US Open, Medvedev non si ferma più: batte Dimitrov in tre set e vola in finale

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US Open, Medvedev non si ferma più: batte Dimitrov in tre set e vola in finale

In poco più di due ore e mezza, Medvedev si conferma il fenomeno dell’estate americana. È russo il candidato più credibile a interrompere il dominio dei Big 3?

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Daniil Medvedev - US Open 2019 (via Twitter, @usopen)

[5] D. Medvedev b. G. Dimitrov 7-6(5) 6-4 6-3

Mentre pioggia e vento spazzano Flushing Meadows, sotto il tetto dell’Arthur Ashe va in scena la sfida in cui entrambi i contendenti sono a caccia della prima finale Slam in carriera. È Daniil Medvedev, inesorabile, a raggiungere l’obiettivo imponendosi in tre set su un Grigor Dimitrov che, pur non esente da qualche piccola colpa, le ha provate davvero tutte arrivando al massimo a vedere l’avversario annullargli la palla che gli avrebbe dato il primo parziale.

E pensare che, arrivato allo US Open con la sua peggior classifica da sette anni a questa parte, Grigor ha sorpreso per essere il migliore fra i semifinalisti per percentuale di trasformazione della seconda di servizio, il 59%. Anzi, come fa notare Craig O’Shannessy sul sito dell’ATP, il migliore tra chi ha raggiunto almeno il terzo turno. Proprio lui, n. 78 del ranking, che in quella statistica relativamente alle ultime 52 settimane si piazza al n. 77 (quando si dice che un tennista vale quanto la sua “seconda”) con un misero 46,8%. Ed è proprio vicino a quella percentuale (47%) che è riuscito a riportalo questa sera l’avversario.

Non è ancora arrivato il momento di fermarsi, allora, per questo Medvedev che infila la dodicesima vittoria consecutiva di una striscia iniziata a Cincinnati, dove il russo era peraltro arrivato con due finali consecutive all’attivo. Una quantità di incontri che non poteva non riflettersi sul fisico di Daniil, il quale però, fra antidolorifici, taping, trollate, piani B a base di smorzate e discese a rete, è arrivato a candidarsi con pieno diritto per un posto in finale, conquistandolo nella sua cupa e sgraziata eppur luccicante armatura da antieroe.

 

È UN BEL DIMITROV MA… – Quasi a voler rispondere subito agli interrogativi sulle sue condizioni fisiche, Medvedev accetta volentieri lo scambio da fondo con Dimitrov, che sbaglia per primo e perde subito il servizio. Due doppi falli russi e il conseguente 15-40 non gli sono sufficienti per recuperare subito lo svantaggio; Grisha si fa allora un po’ più propositivo, si avvicina alla riga di fondo, alterna velocità e rotazioni e riporta il punteggio in equilibrio. Il bulgaro sta giocando in maniera molto intelligente, senza andare in confusione a causa delle diversi armi di cui dispone ma usandole per crearsi le occasioni di vantaggio; e non si appoggia soltanto al suo indubbio atletismo per la classica “remata”, ma lo sfodera solo quando è costretto da Medvedev.

C’è anche lui, naturalmente, particolarmente bravo nel dodicesimo gioco a infilare il bulgaro con una gran rasoiata di dritto, punto che diventa decisivo nell’economia di un game in cui poi annullerà in attacco un set point. Il tie-break è caratterizzato dalla tensione che annulla i buoni propositi dei due, e al quinto doppio fallo di Daniil, Grigor replica con il suo primo doppio errore – la catena cinetica va in tilt e la seconda palla non esce dalle corde. Capito l’andazzo, il ventitreenne moscovita sembra dirgli “ok, ti lascio strada, pensaci tu” e così è: due gratuiti di dritto garantiscono il primo set a Medvedev che ha vinto due punti in meno, tirato molti meno vincenti e commesso più errori non forzati ma, evidentemente, ha incastrato il tutto alla perfezione.

SCIVOLA VIA – Non si capisce dove voglia andare il secondo parziale e neanche in che modo. Questa, almeno, è l’impressione iniziale, ma l’incertezza lascerà presto spazio all’inesorabilità della trama russa. Dimitrov, apparentemente tornato nei panni che indossava prima del tie-break, brekka subito, ma poi si mette a pensare troppo, si confonde e subisce tre giochi consecutivi. Tocca finalmente a Daniil dare segnali di insensatezza e ne fanno le spese il suo vantaggio e Marijana Veljovic, che dalla sedia annuncia per un paio di volte il punteggio sbagliato nell’indifferenza dei contendenti per poi riderci sopra.

Il numero 5 del mondo apre la bocca alla ricerca di ossigeno, l’altro ce la mette tutta per l’accelerata che gli eviterebbe un altro tie-break. Perle, tra tocchi bulgari e recuperi russi, affiorano in mezzo a scambi lunghi e regolari. Grisha non sfonda, la palla gli torna indietro più volte di quante mente e fisico siano disposti a tollerare, la lucidità sfuma e, irrimediabilmente, la “storta” efficacia prevale sulla plastica eleganza. Succede al decimo gioco che si allunga come il precedente, fino a un attacco disperato di Dimitrov punito dal passante e al successivo, inevitabile rovescio scarico del bulgaro che cede 6-4.

Sotto di due set, Grigor non sa più cosa fare con l’avversario che continua a metterlo nelle condizioni di sbagliare e presto l’inerzia porta Daniil avanti di un break. Arriva il 5-2. In un ultimo moto d’orgoglio, Dimitrov dà tutto per annullare i due match point sul proprio servizio nella speranza che l’altro avverta la tensione al momento di chiudere, ma Medvedev si affida alla battuta e guadagna con pieno merito la finale. Ventesima vittoria nelle ultime ventidue partite, quarta finale negli ultimi quattro tornei disputati, quarto posto in classifica raggiunto a scapito di Thiem. Numeri di un mese da extraterrestre.

Il tabellone maschile completo (con tutti i risultati aggiornati)

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Zverev: “Non penso che molti avrebbero scommesso sulla mia qualificazione”

LONDRA – Il tedesco è pronto per affrontare Thiem, ma è certo che sarà un match complicato. “La più grande sorpresa per me è l’eliminazione di Djokovic”

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Alexander Zverev in conferenza stampa - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

Sascha Zverev non ha tremato alla prova del nove, né ha avuto particolari scrupoli a cancellare dai sogni dei tifosi londinesi la sfida tra Federer e Nadal. Il campione in carica tedesco ha controllato la verve di Medvedev, approfittato dei suoi errori e si è preso anche la rivincita della recente finale di Shanghai. Zverev giocherà la seconda semifinale consecutiva qui a Londra contro Dominic Thiem, sconfitto solo due volte in sette precedenti.


Puoi spiegarci perché hai deciso di non disputare la coppa Davis la prossima settimana?
L’ho già detto molte volte. Per me con questo formato non è più la coppa Davis. Credo fosse l’evento storicamente più significativo del tennis con i suoi oltre 100 anni di vita e le sfide in casa e in trasferta. La Davis è l’atmosfera, è il giocare partite combattute in tre giorni al meglio dei tre set su cinque. Quella è la Davis per me e non disputarla in una settimana. Quella non è la Davis. Coppa Davis è andare in Australia, Sud America, come facevo io quando era la vera Davis. Spero che la gente capisca che è qualche cosa più dei soldi che ci stanno mettendo sul tavolo. Si tratta della storia del tennis.

 

Quali sono i tuoi pensieri in vista dell’incontro con Thiem?
Sta giocando in modo incredibile. Battere Roger e Novak su questa superficie è speciale e farlo consecutivamente è difficilissimo. Sarà un match molto complicato e non vedo l’ora che arrivi. A dirla tutta sono già felice di essere in semifinale e da qui in avanti vivrò alla giornata.

Quest’anno hai vinto un solo torneo e ora hai la possibilità di vincere questo anche grazie alla rapidità della superficie, nonostante una stagione non straordinaria. Nadal appena nominato numero 1 del mondo è già fuori. Solo uno dei Fab 4 è in semifinale. Tutte queste cose non ti paiono in qualche modo sconfessare quanto è successo nel corso dell’anno?
Non è strano. I più giovani stanno giocando meglio dello scorso anno. La più grande sorpresa per me è Novak eliminato perché le condizioni del campo sono quelle più adatte alle sue caratteristiche. Un’altra sorpresa l’eliminazione di Rafa dal nostro gruppo, per me e Stefanos era dura riuscirci. Non penso che molti ci avrebbero scommesso. Soprattutto sulla mia qualificazione in considerazione della stagione che ho disputato. Però negli ultimi 5 giorni ho giocato a un buon livello. Sarà interessante ora vedere chi vincerà. Magari sarà la prima volta di qualcuno. Mi auguro di confermarmi ma domani mi attende una semifinale durissima. 

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Zverev non trema, batte Medvedev e avanza. Nadal fuori dalle Finals

Il tedesco non sbaglia il match decisivo contro il russo già eliminato. La vittoria in due set gli permette di affrontare Thiem in semifinale. Nadal beffato, saluta il Masters di Londra

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Alexander Zverev - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[7] A. Zverev b. [4] D. Medvedev 6-4 7-6(4) (da Londra, il nostro inviato)

Presentando il match tra Berrettini e Thiem, avevamo scritto che il tennis senza pathos può essere esteticamente bello ma non appassionante. Lo ribadiamo dopo avere visto questa sera Alexander Zverev battere Daniil Medvedev in una partita piacevole ma a nostro avviso priva di pathos. Il tennista russo non aveva infatti sufficienti motivazioni – al di là di quelle economiche – per battere il suo amico tedesco dal momento che era già matematicamente escluso dalle semifinali. E infatti non lo ha battuto. Zverev incassa la vittoria senza eccessiva fatica e tiene così viva la speranza di confermare la vittoria ottenuta nella scorsa edizione.

Toccherà quindi a Stefanos Tsitsipas affrontare Roger Federer domani nella semifinale pomeridiana dove proverà a ripetere la vittoria ottenuta quest’anno agli Australian Open. Il numero 1 del mondo Rafael Nadal, nonostante la splendida vittoria ottenuta oggi contro Tsitsipas, deve invece lasciare per la nona volta il torneo senza averlo vinto.

LA CRONACA – Primo set deciso da un’unica palla break: quella concessa da Medvedev nel game di apertura. Zverev compie invece diligentemente il suo dovere al servizio mettendo in campo mediamente 7 prime ogni 10 seppure senza raggiungere le consuete velocità medie di velocità e, con una sola piccola esitazione nel game finale, in 34 minuti chiude la prima metà dell’esibizione … pardon, della partita

Il secondo parziale offre più emozioni del primo e un tennis qualitativamente migliore. I due giocatori offrono ai presenti uno spettacolo piacevole condito da colpi di squisita fattura. Meritevoli di lode in particolare un passante stretto di rovescio di Medvedev e un diritto in corsa di Zverev rispettivamente nel sesto e nell’ottavo gioco. Nel nono game Medvedev salva un break point grazie ad una grande prima di servizio e subito dopo invoca e ottiene il sostegno sonoro del pubblico che evidentemente spera nel terzo set.

Terzo set che non verrà mai, poiché nel tie-break Medvedev parte bene ma poi commette alcuni errori non forzati che gli costano la sconfitta senza essere mai riuscito a procurarsi una palla break nel corso dell’intero incontro. Nell’intervista del dopo partita a questo proposito affermerà di avere avuto per tutto il torneo grosse difficoltà alla risposta a causa dell’estrema velocità del campo. Medvedev si congeda così dalle Finals con il risultato di tre sconfitte in altrettanti incontri, mentre Alexander Zverev prosegue la sua corsa.

Sabato alle 21 italiane affronterà il primo classificato del girone Borg – Dominic Thiem – e abbiamo la sensazione che dovrà sudare molto più di quanto abbia fatto oggi per superare un avversario contro il quale in passato ha giocato sette volte perdendone cinque, l’ultima delle quali nei quarti di finale del Roland Garros nel 2018. 

 

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Nadal batte Tsitsipas ed elimina Medvedev, poi va fuori anche lui

LONDRA – Quasi tre ore di gran tennis tra Nadal e Tsitsipas, che gioca alla morte nonostante la qualificazione in tasca. Il russo è eliminato… ma era anche l’unica speranza di Rafa

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Rafael Nadal - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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[1] R. Nadal b. [6] S. Tsitsipas 6-7(4) 6-4 7-5 da Londra, il nostro inviato

Nel Colosseo contemporaneo della vecchia Londinium, l’erede del dio Hermes – in arte Stefanos Tsitsipas – non è tipo da far calcoli per evitare Federer in semifinale o eliminare Rafa dal torneo. Ha giocato alla grande, senza risparmiarsi mai, vincendo il primo set al termine di un tie-break giocato meglio di Nadal, che aveva molte più motivazioni perché era l’unico che non poteva perdere, e resistendo ai continui tentativi di break di Rafa nei due set successivi. Resistendo strenuamente ma poi cedendo in entrambi i parziali al diavolo iberico che davvero non muore mai. Nadal, che dopo aver fatto una figura pessima con Zverev e aver vinto con orgoglio e tanta fortuna – come da lui subito riconosciuto – con Medvedev (ora definitivamente fuori), ha giocato uno dei match più belli della sua stagione, considerando il periodo dell’anno a lui non favorevole (sia per l’età sia per quest’ultimo fattore, è venuto a rete 33 volte facendo il punto in 28 occasioni). E’ la 128° vittoria del mancino di Manacor senza concedere palle-break (per Federer le vittorie senza palle-break concesse sono 209).

 

Una benedizione anche per l’ATP, Associazione Totalmente Pasticciona, che ha potuto premiare col trofeo di n.1 dell’anno un giocatore che se non avesse vinto avrebbe ritirato il premio da eliminato. Anzi, un rumor autorevole in sala stampa sosteneva che Nadal non avrebbe ritirato il trofeo del n.1 del mondo se avesse perso. Chris Kermode alla fine ha potuto consegnargli un premio che Rafa riceve per la quinta volta, esattamente come Djokovic e Federer: fanno 15 anni da n.1 dei Fab Three, che diventano 16 dei Fab Four se includiamo Murray nel 2016. Ovvero tutte le stagioni dal 2004 di Federer ad oggi. L’ultimo n.1 prima dell’avvento dei marziani è stato Andy Roddick, che nel 2003 ha concluso l’interregno della durata di cinque anni tra Sampras e Federer.

PRIMO SET – Nel primo set Rafa è stato bravo a prendere la rete ogni volta che serviva, vincendo 8 punti su 10 al net. Il set alla fine lo ha perso non per via di un saldo vincenti-gratuiti negativo (-5), con Tsitsipas perfettamente in equilibrio (13 vincenti e altrettanti non forzati), né perché la sua seconda di servizio sia stata peggiore di quella, eccellente, dell’avversario (71% di punti vinti), ma semplicemente perché il greco ha giocato meglio il tie-break. Stefanos avanti 4-2 viene subito recuperato (4 pari), ma Rafa subisce un mini-break che manda il greco 5-4 con due servizi per chiudere. Ace sul primo set-point e Grecia avanti.

Stefanos Tsitsipas, esultanza – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

SECONDO SET – Nel secondo parziale sul 2 pari ecco le prime due palle break di tutta la partita, che capitano sulla racchetta di Nadal: Tsitsipas però annulla da vero campione, la prima con un dritto in uscita dal servizio di controbalzo alla Federer o quasi (Rafa aveva infatti risposto molto profondo), la seconda battendo Nadal nel palleggio, segnale non da poco in termini di personalità. Due giochi più tardi il n.1 ATP 2019, che non può perdere, sale subito 0-30 ma grazie all’esplosività dei suoi colpi Stefanos aggancia e cancella il terzo break-point, per poi chiudere con un ace. Ora il match è molto bello perché nei turni di servizio del n.6 del mondo può capitare di tutto, in un attimo si passa dal possibile break Rafa alla conferma della battuta di Stefanos, ma spessissimo alla fine di grandi colpi piuttosto che di errori. Il tutto in un contesto da Colosseo contemporaneo dove Cesare e il pubblico sono per Rafa e vorrebbero indicare il pollice verso al greco, perché significherebbe tenere vive le speranze di Federer-Nadal in semifinale (per completare il puzzle serve però che Medvedev batta Zverev).

A forza di dai e dai però, il signor Nadal va a segno alla quinta palla break a sua disposizione. Succede sul 4 pari, nel quarto turno di servizio del set in cui il greco è costretto ai vantaggi. Sul 30 pari, Rafa prende le redini dello scambio con la risposta e lo chiude con uno smash da metà campo, per poi chiudere il set 6-4. Pubblico in visibilio.

N.1 MA QUASI ELIMINATO – Già fino a qui non si è trattato di robetta, ma il terzo set è stato un alternarsi di grandi colpi tra le versioni migliori di Tsitsipas e Nadal di questo periodo dell’anno. Il rovescio magnifico a coprire tutto il campo di Stefanos e il dritto lungo linea dei tempi d’oro con cui Rafa lambisce un frammento di riga valgono da solo il prezzo del biglietto, ma c’è molto di più e il meraviglioso equilibrio si rompe sul 5 pari, quando la quinta palla break del set per Rafa (nessuna per Tsitsipas, che peraltro non sta affatto demeritando) viene trasformata. Dopo 2 ore e 48 minuti Rafa serve per la speranza di andare in semifinale e non fallisce, aggiudicandosi il set con 17 vincenti (di cui 9 a rete) e 9 gratuiti nel terzo set, poi ritira il trofeo del n.1. Stasera però sarà un tifoso qualunque di Medvedev. Un tifoso qualunque che potrebbe non essere protagonista dei due giorni decisivi delle Finals dopo essere stato celebrato qui come primo del mondo.

Rafael Nadal con il trofeo del numero 1- ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

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