Nadal salterà Cincinnati. 'Il problema sono i tornei obbligatori a novembre'

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Nadal salterà Cincinnati. ‘Il problema sono i tornei obbligatori a novembre’

La conferenza stampa di Rafa Nadal dopo la netta vittoria contro Medvedev. “Mi sento bene da un po’. Stagione troppo lunga? Non credo. Anzi, questo crea maggiori opportunità”. Ma sui mandatory…

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Non arriva a grande sorpresa, specie dopo la finale di Montreal dominata contro Medvedev, la notizia del ritiro di Rafa Nadal dal Masters 1000 di Cincinnati. Lo spagnolo ha difeso i 1000 punti conquistati lo scorso anno a Toronto e si è chiamato fuori dalla mischia in Ohio (Kukushkin prenderà il suo posto in tabellone), mettendosi adesso in una posizione piuttosto comoda: con 500 punti di vantaggio su Federer in classifica, di qui a fine stagione deve difendere ‘soltanto’ i 720 della semifinale di New York laddove allo svizzero tocca (Finals escluse) fronteggiare l’uscita di 2000 punti. Inoltre, se Djokovic appare irraggiungibile in classifica, nella Race to London è in realtà dietro lo spagnolo di circa 500 punti (6735 vs 7225). Questo implica che Djokovic dovrà fare sensibilmente meglio di Rafa nei prossimi tornei per tenere la vetta della classifica a fine stagione.

Per la quinta volta in carriera Nadal non disputerà almeno uno dei due 1000 nordamericani che precedono lo US Open, terza volta negli ultimi quattro anni (lo scorso anno saltò Cincinnati, nel 2016 la Rogers Cup anche a causa delle Olimpiadi). Al contempo, per la quinta volta (seconda consecutiva) comincerà gli US Open avendo sollevato il trofeo canadese (nel 2013 riuscì a fare doppietta, vincendo anche Cincinnati). Se si esclude il primo set contro Fognini e in parte il primo del torneo contro Evans, Nadal ha vinto questo torneo con relativa facilità. Il 6-3 6-0 inflitto a Medvedev ha poi assunto i (soliti?) contorni delle sfide tra uno dei Fab 3 e uno degli under 23 che si affacciano al grande tennis. Quelli della lezione di tennis.

Il primo gioco è stato duro. Scambi molto lunghi, lui ha giocato alla grande. Per me era importante iniziare nel modo migliore, lui arrivava alla finale dopo diverse partite sul cemento, comprese quelle della scorsa settimana (Medvedev era arrivato in finale a Washington, ndr). Per me era diverso, avevo giocato soltanto tre partite in questo torneo. Penso che anche lui abbia giocato un buon primo game, ha avuto una palla break (l’unica della partita, ndr) ma io mi sono salvato. Dopo ho giocato la miglior partita della settimana, con cambi di ritmo e di direzione. Anche lo slice ha funzionato alla grande“.

 

Ennesima dimostrazione di forza da parte di Nadal, che vince il suo 35esimo Masters 1000 e stacca nuovamente Djokovic di due lunghezze. Ennesima dimostrazione di longevità, se consideriamo che lo spagnolo aveva vinto per la prima volta il torneo canadese nel 2005, a soli 19 anni. “Penso di essermi sempre circondato delle persone giuste e di grandi professionisti che mi hanno aiutato in ogni modo“, ha detto a riguardo un Rafa molto istituzionale. Che si dice anche piuttosto soddisfatto della sua condizione atletica negli ultimi mesi (non viene eliminato in un torneo prima della semifinale da Acapulco, sconfitto da Kyrgios agli ottavi). “Mi sento bene da un po’. Da Madrid penso di essere andato in crescendo. Il corpo sta bene e questo mi fa giocare meglio, perché la mia mente è concentrata sul tennis e non sul fatto di riuscire o meno a fare una cosa“.

Rafal Nadal e Daniil Medvedev, premiazione Montreal 2019

In ogni caso, le partite vanno sempre portate a casa. Anche quando sei sopra 6-3 4-0, apparentemente in pieno controllo dei giochi. “Anche se so di essere in vantaggio, non posso essere sicuro al 100% che vincerò la partita. Forse per questo motivo ho vinto quello che ho vinto, perché non mi ‘fido’ mai troppo (del punteggio, ndr). Rispetto ogni situazione e ogni avversario“. Il contesto di Montreal, poi, città nella quale solleva il trofeo della Rogers Cup per la terza volta, sembra giovargli particolarmente. “Penso che qui ci sia grande passione per lo sport e per il tennis. Poi mi è sempre piaciuta la città, è molto europea. Mi piace uscire per cena e passeggiare. Sono felice di venirci durante l’estate perché parlando con Jacque, il mio autista dal 2005, lui mi racconta sempre che qui l’inverno è terribile!” dice Rafa sorridendo.

Nelle battute finali della conferenza, Rafa si sofferma sull’ormai pluri-dibattuto argomento della sua programmazione, sempre più lasca negli anni per via degli infortuni. “Quando ti fai male, poi devi recuperare. Sto solo cercando di evitare queste situazioni: se sono in grado di vincere partite, ovviamente posso scegliere con più facilità i tornei da giocare“. Sulla lunghezza del calendario: “No, non credo che la stagione sia troppo lunga. Anzi, questo crea maggiori opportunità perché più giocatori possono giocare più tornei. Lo sport non riguarda soltanto i top player che vincono molti soldi. Il problema sono i tornei obbligatori programmati fino a novembre, fino all’ultima settimana della stagione. Se fossimo in grado di cambiare in modo tale da giocare questi eventi prima, secondo me sarebbe meglio per tutti“. Chissà se le orecchie stanno fischiando di più agli organizzatori del torneo di Bercy o ai tenaci difensori della collocazione in calendario delle ATP Finals.

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

Il tabellone completo

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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Qualificazioni US Open, day 2: Sinner dominante. Avanti Giannessi e Caruso

Sei vittorie e sette sconfitte per i tennisti azzurri impegnati nelle qualificazioni a Flushing Meadows

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Dal nostro inviato a New York

Parte bene la seconda avventura nelle qualificazioni Slam da parte di Jannik Sinner con una netta vittoria per 6-1 6-0 sul connazionale Matteo Viola. Ottima vittoria in rimonta da parte di Alessandro Giannessi contro l’americano Jeffrey John Wolf, più volte vicino a chiudere la sfida in due parziali. Facile vittoria di Caruso ai danni del coreano Yunseong Chung, al quale Salvatore ha concesso solo due games, mentre due parziali più lottati son stati necessari a Lorenzi per regolare Lopez Perez. Esce di scena in due parziali Gianluca Mager mentre grosso rammarico per Lorenzo Giustino che spreca delle grosse occasioni contro l’esperto Garcia Lopez prima di cedere nettamente al terzo set.

Sinner, avanti tutta – Son bastati appena 47 minuti al tennista altoatesino per vincere il primo match in carriera a livello Slam con un netto 6-1 6-0 ai danni di un Matteo Viola apparso sempre in balia del suo giovane avversario. La chiave di tutto il match per Jannik è stata la risposta con la quale è riuscito a comandare quasi sempre gli scambi anche nei games dove a servire era Viola. Notevole anche la profondità dei colpi e la pesantezza di palla di Sinner e quando Viola ha provato a spostarsi in avanti per anticipare la risposta alla seconda di Jannik, lui, intelligentemente, nel secondo set ha usato molto di più il kick mandando fuori giri il tennista nativo di Mestre. Unico piccolo difetto della partita, prontamente appuntato dallo staff di Bordighera presente a bordocampo, il rovescio colpito su palle molto basse e insidiose che proponeva Viola sulla diagonale sinistra del campo e che ha causato qualche grattacapo a Jannik non sempre capace di piegarsi a sufficienza per accompagnare la palla dall’altro parte della rete. Rimane una prestazione ottima di Sinner, che colpisce ogni giorno di più per la maturità con cui indipendentemente dal punteggio mantiene elevata sempre la soglia dell’attenzione e del gioco, continuando ad incitarsi o a rimproverarsi anche a match in pugno. Adesso ad attenderlo al secondo turno ci sarà il croato Galovic mentre si registra nella sua zona di tabellone l’uscita dell’altra testa di serie, Taro Daniel.

 

Sei italiani al secondo turno – Dopo le poco soddisfacenti due vittorie su sei match disputati ieri tra i nostri portacolori, il secondo giorno di qualificazioni sorride maggiormente agli italiani che dopo Baldi, Napolitano e appunto Sinner portano anche Giannessi, Caruso e Lorenzi al secondo turno del tabellone cadetto.

Ottima prova di carattere da parte di Alessandro Giannessi che dopo un primo set sfuggito via troppo velocemente ed un inizio traballante di secondo con Wolf sempre in comando del gioco, che si issava sino al 6-2 3-1 con diverse chances di 4-1, qualcosa è girato con il mancino di La Spezia che piano piano ha iniziato a ridurre al minimo gli errori, approfittando del calo progressivo di Wolf che non riusciva a sfruttare nemmeno l’occasione di servire per il match sopra 5-4 30-0. Dopo aver riagganciato l’avversario sul 5-5 nel secondo set, Giannessi ha acquistato sempre di più fiducia mentre Wolf non è riuscito più a esprimere il suo tennis d’attacco, iniziando a subire l’iniziativa da parte dell’italiano e incappando in eccessivi gratuiti che han permesso al tennista ligure di vincere col punteggio finale di 2-6 7-5 6-2. Al secondo turno Giannessi affronterà Lestienne che ha superato il tedesco Bachinger in tre set lottatissimi.

Molto solida la prestazione da parte di Salvatore Caruso che si è liberato di Yunseong Chung col nettissimo punteggio di 6-0 6-2 in appena 48 minuti. Zero palle break concesse da parte del tennista di Avola che ha servito con il 76% di prime in campo e ha risposto con continuità ai servizi dell’asiatico che è sembrato davvero non avere armi contro la grande solidità di Caruso che dimostra ancora una volta la sua efficacia nelle qualificazioni Slam: adesso ad attenderlo ci sarà Lukas Rosol vincente in tre set su Blaz Rola. 
Vince in due set anche Paolo Lorenzi sullo spagnolo Enrique Lopez Perez grazie ad una prestazione molto solida e ad una grossa caparbietà nell’annullare le tante chance di break concesse al suo avversario, ben otto, concentrate tra il finale di primo set e l’inizio di secondo. Dopo aver tenuto un vitale undicesimo game sul 5-5 del primo set da 0-40, Lorenzi nel game successivo ha breakkato l’iberico approfittando di qualche errore col dritto da parte di Lopez Perez, apparso sempre nervoso e mai realmente in grado di ribaltare la partita, nonostante il servizio nel secondo set di Lorenzi sia apparso molto discontinuo con una percentuale di prime inferiore al 50%. Ostica sfida lo attende al secondo turno contro il francese Couacaud, che rappresenta comunque un avversario non banale sui campi secondari piuttosto rapidi di Flushing Meadows.

Fuori Giustino e Mager – Spreca tante occasioni un ottimo Lorenzo Giustino autore di un set e mezzo di altissimo livello contro l’ex top25 Guillermo Garcia Lopez. Dopo un primo set nel quale è partito bene e ha annullato diverse chance di rientro al suo avversario, i games centrali del secondo set sono stati di livello altissimo con Giustino che ha strappato la battuta al suo avversario nel settimo game al termine di un gioco combattutissimo chiuso con un punto vinto in strenua difesa, ma purtroppo vanificato dal controbreak immediato da parte del tennista iberico. Ancora occasioni in un nono gioco del secondo set che purtroppo è decisivo per le sorti della partita: dopo essersi trovato sotto 40-15, grazie a tre accelerazioni imponenti di rovescio Giustino si è procurato una palla break per andare a servire per il match ma, una volta annullata quella, è crollato piano piano sotto il punto di vista della fiducia e si è arreso con lo score di 3-6 7-5 6-2. Garcia Lopez sfiderà al secondo turno Rubin che ha regolato in due rapidi parziali Gianluca Mager, apparso mai realmente in partita a causa di una scarsa efficacia del servizio contrapposta alla grande abilità invece dello statunitense che con la prima di servizio ha perso solamente due punti all’interno di tutto il match.

Jaziri e Halys out, avanti Jung – Tra gli altri match si segnalano le premature uscite di Malek Jaziri e Quentin Halys, entrambi apparsi molto scarichi e usciti sconfitti da Darian King e dallo spagnolo Menendez Maceiras. Vince Jason Jung per 7-5 al terzo nel match più lottato di giornata col pubblico che non è riuscito a portare alla vittoria il mancino Donald Young, promessa mai rispettata del tennis a stelle e strisce.  Pagano le recenti fatiche nel circuito challenger Pedro Sousa e Pedja Krstin, finalisti domenica a Meerbusch che quest’oggi son stati sconfitti in due set rispettivamente da Jiri Vesely e da Akira Santillan.

I risultati degli azzurri

[6] S. Caruso b. Y. Chung 6-0 6-2
[15] P. Lorenzi b. E. Lopez Perez 7-5 6-2
[24] J. Sinner b. M. Viola 6-1 6-0
G. Garcia Lopez b. [21] Lorenzo Giustino 3-6 7-5 6-2
A. Giannessi b. [WC] J. J. Wolf 2-6 7-5 6-2
N. Rubin b. G. Mager 6-3 6-2

Le sfide al secondo turno degli azzurri
S. Napolitano – H. Chung
F. Baldi – T. Kamke
S. Caruso – L. Rosol
P. Lorenzi – E. Couacaud
A. Giannessi – C. Lestienne
J. Sinner – V. Galovic    

Il tabellone completo

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