Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

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Al Roland Garros la regola è una sola: Federer ci prova, ma vince sempre Nadal

PARIGI – Partita coraggiosa di Roger, che si avvicina al suo rivale… ma mai abbastanza. Sesta vittoria su sei al Roland Garros, lo spagnolo è ancora in finale

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Rafa Nadal - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo

Spazio sponsorizzato da Barilla

da Parigi, il nostro inviato

[2] R. Nadal b. [3] R. Federer 6-3 6-4 6-2

 

Roger Federer prova a giocare la partita perfetta ma non ci riesce. Non gli sarebbe servito nulla di meno per battere Rafael Nadal sulla terra di Parigi. Rafa è solido, a tratti inattaccabile, giocando sui livelli che gli abbiamo visto in queste settimane ed in questi 15 anni. Il match tanto atteso un po’ delude, ma il tennis è soddisfatto anche solo del fatto che si sia celebrato, ancora. In fondo, è stata una partita di tennis. Due persone che si tirano una palla secondo regole codificate da cento anni in un sistema di punteggio che determina un vincitore ed uno sconfitto. Non è stato altro, ma c’è stato dell’altro.

C’è stato un insieme complesso di sovrastrutture, mentali e di stile. Di bambini attaccati al televisore a fare il tifo, come i vecchi che pure ho visto fremere in questo enorme stadio, alto come quello dove Harry Potter giocava a Quidditch e che resterà sempre semivuoto negli spalti più costosi. C’è molto vento in campo, vento freddo che sbatte l’umidità dell’aria addosso ai giocatori. In cielo si inseguono nuvole grigio chiaro e nuvole grigio scuro. Nuvole bianche no, quelle si accompagnano al sole. Il vento forte lo si nota di più sulla maglia di Federer che è meno attillata, o forse semplicemente meno riempita.

Certo, c’è stata la paura che questa fosse l’ultima partita di Roger a Parigi. La paura per il pubblico francese che dopo oggi, Federer per loro non esisterà più. E per questo l’incitamento di chi non ha accento spagnolo è stato a senso unico: di coraggio, di affetto. Non ci lasciare Roger, torna domenica: insieme fermeremo il tempo.

Roger Federer – Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

PRIMO SET – Rafa serve e perde il primo punto. Il punto successivo già lo serve dopo lo scadere dello shot clock. I tempi dilatati di Rafa al servizio, con il freddo che fa, darebbero a Federer il tempo di mettere e togliere la tuta. Un rovescio incrociato stile Melbourne 2017 dà subito una palla break a Federer, annullata con una prima slice affilatissima da Nadal. Prova la palla corta Rafa, ma il 38enne più veloce del mondo ci arriva e chiude con lo smash. Nadal tiene e va 1-0. Nadal sa che Federer non arretrerà di un passo in risposta e sapientemente ogni tanto gli serve al corpo. Volano in campo cappelli dalle tribune e Roger perde la misura dei colpi anche perché costretto a giocare contro forte vento. Due palle break Nadal, annullate da Federer mentre il cielo sembra un’apocalisse di vento e tuoni.

Ancora una opportunità per Nadal su di un attacco imprudente di Federer, che cede la battuta in un punto in cui a colpire la palla sono in tre, lui, Nadal e il vento. Federer tiene il suo primo servizio con due ace ed un dritto vincente, ma fatica a trovare la risposta di rovescio sulla prima di servizio del maiorchino. Nadal va in difficoltà sulla seconda, con Federer che attacca con lo slice di rovescio e mette una volée acrobatica sulla linea. Sul 15-30, un gratuito di Federer col rovescio salva Nadal. Si sarà scritto mille volte, ma qui lo scriviamo per la milleunesima. I colpi dello svizzero appaiono decisamente più penetranti, ma il margine di sicurezza di quelli di Nadal è decisamente superiore. Ancora un rovescio strettissimo di Federer che si procura la palla del contro break, e arriva il gratuito col rovescio di Nadal: lo Chatrier esplode e rende palese la sua preferenza.

Serve and volley vincente di Federer che poi insieme al vento chiama a rete Rafa e lo costringe ad una volée problematica e sbagliata. Nadal comprende il momento difficile ed inizia a spingere, Roger fallisce due rovesci e sono ancora palle break per il numero 2 mondiale. Annullata al termine di uno scambio in cui Federer prima prende una linea e poi quasi cade. Nadal è però adesso in modalità “non ne scappa una” e Federer fatica a trovare soluzioni offensive, vincendo insolitamente un altro scambio prolungato. Una risposta di Nadal nei pressi della linea vale ancora break point che Federer cancella con servizio e dritto. I due si esibiscono anche in uno scambio a rete in cui prevale lo spagnolo. Poi Federer gioca una smorzataccia larga di un metro dopo avere condotto uno scambio infinito ma annulla col servizio la palla break. Siamo a 4 per lo spagnolo in questo game. Diventano cinque con la volée fuori di Roger ma neanche bastano perché col dritto Federer la cancella. Alla sesta occasione a Rafael dice bene. 4-2 Nadal, e sono già trascorsi 37 minuti di gioco.

Il 5-2 Nadal arriva con un rovescio vincente incrociato, spettacolare, del maiorchino che sarà solo il primo di una certa serie. Il gioco di Federer è quello visto in Australia e negli ultimi confronti contro Nadal. Roger resta sempre dentro al campo, continuando a giocare di controbalzo di rovescio, giocando un gioco che su qualsiasi altra superficie sarebbe difficilissimo: ma che sulla terra lo è di più. Quali sono, del resto, le alternative? Remare da fondo appare proibitivo. Attaccare la rete di continuo è semplicemente impossibile. A Roger serve giocare la partita perfetta mentre a Rafa basta essere Nadal.Si affaccia il sole sullo Chatrier accolto da un’ovazione, ma è una fugace comparsa. Federer tiene facile il suo turno di servizio con un Nadal un po’ svogliato e con la testa al turno di servizio successivo.

La partita non sempre entusiasma, ed il vento continua ad essere il migliore in campo. Del resto la terra è la sua superficie preferita, potendo egli contare anche sulle nuvole di polvere che getta in faccia all’avversario. Federer preme, ottiene il 15-30 ma non va oltre. Nadal con il dritto e col servizio si procura un set point. Federer lo annulla e lo Chatrier è per lui. Nadal gioca un po’ più umile, fa da tergicristallo ma ottiene l’errore di rovescio dello svizzero ed al secondo set point tira un rovescio in corsa gemello di quello precedente, da tagliare le gambe a Federer e far battere le mani anche ai più fedeli tifosi rossocrociati.

Rafael Nadal – Roland Garros (foto Roberto Dell’Olivo)

SECONDO SET – Il secondo set  comincia con un’innaffiata di campo che sinceramente nessuno comprende. Se la speranza è quella di impedire che il vento sollevi la terra, sarebbe meglio cospargerlo di Vinavil. La frenata con cui Rafa cerca inutilmente di acciuffare la palla corta di Roger, scava un solco nella terra morbida del centrale. Un tentativo di serve, pause and volley di Federer è frustrato dalla risposta di Nadal che poi estrae dal cilindro un pallonetto di rovescio perfetto per frustrare un buon attacco di Roger ed andare sul 30-30. Federer attacca ancora e porta a casa il game.

Gran difesa di Federer e applauso scrosciante del pubblico parigino per lo 0-30. Il coro “Roger! Roger!” è molto più netto di quello che si sentiva su questi campi dieci anni fa. L’ace di Nadal rimbalza male sullo stesso solco da lui precedentemente scavato, ma la corsa in avanti dello spagnolo a recuperare il rovescio svizzero, lo porta all’errore ed a concedere due palle break. Federer manca una risposta di dritto elementare ma poi attacca col dritto e strappa il servizio al rivale.

Nadal ha oramai battezzato la mattonella col rovescio incrociato ed in un game in cui Federer è lasciato solo dal servizio si procura le immediate occasioni per il contro break. Torna la prima di Roger e le palle break se ne vanno. Federer sceglie spesso di servire la seconda sul dritto di Rafa che sa subito trovare le contromisure entrando più in campo sulle numerose seconde svizzere. Nuova palla break per Nadal, con Federer che attacca, trova la rete, ma gioca uno smash tenero sul dritto del rivale che può esaltarsi in un passante vincente. Bicipite in mostra e contro break immediato.

La difesa di Nadal è ben nota e la terra battuta le è amica. Lo spagnolo è in grado di mettere la museruola al rovescio di Federer che cerca di trovarlo scoperto sul suo lato sinistro. Molti colpi di Federer su di un’altra superficie o con altro avversario sarebbero vincenti, ma dall’altro lato ci sono entrambi i fattori ostili, campo lento e gambe veloci di Rafael Nadal.

Federer continua a mixare un po’ il gioco: smorzate, discese a rete e tiene bene la battuta, ma è il rovescio incrociato di Rafa, una delle cartine tornasole dello spagnolo, a tenere sulle spine lo svizzero. Sale il vento e cade in campo un cappello di uno spettatore. Il raccattapalle lo raccoglie e in una frazione di secondo lo mette nel box frigo. Il Genio a Port d’Auteuil. Nadal oramai legge bene la seconda di Federer sul proprio dritto e lo punisce. Federer non demorde nella tattica, e continua la sua spinta sempre sul lato sinistro dello spagnolo portandosi 4-3.

Federer crea gioco, ma Nadal ora sa leggerlo ed è più lucido nei momenti decisivi. Un rovescio lungolinea e il primo doppio fallo di Nadal lo portano 30-30. Poi ancora il rovescio incrociato di Nadal, splendido e difficilissimo passa Roger per il 40-30. Palla corta e passante di rovescio svizzeri di nome e di fatto e altro coro “Roger!” sulla parità. Altro miracoloso passante di Rafael, stavolta di dritto, che cade sulla linea e con l’errore in risposta di Federer siamo 4-4.

Il nono game è lo spartiacque del match. Federer si fa recuperare dal 40-0 e poi deve subire un contropiede di dritto di Nadal per una palla break dall’acre sapore di sangue. Palla break che Rafa trasforma recuperando la palla corta di Roger e vincendo lo scambio a rete. Tiene facile Nadal per il 6-4 e la salita per Federer si fa durissima, con ruota sgonfia e cambio bloccato sul 53. Due set a zero per lo spagnolo in un’ora e 44 minuti.

Nadal e Federer – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

TERZO SET – Federer sempre arrembante, Nadal sempre capace di trovare passanti impossibili. Ora Rafa è salito in risposta e col dritto lungolinea fa danni. 30-30 sul servizio di Roger che rischia anche la seconda ma poi cede campo al miglior Rafa del pomeriggio. Palla break spagnola ma il dritto di Nadal non si arrampica oltre il nastro prima che Federer chiuda il game. Dei due il primo ad accorciare è lo svizzero, spesso messo in difficoltà dagli alti rimbalzi dei colpi di Nadal, e ad ogni palla senza peso che Federer offre arriva il punto per lo spagnolo, che tiene anche a zero il secondo servizio consecutivo.

Il terzo game si apre con due errori imperdonabili di Federer, uno di direzionamento della volée, e un altro nell’indecisione a rete su che colpo giocare. A Nadal stanno dentro anche le stecche, a Federer non sta dentro manco il dritto e siamo 15-40. Quando la risposta di Nadal tocca il nastro e mette fuori causa Roger a rete, una pallina vola verso gli spalti arrivando quasi fuori dallo Chatrier. L’ha lanciata Federer che si becca il warning.

Nadal prende tutto e Roger è in pura frustrazione. Un recupero prodigioso su di un rovescio strettissimo in cross di Federer è preludio ad un lunghissimo scambio che Nadal chiude col solito rovescio incrociato. Un miracolo di rovescio di Federer che gioca un pallonetto in corsa sulla riga serve solo al pubblico per poter scandire ancora “Roger! Roger!”. Ma non c’è nulla da fare, perché Nadal inizia anche a servire ace centrali, e siamo 3-1. Il servizio di Roger va a sprazzi, come il vento che porta via la palla sul rovescio a Federer  facendogli concedere altre palle break. Rafa oramai si permette anche di sperimentare e trasforma la prima col dropshot e passante.

Il tempo di vedere una smorzata telecomandata di Roger che rimbalza e torna indietro verso la rete trascinandosi Nadal in corsa e lo spagnolo allunga 5-1. Federer ha perso il registro del servizio ed ormai si affida esclusivamente alla seconda insistendo nel direzionarla sul dritto di Nadal. Ne escono risposte del mancino di Manacor esplosive, come quella che però Roger addomestica con la incredibile demi volée in allungo che lo porta sul 2-5.

Quando Rafa va a servire per il match sono passate due ore e 21 minuti. Il primo 15 si gioca in una tempesta di sabbia del Sahara, e lo porta a casa Nadal. Ma c’è il sole sopra al centrale, quasi non ce ne eravamo accorti. Un rovescio di Federer in rete. Il pensiero che questo Roland Garros volge al termine e che tra meno di un mese c’è Wimbledon. Esce il rovescio di Nadal. Il silenzio di Wimbledon, il rimbalzo che non produce rumore. Un rovescio di Federer fuori e due match point. Potrebbero essere gli ultimi momenti di Federer qui a Parigi, ma c’è tantissima gente che grida.

Nel tennis ogni partita siamo io e te ed ogni sconfitta è una morte temporanea, una scomparsa dai radar. Io vinco e reclamo la mia vita davanti agli occhi del pubblico. Vinco, ho un altro giorno per giocare, per essere visto e mi illudo di essere immortale. Tu perdi e sparisci. Ritorni nel tuo bozzolo ad allenarti ma prima celebri il tuo funerale in sala stampa, senza fiori e senza opere di bene. Le parole di Nadal sono di stima verso il grandissimo rivale, viaggiano sul vento che non ha cessato di soffiare un istante e lo portano a giocarsi la dodicesima finale qui a Parigi. Quelle di Roger raccontano un dolore sopito. “Accetto la sua vittoria, accetto che abbia vinto il più forte e stasera non piangerò”.” L’anno prossimo ci sarà il tetto? Speriamo che con questo vento non voli via!.

Ma siamo ancora in debito di un punto. Ve lo raccontiamo subito. Servizio esterno di Nadal e risposta fuori di Federer e tutto ha una fine. Rafa prosegue, è vivo, alza le braccia al cielo e giocherà la finale. Roger se ne va, verso Londra, verso i prati di Wimbledon. Ma a Parigi no, Roger non vive più qui.

Nadal e Federer, stretta di mano – Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Che strano è morire al Roland Garros. Si muore nella terra, si rinasce fili d’erba.

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ATP Roma, per la decima volta vige la legge Nadal: battuto ancora Djokovic [VIDEO COMMENTO]

Quasi tre ore per superare un ottimo e combattivo Nole. Decimo successo agli Internazionali per Nadal, 88° titolo e 36° Masters 1000 (raggiunto proprio Djokovic)

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Rafael Nadal - ATP Roma 2021 (via Twitter, @atptour)

[2] R. Nadal b. [1] N. Djokovic 7-5 1-6 6-3

Rafael Nadal vince per la decima volta il Masters 1000 di Roma e lo fa superando in tre set il numero uno del mondo Novak Djokovic, dopo due ore e quarantanove minuti di battaglia. La partita è stato il solito match di grande intensità, non dissimile dalla grande maggioranza dei precedenti (29-28 in favore di Djokovic il bilancio aggiornato). Il maiorchino ha giocato complessivamente meglio, accusando un brutto calo nel secondo set, perso 6-1, ma riprendendosi alla grande nel terzo. Proprio nel parziale decisivo le ben note doti da combattente di Rafa hanno fatto la differenza con lo spagnolo che dopo aver annullato due palle break è riuscito a mettere a segno lo strappo decisivo, alzando la coppa a sedici anni dalla prima volta.

Ma diamo un’occhiata ai numeri aggiornati dello spagnolo, che impressionano non poco: titolo numero 88 in carriera, 62 esimo sulla terra (su 70 finali) e 36esimo Masters 1000 (agganciato proprio Djokovic). Con questo successo inoltre Nadal solleva per la settima volta in carriera un trofeo dopo aver salvato match point nel corso del suo percorso (due contro Denis Shapovalov) e ottiene la 22° vittoria contro un numero uno del mondo.

 

Pallottoliere a parte, Nadal sarà ancora una volta l’uomo da battere sui campi del Roland Garros (ma questo a prescindere dal successo odierno), ma il Djokovic visto questa settimana è apparso in buona forma e sembra avviato sulla buona strada per poter essere decisamente pericoloso.

IL MATCH – Nole parte forte e, dopo aver tenuto la battuta, mette in difficoltà Rafa con la risposta. Prima parte con ampio anticipo su un dritto in chiusura di Nadal trovando addirittura il vincente al volo, poi risponde profondissimo e si procura una palla break, che Rafa annulla con una smorzata millimetrica in uscita dal servizio. Djokovic, quasi punto sul vivo, replica a sua volta con due palle corte, annullando una palla dell’1-1 e tornando a palla break. Nadal si salva ancora con una prima vincente, ma alla terza chance si arrende alla pressione dell’avversario. Il vantaggio dura però poco perché lo spagnolo si rifà immediatamente sotto, chiudendo Nole in un angolo col dritto e impattando sul 2-2.

Sul 3-3, Rafa riesce a procurarsi palla break con uno strepitoso dritto in corsa, nonostante una caduta che fa preoccupare il pubblico e anche lo stesso spagnolo. La reazione al punto vinto è una via di mezzo tra un’esultanza e un urlo di rabbia per essersi piantato sulla riga, rischiando seriamente di farsi male. È incredibile. Finiremo per ammazzarci è il commento a caldo, prima che un raccattapalle venga chiamato a martellare la riga, evidentemente rialzata e mal sistemata. Non proprio una bella scena da vedere nella finale di un Masters 1000, tanto più se si considera che non è la prima volta che i giocatori si lamentano delle condizioni dei campi di Roma, sia quest’anno che nelle edizioni passate.

Djokovic annulla la palla break con un doppio rovescio lungolinea dei suoi e riesce poi a tenere il servizio. Sa bene come infastidire Nadal sulla terra – d’altronde lo ha battuto sette volte, impresa a cui gli altri non si sono nemmeno avvicinati – e domina gli scambi sopra i nove colpi (8 vinti e uno solo perso a questo punto della partita), ma per ora sta subendo l’aggressività dell’avversario nei primissimi colpi e col dritto non incide abbastanza. Lo spagnolo viaggia poi sopra l’80% di prime palle, il che gli permette di incanalare si da subito gli scambi su binari favorevoli. Djokovic invece litiga un po’ con la seconda, commettendo un doppio fallo sulla palla del 6-5 e subendo poi la risposta profonda di Nadal, che trova il break e va a servire per il set. Ai vantaggi, rimontando da 0-30, ma il maiorchino riesce infine a far suo il parziale dopo ben un’ora e quindici minuti di gioco.

Nole è palesemente nervoso e continua a subire l’iniziativa di Rafa nei primi giochi. Dopo aver salvato una palla break nel terzo game però, riesce finalmente ad aprirsi il campo col rovescio e un po’ a sorpresa è lui a effettuare il primo strappo, sfruttando anche due brutte smorzate di Nadal e salendo 4-1. Il break revitalizza Djokovic e viceversa mina un po’ le certezze dello spagnolo, che rimane invischiato in un altro turno di battuta complicato e finisce per trovarsi sotto 5-1. Rafa annulla due set point alla sua maniera, ma al terzo capitola: dopo due ore siamo un set pari.

Molto interessante la scelta di piazzamento del dritto da parte del serbo in questo secondo set: il 72% lo ha giocato incrociato (ovvero sul rovescio di Nadal) contro il 54% del primo parziale.

Nadal – ma la cosa non stupisce – non accusa il colpo dei tanti errori e del set appena perso in maniera così netta, anzi riparte con piglio decisamente bellicoso. Djokovic non è da meno e assorbe l’urto della rinnovata aggressività dell’avversario. L’intensità della partita ora è alle stelle, gli scambi sono quasi tutti da spellarsi le mani e i vincenti tornano a farsi consistenti. Il serbo si procura due palle break sul 2-2: sulla prima è lui a sbagliare, sulla seconda viene infilato da un rovescio lungolinea vincente di Rafa. Break mancato, break subito. Nole si ritrova sotto 0-40 con due errori, un nastro che accomoda la palla a Nadal e poi subisce un gran passante del maiorchino, cedendo a zero la battuta. Sotto 5-2, Djokovic si lascia prendere dalla fretta e deve fronteggiare un match point, sul quale Rafa stecca la risposta, prima di difendere il turno di servizio. L’inevitabile è solo rimandato perché nel game successivo, lo spagnolo può festeggiare la “decima” a Roma.

Il tabellone finale del torneo con tutti i risultati

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Internazionali di Roma: commovente Sonego ma sarà ancora Djokovic-Nadal

Lorenzo Sonego salva due match point nel secondo set giocando alla pari con il numero uno al mondo, ma cede alla distanza. Undicesima finale a Roma per Djokovic

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Sonego e Djokovic, l'abbraccio - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Se vi siete persi i match di stamane, qui c’è la cronaca di Sonego-Rublev e qui quella di Djokovic-Tsitsipas


Novak Djokovic ha battuto Lorenzo Sonego per 6-3 6-7 (5) 6-2 in due ore e 44 minuti. Un match epico, in cui il torinese ha giocato al di là dei propri limiti, salvando due match point nel secondo set nel tripudio del Centrale. Il serbo affronterà Nadal (dopo essere stato in campo praticamente cinque ore nella giornata di oggi); l’ultima finale romana senza uno dei due in campo risale addirittura al 2004!

Il serbo ha così vendicato la sconfitta subita contro l’azzurro lo scorso ottobre a Vienna.

PRIMO SET – Pensate che Djokovic potesse avere un conto aperto da quel precedente? Pensate bene. Con un elicottero che sorvolava il Foro come a Woodstock (è anche serata di derby), è stato da subito dominante negli scambi, e dopo un primo punto vinto con la contro-contro-smorzata ha trovato quasi sempre l’uno-due sul servizio esterno e conquistato i primi nove punti alla battuta, ma Sonego non si è scoraggiato ed è partito servendo molto bene: tre servizi vincenti e un drop shot gli hanno permesso di tenere per l’1-1.

Il piano partita di Sonego è stato giustamente iper-aggressivo, il problema è che Djokovic ha sostanzialmente verticalizzato a piacimento (soprattutto di rovescio, con cui non ha mai sbagliato nel set), e non è sembrato soffrire le accelerazioni dell’avversario. Nel quarto gioco ha costruito i punti alla perfezione, ribaltandone l’inerzia euclideamente (infatti ha dominato nei punti sopra i cinque colpi, 17-5 in suo favore) e si è guadagnato due palle break: Sonego ha salvato la prima con una prima esterna, ma sulla seconda Djokovic ha risposto a una potente prima centrale in allungo e ha preso il controllo dello scambio, costringendo Sonego ad un errore di dritto e salendo 3-1 e servizio.

Il torinese ha veramente fatto il massimo, soprattutto con la battuta (quasi metà dei suoi servizi sono stati vincenti), ma purtroppo per lui non è mai riuscito a crearsi occasioni in risposta: Nole ha concesso solo quattro punti in tutto il set (neanche uno sulla seconda), e sul 30-15 al momento di servire per il set ha mostrato il proprio bionico controllo aprendosi il campo con due lungolinea non troppo rapidi ma di pulizia cardinalizia su cui Sonego non ha potuto fare niente, e ha chiuso (6-3) con un vincente di dritto inside-in dopo 35 minuti.

SECONDO SET – Il canovaccio non è cambiato all’inizio del parziale, se non per il fatto che Sonego ha forse messo ancora più enfasi sul primo colpo in uscita dal servizio. Nel terzo gioco il numero uno del mondo ha contenuto due prime potenti di Sonego, rimontando da 40-15 con una contro-smorzata e un rovescio profondo mal gestito dall’avversario. Sul 40-40 stessa storia, altra prima di Sonego, altra risposta profonda di Djokovic che l’ha obbligato alla stecca di dritto, ottenendo una palla break; per una volta è stato però impreciso, sbagliando la risposta bimane sul kick del torinese, che con due punti diretti è salito 2-1 e ha continuato a salire di livello, contenendo bene anche quando Djokovic gli ha risposto sul rovescio. Nole è sembrato un filo meno brillante (anche perché il livello del primo set era difficile da mantenere), forse convinto che le resistenze di Sonego sarebbero state fiaccate più facilmente, e ha spesso sbagliato scelta ed esecuzione della smorzata.

Nel sesto game Sonego ha quindi trovato un bel passante di rovescio che l’ha portato sul 30-30 in risposta, ma pur difendendosi gagliardamente non è riuscito a salire a palla break, e nel game successivo si è trovato sotto 15-30 quando Djokovic ha recuperato su un rovescio lungolinea perfetto e l’ha portato a sbagliare di dritto, e ha concesso una palla break quando il serbo ha attaccato la sua seconda con un dritto potente; Djokovic ha risposto bene sulla palla break, ma Sonego ha tenuto sulla diagonale di sinistra e giocato un bell’attacco tagliato sul drop del serbo. Nole ha ancora attaccato la seconda al corpo da destra, stavolta con il rovescio, e si è guadagnato una seconda chance, che però Sonego ha salvato spingendo con continuità e chiudendo con la stop volley dopo che il serbo ha parato un paio di smash. Altra palla break per Nole, altro salvataggio, stavolta con una buona palla corta che il serbo non è riuscito a contrastare efficacemente. Sonego ha tenuto con un vincente di dritto e un ace che hanno complessivamente toccato un quarto di micron di riga.

Sul 4-4, Sonego è anche stato un po’ sfortunato, perché un ace che gli avrebbe dato il 30-0 è stato chiamato fuori, mentre invece un brutto doppio fallo l’ha condannato al 15-30, e un altro ha regalato una palla break a Djokovic. Ancora una volta, però, Lorenzo ha spinto su ogni palla, addirittura vincendo sulla diagonale del rovescio prima di incoccare l’inside-in vincente. Il serbo si è rimesso a disegnare il campo fin dalla risposta, guadagnandone un’altra, ma Sonego ha colpito con lo sventaglio dopo un rovescio sulla riga, e con tre servizi vincenti nei successivi quattro punti è salito 5-4.

Lorenzo Sonego – Roma 2021 (via Twitter, @atptour)

Quando Djokovic ha servito per rimanere nel set, Sonego ha trovato una bellissima risposta vincente di dritto e si è portato a due punti dal set, salendo a set point con una risposta di dritto addosso all’avversario chiusa in avanzamento. Sul kick di Djokovic, però, ha fatto una brutta scelta, cercando di girare attorno alla pallina per colpire di dritto ma arrivando in ritardo e steccando. Djokovic però non ha di nuovo messo la prima, e Sonego gli ha ancora piegato il braccio con la risposta di dritto; purtroppo per lui, lo sventaglio di dritto sul secondo set point è stato accompagnato fuori dal nastro, e il campione uscente ha allora tenuto con due servizi esterni.

Passato lo spavento, Sonego ha perso un po’ di brillantezza, finendo sotto 0-30 con un errore di dritto, e ha concesso due palle break quando Djokovic ha recuperato straordinariamente una palla corta; Sonego ha salvato la prima con una volée in allungo, ma Djokovic ha breakkato con un’altra contro-smorzata in allungo, stavolta di rovescio.

Quando tutto sembrava finito, Sonego è salito 0-30 con un inside-in vincente di dritto. Djokovic non si è scomposto e si è procurato un match point con un servizio slice, ma Sonego ha risposto con un rovescio profondo che Nole non è riuscito a tenere in campo. Il serbo ha però controllato lo scambio successivo, e quando Sonego ha tentato una palla corta è stato pronto, guadagnandosi il secondo match point. Sonego ha ancora risposto di rovescio, e Djokovic ha colpito un dritto molto fiacco in mezzo alla rete. La risposta bimane è poi arrivata ancora più profonda, e Nole (che in quel frangente ha perso la prima) non è riuscito a tirarsela fuori dalle stringhe – palla break. Il torinese ha sbagliato una risposta di dritto e si è tornati sulla parità, ma ancora una volta però il suo sventaglio ha messo in difficoltà Nole, che ha sbagliato un altro rovescio per concedere una nuova palla break, e stavolta è stato Sonego a reagire prontamente al drop shot, giocando un bel rovescio tagliato e chiudendo con lo smash.

Mentre si alzava Seven Nation Army, nel tie-break Djokovic ha trovato subito il mini-break su un errore di dritto di Sonego in uscita dal servizio, e si è portato sul 3-0 su un rovescio finito lungo. Il torinese ha mischiato le carte con un chop vincente e un serve-and-volley, e sul 2-4 ha recuperato il mini-break quando Djokovic ha commesso un doppio fallo, pareggiando sul 4-4. Sul punto successivo Sonego è stato ancora sfortunato, perché ha dovuto rigiocare il punto quando un suo colpo è stato erroneamente chiamato fuori, ma ha comunque fatto il punto con un rovescio vincente, ed è salito a doppio set point quando Djokovic ha colpito uno schiaffo troppo centrale, non riuscendo a controllare il passante di dritto dell’avversario. Il primo è un inside-in che si è fermato sul nastro, ma il secondo, stavolta sulla racchetta del torinese, è stato trasformato con una prima esterna vincente.

Terzo set dopo due ore e cinque minuti (inutile dire che il DJ ha colto l’occasione per un altro giro di White Stripes con il pubblico del Centrale in visibilio).

TERZO SET – In un parossismo di trance agonistica, Sonego è partito con tutta l’adrenalina del mondo in corpo, infilando due dritti per lo 0-30, e ha chiuso con una veronica per la tripla palla break. Lì si è però vista la grandezza di Djokovic, che ha saputo aspettare la fine della tempesta e ha ricominciato a macinare cancellando quanto successo nei 20 minuti precedenti: ha gestito bene la prima palla break, obbligando Sonego a tentare un difficile dritto in corsa, mentre sulla seconda è stato il torinese a sbagliare la risposta; la terza è stato uno scambio prolungato da cui Sonego ha cercato di tirarsi fuori con un dritto vincente, finito però largo.

Nel game successivo, Djokovic ha tirato fuori una difesa incredibile ed è salito 30-30 con un vincente di rovescio, ma Sonego ha evidentemente perso ogni tipo di coscienza perché ha messo a segno un drop vincente e poi ha intercettato un passante stretto del serbo per pareggiare. Da lì in avanti, però, il livello del serbo è salito ulteriormente: ha iniziato il set mettendo 15 prime su 17, e nel quarto gioco è salito 0-30 con una risposta penetrante, guadagnandosi due palle break su un errore di dritto di Sonego. La prima è entrata (10/11 a inizio terzo), ma Djokovic ha trovato una gran risposta di rovescio a uscire, e il recupero di Sonego è finito lungo, 3-1 per il campione uscente.

Il match si è sostanzialmente chiuso lì, perché dopo lo 0-40 del primo game Djokovic ha perso solo un altro punto alla battuta, e nell’ottavo game si è portato a match point attaccando bene le palle corte di Sonego, gestendo bene il suo tweener prima e infilando il vincente di dritto in avanzamento poi, chiudendo su un errore di dritto del torinese. Bello, bellissimo l’abbraccio che ha concluso il match.

IL COMMENTO E I NUMERI – “Credo di aver reagito bene alla perdita del secondo set e allo 0-40 del primo game del terzo, sono anche stato fortunato a non trovarmi sotto di un break, forse le cose sarebbero state diverse”, ha detto Djokovic. “Avrei dovuto chiuderla in due, ma lui ha dimostrato perché ha raggiunto la semifinale, è un giocatore molto dinamico e contro cui è difficile giocare, anche perché aveva il pubblico con lui. La cosa più importante ora è recuperare per domani, non ho molto tempo e oggi ho giocato tanto. Anche Rafa ha avuto dei match duri, anche se forse a me è andata peggio con le interruzioni per pioggia. Comunque darò tutto”.

Quello di domani sarà il cinquantasettesimo confronto fra Djokovic e Nadal (29-27 Djokovic), il nono a Roma (5-3 Nadal), il sesto in finale agli Internazionali (3-2 Nadal), il quattordicesimo a livello di finali 1000 (7-6 Djokovic) e la ventottesima finale in generale (15-12 Djokovic). Per il serbo questa sarà la finale N.118 (82 vittorie), la cinquantatreesima a livello 1000 (36 vittorie, una in più di Rafa) e la seconda dell’anno dopo quella vinta a Melbourne contro Medvedev.

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Nadal evita la trappola Opelka: dodicesima finale a Roma

Lo spagnolo liquida in due set il big server statunitense e andrà a caccia del decimo titolo al Foro Italico, nonché del 36esimo Masters 1000

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[2] R. Nadal b. R. Opelka 6-4 6-4

Rafael Nadal supera Reilly Opelka in due set e vola per la dodicesima volta in finale a Roma (9-2 il bilancio), la settantesima sulla terra rossa (61 vittorie e sole 8 sconfitte). La resistenza di Opelka è durata appena quattro giochi. Il tempo di procurarsi quattro palle break sul 2-1 e di dare al pubblico l’illusione di poter assistere ad un match equilibrato. Da quel momento in poi il nordamericano ha vinto appena cinque punti in risposta (in otto turni di battuta di Rafa) e viceversa si è trovato spesso a tremare sul proprio servizio, devastante fino ai quarti di finale e apparso invece spuntato nella sfida odierna. Oggi però ha messo in campo poco più del 50% di prime, un dato decisamente troppo basso per poter sperare di fare partita pari con Rafa. Lo spagnolo ha raccolto pochi punti sulla prima dell’avversario, ma ha sempre risposto con continuità costringendolo a forzare (e spesso a sbagliare) con il primo colpo dopo il servizio.

Rafa aggancia così temporaneamente Novak Djokovic in testa alla classifica dei giocatori che hanno giocato più finali nei tornei Masters 1000 (52), ovviamente in attesa di scoprire l’esito della semifinale tra il serbo e il nostro Lorenzo Sonego. Se vincesse Novak, assisteremo alla sfida numero 57 della rivalità più prolifica dell’era Open (Nole conduce 29-27), mentre al contrario contro l’italiano si tratterebbe di un incontro inedito.

 

IL MATCH – Opelka inizia senza timori reverenziali. Il servizio viaggia a mille come al solito, ma anche i colpi da fondo nelle prime fasi mettono in difficoltà Nadal. Le pallate cariche dello spagnolo, quelle che notoriamente mettono in difficoltà tutti, rimbalzano proprio all’altezza giusta per il gigante statunitense che lascia andare con coraggio il braccio sia col rovescio che soprattutto con il drittone, approfittando anche del fatto che per il momento Rafa non sta trovando grande profondità. Proprio un paio di splendide accelerazioni gli consentono, un po’ a sorpresa, di essere il primo a guadagnarsi palle break, addirittura due consecutive. Rafa fa buona guardia con il servizio, ma deve fronteggiarne subito una terza in seguito ad un’altra grande risposta di Opelka. Sulla prima di Nadal, lo statunitense manda largo di pochissimo un rovescio stretto sul quale lo spagnolo non sarebbe mai arrivato. Tocca allora a Rafa avere palla game, ma due insoliti errori da fondo (peraltro arrivati nel palleggio, senza forzare) lo rimettono nei guai. Anche sulla quarta palla break il maiorchino lascia poche chance all’avversario, riuscendo poi finalmente a tenere il turno di battuta.

Secondo una crudele legge del contrappasso, Opelka paga immediatamente il fio delle occasioni mancate. Il gigante statunitense incappa in qualche imprecisione di troppo, nel tentativo di mantenere grande profondità, e regala di fatto il break a Nadal, che alla prima chance utile riesce a salire 3-2. Opelka accusa decisamente il colpo e si lascia trascinare ai vantaggi anche nel successivo turno di servizio. Tre castagne con la prima cancellano altrettante palle del doppio break e gli permettono di rimanere in scia nel punteggio. Il set non regala altre grandi emozioni, perché Opelka non riesce a crearsi neanche una minima possibilità di rientrare. Da quel quarto game che lo ha visto per quattro volte a un passo dal break, lo statunitense non ha più vinto un punto in risposta, scortando di fatto Nadal verso il 6-4 che chiude il parziale.

In avvio di secondo set, la situazione prende rapidamente una brutta piega per Opelka, che subisce il break già nel terzo game. Troppo bassa la percentuale di prime (appena cinque su sedici nei primi due turni di battuta, 31%) e decisamente insufficiente il rendimento con la seconda (3 punti vinti su 10, contro il 5/5 con la prima). Troppo basso anche il morale dello statunitense, che sbaglia molto con il primo colpo dopo il servizio e in risposta non riesce a impensierire Nadal, al contrario di quanto accaduto all’inizio del primo set.

Nessuno dei due soffre più al servizio con Nadal che lascia un po’ andare i turni di risposta per concentrarsi al meglio sulla propria battuta. Dopo il break subito, Opelka tiene tutti i successivi servizi a zero, ma non riesce insidiare l’avversario. L’unico mini sussulto arriva sul 5-4, quando lo statunitense si ritrova 15-30, senza però spingersi più in là. Dopo un’ora e mezza di gioco, il punteggio si fissa sul 6-4 6-4.

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