Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

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Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

PARIGI – Partita coraggiosa di Roger, che si avvicina al suo rivale… ma mai abbastanza. Sesta vittoria su sei al Roland Garros, lo spagnolo è ancora in finale

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Rafa Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo

Spazio sponsorizzato da Barilla

da Parigi, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. [3] R. Federer 6-3 6-4 6-2

 

Roger Federer prova a giocare la partita perfetta ma non ci riesce. Non gli sarebbe servito nulla di meno per battere Rafael Nadal sulla terra di Parigi. Rafa è solido, a tratti inattaccabile, giocando sui livelli che gli abbiamo visto in queste settimane ed in questi 15 anni. Il match tanto atteso un po’ delude, ma il tennis è soddisfatto anche solo del fatto che si sia celebrato, ancora. In fondo, è stata una partita di tennis. Due persone che si tirano una palla secondo regole codificate da cento anni in un sistema di punteggio che determina un vincitore ed uno sconfitto. Non è stato altro, ma c’è stato dell’altro.

C’è stato un insieme complesso di sovrastrutture, mentali e di stile. Di bambini attaccati al televisore a fare il tifo, come i vecchi che pure ho visto fremere in questo enorme stadio, alto come quello dove Harry Potter giocava a Quidditch e che resterà sempre semivuoto negli spalti più costosi. C’è molto vento in campo, vento freddo che sbatte l’umidità dell’aria addosso ai giocatori. In cielo si inseguono nuvole grigio chiaro e nuvole grigio scuro. Nuvole bianche no, quelle si accompagnano al sole. Il vento forte lo si nota di più sulla maglia di Federer che è meno attillata, o forse semplicemente meno riempita.

Certo, c’è stata la paura che questa fosse l’ultima partita di Roger a Parigi. La paura per il pubblico francese che dopo oggi, Federer per loro non esisterà più. E per questo l’incitamento di chi non ha accento spagnolo è stato a senso unico: di coraggio, di affetto. Non ci lasciare Roger, torna domenica: insieme fermeremo il tempo.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

PRIMO SET – Rafa serve e perde il primo punto. Il punto successivo già lo serve dopo lo scadere dello shot clock. I tempi dilatati di Rafa al servizio, con il freddo che fa, darebbero a Federer il tempo di mettere e togliere la tuta. Un rovescio incrociato stile Melbourne 2017 dà subito una palla break a Federer, annullata con una prima slice affilatissima da Nadal. Prova la palla corta Rafa, ma il 38enne più veloce del mondo ci arriva e chiude con lo smash. Nadal tiene e va 1-0. Nadal sa che Federer non arretrerà di un passo in risposta e sapientemente ogni tanto gli serve al corpo. Volano in campo cappelli dalle tribune e Roger perde la misura dei colpi anche perché costretto a giocare contro forte vento. Due palle break Nadal, annullate da Federer mentre il cielo sembra un’apocalisse di vento e tuoni.

Ancora una opportunità per Nadal su di un attacco imprudente di Federer, che cede la battuta in un punto in cui a colpire la palla sono in tre, lui, Nadal e il vento. Federer tiene il suo primo servizio con due ace ed un dritto vincente, ma fatica a trovare la risposta di rovescio sulla prima di servizio del maiorchino. Nadal va in difficoltà sulla seconda, con Federer che attacca con lo slice di rovescio e mette una volée acrobatica sulla linea. Sul 15-30, un gratuito di Federer col rovescio salva Nadal. Si sarà scritto mille volte, ma qui lo scriviamo per la milleunesima. I colpi dello svizzero appaiono decisamente più penetranti, ma il margine di sicurezza di quelli di Nadal è decisamente superiore. Ancora un rovescio strettissimo di Federer che si procura la palla del contro break, e arriva il gratuito col rovescio di Nadal: lo Chatrier esplode e rende palese la sua preferenza.

Serve and volley vincente di Federer che poi insieme al vento chiama a rete Rafa e lo costringe ad una volée problematica e sbagliata. Nadal comprende il momento difficile ed inizia a spingere, Roger fallisce due rovesci e sono ancora palle break per il numero 2 mondiale. Annullata al termine di uno scambio in cui Federer prima prende una linea e poi quasi cade. Nadal è però adesso in modalità “non ne scappa una” e Federer fatica a trovare soluzioni offensive, vincendo insolitamente un altro scambio prolungato. Una risposta di Nadal nei pressi della linea vale ancora break point che Federer cancella con servizio e dritto. I due si esibiscono anche in uno scambio a rete in cui prevale lo spagnolo. Poi Federer gioca una smorzataccia larga di un metro dopo avere condotto uno scambio infinito ma annulla col servizio la palla break. Siamo a 4 per lo spagnolo in questo game. Diventano cinque con la volée fuori di Roger ma neanche bastano perché col dritto Federer la cancella. Alla sesta occasione a Rafael dice bene. 4-2 Nadal, e sono già trascorsi 37 minuti di gioco.

Il 5-2 Nadal arriva con un rovescio vincente incrociato, spettacolare, del maiorchino che sarà solo il primo di una certa serie. Il gioco di Federer è quello visto in Australia e negli ultimi confronti contro Nadal. Roger resta sempre dentro al campo, continuando a giocare di controbalzo di rovescio, giocando un gioco che su qualsiasi altra superficie sarebbe difficilissimo: ma che sulla terra lo è di più. Quali sono, del resto, le alternative? Remare da fondo appare proibitivo. Attaccare la rete di continuo è semplicemente impossibile. A Roger serve giocare la partita perfetta mentre a Rafa basta essere Nadal.Si affaccia il sole sullo Chatrier accolto da un’ovazione, ma è una fugace comparsa. Federer tiene facile il suo turno di servizio con un Nadal un po’ svogliato e con la testa al turno di servizio successivo.

La partita non sempre entusiasma, ed il vento continua ad essere il migliore in campo. Del resto la terra è la sua superficie preferita, potendo egli contare anche sulle nuvole di polvere che getta in faccia all’avversario. Federer preme, ottiene il 15-30 ma non va oltre. Nadal con il dritto e col servizio si procura un set point. Federer lo annulla e lo Chatrier è per lui. Nadal gioca un po’ più umile, fa da tergicristallo ma ottiene l’errore di rovescio dello svizzero ed al secondo set point tira un rovescio in corsa gemello di quello precedente, da tagliare le gambe a Federer e far battere le mani anche ai più fedeli tifosi rossocrociati.

Rafael Nadal – Roland Garros (foto Roberto Dell’Olivo)

SECONDO SET – Il secondo set  comincia con un’innaffiata di campo che sinceramente nessuno comprende. Se la speranza è quella di impedire che il vento sollevi la terra, sarebbe meglio cospargerlo di Vinavil. La frenata con cui Rafa cerca inutilmente di acciuffare la palla corta di Roger, scava un solco nella terra morbida del centrale. Un tentativo di serve, pause and volley di Federer è frustrato dalla risposta di Nadal che poi estrae dal cilindro un pallonetto di rovescio perfetto per frustrare un buon attacco di Roger ed andare sul 30-30. Federer attacca ancora e porta a casa il game.

Gran difesa di Federer e applauso scrosciante del pubblico parigino per lo 0-30. Il coro “Roger! Roger!” è molto più netto di quello che si sentiva su questi campi dieci anni fa. L’ace di Nadal rimbalza male sullo stesso solco da lui precedentemente scavato, ma la corsa in avanti dello spagnolo a recuperare il rovescio svizzero, lo porta all’errore ed a concedere due palle break. Federer manca una risposta di dritto elementare ma poi attacca col dritto e strappa il servizio al rivale.

Nadal ha oramai battezzato la mattonella col rovescio incrociato ed in un game in cui Federer è lasciato solo dal servizio si procura le immediate occasioni per il contro break. Torna la prima di Roger e le palle break se ne vanno. Federer sceglie spesso di servire la seconda sul dritto di Rafa che sa subito trovare le contromisure entrando più in campo sulle numerose seconde svizzere. Nuova palla break per Nadal, con Federer che attacca, trova la rete, ma gioca uno smash tenero sul dritto del rivale che può esaltarsi in un passante vincente. Bicipite in mostra e contro break immediato.

La difesa di Nadal è ben nota e la terra battuta le è amica. Lo spagnolo è in grado di mettere la museruola al rovescio di Federer che cerca di trovarlo scoperto sul suo lato sinistro. Molti colpi di Federer su di un’altra superficie o con altro avversario sarebbero vincenti, ma dall’altro lato ci sono entrambi i fattori ostili, campo lento e gambe veloci di Rafael Nadal.

Federer continua a mixare un po’ il gioco: smorzate, discese a rete e tiene bene la battuta, ma è il rovescio incrociato di Rafa, una delle cartine tornasole dello spagnolo, a tenere sulle spine lo svizzero. Sale il vento e cade in campo un cappello di uno spettatore. Il raccattapalle lo raccoglie e in una frazione di secondo lo mette nel box frigo. Il Genio a Port d’Auteuil. Nadal oramai legge bene la seconda di Federer sul proprio dritto e lo punisce. Federer non demorde nella tattica, e continua la sua spinta sempre sul lato sinistro dello spagnolo portandosi 4-3.

Federer crea gioco, ma Nadal ora sa leggerlo ed è più lucido nei momenti decisivi. Un rovescio lungolinea e il primo doppio fallo di Nadal lo portano 30-30. Poi ancora il rovescio incrociato di Nadal, splendido e difficilissimo passa Roger per il 40-30. Palla corta e passante di rovescio svizzeri di nome e di fatto e altro coro “Roger!” sulla parità. Altro miracoloso passante di Rafael, stavolta di dritto, che cade sulla linea e con l’errore in risposta di Federer siamo 4-4.

Il nono game è lo spartiacque del match. Federer si fa recuperare dal 40-0 e poi deve subire un contropiede di dritto di Nadal per una palla break dall’acre sapore di sangue. Palla break che Rafa trasforma recuperando la palla corta di Roger e vincendo lo scambio a rete. Tiene facile Nadal per il 6-4 e la salita per Federer si fa durissima, con ruota sgonfia e cambio bloccato sul 53. Due set a zero per lo spagnolo in un’ora e 44 minuti.

Nadal e Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Federer sempre arrembante, Nadal sempre capace di trovare passanti impossibili. Ora Rafa è salito in risposta e col dritto lungolinea fa danni. 30-30 sul servizio di Roger che rischia anche la seconda ma poi cede campo al miglior Rafa del pomeriggio. Palla break spagnola ma il dritto di Nadal non si arrampica oltre il nastro prima che Federer chiuda il game. Dei due il primo ad accorciare è lo svizzero, spesso messo in difficoltà dagli alti rimbalzi dei colpi di Nadal, e ad ogni palla senza peso che Federer offre arriva il punto per lo spagnolo, che tiene anche a zero il secondo servizio consecutivo.

Il terzo game si apre con due errori imperdonabili di Federer, uno di direzionamento della volée, e un altro nell’indecisione a rete su che colpo giocare. A Nadal stanno dentro anche le stecche, a Federer non sta dentro manco il dritto e siamo 15-40. Quando la risposta di Nadal tocca il nastro e mette fuori causa Roger a rete, una pallina vola verso gli spalti arrivando quasi fuori dallo Chatrier. L’ha lanciata Federer che si becca il warning.

Nadal prende tutto e Roger è in pura frustrazione. Un recupero prodigioso su di un rovescio strettissimo in cross di Federer è preludio ad un lunghissimo scambio che Nadal chiude col solito rovescio incrociato. Un miracolo di rovescio di Federer che gioca un pallonetto in corsa sulla riga serve solo al pubblico per poter scandire ancora “Roger! Roger!”. Ma non c’è nulla da fare, perché Nadal inizia anche a servire ace centrali, e siamo 3-1. Il servizio di Roger va a sprazzi, come il vento che porta via la palla sul rovescio a Federer  facendogli concedere altre palle break. Rafa oramai si permette anche di sperimentare e trasforma la prima col dropshot e passante.

Il tempo di vedere una smorzata telecomandata di Roger che rimbalza e torna indietro verso la rete trascinandosi Nadal in corsa e lo spagnolo allunga 5-1. Federer ha perso il registro del servizio ed ormai si affida esclusivamente alla seconda insistendo nel direzionarla sul dritto di Nadal. Ne escono risposte del mancino di Manacor esplosive, come quella che però Roger addomestica con la incredibile demi volée in allungo che lo porta sul 2-5.

Quando Rafa va a servire per il match sono passate due ore e 21 minuti. Il primo 15 si gioca in una tempesta di sabbia del Sahara, e lo porta a casa Nadal. Ma c’è il sole sopra al centrale, quasi non ce ne eravamo accorti. Un rovescio di Federer in rete. Il pensiero che questo Roland Garros volge al termine e che tra meno di un mese c’è Wimbledon. Esce il rovescio di Nadal. Il silenzio di Wimbledon, il rimbalzo che non produce rumore. Un rovescio di Federer fuori e due match point. Potrebbero essere gli ultimi momenti di Federer qui a Parigi, ma c’è tantissima gente che grida.

Nel tennis ogni partita siamo io e te ed ogni sconfitta è una morte temporanea, una scomparsa dai radar. Io vinco e reclamo la mia vita davanti agli occhi del pubblico. Vinco, ho un altro giorno per giocare, per essere visto e mi illudo di essere immortale. Tu perdi e sparisci. Ritorni nel tuo bozzolo ad allenarti ma prima celebri il tuo funerale in sala stampa, senza fiori e senza opere di bene. Le parole di Nadal sono di stima verso il grandissimo rivale, viaggiano sul vento che non ha cessato di soffiare un istante e lo portano a giocarsi la dodicesima finale qui a Parigi. Quelle di Roger raccontano un dolore sopito. “Accetto la sua vittoria, accetto che abbia vinto il più forte e stasera non piangerò”.” L’anno prossimo ci sarà il tetto? Speriamo che con questo vento non voli via!.

Ma siamo ancora in debito di un punto. Ve lo raccontiamo subito. Servizio esterno di Nadal e risposta fuori di Federer e tutto ha una fine. Rafa prosegue, è vivo, alza le braccia al cielo e giocherà la finale. Roger se ne va, verso Londra, verso i prati di Wimbledon. Ma a Parigi no, Roger non vive più qui.

Nadal e Federer, stretta di mano – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Che strano è morire al Roland Garros. Si muore nella terra, si rinasce fili d’erba.

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ATP Montpellier: Sonego doma Korda, Bedene (e la schiena malconcia) eliminano Sinner

Sinner si arrende al tie-break del terzo set, anche per problemi alla schiena. Sonego alza il livello del suo tennis e supera l’insidia del talento statunitense

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Una delle migliori versioni della carriera sul cemento di Aljaz Bedene supera a sorpresa, dopo due ore e quaranta di battaglia, la testa di serie numero 5 del torneo – il nostro Jannik Sinner – al primo turno (3-6 6-2 7-6).

Le premesse sembravano ben diverse. Sinner è autoritario al servizio e in tutto il primo set lascia le briciole a Bedene nei suoi turni di battuta. Lo sloveno riuscirà a vincere solamente tre punti in risposta in tutto il primo set. L’aggressività di Sinner si sente anche in ribattuta e una seconda leggera condanna Bedene a subire il break nel quarto game. Da quel momento Sinner alza ulteriormente le marce e non si guarda più indietro.

La musica cambia nel secondo set, sia per colpa del calo di Sinner che per un Bedene oggi extralusso nei colpi offensivi. Il numero 34 del mondo cala di quantità e qualità di prime e i suoi turni di battuta ne risentono. Il nativo di Lubiana nota il calo di livello dell’avversario e prende fiducia al servizio e nel gioco da fondo. Il break è una naturale conseguenza: il tennista sloveno sfrutta gli errori di Sinner e guadagna tre palle break. L’azzurro è bravo a rimontare lo 0-40, ma Bedene non fallisce la quarta palla break e passa avanti per la prima volta nel match. Ora Sinner è in confusione e al momento di servire per restare nel set paga l’ennesimo passaggio a vuoto che chiude il secondo set. 6-2 Bedene.

 

Il terzo set si apre all’insegna dell’equilibrio. Entrambi hanno l’opportunità di breakkare ma i servizi reggono e si arriva al tie-break. Il parziale decisivo arriva e Sinner va subito avanti di un mini-break. L’inizio sembra promettente ma per il tennista italiano arrivano subito i guai. Già dopo il secondo punto Sinner comincia a toccarsi la schiena e dopo tre dritti consecutivi steccati è costretto a chiamare il medical time-out per dolori lombari. Dopo il trattamento la situazione non migliora e Bedene chiude senza problemi il tie-break per 7-3. Sinner perse al primo turno del torneo di Montpellier anche lo scorso anno, quella volta contro Mikael Ymer. Sarà direttamente nel tabellone di Rotterdam senza wild card, a causa del forfait di Matteo Berrettini. Andrà però valutata la gravità dell’infortunio alla schiena che lo ha limitato al momento decisivo.

A cura di di Giorgio Di Maio


SONEGO VA

La versione francese di Lorenzo Sonego si conferma più convincente di quella australiana. Il torinese si è guadagnato in sicurezza i quarti di finale del 250 di Montpellier, onorando la settima testa di serie del tabellone. A differenza di quanto accaduto all’esordio, stavolta gli sono bastati due set per risolvere l’insidioso incrocio con Sebastian Korda (6-3 6-2).

La stellina statunitense, ormai in top 100, arrivava da soli sei ko negli ultimi 31 match. Pratica rischiosa. Il numero quattro d’Italia è però cresciuto in sicurezza rispetto a quanto mostrato all’esordio contro Gaston, quando comunque, nel parziale decisivo, non c’è stata storia.

Per battere il figlio d’arte, gli è servita appena un’ora e un quarto. Trovando la chiave per far girare a proprio favore ciascuno dei due set. In quello d’apertura, ha sofferto nel corso del terzo turno di servizio in cui si è fatto riprendere da 40-0, trovandosi costretto ad annullare due palle break. Ostacolo però superato, con il break risolutivo piazzato nel game successivo. Frizzante ma discontinuo il tennis con cui Korda ha approcciato la partita: efficace il rovescio, meno brillante in generale la lettura delle situazioni. Facendo base sulla solidità del suo servizio, Lorenzo ha chiuso 6-3 vincendo 11 degli ultimi 13 punti in battuta.

Il secondo set inizia con lo statunitense più ordinato, attento a limitare gli svolazzi per non regalare punti al numero 36 del mondo. Ma il quinto game, quello del break che ha sostanzialmente chiuso i conti, Sonego se l’è preso anche d’esperienza. Bravo a non deconcentrarsi su una palla di Korda chiaramente fuori sulla quale, però, si è continuato a giocare. Doppia palla break, la seconda capitalizzata punendo con un passante chirurgico una delle non impeccabili discese a rete del giovane Sebastian. Il 4-2, che ha spaccato definitivamente la partita, si è concretizzato nel game successivo quando il servizio (più efficaci sia le prime, sia le seconde) l’ha fatto risalire agevolmente da 0-30.

Arriva così il quarantesimo successo a livello ATP e il quarto di finale numero quattro in carriera. Dopodomani, la sfida al vincente tra Benjamin Bonzi e un David Goffin che di questi tempi non pare invulnerabile. “Non è stato semplice – ha commentato a caldo l’azzurro, 36 ATP – ho giocato meglio rispetto alla prima partita. Il mio servizio mi aiuta, sto lavorando per completare il mio tennis anche in risposta“. Per diventare sempre più universale. Sul veloce indoor, dalla super settimana di Vienna a ottobre, sembra sia scattata la magia.

A cura di Pietro Scognamiglio

Il tabellone completo di Montpellier

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ATP

Andy Murray lotta un set poi si scioglie contro Gerasimov a Montpellier

Lo scozzese non sfrutta un set point nel tie-break del primo parziale e poi riesce quanto meno a evitare il bagel nel secondo. Stessa sorte per Lucas Pouille

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Andy Murray in allenamento a Montpellier (via Twitter, @OpenSuddeFrance)

Si era presentato a Montpellier con le migliori intenzioni. Nelle ultime settimane si era dedicato solo a sé stesso, agli allenamenti e a giocare più match possibili – con tanto di finale raggiunta nel Challenger di Biella – ma comunque tutto ciò non è bastato per superare il primo turno del torneo ATP 250 francese. Andy Murray era presente grazie ad una wild card e il sorteggio gli aveva messo di fronte Egor Gerasimov, tennista solido, stabilmente tra i primi 100 del mondo, ed infatti la sfida si è subito presentata ostica. Si può facilmente affermare che tutto si sia deciso nel primo set durato 72 minuti dove, salvo un break con immediato contro-break nella parte centrale, non ci sono stati sussulti a livello di punteggio. I duri scambi e il protrarsi delle operazioni ovviamente sono andati a discapito dello scozzese e infatti nel tie-break è stato lui il primo ad andare sotto 6 punti a 4. Dopo i primi due set sciupati comunque, il bielorusso ha concesso qualcosa a Murray il quale però non è riuscito a far suo il parziale nell’unica occasione avuta sul 7-6, e alla fine ha finito per cedere 10 punti a 8.

Nel secondo set Gerasimov ha continuato a macinare punti con la prima di servizio (chiuderà con 12 ace totali e 78% di punti vinti) mentre l’ex numero 1 ha lottato quel tanto che bastava per impedirgli di subire un eccessivo ed ingiusto 6-0. Il suo unico game è arrivato infatti sul 5-0 e per farlo ha anche annullato match point, ma in sostanza ha solo prolungato di qualche minuti la sua permanenza in campo. Una sorte simile è toccata anche a Lucas Pouille. Il francese era impegnato in un derby transalpino contro il 24enne Benjamin Bonzi, e quest’ultimo è riuscito a far suo l’incontro prima aggiudicandosi un parziale al tie-break annullando set point, e poi nel secondo set sfruttando un calo fisico e mentale del suo avversario.

Risultati:

E. Gerasimov b. [WC] A. Murray 7-6(8) 6-1
D. Novak b. G. Simon 7-6(5) 1-6 6-3
J. Vasely b. M. Ymer 6-1 6-1
[WC] B. Bonzi b. L. Pouille 7-6(6) 6-2
P. Gojowczyk b. J. Struff 6-3 6-4
T. Griekspoor b. M. Giron 6-2 6-7(5) 6-3

 

Il tabellone aggiornato

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ATP

Cecchinato sorride a Cordoba: “Sto tornando a esprimere un buon tennis”. Marcora supera Gulbis a Singapore

Il siciliano batte Dellien e se la vedrà con Schwartzman. Mager si fa sorprendere dal fratello meno promettente della famiglia Cerundolo. Marcora non concede nulla a Gulbis

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Marco Cecchinato - Cordoba 2021 (via Twitter, @CordobaOpen)

ATP 250 Cordoba – terra rossa (montepremi $393.935)

Il torneo argentino giunto alla sua seconda edizione ha visto scendere in campo tra ieri e oggi due tennisti italiani: Marco Cecchinato e Gianluca Mager. Solo il primo è riuscito ad ottenere una vittoria superando al terzo set il boliviano Hugo Dellien per 6-2 4-6 6-1 in poco meno di due ore. Il rovescio è il colpo che in questo match ha funzionato di più per il siciliano, il quale ha sì avuto un passaggio a vuoto che gli è costato il secondo set (break subìto nel nono game) ma ha dominato sin da subito nel parziale decisivo. Adesso per Cecchinato c’è l’impegnativa sfida contro la testa di serie n. 1 Diego Schwartzman, tennista che ha battuto una sola volta in carriera, nella finale dell’ATP 250 di Buenos Aires del 2019.

“Sembrava un match in controllo e poi si è un po’ complicato” ha affermato Cecchinato nella conferenza post-partita svoltasi prima in italiano e poi in spagnolo. “Ho perso un set un po’ strano però sono molto contento perché sono rimasto lì. A inizio terzo set ho avuto tante palle break e una volta conquistato ho iniziato a esprimere un buon tennis“. Mentre sul suo prossimo avversario ha detto: Dopo tanto tempo sono molto contento di giocare nuovamente contro un top 10, uno dei migliori al mondo. Io sto tornando a giocare bene e ad allenarmi bene quindi non ho nulla da perdere”. 

La scorsa estate Marco è diventato padre e ovviamente, come sottolineato da tanti altri giocatori in passato, la cosa influisce sulla carriera: “Mi ha cambiato la vita perché è stata la più grande emozione della mia vita. Un cambiamento in positivo perché ora ho imparato ad avere maggior pazienza in campo e ho priorità diverse“. E una delle priorità di quest’anno è “giocare tante partite, come 70, 80 match in stagione, pensando sempre al gioco e allenandomi bene”. E non c’è modo migliore per farlo che vincendo come fatto oggi.

 

Un po’ inaspettatamente invece è incappato in una sconfitta Gianluca Mager. Il n. 99 del mondo si è fatto sorprendere da Francisco Cerundolo, n. 135 del ranking e beneficiario di una wild card. Il 26enne di Sanremo sembrava nel primo set aver trovato le contromisure giusto da opporre al giocatore argentino, tanto da essersi portato avanti 5-2; Cerundolo è invece riuscito a risalire salvo poi cedere 7 punti a 3 nel tie-break. Il secondo parziale è stato dominato da Cerundolo per 6-1 grazie a due break e all’evidente stanchezza accumulata da Mager per portare a casa il primo set. Nel terzo poi si è tornati ad avere molto equilibrio soprattutto nella parte centrale dove una serie di break lunghi e lottati ha visto emergere in testa l’argentino, quasi sempre in controllo degli scambi, che ha poi chiuso 6-4 in 2 ore e 3 minuti.

Piccola curiosità: oltre al 22enne Francisco, nel tabellone principale a Cordoba è presente anche suo fratello 19enne Juan Manuel Cerundolo, mancino e dotato di maggior tocco. Superate le qualificazioni da n. 335 ha battuto egregiamente Thiago Seyboth Wild e ora agli ottavi se la vedrà con Miomir Kecmanovic.

Risultati:

M. Cecchinato b. H. Dellien 6-2 4-6 6-1
R. Carballes Baena b. J. Sousa 6-3 6-1
F. Coria b. [6] D. Koepfer 6-1 6-4
[Q] J. Cerundolo b. T. Seyboth Wild 7-5 7-6(3)
F. Bagnis b. N. Kicker 6-1 6-4
[Q] T. Etcheverry b. A. Martin 6-3 7-6(4)
[5] A. Ramos b. J. Londero 4-6 6-2 6-2
[WC] F. Cerundolo b. G. Mager 6-7(3) 6-1 6-4
[8] F. Delbonis b. P. Sousa 6-4 6-4
[7] T. Monteiro b. [LL] J. Menezes 6-3 6-3

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ATP 250 Singapore – cemento (montepremi $361.800)

La prima edizione del torneo di Singapore sorride al tennis azzurro e in particolare a Roberto Marcora. Il 31enne attuale n. 191 del mondo infatti è tornato a vincere un match nel tabellone di un torneo ATP dopo oltre un anno (quando nel 2020 a Pune raggiunse i quarti di finale da qualificato) battendo niente meno che Ernests Gulbis. La partita è stata dominata dal servizio (tanto che Marcora ha chiuso con l’85% di punti vinti con la prima e Gulbis con il 79%, cifra elevatissima per uno sconfitto) e fatali per il lettone sono state due sole palle break concesse. Quella che ha deciso il primo set è arrivata sul 5-5 che ha permesso a Marcora di chiudere 7-5. Mentre il secondo set si è aperto con un altro break a favore del 31enne, che non ha concesso letteralmente nulla al suo avversario e ha chiuso 6-4. Ora per lui ci sarà la sfida contro la t.d.s. numero 1 Adrian Mannarino. Da segnalare anche la fitta preparazione del n. 81 del mondo Soonwoo Kwon, che tre giorni fa batteva Musetti nella finale del Challenger di Biella e poi è volato a oltre 10.000 km di distanza, trovando un’altra vittoria al primo turno contro lo statunitense Thai Son Kwiatkowski.

Risultati:

[8] K. Soonwoo b. [Q] T. Kwiatkowski 4-6 6-3 6-4
R. Marcora b. E. Gulbis 7-5 6-4
[WC] M. Ebden b. [PR] Y. Bhambri 6-3 7-6(3)
[3] M. Cilic vs T. Daniel
M. Cressy vs [5] Y. Nishioka
[4] A. Bublik vs A. Celiklilek
A. Popyrin vs A. Andreev

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