Kyrgios trasforma Washington in un'arena: annulla match point a Tsitsipas e va in finale

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Kyrgios trasforma Washington in un’arena: annulla match point a Tsitsipas e va in finale

L’australiano ha prevalso sul favorito del torneo per 6-4 3-6 7-6 (7), dopo essersi incartato in un match a tratti dominato, e giocherà per il secondo titolo 500 dell’anno contro Medvedev, che ha posto fine alla favola di Gojowczyk

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Nick Kyrgios - Washington 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

La nottata di sabato ha portato in dote le semifinali del Citi Open. La sfida più attesa era di gran lunga quella fra la testa di serie N. 1, Stefanos Tsitsipas, e Nick Kyrgios, trasposizione tennistica del “si je t’aime, garde à toi” della Carmen di Bizet, i cui fini e motivazioni rimangono imperscrutabili, ma che questa settimana pareva intenzionato a giocare, tant’è che, come il suo avversario, era arrivato in semi senza perdere set. Pareva e pare, se è vero che al termine di due ore di gioco ad alto tasso di intrattenimento è stato lui a guadagnare la finale, dopo aver persino annullato un match point.

Nick Kyrgios – Washington 2019 (via Twitter, @ATP_Tour)

La sfida presentava molteplici tangenti: i due non erano mai parsi in grandi rapporti, almeno stando ad un paio di tweet passati, ma questa settimana, a sorpresa, hanno giocato il doppio insieme, uscendo sì al primo turno, ma suscitando un post di apprezzamento da parte dell’australiano su Instagram.

Prima della partita, Kyrgios aveva definito il greco un suo “polar opposite”, per la diversa attitudine nei confronti del gioco: Tsitsipas è chiaramente intenzionato ad apporre la sua firma nella storia del gioco, mostrando forse la maggior propensione a soffrire fra i NextGen – anche se superficialmente potrebbe non apparire, dato il suo gioco elegante. Nick, di contro, ha a sua volta in testa una collocazione nel pantheon tennistico, ma vive la propria carriera su una filosofia da “king-of-the-hill”, mostrando interesse solo in relazione al valore dell’avversario. L’approccio indifferente di Kyrgios al tennis dà una tinta d’incompiutezza a molte delle potenziali rivalità future, compresa questa, perché la sensazione è che questi ragazzi si stiano incontrando meno del previsto (anzi, mai prima di ieri) per la sua inabilità nello sfruttare appieno il proprio potenziale.  

 

Peraltro, Tsitsipas nel pre-partita ha notato come fra i due ci siano anche molti punti di contatto: le radici greche, una certa hybris (come detto, declinata secondo due visioni del mondo piuttosto diverse), l’essere fra i pochi giovani ad aver battuto i Big Three (assieme a Thiem), e una dedizione più simile di quanto non si pensi – pur supportata da una velocità di braccio Mach 3, la tecnica di dritto di Kyrgios, con flessione del gomito e impugnatura Western, non è certo il frutto del puro istinto.

LA PARTITA – Per una volta l’australiano ha mostrato quella dedizione, ovviamente shakerata secondo i suoi dettami: già nel secondo punto si è fatto scavalcare da un lob e ha giocato la carta tweener, provocando un errore, ma ha anche impattato molte risposte profonde, risultando addirittura manovriero a tratti. L’atteggiamento accorto (con un twist) ha pagato nel terzo game: una palla corta fintata in salto e un passante di rovescio stretto gli hanno dato il 15-40, subito concretizzato con una risposta pesante ed un dritto incrociato, pizzicando Tsitsipas nonostante le molte prime in campo.

Una volta in vantaggio, Kyrgios ha praticato dell’autentico dissing, inscenando un paio di gag probabilmente tarate sulle fisime dell’avversario odierno: dopo una stop volley di rovescio incrociata ha battuto il pugno a tutta la prima fila; quando Tsitsipas è andato a cambiare racchetta sul 3-4, Kyrgios ha dapprima sparato tre pallate al muro, per poi cambiare racchetta a sua volta; sul 5-3, ha attaccato di rovescio a una mano incrociato e chiuso a rete. Intoccabile al servizio (93% di punti con la prima), si è procurato due set point con una staffilata di dritto in corsa, chiudendo in 32 minuti con il colpo più violento del parziale.

Tsitsipas ha iniziato ad innervosirsi sul finire del primo parziale, conscio di non avere molte armi a disposizione – neanche un vincente di dritto – e l’inizio del secondo ha confermato l’andazzo: risposta vincente di dritto di Kyrgios e due palle break immediate, sfruttate al secondo tentativo su una volèe sbagliata.

A quel punto, però, il mood di Kyrgios si è palesato in tutta la sua volubilità: ad un breve litigio con uno spettatore all’inizio del quarto game è corrisposto un abbassamento della percentuale di prime, che l’ha portato a concedere il contro-break con un doppio fallo e a ricevere il primo warning per racquet abuse. Tsitsipas, incredulo per l’ingenuità dell’avversario, si è tolto dalle corde, e ha trovato conferme dal servizio al centro, mettendo la testa avanti e provocando un’ulteriore sfuriata che ha prodotto un penalty point. Qualcosa si è irrimediabilmente rotto nella concentrazione dell’australiano, che ha subito concesso un altro break, trafitto da una risposta profonda. Da lì, ha smesso di giocare (come suo solito), e ha continuato a chiedere all’angolo perché avrebbe dovuto continuare ad impegnarsi dopo questo trattamento, dando il là a Tsitsipas per chiudere il set 6-3.

All’inizio del terzo Stefanos ha provato a lasciare che NK sbagliasse da par suo, utilizzando spesso il rovescio tagliato, ma l’australiano è riuscito a ricomporsi, e l’atmosfera si è ulteriormente alleggerita quando Kyrgios ha portato un nuovo paio di scarpe al suo avversario (alla quarta partita di fila con problemi calzatori), genuflettendoglisi davanti, e il passaggio dalla lirica tragica alla commedia gli ha dato immediato giovamento, almeno dal punto di vista della pugna.

La partita ha così vissuto il suo momento di maggior equilibrio: abbandonato nuovamente dalla prima, Kyrgios si è salvato nel quinto game, ma da lì i turni di battuta sono proseguiti senza grossi intoppi fino al tie-break decisivo. Lo shoot-out è stato schizofrenico: Kyrgios si è preso il mini-break con una risposta di rovescio inside-out, salendo 2-1 e dando l’impressione di essersela portata a casa, specialmente quando un vincente di dritto a uscire gli ha dato il 5-1. Tsitsipas ha però recuperato grazie a un passante di dritto e a un doppio fallo suicida causato da una seconda sparata sopra i 200. Un gran servizio ha dato al greco un match point, cancellato da una prima vincente. Allo stesso modo se n’è andato il primo match point per l’australiano, che però se n’è procurato uno sul servizio grazie a una volèe di dritto sbagliata da Tsitsipas, e ha chiuso con un dritto a campo aperto, prendendosi un posto in finale dopo 2 ore e 7 minuti.

Sul match point, Nick ha ripetuto la gag messa in scena in semifinale: ha chiesto a una spettatore dove servire, e una volta vinti punto e partita (questa volta gli è servito un colpo dopo il servizio), è corso da lui per ringraziarlo.

Sono contento per come sono riuscito a uscire da una brutta situazione”, ha commentato Kyrgios sul suo sfogo nel secondo set. “Ho tenuto duro all’inizio del terzo set e sono riuscito a competere. Ho dato tutto e mi sono dato la chance di vincere. Sono contento di come ho combattuto”. Nonostante la delusione, Tsitsipas ha dimostrato grande maturità a fine partita. “Qualcuno ama Nick, qualcuno lo odia. Io credo che abbiamo bisogno di giocatori come lui nel tennis, altrimenti le cose diventerebbero troppo serie“.

IN FINALE CONTRO MEDVEDEV – L’avversario di Kyrgios in finale sarà Danil Medvedev, che ha battuto il lucky loser tedesco Peter Gojowczyk 6-2 6-2 in 55 minuti in un match senza storia, suggellando l’ottavo posto in classifica, suo best ranking.

Dopo un inizio a fari spenti, con break e contro-break, Medvedev ha preso il largo, sfruttando le incertezze del tedesco con il dritto e piazzando un paio di risposte chirurgiche, che gli hanno dato il controllo sul 3-2. Gojowczyk, alla sesta partita in sette giorni, non aveva oggettivamente le energie per provare a rientrare, essendo peraltro un colpitore senza troppi paracadute, uno stile di gioco che mal si sposa con la mancanza di lucidità, e ha rapidamente concesso un altro break a zero, con il russo, raro contrattaccante di due metri, a calamitare ogni palla senza aprire angoli.

Il secondo set ha presentato poche varianti: quattro errori consecutivi hanno condannato Gojowczyk nel quinto game, e un doppio fallo sulla palla break hanno dato alla terza testa di serie il 5-2 e servizio, rapidamente rifinito con un ace di seconda. Il teutonico può comunque festeggiare la special exemption ricevuta dall’Open del Canada per la prossima settimana, mentre Medvedev cercherà di prendersi la rivincita su Kyrgios, vincitore dell’unico precedente a Roma lo scorso maggio.

Tommaso Villa

Risultati:

N. Kyrgios b. [1] S. Tsitsipas 6-4 3-6 7-6(7)
[3] D. Medvedev b. P. Gojowczyk 6-2 6-2

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Tsitsipas vince una bella edizione delle Finals: è Maestro a soli 21 anni

LONDRA – La finale è la degna conclusione di uno splendido torneo. Thiem si fa rimontare ma esce dal campo con onore. Stefanos è il più giovane Maestro dal 2001

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Stefanos Tsitsipas - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[6] S. Tsitsipas b. [5] D. Thiem 6-7(6) 6-2 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Stefanos Tsitsipas soffia la polvere dai libri di storia dell’ATP vincendo il torneo di fine stagione a soli 21 anni e tre mesi. Il greco è il ‘Maestro’ più giovane dallo Hewitt poco più che ventenne che si impose nel 2001, ed è soprattutto il vincitore all’esordio più giovane dai tempi del 19enne McEnroe nel 1978, praticamente una vita fa. Maestro a 21 anni come, nel recente passato, Zverev lo scorso anno (21 anni e sette mesi) e soprattutto Djokovic nel 2008 (21 anni e sei mesi).

 

Un torneo già di grande livello trova quindi nella finale una conclusione meravigliosa. Tsitsipas ha battuto con merito un grandissimo Thiem, capace di risorgere dopo aver vinto un primo set di livello eccelso ed equilibratissimo e perso nettamente il secondo. La maggiore propositività di Tsitsipas, molto solido anche in difesa, oggi avrebbe steso sin da subito molti giocatori. Non Thiem, che ha annullato un set point e poi ha sfruttato l’unico vero errore di Tsitsipas, un rovescio quasi steccato che Thiem ha trasformato nel 7-4 finale. Nel secondo set l’austriaco è però sparito dal campo, seppellito da una versione di Tsitsipas simile a un Federer ateniese. Non tanto per qualche colpo di pregio ma per la capacità di variare degna dello svizzero, come volare in campo per chiudere a rete, offrire dal fondo parabole di rovescio e dritti imprevedibili. Il terzo set è stato l’epilogo più alto di queste Finals, con Tsitsipas che salito 3-1 ha subito l’orgoglio e il grande gioco di Thiem, che ha subito contro-breakkato portando il match al tie-break. Stefanos è salito fino al 4-1 con due servizi a disposizione, ma ancora una volta in un’arena ormai tutta per Stefanos, Dominic ha impattato sul 4-4. Un altro errore di dritto però, il suo colpo più deficitario oggi, ha mandato Tsitsipas sull’Olimpo, Maestro a 21 anni.

PRIMA DELLA PARTITAStefan Edberg, Maestro nel 1989, segue da ospite d’onore nello Star Box B (quello dietro il giudice di sedia), in attesa di premiare il vincitore di questa edizione. Nell’altro box degli ospiti d’onore, lo Star Box A (esattamente di fronte al B, quasi perché i VIP si guardino negli occhi invidiando i privilegi altrui o vantandosi dei propri), ci sono Hugh Grant e Woody Harrelson. Entrambi sono grandi appassionati sportivi. nel calcio capita spesso di vedere il bellone di Notting Hill sugli spalti di Craven Cottage per i match del Fulham, mentre il capo della polizia Bill Willoughby di Tre Manifesti a Ebbing Missouri compare ogni tanto con maglie da calcio del tutto imprevedibili (un vecchio tweet lo immortalava addirittura con quella della Reggina). L’ultima immagine di Harrelson ‘sport addicted’ è però il magico show offerto a Wimbledon, quando con addosso un’evidente sbornia ha tentato di riguadagnare il suo posto sul Central Court, venendo invece respinto dallo steward. Nacque addirittura un account Twitter celebrativo, poi tornato alla normalità, ma chi non conosce la storia può rimediare cliccando qui. I precedenti dicono 4-2 Thiem, con Tsitsipas che ha vinto solo uno dei quattro incontri sul duro al 1000 (Toronto 2018).

UN ROVESCIO COSTA CARO A STEF – La finale parte molto bene, anche se notiamo qualche posto vuoto qua e là: è un peccato per l’ultimo grande match dell’anno (Davis by Cosmos a parte) ma i prezzi sono da grande evento londinese. L’intensità degli scambi è subito molto forte, i servizi ben oliati ma gli scambi superiori ai tre colpi sono parecchi. Sul 1-1 40-0 servizio Tsitsipas, Thiem indovina un gran rovescio lungolinea, uno dei colpi migliori e più dolorosi per l’avversario, ma è troppo presto per capire se lo potrà utilizzare spesso nella partita. Il finalista degli ultimi due Roland Garros annulla una palla break sul 2-1 e poi sul 4-3, mentre nel gioco prima, è il due volte giustiziere di Federer (qui ieri e all’Australian Open, non proprio due vittorie in tornei da poco) a salvare il servizio in un’occasione. Il tie-break viene deciso da un rovescio sbagliato da Stefanos nel momento peggiore e dopo aver annullato con uno smash a rete un set point. Poco più di un’ora di grande tennis, che si porta a casa il freddo viennese.

Dominic Thiem – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

TUTTO DA RIFARE PER DOMINIC – Nel secondo set Zeus interviene subito e affianca a Tsitsipas Ade, Dio degli inferi, perché la ferocia con cui reagisce per rispondere al set perso sembra del tutto adatta a mandare l’amico Dominic negli inferi. Naturalmente Ermes dai piedi alati è con lui dal primo turno contro Medvedev. Due divinità dalla tua spiegano bene perché il semifinalista di Melbourne, Roma e Shanghai si porti sul 4-0, ma il campo lo fa certamente meglio. Giunto sul 5-2 40-15 e servizio, la seconda sopra i 200 km orari sul secondo set point rimanda tutto al terzo set, dove Dominic è chiamato a non pensare neanche per un attimo perché in un amen ha perso il set di vantaggio ottenuto dopo più di un’ora di battaglia. Sul 3-0 pesante per Stefanos, la pausa è buona per inquadrare sui maxi-schermi il succitato Woody Harrelson. Anche per quanto detto sopra, un attore così poliedrico e insieme un personaggio così bizzarro, è difficile da odiare e infatti il pubblico si esalta in un’espressione di entusiastica sorpresa cui Woody risponde con un saluto e un’espressione delle sue. Il set non ha storia, complice anche la rottura prolungata dell’austriaco (25 punti a 12, nessun punto portato a casa da Thiem con la seconda di servizio).

LOTTA SENZA QUARTIERE – Apre Thiem al servizio e sul 30 pari un punto da colpi di velocità siderale viene deciso da un vincente lungo linea del n.6 del mondo che manda in visibilio tutta l’O2 Arena. Thiem deve annullare una palla break, ma il servizio viene ceduto due giochi dopo. Dopo 1 ora e 49 minuti di partita, sull’1 pari del terzo, si rompe l’equilibrio. Serve l’austriaco, ma il greco sale 15-40; la prima viene annullata da una buona volèe di Dominic (nonostante l’indegno urletto di disturbo appena prima del colpo di un cretino, versione peggiore dei discendenti della grande civiltà greca), ma sulla seconda il compagno di Kiki Mladenovic manda in rete il dritto in uscita dal servizio. Tsitsipas sembra inarrestabile, conferma il break e sale 3-1. A impressionare di Tsitsipas è l’intelligenza tattica ben superiore ai suoi 21 anni. I colpi difensivi liftati del greco per recuperare il campo quando viene cacciato indietro sotto le bombarde dell’artigliera asburgica sono eloquenti a tal proposito, un’astuzia degna di Ulisse ma senza il suo opportunismo (lui non avrebbe mai lottato alla morte con Nadal, meno male che nel XI secolo abbiamo Stefanos!).

A questo punto il trofeo dei Maestri sembra prendere la strada di Atene, ma la fanteria austriaca ha già mostrato le sue capacità di ricorrere alla rete e di non mollare niente (se non come Nadal – come lui a rifiutare la sconfitta chi altri? – certamente come Michael Chung). Quando Stefanos serve per sul 3-2 15 pari, spedisce inopinatamente lungo uno schiaffo al volo a rete e lo paga a carissimo prezzo: Dominic recupera correndo come Bolt (copyright del collega Ferri) e alla seconda palla del contro-break si giova di un errore di rovescio del greco, che lo scaraventa dall’Olimpo alla terra, nel luogo dove i comuni mortali contano le ore, a Greenwich. Nel momento a lui più sfavorevole e con un pubblico tutto per il semidio ateniese, Thiem mette in campo due dritti anomali mostruosi, giocati girando attorno alla palla, mostruosi perché non indirizzati lungolinea ma strettissimi a lambire la rete.

EPILOGOSul 5 pari, il Colosseo contemporaneo trova la sua estasi. “Tsitsipas, Tsitsipas, Tsitsipas”. L’acustica è perfetta, la battaglia di più. Ma Dominic Thiem, che per il pubblico è ora il cattivo, non fa una piega e serve da Dio sotto gli occhi dell’Olimpo. Dopo quasi due ore e mezza di sublime battaglia, l’epilogo al tie-break è il più giusto, il più epico. Sul 2-1 per il greco, la perfezione di Tsitsipas costringe Thiem ai due errori meno gratuiti di sempre, ma sul 4-1 il roccioso Thiem prima fa due punti sul servizio avversari, agganciandolo sul 4 pari, ma a quel punto dimostra anche lui di essere umano e fragile, con un dritto in rete che pone fine alla contesa. Sul 6-4, Tsitsipas chiude al primo match point e si laurea Maestro 2019.

Stefanos Tsitsipas a terra – ATP Finals 2019 (via Twitter, @atptour)

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Thiem: “Ho un buon rapporto con Tsitsipas, ma sul campo è sempre battaglia”

LONDRA – Le ambizioni dell’austriaco crescono, alla vigilia della sua venticinquesima finale in carriera. Questa sarà la più importante

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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da Londra, il nostro inviato

Dominic Thiem è forse l’unico giocatore, tra quelli nati negli anni ’90, che sinora è stato capace di inserirsi con una certa continuità all’inseguimento delle quattro leggende del tennis. Il suo salto di qualità è arrivato soprattutto negli ultimi due anni, un lasso di tempo in cui ha vinto otto tornei (metà dei quali sul veloce, dove a inizio carriera difettava parecchio), battuto nove volte giocatori compresi in top 5 – tra questi due volte Nadal, due volte Djokovic, tre volte Federer – e raggiunto due volte la finale al Roland Garros. Adesso l’austriaco sembra pronto per fare persino qualcosa in più, ovvero iniziare a togliere qualche titolo pesante ai mostri sacri, come ha già saputo fare quest’anno battendo Federer in finale a Indian Wells. Intanto giocherà da favorito contro Tsitsipas (inizio del match alle 19 italiane), che ha battuto in quattro confronti diretti su sei.

 

Domani affronterai Stefanos Tsitsipas che hai avuto modo di conoscere meglio alla Laver Cup. Ce ne puoi parlare un po’?
Ho sempre avuto un buon rapporto con lui ma sicuramente alla Laver Cup ci siamo conosciuti tutti meglio. C’era una bellissima chimica tra tutti noi. Ci siamo divertiti molto. Sono tutti ragazzi simpatici. E anche negli altri tornei passiamo dei bei momenti insieme. Ma quando siamo sul campo combattiamo una battaglia e per due o tre ore mettiamo da parte l’amicizia.

Quella di domani sarà una finale con due giocatori con il rovescio a una mano, cosa che non capitava da 13 anni. Ci sapresti dire cosa fa si che questo modo di giocare il rovescio renda lo spettacolo più interessante e gradevole?
È una bella cosa perché per un lungo periodo ci sono stati pochi giocatori con questa caratteristica. Ora grazie a me, Stefanos, Shapovalov avremo modo di vederlo per 10 o 15 anni e credo sia grandioso. Se lo si sa giocare bene come noi sulle superfici indoor offre grandi vantaggi perché offre molte opzioni.

Poco fa Zverev ha detto che secondo lui nel 2020 qualcuno vincerà un torneo dello Slam per la prima volta. Condividi?
Sì. Non al 100%, ma lo credo possibile anche io pur se i primi tre continueranno ad essere ancora i favoriti. Per quel che mi riguarda spero che nel 2020 riesca a proseguire nella mia crescita che mi pare vada nella giusta direzione. Perciò dopo questo torneo mi prenderò un po’ di riposo ma poi tornerò ad allenarmi per migliorare ancora. Sono molto motivato e credo che nel 2020 farò ancora meglio di quest’anno.

A fine anno sarai numero 4 al mondo. È meglio che essere il numero 3 per qualche settimana durante l’anno? Ci sono 5 anni di differenza tra te e Tsitsipas come tra Federer e Nadal. Ti fa pensare a nulla questo fatto?
In vista dell’Australian Open è certamente importante. Meglio arrivare allo Slam come quarta testa di serie che come quinta. Per quanto riguarda la differenza d’età è una curiosa coincidenza. Ho visto una foto in cui ci alleniamo insieme nel 2016. Credo che nessuno dei due potesse anche solo immaginare che tre anni dopo saremmo arrivati qui.

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Thiem completa la finale dei rovesci a una mano: fuori il campione Zverev

LONDRA – L’austriaco conferma il suo grande stato di forma e batte Sascha con pieno merito. Il titolo delle Finals sarà un affare tra ‘monomani’

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[5] D. Thiem b. [7] A. Zverev 7-5 6-3 (da Londra, il nostro inviato)

Basta un Thiem furbo e regolare a eliminare la versione di Zverev più adatta al migliore dei mental coach in circolazione. Furbo perché capisce che la risposta bloccata è il modo migliore per contrastare il servizio monstre (76% di prime) dell’avversario, nonché l’unico per far partire lo scambio, dove è superiore. Nonostante questo accorgimento tattico, per l’assegnazione del primo set è decisivo un orrendo dodicesimo gioco di Zverev, che al secondo set-point si suicida con un doppio fallo. Quando poi nel secondo set la prima di servizio scende oltre il livello che il tedesco si può permettere, Sascha ricorre al serve&volley, ma alcuni errori lo portano a concedere troppe palle break, che sovente gioca bene. Peccato che dopo rovini tutto, mostrando quasi una schizofrenia che lo porta a giocare bene i punti vitali, ma malissimo quelli immediatamente successivi.

 

Dominic non gioca una gran partita, almeno rispetto al livello siderale contro Federer e Djokovic – come nei primi due match, oggi è tornato a incitarlo dal box coach Massu, assente contro Berrettini per seguire i primi allenamenti della nazionale cilena – ma è bravo nel variare i colpi e nell’andare a rete con grande efficacia (9 punti su 13 al net). Zverev abbandona la difesa del titolo troppo mestamente per come aveva cominciato il torneo, sotto gli occhi tristi di Becker presente nel suo box. La finale con Tsitsipas è la più giusta per quanto visto finora, e sarà anche la prima da Federer-Blake del 2006 nella quale si affronteranno due giocatori con il rovescio a una mano.

Dominic Thiem e Alexander Zverev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

SUICIDIO SASCHA – Thiem sa che è arrivato fin qui col vento in poppa e che mai come quest’anno ha l’occasione di diventare Maestro, forte anche del 5-2 nei precedenti con Sascha. Impossibile non risentirne, così la partenza migliore è di Zverev, che ha a disposizione le prime palle break, una nel terzo e una nel quinto gioco. Principalmente per merito del tedesco, che ha un rendimento al servizio molto alto (del resto se non si attesta sopra almeno il 75% di prime bomba sa di avere poche chance). Dominic però ci mette poco a scrollarsi di dosso la pressione (è pur sempre un asburgico) e il match offre un buon livello di gioco. Zverev sembra mostrare una piccola crepa quando sul 5-4 Thiem serve sul 40-30 e s’imbatte in un doppio fallo, ma rimedia subito. I servizi portano il match fino al 6-5 per l’austriaco, quando il campione in carica dimostra la sua tenuta mentale non proprio rocciosa. Una stecca e due colpi fuori lo condannano al 15-40, salva il primo set-point ma il doppio fallo sul secondo è imperdonabile e delittuoso. Come definire altrimenti un set perso con l’84% di prime in campo? Il vincitore di Ginevra lo sa bene, ma l’unica soluzione che trova, già accomodatosi al box, è scaraventare a terra la racchetta.

DOMINATOR CHIUDE – Nel secondo set il livello del servizio del n.5 ATP cala parecchio, ma il fatto che reagisca adottando sovente il serve&volley è lodevole sia per coraggio che per esecuzione. Sul 3-2 Thiem, il ventiduenne di Amburgo ribadisce la sua distanza siderale dal teutonico di ghiaccio e la sua analogia – sul piano squisitamente mentale – con il compatriota Jurgen Klinsmann, capace di grandi cose e grosse ingenuità. Un tranquillo 40-15 diventa un game di 14 scambi, dove alla terza palla break la perdita del servizio è inevitabile. Come l’ex bomber dell’Inter (altra entità sportiva mentalmente analoga, non a caso definita ‘pazza’), gioca benissimo i primi due break-point, giustamente caricandosi, ma i punti a seguire torna a sbagliare l’impossibile. Thiem difetta in particolare col dritto (12 gratuiti nel secondo set), concede sul 4-2 due palle del contro break, ma le annulla confermando la sua prestazione di buona sostanza. Più che sufficiente per battere questo Zverev, che deve lavorare molto sulla testa. Non una novità, ma lo sarebbe un’altra stagione così grigia.

Alexander Zverev sconsolato – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Thiem giocherà la 25esima finale della sua carriera (settima in stagione), nella quale andrà a caccia del titolo numero 17. Quest’anno di finali ne ha perso soltanto una, quella quasi proibitiva contro Rafa a Parigi; a conferirgli ulteriormente i favori del pronostico ci sono i sei precedenti con Tsitsipas, nei quali è uscito vincitore quattro volte.

PRECEDENTI THIEM-TSITSIPAS (4-2)

  • 2018 Doha (Qatar) Hard QF Dominic Thiem 7-5 6-4
  • 2018 ATP Masters 1000 Indian Wells (USA) Hard R64 Dominic Thiem 6-2 3-6 6-3
  • 2018 Barcelona (Spain) Clay QF Stefanos Tsitsipas 6-3 6-2
  • 2018 Roland Garros (France) Clay R64 Dominic Thiem 6-2 2-6 6-4 6-4
  • 2018 ATP Masters 1000 Toronto (Canada) Hard R32 Stefanos Tsitsipas 6-3 7-6(6)
  • 20019 Beijing (China) Hard F Dominic Thiem 3-6 6-4 6-1

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