Nadal vs Berrettini: che partita sarà?

A poche ore dalla sfida tra Berrettini e Nadal, Luca Bottazzi ci offre la sua analisi del match. Soprattutto se si gioca indoor, può esserci partita. Siete d'accordo?

Di Redazione
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Rafael Nadal allo US Open 2019 (foto Twitter @USOpen)
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Per varie e ovvie ragioni, note all’universale, il favorito è il pluricampione Slam Rafael Nadal. Del resto, possiamo solo analizzare quei fattori indipendenti dal palmares e dalla psicologia del gioco, anche se quest’ultima riveste il ruolo centrale, quanto imprevedibile, durante una partita di tennis. Così, se proviamo a puntare la lente su elementi indipendenti, quali la superficie del campo, la tipologia del punteggio, la combinazione tra calore e umidità prevista, e infine se l’incontro avrà caratteristiche simili al tennis indoor (uso del tetto) piuttosto che outdoor, allora otteniamo uno scenario nuovo e forse utile ad una previsione, a suo modo, indicativa.

Ebbene, la superficie in cemento eleva le caratteristiche di Berrettini, un tennista nato per queste superfici al contrario del campione Nadal che invece si è adattato nel tempo. La distanza dei cinque set aiuta il giocatore più esperto anche se dieci anni in meno a favore dell’italiano, pareggiano il conto. La temperatura prevista non supera i 20 gradi centigradi così come il tasso di umidità si attesta intorno al 70%. Si tratta di una combinazione in grado di garantire condizioni di gioco ideali, facendo tendenzialmente abbassare l’altezza dei rimbalzi. Elementi che aiutano il Berrettini nazionale, evitando al nostro portacolori di giocare a nascondino con la palla. Infatti, quando oltre la rete si trova Nadal, il primo compito del suo avversario è proprio quello di trovare la palla che arriva sempre diversa

Le previsioni meteo dicono pioggia, anche se lieve. Un aspetto per il quale è previsto di giocare con il tetto. E come è risaputo, le condizioni indoor accelerano il gioco, un altro elemento di sostegno a Matteo Berrettini. In questo modo, esaminati gli elementi sopramenzionati, emerge la concreta possibilità ambientale capace di favorire un gioco a due, tre colpi. Una dinamica poco amata dallo spagnolo, in particolare se protratta nel tempo. Resta da verificare se Matteo riuscirà a trarne operativamente vantaggio. Se così sarà, allora il pronostico favorevole al campione spagnolo, non sarà più così scontato.

Nato a Milano nel 1963, Luca Bottazzi è un ex giocatore professionista di tennis, attuale docente universitario, studioso, insegnante, autore di libri, opinionista e commentatore televisivo

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