US Open, la spalla fa troppo male: Djokovic si ritira contro Wawrinka

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US Open, la spalla fa troppo male: Djokovic si ritira contro Wawrinka

Sotto due set e un break, Novak decide che non può continuare e lascia via libera a Stan. Ai quarti di finale troverà Medvedev

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Novak Djokovic si ritira contro Stan Wawrinka allo US Open 2019 (foto via Twitter, @RolandGarros)

da New York, il nostro inviato

[23] S. Wawrinka b. [1] N. Djokovic 6-4 7-5 2-1 rit. 

STAN PARTE FORTE – Inizia il match, Nole non si fida a forzare la seconda di servizio e studia un po’ il suo avversario, adottando un gioco piuttosto attendista. Wawrinka, come nel match contro Lorenzi, si inizia a tirar fuori da una situazione complicata nel quarto game con l’aiuto del servizio salvando le prime palle break, gioca un buon game successivamente in risposta e ottiene un break che poi conferma rimontando da 15-40 mettendo a segno 3 servizi vincenti. Djokovic non riesce ad alzare il livello, Wawrinka continua a essere molto efficace con i colpi di inizio gioco, va a servire per il set, vince un super punto sul 15/15 e dopo aver aizzato il pubblico chiude il primo parziale con l’ennesimo servizio vincente

 

NOLE REAGISCE, MA NON BASTA – Il serbo alza il ritmo nel palleggio, Stan prova qualche sbracciata di troppo e va fuori giri col rovescio: 3-0 istantaneo per Nole con la prima di servizio che questa non salva lo svizzero sulla seconda palla break, Djoko concretizza e poi tiene facilmente la battuta. La partita nel bene e nel male continua a farla Wawrinka, sul 3-1 trascina ai vantaggi Nole ma spreca ancora, 4-1 per il n1 al mondo che non appare però in controllo della situazione. Sul 4-2 due doppi falli di fila di Djokovic e una catenata di rovescio lungolinea di Wawrinka permettono allo svizzero di riavere due chance di riprendere il break di ritardo e sulla seconda Nole non viene aiutato dal servizio, la seconda viaggia ancora troppo poco (122 km/h) e al termine di uno scambio interminabile arriva il controbreak.

Sul 4-4 Stan continua a giocar meglio del suo avversario e ha una ghiottissima chance di andare a servire per il set ma questa volta il serbo viene aiutato dal servizio, per la prima volta nel match in un momento complicato. L’inerzia è sempre in favore dello svizzero nonostante la chance sciupata, la partita continua a farla lui, sul 5-5 è Djokovic che prova a strafare, senza esser aiutato a sufficienza dalla prima di servizio prova una palla corta improbabile e Stan vince due punti col serbo a rete ottenendo la possibilità di andare a servire per portarsi due set avanti. La prima non lo aiuta eccessivamente, ma Nole sì: il serbo ha fretta e si vede, sbaglia scelte tattiche, Wawrinka lo punisce e va 2 a 0 al secondo set point. 

IL BREAK E LA RESA – Dopo il toilet break di Stan e un rapido massaggio alla spalla sinistra per Nole inizia il terzo set con entrambi i giocatori che tengono rapidamente i primi turni di battuta. Il secondo game di battuta di Djokovic è orrendo, tre non forzati con il dritto e un doppio fallo concedono a Wawrinka e subito dopo Nole va a stringere la mano al suo avversario, i problemi alla spalla erano stati abbastanza evidenti specie nel rendimento con la seconda di servizio e con il rovescio, il serbo ha capito di non poter rimontare uno svantaggio di due set e un break in queste condizioni quindi ha deciso di abbandonare il campo, accompagnato da qualche fischio da parte del pubblico che s’è schierato sin dall’inizio in favore di “Stanimal”.

Stan avanza, consapevole di aver espresso un buon livello ma di essere stato aiutato molto dallo stile di gioco troppo remissivo di Djokovic che da un certo punto in poi ha anche smesso di accettare gli scambi lunghi. Ora sfiderà Medvedev, con cui ha perso l’unico scontro diretto a Wimbledon nel 2017.

Stan a fine match:Dispiace finire così, Novak è un campione e un buon amico, io comunque sto giocando bene, sono soddisfatto. Ci ho messo quasi due anni a tornare al mio livello, l’atmosfera qui è bellissima, grazie per essere venuti qui a fare il tifo! Sapere che avevo il gioco per batterlo, ricordando il 2016, in questo stadio, certamente ha aiutato. Medvedev è in formissima, sarà un match interessante, sta andando alla grande. Mostrare il tuo miglior livello nelle grandi sfide è il motivo per cui ti alleni, io ho vinto tre Slam, ora sono qui, e spero di vincere altre partite”.

Djokovic in conferenza post-match: “Non è la prima né l’ultima volta che mi devo ritirare per infortunio, ma non ho intenzione di parlarne approfonditamente. Congratulazioni a Stan. Ho consultato molti medici e provato molte cure, ora ovviamente prenderò un periodo di riposo e valuterò col mio team, vediamo se sarò in grado di giocare Tokyo”.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Ancora pioggia a Rio, Mager fermato a tre giochi dalla finale

Ottimo primo set per Gianluca Mager, poi ancora la piogga. Christian Garin in vantaggio su Borna Coric. Si riprende domenica alle 17 italiane

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Gianluca Mager - Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Ci hanno provato fino in fondo, gli organizzatori del Rio Open, a completare il programma della giornata. Ma verso mezzanotte e mezzo, con le due semifinali a metà del secondo set e la pioggia ancora incessantemente a impantanare i campi rossi, hanno dovuto alzare bandiera bianca e rimandare a domenica. Dopo il completamento dei quarti di finale nel primo pomeriggio, le semifinali erano state ritardate di oltre cinque ore rispetto all’orario previsto delle 17, ma la tregua concessa da Giove Pluvio non è stata sufficientemente lunga per giocare un incontro completo.

Gianluca Mager (n.128 del mondo, ma da lunedì entrerà in top 100) si è trovato nella bizzarra situazione di dover incontrare di nuovo, sei giorni dopo, un avversario già battuto in questo torneo, quell’Attila Balazs (n.106 ATP) cui aveva lasciato solo due game nel turno decisivo delle qualificazioni. Nella partita di gran lunga più importante delle due il sanremese ha preso il comando del punteggio aggiudicandosi un primo set nervoso e altalenante, ma chiuso con grande carattere in un tie-break giocato con i nervi d’acciaio.

Attila Balazs – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Il campo ridotto quasi a pantano dalla pioggia e l’importanza della posta in palio hanno pesato non poco sulla qualità del tennis espresso, che non è stato di livello eccelso. D’altra parte si trattava senza alcun dubbio della partita più importante della carriera per entrambi i giocatori: c’erano in palio ben 120 punti e quasi 88.000 dollari di montepremi.

 

Al buon inizio di Mager, che si è portato subito sul 2-0, ha fatto seguito la rimonta e il sorpasso di Balazs sul 4-2 che poi si è comunque fatto raggiungere sul 4-4. Entrambi hanno usato con grande frequenza la palla corta, che su un campo così pesante risultava alquanto efficace. Né i colpi lineari di Mager, normalmente più ficcanti, né quelli più arrotati di Balazs risultavano abbastanza rapidi da poter generare vincenti, e così eccezion fatta per le palle corte e le sporadiche discese a rete dei due, i punti venivano decisi principalmente dagli errori. Sul 5-5 si doveva sospendere il gioco per diversi minuti perché la pioggerella che ha accompagnato tutta la partita si era fatta più fitta e le righe erano diventate scivolose, ma fortunatamente si è potuto riprendere quasi subito.

Il primo set si è concluso al tie-break, altalenante come il resto del parziale, ma nel quale Mager ha dato ancora una volta dimostrazione di quella freddezza che lo ha accompagnato nei momenti decisivi in questa settimana (tre tie-break vinti su tre) mostrando un tennis molto solido e disciplinato. L’errore più grave lo ha compiuto Balazs, che sul 3-4, con il servizio a disposizione, ha fermato lo scambio reputando fuori un diritto di Mager che invece, secondo l’arbitro, ha toccato la riga. L’azzurro ha capitalizzato quel vantaggio tenendo i suoi due turni di servizio successivi mettendo quindi in cascina il primo set per 7-4 in 62 minuti.

Mentre la pioggia aumentava di intensità, ma nessuno voleva smettere, il match continuava sugli stessi binari di equilibrio fino al 3-3, quando, allo scoccare della mezzanotte locale, ci si doveva arrendere all’evidenza e i giocatori venivano mandati ancora una volta negli spogliatoi.

Le semifinali saranno completate a partire dalle 13 ora locale (le 17 in Italia), con la finale programmata non prima delle 17.30 locali (21.30 in Italia).

I risultati completi:

[3] C. Garin vs [5] B. Coric 6-4 4-4 sosp.
[Q] G. Mager vs [LL] A. Balazs 7-6(4) 3-3 sosp.

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Tsitsipas supera Bublik. Seconda finale a Marsiglia, dove trova Auger-Aliassime

Tsitsipas controlla l’avanzata del kazako Bublik e accede per il secondo anno consecutivo alla finale di Marsiglia. Affronterà Auger-Aliassime, vittorioso contro il mai domo Simon

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Stefanos Tsitsipas- Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Da Marsiglia, la nostra inviata

[2] S. Tsitsipas b. A. Bublik 7-5 6-3

Il detentore del titolo fornisce un’altra prestazione convincente superando per 7-5 6-3 il n. 55 del mondo Alexander Bublik. Il tennis champagne e d’attacco del kazako non basta per impensierire Tsitsipas, che fatica solo nel primo set dopo essersi fatto rimontare da 5-2.

 

Dopo un concerto rap con tanto di violini e l’inno americano in onore del giudice di sedia (americano, appunto) suonato dalla banda della “We are tennis Academy” presente oggi per la prima volta in tribuna, Stefanos Tsitsipas conferma sin dai primi punti di essere in grande spolvero; il servizio funziona alla grande e anche da fondo il greco è solidissimo. Ma Bublik non è da meno e tiene senza problemi il suo primo game di battuta. C’è equilibrio fino al 2-2; Tsitsipas è a volte impreciso di rovescio ma complessivamente è in totale controllo. Entrambi cercano di verticalizzare ma la differenza la fa Tsitsipas sul 3-2, approfittando di alcune disattenzioni dell’avversario e riuscendo così a strappargli il servizio.

Sale 4-2 e, con i piedi sempre dentro il campo, cerca di far muovere Bublik e contrastarne le numerose discese a rete. Allunga ancora il passo sul 5-2, ma il kazako persevera nel suo tennis propositivo e d’attacco, con tagli insidiosi e passanti millimetrici da fondo. Insomma, un vasto repertorio che funziona alla grande, soprattutto sul 4-5: Bublik gioca un game particolarmente spumeggiante e annulla il gap con Tsitsipas impattando sul 5-5. Tuttavia, a differenza del greco, Alex è più falloso e spesso mette in atto il suo piano di gioco con troppa fretta. Il primo set alla fine è appannaggio del greco che chiude 7-5.

Bublik continua imperterrito a scaraventare i suoi passanti ma soprattutto a togliere il tempo all’avversario scendendo a rete, e delizia il pubblico con un’altra saetta di dritto lungolinea. Sul 2-1 Tsitsipas, il kazako si cimenta in un tentativo maldestro di smorzata e consegna così due palle break all’avversario. Ne salva una ma poi, una volta ancora, non ha la pazienza di attendere, scende a rete e viene ancora trafitto dal passante millimetrico di Stefanos. C’è il break e il greco avanza ancora sul 3-1 per poi rafforzare il distacco sul 4-1. Il pubblico esulta con il tennis brillante di Bublik ma il grande tifo è quasi tutto per Tsitsipas, salutato da un gruppo di connazionali greci che fanno sventolare la bandiera ellenica.

Sul 5-2 ci sono tre match point greci. Bublik tenta di salvarsi ancora e lo fa in modo rocambolesco: con un servizio da sotto alla Kyrgios, una smorzata imprendibile e un ace, per poi aggiudicarsi il game. Nel gioco successivo il n. 5 del mondo si procura altre tre possibilità di chiudere l’incontro. Bublik attacca imperterrito ma questa volta non funziona, a prevalere – definitivamente – è la solidità di Stefanos. Dopo un’ora e otto minuti, il campione uscente accede per il secondo anno di fila alla finale dell’Open 13 con lo score di 7-5 6-3.

[7] F. Auger-Aliassime b. G. Simon 7-5 7-6(2)

Match di grandissima intensità tra il “veterano” Gilles Simon (35 anni e n. 58 del mondo) e il NextGen Félix Auger-Aliassime (classe 2000 e 18 ATP). Il francese è in testa per quasi tutto il primo set ma poi si fa rimontare dal canadese che chiude la prima frazione 7-5 in rimonta. Nel secondo parziale il testa a testa continua ma è ancora Félix ad essere più concreto e solido nei momenti cruciali. Vince 7-5 7-6(2) e raggiunge la sua seconda finale di fila dell’anno dopo quella di Rotterdam.

È Gillou ad interrompere l’equilibrio dell’inizio del primo set procurandosi tre palle break sul 3-2 a suo favore. Félix fa fatica ad aprirsi il campo con Simon che disegna il campo con la pazienza e la precisione di cui è maestro. Niente da fare. Il canadese mira alle righe ma i suoi colpi sono imprecisi. Con la calma che gli è congenita, il tennista di Nizza vola sul 5-2. Il canadese, avvicinatosi sul 3-5, pasticcia spesso a rete, consegnandogli punti preziosi. Félix spinge e spinge ancora, avanzando ancora e, questa volta, in un game particolarmente lottato, il break è suo, 4-5. Ora lo stesso Gilles si incarta e Félix comincia ad ingranare, a far valere il maggior peso nei colpi, è il 5-5 ne è naturale conseguenza. Addirittura Simon offre tre possibilità di sorpasso per il 6-5. Il francese è furioso, la rabbia gli dà l’adranalina giusta per salvare due break point, ma la terza è del canadese, che passa in vantaggio 6-5. La rimonta di Félix è definitiva e dopo un’ora di gioco intasca la prima frazione per 7-5.

Nel secondo set c’è un perfetto equilibrio fino al 5-5;  lo score è serrato, gi scambi sono intensi ed entrambi sono in controllo con i rispettivi servizi. Sul 5-5 si siede in tribuna anche Apostolos Tsitsipas, ad osservare il prossimo avversario del figlio Stefanos. Si giunge al tie-break, dominato da Aliassime che prende il largo sul 6-2, nonostante Simon lotti come un leone. Dei quattro match point a disposizione, questa volta a Felix basta il primo (a differenza del match folle contro Herbert): ci pensa un doppio fallo di Simon a chiudere le ostilità dopo quasi due ore di gioco.

Auger-Aliassime giocherà la quinta finale della sua giovane in carriera, ed è in vantaggio 2-1 negli scontri diretti contro Tsitsipas. Inoltre, non ci ha mai perso nelle sfide disputate da junior.

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Raonic sugli scudi a Delray Beach, in semi troverà Opelka

Il canadese non ha ancora perso un set dall’inizio del torneo. Battuto anche Johnson. Ora una sfida ad alta quota contro il gigante statunitense. Nishioka interrompe la favola di Nakashima e sfida Humbert

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Milos Raonic - Delray Beach 2020 (via Twitter, @DelrayBeachOpen)

È da oltre quattro anni che Milos Raonic non vince un torneo ATP. L’ultimo trionfo del big server canadese risale all’edizione 2016 del torneo di Brisbane. Raonic sembra determinato a spezzare questo lunghissimo digiuno a Delray Beach, dove è testa di serie n.2 del seeding. 

Dopo aver sconfitto Istomin e Stebe, il 29enne tennista nato in Montenegro ha piegato nei quarti di finale l’americano Steve Johnson, con il punteggio di 7-6 6-3. Raonic ha iniziato il match nel peggiore dei modi, ovvero perdendo il suo primo turno di servizio dall’inizio del torneo. Tuttavia, è riuscito a riagganciare l’avversario sul 3 pari e poi portare a casa il primo parziale al tiebreak per 8 punti a 6. Nel secondo è tutto filato molto più liscio per il canadese che ha strappato il break nel primo gioco e concluso il set vincendo nuovamente il turno di risposta. Nel corso del match, Raonic ha servito il 70 per cento di prime. E quando ne mette in campo così tante la faccenda si complica molto per gli avversari. 

In semifinale sarà un festival di ace con un altro statunitense, il 22enne Reilly Opelka, che dall’alto dei suoi 211 centimetri di altezza domina i suoi avversari con questo fondamentale. Nei quarti di finale, Opelka, testa di serie n.4 in Florida, si è e sbarazzato con un 6-3 6-4 del sudcoreano Soonwoo Kwon, n.82 del ranking ATP, che la scorsa settimana a New York aveva sorpreso Raonic al primo turno. A contrario di Raonic, Opelka non ha ancora perso ancora il turno di battuta a Delray Beach, pur avendo perso un set, al tiebreak, contro il connazionale e amico Mackenzie Mcdonald all’esordio. Nell’unico precedente, giocato l’anno scorso a Wimbledon, ad imporsi fu Raonic e anche in maniera piuttosto netta. Vedremo se le cose andranno nella stessa maniera anche a Delray Beach. 

Nell’altra semifinale, quella della parte alta del tabellone, si troveranno faccia a faccia Ugo Humbert e Yoshihito Nishioka. In una sfida targata next gen tra classe 1998, Humbert ha spazzato via con un pesantissimo 6-1 6-2 il coetaneo statunitense Frances Tiafoe. Dopo il suo primo titolo in carriera ad Auckland, il giovane francese conferma così il suo ottimo stato di forma. Partirà sicuramente da favorito contro il piccolo Nishioka, che ha dovuto faticare non poco per interrompere la favola del 18enne di casa Brandon Nakashima, al suo debutto assoluto in un torneo ATP. Nakashima aveva infatti conquistato il primo set per 6-3. Nishioka è riuscito però a vincere il secondo al tiebreak e, nel parziale decisivo, si è imposto per 6-4, conquistando l’incontro dopo quasi 2 ore e mezza di gioco. Ne risentiremo parlare comunque molto presto probabilmente.

Risultati:

[6] U. Humbert b. F. Tiafoe 6-1 6-2
Y. Nishioka b. [WC] B. Nakashima 3-6 7-6(5) 6-4
[4] R. Opelka b. S. Kwon 6-3 6-4
[2] M. Raonic b. S. Johnson 7-6(6) 6-3

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