Il centrale di Wimbledon appartiene a Federer: 12esima finale, Nadal KO

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Il centrale di Wimbledon appartiene a Federer: 12esima finale, Nadal KO

LONDRA – Sarà ancora Federer-Djokovic, per la terza volta in finale a Wimbledon. Nadal deve arrendersi alla distanza. Sedicesimo confronto diretto vinto da Federer

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Roger Federer - Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

[2] R. Federer b. [3] R. Nadal 7-6(3) 1-6 6-3 6-4 (da Londra, il nostro inviato)

Poco da fare, finchè ci saranno loro due, ogni partita in cui si troveranno sullo stesso campo da avversari avrà il sapore del momento unico. In un tempio del tennis quale il centrale di Wimbledon, poi, la magia diventa completa. Roger Federer e Rafael Nadal, detto Rafa, arrivano alla 40esima , 24-15 per lo spagnolo. Per Roger siamo alla semifinale dei Championships numero 12, di cui 11 vinte, per Rafa alla sesta, di cui 5 vinte. Non entra uno spillo sulle tribune, i biglietti per la sessione pomeridiana di oggi superavano le 4000 sterline l’uno. 

MEGLIO FEDERER – Fin dall’inizio, Federer e Nadal si martellano a vicenda con il servizio, senza lasciare possibilità al ribattitore. Come previsto, sono entrambi molto aggressivi. Nei primi 7 game, arrivati al 4-3 Federer, in totale chi risponde ha fatto 5 punti (3 Rafa, 2 Roger). In particolare Nadal sta servendo come un treno, confermando la tendenza vista nel torneo, con velocità e precisione non inferiori all’avversario. Nell’ottavo game Rafa va sotto 30-40, palla break, grazie a una buona pressione di Federer. Dopo un grandissimo scambio che manda in apnea l’intero stadio, alla fine l’errore di rovescio di Roger lo salva. Gran livello, nessuna responsabilità di Federer qui, ha tirato tutto anche in controbalzo, ma non è riuscito a sfondare. A dir poco autoritario in battuta (3 ace, siamo a 7 in totale), lo svizzero sale 5-4, lo imita in modo altrettanto solido Nadal, 5-5. Con l’imprendibile servizio scagliato poco fa, Roger supera il record di ace a Wimbledon, che apparteneva a Goran Ivanisevic, 1398 contro 1397.

Sempre all’attacco Roger va 6-5 e si garantisce il tie-break, poi nel game successivo tira tre legnate da applausi e si prende il 40-40. A due punti dal set lo svizzero, in comando dello scambio, stecca male un dritto inside-in, forse la prima vera occasione mancata per colpa sua. Poco dopo, ecco il tie-break.

Nel primo punto mini-break Rafa, con un recupero in avanti che va all’incrocio, poi errore dello spagnolo, che col servizio sale 2-1. Un brutto slice in rete di Federer manda Rafa avanti 3-2 e battuta, ma una grandissima risposta in allungo di rovescio dello svizzero, doppiata dall’attacco e dalla volée, riequilibra le cose, siamo 3-3. Ancora il buon rovescio in ribattuta (lo sta giocando tanto e bene oggi), e poi il drittone in cross premiano Roger, che aggredisce ogni palla, e con smash e poi servizio esterno sale 6-3 e 3 set-point. Il lungolinea di dritto che chiude il parziale e consegna il 7-6 a Federer fa letteralmente venire giù lo stadio. Visto il gioco espresso in campo, e le opportunità avute, alla fine è giusto che sia avanti Roger. Non è un match straordinario, per ora, ma le fasi non tanto emozionanti della prima parte del set sono state abbondantemente compensate dallo splendido tie-break giocato dallo svizzero. Sono passati 51 minuti, vincenti-errori 16-10 Federer, 7-4 Nadal.

Roger Federer – Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

RAFA FA 1-1 – Rovescio diagonale strepitoso di Roger nel primo game, in generale sta soprattutto rispondendo benissimo da sinistra, il che ovviamente va a limitare molto una delle traiettorie più efficaci di Rafa, la curva mancina. Lo spagnolo è sotto pressione quasi sempre anche in battuta, e solo le sue grandissime doti di incontrista lo tengono a galla: siamo 1-0. Un rovescio in controbalzo illegale di Federer sul top-spin alto e profondo di Nadal fa ammutolire il pubblico, ma la reazione di Rafa (che lottatore) è una gran risposta che punisce il serve&volley di Roger, e arriva la prima palla break per lo spagnolo.

Annulla Federer con attacco e smash, poi subisce la pressione avversaria, altra palla break, e qui la volée di rovescio è perfetta, bravissimo Roger. Il game prosegue, altra parità, il livello sta salendo moltissimo, sono straordinari tutti e due a momenti. La botta esterna col servizio dà l’1-1 a Federer, l’equilibrio è totale ora. Un Roger strepitoso, che alterna botte a tutto braccio a tocchi sopraffini si prende il 15-40 e due palle break nel terzo game. Nadal annulla la prima con servizio e dritto, il gratuito di Federer in risposta fa sfumare la seconda. Ace Rafa, ed è 2-1, l’inizio di questo secondo set è veramente lottato, il pubblico è felice, bello esserci, sinceramente. 

Rafa sale con la pressione, Roger sbaglia qualcosa e va sotto 0-40: dopo un’ora e 18 minuti ecco il primo break, 3-1 Nadal, un piccolo passaggio a vuoto per lo svizzero che rischia di costargli caro. Sembra avere fretta adesso Federer, fallisce risposte che prima gli entravano, mette in rete una volée non impossibile, ed è 4-1 per lo spagnolo. Continuano le incertezze per Roger, che va sotto 30-40 nel sesto game, stecca un dritto in avanzamento senza senso e perde di nuovo la battuta. 5-1 Rafa. Il momento di pausa agonistica di Federer ora è preoccupante, l’ottimo Nadal ne approfitta e chiude 6-1, un set pari. Si riparte da zero per entrambi, dal punto di vista di Rafa un’iniezione di fiducia un po’ regalata ma ovviamente graditissima, per quanto riguarda Roger, sarà bene che riattacchi la spina velocemente. Un’ora e mezza scarsa (88 minuti), e cominciamo una partita 2 su 3.

 
Federer Nadal – Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

SORPASSO ROGER – Due ace e un bell’attacco per Federer, al servizio per primo, ed è 1-0, pare essersi scosso. La battuta di Roger ritorna a funzionare, quella di Rafa non ha mai smesso, e si prosegue spalla a spalla. Standing ovation per una sequenza dritto in recupero/rovescio lungolinea vincente di Federer, ancora applausi per il super scambio che dà una palla break allo svizzero sul 2-1. La volée di rovescio che gli consegna il primo break della sua partita fa esplodere il pubblico: che game, che atmosfera. 3-1 Roger. Reagisce Rafa, di splendido agonismo, si prende il 15-40 e due palle del contro-break (un doppio fallo di Roger), ma se le vede cancellare prima da uno smash, poi da uno scambio incredibile, a livelli di Melbourne 2017. Un errore dello svizzero porta alla terza opportunità per Nadal, l’attacco di dritto salva anche questa. In questa fase si stanno prendendo a pallate a tutto braccio scambio dopo scambio, l’intero centrale è a tratti in apnea, quando Federer tiene e sale 4-1 l’ovazione non è solo per lui, ma sa di ringraziamento a entrambi per lo spettacolo che ci stanno facendo vedere.

Adesso quello scosso pare Rafa, che in questo momento ha sbagliato appena 9 palle su 148 punti totali giocati, eppure è in svantaggio. Lo spagnolo subisce un punto molto fortunato (riga e poi nastro), va sotto 15-40, due palle break che praticamente terminerebbero il set. Di grinta e rabbia le cancella, che fenomeno di agonismo, siamo 4-2.  Roger martella e sale 5-2, Nadal accorcia: ora si sono comprensibilmente un po’ calmati, i primi cinque game di questo set sono stati illegali, roba da mascella in mano. Al servizio per il terzo parziale, tranquillo e autoritario Federer chiude 6-3, due set a uno per lui. 

Per Roger ha fatto la differenza l’essere uscito vincitore dalla terrificante scazzottata, di livello inarrivabile per intensità e qualità tecnica vista da parte di tutti e due, che ha portato al 4-1. Solo loro, e il miglior Djokovic, sono capaci di roba simile; ho visto gente in tribuna stampa che seguiva Wimbledon dai tempi di Borg e McEnroe guardarsi come a dire “ma è umano giocare così?”. Personalmente, come detto, l’ultima volta che ho visto con i miei occhi picchi simili è stato nel gennaio del 2017 a Melbourne. Sarà un caso, ma in campo c’erano sempre gli stessi. 

APOTEOSI SVIZZERA – Il quarto set vede il bel tennis continuare senza pause, nel terzo game Federer (sempre con l’acceleratore a tavoletta in risposta) va all’assalto della battuta avversaria e a furia di dritti spettacolari si prende il 15-40. Nadal è splendido ad annullare la prima, la rispostona di rovescio tra i piedi di Roger lo condanna sulla seconda. 2-1 e servizio per lo svizzero, ora il match teoricamente è nelle sue mani, ma è ancora lunga (o almeno lo speriamo tutti e 15.000 qui, le sensazioni sono elettrizzanti). Federer adesso ha piantato gli appoggi sulla riga di fondo, e non indietreggia di un millimetro qualsiasi cosa gli spari addosso Rafa, palleggiando a tutto braccio in controbalzo con scioltezza disarmante. Io non so come descriverlo, son cose che bisogna vedere coi propri occhi, incredibile. Dall’altra parte, l’animale da tennis che è Nadal si rifiuta di lasciarsi travolgere, e tiene con classe e grinta infinita.

Due game di battuta ben tenuti, e siamo 3-2. Le statistiche della IBM ora dicono 42 vincenti, 25 errori Roger, 23-19 Rafa, ma son numeri che non bastano, tantissimi scambi a dir poco pazzeschi sono finiti con un errore, ma dopo dozzine di legnate da fantascienza, quelli come li contabilizziamo? 

Si fa aggressivo Nadal nel quinto game – mamma quanto gli cammina la palla! – però Federer si difende e serve alla grande, salendo 4-2. Tiene bene anche Rafa, 3-4, ora si arriva alle fasi in cui ogni punto può decidere tutto. Roger sembra salito definitivamente in cattedra, tira missili alla battuta, tocca con maestria la palla a rete, siamo 5-3. Nadal è all’ultima spiaggia, ma non intende regalarla, e lotta come un leone. Dritto lungolinea da fenomeno di Federer, parità, servizio Rafa, poi ancora parità, siamo veramente in bilico. Botta d’incontro Federer, ed è match-point: annulla lo spagnolo con un gran servizio centrale, poi ace, poi pazzesco Roger con risposta e rovescio lungolinea, ancora parità. Il secondo match-point, dopo un errore di Rafa, viene ancora cancellato dalla battuta dello spagnolo, che poi tiene per il 4-5, e l’ovazione dello stadio è per lui. Può succedere qualsiasi cosa, in realtà.

Al servizio per chiudere, Federer mette l’ace a uscire, poi subisce la spinta di Nadal, siamo 30-30. Un imperdonabile errore dello svizzero, che non chiude un dritto a un metro dalla rete e poi stecca lo smash, porta alla palla del contro-break che riaprirebbe tutto. Rafa però un rovescio in rete. La gran combinazione a rete di Roger gli dà il terzo match point, e qui è sovrumano Nadal ad annullare col vincente al termine di uno scambio da cuore in gola. La gente è impazzita, ace Federer, quarto match-point, e ancora passante Rafa, non ho parole. Drittone esterno Roger, quinto match-point, e quando la palla di Nadal sfila lunga, l’applauso da brividi che li accompagna sembra infinito. Pelle d’oca alta due dita, grazie Rafa, grazie Roger. Con il grande Djokovic visto fin qui, sarà una finale che potrebbe essere indimenticabile.

Wimbledon 2019 (via Twitter, @wimbledon)

DICHIARAZIONI A CALDO – “Sono esausto, è stata dura” dice dopo pochi istanti Federer.Rafa per rimanere nel match ha giocato colpi incredibili. Anche il pubblico è stato incredibile, le battaglie con Rafa sono sempre speciali. Ho vinto i punti più importanti della partita e gli scambi lunghi. La finale? Spero di riuscire a portare Djokovic al limite, sarà difficile. Sappiamo che non è n.1 per caso. Sarà un’altra partita speciale. Il primo set è stato duro, buon tie break, ho servito bene, ci sono stati scambi veloci. Il sole e il vento dal lato basso davano fastidio, ho preso il break lì, e Rafa era ‘in the zone’ nel terzo e nel quarto ci sono stati scambi brutali che sono riuscito a vincere, e lì è girata dalla mia parte. Di sicuro è sempre bello giocare con Rafa qui, l’ultimo game è stato pazzesco, sono sollevato che ora sia finita, sento di aver giocato alla grande tutto il quarto set“.

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ATP Halle: Federer va al minimo, Ivashka cede comunque in due set

Lo svizzero vince all’esordio contro il qualificato bielorusso nonostante molte incertezze in risposta. Affronterà il vincente di Auger-Aliassime vs Hurkacz

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[5] R. Federer vs [Q] I. Ivashka 7-6(4) 7-5

Il primo match su erba di Roger Federer dopo due anni ha avuto tutte le caratteristiche di un match di rodaggio che si è concluso nel modo più positivo possibile: una vittoria in due set..

Il bielorusso Ilya Ivashka aveva passato brillantemente le qualificazioni e specialmente nel primo set sembrava più a suo agio sul campo del suo pluridecorato avversario. Federer ha avuto enormi difficoltà alla risposta raccogliendo appena due punti fino al tie-break. Era stato dunque l’elvetico ad annullare le uniche palle break del parziale sul 15-40 nel quarto gioco. Federer è apparso guardingo e circospetto nei movimenti sulla scivolosa erba tedesca, attenzione che Roger ha spiegato così:
“Qui è molto diverso da Wimbledon, perché fanno crescere questi blocchi d’erba fuori e poi li portano dentro lo stadio. In pratica dopo un paio di giorni nella fascia centrale possono già esserci rimbalzi irregolari. A Wimbledon è tutto diverso. Quando ero giovane c’era l’idea che giocare una volée fosse sempre meglio di giocare un passante. Oggi non è più così.”

 

Una volta arrivato al tie-break, Federer ha ingranato la marcia in risposta prendendo più punti (3) di tutto il set in precedenza. Arrivato fino al 6-1, ha chiuso infine 7-4 dopo essersi concesso un doppio fallo.

Nel secondo set, Federer è più attento in ribattuta e sembra non avere alcuna intenzione di portarsi l’avversario fino al tie-break. Ha già un match point sul 5-4 annullato dal bielorusso con una tremebonda volée vincente deviata dal nastro. Infine cede la battuta nel dodicesimo gioco con l’elvetico capace di alzare ancora i giri del motore. In conferenza stampa Roger è apparso soddisfatto:
“Sono contento di aver superato questo primo test dopo che Parigi mi aveva già dato buoni segnali. Sono felice di giocare di nuovo sull’erba soprattutto”

Intanto già dagli ottavi di finale la qualità dei suoi avversari si alzerà notevolmente: Federer attende il vincente del match tra Felix Auger-Aliassime e Hubert Hurkacz.

Negli altri incontri di giornata si segnala il ritiro di David Goffin costretto ad abbandonare dopo una scivolata sul prato contro il francese Moutet.

Il tabellone completo

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ATP Queen’s: Sinner subito eliminato da Draper

Jannik serve per il set in entrambi i parziali che poi cede al tie-break al coetaneo n. 309 della classifica

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[WC] J. Draper b. [3] J. Sinner 7-6(6) 7-6(2)

Inizia con una sconfitta l’avventura sui prati di Jannik Sinner, sconfitto in due tie-break dal coetaneo Jack Draper nonostante le tante occasioni che ha saputo crearsi. L’azzurro ha infatti avuto sei palle per il 5-0, ha servito per chiudere in entrambi i parziali e mancato due set point nel primo. Draper, però, non ha mai smesso di crederci, a partire da quel quinto gioco – e soprattutto una volta vinto – che a conti fatti ha fatto la differenza.

È stato in assoluto il sesto incontro sull’erba per Jannik, il secondo in un tabellone principale, ovviamente tutti risalenti al 2019, sia per lo stop forzato dei circuiti di dodici mesi fa, sia per la scelta (se di scelta si può parlare) di rimanere sulla terra dei Futures italiani nella sua prima stagione da professionista. Si trattava invece della seconda apparizione nel Tour per Jack, meglio attrezzato dal punto di vista muscolare, dopo lo sfortunato esordio a Miami, quando, visibilmente stremato già da diversi punti, si accasciò a terra in preda alle vertigini alla fine del primo set.

 

IL MATCH – I giochi sono quasi tutti lottati, ma Jannik spinge bene con entrambi i fondamentali, si esibisce in un paio di ricami a chiudere le discese a rete in controtempo e vola avanti di due break, salvo poi restituirne uno dopo non essere riuscito a concretizzare le sei occasioni nel lunghissimo quinto game. Draper, al quale la scala discreta, arrotondata e probabilmente non aggiornata dell’ATP dà tre centimetri in più di Jannik, riesce finalmente a far valere le sue curve mancine – ottimo lo slice interno sull’erba ancora immacolata del Queen’s– e rimane in scia. Alla battuta per far suo il parziale, due brutti dritti in uscita dal servizio aprono uno spiraglio all’avversario che non si fa pregare e, piazzato un drittone vincente, approfitta di un altro gratuito altoatesino. Deluso e arrabbiato, Sinner non gioca al meglio neanche il successivo turno di risposta e viene agguantato sul 5 pari da un Draper ormai completamente in fiducia.

In un momento in cui gli scambi sono favorevoli al n. 309 ATP, Jannik estrae tre ace nulla meno che provvidenziali per giocarsi il tie-break. Di nuovo, il nostro ha l’occasione di chiudere con il vantaggio del servizio sul secondo set point consecutivo, ma perde gli appoggi finendo a terra e, benché sia felino nel rialzarsi, fallisce il colpo successivo. Il doppio fallo manda per la prima volta avanti Draper che cinico si prende il set, mentre l’azzurro mostra la sua stizza verso il proprio angolo. Sei ace per Jannik ma 57% di prime in campo trasformate solo nel 61% dei casi sono numeri non certo entusiasmanti sull’erba, per quanto di poco inferiori a quelli britannici.

Numeri che cambiano radicalmente in positivo per entrambi nella seconda partita che diventa molto più “da erba” e per sei giochi la risposta raccoglie davvero pochissimo. Poi, la prima di servizio abbandona la wild card, c’è anche un doppio fallo e Sinner ne approfitta immediatamente per passare in vantaggio. Di nuovo chiamato a chiudere con la battuta, Jannik manca nuovamente l’appuntamento, a dispetto di un bel regalo dell’altro e pagando con un errore uno scambio in controllo in cui avrebbe forse dovuto osare di più.

È ancora tie-break, dunque, e il diciannovenne di Sutton mette subito spazio tra sé e il nostro con un perfetto anticipo di rovescio lungolinea. È stato estremamente solido per tutto l’incontro, Draper, soprattutto in questo parziale e continua a tirare dritto come un treno fino alla chiusura con l’ace numero 11. Nel secondo set, Jannik ha finito con il pagare un prezzo pesante per quelle sole nove seconde di servizio a cui è dovuto ricorrere vincendo però appena due punti, ma in generale è mancata la freddezza nei momenti di vantaggio.

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Queen’s: Berrettini tds N.1, derby con Travaglia al primo turno. Murray pesca Paire

I primi quattro giocatori italiani fra i seed: Sinner esordisce con Draper, Fognini con Lu, Sonego con un qualificato

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Matteo Berrettini - Stoccarda 2019 (foto via Twitter, @ATP_Tour)

Nastri di partenza per i Queen’s Club Championships, o cinch Championships per ragioni di sponsor, uno dei tornei più antichi del mondo e grande prodromo londinese a Wimbledon (erba, tabellone da 32 giocatori, financial commitment di €1.427.455). La qualità dell’entry list di quest’anno è decisamente più bassa rispetto a quella del 500 “rivale” di Halle (un membro della Top 10 contro cinque), ma il torneo avrà comunque motivi di grande interesse, in particolare per gli appassionati italiani.

Saranno infatti cinque i rappresentanti azzurri al primo turno, compreso il primo favorito Matteo Berrettini che ha pescato Stefano Travaglia. Il vincitore fronteggerà il vincente di quello che è forse il match più interessante, vale a dire quello fra Andy Murray e Benoit Paire – il britannico (cinque volte vincitore) ha ricevuto una wildcard e tornerà alle competizioni per la prima volta da marzo. Chi uscirà da quell’ottavo troverà presumibilmente Dan Evans.

Sempre nella parte alta ci sarà anche Fabio Fognini, tds N.8: il ligure esordirà contro Lu (in campo grazie al Protected Ranking) prima di trovare Marin Cilic, due volte campione del torneo e impegnato domani nella finale di Stoccarda. In caso di accesso ai quarti, Fognini troverebbe probabilmente Alex De Minaur, anche se su una superficie così rapida non va sottovalutato Reilly Opelka.

 

Di seguito il tabellone:

Nella parte bassa, la tds N.3 Jannik Sinner esordirà contro una delle (poche) speranze del tennis britannico, vale a dire il suo coetaneo Jack Draper, che ha ben impressionato nel suo esordio ATP a Miami prima di collassare per il caldo – il mancino si trova a suo agio sui prati, avendo raggiunto la finale di Wimbledon juniores nel 2018. In caso di vittoria, Sinner troverà Bublik o Chardy, e poi Karatsev o Norrie.

Il settimo seed Lorenzo Sonego, infine, se la vedrà con un qualificato. Agli ottavi gli toccherebbe uno fra Bedene e Tiafoe, e ai quarti il secondo favorito Denis Shapovalov, che però potrebbe avere un ottavo non semplice con il campione uscente di singolare e doppio Feliciano Lopez, contro il quale ha già sofferto questa settimana a Stoccarda.

L’unico italiano presente nelle qualificazioni, Roberto Marcora, è stato invece eliminato questa mattina al primo turno per 6-3 7-5 dal cileno Alejandro Tabilo.

Qui i tabelloni aggiornati del Queen’s e degli altri tornei della prossima settimana

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