Federer: "Con Agassi ho vissuto la stessa esperienza di Berrettini"

Interviste

Federer: “Con Agassi ho vissuto la stessa esperienza di Berrettini”

WIMBLEDON – Roger ha belle parole per Berrettini. Matteo: “Federer è al di là di tutto. Noi siamo qui perché prima c’è stato lui”

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Roger Federer - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Londra, il nostro inviato

Roger Federer è ai quarti di finale per la diciassettesima volta ai Championships e dall’alto della sua esperienza ha parole dolci per Berrettini nel dopo partita. “Forse era nervoso all’inizio, non ha giocato al meglio, io ho risposto molto bene. È importante che non sia troppo deluso, ha fatto un grande torneo e deve guardare avanti”.

A fine partita Berrettini è stato simpatico con il grande campione svizzero. Lui mi ha fatto i complimenti per la mia stagione sull’erba. Io gli ho dett grazie per la lezione, quant’è per la lezione?“.

 

Roger ricorda un’esperienza simile quando era un ragazzo ai primi passi sul Tour. “Ricordo quando agli US Open presi 6-1 6-2 6-4. Sei schiacciato, vai a casa, non capisci cosa ti sia successo. Capisci che devi lavorare più duro. Un’altra volta, sempre a New York dovevo giocare con Mirny, aspettai dieci ore a causa della pioggia e alla fine persi nettamente. Certe sconfitte non le puoi spiegare, l’importante è che in questi momenti non ti lasci andare”.

Simpatico il siparietto con il Direttore in conferenza stampa.

Ubaldo: “Ho bisogno del tuo aiuto, avevo visto Berrettini vincere a Stoccarda e fare semifinale ad Halle…”
Federer: “Non ti ho visto ad Halle, hai preso la strada più comoda e hai guardato il match in tv rilassandoti sul divano” (sorride).

Ubaldo: “Hai ragione, ma l’ho visto e stamattina ho scritto ‘non credo che Berrettini possa battere Federer, ma non perderà 6-1 6-2 61-2’, che invece è stato esattamente il risultato che è venuto fuori…
Federer: Dovresti cambiare lavoro o no, è questa la domanda? Pensaci!“(risata)

Ubaldo: “Sto cercando di pensare cosa puoi avergli detto prima di scendere in campo. Eri il suo idolo, gli hai detto qualcosa che lo ha scioccato? Come lo spieghi?”
Federer: “Onestamente gli ho semplicemente detto ‘ciao’ scendendo in campo, non ho fatto alcun giochetto o pretattica”.

Ubaldo: “So che ti ha detto grazie per la lezione alla fine della partita”
Federer: “È questo che ha detto? Il mio italiano non è abbastanza buono. Cosa stavamo dicendo? Lui serve ad una media di 130 miglia orarie e la seconda a 105-110, ma ha fatto solo tre ace“.

Ubaldo: “Qualcosa di sbagliato?”
Federer: “No, semplicemente più lento, stasera le condizioni erano più fresche e mi sono accorto che non andava bene il servizio. Se fai una media di 225 km/h dovresti avere risultati migliori”.

Ubaldo: “Qualcosa di mentale?”
Federer: “Forse era nervoso all’inizio, ma comunque dovrebbe fare degli ace. Non è stata una buona giornata per lui, per me sì, sono stato bravo a rimandargli tante palle anche grazie alle condizioni di gioco, sono riuscito a manovrare bene con lo slice e lui non mi ha fatto male con il diritto. Poi quando sei sotto di due set velocemente, è dura”.

Ubaldo: Quindi devo dimettermi?
Federer: “Non ancora, prenditi un altro paio di giorni (risata). Poi ne riparliamo”.

Matteo Berrettini, invece è apparso amareggiato ma comunque felice del proprio torneo. “Sto cercando di realizzare, ancora non ho capito bene. Sicuramente sarà un’esperienza che mi farà crescere tanto. Mi ricordo quella partita con Fabio a Roma… provai le stesse sensazioni, mi sentivo in difficoltà. Le sveglie fanno bene. Negli ultimi tornei ho sempre lottato, con tante chance. Era tempo che non mi capitava una partita così. Penso che se la prenderò nel modo giusto come penso farò, mi farà crescere tanto“.

Ma quale è stato il problema principale della partita contro Federer? “È stato un mix, sia il posto, sia lui. Neanche riuscivo a pensare, ero poco lucido. Certamente ho la sensazione che se dovessi giocarci 5-6 volte contro, potrei fare meglio”.Il bilancio dell torneo e della stagione resta comunque ampiamente positivo: “Dovrei essere numero 18, dipende anche dagli altri. Sinceramente anche se avessi perso al primo turno sarebbe stata una grande stagione lo stesso, non devo pensare solo alla sconfitta di oggi, il percorso è importante, ho vinto tanto e devo essere felice di quello che sto facendo. In fondo è solo il secondo anno sul tour, c’è un percorso di maturazione tecnica e mentale“.

Ma cosa ha colpito principalmente Matteo di Roger Federer visto così da vicino? “Mi ero allenato con lui due volte nel 2015 quando io non ero a questo livello. Oggi avevo la sensazione che lui giocasse benissimo. Ti toglie sempre il tempo, sia quando attacca, sia quando rallenta. Anche quando rallenta, è incredibile, ma ti toglie il tempo. È una roba che non si può descrivere. Quando spingi la palla ti torna più veloce, stiamo parlando del più grande di sempre. È una roba che… non lo so! È qualcosa che va al di la di tutto, probabilmente tutti noi siamo qui perché c’è stato lui. Questa è la descrizione”.

John McEnroe ha previsto un ingresso in top10 entro fine anno per Berrettini. “L’ho conosciuto qui, mi ha fatto i complimenti. Mi fa piacere che dica queste cose di me. In questo momento non penso alla top10, soprattutto dopo una partita così… ma fa piacere che uno come McEnroe dica queste cose di me”.

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Djokovic: “Mentalmente è stato il match più duro della mia carriera”

LONDRA – “Magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala”, dice il serbo finalmente con il sorriso dopo il successo a Wimbledon contro Federer. “Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato”

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Djokovic si presenta in sala stampa circa quaranta minuti dopo Roger Federer, ed è accolto dall’applauso scrosciante dei presenti. Il tempo trascorso dalla fine del match ha aiutato a cancellare dal volto di Novak i segni della fatica. Il primo commento è su come ha accolto il successo: “Grazie a tutti. Non ho celebrato molto in campo alla fine della partita, perché è stato soprattutto un enorme sollievo. Ma questi successi sono quelli che danno un senso a ogni minuto speso in campo ad allenarsi e prepararsi”.

La conferenza entra poi nel vivo. Come si è adattato, Nole, a una situazione in cui il pubblico era tutto dalla parte del suo avversario? “Sapevo che dovevo cercare di stare calmo e controllare le mie emozioni, sapevo come sarebbe stato l’ambiente visto che giocavo contro Roger, me l’ero immaginato prima nella mia testa, l’avevo visualizzato in anticipo. Sapevo anche come avrebbe reagito il pubblico. Avere gli spettatori dalla tua parte aiuta, ma se non è così devi trovare il modo di superare la difficoltà. Quando la folla gridava ‘Roger’ io sentivo ‘Novak’. È allenamento mentale… e poi Roger e Novak sono simili!”, sorride il serbo.

 

Il numero 1 del mondo è ben consapevole di quanto sia stato vicino alla sconfitta; nelle due precedenti finali contro Federer aveva più o meno sempre mantenuto il controllo della situazioni, oggi l’andamento è stato diverso. “Sono stato a un solo colpo dalla sconfitta e Roger serviva benissimo. Ho provato a giocare il match prima di entrare in campo, di immaginarmi vincitore, penso mi abbia aiutato. Ci sono energie che non vengono solo dal tuo corpo, ma anche dalla tua mente e dalla tua essenza. Per me è sempre una lotta interiore, oggi ho cercato di chiudere fuori di me tutto ciò che mi succedeva intorno. In alcune fasi ho cercato di lottare. Il coraggio deriva dal potere della visualizzazione che si può fare prima. Ho provato a costruirmi lo scenario in cui io potevo essere il vincente”.

Novak Djokovic – Wimbledon 2019 (via Twitter. @wimbledon)

“La stabilità mentale mi ha salvato nei match-point”, continua Nole, “e mi ha permesso di rimontare e vincere. Mentalmente è stato il match più duro che ho giocato nella mia carriera. Più duro di quello contro Nadal in Australia. Quello più fisico, questo più mentale”.

Poi le questioni tecniche, e le difficoltà proposte da una avversario speciale come Federer: “Contro Federer su erba è difficilissimo perché lui sta attaccato alla linea di fondo e anticipa tutto, qualsiasi palla a qualsiasi velocità. E’ così talentuoso in questo tipo di tennis. Giocare contro Roger significa essere costantemente sotto pressione. Non è facile affrontarlo, a tratti ho sentito di non colpire al meglio la palla. Sapevo avrei dovuto essere incisivo sulle palle meno profonde di Roger: a volte ci sono riuscito, a volte no. Ma soprattutto non ho risposto bene sulle seconde di servizio. La maggior parte della partita ho dovuto difendere, ma ho saputo salire di livello quando contava di più, nei tre tie-break“.

Infine uno sguardo sul futuro e sulla sua eterna rivalità con Nadal e Federer. “Quei due tipi, Roger e Rafa, sono il motivo per cui gioco ancora, mi motivano a provare a fare quello che hanno fatto loro. Non so se ci riuscirò, ma è il mio scopo. Intendevo esattamente quello che ho detto in campo, che Roger mi ispira vedendo quello che fa a quella età. Sì, chissà, potrei immaginarmi qui a 37 anni, se mi divertirò e amerò ancora farlo. Non ho più obblighi verso il tennis, lo faccio per me, e magari fra 5 anni ci ritroveremo in questa sala!”.

“Come è il gusto di questa vittoria? Il miglior gusto di sempre”, assicura il campione di Belgrado. Cinque a Wimbledon, come Borg. Nelle ultime nove edizioni dello Slam londinese, Djokovic ne ha dunque vinti più della metà. E adesso si è tolto anche la soddisfazione, primo in Era Open, di vincerne uno dopo aver annullato match point. Not too bad, come direbbe lui stesso.

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Federer: “Similitudini con il 2008? La delusione. Niente Montreal, torno a Cincinnati”

Wimbledon, lo svizzero dopo la sconfitta più amara della carriera: “Un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due”. E salta l’Open del Canada

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Roger Federer- Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Roger Federer è ancora incredulo quando si presenta in sala stampa dopo l’incredibile finale di Wimbledon persa al tie-break del quinto set sul 12-12 contro Novak Djokovic, probabilmente la più dolorosa sconfitta della carriera: “Certo mi sento triste, forse anche arrabbiato. Non riesco a credere di aver mancato una possibilità così grande”.

Nonostante la delusione tremenda si sforza di trovare dei lati positivi. “Ero sotto un break e l’ho rimontata nel quinto poi un punto ha cambiato tutto, decidete voi quale dei due match-point, è stata dura avere quelle possibilità e sprecarle. Certo, lui ha sempre gestito bene il mio slice, si abbassa molto bene e sbaglia poco. Devi sempre essere aggressivo con lui. E non importa se ho fatto molti punti in più, io so quanto ci sono arrivato vicino, e devo essere contento della mia prestazione. Sappiamo tutti quanto forte sia Novak, quanto lo sia stato per tanti anni, ogni vittoria in più aumenta la sua grandezza. Trovo motivazione in tante differenti situazioni, non sono diventato un giocatore di tennis solo per conquistare record“.

Si sforza poi di guardare già avanti, forse cercando di distogliere il pensiero dalla delusione: “Per riprendermi da una sconfitta così, beh, è come quando sei un break avanti, servi per il match, non va, ma prosegui lo stesso. Non si può rimanere depressi dopo un match così, bisogna avere la mentalità di andare avanti ed essere contenti del proprio livello.
Io lo sono. Penso che giocare sulla terra mi abbia fatto bene, ho avuto un buon ritmo partita, anche a Halle prima di qui”.

Non è dato sapere se la scelta dipende anche dal fatto di aver allungato la stagione disputando anche i tornei di Madrid, Roma e Parigi, ma Roger annuncia che tornerà in campo soltanto per il secondo dei ‘1000’ sul cemento nordamericano. “Guardando avanti, salterò Montreal, per darmi tempo di prepararmi bene per Cincinnati e gli US Open“.

 

Qualche collega gli chiede infine un paragone con la finale persa contro Nadal 11 anni fa e lui trova il modo di sorridere: “Ci sono stati grandi punti oggi, grandi emozioni. Rispetto al 2008? Mah, questa è stata una partita più regolare forse, senza interruzioni, senza il buio alla fine. La similitudine con quella partita, direi che è la delusione che sento“.

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Halep: “La mia miglior partita. Ora potrò venire a Wimbledon anche solo per mangiare!”

LONDRA – Halep felicissima di entrare nel Club di Wimbledon, è la prima rumena a vincere ai Championships. “In Romania non abbiamo campi in erba! Tiriac mi ha sempre sostenuta”

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Simona Halep - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

da Londra, il nostro inviato

Diventare membri del The All England Lawn Tennis Club è un onore di cui Simona Halep oggi potrà fregiarsi.È sempre stato il mio sogno vincere questo torneo, quando avevo 12 anni mia mamma mi diceva sempre, se vuoi diventare qualcuno nel tennis devi vincere Wimbledon, e così ho fatto. Quindi grazie ai miei genitori!”.

E per lei è stata un’ulteriore motivazione. Nello spogliatoio mi hanno ricordato che se avessi vinto il titolo, avrei avuto la ‘membership’ del circolo a vita, ed è stata una bella motivazione! Non mi sembra vero che potrò tornare qui quando lo vorrò, anche solo per pranzare o cenare. E potrò andare nel Royal Box! Lo volevo fortemente, quando ho iniziato il torneo ho detto a tutti che sognavo di diventare membro del Club e ci sono riuscita“.

 

La chiave vincente della partita è stata la mentalità propositiva che Simona ha messo in campo sin dal primo quindici. Ho cercato di essere aggressiva dall’inizio perché lei è fortissima e potente. Ho giocato sicuramente il miglior match della mia vita. Serena è un’inspirazione per tutte noi ma io ho cercato di essere concentrata su me stessa, di essere positiva e rilassata per tutta la partita. Ho giocato ogni punto senza pensare al punteggio. Quando ho visto 5-2 ho detto ok è vero. Ho deciso stamattina come giocare, ho giocato molte volte contro di lei e so quanto è dura. Ho davvero creduto di avere la chance di vincere. Non avevo nessun pensiero negativo, sono riuscita a controllare le emozioni e concentrarmi sulla partita, sentivo molto bene la palla e ho cercato di essere positiva e di mettermi nelle condizioni di giocare al meglio”.

La vittoria al Roland Garros dello scorso anno è sicuramente stata una svolta per la rumena, che le ha consentito di giocare le finali importanti con meno pressioni. “Le finali che ho perso in passato mi hanno aiutato ad affrontare le finali in modo diverso, ho imparato ad affrontarle come una partita normale, senza pensare al trofeo in palio. Sicuramente dopo aver vinto il primo slam ho cominciato a pensare che avrei potuto vincerne altri. Ma lo scorso anno ero esausta e ho dovuto prendere una lunga vacanza per rilassarmi come persona più che come giocatrice. Sento però che, al di là del match di oggi, posso ancora migliorare e sono molto motivata a farlo”.

Dopo la vittoria su Nadal, Roger Federer si era espresso in maniera molto positiva su Simona invitandola ad avere una mentalità vincente anche se aveva di fronte una campionessa come Serena Williams.È stato molto carino con me e le sue parole sono state di aiuto e supporto per me“.

Simona è la prima rumena a vincere i Championships, Nastase perse in finale in cinque set da Smith. “Cosa accadrà in Romania al mio ritorno? Non lo so, penso più o meno quello che successe quando ho vinto a Parigi. Intanto domani ho la cena dei campioni! In Romania non abbiamo nemmeno un campo in erba, quindi è difficile pensare di poter vincere Wimbledon, ma tutti sanno che torneo è questo. Tiriac mi ha aiutato dal 2014 quando persi da Sharapova in finale a Madrid e mi disse che avrei avuto un grande futuro. Stamattina mi ha detto che dovevo godermi la giornata, ma era molto felice dopo e mi ha anche dato un buffetto”.

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