Toronto: Andreescu vola in finale trascinata dal suo pubblico

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Toronto: Andreescu vola in finale trascinata dal suo pubblico

La padrona di casa batte Sofia Kenin in due set durati oltre due ore, adesso aspetta la vincente di Williams-Bouzkova

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Bianca Andreescu Toronto 2019 - Twitter @rogerscup

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B. Andreescu b. S. Kenin 6-4 7-6(5)

Sofia Kenin e Bianca Andreescu, N. 29 e 27 del ranking WTA, si sono affrontate nel primo match di giornata sul centrale di Toronto. Ennesimi esempi di talentuose émigrées di oltre cortina (la famiglia della canadese è rumena, mentre Kenin è nata a Mosca), le due hanno molto in comune. Entrambe hanno avuto una grande carriera junior, entrambe sono in rapida ascesa (anche se Andreescu ha certamente impressionato di più, con un record stagionale di 32-4 prima di questo torneo e la clamorosa vittoria ad Indian Wells), e soprattutto entrambe hanno ampiamente mostrato di avere l’hybris necessaria per battere le migliori – Andreescu ha già battuto Venus, Wozniacki, Muguruza, e Kerber, prima di battere Bertens e Pliskova qui in Ontario (ha 6 vittorie su 6 in carriera contro avversarie in Top 10!), Kenin ha fatto fuori Serena Williams al Roland Garros e qui ha tolto la prima posizione ad Ashleigh Barty prima di eliminare anche Svitolina.

 

I precedenti erano sul 2-1 per Andreescu. Quest’anno si sono affrontate 2 volte, Kenin ha vinto ad Acapulco, Andreescu a Miami, mentre la canadese si è dovuta ritirare prima del match di secondo turno al Roland Garros, in uno dei tanti disguidi fisici avuti in stagione – infatti ha iniziato con una vistosa fasciatura alla coscia destra.

Entrambe sono risultate un po’ contratte in apertura, anche a causa del vento. La Andreescu, però, è stata subito incisiva con quel rovescio piattissimo e con le sue variazioni, mentre l’americana, inizialmente imprecisa con il dritto, ha trovato buona profondità, soprattutto con il rovescio incrociato e con il servizio al corpo, con una meccanica davvero peculiare, quasi no look – “Sonya”, com’è chiamata in famiglia, non guarda la pallina al momento del lancio, alzando lo sguardo solo al momento di raggiungere la trophy position. Nonostante entrambe abbiano mantenuto una buona percentuale al servizio (attorno al 70%) fin dall’inizio, alla lunga la differenza l’ha fatta l’81% di punti della canadese, contro il 56% della sua avversaria.

Non ci sono stati iniziali scossoni, almeno fino al sesto game, quando Andreescu si è inventata questo ricamino:

Da lì, ha sfruttato la maggior verticalità dei suoi colpi per forzare una pessima smorzata su cui avventarsi a guadagnarsi la prima palla break del match, ma Kenin si è salvata con una buona botta al centro. L’eroina locale si è guadagnata una nuova chance su un altro drop shot in rete (Kenin disastrosa con il fondamentale), ma ha continuato a tradire qualche incertezza negli spostamenti verso destra, sbagliando un brutto dritto in manovra.

Il pattern è continuato nel successivo turno di servizio dell’americana, che ha dovuto salvare un’altra palla break con un servizio vincente – Kenin ha trovato punti facili al servizio quasi solo sui punti importanti, bella dimostrazione di classe – e, prevedibilmente, una volta sopravvissuta ha trovato a sua volta due palle per andare a servire per il set con un gran rovescio in cross seguito da un bello slice vincente in contropiede, a capitalizzare sui molti unforced della sua avversaria.

La Andreescu, però, ha ritrovato subito il bandolo e ha messo 4 vincenti in fila, di cui un paio agli incroci delle righe, nonostante le risposte al corpo della Kenin, che ha spesso cercato di non dare angoli scambiando al centro, l’abbiano spesso obbligata a difese genuflesse stile Radwanska.

Nonostante Eolo non abbia dato tregua, le due si sono espresse ad alto livello, e Andreescu ha continuato a mettere tante risposte, arrivando a doppio set point grazie a due errori di Kenin con il colpo migliore, il rovescio in diagonale, e si è presa il parziale in 48 minuti con un’ottima contro-smorzata seguita da una facile chiusura a rete.

All’inizio del secondo set, per la verità viziato da molti più errori, Kenin ha trovato un servizio più aggressivo, in particolare con lo slice, e ha iniziato a verticalizzare maggiormente dopo il primo colpo al centro, arrivando a palla break nel terzo gioco, quando Andreescu è stata abbandonata dalla prima. Salvatane una, la canadese ha cercato di abbassare la velocità della battuta, ma il suo slice è stato facile preda della risposta di dritto stretto di Kenin, che ha poi giocato uno scaltro rovescio tagliato che le ha dato il primo vantaggio di giornata, vantaggio che è però durato poco, visto che 4 errori di fila da 30-0 hanno dato il 2-2 alla N. 27 WTA, per il giubilo del francamente non sportivissimo pubblico dell’Ontario.

Il festival delle palle break è continuato nel game successivo, quando Kenin ha impattato 3 risposte molto aggressive da 40-15, ma Andreescu si è salvata con un ace di seconda, e un’altra opportunità è svanita con l’ennesimo, inconsueto rovescio sbagliato dall’americana.

Passata la sbandata, la Andreescu ha avuto il sangue freddo di sfruttare gli unforced della Kenin, allungando in modo apparentemente decisivo sul 4-2, quando il rovescio in diagonale USA è stato allargato quel tanto che basta dal nastro. Il set si è però confermato ondivago, e onestamente bruttino: Kenin non ha mollato, e ha recuperato il break quando la sua avversaria è andata a servire per il match, incartandosi con tante seconde ed un facile dritto in avanzamento sparato in rete.

Il finale di partita è stato convulso: Kenin ha chiesto un medical time-out in spogliatoio per un problema alla gamba sinistra, lasciando Andreescu a macerare nei rimpianti per quasi 10 minuti, ma la pausa ha decisamente destabilizzato la degente: 3 doppi falli hanno omaggiato la canadese di un match point, salvato da un vincente di dritto stretto dopo uno scambio prolungato. Altra seconda, altro match point, grazie a una risposta pesante di dritto, ma anche altro salvataggio di Kenin, con una rara combinazione riuscita drop-passante di rovescio. Andreescu, imbufalita, ha tirato tutto quello che aveva, e si è procurata una terza chance di portarla a casa, ma è stata nuovamente rimbalzata da un dritto lungo – non straordinaria sulle palle basse. Quando piove grandina, e il morale della padrona di casa è stato ulteriormente affossato quando, al settimo deuce, Kenin è riuscita ad issarsi al tie-break con un nastro amico ed un errore di rovescio, portando il suo body language oltre la soglia di guardia.

La ruota gira, però, perché sul 3-2 Andreescu il nastro ha leggermente cambiato la traiettoria del suo colpo dandole il primo mini-break. Quando sembrava finita, sul 5-3, la canadese ha sparato lungo un dritto a campo aperto, alimentando lo psicodramma e restituendo il vantaggio. Lì, però, l’intraprendenza ha pagato, perché un vincente di dritto le ha dato altri due match point. Il secondo è stato quello buono, grazie a un gran rovescio lungolinea che ha lasciato Andreescu in lacrime e svuotata sul cemento di casa dopo 2 ore e 12 minuti.

Ho avuto così tanti problemi negli ultimi 2 mesi,” ha detto ai microfoni dopo l’incontro. “Se Serena arrivasse in finale sarebbe un sogno, ho sempre voluto affrontarla, il mio primo ricordo qui è la finale fra lei e Bencic nel 2015.”

Tommaso Villa

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US Open

Qualificazioni US Open femminili, day 2: escono di scena Di Giuseppe e Gatto Monticone

Rimane in gara la sola Jasmine Paolini come esponente del tennis italiano dopo le sconfitte di Martina Di Giuseppe e Giulia Gatto Monticone avvenute nella giornata di oggi e quella di Martina Trevisan avvenuta ieri

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Giula Gatto-Monticone - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Dal nostro inviato a New York

Molto rammarico per Giulia Gatto Monticone che dopo le qualificazioni passate nei due precedenti Slam era partita bene anche quest’oggi contro la cinese Shuai Peng, tennista con un passato notevole ma che attualmente è lontana dalla miglior condizione. La tennista torinese dopo un primo parziale vinto 6-4 ed un secondo set dove era partita bene mandando fuori giri con tanti cambi di altezza e di ritmo la cinese con entrambi i colpi bimani, al momento di chiudere sopra 6-4 4-3 è calata improvvisamente e nel terzo set è apparsa anche molto scarica fisicamente finendo per cedere con lo score di 4-6 6-4 6-0.
Fuori nettamente anche Martina Di Giuseppe, che però non partiva certamente con i favori del pronostico su questa superficie contro una delle giocatrici più forti del tabellone cadetto, ossia Christina McHale, quarta testa di serie. Dopo un inizio alla pari con tanti games combattuti, dal 3-3 in poi l’americana ha infilato un parziale di nove games a due iniziando a non patire le variazioni col rovescio da parte di Martina che su questa superficie perde efficacia in particolare col suo punto di forza, la palla corta.

Tra gli altri incontri bene tante tenniste asiatiche tra cui la giovane talentuosa Xiyu Wang che ha sconfitto in due rapidi set la mancina georgiana Gorgodze, la cinese Xu che ha battuto Victoria Duval e anche la coreana Han vittoriosa in rimonta contro la talentuosa Rybarikova, che da mesi e mesi non riesce più ad esprimersi ad alti livelli.

 

I risultati delle azzurre

[4] C. McHale b. M. Di Giuseppe 6-3 6-2
Shuai Peng b. G. Gatto-Monticone 4-6 6-4 6-0

Le sfide al secondo turno delle azzurre

J. Paolini – E. G. Ruse

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WTA

Cincinnati: trionfo made in USA per Madison Keys

Affermazione di grande prestigio per Keys che supera Svetlana Kuznetsova in due set

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Da Cincinnati, il nostro inviato

[16] M. Keys b. [WC] S. Kuznetsova 7-5 7-6(5)

Madison Keys ha trovato la quadratura del suo tennis e della sua forma fisica proprio nel momento più importante della stagione. Lei che è il prototipo del tennis a stelle e strisce e che aveva proceduto a strappi durante tutta la stagione, sembra aver raggiunto il picco della condizione alla vigilia dell’appuntamento più importante per il tennis “made in USA”, quello con l’US Open. Supportata da un poderoso servizio (13 ace in finale, 14 contro Kenin in semifinale, entrambi match di due set), Madison ha innestato nel suo tennis una condizione atletica che spesso l’ha abbandonata nel corso della sua carriera, in modo da poter piazzarsi ottimamente e tirare i suoi traccianti potentissimi.

 

Inizio di match in salita per Keys, che commette sei errori gratuiti nei primi due giochi e lascia scappare l’avversaria sul 2-0. Il livello di gioco in avvio non è straordinario, e non può essere altrimenti: la temperatura è abbondantemente sopra i 30 gradi e l’umidita fa sì che l’aria sembri pesantissima e si fatica anche solo a respirare. In cima alle tribune del centrale c’è qualche refolo di vento, ma a livello del campo sembra di giocare in un acquario. Keys non riesce a giocare il suo tennis aggressivo, Kuznetsova gioca in difesa palle alte e liftate neutralizzando la maggiore potenza della statunitense, che ha due palle per il 3-3 ma le sciupa malamente. Dopo essersi salvata da due palle del doppio break (2-5), Keys riceve la visita del suo coach Todero che le dice di lasciar perdere la coscia che le fa male e di giocare più avanti: “Non ti può battere stando là in fondo”. Iniziando dalle risposte, Madison comincia a macinare il suo tennis e la sua potenza piano piano prende il sopravvento. Dal 3-5 infila quattro giochi consecutivi, portando a casa il primo set per 7-5 in 51 minuti.

Mentre il vento comincia a soffiare anche al livello del campo, Keys smarrisce il lancio di palla su alcune battute e finisce per perdere anche il servizio, mandando Kuznetsova avanti 2-1. Mentre Svetlana continua imperterrita con il suo tennis ad alta probabilità, alcuni degli errori che avevano costellato i primi game del match per Keys cominciano a riaffiorare. È più che evidente che è Keys ad avere la partita sulla racchetta: “Lasci scendere troppo la palla” le dice Todero durante un altro cambio di campo, e come per incanto ricominciano i vincenti. Come nel primo set Kuznetsova sente la tensione quando serve per il set, sul 5-4, e subisce il controbreak. Nel successivo tie-break le due giocatrici rimangono sempre a contatto: Keys arriva al match point sul 6-4, Kuznetsova annulla il primo con un vincente, ma sul secondo il suo diritto vola via oltre la linea di fondo, consegnando a Madison il suo primo successo a Cincinnati, il secondo torneo della stagione e il ritorno nella Top 10.

“Se mi aveste detto, all’inizio della settimana, che sarei stata qui a sollevare il trofeo non ci avrei mai creduto” ha detto durante la cerimonia di premiazione Madison Keys, che ora entra prepotentemente nella lista di favorite per la vittoria finale allo US Open. Per quanto riguarda Svetlana Kuznetsova, la sua cavalcata dalla wild-card alla finale sembra essere il lieto fine più adatto all’assurda vicenda che l’ha vista non difendere il suo titolo al Citi Open di Washington il mese scorso perché non le era stato concesso il visto in tempo. Questo risultato le permette di scalare ben 91 posizioni nella classifica WTA arrampicandosi fino al n.62, risolvendole in questo modo parecchi problemi di programmazione per la stagione autunnale post-US Open.

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WTA

Kuznetsova ruggisce ancora: è in finale a Cincinnati. Incontrerà Madison Keys

La russa gioca un altro grande match e dispone agevolmente di Barty, forse rallentata da un problema alla caviglia. 42esima finale in carriera per lei

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Svetlana Kuznetsova - Cincinnati 2019 (via Twitter, @WTA)

Continua la settimana da favola di Svetlana Kuznetsova. La russa, grazie al suo tennis vario e solido, si guadagna l’accesso alla finale di Cincinnati sconfiggendo in due comodi set la numero due del mondo Ashleigh Barty. Una prestazione davvero molto solida della russa che per la prima volta in carriera elimina tre top 10 nello stesso torneo (Stephens e Pliskova le altre due). Questa vittoria le vale la 42esima finale della carriera (18-23 il bilancio) e un salto in avanti di almeno 91 posizioni (numero 62), in attesa ovviamente del verdetto di domenica. Barty invece, probabilmente rallentata da un problema alla caviglia destra, manca il sorpasso a Naomi Osaka che mantiene dunque la vetta della ranking WTA per appena 105 punti. 

La partita in realtà inizia con un parziale di otto punti a due in favore di Barty che la portano sul 2-0. Kuznetsova sembra un po’ contratta, ma un paio di imprecisioni dell’australiana la rimettono in carreggiata. Dal 2-2, la situazione si inverte completamente: Kuznetsova gioca a braccio sciolto, mischiando benissimo le carte come suo solito, mentre Barty appare un po’ pesante nei movimenti e finisce sempre per sbagliare prima dell’avversaria. La russa piazza vincenti da entrambi i lati del campo e sulle ali dell’entusiasmo trova un secondo break, cui ne segue immediatamente un terzo. Sotto 5-2, Barty chiede un medical time out per farsi fasciare la caviglia destra. Probabilmente era questa la causa dei movimenti non proprio brillanti dell’australiana. Dopo il cambio di campo, Kuznetsova tiene agevolmente il servizio e in meno di mezz’ora si aggiudica il primo set col punteggio di 6-2

In avvio di secondo set, Kuznetsova allunga a otto la striscia di game consecutivi vinti, aiutata sempre dagli errori di una Barty a mezzo servizio. La russa, forte del vantaggio, ora gioca al risparmio i game in risposta e questo permette all’australiana di tornare finalmente a muovere il punteggio. Entrambe difendono abbastanza comodamente i turni di servizio. Barty tenta di accorciare il più possibile gli scambi ricorrendo sempre più insistentemente allo slice e variando al servizio, ma purtroppo in fase di risposta è vittima inerme dei colpi angolati di Kuznetsova. Senza sussulti dunque si arriva al 5-4 con la russa che tiene il servizio a zero e vola verso una inaspettata quanto meritata finale

 

LA “CHIAVE” DELLA STAGIONE – Dopo una primavera ed un’estate largamente deludenti (“solo” un quarto di finale al Roland Garros in mezzo a tante sconfitte al primo o al secondo turno) Madison Keys ha trovato la quadratura del suo gioco nella campagna dell’Ohio, raggiungendo per la prima volta in carriera la finale del Western&Southern Open di Cincinnati. La sua vittoria su Sofia Kenin (7-5, 6-4 in un’ora e 21 minuti) rappresenta la fine di un periodo negativo, che era iniziato dopo l’affermazione a Charleston in primavera, e la dimostrazione che qualcosa può essere scattato nel suo gioco. “Questa stagione ci sono stati momenti in cui sono riuscita ad ingranare con il mio gioco e altri in cui sono andata vicina a vincere partite ma non sono riuscita a mischiare tutti gli ingredienti del mio tennis nella maniera giusta – aveva detto Keys dopo il suo quarto di finale – Credo che rimanere calma e fiduciosa nei miei mezzi, sapendo che avevo fatto il lavoro necessario sul campo e in palestra sia stata la chiave per far sì che le cose ingranassero”. E sicuramente si può dire che in questo sabato pomeriggio a Cincinnati il suo gioco ha ingranato, mettendo a segno ben 14 ace e portando a casa ben l’83% di punti con la prima di servizio.

Partenza a tutto gas di Keys, che facendo leva sul suo solito tennis di potenza toglie la possibilità a Kenin di imbastire qualunque trama e va subito avanti di un break sul 3-1. Madison rintuzza gli attacchi dell’avversaria, che nel game seguente ha la chance del controbreak e si issa 4-1. Kenin, però, è in un ottimo momento di forma e in grande fiducia e non si dà per vinta: sul 3-5 approfitta di alcuni errori da fondocampo di Keys per ottenere il controbreak, e subito dopo, sul 4-5, annulla con grande coraggio due set point con altrettanti colpi vincenti. Due giochi più tardi, però, Keys arriva di nuovo a set point, e questa volta un rovescio in rete di Kenin chiude il primo parziale in favore di Madison dopo 43 minuti.

La partita è molto spezzettata, nessuna delle due riesce a dare continuità alla sua azione e anche se il match è stato ritardato di quasi tre quarti d’ora per uno scroscio, la temperatura è ancora molto calda e l’aria umida e pesante. È sempre più evidente che il match è sulla racchetta di Keys, che quando riesce a sviluppare con continuità la potenza dei suoi colpi non trova risposta dall’altra parte della rete. Per due volte Madison va sotto di un break, e in entrambe le occasioni riesce a recuperare rapidamente grazie alle sue accelerazioni da fondo. Kenin prova a rompere il ritmo con qualche slice e palla corta, soprattutto dalla parte del rovescio, ma spesso non ha proprio il tempo di giocare i suoi colpi. Sul 5-4 in suo favore Keys si procura due match point con una sequenza di palla-corta di rovescio a uscire e passante in cross slice dall’altro lato. Due punti più tardi esce il grido di “come on” che sancisce il suo ritorno alla semifinale di un Premier dopo il torneo di Charleston lo scorso aprile.

In finale contro Svetlana Kuznetsova, contro la quale non ha mai perso un set in tre precedenti confronti diretti (che sono però tutti piuttosto datati) cercherà di vincere il titolo più prestigioso di questa stagione.

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