che riesce a tenere botta e a mantenere i propri game di servizio senza però riuscire ad impensierire l’aussie in risposta. La logica conclusione quindi è il tie-break con Kyrgios che chiude il match al terzo match point grazie al contributo determinante del servizio: saranno 22 alla fine gli ace del canguro che in conferenza conferma tutto il suo gradimento per le competizioni a squadre.

GOFFIN SI SVEGLIA TARDI – Il secondo singolare non ha nulla da dire fino al decimo game del secondo set, sul punteggio di 6-0 5-4 e servizio per de Minaur; a quel punto un Goffin fino a quel punto irriconoscibile accende la luce in extremis e annulla al demone australiano un match point, recuperando poi il break di svantaggio per la gioia del pubblico di fede belga che dopo una serata di rospi ingoiati finalmente ha la sua piccola chance di esultare. Il game successivo dura quasi più dell’intero primo set (28 minuti per il bagel) con fiumi di palle break e palle game, fino a che David riesce a spuntarla di nuovo e si assicura il tie-break. Il belga adesso ci ha preso gusto e con il dritto che finalmente fila a dovere ha addirittura due set point per far girare incredibilmente il set e forse la partita, sul 6-5. De Minaur però non ci sta e reagisce al momento di difficoltà, agguanta il tredicesimo gioco e accoglie i nuovi, decisivi, errori del suo avversario che portano all’Australia punto del 2-0 e qualificazione.

Il doppio – prendiamola a ridere! – è buono più che altro per assistere a un’altra scena bizzarra che fa il paio con la rinuncia dei canadesi di ieri, quando per mancanza di uomini disponibili avevano lasciato campo libero e vittoria a tavolino agli USA. Questa volta Peers e Thompson scendono in campo, tengono a zero il primo turno di servizio e poi, a venti minuti dall’una di notte, abbandonano la partita per un presunto dolore al polso di Peers. Fatichiamo a ricordare altri ritiri a match in corso senza punti persi, ed è sicuramente un aspetto di questo format che va sistemato. A parziale difesa dei doppisti australiani, c’è che fra meno di 24 ore dovranno tornare in campo per giocare un match ben più importante. Il Belgio porta a casa un doppio 6-0 fittizio che tiene viva qualche residua chance di qualificazione.

SPAGNA-CROAZIA 3-0
(ESP) R. Bautista Agut b. (CRO) N. Mektic 6-1 6-3
(ESP) R. Nadal b. (CRO) B. Gojo 6-4 6-3
(ESP) Granollers/Nadal b. (CRO) Dodig/Pavic 6-3 6-4

La sfida che qualifica la squadra di casa invece non ha praticamente nulla da dire. Davvero troppo modesta la resistenza offerta da Mektic – addirittura privo di ranking – e dal giovane Borna Gojo, due anni più giovane dell’altro Borna di casa croata, Coric, che oggi non era in condizioni di scendere in campo. Bautista Agut perde quattro game, Nadal quattro – quattro! – punti in risposta in tutta la partita. Rafa sceglie persino di giocare il doppio e lo vince in due set assieme a Granollers.

Rafael Nadal e Sergi Bruguera – Finals Davis Madrid 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

La Spagna si assicura così un posto ai quarti di finale e venerdì, ore 18, affronterà una delle due migliori seconde. Prima di iniziare a ipotizzare quale, aspettiamo che la matassa si sbrogli un altro po’.

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Coppa Davis

La Serbia di Djokovic domina l’esordio in Davis, ma Nole critica i canadesi

MADRID – Facile 3-0 al Giappone, domani Serbia-Francia sarà decisiva per il primo post. Il n.2 del mondo sul forfait del Canada in doppio: “Non dovrebbe essere permesso”

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Novak Djokovic - Finali Coppa Davis 2019, Madrid (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

La situazione aggiornata dei gironi (con tutti i risultati)

Gruppo A: SERBIA – GIAPPONE 3-0 (da Madrid, Stefano Tarantino)
F. Krajinovic (SRB) b. Y. Sugita (JPN) 6-2 6-4
N. Djokovic (SRB) b. Y. Nishioka (JPN) 6-1 6-2
Tipsarevic/Troicki (SRB) b. Mclachlan/Uchiyama (JPN) 7-6(5) 7-6(4)

La Serbia di Djokovic è l’unico team che chiuderà il mercoledì di incontri senza incontri né set persi. Il netto 3-0 inflitto al Giappone, adesso eliminato dalla competizione, mette i serbi in un’ottima posizione: contro la Francia sarà uno spareggio per il primo posto, ma anche con una sconfitta complessiva per 2-1 – e con Djokovic il traguardo non sembra irraggiungibile – la Serbia sarebbe in buona posizione per qualificarsi come migliore seconda.

KRAJINOVIC FACILE SU YUGITA – La sfida inizia con Yuichi Sugita che sostituisce – rispetto alla sfida di ieri contro la Francia – Yasutaka Uchiyama sulla sponda giapponese. Dall’altra parte della rete capitan Zimonjic schiera Filip Krajinovic. La sfida si svolge sul campo Centrale dove rispetto al pienone di ieri sera con la Spagna c’è un quarto degli spettatori sugli spalti, ma in un giorno lavorativo, per quanto si aspetti Djokovic nel secondo singolare, non si poteva chiedere di più.

 

Il giapponese tiene la battuta in apertura ma Krajinovic mostra subito di avere più armi nel suo gioco. Il tennista serbo si invola velocemente sul 5-1 comandando agevolmente gli scambi da fondo campo e prendendo quando possibile la rete dove si difende egregiamente. Il primo set si chiude con un perentorio 6-2 serbo. La musica non cambia (e sarebbe strano) nel secondo set. Ancora break serbo nel terzo gioco, quanto basta a Krajinovic per aggiudicarsi anche il secondo set con il punteggio di 6-4 e portare la Serbia sull’1-0 dopo 63 minuti. Per i serbi questa sfida pare, come in effetti sarà, un ottimo riscaldamento in vista del big match di domani contro la Francia che deciderà le sorti del girone.

I VETERANI CHIUDONO LA PRATICA – Esordio del n.2 del mondo Novak Djokovic nella nuova Coppa Davis, avversario di turno il buon Nishioka visto ieri vittorioso contro Monfils nella prima giornata del gruppo A. Nole parte bene, subito break per il 2-0 iniziale, ma il rovescio va a strappi. Arrivano bei vincenti ma anche gratuiti inopportuni. Nishioka da fondo campo si mostra combattivo, così c’e subito il contro-break, 2-1. Gli scambi sono lunghi, Nole va al piccolo trotto, ma alla quarta palla break allunga di nuovo, 3-1. Sono stati giocati solo quattro game in ben 24 minuti. Nishioka pero si disunisce e ne approfitta Nole che velocizza la pratica, tre giochi consecutivi per il 6-1 in 33 minuti.

Il n. 2 del mondo potrebbe subito indirizzare anche il secondo set, ma sul 15-40 servizio Nishioka un suo fan lo distrae dagli spalti chiamando un “out” inopportuno (e inesistente) che lo fa sbagliare il colpo successivo. Nishioka si salva ma capitola nel terzo game. La partita da quel momento in poi non ha più storia, Nole fa il minimo indispensabile e chiude complice un altro break con un 6-2 la sfida. Nel doppio, ininfluente ai fini del risultato finale ma che potrebbe sempre rivelarsi utile per un’eventuale classifica avulsa tra seconde, i veterani Tipsarevic e Troicki regolano con un doppio tie-break la coppia giapponese per il 3-0 finale.

CRITICHE AL CANADA – Così come Andy Murray, che in conferenza stampa ha bacchettato il regolamento che ha permesso al Canada di non scendere in campo per il doppio ‘regalando’ così un doppio 6-0 agli Stati Uniti, che potrebbe rivelarsi cruciale per la classifica delle migliori seconde, anche Novak Djokovic si è detto infastidito da questo episodio. “Non mi piace e non dovrebbe essere permesso. Tutti dovrebbero essere obbligati a scendere quantomeno in campo” ha detto il campione serbo, che ha poi riaperto l’antica ferita tra ITF e ATP parlando della possibilità – in apparenza logica per tutti, nello specifico difficile da concretizzare per questioni politiche – di creare un’unica competizione. “Il periodo ideale dell’anno sarebbe dopo lo US Open, probabilmente alla fine di settembre. Sarebbe il periodo migliore per organizzare la competizione, e speriamo che in futuro sia soltanto una“.

Novak Djokovic – Finali Coppa Davis 2019 (via Twitter, @DavisCupFinals)

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