Dave Miley, l'avversario di Haggerty alla presidenza ITF: "Dobbiamo adattare il tennis ai tempi moderni"

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Dave Miley, l’avversario di Haggerty alla presidenza ITF: “Dobbiamo adattare il tennis ai tempi moderni”

Intervista esclusiva al candidato alla presidenza ITF su Olimpiadi, Transition Tour e il futuro del gioco

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Former International Tennis Federation executive director of tennis development Dave Miley (photo via ©Tennis iCoach)

Da Londra, Adam Addicott (traduzione a cura di Vanni Gibertini)

A poco più di un chilometro dall’All England Club, in un elegante cafè finemente decorato e con uno stuolo di camerieri in uniforme, è stata lanciata la campagna elettorale di David Miley, candidato alla carica di Presidente della Federazione Internazionale Tennis (ITF). Con il supporto di Tennis Ireland, Miley, già amministratore della ITF ha promesso che rivoluzionerà la Federazione, la cui reputazione è stata recentemente incrinata dai cambiamenti alla formula della Coppa Davis e al controverso “Transition Tour”. La sua piattaforma elettorale prevede la creazione di un nuovo ruolo di  “chairman”, a fianco del ruolo del Presidente, che si assicuri di mantenere la responsabilità di tutti i livelli manageriali, l’introduzione di un nuovo Campionato del Mondo ITF e l’organizzazione di un summit mondiale del tennis nel 2020.

Penso che il tennis sia molto frammentato in questo momento, e questa cosa non va bene. L’immagine dell’ITF è piuttosto debole e vorrei cambiare questa percezione. Il mio manifesto fa perno su due concetti: ciò che fa bene al tennis e ciò che fa bene alle Nazioni appartenenti alla ITF”

 

Miley ha risposto in maniera molto sicura al fuoco di fila di domande dei giornalisti presenti a proposito degli argomenti più disparati, dal sistema elettorale in vigore in seno all’ITF a come crescere il miliardario business del tennis mondiale. Dopo la conferenza stampa Ubitennis ha parlato in esclusiva con il candidato che cercherà di detronizzare David Haggerty fra qualche mese.

Il coinvolgimento del tennis nei Giochi Olimpici è un argomento che presenta qualche problematica. Al momento ci sono regole piuttosto rigide per i giocatori che desiderano far parte della rassegna a cinque cerchi. Per guadagnarsi l’eleggibilità olimpica, i tennisti devono partecipare a tre incontri [di Coppa Davis o Fed Cup] durante il quadriennio olimpico, che possono essere ridotti a due nei casi di particolare anzianità dei protagonisti oppure di partecipazione alle competizioni ai livelli nei quali gli incontri si disputano con gironi all’italiana. Ci sono, però, diverse possibili eccezioni alla regola, che renderanno alcuni nomi del tennis mondiale ineleggibili alla partecipazione a meno che un loro appello non venga accolto.

“La ITF è l’organo di governo del tennis ed è molto importante che si impegni a incoraggiare gli atleti a partecipare alla Coppa Davis e alla Fed Cup. Non credo sia irragionevole da parte dell’ITF richiedere la partecipazione a un numero minimo di eventi per qualificarsi alle Olimpiadi. L’ATP può imporre come obbligatori alcuni tornei, non vedo per quale motivo la ITF non possa fare lo stesso nell’ambito della partecipazione olimpica. Chiedere agli atleti di giocare in Coppa Davis o in Fed Cup un paio di volte nel corso di quattro anni non mi pare una pretesa eccessiva”.

Qualche critico sostiene che l’eliminazione di queste restrizioni attrarrebbe un maggior numero di stelle di primo piano alle Olimpiadi, tuttavia Miley non considera i Giochi come il punto focale della questione olimpica. Per lui la priorità n. 1 riguarda nazioni sottosviluppate. “Secondo me il problema principale risiede nel grande numero di Paesi che non credono di avere alcuna chance di qualificarsi e, di conseguenza, non ottengono alcun aiuto dai loro Comitati Olimpici Nazionali”.

Per risolvere questo problema, Miley, che è un ex giocatore, vuole resuscitare i tornei di qualificazione, già disputati per le Olimpiadi del 1988 e 1992. “Se ci fosse un torneo di qualificazione con tabelloni a 64 giocatori e giocatrici un paio di mesi prima dei Giochi, con in palio un congruo numero di pass olimpici, molte più nazioni sarebbero coinvolte nel movimento olimpico – ha spiegato Miley –. Ovviamente bisognerebbe lavorare con il CIO, l’ATP e la WTA perché ciò avvenga. Dobbiamo assolutamente trovare il modo affinché molti più giocatori sentano di avere una chance di partecipazione.

Dopo una carriera lunga 25 anni all’interno dell’ITF, il manager irlandese ha grandi ambizioni. Il suo obiettivo in qualità di presidente è quello di raddoppiare il valore del mercato globale del tennis nei prossimi 10 anni. Il valore attuale del tennis nel mondo, a livello di business, è stimato in 22,5 miliardi di dollari, secondo il manifesto elettorale di Miley. Il principio è quello di far crescere questo numero in modo da avere più denaro da distribuire alle Federazioni Nazionali.

Sulla carta, l’idea è molto semplice. Ma come assicurare che l’eventuale surplus venga distribuito alle Nazioni che ne hanno effettivamente bisogno? “L’ITF non può gestire a livello locale quello che succede nelle singole Federazioni, ma ciò che si può fare è facilitare la diffusione di abitudini virtuose. Ci sono Paesi come Norvegia, Canada e Australia che riescono ad aumentare il numero di praticanti e ottengono buoni risultati. Dobbiamo fare in modo che sempre più Nazioni facciano le stesse cose che fanno loro”.

Per ottenere questo risultato, l’idea è quella di istituire regole più rigide sulla gestione delle Federazioni, anche se l’ITF non avrà mai il potere di controllarle completamente.

“L’ITF deve emanare linee guida molto precise su come far crescere il tennis a livello locale, lasciando comunque margini sotto il profilo dell’implementazione operativa”

Ci si potrebbe chiedere cosa può spingere qualcuno a voler prendere il comando dell’ITF dopo gli ultimi turbolenti mesi vissuti dall’associazione. In gennaio è stato lanciato il Transition Tour (poi ribattezzato ITF World Tour) dopo che oltre 2 milioni di dollari erano stati spesi in ricerche e consulenze, ma sono bastate poche settimane del nuovo tour per far esplodere la rabbia di giocatori e allenatori, inclusi Toni Nadal e Magnus Norman. Una petizione online ha raccolto in poco tempo migliaia di firme contro il Word Tour, mentre sempre più persone postavano video online spiegando le storture del nuovo meccanismo. Sei mesi dopo, l’ITF ha dovuto fare marcia indietro.

“Il lancio del Transition Tour ha dimostrato una chiara mancanza di rispetto nei confronti dei giocatori di livello inferiore. Sono stato uno di quei giocatori e bisogna rispettare il diritto di queste persone a giocare. Credo ci possa essere il modo di coinvolgere gli allenatori più esperti per rendere il percorso di transizione verso il professionismo più efficace”

È indubbio che la fiducia da parte dei giocatori di livello inferiore nei confronti dell’istituzione ITF sia venuta meno. Non ci sono soluzioni semplici, ma da più parti si suggerisce la creazione di un Player Council, come è accaduto in seno all’ATP e alla WTA. Ma l’idea è comunque piuttosto rischiosa considerando i problemi che quest’organo sta affrontando in casa ATP.

Voglio fondare un Players Council con 12 giocatori di singolare e doppio che si incontrano due volte l’anno durante la settimana di allenamento degli Slam – spiega Miley – Contemporaneamente, dobbiamo inviare persone ai tornei di livello più basso in posti come l’Egitto per parlare con i giocatori per ascoltare quello che hanno da dire. Non vedo come si possa altrimenti riconquistare la loro fiducia”.

Una delle cifre più impressionanti tra quelle snocciolate da Miley riguarda la pratica del tennis negli Stati Uniti. Nonostante la saga delle sorelle Williams, ci sono 8 milioni di praticanti in meno nel 2016 di quanti ce n’erano nel 2009: da 24 milioni si è passati a 16,7 milioni di praticanti. Cosa ha in programma di fare Miley per rovesciare questo trend?

Secondo lui, è necessario modernizzare il gioco. Formati come il Fast 4 o Tie Break Tens rappresentano una potenziale soluzione. Match più brevi per rimanere al passo con la vita moderna nella quale c’è sempre meno tempo libero. “I nostri stili di vita stanno cambiando, specialmente nei mercati maturi. E quando gli stili di vita cambiano, bisogna adattare il nostro prodotto: i formati devono produrre emozioni più rapidamente. Mi piace quello che ha fatto l’ATP con le Next Gen a Milano: mi piace sperimentare, ma bisogna trovare il giusto equilibrio che consenta di mantenere l’integrità dello sport”.

L’elezione per la carica di Presidente dell’ITF si terrà il prossimo settembre. Prima della votazione, Miley si è prefisso l’obiettivo di visitare 45 Paesi. Obiettivo ambizioso, ma che è deciso a raggiungere. Che vinca o perda, difficile dubitare della dedizione di Miley nei confronti del tennis.

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John McEnroe è la voce delle rabbie adolescenziali in un’opera di Mindy Kaling. Sul serio

McEnroe, ex star del tennis, è la voce narrante della nuova serie di Mindy Kaling creata per Netflix, che parla di una quindicenne indo-americana con problemi in famiglia e con i ragazzi. “Non so perché funziona”, ha commentato

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John McEnroe - Roland Garros Legends 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

Quella che segue è una traduzione integrale di un articolo scritto da Matthew Futterman e pubblicato sul New York Times in data 26 maggio 2020. Qui l’articolo originale


È il party degli Oscar di Vanity Fair del 2019, e John McEnroe è in fila per farsi fare una foto dal fotografo ritrattista Mark Seliger, perché questo è il genere di omaggi che si ricevono al party degli Oscar di Vanity Fair. È quasi il suo turno quando Mindy Kaling, la scrittrice di commedie ed attrice nota per i le sit-com “The Office” e “The Mindy Project”, esce dallo studio fotografico allestito temporaneamente. Stando a quel che McEnroe ricorda, la Kaling si è immediatamente prodotta nel suo monologo riguardo il fatto che aveva questa idea di un ruolo per lui nella sua nuova serie e che doveva parlargliene. Mcenroe si è ormai abituato a questo genere di situazioni, che gli accadono molto spesso.

Di solito chi gli fa questo genere di proposte non si fa più vivo. Ma in questo caso, la Kaling ha dato seguito al monologo, e un anno dopo McEnroe, uno dei più grandi giocatori di tennis (e teste calde) della storia, è in qualche modo la voce interiore e narratore della vita di Devi Vishwakumar, una quindicenne indo-americana della San Fernando Valley con una cotta per un ragazzo in “Never Have I Ever” (in Italia noto anche come “Non ho mai…”), la nuova serie di Netflix creata dalla Kaling che ha debuttato questa primavera.

“Non so perché funziona”, ha commentato McEnroe, 61 anni, durante una intervista telefonica dalla sua casa a Malibu, California, in cui è rimasto da quando la crisi legata al Covid-19 ha bloccato buona parte dell’economia americana, a marzo. “Al primo impatto la gente rimane perplessa, si chiede ‘che cosa?’ Non sono la solita voce fuori campo”.

Per dovere di cronaca, McEnroe non è completamente estraneo al mondo di Hollywood: è stato protagonista di alcune non esattamente memorabili pubblicità per il marchio Bic negli anni 80, e ha all’attivo anche dei cameo che hanno riscontrato molto più successo nel film di Adam Sandler, “Mr.Deeds” e nella serie televisiva “Curb Your Enthusiasm”. È anche uno dei commentatori di tennis di punta per ESPN durante i tornei del Grande Slam. Ma dare voce alle difficoltà di una ragazzina imbranata, ossessionata da un muscoloso nuotatore, che lotta con il trauma della perdita di suo padre? Questo non era certo il ruolo che si sarebbe mai aspettato.

 

Kaling, figlia di immigrati indiani, ha descritto l’amore degli indiani per il tennis come “quel genere di attrazione verso tutto ciò che è inglese”. In occasione di una dichiarazione rilasciata attraverso Netflix, Lang Fisher, il produttore esecutivo dello show, ha affermato che una volta che i creatori avevano deciso che Devi, il personaggio principale interpretato da Maitreyi Ramakrishnan, avrebbe avuto sia monologhi interiori che un temperamento alla McEnroe, avevano pensato che valeva la pena di chiedere a McEnroe se gli interessasse il ruolo di narratore. “Abbiamo semplicemente pensato che sarebbe stato divertente” ha detto Fisher, le cui parti preferite dello show sono quando McEnroe si dimostra incredibilmente coinvolto nelle vite degli adolescenti.

John McEnroe – Commissioner Eurosport

McEnroe nutre da tempo una sorta di attrazione verso le perfomance: un chitarrista che si è sposato con la musicista Patty Smyth e che ha iniziato molto tempo fa ad esibirsi sul palco insieme alle sue star della musica preferite. E sebbene il tennis sia lo sport solitario per eccellenza (niente allenatori in partita, niente portabastoni come nel golf, niente secondi come nella boxe), McEnroe insiste sul dire che nonostante molte persone pensassero lui fosse un performer anche quando giocava, in realtà non aveva mai pensato di esserlo, anche quando si parla delle sue note sfuriate, che dice di non saper tuttora veramente spiegare.

“Alla fine mi sentivo quasi come se stessi diventando la caricatura di me stesso, ha detto a proposito della sua carriera da giocatore. “A volte mi veniva il dubbio che facessi quello che facevo solo perché ero come un fumatore che non riesce a smettere”. Non riesce neanche a capire perché i suoi avversari fossero così infastiditi dai suoi comportamenti. Riflettendoci, si immagina che tutti gli insulti che rivolgeva a giudici di linea e giudici di sedia gli abbiano solo fatto rimediare vendette da parte di quest’ultimi, consistenti in aiuti ai giocatori dall’altra parte della rete. Alcune delle sue sfuriate sono presenti su “Non ho mai…”, inclusa la celeberrima frase “rispondi alla mia domanda! La domanda, idiota!”, pronunciata allo Swedish Open del 1984. Dopo essersi confrontato con il giudice di sedia, McEnroe colpì anche diversi bicchieri di acqua fredda, utilizzando una sequenza di dritti e rovesci. Il giudice di sedia lo penalizzò di un game. Più tardi McEnroe vince il match per 1-6, 7-6, 6-2.

“Ho oltrepassato il limite”, afferma McEnroe a proposito del suo comportamento durante la sua carriera. “Ero così frustrato”È lo stesso per Devi, e nonostante le ovvie differenze, McEnroe apprezza la possibilità di spiegare cosa succede dentro la sua testa e gli errori non forzati che la ragazza commette. “È molto più testa calda di quanto non lo fossi io quando ero al liceo” racconta McEnroe a proposito della protagonista, i cui momenti più bassi includono rompere la finestra della propria stanza da letto con un libro di testo e dire a sua madre che avrebbe preferito fosse lei a morire, e non il padre. D’altra parte, non scherza nemmeno McEnroe, che si è guadagnato il soprannome di Superbrat (super moccioso) da parte della stampa inglese.

La domanda con cui si confronteranno presto McEnroe a le altre vecchie glorie dello sport che ri-entrano nell’immaginario collettivo utilizzando una porta differente è se le giovani generazioni hanno idea di chi loro siano. I giovani che guardano “Non ho mai…” hanno capito che McEnroe è stato, di fatto, il Roger Federer degli anni 80, un’impareggiabile fiorettista che ridisegnò il campo da tennis? Stan Smith, l’ex campione del tennis, che ha conseguito un differente tipo di fama grazie alle sue eponime scarpe da ginnastica, ha detto che quando la gente lo incontra gli dice spesso che pensavano fosse solo una scarpa, non una persona reale.

McEnroe ha raccontato di essere stato fermato più volte durante le sue passeggiate da persone che gli si sono rivolte dicendogli “Ehi, tu sei il tizio di ‘Mr Deeds!’”. “È chiaro che non avevano la benché minima idea che io avessi mai impugnato una racchetta, ha aggiunto. Non gli è ancora successo con “Non ho mai…” perché lo show è stato distribuito in aprile e non si è fatto vedere molto in giro ultimamente. Quando va in giro per negozi, è solito coprirsi usando la mascherina. Quando la situazione tornerà alla normalità, non sarà improbabile che un giovane lo incontri e chieda un autografo ed un selfie con l’uomo dentro il cervello di Devi. Ramakrishnan, la diciottenne che recita la parte di Devi, ha detto che ha dovuto cercare McEnroe su Google per sapere chi fosse. Adesso sa che non è una semplice creazione per il piccolo schermo. “Sono uno di quelli fortunati”, ha detto McEnroe a tal proposito.

Traduzione a cura di Alberto Abbate

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I re del Roland Garros: Rafael Nadal, l’uomo del 118-2, compie 34 anni

Rafa festeggia il compleanno lontano da Parigi appena per la terza volta lontano negli ultimi 16 anni. Un decennio e mezzo in cui al Roland Garros ha perso la miseria di due partite

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Rafael Nadal, a terra - Roland Garros 2019 (via Twitter, @rolandgarros)

Che Rafael Nadal sia indiscutibilmente il più grande terraiolo di tutti i tempi non è e non sarà in discussione chissà per quanti anni; anche i tifosi di Borg – che festeggia il compleanno tra tre giorni – si saranno ormai dovuti rassegnare. Nessuno, né in campo maschile, né in quello femminile, è mai riuscito a vincere uno stesso Slam per 12 volte. Nessuno, tranne lui. Ovviamente e rigorosamente a Parigi.

Certo, senza questa pandemia domenica 7 giugno lo spagnolo avrebbe potuto fare tredici sul suo campo preferito, che dovrà attendere ancora un po’ per sfoggiare il suo nuovo tetto retrattile. Rafa deve inoltre accontentarsi di spegnere le trentaquattro candeline lontano dal Philippe Chatrier, una dinamica tanto inusuale che negli ultimi quindici anni si è verificata solo due volte – nel 2009 per colpa di Soderling e nel 2016 a causa di un problema al polso che l’ha costretto al ritiro prima del terzo turno. Chissà se il futuro gli riserverà altre occasioni di festeggiare il compleanno, che ricorre oggi, sollevando la coppa dei moschettieri; solo il tempo conosce la risposta, ma non vi consigliamo di scommettere contro un tale tiranno (in questo caso il tiranno è Nadal, mica il tempo).

C’è però un’altra statistica che esprime con ancora maggior forza la sua infinita grandezza, quel dominio assoluto e praticamente incontrastato sulla sua superficie preferita. Nel corso della carriera Rafa ha disputato, nell’arco di 15 anni, ben 120 incontri sul mattone tritato sulla lunga distanza, tre set su cinque. Tutti i match a Bois de Boulogne, quelli della defunta Coppa Davis (ah, quanto ci manca…!) alcune vecchie finali dei 1000 e non solo.

Bene, il verdetto pressoché unanime recita in questo genere di partite il seguente score: 118 vittorie e 2 sconfitte. 118-2. Se non è il record più incredibile e impressionante dell’intera storia del tennis ‘avanti COVID-19’ ci siamo piuttosto vicini, e merita pertanto di essere tramandato ai posteri, scolpito nero su bianco, come personalissimo regalo di compleanno per Rafa.

Di seguito vi proponiamo la lista completa delle 120 partite giocate da Nadal sul mattone tritato sulla lunga distanza; se siete abbastanza esperti da non avere bisogno del ripasso, potete saltare direttamente in fondo per leggere il riepilogo degli avversari affrontati e le nostre conclusioni.

 

2004
1) Davis SF Clement (65) W 64 61 62
2) Davis F Roddick (2) W 67(6) 62 76(6) 62

2005
3) Montecarlo F Coria (9) W 63 61 06 75
4) Barcellona F Ferrero (58) W 61 76(4) 63
5) Roma F Coria (11) W 64 36 63 46 76(6)
6) RG R128 Burgsmuller (96) W 61 76(4) 61
7) RG R64 Malisse (46) W 62 62 64
8) RG R32 Gasquet (31) W 64 63 62
9) RG R16 Grosjean (24) W 64 36 60 63
10) RG QF Ferrer (21) W 75 62 60
11) RG SF Federer (1) W 63 46 64 63
12) RG F Puerta (37) W 67(6) 63 61 75
13) Stoccarda F Gaudio (13) W 63 63 64
14) Davis P.O. Bracciali (92) W 63 62 61
15) Davis P.O. Seppi (78) W 61 62 57 64

2006
16) Montecarlo F Federer (1) W 62 67(2) 63 76(5)
17) Barcellona F Robredo (15) W 64 64 60
18) Roma F Federer (1) W 67(0) 76(5) 64 26 76(5)
19) RG R128 Soderling (50) W 62 75 61
20) RG R64 Kim (116) W 62 61 64
21) RG R32 Mathieu (32) W 57 64 64 64
22) RG R16 Hewitt (14) W 62 57 64 62
23) RG QF Djokovic (63) W 64 64 ret.
24) RG SF Ljubicic (4) W 64 62 76(7)
25) RG F Federer (1) W 16 61 64 76(4)
26) Davis P.O. Seppi (69) W 60 64 63
27) Davis P.O. Volandri (38) W 36 75 63 63

2007
28) RG R128 Del Potro (59) W 75 63 62
29) RG R64 Cipolla (227) W 62 61 64
30) RG R32 Montanes (50) W 61 63 62
31) RG R16 Hewitt (16) W 63 61 76(5)
32) RG QF Moya (26) W 64 63 60
33) RG SF Djokovic (6) W 75 64 62
34) RG F Federer (1) W 63 46 63 64

2008
35) RG R128 Bellucci (76) W 75 63 61
36) RG R64 Devilder (148) W 64 60 61
37) RG R32 Nieminen (26) W 61 63 61
38) RG R16 Verdasco (23) W 61 60 62
39) RG QF Almagro (20) W 61 61 61
40) RG SF Djokovic (3) W 64 62 76(3)
41) RG F Federer (1) W 61 63 60
42) Davis SF Querrey (39) W 67(5) 64 63 64
43) Davis SF Roddick (8) W 64 60 64

2009
44) Davis 1st RD Tipsarevic (47) W 61 60 62
45) Davis 1st RD Djokovic (3) W 64 64 61
46) RG R128 M. Daniel (97) W 75 64 63
47) RG R64 Gabashvili (72) W 61 64 62
48) RG R32 Hewitt (48) W 61 63 61
49) RG R16 Soderling (25) L 26 76(2) 46 67(2)
50) Davis F Berdych (20) W 75 60 62

2010
51) RG R128 Mina (655) W 62 62 62
52) RG R64 Zeballos (44) W 62 62 63
53) RG R32 Hewitt (33) W 63 64 63
54) RG R16 Bellucci (29) W 62 75 64
55) RG QF Almagro (21) W 76(2) 76(3) 64
56) RG SF Melzer (27) W 62 63 76(6)
57) RG F Soderling (7) W 64 62 64

2011
58) RG R128 Isner (39) W 64 67(2) 67(2) 62 64
59) RG R64 Andujar (48) W 75 63 76(4)
60) RG R32 Veic (227) W 61 63 60
61) RG R16 Ljubicic (37) W 75 63 63
62) RG QF Soderling (5) W 64 61 76(3)
63) RG SF Murray (4) W 64 75 64
64) RG F Federer (3) W 75 76(3) 57 61
65) Davis SF Gasquet (15) W 63 60 61
66) Davis SF Tsonga (10) W 60 62 64
67) Davis F Monaco (26) W 61 61 62
68) Davis F Del Potro (11) W 16 64 61 76(0)

2012
69) RG R128 Bolelli (111) W 62 62 61
70) RG R64 Istomin (43) W 62 62 60
71) RG R32 Schwank (192) W 61 63 64
72) RG R16 Monaco (15) W 62 60 60
73) RG QF Almagro (13) W 76(4) 62 63
74) RG SF Ferrer (6) W 62 62 61
75) RG F Djokovic (1) W 64 63 26 75

2013
76) RG R128 Brands (59) W 46 76(4) 64 63
77) RG R64 Klizan (35) W 46 63 63 63
78) RG R32 Fognini (29) W 76(5) 64 64
79) RG R16 Nishikori (15) W 64 61 63
80) RG QF Wawrinka (10) W 62 63 61
81) RG SF Djokovic (1) W 64 36 61 67(3) 97
82) RG F Ferrer (5) W 63 62 63
83) Davis P.O. Stakhovsky (92) W 60 64 64

2014
84) RG R128 Ginepri (279) W 60 63 60
85) RG R64 Thiem (57) W 62 62 63
86) RG R32 L. Mayer (65) W 62 75 62
87) RG R16 Lajovic (83) W 61 62 61
88) RG QF Ferrer (5) W 46 64 60 61
89) RG SF Murray (8) W 63 62 61
90) RG F Djokovic (2) W 36 75 62 64

2015
91) RG R128 Halys (296) W 63 63 64
92) RG R64 Almagro (154) W 64 63 61
93) RG R32 Kuznetsov (120) W 61 63 62
94) RG R16 Sock (37) W 63 61 57 62
95) RG QF Djokovic (1) L 57 36 16

2016
96) RG R128 Groth (100) W 61 61 61
97) RG R64 Bagnis (99) W 63 60 63

2017
98) RG R128 Paire (45) W 61 64 61
99) RG R64 Haase (46) W 61 64 63
100) RG R32 Basilashvili (63) W 60 61 60
101) RG R16 Bautista Agut (18) W 61 62 62
102) RG QF Carreno Busta (21) W 62 20 ret.
103) RG SF Thiem (7) W 63 64 60
104) RG F Wawrinka (3) W 62 63 61

2018
105) Davis QF Kohlschreiber (34) W 62 62 63
106) Davis QF A. Zverev (4) W 61 64 64
107) RG R128 Bolelli (129) W 64 63 76(9)
108) RG R64 Pella (78) W 62 61 61
109) RG R32 Gasquet (32) W 63 62 62
110) RG R16 Marterer (70) W 63 62 76(4)
111) RG QF Schwartzman (12) W 46 63 62 62
112) RG SF Del Potro (6) W 64 61 62
113) RG F Thiem (8) W 64 63 62

2019
114) RG R128 Hanfnann (180) W 62 61 63
115) RG R64 Maden (114) W 61 62 64
116) RG R32 Goffin (29) W 61 63 46 63
117) RG R16 Londero (78) W 62 63 63
118) RG QF Nishikori (7) W 61 61 63
119) RG SF Federer (3) W 63 64 62
120) RG F Thiem (4) W 63 57 61 61

LE 120 PARTITE IN NUMERI

  • totale set disputati: 391
  • totale set vinti: 353 (90,28%)
  • totale set persi: 38 (9,72%)
  • match finiti al quinto set: 4 (3,33% del totale degli incontri, tutti vinti, di cui 1 finito ad oltranza e 2 al tie-break)
  • totale set finiti al tie-break: 33 (8,44%, di cui 24 vinti e 9 persi)
  • totale set finiti 6-0: 26 (6,65%, di cui 25 vinti e 1 perso)
  • match disputati al Roland Garros: 95 (di cui 93 vinti e 2 persi)
  • match disputati in Davis: 18 (tutti vinti)
  • top 10 incontrati: 35 (34 vittorie e 1 sconfitta)
  • n.1 incontrati: 9 (8 vittorie e 1 sconfitta)
  • finali disputate (esclusi gli incontri di finale di Davis): 19 (tutte vinte)
  • finali disputate al RG: 12 (tutte vinte)

GLI AVVERSARI AFFRONTATI

8 volte: Federer (4 RG F, 2 RG SF, 1 Montecarlo F, 1 Roma F, tutte vinte), Djokovic (2 RG F, 3 RG SF, 2 RG QF di cui uno perso, 1 Davis)

4 volte: Ferrer, Hewitt, Soderling (1 sconfitta), Thiem, Almagro

3 volte: Gasquet, Del Potro

2 volte: Coria, Roddick, Wawrinka, Murray, Ljubicic, Seppi, Bolelli, Bellucci, Monaco, Nishikori

1 volta: Verdasco, Fognini, Carreno Busta, Robredo, Berdych, Clement, Ferrero, Burgsmuller, Malisse, Grosjean, Puerta, Gaudio, Bracciali, Kim, Mathieu, Volandri, Cipolla, Montanes, Moya, Devilder, Nieminen, Querrey, Tipsarevic, M. Daniel, Gabashvili, Mina, Zeballos, Melzer, Isner, Andujar, Veic, Tsonga, Istomin, Schwank, Brands, Klizan, Stakhovsky, Ginepri, L. Mayer, Lajovic, Halys, Kuznetsov, Sock, Groth, Bagnis, Paire, Haase, Basilashvili, Bautista Agut, Kohlschreiber, A. Zverev, Pella, Marterer, Schwartzman, Hanfmann, Maden, Goffin, Londero

CONSIDERAZIONI FINALI

Delle 120 partite in questione, 95 si sono disputate al Roland Garros, 18 in Davis (imbattuto) e 7 in finali ATP (imbattuto).

Dei 95 incontri al RG ben 91 si sono conclusi con una vittoria dello spagnolo in tre o quattro set. Le altre quattro partite sono: le due perse da Soderling (2009) e Djokovic (2015), quella vinta col serbo 9-7 al quinto nella semifinale del 2013 e quella vinta 6-4 sempre al quinto con Isner al primo turno 2011.

Nelle dodici edizioni vinte, Nadal ha dovuto sconfiggere sei volte Federer e sei Djokovic.

Rafa ha vinto tutte le dodici semifinali giocate al RG (tre con Nole e due con Roger) e tutte le 12 finali parigine (quattro con Federer e due con Djokovic). Le dodici volte che è giunto in semifinale a Parigi ha dunque sempre vinto il torneo (24-0).


Re e Regine del Roland Garros

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Focus

Con Djokovic nei Balcani o da Mouratoglou, dai Murray o da Binaghi: tutto il tennis di giugno

Il tour dei balcani di Djokovic, gli Assoluti italiani di Binaghi… e quelli britannici con Andy Murray. Mentre Mouratoglu sta facendo le cose in grande. Riassumiamo gli appuntamenti semi-ufficiali di questo mese

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Novak Djokovic e Dominic Thiem - Australian Open 2020 (foto via Twitter @AustralianOpen)

Mentre il mondo del tennis resta in trepidante attesa per le sorti di US Open e Roland Garros, la voglia di tennis giocato non lascia indifferente nemmeno gli appassionati puristi che detestano le esibizioni, Laver Cup in primis – la cui edizione 2020 è stata rinviata di un anno. In una situazione di stop forzato e ininterrotto, senza certezze di rivedere tornei ufficiali in questo disgraziato 2020, qualunque sorta di surrogato, esibizione, comparsa dei giocatori in una parvenza di torneo diventa ossigeno puro. Vediamo allora cosa ci aspetta nel mese di giugno, ben consapevoli che qualcosa si è già mosso anche per il mese di luglio (con Thiem indiscusso protagonista).

Una premessa: per il momento, tra i top 10, non hanno comunicato l’intenzione di prendere alcun impegno sul campo superiore all’allenamento Nadal, Federer, Medvedev e Tsitsipas. Rimane un po’ nel limbo Berrettini, che avrebbe dovuto giocare a West Palm Beach e si è tirato indietro causa caviglia.

13 GIUGNO-5 LUGLIO – ADRIA TOUR, IL TORNEO DEI BALCANI DI NOVAK DJOKOVIC
Il n.1 del mondo ha organizzato un torneo di beneficienza a partecipazione gratuita, l’Adria Tour, per il quale è confermata la presenza di Zverev, Thiem e Dimitrov. La particolarità, che deriva dalla politica molto aperta della Serbia in termini di eventi sportivi, è che la prima tappa di Belgrado dovrebbe essere aperta al pubblico.

PARTECIPANTI
Novak Djokovic
Alexander Zverev
Dominic Thiem
Grigor Dimitrov 
Marin Cilic
Borna Coric
Filip Krajnovic

Non è stato confermato sui social del torneo, ma dovrebbero partecipare anche Lajovic e Troicki oltre al bosniaco Dzumhur, protagonista con Nole dell’esibizione conclusiva.

 
  • 13-14 Giugno – Belgrado (Serbia, col pubblico): Zverev, Thiem, Dimitrov
  • 20-21 Giugno – Zara (Croazia)
  • 27-28 Giugno – Montenegro
  • 3-4 Luglio – Banja Luka (Bosnia)
  • 5 Luglio – Sarajevo (Bosnia): Match di esibizione tra Djokovic e Dzhumur

Ad ogni tappa prenderanno parte otto giocatori, divisi in due gruppi da quattro, coi vincenti che si sfidano in finale. Le partite saranno al meglio dei tre set con corti a quattro game, sul modello NextGen.

13 GIUGNO-12 LUGLIO – Il TORNEO DI MOURATOGLOU, Ultimate Tennis Showdown (UTS)

PARTECIPANTI
David Goffin
Felix Auger-Aliassime
Dustin Brown
Lucas Pouille
Benoit Paire
Alexei Popyrin

All’evento avrebbe dovuto partecipare anche Fabio Fognini, ma l’operazione alle caviglie lo estromette dalla contesa.

Nelle intenzioni si dovrebbe giocare per cinque week-end consecutivi, da sabato 13 Giugno a domenica 12 Luglio: 50 match complessivi, 10 a settimana (cinque al sabato e cinque alla domenica). Quello che sembra a tutti gli effetti, conoscendo l’intraprendenza (per usare un eufemismo) di Patrick Mouratoglu, un torneo volto ad aprire la costituzione di una vera e propria nuova lega, nonostante le rassicurazione del coach di Serena Williams e Tsitsipas, scatterà sabato 13 Giugno salvo nuovi rinvii.

Auger-Aliassime, l’ultimo tennista ad aver confermato la sua presenza

Vista la situazione molto provvisoria tra leggi nazionali ed internazionali, e considerata l’intenzione di Mouratoglou di dare seguito all’evento per tutta la stagione, format, numero di giocatori e durata della manifestazione sono informazioni molto vaghe. Sul sito ufficiale, si legge che al momento si vogliono includere dieci giocatori (due top 10, quattro dei primi 30, due Next Gen e due dei primi 150 del ranking), inizialmente scelti sulla base della classifica ATP sebbene rimanga un torneo a inviti.

Quel che è noto è che alla fine dei 50 match ci sarà una fase finale “thrilling– così scrive il sito – quindi aspettiamoci molta fantasiosità e poca meritocrazia, sul modello della Laver Cup. Forse è proprio quello che serve in un periodo così, sebbene esista il rischio che nel tentativo di evolversi il tennis finisca per stravolgersi, anche perché è possibile che il circuito UTS sarà ancora in auge dopo la ripartenza del circuito. Il primo match previsto è Goffin-Popyrin, sabato 13 Giugno.

21 GIUGNO – CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI + TORNEO INTERNAZIONALE (29 GIUGNO)

PARTECIPANTI
Salvatore Caruso
Federico Gaio
gli altri da definire

Todi ospiterà il ritorno, dall’ultima edizione svoltasi nel 2005, dei Campionati italiani assoluti. Sono in programma sia i campionati individuali maschili che femminili, rispettivamente con 32 giocatori e 16 giocatrici in tabellone. Dal momento che l’attività agonistica sportiva deve attendere il via libera del Governo, al momento è nota solo la sede di Todi e la data aggiornata al 21 Giugno. Non sono noti i nomi dei partecipanti, a parte le conferme di Caruso e Gaio e la certa assenza di Fognini, che si è operato a entrambe le caviglie e starà fuori un paio di mesi. Vedremo se Berrettini – ancora in Florida – e Sinner saranno al via.

Nelle ultime ore è arrivata anche la conferma, tramite comunicato, che a partire dal 29 giugno si giocherà un secondo evento del MEF Tennis Tour aperto anche a tennisti stranieri sui campi di Perugia.

Challenger Barellona – Salvatore Caruso foto da Twitter @SanchezCasal

23-28 GIUGNO – GLI ASSOLUTI DI GRAN BRETAGNA DI JAMIE MURRAY, Battle of Brits

PARTECIPANTI
Andy Murray
Dan Evans
Kyle Edmund
Cameron Norrie
Jay Clarke
Liam Broady
Jack Draper
James Ward

Jamie Murray si è mosso come il migliore PR per coinvolgere, con tanto di gruppo WhatsApp, i suoi connazionali per mettere in piedi una sorta di Assoluti del Regno Unito. Il nome evoca una contesa pugilistica: “Battle of the Brits”. Il ricavato andrà in beneficienza per il servizio sanitario britannico (NHS, che ha avuto come paziente eccellente il primo ministro Boris Johnson, pesantemente affetto da COVID-19). Si tratta di un‘esibizione a porte chiuse indoor, trasmessa in diretta streaming da Amazon Prime, che prevede di raccogliere almeno 100.000 sterline per l’NHS, ma ci sarà anche un montepremi per i giocatori ancora da definire. Il torneo si disputerà dal 23 al 28 Giugno e sarà sul modello delle ATP Finals, garantendo ai giocatori almeno tre match (quindi aspettiamoci due gironi e semifinali e finale, con tanto di ragionieri e pallottoliere per calcolare possibili abbinamenti ed eliminazioni).

Di sicuro sarà da non perdere perché tra i partecipanti di sarà Andy Murray, oltre a Dan Evans, Kyle Edmund e Cameron Norrie, Jay Clarke, Liam Broady, Jack Draper, James Ward. “Andy può verificare il recupero della sua anca”, ha detto suo fratello Jamie. Il campione di Wimbledon 2013 e 2016 è fermo da tre mesi per un problema conseguente all’operazione all’anca del Gennaio 2019, decisa da Murray dopo lo struggente match agli Australian Open contro Roberto Bautista Agut.

Jamie, autentico promoter dell’evento, ha sottolineato che i giocatori sono eccitati all’idea di sfidarsi per la prima volta tra loro con un titolo in palio. Insomma, questi Assoluti britannici qui hanno molto appeal, anche perché il periodo è quello di Wimbledon. Quel furbacchione di Binaghi, in caso Roma dovesse saltare e gli Assoluti non attirare i migliori, è facile che le proverà tutte imbastire un torneo sulla terra di Roma a Settembre con i migliori tennisti italiani, sperando nel pronto recupero di Fognini. Dovrà però vincere la concorrenza di Madrid, come spiegato da un editoriale del direttore; noi di Ubitennis per primi lo appoggeremmo.

ESIBIZIONI LOCALI

Tenendo a mente che ormai da diversi giorni sui campi di Bradenton si giocano le International Tennis Series e sempre negli Stati Uniti compaiono qui e là altre esibizioni – come il MatchPlay 120, sia maschile che femminile – e che in alcune nazioni europee come l’Austria (dove Thiem è ovviamente sceso in campo, e vi tornerà proprio oggi) sono partiti mini-tornei tra giocatori locali che si snodano nell’arco di più giorni, anche in altri paesi d’Europa è previsto del tennis a giugno.

Sicuramente in Repubblica Ceca, dove all’esibizione vinta da Kvitova e Vrbenský farà seguito dal 13 al 15 giugno un evento di beneficenza con due squadre capitanate da Kvitova e Pliskova.

In Croazia si giocherà il ‘Croatian Premier Tennisdal 4 al 7 giugno, per iniziativa di Donna Vekic, con partite sia maschili – ci saranno Cilic e Coric – che femminili. In Serbia, oltre alla tappa del circuito messo insieme da Djokovic, si giocherà anche dal 15 giugno a Belgrado un evento misto organizzato da Tipsarevic, che oltre a tennisti serbi vedrà la partecipazione di Coric, Dzumhur e Basilashvili al maschile, Zidansek, Begu e forse anche la nostra Jasmine Paolini al femminile.

Si dovrebbe giocare anche indoor in un’accademia in Russia, a Khimki (non troppo lontano da Mosca), con la partecipazione di diversi top 100. Mancano le date, ma l’intenzione c’è. La voglia di tennis è forte ovunque.

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