Match fixing: i Lopez tirati in ballo dalla stampa spagnola. Il comunicato stampa di Feliciano

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Match fixing: i Lopez tirati in ballo dalla stampa spagnola. Il comunicato stampa di Feliciano

Nelle intercettazioni riconducibili all’operazione Oikos, si parla di una “sconfitta sicura” dei Lopez a Wimbledon 2017 contro Smith e Reid. I tennisti però non risultano indagati e smentiscono ogni addebito: “Non hanno diritto a sporcare i nostri nomi. Abbiamo già contattato la TIU”

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Feliciano Lopez e Marc Lopez - Montecarlo 2017 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Il nome di Feliciano Lopez compare sui media spagnoli nelle intercettazioni riguardanti l’operazione Oikos. Parliamo dell’ultima bomba sul match fixing, esplosa qualche giorno fa con l’arresto di alcuni protagonisti del calcio (tra cui Raul Bravo, difensore ex Real Madrid, e l’ex attaccante di Siviglia e Real Saragozza Carlos Aranda) accusati principalmente di aver falsato i risultati di partite di prima e seconda divisione. L’eco è arrivata anche in Italia, visto che i soggetti coinvolti hanno nominato in alcune loro conversazioni il Frosinone e Ciro Immobile (sia il club ciociaro sia l’attaccante della Lazio hanno smentito fermamente ogni ipotesi di coinvolgimento).

Nelle intercettazioni, si legge di presunte anomalie riguardanti un match di doppio di Wimbledon 2017: Feliciano e Marc Lopez vinsero il primo set contro Patrick Smith e Matt Reid, per poi perdere 1-3. Il quotidiano on line El Confidential – che sostiene di aver accesso agli atti dell’inchiesta – cita una conversazione tra Aranda (ritenuto il fulcro della presunta organizzazione) e una persona non nominata, nella quale l’ex calciatore diffonde come sicura la dritta sulla sconfitta dei due spagnoli.

Va specificato come al momento nessun giocatore di quelli citati risulti indagato, né ci sia traccia di avvio di un procedimento da parte della Tennis Integrity Unit. Se Marc Lopez ha affidato il suo pensiero al quotidiano AS (“Non abbiamo nulla a che vedere con questa storia, non hanno alcun diritto di sporcare i nostri nomi in tal modo“), Feliciano, atteso al Queen’s dal debutto in doppio con Andy Murray, ha replicato con un comunicato stampa ufficiale (a fine articolo la versione integrale), del quale riportiamo alcuni stralci.

 

“[…] È estremamente importante per me negare ogni collegamento con gli eventi descritti in relazione alle accuse di match fixing. […] Farò tutto quanto in mio potere per difendermi da queste false accuse. […] Io e Marc abbiamo immediatamente contattato la Tennis Integrity Unit (TIU) per collaborare con loro completamente e ci hanno confermato che non c’è alcuna indagine relativa alla partita di Wimbledon 2017. Abbiamo totale fiducia nella TIU […]. Ho sempre creduto nei valori del fair play. L’ho fatto per tutta la mia carriera […]”.

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Fuori Garin e Verdasco: Bastad perde i primi due favoriti

Il cileno, prima testa di serie, cede con un doppio 6-4 a Chardy. Fernando lo imita poco dopo raccogliendo sei giochi contro Ramos-Vinolas. Avanza Jarry

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Per la gioia delle lavatrici, si torna a sporcarsi i calzini in quel di Bastad. La piccola ma pittoresca cittadina affacciata sul mare del nord ospita come ogni anno lo Swedish Open, ATP 250 che segna di fatto la fine della breve parentesi erbivora della stagione (fatta eccezione per Newport). Lontani i big (e specialmente quei due) dopo le fatiche del terzo slam stagionale, lo spettacolo è comunque assicurato da tennisti in cerca del titolo che assicurerebbe punti preziosi per la classifica, oltre che un cospicuo montepremi. Assente il detentore del titolo Fabio Fognini, fresco di best ranking ed impegnato ad Umago, quest’anno le stelle del torneo sono il giovane ventritreene Garin e il veterano Verdasco.

È proprio il cileno, numero 1 del tabellone svedese, ad essere ‘vittima’ della prima grande sorpresa del torneo. Nel match di apertura del programma odierno, il francese Chardy è riuscito a sorprenderlo in due set molto combattuti e altrettanto divertenti. In una partita in cui il servizio è stato la chiave per i duellanti, la solidità dei colpi di Jeremy e la sua capacità di leggere le battute del cileno hanno fatto la differenza: ben dieci sono state infatti le palle break che Chardy è riuscito a procurarsi, e nonostante la strenua resistenza di Garin, convertirne tre è bastato al francese per guadagnarsi i quarti di finale con un doppio 6-4.

Curiosamente, la sua sfida contro il Cile non è finita: il suo prossimo avversario sarà infatti la testa di serie numero 5, Nicolas Jarry, anch’egli vincitore in due set contro l’idolo locale Mikael Ymer. Il giovane svedese ha davvero venduto cara la pelle, dando vita ad una partita entusiasmante e molto più incerta di quanto il 7-5 6-3 finale racconti. Soprattutto nel primo set, dopo una partenza contratta, Ymer è riuscito a fare partita pari col cileno, recuperando da varie condizioni di svantaggio grazie al suo gioco efficace e riuscendo anche a procurarsi opportunità di condurre nel parziale. Alle fine però, la maggiore esperienza nei momenti caldi di Jarry lo ha portato a brekkare all’ultimo l’avversario. L’acquisito vantaggio gli ha poi permesso di concludere il secondo set comodamente.

 

Anche Verdasco non è riuscito a far valere la sua testa di serie nel torneo, perdendo rovinosamente contro il connazionale Ramos-Vinolas. Un netto 6-2 6-4 racconta di una partita dominata in tutti i settori, ma con l’attenuante di un Verdasco non al top, come testimoniato dal medical time out chiamato alla fine del terzo gioco del secondo parziale. L’unico sussulto di Fernando è arrivato nel secondo gioco del primo set, con tre occasioni per strappare il servizio dell’avversario. La caterva di errori che ne è però seguita non gli ha permesso di opporre alcuna resistenza, e nonostante il braccino finale di Ramos, è dovuto capitolare al settimo match point. Ramos affronterà adesso il vincente di Dzumhur-Carballes Baena.

A cura di Lorenzo Fattorini

Risultati:

J. Chardy b. [1] C. Garin 6-4 6-4
[5] N. Jarry b. [WC] M. Ymer 7-5 6-3
A. Ramos-Vinolas b. [2] F. Verdasco 6-2 6-4
D. Dzumhur vs R. Carballes Baena

Il tabellone completo

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Ivanisevic-Djokovic, avanti insieme? “Decidiamo in un paio di giorni”

Il croato, padrone di casa del torneo di Umago, ha parlato della collaborazione tecnica nata a sorpresa con il campione di Wimbledon. A breve la decisione se andare avanti insieme o meno

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Goran Ivanisevic e Pat Rafter - Umago 2019 (foto @Ubitennis)

da Umago, il nostro inviato

Devo parlarne con Nole, in due o tre giorni prenderemo una decisione“. Goran Ivanisevic preferisce non entrare nel merito, ma si è dato un limite ben preciso per valutare la possibilità di proseguire la collaborazione con Novak Djokovic. Nata in modo decisamente proficuo. L’ex campione croato ha infatti debuttato nell’angolo del numero uno del mondo nella prima settimana di Wimbledon, salvo doverlo poi lasciare per impegni precedentemente presi in Svezia con il Senior Tour. Dallo scorso fine settimana, Ivanisevic ha indossato i consueti panni del padrone di casa a Umago, dove il torneo 250 è arrivato alla trentesima edizione.

La finale di Wimbledon l’ha seguita quindi soltanto in tv, con l’idea di aggiornarsi quanto prima con Djokovic sulla possibilità di proseguire insieme il loro percorso (in piena sinergia con Marian Vajda, indiscussa guida dello staff tecnico di Nole). Una collaborazione che ha suscitato anche polemiche in Serbia, sulla scia di un nazionalismo a tratti ancora spigoloso. Al cinque volte campione dei Championships è stato infatti rimproverato di cercare ancora sponda in Croazia dopo le già criticate attestazioni di stima calcistica verso la nazionale vicecampione del mondo ai Mondiali di Russia di un anno fa.

 
Goran Ivanisevic e Pat Rafter – Umago 2019 (foto @Ubitennis)

Ivanisevic sarà di scena questa sera sul campo centrale a lui intitolato, per il match di esibizione contro Pat Rafter che farà rivivere le emozioni della finale di Wimbledon del 2001. Quello del gigante di Spalato è rimasto l’unico successo di una wild card nello Slam londinese.

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L’incredibile tweener di Francesco Forti: “Il miglior colpo della mia vita”. E Krajinovic lo copia!

All’esordio nel Challenger di San Benedetto contro Zsombor Piros, l’azzurro mette a segno un ‘hot shot’ da sogno. Due giorni dopo a Umago, Krajinovic lo ripete in fotocopia

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Francesco Forti è agli ottavi di finale del torneo di San Benedetto, evento del circuito Challenger con 46,600 euro di montepremi. Dopo aver superato all’esordio l’ungherese Zsombor Piros (numero 359 del mondo) e il secondo favorito del seeding Gianluca Mager al secondo turno (6-3 6-2), agli ottavi di finale il 19enne azzurro potrebbe trovare un altro connazionale, Gianluigi Quinzi, che al secondo turno se la vedrà con l’argentino Renzo Olivo.

A prescindere da quello che sarà il suo percorso nel torneo, Francesco non dimenticherà tanto facilmente il Challenger di San Benedetto. Proprio nell’incontro di primo turno vinto in rimonta contro Piros (4-6 6-1 6-2), l’azzurro ha messo a segno quello che lui stesso definisce il miglior colpo della sua vita: uno splendido tweener-passante incrociato. “Era un punto importante e ho semplicemente pensato ‘ok, ci provo, vediamo che succede’. E ho fatto il miglior colpo della mia vita. Sono davvero felice. Incredibile, ancora non ci credo. Era veramente difficile. Se lo avevo mai fatto prima? No, è la prima volta. Forse in allenamento… ma non conta!.

E nonostante si tratti di un colpo davvero molto difficile e altrettanto raro, il nostro Forti è stato copiato pochi giorni dopo dal serbo Filip Krajinovic, che durante il suo primo turno contro il giapponese Taro Daniel nel Plava Laguna Open di Umago ha effettuato un colpo pressochè identico! Davvero incredibile che si siano visti due colpi vincenti di questo tipo a così pochi giorni di distanza.

 

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