Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

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Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

PARIGI – Partita coraggiosa di Roger, che si avvicina al suo rivale… ma mai abbastanza. Sesta vittoria su sei al Roland Garros, lo spagnolo è ancora in finale

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Rafa Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo

Spazio sponsorizzato da Barilla

da Parigi, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. [3] R. Federer 6-3 6-4 6-2

 

Roger Federer prova a giocare la partita perfetta ma non ci riesce. Non gli sarebbe servito nulla di meno per battere Rafael Nadal sulla terra di Parigi. Rafa è solido, a tratti inattaccabile, giocando sui livelli che gli abbiamo visto in queste settimane ed in questi 15 anni. Il match tanto atteso un po’ delude, ma il tennis è soddisfatto anche solo del fatto che si sia celebrato, ancora. In fondo, è stata una partita di tennis. Due persone che si tirano una palla secondo regole codificate da cento anni in un sistema di punteggio che determina un vincitore ed uno sconfitto. Non è stato altro, ma c’è stato dell’altro.

C’è stato un insieme complesso di sovrastrutture, mentali e di stile. Di bambini attaccati al televisore a fare il tifo, come i vecchi che pure ho visto fremere in questo enorme stadio, alto come quello dove Harry Potter giocava a Quidditch e che resterà sempre semivuoto negli spalti più costosi. C’è molto vento in campo, vento freddo che sbatte l’umidità dell’aria addosso ai giocatori. In cielo si inseguono nuvole grigio chiaro e nuvole grigio scuro. Nuvole bianche no, quelle si accompagnano al sole. Il vento forte lo si nota di più sulla maglia di Federer che è meno attillata, o forse semplicemente meno riempita.

Certo, c’è stata la paura che questa fosse l’ultima partita di Roger a Parigi. La paura per il pubblico francese che dopo oggi, Federer per loro non esisterà più. E per questo l’incitamento di chi non ha accento spagnolo è stato a senso unico: di coraggio, di affetto. Non ci lasciare Roger, torna domenica: insieme fermeremo il tempo.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

PRIMO SET – Rafa serve e perde il primo punto. Il punto successivo già lo serve dopo lo scadere dello shot clock. I tempi dilatati di Rafa al servizio, con il freddo che fa, darebbero a Federer il tempo di mettere e togliere la tuta. Un rovescio incrociato stile Melbourne 2017 dà subito una palla break a Federer, annullata con una prima slice affilatissima da Nadal. Prova la palla corta Rafa, ma il 38enne più veloce del mondo ci arriva e chiude con lo smash. Nadal tiene e va 1-0. Nadal sa che Federer non arretrerà di un passo in risposta e sapientemente ogni tanto gli serve al corpo. Volano in campo cappelli dalle tribune e Roger perde la misura dei colpi anche perché costretto a giocare contro forte vento. Due palle break Nadal, annullate da Federer mentre il cielo sembra un’apocalisse di vento e tuoni.

Ancora una opportunità per Nadal su di un attacco imprudente di Federer, che cede la battuta in un punto in cui a colpire la palla sono in tre, lui, Nadal e il vento. Federer tiene il suo primo servizio con due ace ed un dritto vincente, ma fatica a trovare la risposta di rovescio sulla prima di servizio del maiorchino. Nadal va in difficoltà sulla seconda, con Federer che attacca con lo slice di rovescio e mette una volée acrobatica sulla linea. Sul 15-30, un gratuito di Federer col rovescio salva Nadal. Si sarà scritto mille volte, ma qui lo scriviamo per la milleunesima. I colpi dello svizzero appaiono decisamente più penetranti, ma il margine di sicurezza di quelli di Nadal è decisamente superiore. Ancora un rovescio strettissimo di Federer che si procura la palla del contro break, e arriva il gratuito col rovescio di Nadal: lo Chatrier esplode e rende palese la sua preferenza.

Serve and volley vincente di Federer che poi insieme al vento chiama a rete Rafa e lo costringe ad una volée problematica e sbagliata. Nadal comprende il momento difficile ed inizia a spingere, Roger fallisce due rovesci e sono ancora palle break per il numero 2 mondiale. Annullata al termine di uno scambio in cui Federer prima prende una linea e poi quasi cade. Nadal è però adesso in modalità “non ne scappa una” e Federer fatica a trovare soluzioni offensive, vincendo insolitamente un altro scambio prolungato. Una risposta di Nadal nei pressi della linea vale ancora break point che Federer cancella con servizio e dritto. I due si esibiscono anche in uno scambio a rete in cui prevale lo spagnolo. Poi Federer gioca una smorzataccia larga di un metro dopo avere condotto uno scambio infinito ma annulla col servizio la palla break. Siamo a 4 per lo spagnolo in questo game. Diventano cinque con la volée fuori di Roger ma neanche bastano perché col dritto Federer la cancella. Alla sesta occasione a Rafael dice bene. 4-2 Nadal, e sono già trascorsi 37 minuti di gioco.

Il 5-2 Nadal arriva con un rovescio vincente incrociato, spettacolare, del maiorchino che sarà solo il primo di una certa serie. Il gioco di Federer è quello visto in Australia e negli ultimi confronti contro Nadal. Roger resta sempre dentro al campo, continuando a giocare di controbalzo di rovescio, giocando un gioco che su qualsiasi altra superficie sarebbe difficilissimo: ma che sulla terra lo è di più. Quali sono, del resto, le alternative? Remare da fondo appare proibitivo. Attaccare la rete di continuo è semplicemente impossibile. A Roger serve giocare la partita perfetta mentre a Rafa basta essere Nadal.Si affaccia il sole sullo Chatrier accolto da un’ovazione, ma è una fugace comparsa. Federer tiene facile il suo turno di servizio con un Nadal un po’ svogliato e con la testa al turno di servizio successivo.

La partita non sempre entusiasma, ed il vento continua ad essere il migliore in campo. Del resto la terra è la sua superficie preferita, potendo egli contare anche sulle nuvole di polvere che getta in faccia all’avversario. Federer preme, ottiene il 15-30 ma non va oltre. Nadal con il dritto e col servizio si procura un set point. Federer lo annulla e lo Chatrier è per lui. Nadal gioca un po’ più umile, fa da tergicristallo ma ottiene l’errore di rovescio dello svizzero ed al secondo set point tira un rovescio in corsa gemello di quello precedente, da tagliare le gambe a Federer e far battere le mani anche ai più fedeli tifosi rossocrociati.

Rafael Nadal – Roland Garros (foto Roberto Dell’Olivo)

SECONDO SET – Il secondo set  comincia con un’innaffiata di campo che sinceramente nessuno comprende. Se la speranza è quella di impedire che il vento sollevi la terra, sarebbe meglio cospargerlo di Vinavil. La frenata con cui Rafa cerca inutilmente di acciuffare la palla corta di Roger, scava un solco nella terra morbida del centrale. Un tentativo di serve, pause and volley di Federer è frustrato dalla risposta di Nadal che poi estrae dal cilindro un pallonetto di rovescio perfetto per frustrare un buon attacco di Roger ed andare sul 30-30. Federer attacca ancora e porta a casa il game.

Gran difesa di Federer e applauso scrosciante del pubblico parigino per lo 0-30. Il coro “Roger! Roger!” è molto più netto di quello che si sentiva su questi campi dieci anni fa. L’ace di Nadal rimbalza male sullo stesso solco da lui precedentemente scavato, ma la corsa in avanti dello spagnolo a recuperare il rovescio svizzero, lo porta all’errore ed a concedere due palle break. Federer manca una risposta di dritto elementare ma poi attacca col dritto e strappa il servizio al rivale.

Nadal ha oramai battezzato la mattonella col rovescio incrociato ed in un game in cui Federer è lasciato solo dal servizio si procura le immediate occasioni per il contro break. Torna la prima di Roger e le palle break se ne vanno. Federer sceglie spesso di servire la seconda sul dritto di Rafa che sa subito trovare le contromisure entrando più in campo sulle numerose seconde svizzere. Nuova palla break per Nadal, con Federer che attacca, trova la rete, ma gioca uno smash tenero sul dritto del rivale che può esaltarsi in un passante vincente. Bicipite in mostra e contro break immediato.

La difesa di Nadal è ben nota e la terra battuta le è amica. Lo spagnolo è in grado di mettere la museruola al rovescio di Federer che cerca di trovarlo scoperto sul suo lato sinistro. Molti colpi di Federer su di un’altra superficie o con altro avversario sarebbero vincenti, ma dall’altro lato ci sono entrambi i fattori ostili, campo lento e gambe veloci di Rafael Nadal.

Federer continua a mixare un po’ il gioco: smorzate, discese a rete e tiene bene la battuta, ma è il rovescio incrociato di Rafa, una delle cartine tornasole dello spagnolo, a tenere sulle spine lo svizzero. Sale il vento e cade in campo un cappello di uno spettatore. Il raccattapalle lo raccoglie e in una frazione di secondo lo mette nel box frigo. Il Genio a Port d’Auteuil. Nadal oramai legge bene la seconda di Federer sul proprio dritto e lo punisce. Federer non demorde nella tattica, e continua la sua spinta sempre sul lato sinistro dello spagnolo portandosi 4-3.

Federer crea gioco, ma Nadal ora sa leggerlo ed è più lucido nei momenti decisivi. Un rovescio lungolinea e il primo doppio fallo di Nadal lo portano 30-30. Poi ancora il rovescio incrociato di Nadal, splendido e difficilissimo passa Roger per il 40-30. Palla corta e passante di rovescio svizzeri di nome e di fatto e altro coro “Roger!” sulla parità. Altro miracoloso passante di Rafael, stavolta di dritto, che cade sulla linea e con l’errore in risposta di Federer siamo 4-4.

Il nono game è lo spartiacque del match. Federer si fa recuperare dal 40-0 e poi deve subire un contropiede di dritto di Nadal per una palla break dall’acre sapore di sangue. Palla break che Rafa trasforma recuperando la palla corta di Roger e vincendo lo scambio a rete. Tiene facile Nadal per il 6-4 e la salita per Federer si fa durissima, con ruota sgonfia e cambio bloccato sul 53. Due set a zero per lo spagnolo in un’ora e 44 minuti.

Nadal e Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Federer sempre arrembante, Nadal sempre capace di trovare passanti impossibili. Ora Rafa è salito in risposta e col dritto lungolinea fa danni. 30-30 sul servizio di Roger che rischia anche la seconda ma poi cede campo al miglior Rafa del pomeriggio. Palla break spagnola ma il dritto di Nadal non si arrampica oltre il nastro prima che Federer chiuda il game. Dei due il primo ad accorciare è lo svizzero, spesso messo in difficoltà dagli alti rimbalzi dei colpi di Nadal, e ad ogni palla senza peso che Federer offre arriva il punto per lo spagnolo, che tiene anche a zero il secondo servizio consecutivo.

Il terzo game si apre con due errori imperdonabili di Federer, uno di direzionamento della volée, e un altro nell’indecisione a rete su che colpo giocare. A Nadal stanno dentro anche le stecche, a Federer non sta dentro manco il dritto e siamo 15-40. Quando la risposta di Nadal tocca il nastro e mette fuori causa Roger a rete, una pallina vola verso gli spalti arrivando quasi fuori dallo Chatrier. L’ha lanciata Federer che si becca il warning.

Nadal prende tutto e Roger è in pura frustrazione. Un recupero prodigioso su di un rovescio strettissimo in cross di Federer è preludio ad un lunghissimo scambio che Nadal chiude col solito rovescio incrociato. Un miracolo di rovescio di Federer che gioca un pallonetto in corsa sulla riga serve solo al pubblico per poter scandire ancora “Roger! Roger!”. Ma non c’è nulla da fare, perché Nadal inizia anche a servire ace centrali, e siamo 3-1. Il servizio di Roger va a sprazzi, come il vento che porta via la palla sul rovescio a Federer  facendogli concedere altre palle break. Rafa oramai si permette anche di sperimentare e trasforma la prima col dropshot e passante.

Il tempo di vedere una smorzata telecomandata di Roger che rimbalza e torna indietro verso la rete trascinandosi Nadal in corsa e lo spagnolo allunga 5-1. Federer ha perso il registro del servizio ed ormai si affida esclusivamente alla seconda insistendo nel direzionarla sul dritto di Nadal. Ne escono risposte del mancino di Manacor esplosive, come quella che però Roger addomestica con la incredibile demi volée in allungo che lo porta sul 2-5.

Quando Rafa va a servire per il match sono passate due ore e 21 minuti. Il primo 15 si gioca in una tempesta di sabbia del Sahara, e lo porta a casa Nadal. Ma c’è il sole sopra al centrale, quasi non ce ne eravamo accorti. Un rovescio di Federer in rete. Il pensiero che questo Roland Garros volge al termine e che tra meno di un mese c’è Wimbledon. Esce il rovescio di Nadal. Il silenzio di Wimbledon, il rimbalzo che non produce rumore. Un rovescio di Federer fuori e due match point. Potrebbero essere gli ultimi momenti di Federer qui a Parigi, ma c’è tantissima gente che grida.

Nel tennis ogni partita siamo io e te ed ogni sconfitta è una morte temporanea, una scomparsa dai radar. Io vinco e reclamo la mia vita davanti agli occhi del pubblico. Vinco, ho un altro giorno per giocare, per essere visto e mi illudo di essere immortale. Tu perdi e sparisci. Ritorni nel tuo bozzolo ad allenarti ma prima celebri il tuo funerale in sala stampa, senza fiori e senza opere di bene. Le parole di Nadal sono di stima verso il grandissimo rivale, viaggiano sul vento che non ha cessato di soffiare un istante e lo portano a giocarsi la dodicesima finale qui a Parigi. Quelle di Roger raccontano un dolore sopito. “Accetto la sua vittoria, accetto che abbia vinto il più forte e stasera non piangerò”.” L’anno prossimo ci sarà il tetto? Speriamo che con questo vento non voli via!.

Ma siamo ancora in debito di un punto. Ve lo raccontiamo subito. Servizio esterno di Nadal e risposta fuori di Federer e tutto ha una fine. Rafa prosegue, è vivo, alza le braccia al cielo e giocherà la finale. Roger se ne va, verso Londra, verso i prati di Wimbledon. Ma a Parigi no, Roger non vive più qui.

Nadal e Federer, stretta di mano – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Che strano è morire al Roland Garros. Si muore nella terra, si rinasce fili d’erba.

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Cecchinato ritrova la vittoria a Winston-Salem. Avanza anche Giorgi

Il tennista siciliano approfitta del ritiro di Bublik dopo aver vinto il primo set. Interrotta la striscia di 10 sconfitte. Giorgi liquida in due set la russa Gasparyan all’esordio nel Bronx Open

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Nella marcia di avvicinamento del tennis italiano agli US Open, mentre sono in corso le qualificazioni dell’ultimo Slam dell’anno, arrivano due buone notizie per i nostri colori.

Si interrompe la striscia negativa di ben dieci sconfitte al primo turno (era ora!) per Marco Cecchinato, che a Winston-Salem (ATP 250) batte il kazako Bublik sfruttando il suo ritiro a inizio secondo set. Cecchinato aveva vinto il primo set al tie break per 7 punti a 3 ed era avanti 1-0 e servizio nel secondo parziale.

L’incontro si è giocato sul court 2, non coperto da produzione televisiva, dunque si può far riferimento soltanto alle indicazioni del livescore. Primo set molto equilibrato nella scansione dei punti, con il tennista siciliano bravo ad annullare le uniche due palle break del primo parziale nel settimo gioco. Equilibrio anche nel tie-break sino al 3-3, poi con 4 punti consecutivi Cecchinato ha portato a casa il set, pochi istanti prima del ritiro del ritiro di Bublik. Per Cecchinato al secondo turno ci sarà l’australiano John Millman (martedì ore 19, ancora sul court 2), con l’augurio che possa essere la scintilla utile a scatenare la rinascita del semifinalista del Roland Garros 2018.

La pioggia che sta imperversando sugli Stati Uniti ha costretto gli organizzatori a rinviare qualcuno dei match in programma, tra cui Fabbiano-Rublev che si giocherà nella giornata di martedì alle 19 italiane. Il pugliese, in caso di vittoria, sarebbe costretto al doppio impegno poiché attorno alla mezzanotte italiana dovrebbe sfidare Ramos-Vinolas. Al doppio impegno sarà costretto anche l’avversario di Sonego (uno tra Hoang e Dzumhur), che aspetta il vincitore della sfida di primo turno per affrontarlo dopo la mezzanotte.

 

Arrivano buone notizie anche dal torneo femminile Bronx Open, nuovo WTA International in corso di svolgimento a New York. Camila Giorgi ha disposto facilmente al suo esordio della russa Gasparyan. 6-2 6-3 il punteggio finale per la tennista marchigiana, sempre in controllo del match, chiuso in appena 67 minuti. Per lei al secondo turno sfida con la tedesca Petkovic che ha eliminato la testa di serie numero 4 del tabellone, la cinese Shuai Zhang. Avanzano al turno successivo anche Potapova, Muchova, Sasnovich e Siniakova. Eliminata nettamente anche Coco Vandeweghe, a cui il torneo aveva concesso una wild card, ancora in piena convalescenza dopo il lungo stop (è tornata in campo meno di un mese fa).

Il tabellone di Winston-Salem
Il tabellone del Bronx Open (New York)

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Medvedev fa il pompiere: “Sapevo di poter vincere un 1000, ma uno Slam è diverso”

Il russo ha vinto il suo primo 1000, e ha dovuto anche lottare con i crampi: “Ero stanchissimo giù durante la partita, ho tentato di non darlo a vedere. US Open? Sarò pronto”

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Medvedev, sua moglie il coach Gilles Cervara - Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Sì, è esattamente così!” ha risposto col pieno sorriso dei vincitori Daniil Medvedev, per la prima volta in conferenza stampa da campione di un Masters 1000 dopo aver battuto Goffin nella finale di Cincinnati. “Se mi aveste chiesto prima del torneo come avrei festeggiato la vittoria, probabilmente avrei detto che mi sarei steso sul campo, avrei iniziato a urlare, saltando e alzando in alto le mani. Ma ero stanchissimo già durante la partita, a dire la verità. Soprattutto sul 5-3, ho iniziato ad avere crampi ovunque, ovviamente ho provato a non darlo a vedere (e ci è riuscito: Goffin in conferenza ha ammesso di non essersene accorto, ndr). Nell’ultimo game ero 15-40 ho pensato: ok, se andiamo 5-5 cosa succede? Così ho tirato quattro grandi servizi e alla fine ero completamente privo di forze. Come diciamo in Russia: ‘chi non rischia, non beve champagne’. Stanotte berrò champagne!“.

Quattro servizi provvidenziali, che hanno cavato il 23enne russo da un impaccio che avrebbe potuto trasformarsi in una clamorosa beffa. Dopo aver perso un punto a una manciata di centimetri dalla linea del traguardo, il nuovo Daniil si è persino prodotto in un gesto ‘da vecchio Daniil’, ovvero ha spaccato la racchetta. “Penso sia stata l’unica delle ultime tre settimane, ero frustrato perché avrei potuto perdere il titolo per colpa dei crampi e nessuna sapeva cosa stesse accadendo“.

Oltre a un serbatoio di fiducia pressoché inesauribile dopo venti giorni così, Daniil racconta anche di un involontario talismano. “Uso un gel per evitare che le mani sudino troppo, qui negli USA è molto umido e altrimenti non riuscirei a impugnare la racchetta. La cosa divertente è che ho iniziato a utilizzarlo lo scorso anno a Winston-Salem, e da allora i miei risultati sono andati solo migliorando“. Negli ultimi 365 giorni, infatti, il russo ha vinto la bellezza di 68 partite (con 22 sconfitte) e si è laureato quattro volte campione di un torneo raggiungendo altrettante finali.

Il russo ha inoltre scalato oltre cinquanta posizioni in classifica dall’agosto 2018, e grazie a questo successo ha riportato la Russia in top 5 dopo nove anni. Paradossalmente, una delle chiavi di questo successo è stata la netta sconfitta di Montreal contro Nadal. “Quando giochi la prima finale in un ‘1000’ tremi come un ragazzino, soprattutto se affronti Nadal che ha giocato 55 finali Slam, 55 finali nei 1000… ok, sto esagerando, ma insomma per lui è una routine, io invece mi trovavo per la prima volta in finale in uno stadio così pieno. Quindi ho potuto usare quell’esperienza contro David, e forse ho vinto anche per quel motivo. Nella vita l’esperienza è tutto“. Appena otto giorni fa non aveva mai giocato la finale di un 1000 e adesso ne ha addirittura due nel curriculum, con una vittoria che diventa la quinta della ‘nuova’ generazione in questa categoria di tornei dopo i tre titoli di Zverev e quello del connazionale Khachanov, lo scorso anno a Bercy.

Sapevo di poter vincere un Masters 1000, e infatti ci sono appena riuscito. Ma vincere uno Slam è diverso“, precisa Medvedev per provare a spegnere gli entusiasmi dei cronisti attorno a lui. “Finora non ho mai neanche raggiunto i quarti di finale. A Montreal dissi che sarei stato soddisfatto dei quarti, ed è andata meglio. Allo US Open sarei soddisfatto – che non significa felice – dei quarti di finale ma dipende da tante cose, anche dal sorteggio. Adesso ho bisogno di fare un passo alla volta“.

Il primo, probabilmente, sarà trovare la strada migliore per minimizzare gli effetti della fatiche di queste tre intensissime settimane (lo ricordiamo, Medvedev ha raggiunto la finale a Washington, Montreal e Cincinnati). “Ora cerco di non pensarci, anche perché non ho alcun rimpianti. Ero prontissimo fisicamente per queste tre settimane. Ora con il mio team penseremo a una strategia per recuperare in tempo per lunedì o martedì, mi auguro sia martedì. Ma non ci sono motivi per credere che non sarò pronto per lo US Open“.

IL TABELLONE COMPLETO DI CINCINNATI (con tutti i risultati)

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La terza volta è quella buona: a Cincinnati il campione è Medvedev

CINCINNATI – Dopo le sconfitte di Washington e Montreal, il russo trionfa e solleva il primo trofeo di categoria Masters 1000. Sará numero 5 in classifica

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Daniil Medvedev, trofeo - Cincinnati 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

Dal nostro inviato a Cincinnati

[9] D. Medvedev b. [16] D. Goffin 7-6(3) 6-4

Three time’s a charm” dicono da queste parti, la terza volta è quella buona. Dopo le finali perse a Washington e Montreal, Daniil Medvedev suggella questa sua straordinaria estate con la più prestigiosa vittoria della sua carriera, diventando il più giovane campione del Western&Southern Open dal 2008 quando a trionfare fu Andy Murray. La finale di questo splendido torneo, che nella settimana ha ospitato 198.044 spettatori (numero inferiore solamente ai 199.217 del 2015), ha avuto un primo set di ottima fattura, nonostante il gran caldo che ha parzialmente svuotato le tribune (la sessione era un tutto esaurito), e un secondo set più a senso unico, con un finale da brivido, dato che Medvedev stava accusando fisicamente la fatica e se non avesse chiuso sul 5-4 del secondo set avrebbe potuto trovarsi in grossi guai.

 

Devono passare alcuni minuti prima che i giocatori, pronti alla bocca degli spogliatoi, possano entrare in campo a causa di una rete difettosa (o meglio, a causa di due reti difettosi, visto che è stato necessario ricorrere alla terza rete). Poi, una volta iniziato il match, deve passare un quarto d’ora buono prima che Goffin riesca a vincere un punto sul servizio di Medvedev. Il russo dovrebbe essere stanco per tutte le partite giocate nelle ultime tre settimane, ma negli scambi da fondo è lui ad avere il comando delle operazioni. E quando serve sembra continuare la serie iniziata la sera precedente contro Djokovic, nella quale le seconde di servizio erano molto simili alle prime. Goffin non è però tipo da lasciarsi demoralizzare: avanzando verso la linea di fondo in fase di risposta, il belga costringe all’errore un Medvedev curiosamente nervoso, che mentre vede l’avversario rimontarlo fino al 4-4 (annullando un paio di palle break nel frattempo) comincia a rivolgere sarcasticamente il pollice in alto verso il suo angolo ogni volta che sbaglia un diritto. Goffin danza per il campo anticipando ogni colpo mentre Daniil sembra sempre più frustrato e se la prende con il suo allenatore. Sul 5-6 15-30 il belga esce da una situazione complicata con uno splendido lungolinea di rovescio che finisce uno scambio prolungato. I primi quattro punti del tie-break vanno contro il servizio, poi Medvedev mette una gran prima e subito dopo riceve un mezzo regalo da Goffin, che non chiude una brutta controcorta di Daniil. Si cambia campo sul 4-2 e Medvedev infila immediatamente una risposta vincente sul serve and volley di Goffin. Il primo set point è annullato da un passante cross di diritto, ma sul secondo il doppio fallo n.4 di David pone fine al primo parziale dopo 56 minuti di gioco.

La perdita del primo set non fa bene al belga, che esordisce nel secondo con un parziale di 1-9 lasciando ancora una volta scappare Medvedev, come aveva fatto ad inizio match. Il problema per lui, però, è che il suo avversario sembra ritornato intoccabile sul servizio: i primi quattro turni di battuta di Medvedev sono tutti vinti a zero. Ma quando è ora di chiudere il match, il fantasma delle due finali perse nelle ultime due settimane si fa pesante: va sotto 0-30, poi 15-40 con un drop shot giocato malissimo, dopo il quale scaraventa a terra la racchetta. Poi però il super-servizio torna a soccorrerlo: quattro mazzate consecutive iscrivono Daniil Medvedev nell’albo dei vincitori di un Masters 1000. “Sul 5-3 ho iniziato ad avere crampi, piuttosto dolorosi – ha detto Medvedev subito dopo il match – Sicuramente era un misto di nervi e dei 24 giorni consecutivi nei quali ho giocato a tennis nell’ultimo mese. Sapevo che sul 5-5 sarei stato spacciato, per cui ho messo quattro servizi che non è riuscito a rispondere”.

Si tratta del terzo nuovo vincitore di Masters 1000 della stagione, dopo Thiem a Indian Wells e Fognini a Montecarlo, che con questa vittoria sale al n.5 della classifica mondiale. Medvedev se ne va da Cincinnati con oltre un milione di dollari in tasca (meno il 35% di tasse, ovviamente) e soprattutto con la consapevolezza di avere un arma letale su cui contare nei momenti importanti (un servizio che non sapevamo potesse essere così micidiale) e la fiducia giusta per affrontare con grandi ambizioni l’ultimo Slam della stagione.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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