Subito Serena-Sharapova! Federer dalla parte di Nole (Crivelli). Italia, stavolta è sfortuna (Tuttosport). Sinner annulla due match-point e il sogno si avvicina (Crivelli)

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Subito Serena-Sharapova! Federer dalla parte di Nole (Crivelli). Italia, stavolta è sfortuna (Tuttosport). Sinner annulla due match-point e il sogno si avvicina (Crivelli)

La rassegna stampa di venerdì 23 agosto 2019

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Subito Serena-Sharapova! Federer dalla parte di Nole (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

Non bisognerà aspettare troppo per godersi i fuochi artificiali. Stavolta, gli algoritmi del computer che regola il sorteggio degli Us Open hanno voluto dispensare spettacolo fin da subito: primo turno tra Serena Williams e Maria Sharapova, le arcirivali. Non è soltanto un confronto tra ex vincitrici (sei titoli l’americana, uno la russa), ma la riproposizione della rivalità più feroce e sentita degli ultimi 15 anni. Amiche mai: troppo diverse per provenienza, storia familiare, carattere, visione della vita. Sarà il 23° episodio della saga, il 22° sul campo perché l’ultima volta, al Roland Garros di un anno fa, Serena non si presentò per un infortunio ai pettorali. Masha, fatto salvo quel ritiro, non vince un match contro l’avversaria dall’ottobre 2004 ed è sotto 19-2. Insomma, quando si ritrovano una di fronte all’altra di solito non c’è storia, eppure le due regine arriveranno agli Us Open avvolte dalle ombre di un logorio che pare ormai inarrestabile e forse riequilibra un po’ il pronostico. La Williams si è ritirata dalla finale di Toronto per problemi alla schiena che l’hanno poi costretta a saltare Cincinnati e proiettano preoccupazioni anche su New York. La Sharapova, tormentata dai guai alla spalla destra, ha giocato appena 14 partite in stagione (8-6) e ha raggiunto i quarti solo a Shenzhen a gennaio. L’Italia, intanto, approccia il torneo femminile solo con la Giorgi, cui tocca subito una testa di serie, la greca Sakkari (30), che l’ha battuta in entrambi i precedenti. Tra gli uomini, occhi puntati sul tabellone di Federer, testa di serie numero 3: stavolta è capitato dalla parte di Djokovic, per cui non potranno ritrovarsi in finale come è accaduto a Wimbledon. Gli dei sono stati piuttosto benevoli con il figlio prediletto Roger, riservandogli un cammino piuttosto agevole verso la semifinale con il numero uno del mondo, Nishikori nei quarti permettendo. […] Qualche insidia in più per Djokovic, come quel Querrey al secondo turno, prima di un possibile, intrigante quarto con Medvedev, l’uomo del momento. Spicchio piuttosto agevole per Nadal, favoritissimo per attendere Thiem (per lui subito Fabbiano) in semifinale, anche se la sua parte di tabellone è intrigante, con Tsitsipas-Rublev e il derbissimo canadese AugerAliassime-Shapovalov al primo turno.

Italia, stavolta è sfortuna (Tuttosport)

 

Il sorteggio dei tabelloni dell’Us Open, ultimo Slam di stagione al via lunedì a New York, non è stato benevolo con gli italiani e ha riservato qualche primo turno davvero interessante. Intanto non sarà possibile una finale tra Djokovic e Federer, al massimo sarà semifinale. Il serbo debutta con Carballes Baena. Dalla loro parte anche il russo Daniil Medvedev che potrebbe trovare Novak nei quarti dopo averlo battuto a Cincinnati. Il cammino di Federer inizia con un qualificato. Rafa Nadal all’esordio avrà John Millman. Dopo il terzo turno potrebbe entrare in collisione con John Isner o Marin Cilic. Per quanto riguarda gli italiani, Fabio Fognini, n. 11 pesca Reilly Opelka, statunitense 42 Atp. Va peggio a Matteo Berrettini, n. 25 Atp e testa di serie n. 24, che trova Richard Gasquet, risalito al 34 Atp. Andreas Seppi affronta il bulgaro Grigor Dimitrov, mentre Lorenzo Sonego, n. 48, avrà di fronte lo spagnolo Marcel Granollers, n. 91. Non è andata male a Marco Cecchinato, ora n. 67 Atp, che troverà lo svizzero Henri Laaksonen, numero 120. La sfortuna ha invece colpito duro con Thomas Fabbiano, il 30enne pugliese, n. 87 ha pescato Dominic Thiem, numero 4 del mondo. La notizia arriva dal tabellone femminile, con un autentico tuffo nel passato. Già, vedremo subito Serena Williams contro Maria Sharapova. Turno spietato, soprattutto per Sharapova che in estate si è affidata a Riccardo Piatti. Serena si trova peraltro dalla parte di tabellone presidiata da Ashleigh Barty. Naomi Osaka, tornata numero 1 del mondo e campionessa in carica, debutterà con la ventenne Anna Blinkova. Per Simona Halep al primo turno c’è una qualificata, ma negli ottavi potrebbe profilarsi la mina vagante Bianca Andreescu, canadese 19enne vincitrice a Indian Wells e Toronto. Sorteggio complicato anche in campo femminile per l’Italia: Camila Giorgi pesca la greca Maria Sakkari, testa di serie n. 30 che al primo turno di Cincinnati si è imposta 6-3, 6-0.

Sinner annulla due match-point e il sogno si avvicina (Riccardo Crivelli, La Gazzetta dello Sport)

La testa è già da campione. Perché la volontà feroce di sottrarsi alla sconfitta incombente e di non dare per perso alcun punto appartiene solo ai predestinati. Solo il tempo ci dirà dove potrà approdare il talento di Jannik Sinner, ma intanto il fresco diciottenne di Sesto Pusteria è a una partita dal primo Slam in carriera grazie al capolavoro nel secondo turno delle qualificazioni degli Us Open contro il croato d’Italia Galovic. Viktor Galovic, classe 1990, si trasferì da noi a cinque anni, vive alle porte di Milano, si allena a Verona e ha anche vestito la maglia delle nostre nazionali giovanili: non è un fenomeno (numero 223, al massimo è stato 173), però ha buoni fondamentali per il veloce e ha esperienza. Infatti, dopo più di due ore di battaglia, si ritrova avanti 5-2 nel terzo set. Ma è lì che Sinner dimostra doti che sono di pochi: annulla due match point nel game successivo sul suo servizio, poi strappa la battuta al rivale, lo aggancia sul 5-5 e dà un’altra zampata per il break del 6-5, sino a completare l’opera risalendo da 15-40 nel 12* game. Il 4-6 7-6 (2) 7-5 lo lancia così all’appuntamento decisivo di stasera (intorno alle 21 italiane) contro lo spagnolo Mario Ville la Martinez, numero 202 del mondo che in carriera non ha ancora vinto una partita Atp. All’ultimo turno approda anche Paolo Lorenzi, che solo due anni fa provava l’ebbrezza della seconda settimana a New York con gli ottavi poi persi contro Anderson: la vittoria 7-6 (7) 6-3 sul francese Couacaud gli regala un incrocio con il ceco Vesely, ex n. 35. Non si concede invece il terzo miracolo, dopo Parigi e Wimbledon, Salvatore Caruso, eliminato da un altro ceco, il veterano Rosol, e con lui saluta New York anche Giannessi, piegato dal francese Lestienne.

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Sinner e la Davis, esordio rimandato. Gioca in California (Cocchi). Mager, meglio tardi che mai (Semeraro)

La rassegna stampa di martedì 25 febbraio 2020

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Sinner e la Davis, esordio rimandato. Gioca in California (Federica Cocchi, Gazzetta dello Sport)

Non è ancora il momento di vedere lannik Sinner in azzurro. Almeno fino a oggi, i programmi dell’altoatesino non prevedono l’impegno di Davis per qualificazione contro la Sud Corea del 6-7 marzo a Cagliari. Jannik, che potrebbe invece aggregarsi alla squadra nelle eventuali Finals di Madrid a novembre, partirà domani per la California, dove giocherà prima il Challenger di Indian Wells e poi i due Masters 1000 sul cemento Usa, ancora Indian Wells e Miami. Una decisione presa di comune accordo tra il team del giocatore e Barazzutti, che già a Madrid lo scorso anno aveva dato la sua benedizione a un inserimento in squadra del teenager n. 68 del mondo […] Intanto Matteo Berrettini continua il recupero dall’infortunio agli addominali che lo ha fermato dopo gli Australian Open. Anche sul romano, che non sarebbe ancora del tutto a posto, ci sono dubbi che possa essere impiegato da Barazzutti per le qualificazioni di Davis. A questo punto il capitano dovrà fare affidamento su Fabio Fognini con l’incognita dell’acciacco alla gamba sinistra. Con Seppi fresco padre di Liv, nata il 20 febbraio, a Cagliari potremmo vedere un’Italia sperimentale e Sonego protagonista.

Mager, meglio tardi che mai (Stefano Semeraro, Corriere dello Sport)

Il supereroe preferito da Gianluca Mager, il nuovo top-100 italiano che nell’Atp 500 di Rio ha sfiorato il colpaccio perdendo solo in finale dal cileno Garin dopo aver seccato, fra gli altri Casper Ruud e il numero 5 del mondo Dominic Thiem, è Batman, il cavaliere oscuro con due identità. Anche Gianluca, sanremese, classe 1994, di identità tennistiche se ne cova dentro almeno due: da ex ragazzino dotato ma svogliato e da professionista con limiti ancora inesplorati. «Da giovane giocavo soprattutto per divertirmi», ammette. «Uscivo la sera, mi divertivo con gli amici. Il tennis l’avevo messo in secondo piano». Fra i 14 e i 18 anni Mager ha molto ammirato Federer e Shevchenko, battuto avversari discreti, giocato così così incappando anche in una squalifica di 4 mesi per uso di marijuana. In bacheca appena tre tornei juniores da under 18, prima di scomparire quasi dai radar fino al 2013. II responsabile della sua prima rinascita è stato Diego Nargiso, che lo ha convinto a darsi una regolata. «Diego è stato il primo a credere in me», dice Gianluca, da ieri numero 77 Atp, quinto italiano in classifica dietro Berrettini, Fognini, Sonego e Sinner e in odore di convocazione per la Coppa Davis. Addio discoteche, buongiorno allenamenti. Risultato: qualificazioni a Roma, un ranking a ridosso dai primi 300. Il primo clic della maturità arriva nel 2016, con la vittoria contro Gabashvili nel Challenger di Genova. «Lì ho capito che il tennis davvero poteva diventare il mio futuro». A Mager però non piacciono le linee rette. Come Bruce Wayne, alter ego di Batman, è pieno di dubbi. Lasciato Nargiso si allena con Umberto Rianna, il responsabile del progetto over 18 della Fit; poi, dopo l’ennesima crisi di autostima, nel 2018 riparte da Sanremo con un team corazzato di affetti: l’amico coach Matteo Civarolo, la fidanzata ed ex gocatrice Valentine Confalonieri, il preparatore fisico Diego Silva. C’è da restaurare il ranking (scivolato a quota 440), ma attorno c’è anche il nuovo tennis italiano che rinasce. E Gianluca ci crede, adesso sì. Prende in mano il destino (e le finanze) della sua carriera, a Coblenza – dove non sarebbe neppure dovuto andare – centra il primo successo in un Challenger, a cui si aggiungono Barletta e Biella. Al team si aggiunge invece Flavio Cipolla, l’ex n.70 Atp romano che tanti consigli utili ha sussurrato al giovane Matteo Berrettini e che da un anno e mezzo segue anche Giannessi. «A 25 anni ormai è tardi», scuotono la testa gli scettici, quelli che se ti vedono camminare sulle acque pensano che non sai nuotare. Invece. «Gianluca è il prototipo del giocatore moderno», spiega ‘Cipo’. «Gran servizio, molta potenza, una tecnica completa. E tanti margini di miglioramento» […]

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La favola di Mager. Lieto fine a metà ma il futuro è rosa (Cocchi). Mager per amore (Azzolini). Riecco Tsitsipas, è bis a Marsiglia (Tuttosport)

La rassegna stampa di lunedì 24 febbraio 2020

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La favola di Mager. Lieto fine a metà ma il futuro è rosa (Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport)

La settimana perfetta si chiude senza lieto fine ma comunque con una bella scoperta: Gianluca Mager ha perso la sua prima finale Atp sulla terra di Rio de Janeiro sconfitto in due set dal cileno Cristian Garin, ma da oggi è numero 77 del mondo. Si scrive Mager, si legge «Magher», venticinque anni, sanremese, numero 128 al mondo a inizio settimana, era partito dalle qualificazioni e aveva vinto cinque partite di fila senza perdere nemmeno un set, fino alla semifinale contro l’ungherese Balasz (lucky loser già eliminato nelle qualificazioni), interrotta per un diluvio sabato sera quando il nostro si trovava avanti un set. La pioggia torrenziale di Rio ha rimandato tutto a ieri, costringendo sia lui che l’altro finalista Garin a un doppio impegno. Il solco sulla terra carioca è tato tracciato in maniera netta, eliminando uno dopo l’altro avversari tosti: al primo turno ha piegato Casper Ruud, ma soprattutto ha fatto fuori nei quarti di finale il numero 4 del mondo Dominic Thiem (7-6 7-5).

(…)

 

Alle 5 del pomeriggio era numero 100 al mondo, alle 6 e mezza era già al 77′ posto della classifica mondiale con vista sul numero 56 dell’eventuale vittoria. Un exploit incredibile per un giocatore che fino a oggi ha vinto tre Challenger (Coblenza, Barletta e Biella), e tutti nel 2019.

(…) Gianluca Mager è di Sanremo, un pugno di chilometri dall’Arma di Taggia di Fabio Fognini. Ha cominciato a giocare a 6 anni poi, la voglia di correre dietro a una pallina, fare sacrifici e ore di allenamento è calata con l’avvento dell’adolescenza: «Da ragazzo ho pensato principalmente a divertirmi – raccontava in una intervista qualche tempo fa -. Uscivo la sera, stavo con gli amici e il tennis era passato in secondo piano». Una carriera quasi buttata, una positività all’antidoping per cannabis e poi, nel 2012, Diego Nargiso decide di puntare su di lui dopo averlo visto giocare a Genova. I risultati arrivano presto, grazie a una nuova mentalità

(…)

Chiusa l’esperienza con Nargiso ora nel suo team ci sono Flavio Cipolla e Matteo Civarolo, che lo seguono nei tornei insieme alla ragazza di Gianluca, Valentina Confalonieri, ex tennista professionista. Ora nuovi obiettivi da fissare a partire dal prossimo torneo, a Santiago, dove per la prima volta sarà in tabellone senza passare dalle qualificazioni. Una piccola, grande, consolazione.

Mager per amore (Daniele Azzolini, Tuttosport)

Magher è la pronuncia esatta. Non c’è una spiegazione, è così, e non è detto che sia un male. Spinge il cognome verso assonanze che sanno di incanti e incantesimi, aggiungono un pizzico di magia e di smagata osservazione della vita. MagoMaghez o Magher Magò se vi va di giocarci. Un quadro d’assieme che aiuta a rispondere alla domanda chiave su Gianluca Mager (si scrive così!) e il suo improvviso mostrarsi al tennis, vincitore del numero 4 Thiem nei quarti a Rio, terra rossa, semifinalista e poi finalista di un Atp500 con appena due esperienze precedenti nel circuito maggiore, promosso nei primi cento dopo una rincorsa durata una decina di anni. Da oggi è al numero 78, a due passi da Sinner, grazie a un balzo di 51 posizioni. Dove si era nascosto un tipo simile? E perché ha avuto bisogno di compiere 25 anni (saranno 26 il primo dicembre) per lanciare un segnale finalmente udibile da tutti?

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Gli inizi sono stati alquanto disincantati, lui la racchetta la tiene in mano dall’età di sette anni, e il primo torneo fra i professionisti l’ha giocato intorno ai 15, ma prima di stabilire che fosse lo strumento del suo mestiere, e non solo una buona amica da portarsi dietro per qualche lieta sgroppata sul campo, si è preso il suo tempo, non ha dimenticato gli amici, ha saltato a piè pari tutta gli impegni da junior, e fumato qualche sigaretta di troppo (anche quelle proibite, e ha subito una breve squalifica). Date indimenticabili? Forse una: agosto 2014, prima vittoria in un Future, a Telavi in Georgia. E sapete con chi? Daniil Medvedev, oggi al numero 5 del ranking. A dire che il ragazzo, con i grandi, si è sempre trovato a proprio agio. Ma sono occorsi altri cinque anni, e molti buoni consigli per evitare che il tennis perdesse un valido giocatore per trovare invece un istruttore da circolo. Glieli ha dati Diego Nargiso, che gli ha fatto da guida per tre stagioni. Ora glieli dà Valentine Nicole Confalonieri, due anni di più, ex giocatrice nel circuito Itf, varie esperienze nel tour americano durante gli anni trascorsi alla Lynn University, oggi fidanzata e coach di Gianluca. Valentine di Monte-Carlo, lui di Sanremo… È stata lei a mettergli in testa che un nuovo tentativo andasse fatto, per mettere piede nei primi cento, se non altra. Lui non aspettava niente di meglio, in fondo Valentine l’ha scelta proprio per quel suo carattere indomito (sono in due, nell’attuale circuito maschile ad affidarsi a una donna per coach, l’altro è il kazako Kukushldn).

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È successo l’anno scorso. Una stagione di grande sgobbo, tutta nei Challenger, da Orlando a Yokohama, da Sophia Antipolis a Ludwigshafen, con tre vittorie (Coblenza, Barletta e Biella), i buoni successi su Robredo, Munar e Lorenzi, e una chance come lucky loser a Stoccolma, chiusa al secondo turno dopo aver superato Andujar. Totale conclusivo, numero 114 in classifica.

(…)

Ha pescato gli ottavi a Cordoba, ha fatto a capocciate con Cuevas, ma Rio era dietro l’angolo e a Rio la sua vita è cambiata. Nei giorni vicini al Carnevale, Mager è diventato protagonista del “Festival di un ragazzo di Sanremo’: Ed è arrivato in finale. Aggrappandosi a ogni grumo di terra in grado di sostenerlo. Match difficile in semi, contro un avversario che può capitare una volta su un milione di doverlo battere due volte nello stesso torneo. Invece è successo. Attila Balasz era stato avversario delle qualificazioni e aveva perso di brutto, entrato come lucky loser ha dato vita anche lui a un torneo impeccabile. Fino a ritrovare Mager. Primo set al tie break, poi 3 pari e stop perla pioggia. Attesa lunga tre ore. Quindi la ripresa e sgambetto ungherese, 4-6, per un terzo set che ha visto Mager finire sotto 2-4 e recuperare il break sul4-4, andare avanti 6-5 e match point ed essere costretto invece al secondo tie break, vinto a due dopo quasi tre ore di partita. Prima finale della carriera, festeggiata in lacrime. Ma due ore di riposo appena Alle 21,30 di nuovo in campo, contro Cristian Garin, il Next Gen cileno numero uno sul rosso, la settimana scorsa vincitore a Cordoba su Schwartzman. Ha perso Gianluca, eppure ha mostrato ancora una volta tutto il meglio del suo repertorio, costringendo Garin a giocarsi l’incontro su scambi corti e vorticosi. (…). Era avanti di un break nel secondo, lo è stato fino al 5-4. Lì è crollato. Dopo 5 ore di tennis può capitare. Garin ha messo la freccia, ha effettuato il sorpasso. Aveva temuto di fare la fine di Thiem. Ci è solo andato vicino.

Riecco Tsitsipas. È bis a Marsiglia (Tuttosport)

(…) Dopo le delusioni di avvio stagione culminato in un record di 3 partite vinte a fronte di 4 perse, Stefano Tsitsipas solleva il suo primo trofeo del 2020 all’Atp250 sul veloce indoor di Marsiglia. Il greco ha superato in finale un altro rampante, più giovane ancora, ilcanadese Felix Auger-Aliassime 6-3 6-4. Vittoria importante non soltanto per la fiducia Tsitsipas infatti ha concesso il bis, giacché si era imposto nel 2019.

(…)

Di contro, il canadese deve rinviare l’appuntamento con la vittoria: 5 finali, tutte perse. Ora il n. 6 del mondo vola a Dubai dove testa di serie n. 1 del tabellone è Novak Djokovic. E proprio a Dubai un giovane azzurro taglia un traguardo importante. A 17 anni Lorenzo Museui, infatti, entra per la prima volta in un tabellone principale del circuito Atp. Il n. 312 del ranking mondiale, ha superato le qualificazioni. Dopo aver cancellato Popyrin (non un cliente facile), nel match che valeva l’ingresso in tabellone ha superato il russo Evgeny Donskoy, numero 112 della dassifica mondiale: 7-6 (7), 7-6 (1) il punteggio, in poco più di un’ora e tre quarti di gioco. Il giovane talento azzurro, lo scorso anno vincitore degli Australian Open junior e nel settembre 2018 finalista all’Us Open, ha così raggiunto nel tabellone principale Fabio Fognini.

(…)

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Pazzesco Mager. Batte Thiem a Rio (Chinellato). Mago Mager batte Thiem, ed è da top-100 (Viggiani)

La rassegna stampa di domenica 23 febbraio 2020

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Pazzesco Mager. Batte Thiem a Rio (Davide Chinellato, La Gazzetta dello Sport)

Ci sono vittorie che cambiano una carriera. Gianluca Mager spera che quella clamorosa ottenuta su Dominic Thiem nei quarti del torneo di Rio de Janeiro sia una di queste. Perché il 25enne azzurro ha fatto una vera impresa, eliminando l’austriaco numero 4 del mondo in due set, 7-6 (4) 7-5, in un’ora e 57′, in una partita durata due giorni per colpa della pioggia. Mager, numero 128 Atp, prima dell’impresa sulla terra rossa brasiliana, non aveva mai battuto un top 30 dal suo passaggio al professionismo e diventa il primo italiano a raggiungere la semifinale nel primo torneo Atp 500 giocato in carriera. Un possibile trampolino di lancio, che già gli vale la scalata fino alla posizione numero 100 nel ranking mondiale. La sua classifica potrebbe ancora migliorare: l’accesso alla finale (l’ostacolo è l’ungherese Attila Balazs) lo proietterebbe al numero 77, una clamorosa vittoria addirittura al 56. Mager è entrato nel tabellone principale partendo dalle qualificazioni, col pass strappato battendo proprio Balazs 6-0 6-2. Da lì è stato un crescendo: 7-6 7-5 al norvegese Ruud (34′ al mondo) nel primo turno, 6-3 7-6 al portoghese Domingues (169) negli ottavi, fino all’impresa contro Thiem.

Mago Mager batte Thiem, ed è da top-100 (Mario Viggiani, Corriere dello Sport)

 

Più forte della pioggia ma soprattutto di Dominic Thiem, n.4 del mondo e testa di serie n. 1 dell’ATP 500 di Rio de Janeiro. Andato a dormire sul 7-6 2-1 in suo favore dopo il maltempo di venerdì, Gianluca Mager ha girato a vuoto giusto sul 5-4 del secondo set, quando è andato a servire per il match ma ha concesso il controbreak all’austriaco. Però ha subito rimesso la testa davanti dopo il 5 pari e alla fine l’ha spuntata per 7-5 dopo 1h55′, conquistando la prima vittoria in carriera contro un Top 10, anzi un Top 5. «Per me era già un sogno affrontare Thiem, tra i miei giocatori preferiti. Non mi sembra vero di averlo battuto!». Sono salite così a cinque le partite e a dieci i set di fila vinti dal 25enne sanremese, che a Rio ha superato due turni di qualificazioni e poi Casper Ruud e Joao Domingues prima di Thiem senza cedere appunto neppure un set. Numero 128 ATP, con il successo di ieri Mager è virtualmente salito in 100a posizione: lunedì quindi, con il nuovo best ranking, farebbe il debutto nei Top 100.

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