Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

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Qualificazioni US Open, Day 4: fuori Giannessi e Caruso

Escono di scena al secondo turno di qualificazione i due tennisti azzurri

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Salvatore Caruso - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Finisce l’avventura americana di Salvatore Caruso e Alessandro Giannessi sconfitti rispettivamente da Lukas Rosol e da Constant Lestienne. Un po’ di rimpianti per il match di Caruso che è entrato in campo con pessime sensazioni, non riuscendo mai a comandare gli scambi, servendo piuttosto male e commettendo parecchi errori piuttosto banali con tutti i fondamentali continuando a lamentarsi con il proprio angolo, quasi sfottendosi da solo per il pessimo rendimento odierno. Tuttavia, sotto di set e break, senza avere più nulla da perdere, il tennista di Avola si è un po’ sciolto e sopra 5-4 40-40 è stato a due punti dal set ma Rosol ha servito ancora una volta bene senza concedere occasioni a Caruso che è incappato in qualche grave errore nel game successivo che di fatto gli è costato il match. 

Dura molto poco la partita di Alessandro Giannessi contro il francese Lestienne che giá nel 2018 lo aveva estromesso dalle qualificazioni degli US Open. Dopo un inizio equilibrato, Giannessi ha cominciato ad innervosirsi polemizzando di continuo con l’arbitro e uscendo di fatto molto presto di scena da un match nel quale non ha mai trovato buone sensazioni col rovescio e quando ha provato a sopperire a questa mancanza spostandosi di dritto non ha mai fatto sufficientemente male lasciando lo spazio a Lestienne per far male con un ottimo rovescio incrociato. Lo score finale recita 6-3 6-0, con un parziale pesantissimo di otto games a zero a partire dal 4-3 in favore del fantasioso francese. 

Le sconfitte degli italiani

 

C. Lestienne b. A. Giannessi 6-3 6-0
L. Rosol b. [6] S. Caruso 6-1 7-5

Il tabellone maschile completo

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Coppa Davis: arriva la “Volpe” ad aiutare i capitani

La tecnologia di Foxtenn metterà a disposizione i dati degli incontri in tempo reale

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Corrado Barazzutti - Belgio vs Italia, Coppa Davis 2017 (foto di Roberto Dell'Olivo)

Ci sarà una novità la settimana prossima alla Caja Mágica. Dando per scontato che ormai tutti sappiano che lunedì 18 inizia la fase finale della Coppa Davis e conoscano il nuovo formato della stessa (tanto che alcuni, come Nicolas Mahut, suggeriscono di cambiare nome alla competizione), l’ultima innovazione non riguarda direttamente il gioco, ma è tecnologica. Un po’ come accade alle Next Gen Finals, il quotidiano spagnolo online Marca ci informa che capitani e giocatori avranno accesso alle statistiche degli incontri in tempo reale. Questo grazie all’analisi basata sulla tecnologia “Diamond” di Foxtenn che, scrive la società high-tech spagnola sul proprio sito, “include più di 40 telecamere ad altissima velocità sincronizzate con 10 laser ad alta velocità che catturano tutto quello che succede sul campo al millimetro e al millisecondo da ogni angolo possibile”.

Velocità della palla, traiettorie, altezze e rimbalzi, posizione e velocità dei giocatori e tutti gli altri dati saranno non solo accessibili e utilizzabili immediatamente, ma potranno essere collegati a quelli già disponibili con una flessibilità che lascia libero spazio alla fantasia dell’utente. Così, per esempio, capitan Barazzutti controllerà il suo tablet per vedere quanti dritti ha giocato Berrettini fino a quel momento, in che direzione, con quanto topspin e con quali risultati, e potrà usare quelle informazioni per eventuali cambiamenti tecnico-tattici nel match in corso o per preparare il successivo. Abbiamo già visto all’opera la concorrente di Hawk-eye in diversi appuntamenti dei circuiti maggiori, tra cui l’ATP 500 di Acapulco lo scorso febbraio: a differenza dello storico sistema di verifica elettronica, Foxtenn si vanta di mostrare il “rimbalzo reale” della palla e dà anche mostra di sé, essendo le sue telecamere ben visibili sul terreno di gioco a differenza di quelle più discrete del “Falco”.

Quanto sarà di effettivo supporto la tecnologia, saranno i capitani a rivelarcelo. Intanto, nella Scatola Magica di Madrid, tutto è pronto per i primi tie: si comincia lunedì alle 16, con anche l’Italia in campo opposta al Canada.

 

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Coppa Davis, il programma completo delle sfide: Italia in campo lunedì e mercoledì

Subito dopo il Masters si vola a Madrid alla conquista dell’insalatiera. Gli azzurri, impegnati nel gruppo F, sfideranno prima il Canada e poi gli Stati Uniti

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Coppa Davis (foto via Twitter, @DavisCup)

Con la cerimonia di apertura alle 14:30 di lunedì 18 novembre, partirà ufficialmente la prima edizione della Coppa Davis targata Kosmos. Nella Caja Magica di Madrid diciotto squadre si sfideranno secondo la nuova formula della competizione per provare ad alzare l’insalatiera. A pochi giorni dall’inizio dell’evento sono stati comunicati gli orari di gioco: le partite saranno giocate su tre campi secondo la divisione tra sessione diurna (inizio alle ore 11) e sessione serale (inizio ore 18). Tre i match da disputare per decretare il vincitore della sfida, due di singolare (prima tra i numeri due della nazione e poi tra i numeri uno) e uno di doppio.

La fase a eliminazione diretta inizierà giovedì sera con il primo quarto di finale e proseguirà nelle stesse fasce orarie fino a sabato, il giorno delle semifinali. La finale è in programma alle ore 16 di domenica 24 novembre. L’Italia (sorteggiata nel gruppo F) scenderà in campo nella prima giornata alle ore 16 contro il Canada sul campo 2, riposerà martedì 19 e tornerà a giocare mercoledì nella sessione serale contro gli Stati Uniti, sempre sul campo 2. Ecco il programma completo delle sfide.

Lunedì 18 novembre

SESSIONE SERALE
Centre Court, ore 16
 – Croazia vs Russia
Stadium 2, ore 16 – Canada vs ITALIA
Stadium 3, ore 16 – Belgio vs Colombia

Martedì 19 novembre

SESSIONE DIURNA 
Centre Court, ore 11 – Argentina vs Cile
Stadium 2, ore 11 – Francia vs Giappone
Stadium 3, ore 11 – Kazakistan vs Olanda

SESSIONE SERALE
Centre Court, ore 18 – Spagna vs Russia
Stadium 2, ore 18 – Stati Uniti vs Canada
Stadium 3, ore 18 – Australia vs Colombia

Mercoledì 20 novembre

SESSIONE DIURNA
Centre Court, ore 11 – Argentina vs Germania
Stadium 2, ore 11 – Serbia vs Giappone
Stadium 3, ore 11 – Gran Bretagna vs Olanda

SESSIONE SERALE
Centre Court, ore 18 – Croazia vs Spagna
Stadium 2, ore 18 – Stati Uniti vs ITALIA 
Stadium 3, ore 18 – Belgio vs Australia 

Giovedì 21 novembre

SESSIONE DIURNA
Centre Court, ore 11 – Francia vs Serbia
Stadium 2, ore 11 – Germania vs Cile
Stadium 3, ore 11 – Gran Bretagna vs Kazakistan

SESSIONE SERALE
Centre Court, ore 18 – quarti: vincitore Gruppo D vs vincitore Gruppo F

Venerdì 22 novembre

SESSIONE DIURNA
Centre Court, ore 11 – quarti: vincitore Gruppo A vs una migliore seconda

SESSIONE SERALE
Centre Court, ore 18 – quarti: vincitore Gruppo B vs altra migliore seconda
Stadium 2, ore 18 – quarti: vincitore Gruppo E vs vincitore Gruppo C

Sabato 23 novembre

SESSIONE DIURNA
Centre Court, ore 11 – semifinale (parte alta del tabellone)

SESSIONE SERALE 
Centre Court, ore 18 – semifinale (parte bassa del tabellone)

Domenica 24 novembre

Centre Court, ore 16 – finale

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Mezzadri: “Federer voleva vendetta. Quando smetterà? Non lo sa neanche lui…”

LONDRA – Claudio Mezzadri a Ubaldo: “Roger ha bisogno di queste vittorie per convincersi che è ancora al top. Djokovic battuto anche da se stesso e dal pubblico”. Anche Marc Rosset è d’accordo: “Nole molto nervoso”

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Roger Federer - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Federer domina Djokovic e va in semifinale

da Londra, il nostro inviato

Il direttore ha incontrato l’ex tennista italoelvetico, ora nel team di Federer, nei meandri dell’O2 Arena, tra la sala stampa e quella delle interviste, poco prima che Roger arrivasse in conferenza stampa.

Un Federer così ha stupito tutti, con Thiem e Berrettini non aveva giocato bene. Sei stupito anche tu?
Vero, non sembrava proprio in forma, io, Marc (Rosset, ndr) e gli altri colleghi pensavamo che fosse un peccato perché a Basilea era molto brillante, ma evidentemente la forma quello che non ha messo in campo nei primi due match se l’è tenuto contro Nole (ride). Tra l’altro anche la rivalità con lui ha contato, anzi chissà che questa vittoria non fosse figlia della finale di Wimbledon. Il sentimento di vendetta c’era eccome.

In particolare è stato impressionante per la mobilità: quando Djokovic, pur giocando una brutta partita, ha risposto sulla riga di fondo, Roger si è spostato procurandosi lo spazio per colpire con l’agilità di un ventenne.
Questo è ciò che impressiona tutti. Federer stesso è il primo che quando non gioca bene si pone il dubbio ‘vuoi vedere che sta arrivando il momento di smettere?’. Quando trova queste prestazioni straordinarie gli torna la fiducia e la felicità di continuare il torneo e quelli a venire. Quanto a Djokovic, io credo sia stato schiacciato dalla situazione che si è creata. Se perdeva questo match oltre a uscire dalle Finals perdeva la possibilità di conquistare il n.1 del ranking. Poi aveva tutto il pubblico contro. Quando affronta Roger non è una novità per lui, ma stasera il pubblico era anche più aggressivo del solito con lui perché qui siamo a Londra, Wimbledon è qui vicino. Per loro Novak era il cattivo che ha tolto Wimbledon a Roger. Insomma, un insieme di fattori negativi che l’hanno destabilizzato. Considera che alla fine non si è nemmeno arrabbiato. L’ultimo game l’ha proprio mollato e poi nel match anziché allungare lo scambio come fa sempre giocava per chiudere il punto subito. Il tipo di gioco che predilige Federer. Di fatto si è un po’ battuto da solo tatticamente.

Federer dopo il Masters non giocherà l’ATP Cup, quindi a questo punto lo rivediamo all’Australian Open. E poi?
Certo, all’Australian Open di sicuro, dove arriverà con la fiducia anche di questa grande partita con Djokovic. Poi se mi chiedi quando smetterà, non lo sa nessuno, nemmeno lui. Perché la voglia di allenarsi, stare in giro, rispondere a stampa e tv è intatta, l’unica incognita è quando purtroppo il fisico dirà basta. E questo non lo può sapere nessuno.

Claudio, hai visto Federer crescere dall’inizio, una bella fortuna!
Stento ancora a crederci, sono vent’anni che seguo Roger e siamo ancora qui!

 

Anche Marc Rosset, intercettato dal direttore nel post-partita, è rimasto sorpreso dalla prestazione scintillante del suo connazionale: “Roger ha iniziato fortissimo, soprattutto al servizio ha giocato una partita incredibile. Novak mi ha ricordato quello della finale contro Murray nel 2016, molto nervoso, qualche doppio fallo commesso all’inizio. Forse, come allora, giocarsi la prima posizione mondiale l’ha reso nervoso. Le condizioni del campo sono favorevoli a Roger e anche le palle l’hanno aiutato, diverse da quelle di Bercy. Il campo è più veloce e questo spiega l’efficacia di Roger al servizio, ma si sente molto bene anche da fondocampo. Mi è sembrato si muovesse molto meglio contro Djokovic rispetto ai giorni precedenti”.

ha collaborato Antonio Ortu

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