US Open junior: cinque azzurri al via, avanzano in due

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US Open junior: cinque azzurri al via, avanzano in due

NEW YORK – Esordio vincente per Luca Nardi e Matteo Arnaldi, subito fuori Passaro, Ruggeri e Cobolli. Nessuna italiana al via del torneo femminile

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Matteo Arnaldi - Australian Open Junior 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

dai nostri inviati a New York Cesare Novazzi e Andrea Pellegrini Perrone

Terminata la prima settimana allo US Open, iniziano i primi incontri dei tabelloni di singolare juniores.

Nonostante la scelta di Lorenzo Musetti di disputare il Challenger di Genova abbandonando di fatto l’attività juniores, erano cinque gli italiani al via nel tabellone maschile mentre zero in quello femminile. Escono di scena al primo turno in tre: il primo è Francesco Passaro, battuto dal qualificato ceco Paulson in tre parziali piuttosto lottati, nei quali l’azzurro non ha potuto esprimersi al meglio per un problema alla spalla ma ha comunque mostrato una varietà di repertorio superiore al suo avversario, più potente però nei colpi di inizio scambio.

Fuori anche Flavio Cobolli, che doveva essere sedicesima testa di serie del torneo ma poi Emilio Nava ha richiesto ed ottenuto una wild card e Flavio è quindi scalato fuori dalle teste di serie, pescando il peggior avversario possibile in tabellone, il giapponese Mochizuki, prima testa di serie e vincitore di Wimbledon Junior. Flavio ha disputato un primo set solido, approfittando dei tanti errori dell’avversario, che sembrava soffrire parecchio l’umidità. L’azzurro ha vinto il primo parziale con un netto 6-2 ma alla lunga ha dovuto cedere ai colpi piatti e ficcanti del tennista giapponese, che si è imposto con un 6-3 6-4 nei due parziali seguenti, con Cobolli che ha pagato anche un po’ di nervosismo per alcune chiamate dubbie di arbitro e giudice di linea.

Chiude il quadro dei tennisti usciti al primo turno Samuel Vincent Ruggeri, che nulla ha potuto contro il forte australiano Hijkata, più adatto ai campi rapidi, che ha vinto con un netto 6-2 6-3.

 

Passiamo adesso alle notizie positive. Netta vittoria di Luca Nardi, vincitore di Les Petits As nel 2017, che alla sua prima esperienza Slam Juniores ha battuto facilmente lo spagnolo Pablo Llamas Ruiz. Luca, nonostante abbia ottenuto i suoi primi punti ATP lo scorso anno su terra, ha un gioco che si adatta molto bene alle superfici rapide e quest’oggi ha fatto valere la maggior pesantezza di palla contro un avversario che adottava schemi totalmente da terra battuta, dimostrando pochissima confidenza con le superfici veloci. Lo score finale recita 6-3 6-1 e l’equilibrio c’è stato solamente nei primi tre giochi.

Bene anche Arnaldi che batte con lo stesso score dell’amico Nardi l’americano Spizzirri, in un match che ha visto Matteo procurarsi tantissime chance in risposta (14), concretizzandone quattro e totalizzando quasi il triplo dei punti in risposta del suo avversario. Molto duri saranno i secondi turni per i nostri due azzurri: Luca Nardi sfiderà il ceco Forejtek, quarta testa di serie che ha già discreta esperienza anche a livello Challenger, mentre Matteo Arnaldi se la vedrà con Emilio Nava, finalista agli Australian Open junior quest’anno, quando si impose Lorenzo Musetti 14-12 al tie break del terzo set.

I risultati degli italiani:

L. Nardi b. P. Llamas Ruiz 6-3 6-1
M. Arnaldi b. E. Spizzirri 6-3 6-1
[Q] A. Paulson b. F. Passaro 6-3 5-7 6-3
R. Hijkata b. S.V. Ruggeri 6-2 6-3
[1] S. Mochizuki b. F. Cobolli 2-6 6-3 6-4

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Entry list WTA, Week #39: otto top 10 a caccia del titolo di Wuhan, c’è anche Giorgi

Due i tornei che si giocheranno la prossima settimana. Nel Premier 5 di Wuhan assenti solo Serena Williams e Bianca Andreescu, Paolini al via nell’International di Tashkent

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Karolina Pliskova - Wuhan 2018 (via Facebook, @wuhanopentennis)

Nella settimana che segna l’inizio del tournée asiatica del circuito ATP, entra sempre più nel vivo quella del tour femminile. La prossima settimana si giocheranno infatti due tornei: l’International di Tashkent e il ricco torneo di Wuhan, ultimo Premier 5 della stagione WTA.

A Wuhan (a trionfare lo scorso anno fu Aryna Sabalenka) saranno presenti otto delle migliori dieci giocatrici del mondo (ci sarà anche Naomi Osaka, che ha accettato la wild card offerta dagli organizzatori). Le uniche assenti saranno le finaliste degli US Open, Serena Williams e Bianca Andreescu, che si è presa un po’ di meritato riposo dopo il trionfo newyorkese: la 19enne canadese tornerà in campo la settimana successiva nel Premier Mandatory di Pechino. Relativamente alle posizioni dalla 11 al 20, mancheranno invece Johanna Konta e Anett Kontaveit, mentre saranno della partita Vekic, Yastremska, Muguruza, Azarenka e Camila Giorgi, che è entrata direttamente in tabellone grazie ad alcune defezioni. Risulta per il momento iscritta anche Amanda Anisimova, che potrebbe dunque fare il suo ritorno in campo dopo il terribile lutto che l’aveva colpita alla vigilia degli US Open.

Sarà decisamente inferiore il campo di partecipazione nell’International di Tashkent, con la nostra Jasmine Paolini ultima giocatrice ad entrare per accettazione diretta. A guidare il tabellone, privo di giocatrici classificate tra le prime 50 del mondo, sarà la numero 53 Viktoria Kuzmova. Oltre alla slovacca, ci saranno la campionessa in carica Margarita Gasparyan, Alison Van Uytvanck, Jelena Ostapenko e Timea Bacsinszky.

 

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Entry list ATP, Week #39: Murray a Zhuhai con Kyrgios e Cecchinato

La prossima settimana si giocheranno due tornei di categoria 250, entrambi in Cina. A Zhuhai comanda Murray con il ranking protetto, a Chengdu vanno Isner e i giovani canadesi

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Andy Murray in allenamento - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Tutti in Asia a partire dalla prossima settimana. Con i tornei 250 di Chengdu e Zhuhai si apre la tournée asiatica del circuito ATP, che si concluderà con il Masters 1000 di Shanghai (6-13 ottobre) passando per i 500 di Pechino e Tokyo (dal 30 settembre al 6 ottobre). Andiamo un passo alla volta e vediamo chi sarà in campo la prossima settimana.

L’attenzione sarà focalizzata principalmente sulla prima edizione del torneo di Zhuhai, dove sarà presente Andy Murray. Il britannico, che guiderà il seeding del 250 cinese in virtù del ranking protetto, riprenderà il suo percorso di rientro in singolare dopo le due sconfitte al primo turno a Cincinnati e Winston-Salem e gli ottavi raggiunti nel Challenger di Rafa Nadal a fine agosto. Oltre a Murray, saranno presenti due top 10 (Stefanos Tsitsipas e Roberto Bautista Agut) e due top 20 (Gael Monfils e Borna Coric). A completare un entry list di tutto rispetto, ci saranno anche Nick Kyrgios, Lucas Pouille, Alex de Minaur e Marco Cecchinato, unico azzurro sicuro di un posto in tabellone (Andreas Seppi e Stefano Travaglia sono al momento fuori rispettivamente di due e cinque posti).

A guidare il seeding del torneo di Chengdu sarà lo statunitense John Isner, unico top 20 al via. Saranno invece cinque i giocatori presenti tra i primi 30 del mondo: il numero 21 Felix Auger-Aliassime, il 23 Benoit Paire, il 25 Grigor Dimitrov (in tabellone grazie ad una wild card), il 29 Dusan Lajovic e il numero 30 Taylor Fritz. Al via anche Fernando Verdasco e Denis Shapovalov, mentre non dovrebbero esserci italiani: Andreas Seppi è inserito tra gli alternates anche a Chengdu, ma al momento è fuori di cinque posti. Assente anche il campione in carica Bernard Tomic, che lo scorso anno conquistò il titolo superando Fabio Fognini in una finale rocambolesca.

 

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Berrettini, le origini della svolta: “Quella settimana a Gstaad…”

Intervistato dal sito ATP, il numero 13 del mondo torna indietro di 14 mesi ricordando quando si è sentito per la prima volta in grado di competere con i migliori

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Matteo Berrettini - Gstaad 2018 (via Twitter, @SwissOpenGstaad)

Il lungo sprint finale della stagione di Matteo Berrettini parte da San Pietroburgo, dall’ottavo di finale (inedito) contro lo spagnolo Carballes Baena. L’azzurro cercherà nel 250 russo le prime conferme alla legittima ambizione di lottare fino alla fine per un posto nelle Finals. Ci arriva dopo un breve periodo di relax in Italia, durante il quale ha avuto modo di ragionare a freddo sulle due settimane di gloria allo US Open e su un’annata – quella in corso – andata oltre le migliori aspettative.

Se la semifinale a Flushing Meadows ha rappresentato la consacrazione, l’avvio del rito di passaggio da promessa a realtà del tennis mondiale ha però una data. Intervistato sul sito ATP per una delle monografie della rubrica “My story”, il numero 13 del mondo ha schiacciato il tasto review per tornare indietro di poco più di un anno.

QUELLA DOPPIETTA – Sulla terra svizzera di Gstaad, a luglio 2018, il romano conquistò il suo primo trionfo nel circuito maggiore in singolare, centrando anche l’inaspettato bis con il successo in coppia con Daniele Bracciali contro Molchanov e Zelenay. Le prime due coppe pregiate in bacheca e un’iniezione di energie positive.

Ricordo una settimana indimenticabile – racconta – ci arrivai da numero 84 del ranking e senza il mio allenatore (Vincenzo Santopadre, ndr) che si era preso una settimana di vacanza. In doppio non avevo mai vinto prima di allora a questi livelli e ci siamo ritrovati a sollevare il trofeo. In singolare ho battuto tre teste di serie come Rublev, Feliciano e Bautista Agut in finale. C’erano tanti italiani in tribuna ed è stata davvero una bella sensazione. Solo dopo qualche settimana ho realizzato la portata di quei giorni, in cui per la prima volta ho capito di potermela giocare alla pari con i migliori del mondo. È una consapevolezza importante da raggiungere per un giovane nel pieno percorso di crescita“.

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