Cincinnati: Kyrgios impazzisce e perde testa e match!

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Cincinnati: Kyrgios impazzisce e perde testa e match!

Nick Kyrgios parte bene contro Karen Khachanov ma poi butta via tutto scagliandosi contro l’arbitro. L’ATP dovrà prendere provvedimenti

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Da Cincinnati, il nostro inviato

[8] K. Khachanov b. N. Kyrgios 6-7(3) 7-6(4) 6-2

Quando c’è Kyrgios in campo c’è sempre qualcosa da vedere, nel bene e nel male. Questa volta c’è stato molto più male che bene: il tennista di Canberra purtroppo si è avvitato in una delle sue solite spirali di follia, lanciando una crociata personale contro il giudice di sedia Fergus Murphy, insultato pesantemente alla fine del match, e ha finito per autodistruggersi in un match che aveva quasi dominato per gran parte dei primi due set.

 

Sull’1-1, un game eccessivamente circense da parte di Kyrgios, condito da ben tre tweener, provoca il primo break del match. Nick però è molto bravo a recuperarlo sul 3-5 alzando il suo livello e a riportare il set in parità. La conclusione del primo set è un “Bignami” di Kyrgios: sul 5-6 40-15, l’australiano tenta un contropiede assurdo e mette in corridoio un rovescio semplicissimo a campo vuoto; poi sbaglia un aborto di volée da tre quarti campo, fa un doppio fallo per concedere il set point, che annulla con un ace di seconda e poi arriva al tie-break con altri due ace. Khachanov, probabilmente non troppo divertito da questa sequenza, commette un doppio fallo sul primo punto del tie-break, che viene dominato da Kyrgios per 7 punti a 3.

Nel secondo parziale ci sono otto punti persi dal battitore nei primi otto giochi. Poi Kyrgios si impelaga in un game complicato, durato oltre sette minuti, nel quale deve annullare quattro palle break e che dà inizio ad un suo lungo sproloquio nei confronti del giudice di sedia Fergus Murphy, reo a suo dire di far partire troppo presto il cronometro dei 25 secondi. “Trovami un video in cui Rafa gioca così velocemente e chiudo la bocca per sempre”, e così chiacchierando fino al tie break. In tutto questo vociare, Khachanov rimane impassibile, si conquista il mini-break per il 3-1 a forza di diritti e lo porta fino alla fine, trascinando il match al terzo set dopo un’ora e 42 minuti.

A quel punto Kyrgios perde la trebisonda, urla a squarciagola che Murphy è “il peggior arbitro del mondo” e si prende un punto di penalità, visto che nel primo set aveva già lanciato una pallina nell’iperspazio dopo aver sbagliato un colpo. Nick chiede poi di andare in bagno, lo fa con due racchette in mano che vengono fracassate nel corridoio degli spogliatoi, fuori dal campo visivo di Murphy.

Si parte poi con un time-violation, perché Kyrgios va in campo mentre sistema il grip alla sua nuova racchetta. Nick gioca “fuori tutta”, continua con il suo soliloquio, si procura due break points sull’1-1 che poi non converte, aumentando la sua ira. Al cambio di campo continua urlare “è una barzelletta” sempre a proposito dell’applicazione della regola dei 25 secondi da parte di Murphy e scaraventa una bottiglietta d’acqua aperta a terra. Nessun provvedimento preso.

Kyrgios finalmente subisce il break sul 2-3, e comincia a sparare ancora più forte, sempre continuando la sua pantomima. Non vince più un game, finisce il match gridando a Murphy “sei una fottuta marionetta” e sputando nella sua direzione.

Ci saranno sicuramente strascichi a questa partita, che probabilmente non inficeranno la partecipazione di Kyrgios allo US Open, in quanto competizione non sotto l’egida dell’ATP, ma è inevitabile che l’Associazione giocatori debba prendere provvedimenti seri per sanzionare un comportamento che è stato censurabile e che non avrebbe dovuto essere tollerato in campo.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

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ATP Winston-Salem: Sonego dura solo un set

Dopo un primo set tiratissimo, Lorenzo Sonego crolla contro Pablo Carreno Busta

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Lorenzo Sonego - Kitzbuhel 2019 (foto Felice Calabrò)

Nel Winston Salem Open esce di scena anche l’ultimo rappresentante azzurro che era rimasto in gara in North Carolina. Lorenzo Sonego ha combattuto come un leone contro Pablo Carreno Busta, ex top-10 ancora in fase di rientro dopo una lunga pausa per infortunio, ma dopo aver perso un primo set equilibratissimo ha ceduto mentalmente nel secondo dando via libera all’avversario.

Peccato davvero per il primo set, nel quale Sonego era andato subito in vantaggio di un break sul 3-1 prima che la pioggia interrompesse il match per diverse ore. Alla ripresa infatti è stato ripreso da Carreno Busta, che ha messo ha segno tre giochi consecutivi al rientro in campo ristabilendo la parità. Nel tie-break Sonego si è battuto con grande generosità, superando il disappunto per una chiamata molto dubbia sul 2-5 che ha mandato lo spagnolo a quadruplo set-point: lì Lorenzo è riuscito a recuperare fino al 6-6, ha annullato il quinto set-point sul 6-7 con uno splendido passante di rovescio in corsa, ma alla fine ha pagato un’altra volée non definitiva e, sulla sesta palla set per Carreno Busta, un colpo di palleggio troppo corto su cui si è fatto attaccare.

Purtroppo il match è finito lì: la sconfitta di misura nel primo parziale ha lasciato un solco molto pesante nella testa di Sonego, che perso il servizio nel secondo game dopo avere avuto la palla dell’1-1, non è più riuscito a vincere un game, subendo prima una serie di 12 punti consecutivi e poi finendo per mollare il set 6-0 in soli 26 minuti.

 

Tutti i risultati:

[1] B. Paire b. [15] U. Humbert 3-6 7-6(2) 6-3
[2/WC] D. Shapovalov b. [13] M. Kecmanovic 6-2 6-3
[3] H. Hurckacz b. [16] F. Lopez 6-3 3-1 rit.
[11] P. Carreno Busta b. [7] L. Sonego 7-6(7) 6-0
[10/WC] F. Tiafoe  b. [8] F. Krajinovic 6-2 rit.
S. Johnson b. [12] C. Ruud 6-2 7-6(5)
[14] J. Millman b. R. Haase 6-3 6-4
A. Rublev b. [6] S. Querrey 7-6(4) 7-6(10)

Il tabellone completo

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Shapovalov riparte da Winston-Salem con un nuovo coach: è Mikhail Youzhny

Un alleanza ‘filo-russa’ per tornare in alto. Inizia la collaborazione tra Shapovalov e Youzhny, che di lui disse “È il più interessante dei NextGen”

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Un grande sorriso accompagna la convincente prestazione di Shapovalov a Winston Salem, vincitore per 6-2 6-4 contro l’americano Sandgren. Il canadese non raggiungeva gli ottavi in un torneo da maggio (Lione, sconfitto da Paire) e proverà adesso a vincere due match consecutivi come non gli accade addirittura dal 1000 di Miami, quando venne sconfitto in semifinale dal futuro campione Roger Federer. È stata una grande vittoria” ha commentato a caldo Denis. “Ho cercato di essere aggressivo e di rubargli il tempo. Mi sento carico e pronto per situazioni difficili come il secondo set di oggi”, dove ha avuto 3 palle per il 4-0, prima di trovarsi sotto 3-4 e chiudere 6-4.

Tra le strategie che il giovane canadese (classe 1999) sta mettendo in atto per tornare a brillare, l’ultima riguarda la composizione del suo team. Se ad aprile aveva mollato Steckley per riprendere Adriano Fuorivia, il volto nuovo sui campi di Winston-Salem ha un nome certamente più glamour. Durante la sfida di primo turno, nel suo angolo era infatti presente l’ex numero 8 del mondo Mikhail Youzhny, ritiratosi lo scorso settembre nella ‘sua’ San Pietroburgo, alla sua prima esperienza da coach.

L’inizio di questa collaborazione, appena annunciato, non è del tutto inaspettato. Ad accomunarli c’è il rovescio a una mano come colpo distintivo e l’origine russa (entrambi i genitori di Denis sono nati in Russia), ma anche un generico feeling per quanto riguarda lo stile di gioco. Mikhail aveva infatti espresso il suo apprezzamento per il tennis di Shapovalov già nel 2018. “Ognuno dei giocatori della NextGen è unico nel suo genere. Zverev è quello che ha ottenuto i migliori risultati finora, ma il giocatore che mi piace di più è Shapovalov. Il suo stile è diverso rispetto agli altri, il gioco di Denis è molto più interessante. È mancino, è molto più divertente da vedere in campo“.

C’è curiosità di scoprire se con l’aiuto di un genuino estimatore come Youzhny, che per il momento ha scelto di aiutarlo fino al termine degli US Open, Denis riuscirà a riallinearsi alle aspettative sul suo conto. Il canadese non sta infatti attraversando un periodo brillante. Dopo aver raggiunto il suo best ranking proprio in seguito alla semifinale del Miami Open (numero 20), ha inanellato un misero ruolino di marcia: 5-11 è il bilancio tra vittorie e sconfitte, aggiornato all’esordio vincente di Winston-Salem. Sulla terra ha vinto appena due partite (a Roma e Lione), e addirittura non ne ha vinta nessuna su erba. Tra i giocatori che l’hanno sconfitto compare addirittura tre volte il nome del tedesco Struff.

 

Lorenzo Fattorini

Il tabellone aggiornato di Winston-Salem

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Murray ancora sconfitto a Winston-Salem. “Forse devo scendere di livello”

Dopo la sconfitta contro Tennys Sandgren, l’ex numero uno del mondo sta valutando di riprendere più gradualmente nel circuito challenger. “Ho bisogno di giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco”

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L’ATP 250 di Winston-Salem è sempre più il torneo dei ritorni, benché non tutti troppo felici. Non solo Italia quindi, con il ritorno alla vittoria di Cecchinato e la sconfitta di Seppi coincisa con il rientro in campo di Berdych, ma anche la seconda uscita ufficiale di Andy Murray dopo il traballante comeback di Cincinnati (sconfitto in due set da Gasquet).

L’ex numero uno scozzese ha mostrato qualche timido miglioramento, ma non è riuscito a evitare un’altra sconfitta contro Tennys Sandgren. Lo statunitense ha incanalato l’incontro dalla sua parte vincendo al tie-break un set lunghissimo, da ben 75 minuti, ma quando era ormai sul punto di chiedere (5-4 e servizio nel secondo) ha subito la reazione di Andy. Un fuoco di paglia in realtà, della durata di un solo game, perché Sandgren ha poi piazzato l’allungo decisivo per chiudere 7-5.

C’era una grande atmosfera e tutti erano molto eccitati“, ha detto Sandgren a fine partita. “Ovviamente la carriera di Andy parla per lui, per me è un onore essere qui e poter competere con lui. L’incontro è stato molto lottato. Il primo set avrebbe potuto finire in qualsiasi modo, vincerlo è stato un sollievo, ma anche il secondo è stato lungo è tirato“. Murray si è comunque detto soddisfatto della sua prestazione: “Alcune cose sono andate meglio, stasera. Ho colpito in modo più pulito, forse, rispetto a Cincinnati e sento di essermi mosso meglio, per esempio per rincorrere alcune palle corte come non era accaduto una settimana fa. Fisicamente mi sento bene, non provo dolore né fastidio. Solo un po’ di stanchezza in più del solito. Sono consapevole del mio livello attuale ma è necessario che migliori. Forse ho bisogno di scendere di categoria, per giocare qualche partita in più e ricostruire il mio gioco prima di tornare nel Tour“.

L’intenzione di Murray dunque, neanche troppo latente, sembra quella di valutare un paio di puntate nel circuito challenger prima di ributtarsi nella mischia. L’unico challenger sul veloce della prossima settimana è il Rafa Nadal Open Banc Sabadell di Maiorca, poi comincerà un mini-swing asiatico da tre settimane. L’alternativa è restare negli Stati Uniti, che nello stesso lasso temporale propone i challenger di New Haven, Cary e Columbus.

Il tabellone completo di Winston-Salem

 

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