Palermo Ladies Open 2019: tabellone di qualità, la stella è Kiki Bertens

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Palermo Ladies Open 2019: tabellone di qualità, la stella è Kiki Bertens

Il ritorno del torneo siciliano è di alta qualità: cut-off al numero 95 del ranking WTA. La prima wild card va a Sara Errani

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WTA Palermo 2019, la presentazione ufficiale (foto Angelo Macaluso)

Un tabellone di qualità con una Entry list guidata dalla numero 4 al mondo, l’olandese Kiki Bertens seguita dalla tedesca Julia Goerges (19), e cut off con la numero 95 della classifica mondiale (la  francese, Fiona Ferro). E’ un Main Draw di prestigio che viene fuori dopo il termine delle iscrizioni. I 30^ Palermo Ladies Open, in programma al Country Time Club, dal 20 al 28 luglio prossimi, vedranno scendere in campo tenniste che complessivamente hanno vinto 63 titoli WTA in singolare. “Da un anno siamo al lavoro per farci ritrovare pronti ad ospitare un Torneo della WTA – ha detto il presidente del Country, Giorgio Cammarata – abbiamo rinnovato l’intero circolo con il fiore all’occhiello che sarà il campo centrale dotato di 2.200 posti a sedere. Siamo soddisfatti della risposta del pubblico al quale siamo convinti di potere offrire uno spettacolo di grande qualità”.

La stella è, naturalmente, Kiki Bertens, vincitrice quest’anno a San Pietroburgo e nel Premier Mandatory di Madrid, oltre che semifinalista a Roma. Al Roland Garros è stata costretta ad arrendersi al primo turno per un problema fisico. In carriera, oltre ad aggiudicasi 9 titoli WTA in singolare e 10 in doppio, insieme a 18 titoli ITF, vanta una semifinale all’Open di Francia del 2016,  una semifinale alle WTA Finals del 2018 ed un quarto di finale lo scorso anno a Wimbledon. E sul rinnovato centrale del Country (in grado di ospitare 2.200 spettatori) potrebbe andare in scena la rivincita proprio dei quarti di Wimbledon che 12 mesi fa videro trionfare Julia Goerges proprio ai danni della Bertens. La trentenne tennista tedesca, numero 19 dell’ultima classifica mondiale, ma con un best ranking da numero 9 al mondo, ha conquistato in carriera 7 titoli WTA in singolare e 5 in doppio.

Alle spalle delle due Top Twenty del ranking la concorrenza è agguerrita con un gruppo di giovanissime che promettono di dare battaglia. La ventunenne slovacca, Viktoria Kuzmova (44) andrà a caccia del suo primo titolo WTA in singolare, ma si candidano al ruolo di outsider anche la coetanea slovena, Tamara Zidansek, trionfatrice 5 giorni fa (per la seconda volta consecutiva) al Croatia Bol Open e la svizzera Jil Teichmann (97), ex numero 3 al mondo junior, vincitrice a maggio del Torneo di Praga partendo dalle qualificazioni.

 

In tabellone anche una ex top ten come la svizzera Timea Bacsinszky (ex numero 9 al mondo) due volte semifinalista al Roland Garros (2015 e 2017) ed un’altra  – la francese Alize Cornet – che in passato è arrivata alle soglie dell’ingresso tra le big del tennis mondiale (è stata n. 11). Fari puntati anche sulla cinese Shuai Zhang (n. 50 con un best ranking da 23 al mondo, che vanta quattro titoli WTA in singolare e quest’anno trionfatrice in doppio (in coppia con l’australiana Samantha Stosur) agli Australian Open

“E’ un tabellone di qualità e sicuramente tra i migliori International WTA 250 – ha sottolineato il direttore del Torneo, Oliviero Palma – siamo felici delle presenze di Bertens e Goerges, ma anche delle tante giocatrici di ottimo livello, così come di giovani di valore che potrebbero trovare a Palermo l’occasione per scalare ulteriormente posizioni in classifica. Wild card? La prima è stata assegnata a Sara Errani, vincitrice di due edizioni del torneo e finalista contro la Vinci nel 2013”.

Una delle 4 WC delle qualificazioni verrà, invece, assegnata dal Comitato regionale della FIT, guidato da Gabriele Palpacelli, alla vincitrice di un torneo ad inviti (8 giocatrici siciliane) che si disputerà nella prima settimana di luglio. “In piena sinergia con il comitato organizzatore è stato deciso di concedere una grande opportunità ad una tennista siciliana – ha spiegato Palpacelli – Bilardo, Tedesco,  Viglianisi, Ferrara, Pedone, Abbagnato, Cambria e Spiteri si contenderanno l’accesso al tabellone di qualificazione”

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Challenger

Mondo Challenger: Sinner, che peccato! O’Connell stupisce tutti

L’altoatesino si ferma solamente in semifinale in Francia ma si avvicina ancora alla top 100. L’australiano trionfa negli USA esprimendo il miglior tennis della carriera. Secondo trionfo consecutivo per Mikael Ymer e Varillas

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Chris O'Connell - ATP Challenger Fairfield 2019 (foto via Twitter, @ATPChallenger)

Internationaux De Tennis De Vendee (Mouilleron-le-Captif, hard indoor, montepremi $92.040)

RIMPIANTO JANNIK – Il giovane italiano, accreditato della quattordicesima testa di serie, ha superato prima Lamasine battendolo per la seconda volta in tre confronti avvenuti nel giro di otto mesi e poi ha vinto una durissima battaglia contro il ceco Rosol, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale. Ritrovatosi ancora una volta sotto di un set contro il top 100 rumeno Copil, Sinner ha alzato significativamente il ritmo nel secondo parziale infliggendo un netto 6-1 al suo avversario e nel set decisivo è sembrato stare molto meglio fisicamente del suo rivale, battuto con lo score finale di 3-6 6-1 6-4.

Arrivato così in semifinale dopo due belle rimonte, Jannik ancora una volta è partito male perdendo il primo parziale però ha saputo reagire diminuendo sensibilmente gli errori specialmente col dritto, si è aggiudicato il secondo parziale e nel terzo, nonostante le cinque palle break sciupate nel primo gioco, si è portato avanti sul 4-2 avendo apparentemente in mano la partita. Nell’ottavo gioco Bourgue è rientrato, più per meriti suoi che per demeriti dell’altoatesino, che non si è scomposto e si è conquistato la chance di andare a servire per il match sul 6-5. L’azzurro però è incappato in qualche errore di troppo, si è fatto recuperare nuovamente e si è giunti al tie break decisivo che ha condannato Sinner, tradito ancora una volta dal dritto, sia nell’occasione del match point a favore e sia quando si è ritrovato costretto ad annullare match point. Altre otto posizioni guadagnate e best ranking al numero 119 ATP, con l’obiettivo di chiudere l’anno tra i primi 100 sempre più vicino.

OTTIMO YMER – Il torneo in Francia se lo aggiudica lo svedese Mikael Ymer che conquista il secondo challenger consecutivo: la partenza era stata dura, un set perso sia contro Vanni e sia contro il tedesco Otte, ma pian piano Mikael è stato bravo ad alzare il livello e dai quarti di finale in poi ha concesso le briciole ai suoi avversari, sconfiggendo in due parziali Hoang e Vesely, approdando così in finale dove ha trovato il francese Bourgue. L’atto conclusivo è stato caratterizzato dai troppi errori da parte del transalpino, partito visibilmente teso e capace di sciogliersi solo verso la metà del secondo set, quando però era ormai troppo tardi. Lo score finale recita 6-1 6-4, Mikael consolida ancora di più la sua top 100 e si ritrova al numero 81 del ranking mondiale: non è un giocatore in grado di emozionare il pubblico col suo gioco spettacolare e non ha nessun colpo con cui è in grado di lasciar fermo gli avversari, ma con il passare del tempo è riuscito ad acquisire una grande solidità da fondo e a migliorare sensibilmente il servizio e i risultati ne sono una giusta conseguenza.

 

Finale: [3] E. Ymer b. M. Bourgue 6-1 6-4

Northbay Healtcare Men’s Pro Championship (Fairfield, hard outdoor, montepremi $106.320)

O’ CONNELL, CHE SORPRESA – Aveva chiuso il 2018, dopo innumerevoli problemi fisici, da numero 1185 del ranking e faticava ad entrare in tabellone nei tornei ITF: appena 12 mesi più tardi l’australiano, grazie a 71 vittorie in 9 mesi, entra per la prima volta in carriera tra i primi 200 giocatori al mondo issandosi al numero 192 al termine di una settimana stratosferica che gli consegna il secondo Challenger in carriera dopo il successo ottenuto in estate a Cordenons. Nonostante non giocasse da 8 mesi su cemento, O’Connell è sembrato trovarsi subito a suo agio sui campi non troppo veloci di Fairfield ed ha regolato rapidamente due ecuadoregni, Quiroz e Gomez, giungendo ai quarti di finale dove ha lasciato appena cinque games alla promessa britannica Jack Draper.

Il match di semifinale è stato probabilmente quello più complesso, contro il mancino americano Kevin King è stato costretto a tantissimi scambi lunghi ed ha dovuto annullare 9 delle 10 palle break concesse al suo avversario per riuscire a chiudere la sfida in due parziali (6-3 7-6). In finale ha ottenuto il primo successo in carriera contro un top 100, Steve Johnson, grazie ad una sontuosa prestazione al servizio, ben 13 aces e 0 palle break concesse al suo avversario che non è mai sembrato realmente in grado di contrastare l’australiano, che nel corso del match ha prodotto vincenti da ogni parte del campo deliziando anche il pubblico con parecchi rovesci lungolinea ad una mano. Un break per set, il punteggio finale recita 6-4 6-4 in un match dove il giocatore più forte ed esperto è sempre sembrato Christopher, che a 25 anni sembra aver finalmente raggiunto la maturità tennistica.

Finale: [12] C. O’Connell b. [1] S. Johnson 6-4 6-4

Santo Domingo Open 2019 (Rep. Dominicana, terra verde, montepremi $162.480)

ESTRELLA SALUTA, VINCE VARILLAS – Trionfa il peruviano Juan Pablo Varillas che, dopo non aver mai vinto un Challenger in oltre 50 tentativi, ottiene il secondo trionfo in altrettante settimane. Il tennis del peruviano, caratterizzato da un martellamento costante da fondocampo, si è espresso particolarmente bene su questa terra piuttosto veloce e nel cammino verso la finale ha lasciato per strada solamente un set, più che giustificato contro Delbonis, primo top 100 battuto da Varillas che è stato abile a sconfiggere anche altri forti terraioli come Monteiro e Bagnis prima della sfida decisiva contro Coria. La settimana precedente, a Campinas, a trionfare era stato il peruviano in due rapidi set mentre questa volta la sfida si è decisa al terzo set dove a prevalere è stato Varillas grazie al suo pressing con entrambi i fondamentali che hanno costretto l’argentino ad arretrare molto spesso diversi metri fuori dalla linea di fondo, con Juan che lo ha punito anche con qualche bel drop shot.

L’annuncio del ritiro di Estrella Burgos era avvenuto sui social diversi mesi fa, ma il dominicano si è presentato comunque in buone condizioni al suo ultimo torneo in carriera e ha sconfitto al primo turno in una dura battaglia Marcelo Arevalo con un doppio 7-5 prima di cedere al secondo turno contro il brasiliano Monteiro e salutare definitivamente il tennis giocato. Nello stesso torneo arriva ai quarti di finale Alessandro Giannessi, sconfitto poi abbastanza nettamente dal boliviano Dellien, mentre si ferma agli ottavi il cammino di Federico Gaio.

Finale: J. P. Varillas b. [8] F. Coria 6-3 2-6 6-2

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Medvedev rincorre Federer e Djokovic: “17 finali consecutive? Impossibile!”

Il russo ha una striscia aperta di sei finali di fila. Tra i giocatori in attività solo i Fab Four hanno fatto meglio: Djokovic (17), Federer (17), Nadal (9), Murray (7)

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Daniil Medvedev (foto via Twitter, @atptour)

A Shanghai Daniil Medvedev ha raggiunto la sesta finale negli ultimi sei tornei, certificando una volta di più il proprio straordinario stato di forma. Tra i giocatori in attività soltanto quattro tennisti hanno fatto meglio di lui e, manco a dirlo, si tratta dei Fab 4. Nel mirino del russo ora ci sono le sette finali consecutive di Andy Murray (Madrid 2016 – Cincinnati 2016) e poco più in là le nove di Rafael Nadal (Vina del Mar 2013 – Roland Garros 2013). Decisamente più distanti Roger Federer e Novak Djokovic, entrambi forti di una stratosferica serie di 17 finali di fila.

Lo stesso Medvedev, informato di questo dato da un giornalista in conferenza stampa, ha espresso tutto il suo stupore e la sua ammirazione per i due campioni: “Ne hanno fatte diciassette di fila? Wow! Sono piuttosto lontani. Penso che sia impossibile, ma ci sono due tennisti che ce l’hanno fatta, cosa che non sapevo. È semplicemente incredibile. Non ho parole per descriverlo“. Incredibilmente però il record assoluto non appartiene a questi due fenomeni, ma è ancora saldamente nelle mani di Ivan Lendl, capace di raggiungere ben diciotto finali consecutive (Madrid 1981 – Forest Hills WCT 1982, 15 titoli).

Maggior numero di finali consecutive (giocatori in attività):

R. Federer 17 (Halle 2005 – Open del Canada 2006, 12 titoli)
N. Djokovic 17 (Australian Open 2015 – Australian Open 2016, 13 titoli)
R. Nadal 9 (Vina del Mar 2013 – Roland Garros 2013, 7 titoli)
A. Murray 7 (Madrid 2016 – Cincinnati 2016, 4 titoli)
D. Medvedev 6 (Washington 2019 – Shanghai 2019, 3 titoli)

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Kyrgios fa sempre notizia: auto distrutta in un incidente

Il turbolento tennista australiano riesce a finire sulle prime pagine anche quando non gioca. Il suo bolide si è schiantato contro un lampione subendo gravi danni. Ma non è stata (tutta) colpa sua

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Nick Kyrgios - Montreal 2019 (foto via Twitter, @CoupeRogers)

Nick Kyrgios ha fatto boom. Non con uno dei suoi ace oltre i 200 chilometri orari. O con una delle sue invettive contro il malcapitato giudice di sedia. Ma con la sua auto. La sua Dodge Demon da 300 mila dollari australiani (circa 180mila euro) si è infatti schiantata ad alta velocità contro un palo della luce a Bonner, distretto a nord di Canberra, sua città natale. La vettura ha subito danni considerevoli. Bisogna però sottolineare che Kyrgios pur essendo all’interno dell’abitacolo al momento dell’incidente non stava guidando. Sembra infatti che uno dei suoi amici fosse al volante. La polizia locale ha comminato una multa di 385 dollari australiani al n.28 del ranking ATP, in quanto proprietario del veicolo. Una multa molto meno salata di quella che si è spesso ritrovato a pagare per le sue intemperanze in campo. 

A quanto pare l’auto sarebbe andata sopra un cordolo vicino ad una rotonda prima di finire la propria corsa contro il lampione. Alcuni testimoni hanno riferito di un Kyrgios piuttosto stressato nel venire fuori dal veicolo. E ne ha le ragioni. Oltre ad essergli costata molti soldi, quell’auto è particolarmente rara. L’australiano l’ha importata dagli Stati Uniti e l’ha fatta appositamente modificare per poterla guidare nel suo paese. Ne esistono solo altre tre in tutta l’Australia. Forse non è stato molto prudente farla guidare ad un proprio amico. Ma pare che Kyrgios sia solito farla provare in giro. Magari la prossima volta ci penserà su due volte. Alcuni suoi amici hanno anche tentato invano di impedire ad un fotografo fiondatosi sul posto di scattare delle foto. Ma non c’è stato niente da fare: Nick è finito ancora sulle prime pagine dei giornali del suo paese, per recitare ancora una volta la parte del bad boy. 

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