Andy Murray e Serena KO nel doppio misto. Andy: "Per lo US Open c'è tempo, vedremo"

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Andy Murray e Serena KO nel doppio misto. Andy: “Per lo US Open c’è tempo, vedremo”

Finisce agli ottavi l’avventura della supercoppia, che soccombe di fronte a Soares e Melichar. Andy felice: “Ottimo test e gran divertimento”

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Serena Williams e Andy Murray - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Si è conclusa agli ottavi di finale l’avventura nel torneo di doppio misto del combo battezzato Murena, nickname a uso e consumo dell’onnipresente Twitter scelto dalla strana coppia formata da Andy Murray e Serena Williams. I due pluricampioni di Wimbledon sono stati battuti al terzo e decisivo set da Bruno Soares e Nicole Melichar, prime teste di serie in gara e iper-specialisti del contesto di coppia applicato al tennis: il brasiliano è stato il secondo giocatore nella classifica di specialità e due volte campione Slam nel doppio maschile (Australia e New York, sempre nel 2016); la statunitense di Brno è finalista uscente Church Road (perse lo scorso anno in coppia con Kveta Peschke nella sfida decisiva a Krejicova e Siniakova). Un brutto sorteggio, dunque, e una sconfitta non proprio inattesa; un KO anomalo, se così lo possiamo chiamare, che lascia strascichi di sorrisi e buone sensazioni.

Nell’allegra conferenza post match i due hanno inteso sottolineare il buon percorso e i sereni orizzonti, soprattutto attraverso la voce di Serena, al solito più loquace del collega. “È stata un’esperienza fantastica, ci siamo molto divertiti ed è stata un’ottima occasione per conoscere meglio un ragazzo eccezionale come Andy. Non giocavo il misto da tempo immemorabile, e se la grancassa mediatica che ha seguito la nostra avventura è servita a sponsorizzare questa bellissima disciplina sono ancora più felice“. Tempo prezioso tolto alle caldissime fasi finali del torneo di singolare che la stanno vedendo protagonista (domani giocherà la semifinale contro Barbora Strycova)? “Nemmeno per sogno, anzi, tutto ciò mi ha rilassata. Anche perché di fronte alla stampa posso godermela, visto che tutti chiedono solo a lui se giocherà a New York!“.

Clima ilare, come ormai tutti avranno capito, ma tornando seri, perché sarà banale ma quello a noi interessa: Sir Andy Murray salirà davvero sull’aereo in direzione US Open? Tiene tutte le porte aperte, il due volte olimpionico, come prassi e cautela vogliono: “Ho giocato inaspettatamente bene al Queen’s e qui a Wimbledon ho fatto un rodaggio molto buono. Per New York c’è tempo, mancano sei settimane durante le quali dovrò alzare l’intensità degli allenamenti e vedere come sto, giorno per giorno. Per ora posso dirvi che mi sento bene; l’anca non mi sta creando alcun problema“. La decisione verrà svelata presto, ma le sensazioni non sono delle peggiori, dobbiamo dirvi.

 

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Sinner continua a brillare e vola in finale a Ortisei

Jannik vince una gran partita contro Hoang e arriva in finale senza aver perso un set. Sfiderà Ofner, che ha eliminato con un doppio tiebreak Luca Vanni

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Jannik Sinner - Next Gen ATP Finals 2019 (foto Cristina Criswald)

Continua a correre il treno di Jannik Sinner che non sembra intenzionato a fare fermate intermedie. Il giovanissimo azzurro elimina in semifinale il francese Antoine Hoang e approda in finale al Challenger di Ortisei senza aver perso un set in tutto il torneo. Jannik ha dato l’ennesima prova della sua grande solidità tennistica e soprattutto mentale in una partita che sarebbe potuta diventare molto complicata. Nel primo set è stato bravissimo a sfruttare l’unica palla break dell’intero parziale, vinto 6-3. Nel secondo poi, si è trovato sotto 4-1, ma è stato capace di rimontare immediatamente. Il vero punto di svolta della partita è avvenuto nel dodicesimo gioco, quando Hoang si è procurato tre consecutivi set point sul servizio di Sinner, senza però riuscire a convertirli. Al tiebreak, l’azzurro è stato chirurgico come nel primo set e con un singolo minibreak si è assicurato l’accesso alla finale.

Questa vittoria gli garantisce un nuovo best ranking di numero 83, che potrebbe ulteriormente migliorare se riuscisse a vincere il torneo. In quel caso Sinner, che è arrivato a Ortisei da numero 96 della classifica ATP, si piazzerebbe al 78esimo posto. Il dato già di per sé è ottimo vista l’età, ma diventa ancora più impressionante se si considera che, esattamente un anno fa, Jannik sedeva alla posizione numero 762. Una crescita esponenziale figlia del talento e della testa del ragazzo, oltre che dell’ottima gestione del suo team guidato da Riccardo Piatti.

In finale a Ortisei purtroppo non ci sarà il derby contro Luca Vanni, che è stato eliminato in due tiebreak da Sebastian Ofner. Sconfitta amara per l’italiano che non ha mai concesso palla break all’avversario e non è a sua volta stato capace di convertire ben otto occasioni sul servizio di Ofner, tra cui cinque set point nel secondo parziale.

 

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Monfils contro… Monfils: Gael ricrea le sue magie

Il funambolico francese è chiamato dall’ATP a replicare i suoi colpi più spettacolari. Come sarà andata?

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A Londra c’è anche lui, anche se non come giocatore. Gael Monfils si è dovuto accontentare del posto da riserva per questa edizione delle ATP Finals, ma si sa come il francese trovi difficoltà nello stare con le mani in mano, soprattutto in prossimità di un campo da tennis. A rendere uniche le giocate di Gael Monfils non è solo la spettacolarità dei suoi colpi ma anche la facilità con la quale il tennista francese le mette in atto. Tuttavia dando uno sguardo più attento ci si rende conto che facili quei colpi non lo sono affatto, tanto che lo stesso Gael trova difficoltà nel replicarli.

Il numero 10 del mondo ha così accettato la classica sfida del “se ci provi altre 100 volte non ci riesci”, e ha dimostrato come alcuni suoi capolavori siano veramente difficili da ricreare. “Prima di giocare colpi del genere non ho la minima idea di cosa andrò a fare“, ha ammesso sorridendo il 33enne francese.

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ATP Finals, doppio: Herbert\Mahut a caccia del titolo, sarà finale contro Cabal\Farah?

La coppia francese, ancora imbattuta, cerca il primo titolo al Masters. I colombiani non vogliono sfigurare da numeri 1 del mondo. In semifinale anche Klaasen/Venus e Kubot/Melo

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Juan Sebastian Cabal e Robert Farah - ATP Finals 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Uno dei meriti che si può attribuire alle ATP Finals di fine anno è quello di dare risalto al doppio, una categoria sempre più in difficoltà che a Londra occupa lo stesso palcoscenico riservato ai singolaristi, pur non ricevendo la stessa attenzione da parte del pubblico. Anche in questa edizione tra i semifinalisti si leggono nomi di spicco e non mancano i campioni Slam. Il gruppo intitolato a Max Mirnyi è stato vinto dal duo francese Herbert\Mahut – senza che questi perdessero neanche una partita – e insieme a loro sono passati anche i numeri 1 Cabal\Farah. Il gruppo Jonas Bjorkman invece è stato superato da Klaasen\Venus e Kubot\Melo.

Con la vittoria di ieri per 6-3 7-6(4) su Tecau e Rojer, i due francesi hanno conquistato la testa del girone e allungato la striscia di vittorie consecutive a 14 (tra le quali c’è il titolo a Bercy), ma i loro prossimi avversari non si faranno impressionare da questi numeri dato che sono stati loro gli artefici della loro più recente sconfitta. Abbiamo una grande prova e una grande partita in semifinale contro Lukasz Kubot e Marcelo Melo. Ci hanno battuto tre settimane fa (a Vienna), quindi è una bella sfida e proveremo a vendicarci ha ammesso Pierre-Hugues Herbert.

Ad approfittare del risultato di ieri sono stati i due colombiani Juan Sebastian Cabal (in armonia sia col suo team che con i suoi dottori) e Robert Farah, numeri 1 della categoria, che hanno passato il turno insieme ai francesi. Mahut ci ha scherzato sopra: Forse se giocheremo contro di loro in finale se lo ricorderanno(Il risultato) è buono per loro, è buono per la Colombia ed è buono per noi”. Intanto loro si preparano a sfidare la coppia formata dal sudafricano Raven Klaasen (finalista nel 2016) e il neozelandese Michael Venus, alla sua terza partecipazione.

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