A Cincinnati, Kuznetsova rimonta Pliskova e vola in semi con Barty. Si ritira Osaka

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A Cincinnati, Kuznetsova rimonta Pliskova e vola in semi con Barty. Si ritira Osaka

Svetlana Kuznetsova ferma la rincorsa alla vetta della classifica di Karolina Pliskova, Ashleigh Barty vince in tre set su Maria Sakkari e Naomi Osaka si deve ritirare contro Sofia Kenin

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Svetlana Kuznetsova – Western & Southern Open (foto via Twitter @CincyTennis)

Sono almeno due i motivi di interesse per la giornata dei quarti di finale a Cincinnati: la promessa di match interessanti dopo alcuni godibilissimi incontri degli ottavi e la lotta a distanza (sempre più ravvicinata) per la vetta del ranking. Barty e Pliskova entrano infatti in campo anche per riprendersi il numero 1 WTA, mentre Osaka per non lasciare il trono che è tornata a occupare lunedì scorso.
Il giovedì, dicevamo, ha offerto alcune sfide pregevoli, come quella annunciata e tuttavia relegata sul campo 10 Su-Wei Hsieh e una Naomi che, risatine al limite dell’isteria a parte (anche un warning per la conseguente violazione di tempo), sembra poter tornare ai livelli precedenti alla rottura con coach Bajin. Oltre match tirato che ha visto Madison Keys prevalere su Simona Halep, c’è stata la vittoria in rimonta di un’incredibile trentanovenne di nome Venus Williams su Donna Vekic. E anche Barty e Sakkari, protagoniste del quarto d’apertura, se lo sono dovuto sudare parecchio contro, rispettivamente, Kontaveit e Sabalenka. Vediamo intanto cosa è successo nei primi due confronti e perché Pliskova sicuramente non si muoverà dal suo terzo posto…

LA TORRE DI IPSWICH? –Con l’esclusione di un breve passaggio a vuoto nel finale del primo set, un’Ashleigh Barty capace di salire inesorabilmente di intensità batte in rimonta Maria Sakkari, grazie anche a una resa al servizio con numeri che potrebbero essere propri di John Isner sul ghiaccio: 4 punti persi nei 7 turni di battuta tra secondo e terzo parziale in barba ai suoi 166 cm.
È proprio Ashleigh a partire meglio e, nonostante un dritto ancora da registrare appieno, piazza il break al secondo gioco. Maria muove finalmente il punteggio senza però a incidere minimamente in ribattuta e, sotto 1-4, chiede l’intervento di coach Hill che le consiglia di essere aggressiva in risposta e di tenere la diagonale sugli slice di rovescio australiani aspettando la palla giusta per tirare, senza farsi ingolosire subito. Finora inattaccabile al servizio, Barty lo cede addirittura a zero sul 5-3: prima, la ventiquattrenne di Atene sorprende l’avversaria (e tutti quanti) ricamando un rovescio tagliato strettissimo e imprendibile, un punto che deve fare malissimo ad Ash che poi “sbuccia” un dritto a campo aperto con la palla che le resta sulla racchetta. La gran corsa greca in avanti a scavare da terra un nastro fortunato dell’altra è premiata dal lob oltre la linea di fondo e, a quel punto, la fiducia a mille si concretizza in una risposta vincente. L’inerzia si è completamente invertita e Barty si è dimenticata di come vinceva i punti fino a pochi minuti prima, con l’inevitabile conseguenza di cinque giochi consecutivi e set per Sakkari.

Ashleigh torna incisiva in battuta, mentre Maria paga il calo di intensità al quarto game e si ritrova ancora a dover inseguire, così richiama in campo Tom Hill sullo stesso punteggio della prima partita. La mossa non funziona né dal punto di vista tattico né psicologico perché la numero 1 del seeding non sbaglia più, lascia due punti in battuta e pareggia il conto dei set andandosi a prendere un altro break, insperato dal 40-0, che le evita la pressione di servire per chiudere, magari con la testa a quanto successo prima. Entrambe cercano di mettere molta attenzione e dispensano qualche bella giocata, ma il match non si accende, anche perché i picchi dell’una coincidono con i cali dell’altra. Cali ormai dimenticati per Ashleigh, che continua a rasentare la perfezione nei suoi game di servizio, ha trovato contromisure ai kick e continuità in risposta e sale sempre più di livello. Sakkari non può evitare il bagel e Barty vola in semifinale contro una sorprendente Kuznetsova.

 

MISSION SVETLANA –È una rimonta quasi impossibile quella messa a segno da Svetlana Kuznetsova contro una Karolina Pliskova che ha vestito i suoi migliori panni da grande colpitrice per quasi due set, salvo poi disunirsi a due punti dalla vittoria. I suoi 47 vincenti sono stati annullati da altrettanti gratuiti e, soprattutto, da una Kuznetsova che non ha mai smesso di crederci a dispetto di un’avversaria che si era presentata subito in grande spolvero.

Aveva rischiato di addirittura di non essere qui, Svetlana, la cui età effettiva (34) inizia ad avvicinarsi a quella percepita – a quella percepita anni fa per una ragazza che è nel circuito dallo scorso millennio. Più forte delle vicende burocratiche e degli infortuni, Svetlana si è riavvicinata alla top 100 per essersi guadagnata i quarti battagliando da par suo nei primi due turni; e lo avrebbe fatto anche agli ottavi se non si fosse trovata di fronte una con l’entusiasmo di una stiratrice dipendente in una lavanderia il pomeriggio del 14 di agosto. Anzi, proprio a Ferragosto. Meglio così, un po’ di riposo per le gambe che le tornerà utile. Da parte sua, Pliskova ha sofferto un po’ o, forse, ha voluto dare l’impressione di doversela giocare contro Rebecca Peterson.

L’impressione è ben diversa, ora: partenza travolgente di Karolina che sale subito 3-0 con un break che custodirà fino ad assicurarsi la prima partita, grazie a tre prime su quattro in campo ; la ragazza di Louny (e moglie di Michal) aveva sottolineato la necessità di essere aggressiva e mantiene fede al suo piano, come dimostrano i 16 vincenti in nove game. Pliskova colpisce che è un piacere, però c’è anche Kuznetsova, brava ad annullare una potenzialmente letale palla break al terzo gioco con un gran passante di rovescio e a farsi pericolosa al game successivo, ma le sue prime tre occasioni sono schiacciate da gialli comodini made in Czechia. Sul 3 pari, Karo accelera in risposta e consolida il vantaggio salvando un’altra palla break con il servizio; contrariamente al primo set, ora si gioca almeno sulla seconda battuta di Karolina, ma il risultato pare non cambiare. Come nella miglior tradizione tennistica, l’ultimo treno per Svetlana passa quando Pliskova deve chiudere sul 5-4: la nativa dell’allora Leningrado ha il biglietto giusto, praticamente offerto dall’avversaria che sente il momento e deve addirittura risalire da 15-40 (due set point contro) per agguantare il 6 pari. Fatica inutile perché il feeling con la palla appare al momento irrimediabilmente perduto, come dimostra il tie-break a senso unico che porta Kuznetsova al terzo. Com’era logico aspettarsi, la leggerezza è tutta della russa che concretizza il vantaggio al terzo gioco e, con l’avversaria che pare inerme, si procura addirittura due palle del 4-1 pesante. La ceca le annulla e ciò basta per farla ridestare dal torpore ma, nonostante i consigli “base” di Conchita Martinez (guarda la palla, due-tre passetti non uno lungo, aspetta prima di cambiare direzione), manca l’opportunità dell’aggancio, prima al sesto poi all’ottavo game. Karolina accusa il colpo e Svetlana non si fa pregare oltre, prendendosi un altro break e il match dopo due ore e un quarto. E, ça va sans dire, rientra prepotentemente (e abbondantemente, n. 82 virtuale) fra le prime 100 del mondo.

OSAKA ABBANDONA E RISCHIA LA VETTA – Giornata davvero sfortunata per i tennisti giapponesi quella odierna al Western&Southern Open di Cincinnati: dopo il forfait per intossicazione alimentare che ha messo fuori gioco Yoshihito Nishioka, si è dovuta ritirare a partita in corso anche la n.1 del mondo Naomi Osaka durante il suo quarto di finale contro Sofia Kenin.

Sofia Kenin

Naomi ha iniziato la partita senza in maniera piuttosto distratta: il servizio era sicuramente a posto, tanto da mettere a segno due ace nel primo turno di battuta, ma il rovescio non ne voleva sapere di ingranare. Ben tre gratuiti le costavano il break al terzo gioco in un match che vedeva scambi molto scarni, molto probabilmente a causa del gran caldo (i paramedici hanno dovuto soccorrere un paio di persone colte da malore nel corso della giornata). Kenin proseguiva nella sua partita ordinata, alternava i rovesci coperti a quelli tagliati e gli errori da parte di Osaka continuavano ad arrivare, come sul 4-3, quando la nippo-americana metteva in rete un facile rovescio sulla palla del controbreak. Sofia mostrava grande carattere annullando con la battuta l’altra palla break di quel game (saranno tre in tutto nel set quelle cancellate) e poco dopo incamerava il primo parziale per 6-4 in 38 minuti.

Tutt’altra musica nel secondo set: Osaka vinceva i primi sette punti del set, si portava subito avanti 2-0, resisteva al ritorno di Kenin nel game successivo e poi finiva per dilagare: 5-0 per lei, con i colpi che d’incanto sembravano trovare gli angoli giusti. Purtroppo per Naomi però, nel corso del secondo parziale iniziavano ad affiorare dei fastidi alla gamba sinistra, che sullo 0-1 del terzo set la costringevano a fermare il gioco ed a chiedere l’intervento del fisioterapista. Dopo un medical time-out Osaka riprendeva con la zona intorno al ginocchio visibilmente fasciata, ma riusciva a giocare solamente altri due punti prima di stringere la mano all’avversaria e prendere mestamente la via degli spogliatoi.

Con questa vittoria Kenin conquista la seconda semifinale consecutiva di un Premier 5, dopo quella della settimana scorsa a Toronto, e si assicura per la prima volta in carriera l’ingresso nella Top 20 della classifica WTA. Osaka, invece, potrebbe perdere la vetta del ranking se Ashleigh Barty dovesse sconfiggere Kuznetsova sabato e arrivare in finale.

Risultati:
[1] A. Barty b. M. Sakkari 5-7 6-2 6-0
[WC] S. Kuznetsova b. [3] K. Pliskova 3-6 7-6(2) 6-3
S. Kenin b. [2] N. Osaka 6-4 1-6 2-0 rit.

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Ranking

WTA Ranking: Barty chiude da regina. Conferme e delusioni del 2019, Italia nel baratro

L’australiana termina la stagione in vetta. Un anno fa era n.15. Barty non è l’unica ad aver migliorato la propria classifica: in top 20 ci sono 8 nuove atlete rispetto alla fine del 2018. Giorgi conclude l’anno al n.98

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Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

Con la vittoria alle Finals di Shenzhen Ashleigh Barty chiude la stagione al n.1 del ranking per la prima volta in carriera. Primato meritatissimo in virtù dei titoli conquistati durante il 2019. Oltre alle Finals, ricordiamo il titolo a Parigi, quelli di Miami e di Birmingham. Esattamente dodici mesi si laureava campionessa a Zhuhai e si assestava al n.15 della classifica. Un balzo di 14 posti che l’ha portata non solo in top ten ma addirittura al n.1, con un vantaggio di 1911 punti sulla seconda, Karolina Pliskova.

TOP 10 E TOP 20 – Rispetto al 2018, ci sono molte novità. Abbiamo 8 nuovi ingressi in top 20, di cui 2 direttamente in top 10. Si tratta di Bianca Andreescu (n.5), che un anno fa era addirittura n.178, e Belinda Bencic (n.8), che registra un bel +29 posti. Rientra nelle venti Johanna Konta (n.12, +27) accanto a cinque esordienti: Sofia Kenin (n.14 e ben 38 posti in più), Petra Martic (n.15, +17), Marketa Vondrousova (n.16, +51), Alison Riske (n.18, +45) e Donna Vekic (n.19, +15).

Chi sono invece quelle che mancano all’appello? Salutano il gruppo delle migliori Sloane Stephens, che precipita dal n.6 al n.25, Anastasija Sevastova, che passa dal n.12 al n.27,  Julia Goerges (n.28, -14), Qiang Wang (n.29, -9) e Garbiñe Muguruza (n.36, -18). Quelle però in maggiori difficoltà sono Caroline Wozniacki, un anno fa n.3 mentre quest’anno è in discesa di 35 posti (n.38),  Caroline Garcia (n.45, -26) e Daria Kasatkina, dal n.10 al n.69 nell’arco di un anno.

 

Mantengono la posizione di un anno fa Kvitova (n.7), Bertens (n.9) e Sabalenka (n.11). Rispetto al finale di stagione 2018, migliorano la propria classifica Pliskova, che sale dal n.8 al n.2, Osaka (n.3, +2) e Serena (+6, n.10). Simona Halep, che ha chiuso per due stagioni al n.1, quest’anno si deve accontentare di terminare al n.4, ma con uno Slam in più nel palmares. Retrocede leggermente Svitolina (n.6, -2) mentre crolla Kerber, precipitando dal n.2 al n.20.

Le giocatrici comprese in top 25 capaci di chiudere la stagione al loro best ranking sono, oltre ovviamente a Barty,
Martic (14), Riske (18), Vekic (19), Muchova (21) e Yastremska (22).

IL DETTAGLIO DELLA TOP 50

Variazione Nazionalità Giocatrice Anni Punti Tornei
0 [AUS] Ashleigh Barty 23 7851 15
0 [CZE] Karolina Pliskova 27 5940 19
0 [JPN] Naomi Osaka 22 5496 17
1 [ROU] Simona Halep 28 5462 17
-1 [CAN] Bianca Andreescu 19 5192 15
2 [UKR] Elina Svitolina 25 5075 22
-1 [CZE] Petra Kvitova 29 4776 17
-1 [SUI] Belinda Bencic 22 4745 25
1 [NED] Kiki Bertens 27 4245 27
-1 [USA] Serena Williams 38 3935 10
3 [BLR] Aryna Sabalenka 21 3120 24
-1 [GBR] Johanna Konta 28 2879 17
0 [USA] Madison Keys 24 2767 15
-2 [USA] Sofia Kenin 20 2740 24
0 [CRO] Petra Martic 28 2617 18
0 [CZE] Marketa Vondrousova 20 2390 12
1 [BEL] Elise Mertens 23 2290 26
1 [USA] Alison Riske 29 2210 24
1 [CRO] Donna Vekic 23 2205 23
-3 [GER] Angelique Kerber 31 2175 22
5 [CZE] Karolina Muchova 23 1864 15
2 [UKR] Dayana Yastremska 19 1825 24
-1 [GRE] Maria Sakkari 24 1820 23
-3 [USA] Amanda Anisimova 18 1793 17
-2 [USA] Sloane Stephens 26 1737 20
-1 [EST] Anett Kontaveit 23 1645 19
0 [LAT] Anastasija Sevastova 29 1617 23
0 [GER] Julia Goerges 31 1610 21
0 [CHN] Qiang Wang 27 1563 20
0 [RUS] Anastasia Pavlyuchenkova 28 1560 22
0 [USA] Danielle Collins 25 1558 18
0 [TPE] Su-Wei Hsieh 33 1505 24
0 [CZE] Barbora Strycova 33 1491 21
0 [KAZ] Yulia Putintseva 24 1460 25
0 [RUS] Ekaterina Alexandrova 24 1425 28
0 [ESP] Garbiñe Muguruza 26 1412 16
0 [KAZ] Elena Rybakina 20 1401 27
0 [DEN] Caroline Wozniacki 29 1383 16
1 [CHN] Saisai Zheng 25 1375 25
-1 [FRA] Kristina Mladenovic 26 1360 27
0 [RUS] Veronika Kudermetova 22 1351 27
0 [POL] Magda Linette 27 1320 27
0 [SWE] Rebecca Peterson 24 1275 23
0 [LAT] Jelena Ostapenko 22 1250 27
0 [FRA] Caroline Garcia 26 1235 25
0 [CHN] Shuai Zhang 30 1216 25
1 [BEL] Alison Van Uytvanck 25 1175 24
-1 [CHN] Yafan Wang 25 1165 25
0 [SLO] Polona Hercog 28 1145 24
0 [BLR] Victoria Azarenka 30 1115 18

CASA ITALIA

La nota dolente è che Camila Giorgi perde ancora 4 posizioni e chiude quest’annata da dimenticare al n.98. L’Italia rischia di non avere giocatrici in top 100 a inizio 2020, quando a Camila scadranno i punti ottenuti in Australia. Un anno fa Giorgi concludeva la stagione migliore della sa carriera al 26esimo posto. Questa invece sarà la stagione peggiore dal 2011, quando si fermò per la pausa invernale al n.149. Segnaliamo, tra le altre, i 39 posti in più di Sara Errani che torna al n.200 dopo aver raggiunto la finale all’ITF di Asuncion, dove ha perso da un’altra italiana, Elisabetta Cocciaretto (+60, n.215).

Camila Giorgi
Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
98 -4 Camila Giorgi 680 17
117 2 Jasmine Paolini 571 29
153 8 Martina Trevisan 393 25
175 5 Giulia Gatto-Monticone 350 24
199 2 Martina Di Giuseppe 297 28
200 39 Sara Errani 297 20
215 60 Elisabetta Cocciaretto 281 15
311 29 Martina Caregaro 177 16
315 -5 Stefania Rubini 173 20
343 -5 Jessica Pieri 149 24
356 -4 Lucia Bronzetti 140 25
364 0 Cristiana Ferrando 134 20
371 -4 Bianca Turati 128 14
397 -11 Deborah Chiesa 112 22
411 1 Camilla Scala 106 16
429 -25 Federica Di Sarra 100 15
430 -5 Lucrezia Stefanini 99 20
447 -9 Claudia Giovine 93 15
454 -13 Gaia Sanesi 92 18
463 9 Camilla Rosatello 89 14

NEXT GEN RANKING

Dayana Yastremska supera Amanda Anisimova al n.3 nel ranking Next Gen. Entra per la prima volta in classifica Katarina Zavatska, nella posizione più bassa, il n.10. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1999).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 5
2 0 Marketa Vondrousova 1999 16
3 1 Dayana Yastremska 2000 22
4 -1 Amanda Anisimova 2001 24
5 0 Elena Rybakina 2000 37
6 0 Iga Swiatek 2001 61
7 0 Cori Gauff 2004 68
8 0 Anastasia Potapova 2001 93
9 0 Varvara Gracheva 2000 105
10 Katarina Zavatska 2000 110

NATION RANKING

L’unica novità della classifica di fine anno per compagini nazionali è l’ingresso del Kazakistan al n.10. Esce dalla top 10 la Svizzera. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Repubblica Ceca 25
2 0 Stati Uniti 37
3 0 Ucraina 98
4 0 Russia 106
5 0 Cina 114
6 0 Germania 121
7 0 Bielorussia 128
8 0 Francia 145
9 0 Australia 148
10 Kazakistan 149

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WTA

Per Barty è un trionfo da N.1: sue le Finals di Shenzhen

Grande prova dell’australiana che supera in due set Svitolina e si porta a casa l’assegno più ricco della Storia del tennis, 4,4 milioni di dollari

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [8] E. Svitolina 6-4 6-3

La più classica delle ciliegine sulle torte. Coronando la stagione che l’ha vista conquistare la prima posizione mondiale e il primo titolo Slam in carriera a Parigi, Ashleigh Barty ha vinto le WTA Finals, di scena per la prima volta a Shenzhen, in Cina. Per riuscire in quest’ennesima impresa del suo meraviglioso 2019, la tennista australiana ha dovuto spezzare un incantesimo chiamato Elina Svitolina, che l’aveva ipnotizzata in tutti i cinque precedenti scontri diretti. Nell’occasione più importante a prevalere è stata però Barty, in due set, con il punteggio di 6-4 6-3, facendo valere il suo tennis, composto di continue variazioni di angoli e ritmo. La regolarità e solidità da fondocampo di Svitolina non si è rivelata sufficiente per contrastare il suo talento.

Grazie a questo successo la 23enne di Ipswich consolida ulteriormente la sua leadership, portandosi a 1900 punti di distanza da Karolina Pliskova. Nella prima parte di 2020 potrebbe addirittura incrementare il vantaggio. E dire che qualcuno dopo il Roland Garros la riteneva una numero uno pro tempore.

 

Il MATCH – Inizio di match segnato dal dominio del servizio. Le due tenniste danno il loro meglio con questo fondamentale, lasciando le briciole a chi sta in ribattuta. Quando si entra nello scambio comincia ad emergere però il tanto prevedibile quanto tutto sommato gradevole tema tattico della partita. È Barty a costruire gioco, con il suo ampissimo arsenale di colpi: rovesci in slice, dritti a sventaglio e colpi al volo. Svitolina pure fa la Svitolina, ovvero si getta su ogni palla, cerca di limitare al massimo gli errori, e di tenere alto il ritmo.

Nel nono gioco, guadagnarsi la prima palla break, grazie ad un recupero straordinario, è proprio la tennista ucraina. Barty però riesce a salvarsi e ad andare avanti per 5 a 4, mettendo così pressione alla battuta alla propria avversaria. E Svitolina, che fino a quel momento era stata impeccabile nei suoi turni di battuta, si squaglia, mette poche prime e regala diversi set point. Il terzo è quello buono per la giocatrice aussie che chiude con una risposta vincente su una seconda molto morbida il primo set in suo favore, dopo tre quarti d’ora di gioco.

Di marca molto diversa il secondo parziale. Seguendo il suggerimento del suo allenatore Andrew Bettles, Svitolina tenta di essere meno remissiva e più propositiva. La tattica paga ed è lei ad ottenere un primo allungo, andando 2 a 1 e servizio. Purtroppo per Svitolina, dall’altra parte della rete c’è un’avversaria alquanto ispirata. Da sotto 0-30, Barty mette in fila una serie di punti magistrali, alternando diverse soluzioni tecniche. Con uno smash vincente, l’australiana realizza l’immediato controbreak. Non paga, Barty strappa il servizio nuovamente alla sua avversaria nel sesto gioco, salendo 4 a 2.

Svitolina è però nota per essere un osso duro ed è determinata a confermare il titolo conquistato dodici mesi fa. La 25enne di Odessa rimane mentalmente in partita e accorcia le distanze, sfruttando un passaggio a vuoto di Barty. La partita è ora più che piacevole e i break si susseguono. Quello decisivo giunge nell’ottavo di gioco. Svitolina fa fatica a contenere sulla seconda e soprattutto non appena Barty la mette sul tocco va completamente in palla. L’australiana va così a servire per il match e senza alcuna esitazione porta a casa l’incontro e le WTA Finals dopo poco meno di un’ora e mezza di gioco. Più che le percentuali di prime in campo o i punti vinti con la seconda, a raccontare l’esito di questo match è la differenza notevole nella mole di vincenti ed errori tra le due tenniste. Ovviamente a favore di Barty. A conferma di una tennista che spesso impone il suo gioco sulle avversarie. E questa è una qualità da n.1.

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WTA

WTA Finals: Pliskova spegne la luce, Barty ne approfitta e vola in finale

L’australiana perde il primo set contro un’ottima Pliskova, poi dilaga. In finale sfiderà Elina Svitolina

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Ashleigh Barty - WTA Finals Shenzhen 2019 (foto via Twitter, @WTAFinals)

[1] A. Barty b. [2] Ka. Pliskova 4-6 6-2 6-3

Sarà Ashleigh Barty la seconda finalista delle WTA Finals 2019. L’australiana se l’è vista brutta contro Karolina Pliskova, praticamente perfetta per un set e mezzo, ma, dopo aver ottenuto il break nel secondo parziale, è stata in grado di cambiare marcia e di portare a casa il match. Barty torna dunque avanti nei precedenti contro la ceca (3-2), ma soprattutto domenica potrà tentare di coronare la propria stagione da sogno contro Elina Svitolina, che l’ha sconfitta in tutti i cinque precedenti incroci

IL MATCH – La partita si prospetta combattuta fin dagli esordi. In particolare il servizio di Barty è quello che scricchiola di più anche perché Pliskova entra in campo con coraggio su ogni seconda, trovando anche soluzioni vincenti. L’australiana salva, con due rovesci vincenti e un ace, tre palle break già nel primo gioco, poi altre due nel terzo. Successivamente è lei ad avere la chance di strappare il servizio all’avversaria, ma non riesce a sfruttarla e sul 2-2 è infine costretta a capitolare all’ottava occasione concessa. Dopo questi primi cinque game di grande lotta, seguono improvvisamente quattro turni di servizi rapidi e indolori che conducono Pliskova a servire per chiudere il primo set. Un po’ di tensione della ceca regala a Barty l’occasione di rientrare. Pliskova però si riscuote e, supportata da servizio e dritto, archivia il primo set col punteggio di 6-4.

 

Il secondo set si apre sulla falsariga del primo con Pliskova molto arrembante e una Barty invece un po’ in difficoltà, soprattutto col dritto. L’australiana sbaglia troppo e subisce l’aggressività della ceca, ritrovandosi sotto 0-40 nel terzo gioco. Con l’ausilio dell’avversaria, riesce però a risalire la china e a tenere il servizio, non prima di aver annullato anche una quarta palla break. Nel gioco successivo, quasi dal nulla, Pliskova incappa in qualche errore di troppo e regala il break a Barty. Da questo momento la partita cambia volto. L’australiana infatti allunga sul 4-1 e comincia a prendere il comando degli scambi. Al servizio non soffre quasi per niente, contrariamente al difficile primo set, il dritto in manovra ora funziona a meraviglia e lo slice fa ammattire Pliskova. Costretta a colpire spesso in posizione scomoda o fuori equilibrio, la ceca cede nuovamente la battuta e il set col punteggio di 6-2.

Nel parziale decisivo i servizi tornano ad essere dominanti da entrambe le parti: nei primi cinque game si vedono solo tre punti vinti dalla giocatrice in risposta. Nel sesto però, Pliskova combina un pasticcio, come nel secondo parziale, e spedisce Barty avanti 4-2. La ceca palesa tutto il suo nervosismo quando, dopo l’ennesimo dritto in rete, scaglia con violenza la propria racchetta sul campo di gioco. Le chance per lei sono infatti pochissime perché Barty sta servendo benissimo adesso. Un piccolo momento di difficoltà arriva sul 5-3, al momento di chiudere, quando Barty che fino ad allora aveva concesso appena due punti in tutto il set con la battuta a disposizione, viene costretta ai vantaggi da una orgogliosa Pliskova. La ceca annulla infatti con coraggio due match point, ma deve poi arrendersi al terzo.

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