WTA Bronx: Camila Giorgi vola in semifinale a New York

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WTA Bronx: Camila Giorgi vola in semifinale a New York

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Camila Giorgi - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Procede il cammino di Camila Giorgi del WTA International del Bronx, torneo che fino allo scorso anno era un ITF da $100.000 e che quest’anno la WTA ha deciso di innalzare (di tasca propria) a torneo International per sopperire alla sparizione del WTA Premier di New Haven. Nei quarti di finale l’azzurra si è sbarazzata in soli 62 minuti di Alizé Cornet, attualmente al n.64 del ranking ma che dieci anni fa era arrivata a ridosso della Top 10 sconfiggendo diverse volte anche Serena Williams.

Non c’è stata storia nel 6-2 6-1 che ha sugellato il passaggio di Giorgi alle semifinali, secondo risultato di prestigio, dopo la finale di Washington un mese fa, in questa estate nordamericana sul cemento che sta regalando qualche soddisfazione alla italo-argentina dopo una prima parte di stagione costellata di ritiri che l’ha vista disputare solamente sei incontri da febbraio a luglio.

Per Camila in semifinale ci sarà la cinese Qiang Wang, prima testa di serie del torneo e n. 18 della classifica WTA. Wang ha sconfitto in tre set Blinkova nei quarti di finale e si presenta alla sfida con l’azzurra con un deficit di 0-2 negli scontri diretti, disputatisi entrambi nel 2017.

 

Nella parte bassa del tabellone, vittoria per la polacca Magda Linette, che si è imposta in tre set sulla testa di serie n.10 Karolina Muchova, la quale affronterà in semifinale Katerina Siniakova (n. 5 del seeding), vincitrice nei quarti dell’americana Bernarda Pera dopo aver annullato due match point.

I risultati:

[5] K. Siniakova b. [WC] B. Pera 4-6 7-6(6) 6-3
[Q] M. Linette b. [10] K. Muchova 6-7(4) 6-4 7-6(3)
C. Giorgi b. A. Cornet 6-2 6-1
[1] Q. Wang b. [LL] A. Blinkova 0-6 6-1 6-4

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ATP San Pietroburgo: fuori al primo turno Sinner e Travaglia

Nella prima giornata del main draw, l’altoatesino non ha sfruttato un set point contro Kukushkin. In precedenza sconfitta per Stefano Travaglia, eliminato da Adrien Mannarino.

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Jannik Sinner - Umago 2019 (foto Felice Calabrò)

Prima giornata sfortunata per i colori azzurri a San Pietroburgo, dove Jannik Sinner e Stefano Travaglia sono stati battuti da Mikhail Kukushkin e Adrian Mannarino, entrambi a casa sul cemento indoor, facendo della pulizia nel colpo e nell’appoggio sulla velocità della palla avversaria l’arma principale.

Fresco di wildcard per le NextGen ATP Finals di novembre, Jannik Sinner ha perso 6-3 7-6 (4) in 99 minuti con la testa di serie N. 6 Mikhail Kukushkin, “quasi” di casa a Stalingrado – russo di nascita, si è trasferito in Kazakistan a 21 anni – e vincitore qui dell’unico titolo della carriera, nel 2010.

Centrato da subito il sudtirolese (wildcard anche qui), che ha una palla già molto più pesante dell’avversario odierno (il contrasto, soprattutto sonoro, fra i rispettivi colpi era evidente), e si è portato immediatamente a tripla palla break, su cui Kukushkin si però è difeso con il servizio esterno.

 

Conscio della differenza balistica, il kazako, scaltro come pochi, ha quasi sempre colpito nello spazio aperto, senza indugiare sulle diagonali per far colpire l’avversario in corsa con i suoi colpi piatti e anticipati, mixando il tutto con numerosi slice. E infatti, Sinner si è incartato nel quarto game, quando le traiettorie basse e angolate del suo avversario hanno iniziato a eroderlo; un doppio fallo e uno smash sbagliato a campo aperto hanno fatto il resto, 3-1 Kukushkin.

Quello che colpisce di Sinner, però, è che non esca mai dalla partita. Si è portato nuovamente a tripla palla break nel settimo game, facendosi però ancora rimontare, mancando soprattutto sulla prima con un dritto lungo di metri. Una quarta chance è arrivata con un gran dritto stretto in corsa, ma Kukushkin l’ha mosso di nuovo con servizio esterno e rovescio lungolinea (il suo fondamentale bimane è talmente piatto da prendere uno spin verso l’esterno), e ha tenuto per il 5-2.  3 belle risposte fra i piedi gli hanno poi dato un set point, ma Sinner si è salvato con un dritto inside-in, obbligandolo a chiudere il parziale sul suo servizio, cosa che il kazako non ha avuto problemi a fare, tenendo a zero per il 6-3 in 40 minuti.

I 14 anni di differenza si sono palesati, perché l’impressione è che il kazako sapesse perfettamente dove titillare i difetti di Sinner – spostamenti laterali e piegamenti sulle ginocchia dove è ancora albatros di Baudelaire. QED, nel terzo game del secondo set, Kukushkin è salito a palla break con delle ottime risposte lungolinea e con una combinazione fra back sul rovescio e dritto dal centro, prendendosi il 2-1 con un’altra risposta bimane che Sinner non è riuscito a tenere in campo. 2 attacchi profondi sul dritto del kazako seguiti da un rovescio in rete (per la prima volta molto scarico) gli hanno dato 2 palle del contro-break, su cui è finalmente riuscito a spezzare l’incantesimo dopo una strenua difesa che ha portato a un dritto in rete di Kukushkin, non avvezzo a spingere palle alte e lente.

Nel settimo game, però, Sinner ha deviato inspiegabilmente dal piano-partita, tentando il primo drop shot seguito dal primo serve-and-volley, e perdendo entrambi i punti. Un dritto inside-in l’ha salvato da una prima palla break, ma il nastro ha reso imparabile un rovescio del kazako, dandogli il 4-3.

Partita finita? Neanche per idea, perché un altro dritto in rete ha dato il 15-40 al protetto di Riccardo Piatti, bravo ad impattare subito su un rovescio largo di Kukushkin. Emblematico quello che è successo subito dopo: 4-4, 30-30, time violation per Sinner, che risponde con 2 prime vincenti, mostrando un sangue freddo notevole. Con l’avversario sempre più falloso con il dritto, Sinner ha avuto un set point chiudendo al volo uno scambio vinto con il dritto in corsa seguito da una smorzata, ma Kukushkin si è difeso con il servizio e ha ribattuto le pallate a tutto braccio dell’azzurro.

Arrivati al tie-break, Sinner ha subito sotterrato un dritto in rete, dando il là al 3-0 Kukushkin. Un altro smash sbagliato ha consegnato il doppio mini-break al kazako che ha di fatto chiuso la partita, effettivamente terminata su una risposta lunga di Sinner. Peccato per l’azzurro, la sensazione è che la distanza fra i 2 non fosse troppa, come riconosciuto dall’avversario dopo la partita.

Subito prima, Stefano Travaglia era stato battuto 7-5 6-2 dalla settima testa di serie Adrian Mannarino in 79 minuti. Spettacolo (in)degno del sorteggio NextGen 2017 nel pre-partita e nelle pause, con modelle in tubini di paillettes ad incitare un pubblico quasi meno numeroso di loro – il battimani del cheerleading echeggiava stile appartamento smobiliato per la Sibur Arena.

I due si erano incontrati a maggio al Roland Garros, dove Travaglia aveva lottato per 3 ore e 44, prima di cedere al quinto. Purtroppo per lui, la pugna non è stata altrettanto intensa oggi, nonostante un inizio confortante. Travaglia è partito con 8 punti in fila al servizio e ha breakkato nel quarto gioco, quando 2 slice hanno mandato fuori giri il francese.

Da lì è iniziata la partita del transalpino, però. Ha alzato l’aggressività, salendo a doppia palla break con una risposta vincente e un rovescio in diagonale, e si è riavvicinato con un lob, impattando poco dopo sul 4-4. Dapprima poco centrato, ha smesso di soffrire le diverse rotazioni offertegli, e anzi ha iniziato a prevalere sulla diagonale di sinistra, dove Travaglia si trovava spesso troppo frontale. Un passante di dritto sul nastro ha salvato l’azzurro nel’undicesimo gioco, ma 2 doppi falli hanno mandato Mannarino a servire per il primo set.

Il servizio è stato l’epitome del primo set di Travaglia: fino al decimo game la prima ha viaggiato mediamente a 202 km/h, ma appena la percentuale e soprattutto la precisione sono calate è sceso il buio, mentre Mannarino ha vinto il 94% dei punti sulla prima. Con l’andare del match Travaglia ha sofferto la saudade tipica di molti specialisti del rosso: con la scarsa abitudine a vedersi arrivare rapidamente la pallina aumentavano gli impacci nelle aperture e con esse gli errori, fomentati da un avversario uso a stare vicino al campo per togliere il tempo.

Il secondo parziale si è aperto sulla stessa china: Mannarino sempre più a suo agio sulle prime potenti ma erratiche di Travaglia, e azzurro sempre più falloso da fondo. Una prima palla break è sfumata con un passante largo di rovescio, ma 2 errori di dritto hanno dato il là al francese. Il nostro ha provato a riportare la partita sui canali da lui preferiti, offrendo palle lavorate con risposte bloccate e back che gli hanno dato 2 immediate palle del contro-break, vanificate però da 2 errori di dritto. Quel game, durato 7 minuti, ha rappresentato le definitive sliding doors del match: Mannarino ha nuovamente breakkato per il 3-0 e servizio, e ha chiuso senza patemi.

Il tabellone completo

Tommaso Villa

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Mondo Challenger: Seppi trionfa a Cary! Cecchinato, che peccato

Andreas vince il prestigioso Challenger americano e consolida la top80. Cecchinato si ferma in semifinale a Szczecin

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Challenger Szczecin (Polonia, terra battuta, montepremi 137.560€)

Erano ben otto gli italiani al via al Challenger più ricco di questa settimana e il miglior risultato lo coglie Marco Cecchinato che, accreditato della seconda testa di serie, si spinge sino alla semifinale mostrando comunque qualche segnale di ripresa in termini di fiducia. Ceck, dopo aver sconfitto Guinard, Vatutin e Taro Daniel, si è arreso al vincitore Jozef Kovalik con lo score di 7-6(7) 6-1 in un match dove dopo il primo set combattutissimo Marco è sembrato non avere le energie mentali per reagire e ha perso il secondo parziale in ventidue minuti. Ottima settimana anche per Riccardo Bonadio che sconfigge Pellegrino nel derby e poi addirittura Philipp Kohlschreiber in rimonta dopo aver perso il primo parziale con un netto 6-0, infliggendo la prima vittoria in carriera contro un top100. Come detto in precedenza, a trionfare in Polonia è Kovalik al termine di una finale combattutissima contro l’argentino Andreozzi, in un match caratterizzato dai tanti scambi lunghi dove a far la differenza nel secondo e nel terzo parziale son state le percentuali al servizio molto più alte da parte del giocatore slovacco che dopo aver iniziato la stagione da top100 era sceso fino al numero 346 del ranking ATP ma che con questo successo scala 140 posizioni arrivando al numero 206 della classifica mondiale.

Finale: J. Kovalik b. [5] G. Andreozzi 6-7(5) 6-2 6-4

 

Challenger Cary (USA, hard outdoor, montepremi 54.160$)

Splendida settimana da parte di Andreas Seppi che vince negli Stati Uniti il nono torneo Challenger in carriera, il primo negli USA. Dopo un’estate difficile a causa delle solite infiltrazioni all’anca che han costretto allo stop l’altoatesino, l’intenzione di Andreas era quella di fare più punti possibile per garantirsi di terminare l’anno nei primi 100 e questa settimana lo aiuta sicuramente nel suo intento. I primi turni son stati vinti tutti in modo piuttosto agevole fino alla semifinale, un’autentica battaglia contro il francese Couacaud col quale Seppi ha perso il primo parziale, s’è ritrovato sopra 4-1 con doppio break nel secondo ma poi ha anche dovuto annullare diversi match point prima di vincere il tie break del secondo parziale e poi trionfare 6-4 al terzo. La finale sembrava totalmente in discesa: il talento statunitense Mmoh, anche lui non nella stagione migliore della carriera, ha sbagliato tutto ciò che poteva nei punti importanti fino a quando, sotto 6-2 2-1, ha ripreso il servizio e ha iniziato a giocare molto meglio costringendo Andreas al terzo parziale. Il game chiave è stato il quinto dove Seppi con un bel drop shot, il colpo che ha funzionato di più lungo tutto il match, ha annullato una pericolosa palla break strappando nel game successivo il servizio allo statunitense e chiudendo con lo score di 6-2 6-7(4) 6-3.

Finale: [1] A. Seppi b. M. Mmoh 6-2 6-7(4) 6-3

Gli altri tornei – Nel Challenger  di Siviglia arriva il trionfo del promettente Davidovich Fokina dopo una splendida finale contro l’altra speranza spagnola, Jaume Munar. Ottima cavalcata di Salvatore Caruso che si spinge fino alla semifinale dopo uno splendido successo in rimonta contro Carlos Alcaraz Garfia che a sua volta raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale di un Challenger a 16 anni e 4 mesi.
Matteo Viola e Roberto Marcora arrivano agli ottavi di finale a Istanbul ed escono entrambi in lotta rispettivamente contro il polacco Poljak e l’uzbeko Istomin, che si issa poi fino alla finale dove viene battuto nettamente dal francese Humbert. A Banja Luka Gian Marco Moroni ottiene uno dei successi più prestigiosi della carriera sconfiggendo con un netto 6-1 6-4 al secondo turno l’olandese Robin Haase, prima testa di serie, ma poi si ferma al turno successivo contro l’argentino Mena. Male Filippo Baldi, seconda testa di serie, che esce subito di scena contro il ceco Kolar. A trionfare è l’olandese Tallon Griekspoor che sconfigge in finale l’indiano Nagal, che tutti ricordiamo recentemente strappare un set a Federer a NY; infine a Shanghai, in un torneo senza italiani al via, trionfa Yasutaka Uchiyama in finale contro Di Wu.

Le altre finali:
Siviglia: [3] A. Davidovich Fokina b. [1] J. Munar 2-6 6-2 6-2
Istanbul: [1] U. Humbert b. [5] D. Istomin 6-2 6-2
Shanghai: [4] Y. Uchiyama b. D. Wu 6-4 7-6(4)
Banja Luka: [7] T. Griekspoor b. [6] S. Nagal 6-2 6-3

La prossima settimana – Si torna a giocare in Italia col Challenger di Biella che vede ben diciotto italiani al via in un tabellone presidiato dai due finalisti di Siviglia, ossia Davidovich e Munar. Gli altri tornei saranno a Sibiu, Glasgow e Colombus.

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Giorgi soffre, ma passa a Osaka

Camila annulla due set point nel primo set, vinto al tiebreak, poi dilaga. Ora Stephens al secondo turno. Avanza Mertens, Cornet KO. A Seoul avanti una convincente Gasparyan, Bacsinszky fuori “in bicicletta”

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A Osaka buona la prima per Camila Giorgi, che riesce a portare a casa un complicato primo set (con tanto di set point annullati) e dilaga poi nel secondo contro Xinyun Han, numero 178 del mondo. La tennista azzurra porta dunque temporaneamente in positivo il saldo vittorie/sconfitte di un 2019 piuttosto complicato, soprattutto a causa degli infortuni. Il bilancio ora riporta un 12-11 (in realtà, 12-13 se si considerano i due incontri persi in Fed Cup contro la Svizzera), che diventa 9-5 restringendo lo sguardo solo agli ultimi due mesi, ovvero da quando Camila è ritornata a tempo pieno sul circuito. In mezzo sono arrivate anche due finali (Washington e Bronx) su cinque tornei disputati sul cemento nordamericano, un ruolino di marcia che invita ad essere positivi per il proseguimento della stagione.

Nell’incontro di primo turno contro Han, Giorgi ha avuto i soliti problemi al servizio (10 doppi falli e 3 break subiti), ma alla lunga ha fatto valere la sua maggiore qualità con grande carattere e personalità. Nel primo set, si è ritrovata sotto 4-2 e ha concesso due palle del 5-2, entrambe annullate. Sul 5-3, ha poi salvato due set point sul proprio servizio prima di piazzare il break del pareggio. A decidere il set è stato il tiebreak ben giocato da Camila e chiuso al quarto set point: 7-6 dopo un’ora e cinque minuti. Il secondo parziale è un monologo dell’italiana che vola avanti 5-0 prima di subire un ininfluente break che ha come conseguenza solo quella di evitare il bagel a Han. Al prossimo turno Giorgi se la vedrà con la terza testa di serie, Sloane Stephens (2-2 i precedenti, 2-1 sul duro per Camila).

Negli altri incontri si segnalano i facili successi di Elise Mertens (6-3 6-1 a Osuigwe), Zarina Diyas (6-0 6-3 a Puig) e Nicole Gibbs (6-4 6-3 a Riske). Sconfitta a sorpresa per Alizé Cornet, eliminata in rimonta dalla numero 181 del mondo, Viktoriya Tomova.

 

Risultati:

[Q] V. Tomova b. [Q] A. Cornet 4-6 6-3 6-2
C. Giorgi b. [Q] X. Han 7-6(6) 6-1
E. Mertens b. [LL] W. Osuigwe 6-3 6-1
[Q] Z. Diyas b. M. Puig 6-. 6-3
[Q] N. Gibbs b. A. Riske 6-4 6-3
A. Pavlyuchenkova b. D. Yastremska 6-3 6-1

WTA SEOUL – La prima giornata del torneo di Seoul si è chiusa con un unico incontro finito al terzo set, quello vinto da Ysaline Bonaventure contro Jessica Pegula, vincitrice del torneo di Washington (in finale contro Giorgi). La statunitense è riuscita a scippare il primo set ad un passo dal tiebreak, ma si è poi spenta cedendo il secondo e il terzo set con il punteggio di 6-2 6-4. Bella vittoria per Margarita Gasparyan che ha recuperato un primo set quasi perso contro Tatjana Maria, infilando una serie di cinque giochi consecutivi, e si è poi presa anche il secondo con un chirurgico break nel settimo game. Facili successi e identico punteggio (6-1 6-4) per Magda Linette (contro Begu) e Kristyna Pliskova (contro Choi). Brutta sconfitta invece per Timea Bacsinszky uscita “in bicicletta” dal suo match contro Kristie Ahn (6-0 6-0 in 55 minuti).

Risultati:

Y. Bonaventure b. J. Pegula 5-7 6-2 6-4
[8] Y. Wang b. [Q] D. Lao 6-4 7-6(2)
[7] M. Gasparyan b. T. Maria 7-5 6-4
[4] M. Linette b. I.C. Begu 6-1 6-4
[WC] K. Ahn b. T. Bacsinszky 6-0 6-0
Kr. Pliskova b. [WC] J. Choi 6-1 6-4
[2] E. Alexandrova b. [Q] G. Minnen 6-4 6-3

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