Federer contro Nadal numero 39: nelle puntate precedenti...

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Federer contro Nadal numero 39: nelle puntate precedenti…

38 sfide che hanno fatto la storia del tennis: Federer e Nadal pronti a scrivere un nuovo capitolo della saga sul Philippe Chatrier

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Rafa Nadal e Roger Federer - Roland Garros 2005

La sfida numero 39 tra Roger Federer e Rafael Nadal arriva con qualche mese di ritardo rispetto al previsto, in seguito al forfait di Nadal prima della semifinale di Indian Wells. Andiamo a rivivere i 38 precedenti del match che ha segnato gli ultimi 15 anni del tennis mondiale.

2004 Miami, R32: Nadal b. Federer 6-3 6-3
Roger Federer arriva al Masters Series di Miami 2004 avendo vinto gli Australian Open battendo Safin in finale e il Masters Series di Indian Wells contro Tim Henman. Rafa Nadal, il più giovane in tabellone, ha 17 anni, è il numero 34 del mondo e impiega 69 minuti per eliminare Federer.

2005 Miami, F: Federer b. Nadal 2-6 6-7(4) 7-6(5) 6-3 6-1 
Federer e Nadal tornano sul luogo del delitto, un anno dopo, stavolta però per una finale al meglio dei cinque set. Lo spagnolo ha tre titoli al suo attivo e sembra avviato a vincere il quarto. Vince i primi due set (nel secondo rimontando un break di svantaggio), nel terzo allunga 4-1, ma lo svizzero si rifugia nel tiebreak. Nadal va 5-3, a due punti dalla vittoria. Ma lo svizzero a suon di dritti fa girare il set e il match allungando la striscia di vittorie consecutive a 22.

2005 Roland Garros, SF: Nadal b. Federer 6-3 4-6 6-4 6-3 
Federer arriva al Roland Garros 2005 con un record di 41 vittorie e 2 sconfitte, ma il suo settimo Roland Garros si chiude in semifinale. Nadal conquista la 23ma vittoria di fila e finirà per vincere il suo primo French Open al debutto, in finale con Puerta. Lo svizzero continua a sbagliare troppo e Nadal conquista la finale nel giorno del suo 19mo compleanno. Per Roger è una sorta di dejà vu: in Australia ha perso la semifinale contro Safin, conclusa a notte inoltrata la mattina del 25mo compleanno del russo.

2006 Dubai, F: Nadal b. Federer 2-6 6-4 6-4
Dopo aver vinto a Doha e agli Australian Open, Federer è imbattuto nel 2006. Nadal è al secondo torneo dopo l’infortunio alla caviglia sofferto a Madrid nell’ottobre del 2005. È il primo match cui Nadal si presenta da numero 2 del mondo contro lo svizzero. E lo fa vincendo la sua decima finale consecutiva, interrompendo la serie di 56 successi di Federer sul duro, pur facendo sette punti in meno: 71 contro 78.

2006 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 6-2 6-7(2) 6-3 7-6(5) 
Lo svizzero, che non perde da Dubai, ha vinto Indian Wells e Miami, dove Nadal è uscito rispettivamente in semifinale e al secondo turno, ma sulla terra il maiorchino è il re incontrastato. Federer martella sul dritto dello spagnolo, che ringrazia, ottiene 15 punti in più, recupera uno svantaggio di 0-3 nel tiebreak del quarto set e vince il torneo.

2006 Roma, F: Nadal b. Federer 6-7(0) 7-6(5) 6-4 2-6 7-6(5) 
È la partita più lunga giocata tra i due. 5 ore e 5 minuti di battaglia avvincente, che fanno di questo match uno degli hot-spot della rivalità tra Roger e Rafa. Una storia che probabilmente avrebbe preso una piega diversa senza quei due dritti gettati via dallo svizzero, che spreca così due match point sul 6-5 nel quinto set. Roger cambia tattica in avvio, butta Nadal fuori dal campo e poi accorcia col rovescio tagliato o affonda col dritto. Il tiebreak del primo set è perfetto, e non solo per il 7-0. Ma Nadal risale nel secondo e nel terzo, Federer allunga al quinto e sembra farcela.

 

2006 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 1-6 6-1 6-4 7-6(4) 
Prima finale a Parigi tra Roger e Rafa. Lo svizzero cerca il “Roger Slam”, vuole diventare il primo dopo Laver (1969) e il terzo di sempre a vincere quattro Slam di fila. Pronti via: 6-1 Federer che si issa 40-0 nel primo game del secondo set, ma lo perde. Nadal pareggia il 6-1 e sorpassa. Vince 6-4 il terzo, va avanti di un break nel quarto. Federer gioca male ma può sperare nel tiebreak. Ma il jeu decisif non lo salva dalla prima sconfitta in carriera nella finale di uno Slam.. La sua serie di 14 finali vinte di fila è seconda nell’era Open solo alle 24 di Federer. Jean Claude Bouttier, campione dei pesi massimi francese, commenta: “Uno stilista ha incontrato un puncher. Federer è Sugar Ray Leonard, Nadal è Marvin Hagler”.

2006 Wimbledon, F: Federer b. Nadal 6-0 7-6(5) 6-7(2) 6-3 
Mentre l’Italia vince i Mondiali, Federer allontana l’incubo nel suo giardino preferito. Sbaglia tattica ancora, cercando lo scambio lungo senza variazioni. Sembra la ripetizione della strategia che il padre di Agassi cerca di insegnare al figlio, come Andre racconta in Open: quella che chiama “far venire le vesciche al cervello all’avversario”, cercare di batterlo al suo stesso gioco. Dopo il 6-0 iniziale, Federer va sotto di un break nel secondo, Nadal serve per il set sul 5-4 ma perde il servizio e di lì il set al tiebreak. Nadal porta il match al quarto, ma subisce due break chiave sul 2-1 e 4-1. Federer vince l’ottavo Slam della sua carriera e diventa il sesto tennista a trionfare quattro volte a Wimbledon.

2006 Masters Cup Shanghai, SF: Federer b. Nadal 6-4 7-5 
Il vincente di dritto incrociato stretto in avanzamento con cui sigilla il match vale a Federer un posto nella storia: è il primo dopo Lendl a giocare quattro finali di fila al Masters di fine stagione. Ancora una volta Roger spreca due match point nel secondo, ancora una volta come a Roma per suoi errori. Ma stavolta non paga: vincerà poi il Masters contro Blake chiudendo il 2006 con 92 vittorie e 5 sconfitte.

2007 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 6-4 6-4 
Federer vede la serie di 41 successi di fila interrompersi contro Canas, che lo batte al debutto a Indian Wells e si ripete al quarto turno a Miami. Sulla terra di Montecarlo ritrova in finale il maiorchino, che ha ceduto il servizio tre volte in tutto il torneo. Nel title-match strappa due volte il servizio allo svizzero, salva tutte le tre palle break concesse e allunga a 67 la serie di vittorie di fila sulla terra. Sul rosso non c’è storia.

2007 Amburgo, F: Federer b. Nadal 2-6 6-2 6-0 
Prima vittoria di Federer contro Nadal sulla terra, seppur su quella atipica e veloce di Amburgo. Si ferma a 81 la serie di vittorie di fila di Nadal sul rosso e a 16 quella di finali vinte consecutivamente sulla sua superficie preferita. Dopo un primo set in cui concede palle break nei primi tre turni di battuta e perde cinque giochi di fila, Federer ne lascia solo due a Nadal nei successivi due set perdendo complessivamente solo 13 punti al servizio.

2007 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 6-3 4-6 6-3 6-4 
Nadal diventa l’unico, insieme a Borg, capace di vincere tre Roland Garros di fila. Non bastano allo svizzero 10 palle break nei primi tre turni di servizio dello spagnolo per vincere il primo set. Federer è più aggressivo alla risposta, soprattutto dalla parte del rovescio, ma soffre troppo i topponi di Rafa sulla diagonale mancina. In più Rafa salva 16 palle break su 17.

2007 Wimbledon, F: Federer b. Nadal 7-6(7) 4-6 7-6(3) 2-6 6-2 
Lo svizzero, alla nona finale consecutiva in un major, nel quinto set si ritrova due volte 15-40 (sull’1-1 e sul 2-2), ma uno strepitoso vincente di dritto gli regala il break che lo porta avanti 4-2 e gli spalanca le porte del quinto titolo a Wimbledon, dopo 3 ore e 45 di grande tennis e grazie a 65 vincenti (molti col rovescio incrociato), compresi 24 ace.

2007 Masters Cup Shanghai, SF: Federer b. Nadal 6-4 6-1 
È la vittoria più netta di Federer contro il maiorchino. Lo svizzero, dal 4-4 15-30 nel primo set, infila un parziale di 20 punti a 1 (di cui 15 di fila). Nadal ne mette a segno tre nei primi cinque game del secondo set. Federer domina anche con il rovescio in top-spin e, quando può, gira intorno alla palla per tirare il dritto da sinistra. In più, serve con l’81% di prime. Il maiorchino, al contrario, non riesce a spingere da fondo e sbaglia troppo.

2008 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 7-5 7-5 
Nadal vince per il quarto anno di fila battendo Federer in tre finali consecutive. Non bastano allo svizzero due break nel primo set e un parziale di 4-0 in avvio di secondo set. A Montecarlo Nadal non perde dal 2003, quando fu eliminato da Coria al terzo turno. Dalla vittoria nel 2005 ha vinto sulla terra rossa 98 partite delle 99 giocate.

2008 Amburgo, F: Nadal b. Federer 7-5 6-7(3) 6-3 
Solo Gustavo Kuerten e Marcelo Rios erano riusciti, dal 1990, a vincere i tre Masters Series sul rosso (Monte-Carlo, Roma e Amburgo) nella stessa stagione. Federer parte meglio e allunga sul 5-1, ma Nadal dopo un medical time-out infila un parziale inarrestabile e vince il primo set. Anche nel secondo Roger inizia meglio (5-2), si fa brekkare nel nono game, ma riesce a conquistare il tiebreak. Nel terzo è Nadal a completare il break decisivo nel quarto gioco. È lui che entra nella storia dopo 2 ore e 53 minuti.

2008 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 6-1 6-3 6-0 
Si dice che il vincitore di Amburgo stecchi al Roland Garros. Nadal smentisce tutto e tutti. È una mattanza. Quando Federer regala il break nel primo game con il primo dei suoi 49 errori gratuiti si capisce che sarà solo un comprimario nello spettacolo. Federer subisce il primo 6-0 dal giugno 1999 (da Byron Black al Queen’s).

2008 Wimbledon, F: Nadal b. Federer 6-4 6-4 6-7(5) 6-7(8) 9-7 
È la finale più lunga di Wimbledon, sia per durata (4 ore e 48 minuti contro le 4 ore e 16 minuti di Connors-McEnroe 1982) che in termini di game (62 game contro i 58 di Drobny-Rosewall del 1954). Come a Parigi nel 2007, Federer spreca troppe palle break (11 su 13, allora 16 su 17). Anche stavolta lascia per strada il secondo set dopo essere stato avanti 4-1. Rimane, almeno dal terzo set, una delle partite più belle di sempre, certamente la più emozionante finale dei Championships, cui sta anche stretto il paragone con Borg-McEnroe del 1980. Nadal canta sotto la pioggia, bacia la pioggia che rallenta la finale due volte e regala una conclusione notturna che eleva il trionfo nella dimensione dell’epica e della leggenda. Nadal, secondo spagnolo a vincere a Londra dopo Manolo Santana, rompe la tradizione del più tradizionale dei tornei dei gesti bianchi, arrampicandosi, bianco nel cielo scuro, sul Royal Box. Ma in fondo, questo è THE match: what did you expect?

2009 Australian Open, F: Nadal b. Federer 7-5 3-6 7-6(3) 3-6 6-2 
Sono lacrime di dolore, quelle uscite dal cuore di Federer, incapace di proferire parole quando lo chiamano sul palco. Nadal è reduce dalla magnifica semifinale contro Verdasco, durata 5 ore e 14 (il match più lungo di sempre agli Australian Open) e diventa il primo dopo Goran Ivanisevic a Wimbledon 2001 a vincere un Major con successi al quinto in semifinale e finale. E’ il secondo più giovane di sempre a celebrare sei Slam dopo Borg e il primo mancino dopo 11 anni (Petr Korda, 1998) a trionfare in Australia. Federer paga il rendimento altalenante del servizio (ha servito col 52% e nel secondo set non ha messo la prima undici volte di fila), Nadal gioca un tiebreak praticamente perfetto nel terzo e smentisce chi credeva che la partita fosse cambiata dopo le cinque palle break sfumate sul 3-2 nel quarto. Nadal ha vinto perché è un lottatore, mentre Federer quando avrebbe dovuto scegliere tra pazienza e azzardo ha optato per una via di mezzo e, alla fine, ha mollato.

2009 Madrid, F: Federer b. Nadal 6-4 6-4
Dopo cinque sconfitte di fila, Federer torna a battere Nadal, certamente provato dalle 4 ore e 3 minuti di battaglia nella semifinale contro Djokovic (la più lunga partita mai disputata al meglio dei tre set). E lo fa nel giorno della sua 80esima finale che gli regala la vittoria numero 58 della carriera, la prima dell’anno. Nel primo set lo svizzero salva due palle break e strappa il servizio alla prima occasione nel nono game prima di chiudere il set tenendo a zero. La stanchezza condiziona Rafa, che tenta un drop ma regala una palla break decisiva nel quinto game del secondo set, poi spara un dritto a rete. Ha un filo di speranza, sul 4-5, quando riesce a procurarsi due palle break (15-40), che sfumano per due errori gratuiti di rovescio. Da lì alla prima sconfitta sulla terra dal 2008 (a Roma contro Juan Carlos Ferrero per le famose vesciche ai piedi) il passo è breve.

2010 Madrid, F: Nadal b. Federer 6-4 7-6(5)
A dodici mesi dall’ultima sfida, un Nadal esplosivo si prende la rivincita. Primo set abbastanza mediocre, con molti errori e pochi vincenti (12-14 il saldo di Rafa nel parziale, 14-17 quello di Federer): lo svizzero sbaglia un paio di dritti di troppo sul 4-5 e conferma di essere titubante sulle palle break. A metà secondo set, con Rafa avanti 4-2, Roger tenta i primi drop, viene a prendersi i punti a rete, arriva a due punti dal set e sale 4-2 nel tiebreak prima di subire quattro punti di fila di Nadal, che centra la riga del servizio e dopo 2 ore e 10 vince il 18mo Masters 1000, uno in più di Agassi.

2010 World Tour Finals Londra, F: Federer b. Nadal 6-3 3-6 6-1
Il Federer in “versione Annacone” per la prima volta da anni non patisce sulla diagonale sinistra, anzi è lui a dettare i tempi anche con gli attacchi rovescio contro diritto, come quello che gli vale il break decisivo nel primo set. È un Federer che non aspetta, che aggredisce già dalla risposta, soprattutto sulla seconda dello spagnolo, che ricava il 92% dei punti quando mette in campo la prima. Così eguaglia Lendl e Sampras nel numero di vittorie al Masters (5), unico grande torneo che ancora manca a Nadal.

2011 Miami, SF: Nadal b. Federer 6-3 6-2
Sfida numero 23, prima negli Usa dopo la finale di Miami del 2005. Per Federer è un’autentica lezione. Non si può pensare di vincere sul duro all’aperto senza servizio e senza risposta. Disarmato, Federer è in balia del maiorchino, prende rischi enormi con il dritto, ma è sempre sotto pressione fin dai primi scambi del game. Una lezione breve, appena un’ora e 18, e per questo tanto più dura.

2011 Madrid, SF: Nadal b. Federer 5-7 6-1 6-3
C’è equilibrio solo nel primo set, con Federer che recupera un break di svantaggio e si esalta con cinque punti di fila sul 5 pari 0-40 prima di aggiudicarsi il parziale. Ma da lì Nadal domina, a parte un sussulto d’orgoglio dello svizzero all’inizio del terzo set. Per Nadal la vittoria vale la 28ma finale in un Masters 1000.

2011 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 7-5 7-6 5-7 6-1
Non bastano 64 vincenti a 43 a Roger Federer. Lo svizzero non ripete la prestazione stellare della semifinale con Djokovic, incappa in 56 errori gratuiti (contro 24) e raccoglie appena il 38% di punti con la seconda. Federer illude se stesso e la platea parigina fino al 5-2, fino al set point che si gioca con un dropshot carico di sidespin che finisce largo di poco. Lo svizzero cala al servizio, accorcia dal lato del rovescio e perde sette giochi di fila, fino al 2-0 Nadal nel secondo. Sull’1-3 lo svizzero, sotto 15-40, trova due ace provvidenziali per evitare il doppio break e riesce ad impattare sul 4-4. Nadal controbrekka, ha un set point che se ne va insieme a un dritto deviato dal nastro. Dopo una breve interruzione per pioggia, Nadal spreca un secondoo set point e si va al tiebreak: il dritto però tradisce Federer e Nadal chiude 7-3. Il break a zero con cui Nadal allunga 4-2 nel terzo sembra chiudere la partita, ma Federer torna a giocare come all’inizio, ritrova servizio e variazioni, breakka due volte e porta il match al quarto. Lo svizzero va subito 0-40 sul servizio di Rafa nel primo game, ma non trova il break. Nel gioco successivo va lui sotto 0-40, l’esito però è diverso. E Rafa si avvia deciso verso il decimo Slam della carriera.

2011 World Tour Finals Londra, RR: Federer b. Nadal 6-3 6-0
Una lezione da Maestro, una sera da Re. Federer si regala la nona vittoria su Nadal lasciando al maiorchino appena tre game. Tre e nove, numeri della perfezione tecnica e stilistica, peraltro avvantaggiata dalla superficie e dalle imperfette condizioni di Rafa. Il sesto titolo al Masters, vinto di lì a poco, è l’unico completamento possibile.

2012 Australian Open, SF: Nadal b. Federer 6-7 6-2 7-6 6-4
È stato un match delicato, consumatosi davanti ad una leggenda del tennis del calibro di Rod Laver. Più lo scambio si allunga più si fa difficile per Federer vincerlo. Lo svizzero deve trovare il modo di variare il gioco di più, alternando variazioni di taglio ed attacchi. Roger dovrebbe fare più serve&volley. A fine partita aveva 10 punti su 15 quando ha applicato questa tattica. Come è chiaro, la partita la decide Federer, perché è lui ad essere più propositivo, ad avere più possibilità di variare il proprio gioco e spesso è sui suoi vincenti o sui suoi errori che si decide il risultato. In particolare, oggi l’andamento altalenante della prima palla e alcuni gratuiti di rovescio gli sono probabilmente costati la partita.

2012 Indian Wells, SF: Federer b. Nadal 6-3 6-4
Con il vento, la pioggia, l’oscurità Nadal aveva trionfato nel Giardino del Re, a Wimbledon nel 2008, e domato Monfils agli Us Open 2009. Condizioni che però oggi lo tradiscono. Federer ha moltiplicato i vincenti, ha spinto di rovescio come se stesse giocando sotto il tetto della O2 Arena, come nella finale del Masters che ha segnato il primo successo con Annacone come coach. Non ha avuto “Federer moments“, ma nemmeno parentesi di assenza. Ha applicato il piano, ha fatto tutto giusto, tutto quello che sempre gli si chiede di fare per battere Rafa e che non sempre riesce a trasferire dalle speranze dei tifosi alla realtà del match. Lo svizzero ha chiuso 63 64 con 29 vincenti e 25 errori e ottenuto la 38ma vittoria nelle ultime 40 partite.

2013 Indian Wells, QF: Nadal b. Federer 6-4 6-2
A 12 mesi di distanza, i due fenomeni si riaffrontano sullo stesso campo. Nadal è reduce dalle vittorie a San Paolo e Acapulco dopo i sette mesi di stop forzato, mentre lo svizzero qualche giorno prima ha accusato un fastidio alla schiena. Ancora non lo sa, ma quello sarà l’inizio della via crucis, almeno per quanto riguarda il 2013. Roger tiene un buon livello di gioco per circa mezz’ora, ma è troppo poco per contrastare l’avversario.

2013 Roma, F: Nadal b. Federer 6-1 6-3
Dopo sette anni, i due mostri sacri del tennis del terzo millennio si scontrano nella Città Eterna. C’è grande attesa, ma fin dai primi minuti è chiaro a tutti come Roger non sia al 100% fisicamente. I problemi alla schiena di cui sopra, infatti, continuano a tormentarlo. Nadal, dal canto suo, è in forma smagliante – pazzesco il passante di rovescio che vale il doppio break nel secondo parziale – e vince la partita cedendo solamente quattro giochi.

2013 Cincinnati, QF: Nadal b. Federer 5-7 6-4 6-3
Rafa Nadal riesce a sconfiggere l’eterno rivale anche in uno dei suoi campi preferiti e lo fa al termine di una sfida che, secondo alcuni, è la più bella giocata tra loro fra quelle disputate al meglio dei tre set. Federer parte alla grande, servendo molto bene e comandando gli scambi nei suoi turni di battuta. Nel primo set il campione di Basilea trova il break sul 5 pari, chiudendo poi il set con un meraviglioso rovescio in diagonale in controbalzo. Roger continua a giocare a un livello altissimo, ma lo spagnolo sale d’intensità e, dal 4 pari nel secondo, piazza un parziale mortifero che gli consente di andare al terzo, dove centra subito il break per scappare sul 3-0. Non si guarderà più indietro, ponendo così le premesse per la sua prima – e finora unica – vittoria in Ohio.

2013 World Tour Finals Londra, SF: Nadal b. Federer 7-5 6-3
A meno di 24 ore dalla splendida battaglia vinta contro del Potro, Federer scende in campo contro Nadal, consapevole di non aver mai perso su questo campo contro il maiorchino. La benzina rimasta nel sebatoio svizzero è poca e per questo Roger parte forte, conquistandosi diverse opportunità del 4-2, senza però avere il coraggio necessario per concretizzarle. Dopo aver recuperato un break di svantaggio nel decimo game – stupendo il dritto inside-in che lo porta sul 15-40 in quel game – l’elvetico cala progressivamente d’intensità e, nonostante non sia un Nadal in versione deluxe, è sufficiente per vincere per la prima volta contro Federer su un campo indoor.

2014 Australian Open, SF: Nadal b. Federer 7-6 6-3 6-3
Federer si presenta alle semifinali del primo Slam del 2014 rinvigorito dalla nuova partership con Stefan Edberg, che lo ha convinto a giocare in maniera più aggressiva e a cercare la via della rete con più frequenza. Dopo un set d’apertura equilibrato in cui la nuova tattica riesce a tenerlo a galla, FedExpress si scioglie nel tiebreak, mentre Nadal gioca una partita stellare. Come dichiarerà dopo, Roger combatte anche contro se stesso e a giocare con ansia, subendo passanti a ripetizione che minano le sue certezze. Nel secondo set lo spagnolo vince uno scambio pazzesco sul 5-3 15-30 grazie ad un dritto lungolinea vincente sensazionale. Da lì non ci sarà più storia.

2015 Basilea, F: Federer b. Nadal 6-3 5-7 6-3
Stavolta si gioca in casa di Re Roger, che parte alla grande, sciorinando un tennis spaziale per un’ora abbondante di gioco. Nadal non è quello dei tempi migliori, ma sta cercando di riprendersi. Da veterano qual è, Rafa attende il calo del rivale, che arriva puntualmente sul 5 pari nella seconda frazione di gioco, con un gratuito di dritto che fa disperare Federer e tutto il pubblico. Nel set decisivo la sensazione è che il vantaggio psicologico dello spagnolo possa far la differenza, ma le sue difficoltà dell’ultimo anno riemergono proprio nel momento decisivo – molto grave per lui il passante sbagliato nella direzione sul 5-3 40 pari. Federer ne approfitta e torna alla vittoria contro il suo più grande rivale dopo oltre tre anni e mezzo.

2017 Australian Open, F: Federer b. Nadal 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3
Non c’era mai stato un anno di pausa dal “Fedal”, fino al 2016. E non c’era mai stato neppure un anno senza trofei vinti per Federer, dal 2001 sempre fino al 2016. I dominatori del circuito sembrano essere diventati altri, i giovani già sgomitano per prendere i posti migliori. E invece al sole di Melbourne Roger e Rafa ritrovano nuova vita, la più quotata concorrenza inciampa e la finale è di quelle in cui speri, ma che non ti aspetteresti mai. La finale è loro. Nadal viene da un trapianto di capelli e dalla semifinale-massacro contro Dimitrov, Federer da quella non meno intensa contro Wawrinka e dalla nuova cura Ljubicic, che sembra averlo reso più aggressivo che mai. La distanza del tre su cinque spinge per il maiorchino, la rapidità del campo (eccessiva, per qualcuno degli eliminati) per il basilese. Finisce in un modo che non si può sintetizzare in due righe, con Federer che rimonta il break di svantaggio al quinto set e sul match point sconfigge anche il suo secondo acerrimo rivale, l’Occhio di Falco. “Se nel tennis esistesse il pareggio, oggi lo avrei accettato” dice nel discorso di premiazione. Sembrano i titoli di coda più sfarzosi possibili.

2017 Indian Wells, R16: Federer b. Nadal 6-2 6-3
E invece, poco più di un mese dopo, l’urna californiana li getta nello stesso ottavo di tabellone. Ne viene fuori un massacro: Federer spinge già dalla risposta con un rovescio topspin eccellente, Nadal non riesce a stargli dietro e raccoglie appena 5 game. Per la prima volta lo svizzero vince tre confronti consecutivi e i rapporti di forza tra i due, specialmente quella psicologica, sembrano essersi capovolti di colpo. Federer avanzerà poi spedito fino alla vittoria in finale, aumentando ulteriormente il suo distacco nella race verso le ATP Finals.

2017 Miami, F: Federer b. Nadal 6-3 6-4
Meno di due settimane dopo, si ritorna dove avevamo iniziato tredici stagioni prima, a Miami. In finale dopo un torneo in cui supera due partite durissime, contro Berdych ai quarti e contro Kyrgios in semifinale, entrambe finite 7-6 al terzo set, con tanto di match point annullato al ceco, Roger trova all’atto conclusivo un Nadal che ha smarrito solo un set nel corso del torneo. Ma la storia del “Fedal 2017” non cambia, anzi, nell’ora e mezza necessaria a vincere due set a zero, in condizioni difficili a causa del caldo umido, Federer appare ancora più dominante che in California. Il primo set è equilibratissimo ed entrambi hanno l’occasione di prendere un break di vantaggio. Sarà Federer a guadagnarselo con un game spettacolare sul 4-3 condito da quattro dritti vincenti. Da lì in poi lo svizzero diventa ingiocabile al servizio tenendo anche 3 turni a zero consecutivamente. Sul 4-4 arriva il break che sancisce la fine del match. Federer conquista così il 91° titolo in carriera e il terzo “Sunshine Double” a 11 anni di distanza dall’ultima volta. 

2017, Shanghai, F: Federer b. Nadal 6-4 6-3
Anche l’ultimo precedente nel Masters 1000 cinese vede Federer dominare. Lo svizzero non concede nulla al servizio e chiude con un clamoroso 28-11 nel rapporto vincenti/errori gratuiti. Si tratta della quarta vittoria di Roger contro Nadal nel 2017. Nel 2018 non ci saranno sfide tra i due fenomeni con Federer che ha saltato la stagione sul rosso mentre Nadal raramente ha giocato sul cemento costretto ai box da infortuni vari. La semifinale del Roland Garros 2019 li rimetterà di fronte dopo 6 anni sulla terra e 8 anni dopo l’ultima sfida a Parigi, la finale del 2011.

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ATP

Ecco le prime 18 squadre dell’ATP Cup: presenti i big 3 e l’Italia

Ci sono la Spagna di Nadal, la Serbia di Djokovic e la Svizzera di Federer. Italia con Fognini e Berrettini, manca Wawrinka

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Fabio Fognini - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il 2020 tennistico si aprirà con una grande e attesa novità: l’ATP Cup (3-12 gennaio). Questa competizione per nazioni sostituisce di fatto i classici tornei di inizio anno con una “Davis” tutta targata ATP (con l’eccezione del 250 di Doha che si svolgerà regolarmente nella prima settimana dell’anno). La prima delle due deadline (13 settembre e 13 novembre) stabilite per la selezione delle 24 squadre partecipanti è stata raggiunta e sono dunque stati resi noti i primi 18 paesi qualificati in base al ranking, cui si aggiunge l’Australia in qualità di paese ospitante.

  1. Serbia: Novak Djokovic – Dusan Lajovic
  2. Spagna: Rafael Nadal – Bautista Agut
  3. Svizzera: Roger Federer – Henri Laaksonen
  4. Russia: Daniil Medvedev – Karen Khachanov
  5. Austria: Dominic Thiem – Dennis Novak
  6. Germania: Alexander Zverev – Jan-Lennard Struff
  7. Grecia: Stefanos Tsitsipas – Michail Pervolarakis
  8. Giappone: Kei Nishikori – Yoshihito Nishioka
  9. Italia: Fabio Fognini – Matteo Berrettini
  10. Francia: Gael Monfils – Benoit Paire
  11. Belgio: David Goffin – Steve Darcis
  12. Croazia: Borna Coric – Marin Cilic
  13. Argentina: Diego Schwartzman – Guido Pella
  14. Georgia: Nikoloz Basilashvili – Aleksandre Metreveli
  15. Sudafrica: Kevin Anderson – Lloyd Harris
  16. Stati Uniti: John Isner – Taylor Fritz
  17. Canada: Felix Auger-Aliassime – Milos Raonic
  18. Gran Bretagna: Andy Murray – Kyle Edmund
  19. Australia (Wild card): Nick Kyrgios – Alex de Minaur

Si tratta delle 18 nazioni che vantano il miglior giocatore con la classifica più alta. La Gran Bretagna è presente grazie al ranking protetto di numero due del mondo di Andy Murray. Gli unici due giocatori che non hanno rispettato il commitment sono i numeri due di Svizzera e Belgio, ovvero Stan Wawrinka e Kimmer Coppejans, sostituito rispettivamente da Henri Laaksonen e Steve Darcis.

Cogliamo l’occasione per un piccolo ripasso sul funzionamento di questo nuovo evento.

 

SEDI E FORMAT L’ATP Cup si svolgerà dal 3 al 12 gennaio e sarà ospitata da tre diverse città australiane (Sydney, Brisbane e Perth). Le ventiquattro nazioni qualificate verranno divise in sei gironi da quattro squadre ciascuno. I gruppi verranno poi ripartiti a due a due nelle tre città ospitanti per il completamento della prima fase. Le vincitrici dei vari gironi e le due migliori seconde andranno poi a disputare la fase finale a eliminazione diretta (quarti, semifinali e finale) che si terrà a Sydney. Ciascun tie prevede due incontri di singolare al meglio dei tre set e un doppio, giocato secondo le regole standard dell’ATP (niente vantaggi e super tiebreak al posto del terzo set). Sarà ammesso il coaching in campo durante i cambi di campo e alla fine del set.

MONTEPREMI E PUNTI ATP – La competizione ha un prize money totale di 15 milioni di dollari americani e offre inoltre punti validi per il ranking. Un singolarista imbattuto può guadagnare fino a 750 punti, mentre un doppista può arrivare a 250.

COME CI SI QUALIFICA – Per essere eleggibile per la competizione una nazione deve avere almeno tre giocatori nelle classifiche ATP, inclusi due singolaristi e un terzo con ranking o da doppista o da singolarista. Ogni nazione può scegliere fino a cinque giocatori. Se una squadra ha cinque giocatori, almeno tre devono avere ranking da singolarista; se ne ha meno di cinque, i singolaristi devono essere almeno due. Per stilare la lista delle squadre partecipanti, l’ATP prende in considerazione la classifica del miglior giocatore di ogni paese.

La presenza o meno di ogni nazione è subordinata alla volontà dei singoli giocatori di iscriversi all’evento entro le due scadenze prefissate: il 13 settembre appunto (per le prime 18 squadre) e il 13 novembre (per le restanti 6). La wild card elargita all’Australia in qualità di paese ospitante, però, riduce a cinque il numero di posti da assegnare alla seconda deadline. Il 13 di settembre, i due giocatori meglio piazzati di ogni nazione saranno ritenuti eleggibili per la competizione, mentre gli altri membri della squadra verranno stabiliti il 13 novembre in base al ranking di lunedì 11 novembre.

IL SORTEGGIO Il sorteggio del tabellone avrà luogo lunedì 16 settembre alle 10 locali (le 02 di notte in Italia, mentre alle 09 si conoscerà il programma degli incontri) nella splendida cornice dell’Opera House di Sydney e coinvolgerà ovviamente solo le prime 18 squadre qualificate ( l’Australia). Le prime sei nazioni saranno divise sei gironi. Le squadre dal settimo al dodicesimo posto saranno invece assegnate per estrazione ad uno dei gironi, seguite dai paesi classificati tra il tredicesimo e il diciottesimo posto. L’Australia, che ha ricevuto una wild card, verrà collocata casualmente in uno dei sei gruppi.

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WTA

Pliskova vs Martic per il titolo di Zhengzhou. Finale tutta giapponese a Hiroshima

Mladenovic paga le fatiche del quarto con Svitolina, la croata proverà a frenare la corsa di Karolina. Il Giappone festeggia Doi e Hibino. Rybakina a caccia del secondo titolo a Nanchang

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Karolina Pliskova - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

KARO PICCHIA FORTE Karolina Pliskova proverà a iniziare lo swing asiatico 2019 come dodici mesi fa, ovvero con un trofeo. La numero due del mondo ha dominato la prima semifinale del WTA Premier di Zhengzhou contro Ajla Tomljanovic, sconfitta in 68 minuti. Dodici mesi fa Karolina vinse il titolo a Tokyo battendo Naomi Osaka in finale, ora giocherà la quarta finale del 2019 con l’obiettivo di alzare il terzo trofeo stagionale dopo i successi a Roma ed Eastbourne.

Sfiderà la croata Petra Martic (t.d.s. 7), che ha prevalso nettamente su Kristina Mladenovic nella seconda semifinale. La prestazione della francese non è stata all’altezza delle aspettative. Molto scarica sulle gambe e poco lucida in tanti frangenti del match, come sul 3-4 del secondo set, quando ha perso due punti praticamente già fatti regalando il break decisivo a Martic. Le fatiche del quarto di finale finito a tarda notte contro Elina Svitolina si sono fatte sentire, il servizio – in grande spolvero – della croata ha fatto il resto.

BIG IN JAPAN Per la prima volta dal 1997 un torneo WTA avrà una finale tutta giapponese. Al tempo furono Yuka Yoshida e Naoko Sawamatsu a contendersi un trofeo a Jakarta e la spuntò Sawamatsu per 6-3 6-2. Stavolta a scrivere una pagina di storia saranno Misaki Doi e Nao Hibino, finaliste del WTA di Hiroshima davanti al loro pubblico. Nessuna delle due è inserita tra le teste di serie e tanto meno partiva come probabile finalista alla vigilia del torneo.

 

Nel giorno delle semifinali Hibino ha battuto Buzarnescu in tre set, lasciando per strada solo tre giochi dopo il 4-6 iniziale. Nei quarti di finale Hibino aveva messo a segno un altro grande risultato eliminando la numero uno del seeding Hsieh. Giocherà la quinta finale WTA della carriera, quattro anni dopo la prima (e unica vinta) a Tashkent su Donna Vekic. Misaki Doi ha dovuto invece superare Veronika Kudermetova (tds 2), sconfitta 6-4 6-3 in un’ora e 22 minuti. Tenterà di vincere il suo terzo titolo WTA nella quarta finale, dopo i successi a San Antonio 2016 e a Lussemburgo 2015. I precedenti tra le due giapponesi sono in perfetta parità, due vittorie per parte.

RYBAKINA SUGLI SCUDI – A Nanchang, Elena Rybakina giocherà la seconda finale della carriera a poco più di due mesi dalla prima, vinta a Bucarest contro Patricia Maria Tig. La ventenne kazaka sta piano piano iniziando a farsi largo nel circuito e anche nella semifinale contro Shuai Peng ha dato prova di grande qualità. Dopo aver dominato il primo set (6-1), ha perso il servizio in avvio di secondo e non è stata in grado di ricucire lo strappo. Nel terzo parziale però ha ripreso in mano il gioco e dal 2-2 ha infilato quattro giochi consecutivi che le hanno permesso di vincere l’incontro. Con questo risultato Rybakina guadagna venti posizioni e si piazza temporaneamente al 49esimo posto (best ranking), in attesa ovviamente di conoscere il risultato della finale.

Per il titolo dovrà vedersela con Rebecca Peterson (nessun precedente). La svedese ha dominato la sua semifinale contro Nina Stojanovic (6-3 6-1) e si è guadagnata l’accesso alla prima finale in carriera.

Semifinali Zhengzhou:

[1] Ka. Pliskova b. A. Tomljanovic 6-3 6-2
[7] P. Martic b. K. Mladenovic 6-0 6-3

Semifinali Hiroshima:

N. Hibino b. M. Buzarnescu 4-6 6-0 6-3
M. Doi b. [2] V. Kudermetova 6-4 6-3

Semifinali Nanchang:

E. Rybakina b. S. Peng 6-1 3-6 6-2
R. Peterson b. N. Stojanovic 6-3 6-1

I tabelloni aggiornati

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Focus

Il Tennis conquista la Luna

OPINIONE – Perché le finali di Wimbledon e US Open sono state due partite eccellenti. E perché solo il tennis tre su cinque può competere con… lo sbarco sulla Luna

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Daniil Medvedev e Rafa Nadal - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

È finita! Termina la stagione degli appuntamenti del Grande Slam, il tennis che conta. Il solito copione è stato pienamente rispettato. I protagonisti sono stati ancora una volta Novak Djokovic “Murovic”, Rafael Nadal “Matador” e Roger Federer “Il Principe delle Arti”. Straordinari campioni capaci di illuminare le finali di Wimbledon e degli US Open, le partite per eccellenza di questo 2019. Incontri leggendari in grado di regalare al mondo dello sport pagine memorabili di letteratura tennistica.

A Londra ha prevalso Nole su Roger, a New York ha vinto Rafa contro Legno Storto” Daniil Medvedev, il nuovo incomodo e quarto tennista mondiale. Il russo Medvedev, ventitre anni compiuti e quasi due metri d’altezza, rappresenta finalmente l’arrivo del tennis NextGen.

Dunque, abbiamo potuto ammirare due confronti interminabili, partite per certi versi simili a causa dell’equilibrio e, nel contempo, profondamente diverse per lo sviluppo di alcune dinamiche. Pertanto, prima di sviluppare riflessioni nel merito, penso sia necessario prendere atto dei principali dati, quelle radiografie capaci di fotografare le prestazioni in modo oggettivo. Un passo indispensabile per evitare apologie di parte e tutto l’inutile strascico legato al tifo, tipica manifestazione di sfogo emotivo che disintegra ogni tentativo di crescita cognitiva e culturale. Infatti, comprendere l’arte e la scienza del gioco è ciò che più conta, perché lo sport del tennis e i suoi secolari eventi restano, mentre i suoi favolosi campioni passano.

Principali statistiche delle due finali Slam 2019 maschili: Wimbledon e US Open

Osservando questi dati, è mia intenzione arrivare a una sintesi in modo da evitare inutili “lenzuolate”. Così, alcuni elementi possono essere valutati come equivalenti. In questo caso: la durata degli incontri, la percentuale delle prime palle di servizio, il differenziale positivo (vincenti ed errori non forzati) prodotto da tutti i contendenti. Un fattore in grado di determinare inequivocabilmente l’elevata qualità delle prestazioni. Ulteriormente, proprio quest’ultimo aspetto, sommando le “performance” di tutti i contendenti, evidenzia il numero “34” come dato comune. Un numero che pare una sorta di prefisso telefonico capace di comunicare il tennis del paradiso a noi ordinari mortali. Almeno così mi piace pensare.

 

Esaminando invece le differenze tra queste due partite e i quattro artisti, si riscontrano interessanti curiosità. La partita di Wimbledon, giocata sulla superficie più rapida, mostra un tennista che ha prodotto il più alto numero di “winners”. Contestualmente, il suo avversario, realizza incredibilmente la quota più bassa di giocate vincenti. Eppure, è la partita di New York quella in grado di registrare le maggiori variazioni sulle possibili evoluzioni del gioco. Sul cemento della Grande Mela gli scambi sono stati mediamente più vari, entrambi i contendenti hanno illustrato un tennis completo a tutto campo. Infatti, i due tennisti hanno dato vita a scambi interminabili e nel contempo a giocate immediate d’attacco, tra cui diverse soluzioni servizio e volée.

Scendendo nel dettaglio, riscontriamo come la media dei metri percorsi per ciascun punto giocato risulta più elevata di quasi un terzo rispetto alla partita di Londra. Una differenza sensibile che rivela un’intensità di gioco incomparabile. Nel frattempo, si evidenzia una percentuale di punti esibiti sulla rete capace di superare il quaranta per cento del totale dei quindici giocati. Rilevazione indiscutibile circa i continui ribaltamenti copernicani di strategie di gioco che hanno distinto l’evento newyorkese. 

Eppure, volando sulle nubi dell’Olimpo della racchetta, si riconoscono altre interessanti componenti. In via principale, senza entrare troppo nei dettagli, osserviamo come nella finale di Wimbledon uno dei due contendenti possieda tutti i numeri clamorosamente a proprio favore, anche se poi ha finito per perdere la disputa. Autentica anomalia, per una partita con un differimento così lungo sviluppata sul filo di lana, guardando al punteggio. Viceversa, nell’incontro degli US Open, si registra un sostanziale equilibrio tra le prestazioni, numeri in perfetta armonia con il decorso dell’incontro.

Novak Djokovic e Roger Federer – Wimbledon 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

In conclusione, è possibile affermare come in queste due partite sia stata illustrata la rara, quanto ricercata fenomenologia del “Super Tennis”. Congiunzione astrale dell’universo tennistico in grado di manifestarsi solo in particolari circostanze. Per ottenere questa meraviglia è necessario, senza alcun dubbio, avere sul campo formidabili campioni che si affrontano al meglio dei cinque set. Inoltre, senza la pensata del tie-break nel quinto parziale della finale di Wimbledon, voluta dai soliti signori dei soldi, il sipario non sarebbe calato interrompendo la magnifica commedia shakespeariana. Così, un’altra possibile ora di gioco avrebbe potuto incrementare i denari nelle casse del marketing.

Del resto, eventi capaci di catalizzare l’attenzione del pubblico mondiale globalizzato, per quasi cinque ore filate, lo si deve solo e unicamente a certe partite di tennis negli Slam. In alternativa, per trovare un fenomeno equivalente, bisognerebbe forse tornare ai giorni del luglio 1969, quando l’Apollo 11 atterrava sulla luna.

Nato a Milano nel 1963, Luca Bottazzi è un ex giocatore professionista di tennis, attuale docente universitario, studioso, insegnante, autore di libri, opinionista e commentatore televisivo   

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