US Open: commovente Lorenzi! Kecmanovic KO dopo quasi 5 ore

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US Open: commovente Lorenzi! Kecmanovic KO dopo quasi 5 ore

Che maratona! Dopo la prima rimonta in carriera da 2 set a 0 sotto al primo turno contro Zachary Svajda, Lorenzi ha sconfitto il serbo Miomir Kecmanovic, secondo top50 più giovane del ranking. Adesso Wawrinka, sarà molto dura

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Paolo Lorenzi, pic by Jo Vinci

Dal nostro inviato a New York

[LL] P. Lorenzi b. M. Kecmanovic 7-6(11) 6-7(2) 7-6(2) 3-6 6-3

LA PARTITA – L’inizio è complicato, Kecmanovic serve bene e non concede assolutamente nulla sul suo servizio, a differenza dell’italiano che traballa, tiene qualche game ai vantaggi annullando anche una palla break. Piano piano però Lorenzi trova fiducia, inizia a spingere la palla e a far male soprattutto sulla diagonale sinistra al serbo non sempre capace di trovare bene la palla sulle traiettorie basse di Paolo. Il giusto epilogo è il tie break, pienissimo di emozioni, il serbo va sempre avanti grazie a qualche errore, anche banale, di Lorenzi però poi non riesce mai a chiudere in quanto ogni volta che si ritrova sotto nel punteggio l’italiano alza il livello e riprende sempre i minibreak di ritardo. L’errore sul 6-6 sembra costargli il set, ma trova un’altra super risposta e rimane in vita: annullerà addirittura 5 set point, di cui un altro in risposta dopo un doppio fallo sul 10-10, ma alla seconda occasione in suo favore chiude il set sul 12-11 con un preziosissimo ace.

 

Il serbo è visibilmente innervosito e frustrato, si lamenta in continuazione con il suo angolo mentre le tribune si riempiono col tifo che pende maggiormente dalla parte dell’italiano, molto sostenuto sin dai primi turni di qualificazione. Come nel primo set, però, a soffrire maggiormente è Lorenzi che al tempo stesso è sempre bravo a continuare a spingere anche quando si ritrova sotto nel punteggio e con caparbietà si procura sul 4-4 la prima palla break dell’intero match, convertita grazie ad un doppio fallo di Kecmanovic. Sopra 5-4 Paolo ha due chance di salire due set a zero, sulla prima è bravo il serbo ma sulla seconda il senese commette un doppio fallo che pesa come un macigno, a cui segue un altro doppio fallo ed un errore di dritto che permettono a Miomir di tornare nel set, agganciando l’avversario sul 5-5. Il tie break è a senso unico: il serbo è sempre in comando, i colpi di Lorenzi escono troppo corti nonostante l’angolo gli chieda di continuare a spingere lui sembra esser rimasto ancorato all’occasione buttata in precedenza e perde sempre campo, finendo col cedere il tie break per 7-2.

Paolo Lorenzi, pic by Jo Vinci

L’inerzia a quel punto sembra essere totalmente in favore di Kecmanovic, ma non è così: una serie di errori costa al serbo la falsa partenza, in sette minuti Lorenzi si ritrova sopra 3-0 senza particolari meriti. Dopo aver difeso ai vantaggi la battuta nel quinto gioco, nel settimo Paolo non ci riesce concedendo all’avversario di rientrare. Scende il tasso tecnico, sale l’emotività da parte di entrambi i giocatori, l’italiano si carica sempre di più mentre Kecmanovic si lamenta nei confronti del proprio angolo dopo ogni scambio perso. Tante occasioni da una parte e dall’altra, Lorenzi più volte a due punti dal set ma la conclusione di questo rocambolesco set è la stessa dei precedenti due: tie break. Come nel secondo parziale, anche questo è a senso unico, ma in favore di Lorenzi che comanda sin dall’inizio, servendo molto meglio rispetto ai tie break precedenti e chiudendo col netto score di 7-2.

All’inizio del quarto Kecmanovic è bravo a resettare, a trovare le forze di spingere ancora nonostante le energie siano visibilmente diminuite: va sopra 3-1, Lorenzi combatte come un leone e rientra ma non riesce più a controllare gli scambi, le sue traiettorie son troppo corte e il nextgen serbo ne approfitta breakkando nuovamente e chiudendo il quarto parziale con lo score di 6-3.

Il campo 14 è una bolgia, i cori “Paolo, Paolo, Paolo” aumentano sempre di più, Lorenzi trova energie che nessuno pensava avesse dopo le quattro ore e venti minuti di primo turno: sempre più pericoloso in risposta, l’italiano trova il break nel quarto game, lo perde nel game successivo per bravura di Kecmanovic che quest’oggi ha fatto vedere le migliori cose proprio sull’orlo del baratro. Il sesto è un game lunghissimo e ricco di errori da ambo le parti ma a spuntarla ancora una volta è Lorenzi, con Miomir che sembra iniziare a perdere ogni convinzione mentre Paolo è più carico che mai: sopra 4-2, con un game d’attacco fantastico si issa sino al 5-2. Non c’è più nessun posto in tribuna, l’italiano serve per il match dopo 4 ore e 45 minuti: game tenuto a 0, solamente il secondo di tutta la partita e terzo turno raggiunto in modo realmente incredibile. Avrà solamente un giorno di riposo prima di tornare in campo contro Wawrinka, avversario che appare francamente fuori portata, specialmente viste le 9 ore e 20 complessive di questi due incontri, ma sicuramente il torneo di Paolo è già andato ben oltre le più rosee aspettative.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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A Medveded più di Nadal fanno soffrire i ‘visti’

I genitori di Daniil non sono a Londra per problemi burocratici: “Ma non ho perso per questo”. E sulla partita dice: “Dovevo chiudere, è andato tutto male dal punto di vista mentale. Rafa poteva arrendersi… ma non è proprio il tipo”

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Daniil Medvedev - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

La seconda partita della sua carriera giocata al Masters, Daniil Medvedev non la dimenticherà tanto facilmente. Dopo aver deluso all’esordio contro Tsitsipas, il russo sembrava davvero a un passo dalla prima vittoria alle Finals contro il numero 1 del mondo Rafa Nadal, che lo aveva sempre sconfitto nei due precedenti (la finale della Rogers Cup e quella splendida giocata allo US Open). 4-0 e palla del 5-0, 5-1 e match point sul servizio di Nadal, due volte alla battuta per chiudere il match sul 5-2 e sul 5-4 del set decisivo. Ma non è bastato. “Avrebbe potuto arrendersi e concedermi quel punto sull’1-5, ma conosciamo tutti Nadal. Non è proprio il tipo, ha riconosciuto Daniil nella conferenza stampa post match, durante la quale ha parlato anche delle sue lacune mentali e del problema dei visti rilasciati dalla Russia verso altri Paesi (per chiarimenti sul tema, vi rimandiamo a questo articolo pubblicato a luglio in occasione del caso Kuznetsova).

Rafael Nadal e Daniil Medvedev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Hai uno psicologo nel tuo team?
Sì.

Non c’è bisogno di sottolineare che hai avuto molte chance di vincere oggi. Su cosa ritieni di dovere lavorare per fare sì che simili situazioni non ricapitino in futuro?
Non so rispondere. Devo semplicemente chiuderli certi match. Devo continuare a lavorare sulla parte mentale come sto già facendo giorno dopo giorno. Oggi è andato tutto male sotto quel punto di vista. Spero proprio che non mi ricapitino mai più incontri così in futuro. Farò di tutto per evitarlo.

I tuoi genitori non sono a Londra. Puoi spiegarci il perché e quanto è stato scoraggiante per te non averli qui con te a causa dei visti.
È sempre un problema parlare di visti rilasciati dalla Russia verso altri Paesi. In passato furono un problema per me prima, poi per la mia ragazza e ora è toccato ai miei genitori. Non conosco le leggi in materia, quindi non posso dare una risposta alla domanda. A tutt’oggi non lo hanno ottenuto. Io devo concentrarmi sul mio gioco. Oggi non ho perso perché loro non c’erano.

A che punto del terzo set hai sentito che la partita stava andando verso Rafa?
A essere sincero l’ho sentito dopo che lui ha vinto, dopo il match point, perché io ci ho provato sino in fondo, anche se mi sono fatto riprendere da 5-1 in vantaggio. Spero non mi ricapiti più, ma questo è il tennis. Rafa ha dato il meglio di sé in quei frangenti. Avrebbe potuto arrendersi e concedermi quel punto sull’1-5, ma conosciamo tutti Nadal. Non è proprio il tipo.

Al termine del secondo set si è avuta la sensazione che ti stessi già concentrando sull’imminente terzo parziale e che stessi quindi lasciandolo andare. È solo un’impressione oppure è davvero andata così?
Non si buttano mai via i punti. Sarebbe stupido, soprattutto contro un giocatore come Nadal. Se lo fai ti stritola. Quindi no, non ho lasciato andare il set. Il punto è che quando giochi a tennis hai sempre davanti un avversario e quando si tratta di Rafa e sei sotto 3-5, lui dà il meglio di sé per chiudere. È stata dura. Ho avuto la palla del 4-5. Non ho messo molte prime in quel game e subito dopo era finita 6-3 per lui. Concludendo: era una sensazione. Sono cose che capitano spesso in una partita di tennis.

Pensi di avere giocato meglio oggi oppure contro Tsitsipas lunedì?
Ho giocato molto meglio oggi. Ancora lontano dal livello a cui vorrei giocare, ma in ogni caso ho giocato meglio. Ho ancora un incontro da disputare. Non so se servirà a portarmi in semifinale (Daniil ha ancora una possibilità, ma non dipende solo da lui: qua tutti i possibili scenari di qualificazione, nda), ma voglio comunque provare a giocare ancora meglio. Se avrei vinto giocando in questo modo contro Stefanos? Non lo so. È difficile a dirsi. Forse avrei avuto qualche chance in più ma non significa che avrei vinto. Ho perso e non c’è altro da aggiungere.

 

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Finals, fate largo al greco: Tsitsipas domina Zverev e vola in semifinale

LONDRA – Stefanos ha qualche grattacapo solo nel primo parziale, poi mette il turbo e lascia al palo Sascha. Il tedesco può ancora qualificarsi, ma deve battere Medvedev per stare tranquillo

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Stefanos Tsitsipas - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[6] S. Tsitsipas b. [7] A. Zverev 6-3 6-2 (da Londra, il nostro inviato)

Stefanos Tsitsipas soffre (poco) per un set per poi salire in cattedra e infliggere una pesante sconfitta ad Alexander Zverev, la quarta in cinque confronti diretti. Grazie a questa vittoria il greco taglia un altro traguardo storico per la sua prima nazione, dopo la prima partecipazione alle Finals e la prima vittoria: Tsitsipas è infatti già matematicamente promosso alle semifinali mentre il tedesco per arrivarci dovrà battere Medvedev venerdì, risultato che estrometterebbe Nadal dal torneo.

Il match del pomeriggio tra Nadal e Medvedev era stato vissuto dal pubblico con grande partecipazione, soprattutto per le straordinarie sensazioni suscitate dal suo epilogo. La sfida tra tra Sascha e Stefanos non ha neppure vagamente regalato le medesime emozioni per involontaria colpa di Zverev, questa sera lontano parente di quello ammirato contro Nadal. La partita ha però avuto almeno il pregio di offrire agli spettatori, nettamente schierati al fianco del greco, momenti di puro godimento estetico suscitati dai rovesci lungo linea vincenti giocati dall’uno e dall’altro: veri e propri miracoli balistici. O, almeno, sono queste le sensazioni che ha destato in noi la quinta sfida tra Tsitsipas e Zverev conclusasi con la quarta vittoria consecutiva dell’attuale numero 6 del mondo in appena un’ora e quindici minuti; un tempo più consono a un primo turno di Federer che non a una partita tra due avversari che, sulla carta, avrebbero dovuto equivalersi. Si fosse trattato di un incontro di pugilato e non di tennis, sospettiamo che l’angolo di Zverev avrebbe lanciato la spugna prima della fine.

 
Alexander Zverev sconsolato – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

LA CRONACA – Ottima la partenza di Zverev che, forte di un servizio intoccabile nei primi game e di un diritto per una volta apparentemente all’altezza del rovescio, ha costretto Tsitsipas ad annullare una palla break nel corso del quinto game. Per quanto strano possa sembrare, nella sostanza la partita del tedesco è terminata qui. Nell’ottavo game i suoi meccanismi di servizio si sono infatti inceppati. Tsitsipas è stato pronto ad approfittarne per portarsi in vantaggio e chiudere il set nel game successivo. Nel secondo parziale la partita c’è stata solo nei fatti ma non nella sostanza: Tsitsipas ha strappato due volte il servizio a Zverev, nel primo e nel quinto gioco e si è poi rapidamente recato a rete per stringere amichevomente la mano al suo rivale senza mai minimamente correre il rischio di perderlo a sua volta.

Un dato fotografa la meglio di tante parole l’essenza del confronto: Tsitsipas ha vinto complessivamente 62 punti contro i 41 di Zverev; trenta a diciassette nel secondo set. Straordinario Tsitsipas o deludente Zverev? Ci viene riferito che qualche commentatore televisivo nel corso della partita ha paragonato il vincitore a Borg per la mobilità e a McEnroe per il tocco. Ci pare un giudizio un pizzico eccessivo e sicuramente prematuro. Sicuramente Stefanos ha giocato una grande partita confermando ciò che già era emerso nella vittoria contro Medvedev, ovvero che è in uno stato di forma eccezionale. È stato solidissimo in tutti i fondamentali e ha mostrato importanti progressi nel gioco al volo. Dall’altra parte della rete ha però trovato un avversario che questa sera – a differenza per esempio di quanto ha fatto Nadal poche ore prima in una situazione di punteggio persino peggiore della sua – alla prima difficoltà si è educatamente fatto da parte. Difficile capire il perché, soprattutto alla luce della dimostrazione di potenza che il tedesco aveva offerto contro Nadal. Forse ce lo spiegherà in conferenza stampa. L’unica cosa certa è che ora per raggiungere le semifinali Zverev sarà costretto a battere Medvedev, giocatore contro il quale ha vinto i primi quattro confronti ma perso l’ultimo in maniera molto netta a Shanghai.

Tsitsipas grazie a questa vittoria è invece sicuro del passaggio alle semifinali me non del primo posto nel girone. Infatti, se venerdì perderà contro Nadal e Zverev verrà a sua volta battuto da Medvedev, sarà scavalcato in testa al gruppo proprio dallo spagnolo. Per chiarezza d’esposizione, riassumiamo tutti i possibili scenari in questa tabella.

Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Medvedev la butta via, Nadal risorge e si salva per miracolo
La situazione aggiornata del Gruppo Agassi
Gruppo Agassi, day 1le vittorie di Zverev e Tsitsipas

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ATP Finals: Medvedev la butta via, Nadal risorge e si salva per miracolo

LONDRA – Il russo perde la testa in vantaggio 5-1 nel terzo set e finisce per perdere al tie-break. Nadal annulla anche un match point e si rilancia nel gruppo Agassi

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[1] R. Nadal b. [4] D. Medvedev 6-7(3) 6-3 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Rafael Nadal supera Daniil Medvedev al termine di un incontro combattutissimo che, soprattutto nel terzo set, è stato a tratti meraviglioso e folle. Con questa vittoria lo spagnolo in un solo colpo ravviva le sue chance di approdare in semifinale e al contempo di conservare la prima posizione nel ranking mondiale al termine della stagione. Medvedev, che ha ormai invece poche possibilità di superare il girone di qualificazione, dovrà meditare a lungo sulle modalità con le quali è maturata l’odierna sconfitta, la terza in altrettanti confronti contro il maiorchino.

Alla vigilia dell’edizione 2008 di Wimbledon a Nadal fu chiesto quali fossero le sue aspettative al riguardo. Rafael rispose così: “Due anni fa in finale ho vinto un set; lo scorso anno due; quest’anno spero di vincerne tre”. Non ne abbiamo la certezza, ma crediamo plausibile che – mutatis mutandis – Daniil Medvedev oggi fosse sceso in campo per affrontare Rafael Nadal, che nel corso di questa stagione gli ha impedito prima la conquista dell’Open del Canada e poi quella dello US Open, con il medesimo obiettivo. Obiettivo fallito al termine di una partita dai tre volti: bella nel primo set; discreta nel secondo; meravigliosamente folle nel terzo. Senza volere togliere nulla alla classe immensa di Nadal costituzionalmente incapace di darsi per vinto, nel corso dell’intero incontro abbiamo avuto la forte impressione che l’esito di ogni set sia dipeso nel bene e nel male principalmente dalla tenuta mentale di Medvedev, che sotto questo aspetto ha dimostrato di avere ampi margini di miglioramento.

 
Rafael Nadal e Daniil Medvedev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

LA CRONACA – Sandro Ciotti in occasione di questo match non avrebbe potuto definire “gremiti in ogni ordine di posti” gli spalti della O2 Arena, come era solito fare con quelli di calcio in occasione dei derby, dal momento che c’erano molti spazi vuoti. Ma avrebbe potuto facilmente indovinare il nome del beniamino dei presenti, a cominciare dal nostro indemoniato vicino di postazione, Mauro, 22 anni, giunto apposta da Catania per sostenere Nadal e allo stesso tempo diventare afono urlando incessantemente il suo nome per quasi tre ore. Non pervenuti i fan di Medvedev.

Daniil vince il sorteggio iniziale e decide di lasciare al numero 1 del mondo l’onore-onere di battere per primo. Onere che Nadal si assume senza alcuna esitazione e svolge da par suo: in tutto il primo set avrà solo un momento di difficoltà nel corso del settimo game, quando annullerà una palla break con un grande passante di diritto al termine di uno scambio infinito (35 colpi). Da sottolineare la sua performance anche a rete dove, se non abbiamo contato male, lo abbiamo visto uscire vincitore in dieci occasioni su undici tentativi. Purtroppo per lui e per i suoi fan (tra i quali si è distinta per sonorità una nutrita pattuglia di bambini spagnoli), Medvedev al servizio è altrettanto autorevole, se non di più: quattro i turni di servizio consecutivamente tenuti dal russo senza perdere un punto.

Le sue roncolate di diritto – che tale pare in mano a Medvedev la racchetta in certi momenti: roncola più che Durlindana – scavano solchi nel cemento e il rovescio non sarà forse da manuale del tennis ma è efficacissimo. A ciò si aggiunga una battuta notevole e una mobilità laterale e verticale sbalorditiva in un atleta vicino ai due metri e si otterrà un giocatore in grado di vincere il primo set, seppure non senza sudare, contro una buona versione di Nadal. Punto a nostro avviso più importante e più bello del primo parziale quello colto da Medvedev nel tie-break con un sontuoso diritto in corsa sul punteggio di 4-3; così bello – soprattutto sotto il profilo atletico – da strappare l’applauso e il seguente ammirato commento al nostro non imparziale vicino di poltrona, Mauro: “Bravo. Quando uno è bravo è bravo e bisogna riconoscerlo”. Sottoscriviamo il giudizio.

Rafa Nadal – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Non certo meno bravo di Medvedev è però Nadal, che nel secondo set approfitta di un attimo di distrazione (o rilassamento) del suo avversario per togliergli una prima volta il servizio in apertura e poi una seconda nel nono gioco, senza mai rischiare nulla durante i suoi turni di battuta. In occasione del secondo break si è avuta netta la sensazione che Medvedev per qualche insondabile ragione non vedesse l’ora di passare subito a quello decisivo e che Nadal non vedesse l’ora di accontentarlo.

Set decisivo che – se non proprio di Omero – meriterebbe almeno la penna di Salgari per essere narrato, tale è stato l’intreccio di pathos e emozioni al quale abbiamo avuto la fortuna di assistere e che non è semplice comunicare nella sua interezza al lettore. Proviamo comunque. Si comincia con Medvedev straripante capace di togliere il servizio per due volte consecutive al suo apparentemente rassegnato avversario, di procurarsi due palle per il 5-0 e, poi sul punteggio di 5-1, un match point annullato da Nadal con una smorzata tanto delicata quanto coraggiosa. Pareva il canto del cigno quella smorzata. Invece, proprio da lì è iniziata la discesa agli inferi di Medvedev e il crescendo rossiniano di Nadal, interrotto soltanto da una reazione rabbiosa del primo che, sul punteggio di 5-6 0-30, ha messo a segno tre ace rabbiosi e raggiunto il tie-break.

A questo punto però, all’interno di un’arena ormai trasformata in una bolgia infernale interamente schierata a favore di Nadal, crediamo che neppure la mamma di Medvedev avrebbe scommesso rublo sulla vittoria del suo labile bambino che ha infatti resistito sino al 4 pari per poi lasciare il passo al suo avversario dopo l’ennesimo errore gratuito di diritto, il quarantesimo complessivo. Un dato molto insolito per Daniil. Nadal torna così prepotentemente in lizza per un posto in semifinale che gli verrà conteso da Stefanos Tsitsipas venerdì e rende più complessa e avvincente la lotta per il titolo di miglior giocatore del ranking, anche alla luce della sconfitta subita ieri da Djokovic.

Daniil Medvedev – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Medvedev, uscito dal campo in evidente stato di shock, si giocherà le residue chance contro Alexander Zverev, ammesso e non concesso che il match di questa sera gliene lasci qualcuna. Al di là di questo fatto contingente, resta però forte la sensazione che Medvedev debba ricaricare le pile – fisiche e mentali – al termine di una stagione che, oltre ad essere stata straordinariamente positiva, è stata altresì massacrante e che, se ne sarà capace, la prossima possa portarlo a raggiungere traguardi ancora più importanti.


NOTA PER I LETTORI – In relazione allo scambio di battute avuto con Rafael Nadal durante la conferenza stampa del suo primo incontro, c’è stato un franco chiarimento con lo spagnolo subito dopo la sua partita con Medvedev. Ci siamo entrambi spiegati i motivi che hanno portato al reciproco equivoco e a espressioni non consone, in buona parte dovuto all’inglese imperfetto – in particolare in questo episodio – di entrambi per reciproca ammissione. Basta così. Cambiamo argomento con soddisfazione generale e, fra Nadal e il sottoscritto, permane la immutata stima di sempre. Quanto ai lettori pensino, come sempre, quel che si sentono di pensare, ma a questo punto ogni ulteriore commento mi parrebbe davvero superfluo, con buona pace per tutti. Grazie a tutti per la partecipazione. (Ubaldo Scanagatta)

La situazione aggiornata del Gruppo Agassi
Gruppo Agassi, day 1le vittorie di Zverev e Tsitsipas

GLI SCENARI DI QUALIFICAZIONE (aggiornati dopo la vittoria di Tsitsipas)

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